Pubblicato nella 'Economia' Categoria

La politica economica del nuovo globalismo

Opinione (Nikolay Kobelev, Professore di Economia all’università Finanziaria Russa): “Lo sviluppo delle forze produttive ha raggiunto un livello per cui il 10% della forza lavoro è sufficiente al resto dell’umanità. La produzione agricola e l’industria dell’Argentina, con una popolazione di 40 milioni di persone può sfamare il resto del mondo.

L’industria e la tecnologia possono ricevere tutti I materiali che sono necessari dagli elementi naturali che si trovano in abbondanza sulla crosta terreste e nell’aria. Le risorse di Energia (Petrolio, gas, carbone) possono essere sostituite (con l’energia atomica, il vento, le onde ed il sole); La mancanza di energia ed i limiti delle risorse non sono una minaccia per l’umanità.

Ma i meccanismi di controllo sociale e politico condotti secondo vecchie teorie e modelli inadeguati ci impediscono di gestire il mondo come fosse un unico insieme. La crescita rapida dell’influenza politica delle corporazioni transnazionali e dei gruppi finanziario-industriali ha portato i governi a perdere il controllo dell’economia del mondo.

I Processi globali del mondo sono diretti dai soldi, dale grandi corporation e da un manipolo di persone che possiedono enormi risorse finanziarie. Ognuno di loro si dedica al’oggetto dei propri affari. I soldi sono diventati l’unità di misura non solo dell’economia e della produzione ma anche dell’educazione della scienza e della medicina, che non possono essere misurate secondo quantità di denaro.”

Il mio commento: Se l’umanità non cambierà usando il metodo della Forza Superiore, della Luce, allora ovviamente gli scettici avranno ragione. Ma prioprio la stessa Ohr Makif, la Luce che circonda, prodotta dal nostro egoismo lo correggierà. E quindi non c’è posto per nessun altro metodo.
[131997]

Materiale correlato:

Globalizzazione
Il petrolio a buon mercato e la globalizzazione finiranno insieme!

I robot toglieranno il lavoro alle persone

Notizia (tratta da “Business Insider”): “Sono in arrivo grandi cambiamenti nel mercato del lavoro, per i quali né le persone né i governi sono preparati, sostiene Bill Gates.

Durante un discorso tenuto a Washington il 13 Marzo, presso quella fucina di idee che è l’Istituto Americano per l’Impresa (The American Enterprise Institute), Gates ha affermato che entro 20 anni molti posti di lavoro spariranno, rimpiazzati da software per l’automazione (“robot” in termini tecnici, anche se Gates ha usato la locuzione “subentro di software”).

Questo è ciò che egli ha detto:

“Un vero e proprio subentro di software, che sia per rimpiazzare autisti, camerieri o infermieri[...] sta prendendo piede[...] nel corso degli anni la tecnologia farà diminuire la richiesta di figure professionali, soprattutto nella fascia più bassa di competenze[...] entro 20 anni la richiesta del mondo del lavoro per molte competenze sarà sostanzialmente inferiore. Non penso che ora la gente riesca ad immaginarsi una cosa del genere.”

A Gennaio la rivista “The Economist” ha pubblicato una approfondita panoramica sull’argomento ed ha indicato oltre una dozzina di figure professionali che sicuramente saranno sostituite dai robot nei prossimi 20 anni, inclusi addetti al telemarketing, contabili e venditori al dettaglio.”

Il mio commento: C’è un’unica via d’uscita: ridurre la produzione in eccesso e rimpiazzare ciò che resta con l’automazione. Le persone che saranno libere dai processi produttivi potranno essere impiegate per aprire università, dove si potranno imparare il metodo e la pratica dell’interazione integrale, fino a quando si raggiungerà il punto di unione dell’umanità.
[131435]

Materiale correlato:

I robot ci portano via il nostro lavoro?”
La Terza Rivoluzione Industriale

“La salita dell’Anti-Capitalismo”

Nelle notizie (dal The New York Times): “Stiamo cominciando ad assistere ad un paradosso nel cuore del capitalismo, quello che ha spinto verso la grandiosità, ora minaccia il suo futuro: Il dinamismo intrinseco dei mercati concorrenziali sta portando i costi così in basso che molti beni e servizi stanno diventando quasi liberi, abbondanti, e non più soggetti a forze di mercato. [...]

