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Aumento di reddito per un terzo degli abitanti del pianeta

Commento: Più di un anno fa, è stato firmato il più grande accordo commerciale della storia tra 15 paesi. Prometteva un aumento del reddito per un terzo degli abitanti del pianeta e dava speranza per un ritorno al commercio e alla cooperazione mondiale. L’accordo univa la Cina e i paesi della regione Asia-Pacifico compresi Australia, Giappone e Corea del Sud.

L’accordo permette ai partner commerciali in Asia di avere accesso ai reciproci mercati, ridurre le tasse sulla merce e migliorare gli standard di vita, soprattutto nei paesi più poveri della regione. Dicono: “l’accordo è aperto a tutti. Stiamo aspettando l’India”.

Perché non vivere così? Hanno stabilito degli obiettivi nobili. Anche se sono egoisti, sono intenzionati a fornire reddito alle persone povere che attualmente non hanno nulla.

La mia risposta: Sì, le persone lì vivono in povertà, certamente.

Domanda: Perché tutti i leader non riescono a innalzarsi al di sopra del loro orgoglio, ad entrare in un’unica unione e iniziare lentamente a risvegliare il nostro mondo, che è in continua discesa economica?

Risposta: Non credo che sia possibile. E non spero nemmeno che sia tutto così gioioso come scrivono. Qualcuno deve vincere a spese di chi perde.

Il nostro mondo è tale! Quindi, gli accordi sono accordi, ma poi la politica e l’egoismo meschino entrano in gioco, e questo è quanto.

Domanda: Quindi non riusciremo a vivere normalmente in questo mondo?

Risposta: No. Non possiamo. E questi impulsi positivi non sono del tutto positivi. Il punto è, come faranno a vincere? A spese di chi vinceranno?

Domanda: Quindi pensi che in un modo o nell’altro bisogna sopprimere l’altro?

Risposta: Il nostro mondo è creato in questo modo.

Domanda: E quando parlano di “accordi equi”?

Risposta: È ciò che dicono sempre: condizioni di beneficio reciproco, commercio reciproco, benessere delle nazioni.

Domanda: Quale unione funzionerà?

Risposta: Quella con un obiettivo diverso: portare le persone all’unione, innalzarsi al di sopra di se stesse, al di sopra del loro egoismo e della loro natura. Altrimenti nulla funzionerà.

Domanda. Quindi il mio obiettivo di portare benessere a un terzo o alla metà della popolazione mondiale, al mondo intero, non funzionerà in ogni modo?

Risposta: No.

Domanda: E l’obiettivo dovrebbe essere che i popoli del mondo si uniscono?

Risposta: Sì. Un obiettivo tale è in uno stato di equilibrio positivo con la forza generale della natura e con lo sviluppo generale dell’umanità. E allora, funzionerà di sicuro.

Domanda: Riesci a immaginare tali leader che dicono: “ora ci uniamo per….”

Risposta: E spiegheranno che “il potere viene prima della giustizia” che non si può andare contro la natura. E ne consegue che andare contro questa legge basilare della natura, significa calpestare di nuovo una sorta di rastrello, da un lato o dall’altro, con pretesti diversi, non importa.

Domanda: Significa che se una persona non cambia ed è un lupo per un altro uomo, o sarà in competizione con un altro…?

Risposta: In origine sono lupi. E non lo nasconderanno con delle buone azioni esterne. Questo verrà fuori e li porterà forse ad una guerra ancora più grande tra di loro.

Domanda: Stai dicendo che se siamo lupi, allora non possiamo ottenere nulla in questo mondo?

Risposta: Nulla, soltanto sopprimerci l’un l’altro, soltanto elevarci sopra gli altri. Dobbiamo giocare il nostro egoismo.

Domanda: Chi deve diventare il lupo perché tutto accada? Perché tutto sia buono?

Risposta: Deve capire la sua natura di lupo, e capire che al giorno d’oggi non possiamo agire in altro modo, ma solo prendendo coscienza della nostra natura e resistendo gradualmente insieme ad essa. Non è facile, ma dobbiamo almeno ammetterlo.

Domanda: Quale consiglio daresti ai leader in questa situazione, in questo mondo? Se ti ascoltassero, che cosa diresti? Prendetevi cura di voi?

Risposta: Sì, prendetevi cura di voi. Scrivete una comunicazione interna generale delle vostre intenzioni e come pensate di realizzarle, spiegatelo tra di voi. Questo è possibile solo se avanzate insieme allo sviluppo della natura in modo che il vostro sviluppo coincida con il suo sviluppo.

Vediamo nel corso di milioni di anni (per l’umanità si tratta di migliaia di anni) come la natura ci sviluppa in maniera egoistica e allo stesso tempo crea condizioni tali da portarci a gestire questo egoismo e bilanciarlo. E se non lo facciamo, allora viene fatto tramite la guerra.

