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Il Creatore – L’insegnante

Domanda: Mi piacerebbe che restassi con noi il più a lungo possibile.

Risposta: Primo, quando gli uomini si trattano bene a vicenda, pensano che sia una cosa bella stare vicini. Io non so se questo sia il posto migliore – per essere vicino a voi.

Secondo, se parli di me, l’insegnante resta con i suoi studenti fino a quando ne hanno bisogno. Non appena il loro bisogno scompare, c’è dell’altro lavoro, ed egli si trasferisce in un altro posto.

Quindi, non c’è niente di grave in tutto questo. Devi pensare solamente a come mettere in pratica quello che è scritto nelle fonti principali e questo è tutto. La presenza o meno di un insegnante non dipende da noi. E la cosa più importante è quello che stiamo facendo adesso. Se ci sono dei gruppi, se le donne li aiutano attivamente, li sostengono, indirizzando verso il centro del gruppo il desiderio di rivelare il Creatore, allora tutto andrà bene.

Non c’è bisogno di avere un insegnante: il Creatore, la Luce ti faranno da maestro. In realtà, questo è ciò che stiamo cercando di “afferrare” qui – il metodo di lavoro con la Luce.
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(Dal Congresso di Vilnius del 25.03.2012, Workshop 4)

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Lotta e troverai

Domanda: La transizione al prossimo livello deve essere coscienziosa. Di che cosa abbiamo bisogno esattamente perchè le azioni siano coscienziose?

Risposta: Non c’è niente di specifico che possiamo fare perché le nostre azioni di transizione e il nostro viaggio siano coscienziosi. Dobbiamo unicamente attendere i cambiamenti che accadranno dentro di noi sotto l’influenza della Luce superiore. I miei sforzi evocano unicamente la Luce superiore, l’energia superiore, che mi influenza.

Anche adesso non so quello che mi accadrà nel momento successivo, perfino nella mia vita quotidiana. Tutto questo arriva dall’esterno ed è rivelato dall’Alto ogni momento della mia vita.

È la stessa cosa nel lavoro spirituale. Io dirigo me stesso verso la qualità di dazione, ma deve venire da me e influenzarmi, e allora io inizierò a comprendere quello che mi sta accadendo. Io posso solamente contribuire con l’aspirazione, ma sono incapace di comprendere.

Qui dobbiamo stare molto attenti al fatto che il nostro cammino in alto, in avanti, sia sempre accompagnato da una richiesta, un desiderio perché in effetti accada. La Luce superiore viene dall’Alto e fornisce una risposta. Essa ci da’ la risposta poiché non può venire niente da noi. Io aspetto solamente che la Luce si manifesti tra di noi.

Dato che non ho ancora un grande quesito, desiderio di andare ancora avanti, Ohr Makif (Luce Circostante) non si manifesta ancora in maniera sufficiente. Il quesito è uguale alla porzione di Luce che abbiamo ricevuto nella stessa intensità di desiderio che è apparso in noi? Questo è ciò che conta.

Raggiungere questo livello significa che stiamo arrivando alla soglia di valore della nostra domanda, della nostra aspirazione, del nostro desiderio. E allora troviamo la risposta al momento. La Luce opera sempre in maniera discreta, come dentro un atomo. Quando l’elettrone cade da un’orbita all’altra, rilascia un quarto di luce.

Per poter sollevarlo verso un’altra orbita, deve essere caricato con un quarto di luce. Allora si solleva e ancora una volta cade e rilascia un quarto di luce, e così via, in base al principio del laser. La natura è la stessa dappertutto. È per questo che lo stesso principio opera qui.

Dobbiamo sollevarci al livello limite.

Adesso siamo in un livello e continuiamo a saltare per raggiungere il secondo livello, ma ancora non ci stiamo arrivando. Scivoliamo costantemente in basso, perdendo questo livello, cercando di sollevarci ancora, e ancora una volta lo perdiamo. Come possiamo saltare per raggiungere il prossimo livello? Una volta raggiunto, non scenderemo più, né cadremo da esso.