“Il primo sentore del paradosso è avvenuto nel 1999, quando Napster, il servizio di musica, aveva sviluppato una rete che permetteva a milioni di persone di condividere la musica senza pagare i produttori e gli artisti, scatenando il caos nel settore della musica. Fenomeni simili sono andati a disturbare gravemente le industrie giornaliere e di editoria. I consumatori hanno iniziato a condividere le proprie informazioni e quelle di intrattenimento, via video, audio e testo, quasi libero, bypassando del tutto i tradizionali mercati. [...]

“Migliaia di appassionati stanno già facendo i propri prodotti utilizzando le stampanti 3-D, software open-source e plastica riciclata come materia prima, a costo marginale vicino a zero. Nel frattempo, più di sei milioni di studenti sono iscritti a massicci corsi online aperti gratuitamente, il cui contenuto viene distribuito a costo marginale vicino a zero.

“Ora il fenomeno è in procinto di colpire l’intera economia. Un formidabile nuova infrastruttura tecnologica – l’Internet degli oggetti – sta emergendo con la possibilità di spingere la gran parte della vita economica quasi a costo marginale vicino allo zero nel corso dei prossimi due decenni. Questa nuova piattaforma tecnologica sta cominciando a collegare tutto e tutti. [...]

“Da nessuna parte il fenomeno del costo marginale vicino a zero ha avuto un impatto maggiore che sul mercato del lavoro, dove gli uffici e le fabbriche senza lavoratori, il commercio al dettaglio virtuale, la logistica automatizzata e le reti di trasporto sono sempre più diffusi. Non sorprende che le nuove opportunità di lavoro si trovano nella comune collaborazione nei settori che tendono ad essere senza scopo di lucro e per rafforzare l’infrastruttura sociale – l’educazione, la cura della salute, l’aiuto dei poveri, ripristino ambientale, la cura dei bambini e l’assistenza agli anziani, la promozione delle arti e la ricreazione. [...]

“Stiamo, tuttavia, entrando in un mondo in parte al di là dei mercati, dove stiamo imparando a vivere insieme in un crescente interdipendenza, collaborazione, e uso dei beni comuni globali”.

Il mio commento: Il nostro intero sviluppo ci porta alla necessità di passare ad un nuovo livello di comunicazione, un mondo senza confini, la dipendenza generale, e la rete virtuale del mondo materiale diventerà parallela alla rete spirituale del mondo superiore.
[131151]

Materiale correlato:

“Il capitalismo e la democrazia non sono compatibili in Internet”
L’ Economia di oggi è 90% aria

L’ondata di default copre la Cina

Notizie (da Forbes): L’economia cinese sta rallentando, le società con sovrapproduzione o grandi debiti dichiarano default e bancarotta. neanche il Politburo sa fino a che punto può arrivare questo processo: i mercati sono in crisi, molte aziende vivono di sostegno statale, il debito societario in 7 anni è aumentato di 10 volte.

La Cina è sull’orlo della crisi: è la prima volta nella storia del paese che si verifica un default sulle obbligazioni societarie. Gli economisti ed i funzionari governativi avvisano che dopo ne seguiranno altri. L’economia cinese ha rallentato del 7%. E’ una crescita troppo lenta per le imprese che soffrono di sovrapproduzione.

Non guadagnano nulla e sopravvivono attraverso il sostegno delle autorità. Questo default è il primo segno di un’onda imminente dei fallimenti in Cina. L’economia rallenta, le aziende abituate ad una crescita a due cifre della domanda e ad un credito a buon mercato, non riescono ad adempiere ai propri obblighi secondo le mutate circostanze.