Quindi non abbiamo altra scelta se non di capire, prima di tutto, la nostra natura, lo stato in cui ci troviamo e quale dovrebbe essere la strada del nostro sviluppo e che è necessario essere in connessione tra di noi al di sopra del nostro egoismo.

Domanda: Ed è questo il tuo consiglio per i leader?

Risposta: Sì di ammettere che siamo tutti egoisti. Non è così difficile. Ma il fatto che dovremmo lavorare sul nostro egoismo e avvicinarci gli uni agli altri, questo è già un problema. Come possiamo innalzarci al di sopra del nostro ego e agire contro di esso? Come possiamo indebolire i legami egoistici tra di noi e sostituirli con dei legami più o meno altruistici, equi, basati effettivamente sulla comprensione reciproca e sulla connessione reciproca? Non è semplice.

Domanda: La legge della garanzia reciproca di cui stiamo parlando, sarebbe adatta a loro? Può essere inclusa nella comunicazione interna generale?

Risposta: In linea di principio, questo implica che ci impegniamo ad agire in assistenza reciproca.

Domanda: Assistenza reciproca a cosa?

Risposta: La mutua assistenza economica, che di fatto fornisce uno sviluppo universale, quello in cui nessuno agisce a spese degli altri, in modo che nessuno sopprima l’altro.

E com’è possibile se siamo in uno spazio chiuso, in un mondo chiuso? Dobbiamo inizialmente determinare da soli le norme del nostro comportamento, ognuno in relazione a tutti. Si tratta, per così dire, di un gruppo di 15 persone che devono elaborare una sorta di sistema per relazionarsi armoniosamente.

Domanda: E se decidessero di costruire un tipo di territorio comune in cui tutti potranno, in generale, essere soddisfatti di questa connessione, allora dovrebbero seguire questi principi?

Risposta: Devono sviluppare la popolazione. Devono spiegare alla popolazione che il futuro del mondo si trova nella buona connessione tra le persone, altrimenti la guerra dei nostri tempi, li distruggerà in un secondo.

Quindi è necessario agire in modo tale da non portare queste 15 nazioni ad una guerra feroce nella quale sono già stati, ognuno a modo suo; ma qui può esplodere in modo generale. Quindi questa associazione si separerà in tante piccole associazioni diverse, che inizieranno a combattere tra di loro, ognuno per avere più potere, e così tutto finirà.

Domanda: Questo cercare una buona connessione, è necessario, vero?

Risposta: Chi guiderà questa buona relazione? Chi la promuoverà? Chi capisce cosa sia una buona connessione? Chi si opporrà ai politici egoisti individualisti, ognuno dei quali a sua volta vuole scavalcare tutti ed essere al di sopra di loro? Questa è la natura del mondo. E chi è a capo di questi stati? Gli egoisti più grandi.

Quindi io non lo so. Personalmente, quando guardo tutto questo, mi preoccupo solo che non esploda.

Se non seguono la via dell’educazione corretta della popolazione delle 15 nazioni, allora alla fine, vedranno quanto sono arrabbiati gli uni con gli altri, quanto il loro egoismo interiore non gli permette di connettersi tra di loro almeno un po’, e di conseguenza una guerra commerciale avrà inizio, poi una guerra politica, e poi una guerra reale.

Domanda: Quindi l’unico modo è tramite l’educazione?

Risposta: Solo l’educazione, per cambiare l’uomo.

 

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 1/3/22

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Gli Hunger Games della guerra

Dopo un mese di guerra in Ucraina, si prevede una crisi alimentare mondiale senza precedenti. Le esportazioni di grano della Russia e dell’Ucraina insieme rappresentano quasi il 30% della produzione globale, mentre la Russia è il principale esportatore di fertilizzanti nel mondo. Pertanto, il conflitto minaccia di scatenare rapidamente una “tempesta perfetta” nell’agricoltura globale, influenzando la disponibilità di cibo e i prezzi. Alla sua base, dobbiamo renderci conto che la fame incombente non è il risultato di una mancanza di cibo, ma una conseguenza di un eccesso di egoismo umano.

Se consideriamo che circa 45 milioni di persone nel mondo sono già sull’orlo della carestia, e quasi 283 milioni di persone in 81 paesi sono ad alto rischio di insicurezza alimentare (secondo le stime del World Food Program), le previsioni per il futuro non sono promettenti. Una stretta energetica e l’aumento vertiginoso dei prezzi del gas naturale hanno inferto un duro colpo alla produzione alimentare e ai costi di trasporto.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura prevede un’impennata di almeno il 20% dei prezzi dei prodotti alimentari nei prossimi mesi, oltre alle interruzioni e agli aumenti dei costi dovuti alla pandemia COVID-19. Si prevede che la situazione aggraverà fortemente la sicurezza alimentare globale e creerà disordini sociali e instabilità.