Diciamo che state cercando di saltare sul tavolo. Saltate a metà, a tre quarti del punto, o a un quarto dal punto. Ogni volta cadete per terra. Una volta che riuscirete a raggiungere il tavolo, continuerete a stare lì.

Questo è quello che abbiamo bisogno di fare. Non vogliamo accettare niente che sia inferiore a  questo.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Un uomo e una donna come caratteristiche della natura

Domanda: I miei genitori hanno divorziato e hanno lasciato questo segno in me. Io so che ci sono molte persone della mia generazione che hanno sofferto a causa di questo. Ci spaventano le donne. È molto difficile credere in loro.

Risposta: Io non capisco i tuoi problemi perché qui parliamo di cose completamente diverse. Non parliamo di uomini e donne come corpi biologici, un gruppo di cromosomi, geni e ormoni.

Parliamo di uomini e donne come caratteristiche della natura (ed è molto importante per noi!), quando noi come adulti comprendiamo come usare le nostre forze e le nostre debolezze in modo adeguato per poter raggiungere un traguardo comune. Persone serie riunite qui che vogliono raggiungere questo e non si preoccupano dei problemi giornalieri di uomini e donne nella nostra vita quotidiana. Ci stacchiamo dalla vita materiale e ci solleviamo da essa. Vogliamo usare le nostre qualità spirituali, maschili e femminili, per supportarci uno con l’altro e sollevarci. Dobbiamo muoverci insieme verso il traguardo per poterlo raggiungere.

Ognuno di noi ha la propria missione, il proprio ruolo, ma non può essere senza gli altri. Solamente la combinazione reciproca fa sì che la nostra connessione sia produttiva.

Impariamo su l’Aviut (desiderio) e Zakut (schermo). È necessario avere entrambi come complementari e uguali uno all’altro. Se lo schermo fosse più grande dell’Aviut, dove potrebbe apparire dall’inizio? Uno schermo non può essere diverso perché appare solo in cima al desiderio. Se il desiderio è più grande dello schermo, significa che non mira verso la dazione, ma verso ricezione. Quindi, è importante avere la giusta combinazione delle qualità maschili e femminili. Vorrei enfatizzare che parliamo di qualità, e non di ormoni o altri tratti materiali. Sotto il concetto di “donna” s’intende un’aspirazione verso la spiritualità, e “uomo” significa la realizzazione di quest’aspirazione e non si applica assolutamente al nostro mondo.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Assimilare i contenuti del Congresso

Domanda: Lei ha detto che nei prossimi giorni, invece di impegnarsi nella divulgazione è più auspicabile per noi scrutare il punto interiore per rafforzare l’unione…

Risposta: Io credo che voi dobbiate costantemente, in tutto il tempo libero, passare in rassegna tutti i materiali sulla garanzia mutua, sull’unione, sulla reciprocità e integralità. Potrebbe essere più utile il materiale elaborato, piuttosto della versione originale, poiché quella originale è scritta in un linguaggio particolare e può distrarvi dallo sperimentare questi contenuti in modo diretto. Forse dovreste semplicemente guardare il congresso un’altra volta.

Si dovrebbe vivere per questo e ripassarlo ancora e ancora per poter formare il Reshimo più forte, ovvero i ricordi, i sentimenti e lavorare con queste sensazioni. Scoprirete improvvisamente che abbiamo parlato di cose che forse sono sfuggite alla vostra attenzione là, o che forse avete sentito in un contesto diverso, in una prospettiva diversa. Dovete superare quello che è successo là e farlo diverse volte.

Ho constatato molte volte che le persone ascoltano in modo selettivo. Dio ti aiuta a prendere qualcosa dall’informazione che io ho messo lì, non segretamente, ma chiaramente, verbalmente. In realtà, la gente non cattura più del 10 – 15% di quello che ascolta. Personalmente, ripasso almeno due volte al giorno una qualsiasi lezione di Rabash (qualsiasi lezione! Non parlo nemmeno dei nostri congressi), a parte il fatto che vi ho partecipato.