Il mio commento: Tutto il nuovo sistema mondiale si trova in default, e quanto prima riconosciamo questo, più facile saremo in grado di modificarlo in un nuovo sistema mondiale – in un’economia razionale.
[130333]

Materiale correlato:

La crisi, quando diventeremo consapevoli delle sue cause?
Il pianeta sull’orlo

“La Rivoluzione Circolare”

Opinione (Frans van Houten, Direttore Operativo [Chief Executive Officer] di Royal Philips): “Oggi, il mondo ha bisogno di un mutamento di paradigma simile. Però questa volta è il modello economico prevalente che deve essere trasformato […] Il problema è che il mondo ha mantenuto a lungo un focus miope sulla produzione e sul consumo della merce al minor costo possibile. Un’economia lineare basata sull’uso rapido, sullo smaltimento e sostituzione della merce, è il risultato.

“Sostenere il modello attuale richiederebbe risorse facilmente accessibili ,illimitate e spazio infinito per i rifiuti – qualcosa che chiaramente non è possibile. Infatti, le conseguenze della nostra economia usa e getta – emissioni di anidride carbonica alle stelle, flussi di rifiuti ingestibili, e la difficoltà crescente dell’estrazione delle risorse, per citarne alcuni – sono già evidenti.

“Per trovare un’alternativa sostenibile, uno deve soltanto guadare la natura, dove niente viene sprecato. … Questo richiede una nuova generazione di materiali, come sviluppo e produzione innovativi. Richiede anche una domanda di modelli nuovi di commercio, un concetto ridefinito di titolarità e uso legale, regole nuove per appalti pubblici, e strategie di finanziamento nuove. Finalmente, un’economia circolare chiede una logistica di adattamento e una cultura di direzione che abbraccia nuovi sistemi e premia i progressi verso la sua istituzione.

“Però il commercio non può trasformare l’economia da solo. Allo scopo di spostare l’attenzione delle imprese dalla minimizzazione del costo iniziale per massimizzare il valore totale, garantendo la protezione della salute e il benessere della gente, i governi devono cambiare le loro procedure di appalto implementando i requisiti di esecuzione per circolarità, in questo modo contribuendo a stimolare la domanda per nuove soluzioni.

“Allo stesso tempo, i consumatori devono essere aperti a utilizzare prodotti che non possiedono. Perché l’economia circolare è intrinsecamente sistemica, può succedere solo se tutte le parti interessate disegnano, creano, e possiedono insieme i prodotti e i servizi. […]”

“Come tutte le grandi transizioni nella storia umana, lo spostamento dal lineare all’economia circolare sarà tumultuoso. Esso sarà caratterizzato da pionieri e scettici, vittorie e ricadute.”

Il mio commento: I capitalisti non cambiano mai il loro obiettivo: in ogni caso il massimo profitto. Il nostro egoismo non può pensare ad altro. La transizione all’economia solidale, dove solo le necessità sono prodotte in modo ecologico per l’ambiente, è possibile solo tramite la rieducazione dei capitalisti sia volontariamente (spiegando la sua necessità) o contro la loro volontà (tramite sofferenza e crisi).
[130048]

Materiale correlato:

Crisi: La ricerca di una soluzione
“Che cosa andrà a sostituire il modello della globalizzazione?”

I governi dovrebbero ridurre le disuguaglianze

Opinione (Kenneth Rogoff, Thomas D. Cabot Professore di Politiche Pubbliche e Professore di Economia alla Harvard University): “C’è qualche piccolo dubbio che la globalizzazione e l’innovazione tecnologica siano le forze trainanti dietro alla crescente disuguaglianza, ha detto Rogoff in una discussione a tavola sulla disuguaglianza di reddito e il ruolo del denaro in politica. Quindi, per la stabilità del sistema, ‘la politica del governo dovrebbe attenuare gli effetti di questo grande cambiamento che la tecnologia e la globalizzazione sta ottenendo e non esacerbarlo.’ “