Se il mondo avesse affrontato correttamente il problema della sicurezza alimentare, forse non avrebbe raggiunto una crisi tale da mettere in pericolo le provviste che potrebbero mettere milioni di persone in pericolo di fame. Avremmo potuto affrontare la situazione in modo sano e valutare ciò che abbiamo, quanto è necessario, chi manca e come distribuire al meglio le nostre risorse, come in una famiglia.

Il problema è che mentre il mondo è sempre più interdipendente, allo stesso tempo è diventato sempre più disconnesso. Nessuno pensa veramente al benessere degli altri. In alcuni luoghi, i cereali di base per il consumo saranno addirittura bruciati per mantenere alti i prezzi, facendo letteralmente morire di fame la gente in altri luoghi. Quindi la crisi alimentare che affrontiamo non è una questione di disposizioni limitate, ma la mancanza di preoccupazione e responsabilità reciproca tra di noi.

Questa non è la prima crisi alimentare che il mondo ha affrontato e non sarà l’ultima. I miliardi di dollari ricevuti dalle organizzazioni internazionali per affrontare la fame avrebbero potuto sfamare più volte il mondo intero, ma il problema non viene risolto perché non c’è un vero interesse a trovare una soluzione. La fame è un affare redditizio e un modo di dominare. Coloro che ne traggono profitto saranno felici di perpetuare la fame. Altri, in un’analisi a mente fredda, guardano addirittura la popolazione mondiale di 8 miliardi e pensano che sarebbe più facile e vantaggioso, nel complesso, occuparsi della metà di quel numero di persone, come accadeva cento anni fa quando si richiedevano meno risorse naturali.

A mio parere, finché non affrontiamo il cuore del problema, che è l’egoismo nella natura umana e la guerra tra interesse personale e interesse comune, non troveremo alcun rimedio ai nostri guai. Abbiamo finito le opzioni. Solo elevarsi al di sopra degli interessi egoistici per il beneficio comune può risparmiare all’umanità molti altri anni di inutili tormenti.

La crisi alimentare che affrontiamo dovrebbe costringerci a rivalutare le nostre priorità su come gestire i problemi globali. Solo quando le persone capiranno che tutti nella società dipendono da tutti gli altri e che il mondo è come un corpo in cui una grave malattia in uno dei suoi organi colpisce l’intero sistema fino al collasso, cominceremo a cambiare. In quel momento cominceremo a vedere atti di preoccupazione reciproca, e sistemi di supporto che sono stabiliti dalla comunità, dalle autorità e da tutti i responsabili per l’emergere di una nuova società di responsabilità reciproca. L’umanità semplicemente non ha altra scelta, non c’è altro modo per sopravvivere. 

Tutto sarà rubato come al solito

Nelle notizie (CNN): “Un piccolo gruppo di individui ultra ricchi potrebbe aiutare a risolvere la fame del mondo con solo una frazione del loro patrimonio netto, dichiara il direttore del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite.

“I miliardari devono farsi avanti ora, una tantum”, ha affermato David Beasley in un intervista a “Connettere il Mondo” con Becky Anderson della CNN andata in onda Martedì, citando specificamente i due uomini più ricchi al mondo, Jeff Bezos e Elon Musk.

“6 miliardi di dollari per aiutare 42 milioni di persone che moriranno letteralmente se non le raggiungiamo. Non è complicato,” ha aggiunto.

Commento: Stiamo parlando solo del 2022, e poi ne servirà sempre di più.

Risposta: Ogni volta sempre di più.

Domanda: Le persone moriranno di fame sempre di più ogni anno?

Risposta: Naturalmente. Ci sarà grande abbondanza e allo stesso tempo grande carenza in tutto, nei prodotti di base, come pane, acqua, e riso, le cose di cui le persone hanno bisogno.

Domanda: Quindi non pensi che ci sarà una mancanza generale di tutto. Ci saranno delle riserve da qualche parte e tutto sarà in abbondanza?

Risposta: E enormi eserciti custodiranno queste riserve, e accanto a loro gli affamati moriranno di fame. Sarà molto aperto. Tutto questo sarà nelle notizie. La gente vedrà tutto questo e dirà, “Quanto siamo dispiaciuti per queste persone che muoiono di fame.” E non faranno nulla.

Commento: Per favore rivelaci i piani dell’egoismo. E’ così insidioso.

Risposta: L’egoismo non mira in alcun modo a soddisfarci, ma solo ad insegnarci come agire. E per renderci conto che la nostra dipendenza reciproca è il nostro problema, ma questa è anche la nostra salvezza.