Ho fatto anche un progetto: perché egli spiega in quella maniera particolare, dov’è l’inizio e dov’è la fine, come comincia una domanda, come la conclude, come procede dall’inizio alla fine, come sviluppa un tema, introduce domande aggiuntive, o come prepara un qualche compito non chiaro in mezzo. Provo ad “entrare”nella sua testa, a penetrare il suo approccio. Il risultato ottenuto da questo lavoro meccanico è che incomincio a sentirlo, inizio a percepire meglio.

E’ dunque necessario. Questo è quello che intendevo quando ho detto che non dovreste fare nient’altro. Siete voi quelli che avete sperimentato il congresso e che eravate all’interno, e ora dovete assimilarlo bene.
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(Da Kab.TV “Le Fondamenta della Società Integrale”, 26.02.2012)

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Separate voi stessi dal vostro stesso io

Domanda: Quando ho iniziato a studiare la Kabbalah un anno e mezzo fa, ho sentito quanto amo la gente, e quanto la gente mi ama. Ora, ho una sensazione molto strana e cioè che effettivamente non tratto bene la gente e che anche la gente non è troppo buona con me. Sento dell’ostilità da parte degli uomini, anche da parte di coloro che studiano la Kabbalah. Cosa dovrei fare con questa sensazione?

Risposta: Quando una persona studia la Kabbalah, attraversa ogni genere di stato. Una persona deve attraversare gli stati in cui odia tutti, li allontana, e in cui sente che anche tutti gli altri la trattano in questa maniera – con scaltrezza, con secondi fini, e così via. Questa persona attraversa tutti gli stati che possono esistere in ogni persona del mondo.

Una persona che consegue il mondo superiore deve attraversare assolutamente ogni cosa che l’umanità affronta. L’individuo e l’insieme sono uguali e, dunque, non c’è alcuna sensazione, alcun avvenimento interiore, alcuna intima analisi che una persona non attraversi o di cui non faccia esperienza.

Dobbiamo capire che abbiamo bisogno di tutto questo in modo da poter rimettere insieme dentro di noi quelle proprietà che servono per stabilire un equilibrio tra noi ed il mondo intero.

Tuttavia, dobbiamo guardare da lontano tutti questi accadimenti e sensazioni che affrontiamo dentro di noi. In altre parole, io mi dovrei osservare da lontano. Cosa significa “io”? Una certa creatura, che in questo preciso momento sta attraversando certi stati, e alla quale viene mostrato chi essa è, come percepisce il mondo, e così via. E’ come se in questo caso partecipassi ad un esperimento. L’”IO” è il mio corpo, le mie qualità, il mio carattere. E chi sta conducendo questo esperimento? Il punto nel cuore che è al di fuori di me. Io sto cercando di tirarlo fuori, di essere come un ricercatore rispetto al mio stesso io, per guardare a me stesso e per vedermi come se mi fossi accanto.

Se una persona riesce a farlo, fa dei grandi passi in avanti e progredisce rapidamente. In nessun caso ci dovremmo identificare con il nostro io, perché non è noi, è il Creatore! Egli ha creato il desiderio, ed Egli muove questo desiderio come meglio crede. Ma io non devo considerarmi un giocattolo e mettermi da parte a guardare come Egli gioca.

Allora, perché mi sento come se il desiderio fosse il mio? Al fine di capire e percepire veramente come Egli gioca, ci è stata data una sensazione che è nostra, altrimenti l’avremmo ignorata: “Che senso ha, Egli sta soltanto giocando con degli animali, delle piante e delle rocce”. Tutto è compreso nel dominio del Creatore, una singola forza governa ogni cosa. Ma quando Egli governa su di me: Oh, adesso è tutta un’altra storia!