Il mio commento: Questo è possibile solo prendendo coscienza della necessità di salire al prossimo livello di sviluppo umano. E’ possibile raggiungere la consapevolezza di questa necessità in due modi: o sotto l’influenza di una grande sofferenza o con una forte diffusione del metodo dell’educazione integrale e istruzione, o ambedue insieme.
[129980]

Materiale correlato:

La grande trasformazione – Dare forma a nuovi modelli
L’Economia della condivisione: L’Economia del futuro

In Europa, il 13% dei giovani non lavora e non studia

Messaggio ILO: I giovani di oggi vivono con un senso di incertezza per il futuro. Hanno poca speranza ed opportunità di prosperare. In Europa, il 12,7% dei giovani non lavora e non studia. Nel mondo si osserva una preoccupante tendenza verso una maggiore disuguaglianza tra paesi e all’interno dei paesi stessi.

Oggi l’1% della popolazione mondiale – i cittadini più ricchi – hanno lo stesso reddito delle 3,5 miliardi di persone più povere in generale.

Dall’altro lato, i sistemi di protezione sociale ben progettati contribuiscono ad aumentare il reddito e il consumo interno del popolo, lo sviluppo del capitale umano e della produttività. Purtroppo, però, il rapporto di ILO dice: che nel mondo di oggi il 76% della popolazione vive senza un adeguato sostegno sociale e di protezione.

Il mio commento: Il governo non avrà altra scelta che fornire tutta la popolazione, occupati e disoccupati, con beni e servizi essenziali. Ma questo non eliminerà il degrado della popolazione e magari poi si renderà conto della necessità dell’educazione integrale. Altrimenti nasceranno conflitti, che spingeranno verso la guerra civile o internazionale.
[129774]

Materiale correlato:

Un piano per combattere la disoccupazione giovanile nell’UE
I problemi di alloggio hanno raggiunto gli Europei

L’economia è peggiorata rispetto al 2008

Opinione (F.F. Wiley, blog Cyniconomics): “Le guerre ed i sistemi politici sono i due fattori fondamentalmente determinanti del percorso a lungo termine di un economia.

“La spesa militare richiede una valutazione diversa perché l’esito positivo o negativo si basa sul fatto che le guerre si vincono o si perdono.[...] In ogni caso, la spesa militare non è il nostro obiettivo qui.

“Ci sono 11 paesi nella nostra analisi, scelti in base ad una regola che abbiamo usato in passato – il PIL deve essere grande quanto quello dei Paesi Bassi. Siamo partiti dal 1816 per quattro degli 11 (USA, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi). Altri sono stati aggiunti in epoche successive, in funzione soprattutto della disponibilità dei dati.

“Non solo globalmente il bilancio della non-tutela è sceso a livelli mai visti prima, ma è caduto lungo una linea di tendenza che non mostra segni di appiattimento. La linea di tendenza è disastrosa fiscalmente. Essa suggerisce che non siamo mai stati in una situazione paragonabile a oggi. In sostanza, i paesi sviluppati del mondo stanno seguendo lo stesso percorso che è fallito, di volta in volta, nelle nazioni cronicamente insolventi del mondo in via di sviluppo.

“In gran parte del mondo, la Grande Depressione ha innescato una graduale espansione del ruolo dello Stato. I funzionari pubblici non sono riusciti a creare una struttura sostenibile per le loro reti di sicurezza sociale, e hanno cavato con questo una parte da spazzare sotto il tappeto dei veri costi dei loro programmi.

“Le banche centrali hanno soppresso i meccanismi normali (e sani) di mercato con la forzatura delle responsabilità, tagliando i tassi di interesse e l’acquisto del debito pubblico. I regolatori hanno portato ulteriormente i mercati fuori dall’equazione premiando le banche private per i prestiti ai governi, mentre i politici e le banche centrali hanno sottoscritto efficacemente i rischi delle banche private.