Cioè, se possiamo superare questo problema, arrivare alla connessione e usarla correttamente per la nostra unificazione, allora capiremo perché ci è stata data, e saremo grati che ciò stia accadendo.

Domanda: Qual è la conclusione? Cosa dovrebbe accadere affinché l’umanità non muoia sempre di più di fame? E una comprensione di cosa?

Risposta: Capire che questo non sta accadendo per non morire di fame, ma perché dobbiamo unirci. Dobbiamo unirci.

Domanda: L’umanità questo lo capirà?

Risposta: Con una bacchetta per la felicità.

Domanda: Dici che si può capire solo attraverso molte carestie?

Risposta: Forse attraverso molte carestie. Baal HaSulam parla della terza e della quarta guerra mondiale, che saranno quelle atomiche.

Domanda: Perché l’egoismo è così inflessibile?!

Risposta: Questa è la natura. Questa è la natura che nemmeno conosciamo, non raggiungiamo, e non possiamo immaginare. Puoi percuotere quanto vuoi, ma rimane la stessa.

Commento: Sembra che nulla possa conquistarla.

Risposta: Niente può conquistarla. Esiste solo una forza superiore. Se riesci ad attirarla, allora addolcirà questo egoismo, e sarai in grado di usarlo correttamente.

Domanda: Significa che non credi in nessun piano corporeo?

Risposta: Non ci possono essere  buoni piani corporei!

Domanda: Allora per cosa li stiamo costruendo? Stiamo facendo tutti questi piani, il futuro dei paesi, il futuro di qualunque cosa tu voglia. E’ anche questo egoismo a spingerci?

Risposta: Perché esistiamo in questo, viviamo in questo, non vediamo nient’altro, ed è quello che facciamo. Crediamo di poter fare qualcosa e non capiamo che stiamo passando da fallimento a fallimento.

Non abbiamo nient’altro, né per l’umanità, né per te e me. Capiamo solo perché non è rimasto nulla. Perché abbiamo già toccato il fondo, come si suol dire. E’ così! Siamo giunti a una chiara comprensione della causa, dell’effetto, e della fine di tutto. Il mondo però, non capisce. Ma non ha comunque un posto dove andare.

Risposta: Ho bisogno di persone che sappiano esprimerlo con le parole giuste in modo che dopo tutto scuotano il mondo. Per scuotere in qualche modo tutta l’umanità.

Quando raggiungeremo la disperazione assoluta, scopriremo finalmente che solo elevarci al di sopra del nostro egoismo, cambiando la nostra natura, può salvarci. Allora questa azione accadrà!

Domanda: Nessun denaro può salvarci?

Risposta: Quali soldi?! E’ l’ultima cosa.

Domanda: Perché, allora, esiste questa illusione? Tutti hanno questa piccola speranza che questi piani possano essere implementati, che i soldi aiutino.

Risposta: Perché l’umanità non ha nient’altro! Nulla!

Quindi, per cosa possiamo sperare? Dobbiamo assicurarci che ci sia una riserva governativa, una riserva familiare, o qualcosa del genere.

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 11/18/21

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L’inflazione può essere utile

In tutto il mondo occidentale i prezzi sono in aumento. Negli Stati Uniti, i prezzi al consumo sono aumentati di oltre il 6%, il massimo dagli anni ’90. In Germania, i prezzi sono aumentati del 4,5% e nel Regno Unito del 5,1%. Queste economie leader dimostrano cosa stia accadendo in Europa e Nord America. Gli esperti ci dicono che gli intasamenti nelle catene di approvvigionamento hanno creato una carenza di prodotti e di materie prime e un aumento della loro domanda, che ha fatto aumentare i prezzi a dismisura.

Credo che possiamo far lavorare l’inflazione per noi. Possiamo trasformarla in un’opportunità se ripensiamo il nostro intero sistema di valori e comprendiamo che ci sono altre cose di cui  godere oltre allo shopping, cose che danno più soddisfazione e che sono meno costose per noi e per il nostro pianeta.

Attualmente produciamo molto più del necessario. Buttiamo via metà del cibo che produciamo, fabbrichiamo quantità senza precedenti di armi di ogni tipo e rifiutiamo telefoni perfettamente funzionanti per acquistare l’ultimo modello. Applichiamo questo approccio insensato anche a vestiti, scarpe e molti altri beni. Ci sentiamo più felici quando agiamo in questo modo? In sintesi, prima di sprofondare in una depressione ancora più profonda. Nel frattempo, i nostri inutili acquisti eccessivi provocano ritardi nelle catene di approvvigionamento che  non avrebbero dovuto aver luogo.