Sono in grado di considerare tutto quello che Egli controlla come fatto da Lui e non da me? La capacità di “separare” noi stessi dal nostro proprio io e di guardarci come se fossimo fuori da noi stessi, è la condizione per andare avanti rapidamente.

Allora, non siamo noi! Guardiamo soltanto a quello che Egli fa con noi. Proviamo!

Avanzando in questo modo, saremo in grado di separare noi stessi tra il ricercatore (questo punto diventerà la nostra linea di destra) e l’egoismo, che continuerà a crescere sempre dentro di noi (linea di sinistra) in opposizione al ricercatore. Tutto questo è necessario.

Questa è la ragione per cui diciamo, “Non esiste nessuno tranne Lui”, a parte il Creatore. Perché? Se ci fosse qualcuno a parte Lui questo starebbe ad indicare me. Così non va bene. In questo modo non sto percependo la realtà correttamente.

“Non c’è nessuno tranne Lui”: ciò significa che a parte il punto che Egli mi ha dato (il punto nel cuore), tutto il resto è Lui, mentre il punto nel cuore mi viene dato perché io sia indipendente ed autonomo. Ciò significa che io lavoro per tirare fuori questo punto, ma tutto il resto è Lui. Il mio carattere, le mie qualità, tutto quanto proviene da Lui. Questo è il modo in cui dovrei percepire ogni cosa. Io mi devo identificare con il punto nel cuore. Eleviamo questi punti al di sopra di noi stessi e uniamoli. E tutto il resto, il nostro egoismo, il nostro corpo, rimarrà di sotto.

Dunque, proviamo a separare sempre noi stessi in questo modo, e allora non avremo problemi con il mondo. Naturalmente, io sono un egoista, e sono cattivo, e odio gli altri, e gli altri mi odiano. Tutto quello che mi appare, mi appare attraverso il mio corpo, che in realtà non è mio – è il modo in cui il Creatore me lo sta mostrando. Questo è il lavoro da fare.
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(Da Kab.Tv “Le basi di una società indivisibile” 26.02.2012)

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Trasformare noi stessi

Domanda: Qual è il ruolo della famiglia e dello stato in questa nuova società? Ci sarà bisogno di loro?

Risposta: Immaginiamo il disegno finale dove ci porta la natura. La Natura ci sta portando a uno stato dove avremo una vita di famiglia normale. La famiglia è il fondamento, e nel livello animato non cambia. Abbiamo bisogno di avere una famiglia, una casa e dei bambini, tutto questo è necessario. Per quanto riguarda il lavoro, il lavoro principale obbligatorio per tutti sarà l’educazione integrale. Tutta l’umanità ne sarà coinvolta.

La famiglia futura sarà dove i bambini riceveranno educazione attraverso una rete virtuale, senza testi, senza pressione. Ma per poter avere la crescita integrale, si riuniranno insieme in gruppi. I gruppi devono esistere. Non abbiamo bisogno dell’educazione frontale, dove gli sfortunati studenti siedono davanti all’insegnante, forzati ad ascoltare, e l’insegnante sta in piedi davanti a loro come un poliziotto che gli sorveglia. Non va bene.

Dopo tutto, l’educazione attuale è eredità dei tempi in cui c’era bisogno di trasformare i contadini in operai. Allora, le persone erano prelevate dai campi e imparavano diversi mestieri; un poco di lettura e di scrittura, un poco di aritmetica, in modo che potessero lavorare vicino a una macchina. E da lì iniziò il nostro sistema educativo, che si è discreditato completamente adesso, ma che è difficile di cambiare.

La nuova scuola sarà costruita con dei principi completamente diversi. Prima di tutto, bisogna prendere in considerazione che i genitori passeranno molto più tempo a casa con i figli. Il grande problema è stato che la donna non è riuscita a rimanere a casa con i figli. Lei deve sapere che cosa stanno imparando e come aiutarli. Lei ha bisogno di tempo in più poiché deve simultaneamente studiare a scuola, all’università, per poter essere un’insegnante per i figli, e anche più di questo, un’educatrice per i figli e per il marito. Lei ha bisogno di educare l’intera famiglia. Questo è il vero problema.