“Le politiche monetarie hanno incoraggiato altrettanto la pericolosa crescita del credito privato e altri eccessi finanziari, con conseguenti distruttive battute d’arresto del budget come la stagflazione e le crisi bancari.

“Le decisioni di bilancio sono state fatte senza considerare l’inevitabilità di queste battute d’arresto, perché gli economisti armati di grande influenza sul processo di budgeting hanno assunto una utopia ingenua di infinita espansione economica.
“Sul lato positivo, il disastro fiscale dovrebbe contribuire a innescare i cambiamenti necessari”.

Il mio commento: Oppure può succedere realizzando la necessità di una ristrutturazione fondamentale di tutta la società, la sua ri-educazione. E questo porterà alla ristrutturazione di tutta la vita: economica, famigliare, politica sociale, e così via. Nel nostro mondo, non ci sono altri mezzi per cambiare la nostra vita ed evitare disastri, ma solo trasformando l’essere umano stesso.
[127707]

Materiale correlato:

I paesi BRICS sono a rischio

“Il Sistema Monetario Globale è diretto al collasso”

I venditori non devono governare

Opinione: (Anatoly Wasserman, scrittore, consulente politico, studioso): “Il concetto di liberalismo considera solo i rapporti dualistici tra gli individui, non tenendo conto che esistono ulteriori interazioni ad influenzarci a vicenda.

“Il desiderio di essere limitato da interazioni dualistiche è collegato al fatto che il concetto liberalistico è commerciale. La produzione e il commercio sono considerati parti di un unico processo, ma sono costantemente in competizione. Non si può vendere ciò che non è stato ancora fatto, e non ha senso produrre qualcosa che, ovviamente, non sarà venduto – da questo punto di vista, il processo è veramente unificato.

“Ma in ogni confronto, la posizione dei venditori è più forte della posizione dei produttori: $1  – all’inventore, $10  – al produttore, $100 – al venditore. Quando il mercato è in crescita, il confronto è piccolo perché c’è qualcosa da condividere. Ma nei momenti difficili, i venditori soffocano i produttori per garantire una maggiore prosperità per se stessi.”

Il mio commento: E’ necessario eliminare il processo di scambio e sviluppare l’industria su una scala che permette un equa distribuzione di prodotti e servizi essenziali.
[127628]

Materiale correlato:

Come riempire il vuoto?
La grande trasformazione – Dare forma a nuovi modelli

I politici non lasciano crescere l’economia

Opinione (Joseph E. Stiglitz, economista e premio Nobel e professore alla Columbia University): Le previsioni più terribili per il lungo periodo di stagnazione e calo del tenore di vita delle persone negli Stati Uniti e in Europa possono avverarsi a causa degli errori dei governi. Le autorità impongono un programma di austerità, si rifiutano di attuare le riforme, riducono la spesa per l’istruzione e la sanità.

Per i politici, non è pericoloso: i redditi delle elite crescono a scapito del mercato azionario. Ma la gente comune soffre: il loro tenore di vita cade, senza prospettive di miglioramento. Soluzione: la gente comune deve prendere la situazione nelle loro mani, non c`è più speranza nei confronti del potere.

Il mio commento: La nostra natura, l’egoismo è al di sopra della nostra mente, e noi siamo in suo potere. Ci costringe ad agire irrazionalmente, anche sotto la minaccia della nostra stessa morte. Come è detto: “l’angelo della morte porta una spada all’uomo e la spada ha una goccia di veleno nella punta e lui è costretto ad aprire la bocca e ingoiarla, per soddisfare il suo egoismo, la sensazione di vita, anche se questa goccia lo uccide”. L’élite non può limitare se stessa nello sfruttamento della società, anche se è sotto la minaccia di rivolte, di guerre, e dell’autodistruzione.
[127552]

Materiale correlato:

La crisi è uno dei “tentacoli” del mostro della globalizzazione
Il mondo è in attesa di nuove idee