La frenesia dello shopping non aiuta nessuno. Stiamo riempiendo il suolo e gli oceani di spazzatura e rifiuti, li inquiniamo con plastica e tossine, avvelenando noi stessi, gli animali e i pesci. Gli unici che beneficiano di questo ciclo sono gli imprenditori che vedono crescere il numero di zeri nei loro conti bancari anche se il denaro è fermo lì inutilmente.

C’è un’alternativa: possiamo produrre tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere comodamente, che è meno della metà di ciò che produciamo ora, acquistando solo ciò di cui abbiamo bisogno e trascorrendo il resto del nostro tempo stando insieme. Invece di ricavare piaceri senza senso dai nuovi smartphone, potremo godere di legami rafforzati tra di noi, del maggiore senso di appartenenza e sicurezza e della sensazione di essere circondati da persone che si prendono cura di noi piuttosto che isolarsi.

Questa non è un’idea nuova. L’ARI Institute ne ha scritto nel 2012 nel libro The Benefits of the New Economy e alcuni anni dopo, l’editorialista del New York Times, Thomas Friedman ha espresso idee simili quando nel 2017 ha scritto che in futuro le persone avranno bisogno di ” creare più valore con i cuori e tra i cuori”. A questo, ha aggiunto: “Eravamo abituati a lavorare con le nostre mani. Le macchine ci hanno sostituiti, poi abbiamo iniziato a lavorare con le nostre teste in un’economia della conoscenza. … In futuro penso che lavoreremo di più con i nostri cuori”.

Per superare l’ingorgo in cui le cose sono bloccate a causa della nostra eccessiva competitività e alienazione reciproca, dovremmo passare dal perseguire i piaceri materiali, che non portano una felicità duratura e addebitano una pesante tassa ambientale, ai piaceri spirituali che provengono dal miglioramento e dal rafforzamento dei legami familiari e comunitari, e dovremmo rafforzare il sentimento generale di responsabilità reciproca nella società.

Tale transizione richiede ancora una spiegazione. Le persone sono state “programmate” per sospettare ed estraniare chiunque. Se vogliamo una società sostenibile, dobbiamo “riprogrammare” noi stessi per poter essere degli esseri sociali come eravamo una volta. Possiamo aspettare ancora un po’,  se vogliamo, ma dobbiamo farlo prima piuttosto che dopo.

Più a lungo aspettiamo, più drastico sarà il nostro cambiamento di valori poiché le catene di approvvigionamento intasate e tutti i problemi che affliggono il nostro mondo non si cureranno da soli. O li guariamo liberandoci da ciò che è ridondante e adottando un approccio più attento l’uno all’altro e al nostro pianeta, o la vita ci priverà di tutto ciò che non è una necessità assoluta.

Didascalia della foto:
Acquirenti nel reparto ortofrutta  in un supermercato Whole Foods Market a New York martedì 14 dicembre 2021. L’aumento dei prezzi dei generi alimentari sta abbattendo i bilanci degli acquirenti. (Foto di Richard B. Levine)

Non c’è modo di ricomporre le uova strapazzate

L’8 marzo 2009, durante la crisi finanziaria che divenne nota come la Grande Recessione, l’allora economista della Wachovia Corp., Mark Vitner, descrisse le varie economie sparse per il mondo in modo piuttosto azzeccato: “È come cercare di ricomporre delle uova strapazzate. Non si può fare tanto facilmente. Non so se si possa fare affatto”, ha detto alla CBS News.

In questi giorni, mentre il mondo sta lottando con le interruzioni della catena di approvvigionamento globale e le materie prime vitali sono bloccate in mare per mesi, alcuni esperti suggeriscono che facciamo proprio questo. Ma dal 2009, le economie sono solo diventate più intricate e l’idea di separarle è diventata ancora più irrealistica.

Non puoi andare contro l’evoluzione, e l’evoluzione va verso una maggiore complessità, non minore. Questo è vero a tutti i livelli: minerale, biologico e sociale. Di conseguenza, la società umana sta diventando più complessa e intrecciata e l’economia, che è un riflesso della società umana, segue la stessa linea.

Il motivo per cui non vediamo tale congestione e disordine in natura è che a parte le persone, tutti gli altri elementi seguono i loro istinti. Il risultato è un flusso armonico, il ciclo della vita continua ininterrotto e le cose evolvono in sincronia con il loro ambiente.

L’umanità funziona esattamente al contrario. Ci sforziamo di elevarci al di sopra del nostro ambiente, non in sincronia con esso. Cerchiamo di raggiungere la cima del mucchio, di essere più veloci, più alti e più forti di tutti gli altri. Quando ogni paese, azienda e persino persona (in una certa misura) cerca di fare questo, si verifica una congestione ai nodi e tutto si blocca.

In altre parole, stiamo assistendo al risultato del nostro atteggiamento egocentrico. Se tutti avessero agito in armonia con il resto della società umana, come fa ogni altro elemento in natura, non ci sarebbe stata congestione e tutti avrebbero ottenuto ciò di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno e quanto ne hanno bisogno.