Forse le mie osservazioni suonano un po’ aggressive, ma cerco di farvi comprendere di quale tipo di cambiamento critico e trasformazione della famiglia stiamo parlando. È sul costruire un grosso sistema di relazioni completamente nuove. La natura ci forzerà comunque ad arrivare a questo perché attraverso la crisi ci porterà via dal lavoro e ci troveremo a casa. E allora saremo forzati a cambiare la società per poter portarla in equilibrio con la natura.

Ad ogni modo, l’educazione e crescita integrale porterà un’educazione integrale che si realizzerà attraverso una rete virtuale, mentre la crescita integrale si porterà avanti nella struttura di attività di gruppo, dove i bambini si riuniranno in gruppi di dieci con un insegnante (educatore) che sa come portarli a essere un insieme. Hanno bisogno di imparare a interagire integralmente. Hanno bisogno di essere degli psicologi loro stessi: comprendere, criticare e giustificarsi. I ragazzi che ricevono l’educazione integrale sentono le persone, le comprendono, conoscono la loro natura, le loro debolezze, e allo stesso tempo, partecipano con loro.

Non è semplice, ma oggi ci troviamo alle soglie di un grande cambio. È inevitabile, altrimenti, semplicemente distruggeremo il mondo.
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(Tratto dalla lezione preliminare del Congresso di Vilnius, 22.03.2012)

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Una ragnatela di connessioni

Domanda: Ci dev’essere sempre una connessione tra un uomo e una donna. Quando è tra figlio e madre, questa connessione è dell’amore del figlio verso la madre e della madre verso il figlio. Quando è tra marito e moglie, è dell’amore della moglie verso il marito e dell’amore del marito verso la moglie. Quando è degli amici che compartono un’aspirazione e un traguardo, ci dev’essere simpatia e amicizia tra di loro. Che tipo di connessione dovremmo avere noi?

Risposta: Nel nostro mondo, la connessione tra madre e figlio, o tra uomo e donna e cosi via, viene dal nostro essere nello stesso livello egoistico e cerchiamo di ottenere qualche cosa da questo. Ci sono solamente due di noi che esistono: un marito e una moglie o una madre e un figlio.

Ma nel nostro caso siamo in tre: uomini, donne, e la forza superiore –il Creatore. In Lui, tutti e tre si riuniscono insieme in amore reciproco. Non è mai due di noi che si connettono! Questo non è amore animale ne dipendenza fisica. Ci lega insieme unicamente perché abbiamo uno scopo, e in esso, noi ci connettiamo insieme in un singolo tutto. È per questo che è un sentimento completamente diverso, che non ha niente in comune con l’attrazione animale di uno verso l’altro.

Scusate se sto dicendo questo riguardo al sentimento di una madre verso il figlio, per esempio, ma basicamente è quello che esiste nel livello animale.

Ma qui unicamente il Creatore e nient’altro ci costringe ad avere questa connessione. È solamente il Creatore perché noi chiediamo a Lui di manifestarsi tra di noi. Saremmo degli assoluti estranei senza di Lui. In altre parole, ogni volta che c’è una relazione tra di me e il mio amico, uomo o donna, io immagino la rivelazione del Creatore tra i noi.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Le cose più importanti sono la connessione e l’amore

Domanda: Come possiamo condurre la riunione degli amici durante il congresso?

Risposta: La riunione degli amici durante il congresso dovrebbe includere i gruppi di tutto il mondo. Potreste includere dei saluti, ma non dovrebbero prendere troppo tempo. Avendo l’opportunità di fare un saluto, il gruppo deve calcolare il tempo; 15 secondi sono sufficienti. La focalizzazione è tutta nell’amore e nella connessione.