Inoltre, poiché siamo competitivi e traiamo soddisfazione non dall’avere ciò di cui abbiamo bisogno, ma dall’avere più degli altri e persino dal negare agli altri ciò di cui hanno bisogno, non possiamo stravolgere le nostre economie. Il nostro desiderio di battere gli altri ci lega a loro perché il loro dolore è il nostro piacere e non possiamo lavorare senza piacere. Fare da soli è andare contro la natura umana e non possiamo farlo, almeno non a lungo termine.

Se vogliamo razionalizzare le catene di approvvigionamento, dobbiamo avere chiara la  nostra interdipendenza. Dobbiamo iniziare a vedere noi stessi come un’unità, dove il beneficio di uno è il beneficio di tutti e tutte le parti contribuiscono al benessere di tutte le altre parti.

I nostri corpi funzionano in questo modo, ogni organismo funziona in questo modo. Senza questo approccio, la vita non sarebbe possibile. Quando agiamo in contrasto con l’elemento fondamentale che rende possibile la vita e lo sviluppo, condanniamo la nostra società alla morte e al decadimento.

Una volta che riconosciamo come funziona la natura, come noi agiamo e che è nel nostro interesse cambiare, possiamo smettere di sconvolgere il sistema economico globale e iniziare a sincronizzare le nostre azioni. In termini più semplici, saremo più rispettosi l’uno dell’altro.

In effetti, potrebbe non piacerci l’idea che dobbiamo pensare agli altri e non solo a noi stessi, ma se non iniziamo a imparare la verità oggi, l’intreccio globale peggiorerà al punto che non saremo più in grado di fornirci i beni di prima necessità per la vita quotidiana.

 

Didascalia:
Le navi container aspettano al largo della costa dei congestionati porti di Los Angeles e Long Beach a Long Beach, California, Stati Uniti, 1 ottobre 2021. REUTERS/ Alan Devall

I giochi della fame: la vera storia

Gli “esperti” e i sapientoni continuano ad avvertirci che presto non ci sarà abbastanza cibo per nutrire l’umanità e non ci sarà abbastanza acqua fresca da bere. Ricordate il picco del petrolio, quando una sfilza di “esperti” ci avvertì che presto avremmo esaurito il petrolio, che i prezzi della benzina sarebbero saliti alle stelle e che le code alle pompe si sarebbero allungate per chilometri? Perché nessuno ne parla ora? Non è mai stato vero. Era una storia utile da raccontare al mondo per promuovere gli interessi di certe persone e corporazioni megapotenti, ma una volta che il “fatto” è diventato superfluo, è uscito dal raggio di attenzione.

La stessa cosa vale per la scarsità di acqua e di cibo; è una bufala, una scarsità fabbricata dall’uomo che viene promossa per andare incontro agli interessi di coloro che governano il mondo. La fame sulla terra è reale ma la vera storia dietro a questo non è quella della scarsità ma quella della crudeltà e dell’avidità. 

Buttiamo circa il 50% del cibo che produciamo al fine di mantenere i prezzi e i profitti i più alti possibili. Riflettiamo per un momento su questo dato. Se buttiamo la metà del cibo che produciamo e la maggior parte del mondo ne ha ancora in abbondanza, significa che persino oggi, all’attuale ritmo di produzione, possiamo provvedere ad un popolazione mondiale due volte più grande di oggi.

Se tagliassimo la produzione della metà ma ci assicurassimo che tutti abbiano il loro cibo, potremmo diminuire l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo in modo così drastico che supererebbe di gran lunga le più alte speranze dei sostenitori del cambiamento climatico. Inoltre, non sarebbe necessario alcuno sforzo per raggiungerlo. Al contrario, faremmo meno e otterremmo molto di più.

Lo stesso vale per la fame. Potremmo facilmente fornire a tutti abbastanza cibo e molta acqua fresca. Il problema è che in alcuni luoghi, la fornitura di cibo non paga così bene, e dove i profitti non vanno alle stelle, nessuno vuole venire.

Inoltre, la fame fa bene alla politica: Permette ai cuori sanguinanti e ad altri benefattori di visitare le aree afflitte con troupe televisive per documentare il loro “aiuto” ai poveri e ai morenti. La fame è remunerativa, ma non per gli affamati, bensì per i ricchi che la creano e la perpetuano. La fame genera di più che le pubbliche relazioni. E’ validissima per per promuovere l’agenda che rafforza il potente e  indebolisce il debole e per controllare le politiche dei paesi subordinati.

Non fa del male a nessuno se non agli affamati e agli ammalati  che agonizzano e muoiono. Non fa del male a nessuno se non agli ammalati e agli affamati che non hanno il potere di cambiare la situazione.