La riunione degli amici deve riflettere prima di tutto il gruppo mondiale, il nostro grande volume. Dovete preparare diversi spot in maniera che ci sia una grande impressione dell’immenso desiderio globale unito, connesso oltre tutti i continenti, differenze, tempo e distanza, cosi che sappiamo che c’è un gran numero di noi; in modo di sentire la dipendenza reciproca, connessione e amore.

In principio, è questo ciò che significa la riunione degli amici – essere impressionati uno dall’altro dalla grandezza del traguardo, la grandezza del nostro potere e aspirazione.

Domanda: Come vede le serate culturali durante i congressi?

Risposta: Penso che le serate culturali dovrebbero essere con meno parole e con più musica e canzoni, inoltre, più melodie senza parole per farle ancora più internazionali. Anche se la nazione ospitante ha la propria cultura sudamericana con ritmi eccitanti, devono prendere in considerazione altre persone. Si potrebbe dedicare la metà del tempo alle musiche del folclore locale, e l’altra metà alle melodie comuni, che sono anche meglio senza parole quando semplicemente intoniamo la musica insieme.
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(Tratto dalla lezione virtuale del 22.04.2012, Preparazione al Congresso)

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Perché il deserto?

Domanda: Perché l’ultimo congresso in Israele si è tenuto nel deserto? Il simbolismo è davvero così importante per i Kabbalisti?

Risposta: Vediamo che davvero importa e fa la differenza. La prima volta che ci siamo andati è stato perché lì abbiamo un gruppo serio di 40-50 persone, che sono sparpagliate da un capo all’altro di piccoli posti nel deserto. Loro vivono nelle loro piccole case nel mezzo del deserto e coltivano per vivere, coltivando pomodori, cetrioli, peperoni, fichi, banane, ecc …

Teoricamente non piove mai nel deserto, il più delle volte abbiamo poche gocce una volta all’anno. Quindi, quello a cui abbiamo testimoniato è stato un fenomeno soprannaturale. Persino le persone che sono nate in quell’area ed hanno vissuto lì per più di 40 anni non hanno mai visto qualcosa del genere; figuriamoci il fatto che la pioggia è stata accompagnata da tuoni e fulmini, il che è completamente innaturale per il deserto. Noi vediamo questo come un buon auspicio.

Perché il deserto? Non è il deserto nel senso tradizionale. C’erano montagne lì. Essenzialmente, è un luogo deserto, ma non c’è sabbia.

Abbastanza curiosamente, ci sono enormi riserve d’acqua nel sottosuolo: dall’acqua salata, come nel Mar Morto, all’acqua con concentrazioni di sale, come in un mare o in un oceano normale, alla pianura, chiamata acqua dolce. In funzione di dove perfori la crosta terrestre, puoi produrre un tipo differente d’acqua e mentre nel sottosuolo c’è un oceano d’acqua, sopra c’è il deserto.

Ecco perché le popolazioni locali coltivano lì dei frutti e dei vegetali speciali. In funzione della concentrazione di sale nell’acqua che usano per irrigare il loro raccolto, ottengono un particolare sapore. Ad esempio, i fichi sono molto dolci per natura, ma se li irrigate con acqua salata, essi crescono diverse volte più grandi e diverse volte più dolci perché hanno bisogno di combattere l’acqua salata.

C’è anche una riserva naturale nella quale nascono degli speciali animali con le corna. Molte organizzazioni internazionali finanziano la riserva perché lì vengono condotti degli speciali esperimenti genetici.

In breve, è un luogo molto interessante. Nel deserto puoi davvero isolarti dalle distrazioni esterne. Noi siamo già andati lì diverse volte e ci è piaciuto; ma questa volta, ovviamente, il congresso ha superato tutte le aspettative.

Io penso che il posto del congresso ed il tempismo sono stati scelti bene. Noi dovremmo tutti essere contenti di quello che abbiamo ottenuto. Noi ci siamo sentiti come un singolo insieme ed attraverso questo possiamo continuare a sviluppare dentro di noi i rudimenti della visione del mondo in una maniera integrale. Da questo possiamo rivelare il Creatore per mezzo della legge dell’equivalenza della forma.
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(Da Kab.Tv “Fondamenti della Società Integrale”, del 26.02.2012)

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Aumentare la grandezza del Punto nel Cuore

Domanda: Hai detto che dobbiamo guardare il mondo attraverso il prisma del gruppo. In altre parole, tutto quello che ci succede nella vita fisica ci deve ricordare che dobbiamo riportare il pensiero ai nostri amici e al livello di unione che c’è tra di noi. Ho capito bene che tutto quello che succede serve a ricordarci questo? E’ questo il prisma del gruppo?

Risposta: Qui non ci sono memorandum da ricordare. Noi esistiamo in un gigantesco, infinito ed indivisibile mondo. Il Creatore non ha creato nulla tranne il mondo dell’Infinito. Tutto quello che esiste in ciò che comprendiamo e percepiamo, a parte il mondo dell’Infinito, è una percezione parziale dello stesso mondo dell’Infinito.

Riceviamo la grande Luce Circostante (Ohr Makif), la Luce della correzione, nella misura in cui siamo capaci di spingerci verso la percezione dell’indivisibilità del mondo. In altre parole, dobbiamo cercare di avvicinarci a questo mondo, cercare di percepirlo come una Luce completa, eterna e perfetta, come di fatto lo è, e non nel modo in cui noi immaginiamo che sia. Richiamiamo su di noi la Luce dai livelli superiori nella misura dei nostri sforzi, ed in questo modo cresciamo.

Oggi abbiamo raggiunto uno stato in cui siamo in grado di guardare il mondo e di incominciare a percepirlo come un solo insieme, e percepire noi stessi come coloro che lo rivelano. Questa è la necessità.

Perché abbiamo bisogno di un gruppo? Il nostro Kli (desiderio) comune si è frantumato semplicemente perché noi ricominciassimo a rimetterlo insieme con i nostri sforzi. Questi sforzi richiamano la Luce Circostante. Da una parte, la Luce Circostante aumenta la sensazione della nostra individualità, nel senso che il nostro egoismo cresce (la parte di sinistra, la linea di sinistra). Ma dall’altra parte, la Luce ci dà la sensazione di unità, la rivelazione della qualità della dazione (la parte destra, la linea di destra).

Quando non siamo nel mondo dell’Infinito, ma 125 livelli al di sotto, spingendoci verso di esso, con forza, come se fossimo su una sbarra, allora attireremo su noi stessi la Luce Superiore dallo stesso mondo dell’Infinito, nella misura della nostra aspirazione. La Luce aumenta sia il nostro egoismo che la nostra qualità della dazione – le due qualità opposte.

In questo modo riveliamo nel mondo dell’Infinito un potere che è di 620 volte maggiore rispetto a prima. Se, in precedenza eravamo al livello più basso, il livello zero, poi, conseguendo il 125° livello, accresceremo noi stessi di 620 volte. Conseguiremo tutte le Luci di Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, e Yechida, ci eleveremo da Malchut a Zeir Anpin, Bina, e da Hochma verso Keter, ed in questo modo arriveremo allo stato dell’Infinito dal nostro mondo.

Tutte queste sensazioni non sono fisiche; sono dentro di noi. E’ come se gonfiassimo un organo sensoriale dentro di noi, che all’inizio è solo un punto, e questa è la ragione per cui si chiama il punto nel cuore, dove non siamo in grado di sentire nulla. Piano piano iniziamo a gonfiarlo usando le due linee opposte: la linea della ricezione e la linea della dazione, i desideri di godere e le intenzioni di donare.

Cresciamo, mentre ascendiamo lungo questi livelli, nella misura della nostra intenzione di donare e del nostro desiderio. Dunque, tutto dipende dalla nostra volontà, da quanto ci diamo dentro, dalla nostra aspirazione verso il successivo e sempre più grande livello.
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(Da Kab.TV “Basi della società indivisibile” 26.02.2012)

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