E non è che le mie parole cambieranno il comportamento della gente; la cattiva volontà è radicata nel profondo del nostro cuore. Ma se questi post possono aprire gli occhi della gente per vedere la realtà per quella che è, allora c’è speranza che qualcosa inizi a cambiare.

Adesso, non possiamo fare altro che conoscere la verità.  Ma per il momento è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per iniziare il cambiamento.

Se un numero sufficiente di persone si renderà conto di quanto siamo diventati malvagi e respingerà con tutto il cuore la nostra malvagità, si creerà una valanga.

Consapevolezza, dobbiamo concentrarci sulla consapevolezza della nostra deforme e corrotta natura al punto da detestarla. Allora, proprio come stiamo lontani da tutto ciò che aborriamo, scapperemo da noi stessi. Invece di cercare di abusare di tutta la creazione, inizieremo a chiederci perché in primo luogo tutto è stato creato.

Non dobbiamo preoccuparci di cosa mangiare, ma di cosa essere! Quando le domande sullo scopo della vita ci disturbano, smettiamo di dominare e cominciamo ad ascoltare. Invece di parlare, cominciamo a conversare. Questo è il momento in cui inizia la vera crescita.

Cercare di forzare noi stessi a cambiare il nostro comportamento è senza speranza. Ma l’innalzamento di noi stessi al di sopra del livello di dominio materiale metterà ordine anche nel nostro mondo materiale, poiché ci occuperemo di imparare il significato della vita invece di cercare di negare la vita agli altri.

Didascalia foto:
Donne in coda per i pacchi di cibo durante la distribuzione da parte dei volontari dell’iniziativa Lagos food bank in una comunità di Oworoshoki, Lagos, Nigeria 10 luglio 2021. Immagine scattata il 10 luglio 2021. REUTERS/Temilade Adelaja

Le Èlite

Domanda: Cosa porterà ad un cambiamento nel controllo delle èlite che ci governano?

Risposta: è impossibile che cambi qualcosa perché chiunque arrivi ad una posizione di potere è pronto a continuare a gestire le cose così come è sempre stato fatto, e nessuno vuole essere un rivoluzionario. Per poter portare al cambiamento e alle rivoluzioni, abbiamo bisogno delle condizioni giuste, e vediamo che non ci sono molte condizioni poiché le persone sono già abituate allo stato in cui vivono.

Lavorano come schiavi da molti anni, ricevono briciole dai ricchi, alcuni viaggi all’estero, viaggiare, teatro, cinema, televisione, e ogni tipo di cose fatte per confonderli, ed è così che avviene. Le persone in alto, i ricchi e i dirigenti, vivono diversamente, e sarà sempre così. Non ci può essere l’uguaglianza tutto ad un tratto.

Domanda: cosa può cambiare la condizione basilare?

Risposta: la comprensione dell’essenza della vita, l’obiettivo della vita, il valore della vita, la comprensione che la vita non si misura con il denaro. Per raggiungere questo, abbiamo bisogno dell’educazione.

Da Kab TV “Conversation with Journalists” 11/7/21

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Benvenuto nella macchina

Commento: hai detto che lavoriamo tanto, non abbiamo bisogno di tante professioni e tante ore di lavoro. E ne sei assolutamente sicuro. Irina scrive: “Non capisco ancora, ma con cosa devo vivere? I prezzi stanno aumentando in una gara con i prezzi del petrolio. Ho molto rispetto per Michael Laitman, le sue lezioni sono belle e formative, ma questa è un’utopia, non è così che funziona nel mondo reale. Una persona, fin dalla nascita, è programmata dalla società a studiare e lavorare. I parassiti, i senza tetto, sono inferiori, questo è chiaro per tutti, e gli altri sono tutti ben accolti nella macchina”.

La mia risposta: perchè andare alla macchina? Perché dobbiamo lavorare così tanto? Per poi buttare tutto via? Guardate cosa avviene nel processo e alla fine della catena di produzione. Quanto buttiamo via? dal 60 al 70% di ciò che produciamo, compreso il cibo ecc. Cosa stiamo facendo? Svuotiamo il globo, succhiamo tutto da esso.

Qual è lo scopo? Se fosse tutto razionale, allora sarei d’accordo. Ma oggi stiamo già scoprendo che passiamo metà del nostro tempo, energia e vita, per poi buttare tutto via! Inquiniamo la natura, l’aria e tutto il resto. Per cosa? E’ meglio restare fermi e non fare nulla, sarebbe più utile.

Domanda: quindi cosa dovrebbe fare una persona se non ha nulla con cui vivere?

Risposta: Non ho nessuna lamentela e nessun consiglio da dare a una tale persona.

Domanda: Quindi stai parlando di persone completamente diverse, che riciclano e non sanno perché accumulano?

Risposta: certamente.

Domanda: Ovvero, qui stiamo parlando del necessario. E come fa una persona a determinare “questo è ciò che mi serve, e il resto è superfluo?”.

Risposta: Una persona normale non può farci nulla. Lavora, riceve uno stipendio minimo, e non può fare nulla.

Domanda: Chiederesti a questa persona di licenziarsi?

Risposta: No. Gli consiglio semplicemente di votare nelle elezioni dove può influenzare, influenzare, e prima ancora, convincere gli altri come deve essere una vita normale, bilanciata, in modo che tutti lavorano, tutti ricevono e tutti possono esistere, nè più nè meno, come si dice.

Domanda: Cosa intendi nè più nè meno? Che cosa significa?

Risposta: In modo che tutti possano avere abbastanza per ciò che è necessario, abbastanza, ma nulla di più.
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Da KabTV “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 10/4/21

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Kabbalah e l’economia del consumo

Verso un’economia di garanzia reciproca

Domanda: Baal HaSulam, negli articoli “La Soluzione” e “L’Ultima Generazione” scrive che l’economia del consumo, attualmente in crisi, verrà sostituita da un’economia di garanzia reciproca. Vorrei capire, su cos’è basata questa economia?

Risposta: Sul fatto che si tratta di un unico sistema.  Siamo connessi tra di noi e completamente dipendenti l’uno dall’altro.

Oggigiorno questa connessione reciproca si rivela sempre di più in maniera più vivida e piena.  Indica che dobbiamo essere connessi con legami positivi poiché non possiamo spezzare questa connessione.  Se rimaniamo dipendenti l’uno dall’altro attraverso connessioni egoistiche, allora ci condurremo all’annientamento, alla distruzione reciproca

Quindi la saggezza della Kabbalah si sta ora rivelando nel mondo per aiutarci a correggerci, per arrivare a una buona dipendenza tra di noi, anziché quello che già testimoniamo oggi che il mondo sta diventando globale, integrale, e tutti vogliono soltanto distruggere l’altro.

Quindi per non arrivare a una terza guerra mondiale, dobbiamo pensare ora a come organizzeremo la nuova società.

 

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From KabTV’s “Fundamentals of Kabbalah” 1/3/19

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Commento: Alcuni progetti dicono che entro il 2030 le persone non possederanno nulla e affitteranno tutto ciò che vogliono: beni, servizi, abitazioni, macchine, quasi tutto. Molto sarà fornito in abbonamento.

Sembra strano. Abbiamo sempre voluto un giardino, un orto, una casa da passare ai nostri figli, in modo che qualcosa fosse mio, permanente. E all’improvviso prevedono che tutto questo sparirà lentamente. L’umanità vivrà così.

Risposta: Affinché ciò avvenga entro il 2030, è necessario che accadano molte cose in anticipo. C’è molta realizzazione nella proprietà privata, nel lavoro, nella connessione tra le persone, in tutto questo. In relazione alla famiglia, ai figli, al paese. Tutte queste connessioni naturali di persone tra di loro: la comunità, il paese, la città, tutto quello che c’è!

Non immaginiamo nemmeno che tutto questo viva ancora in noi. Diamo via tutto e lo trasferiamo da noi stessi a beneficio della società, così facendo mi trasferisco per il beneficio della società.

Commento: E vivrei solo in leasing, affitterei tutto.

Risposta: Non si tratta di affittare. Il fatto è che allo stesso tempo mi muovo, do il mio futuro nelle mani di qualcun altro. Devono essere estranei? O dovrebbero essere come un bambino tra le braccia di sua madre? Questa è una differenza enorme!

Non posso credere che sarà entro il 2030.

Domanda: Ma pensi di aver davvero bisogno di tagliarti fuori in qualche modo dall’egoismo?

Risposta: Il fatto che devi tagliarti fuori è certo. Anche il fatto che le persone vorranno tagliarlo da se stesse attraverso la sofferenza o tramite la luce superiore è sicuramente certo.

Quando? Prima o poi accadrà. La tendenza c’è, è pianificata, esiste fino dalla creazione del mondo e non può essere modificata in alcun modo. E’ questa tendenza che guida il mondo intero in una certa direzione.

Commento: Il che significa, che rinuncio alla mia proprietà personale che ho acquisito e la trasferisco nelle mani gentili e calorose dei miei amici, il paese che si prende cura di me, e vivo in affitto, e affitto tutto. Nessuno mi tradisce, e così via.

Risposta: Lo sarà, assolutamente! Ci avviciniamo a questo ogni giorno, ma non a questo ritmo.

Ma se c’è  già chi lo dice…lo ha sempre detto…le  primissime società erano comuniste.

 

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 7/22/21

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