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“Scrivilo sulle tavole del tuo cuore”

Domanda: In passato era inaccettabile e persino proibito trascrivere le spiegazioni dei maestri che insegnavano la Torah; perché non ci comportiamo così oggi?

Risposta: In passato non trascrivevano le parole dell’insegnante ma le imparavano a memoria, non perché fosse difficile trascriverle su tavole di legno, ad esempio, ma perché gli studenti ascoltavano e conseguivano il mondo superiore mentre elaboravano la profondità delle parole dell’insegnante.

Ora la situazione è molto diversa; noi ascoltiamo e registriamo per conoscere meccanicamente, non tramite una reale realizzazione. Quando uno studente segue il proprio insegnante, come un Parzuf inferiore che segue il Parzuf superiore, tramite l’adesione ad esso, gli viene rivelata un’immagine viva del mondo superiore. Quindi lo studente riceve il suo conseguimento “da bocca a bocca” dal livello superiore, cioè condividendo un Masach (Schermo) con l’insegnante.

Questo viene definito “Scrivilo sulle tavole del tuo cuore”, sui desideri corretti. Oggi le persone imparano lettere e parole senza vita perché non vi è luce in esse; non vi è la caratteristica della dazione, si tratta solo di conoscenza esteriore. Questo è chiamato “Esilio dal mondo superiore”.

Così, dopo la caduta dal livello del raggiungimento spirituale, che avvenne duemila anni fa, gli studenti hanno iniziato a trascrivere le parole dei saggi della Torah, così che, in futuro, una volta lasciato l’esilio, potessimo ascendere all’amore e alla dazione, e rivitalizzare i testi tramite la Luce superiore.

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Il volontariato fa bene al mondo?

Domanda da Facebook: Il volontariato è utile al mondo?

Risposta: Dipende di cosa si tratta. Se parliamo di aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, gli affamati in Africa, i senza tetto, gli animali abbandonati e così via, allora questo lavoro non è certamente di alcun beneficio. Nel frattempo, però, lasciamo che la gente continui a farlo, anche se vediamo con i nostri occhi che il mondo non sta cambiando in meglio.

Per capire in che modo il mondo deve cambiare, è necessario studiare il mondo stesso: in base a quali leggi esiste e si sviluppa, verso quale obiettivo finale sta avanzando e se il volontariato aiuta a raggiungere questo obiettivo. Se aiuta, allora continuiamo pure a fare beneficenza. Se no, perché è necessario proseguire? Dopo tutto, chiude semplicemente i nostri occhi davanti ai veri problemi e alla loro soluzione.

Ciò che è utile per il mondo è solo un cambiamento nella natura della persona dall’egoismo all’altruismo. Questo può essere fatto solo sotto l’influenza di una forza superiore, che dobbiamo richiamare su noi stessi. La forza superiore, il potere della dazione e dell’amore, è nascosta a noi ma può manifestarsi in noi se lo vogliamo.

Come farlo, come volerlo, e come provocare l’influenza della forza buona su di noi è ciò di cui parla la saggezza della Kabbalah. Pertanto, la saggezza della Kabbalah è il metodo per correggere l’uomo e l’umanità.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 27/03/17

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Quale rapporto c’è fra la saggezza della Kabbalah e la Torah?

Domanda da Facebook: Qual è il collegamento fra la saggezza della Kabbalah e la Torah? Dopo tutto, la Kabbalah è una scienza che riguarda l’universo, la sua origine, la sua struttura generale, il suo movimento complessivo, e ogni dettaglio in particolare. Come può un insegnamento così grandioso essere basato su storie religiose e parabole?

Risposta: Allo stato attuale delle cose, non vi è alcuna connessione fra la Kabbalah e l’ordinaria e moderna interpretazione della Torah. Ma, in verità, la Kabbalah è la parte segreta e nascosta della Torah, perché una persona non può rivelarla attraverso le proprie qualità.

Quando la Torah si rivela, però, la persona vede che essa cambia i suoi sensi e la conduce alla percezione del mondo superiore, il sistema di governo del nostro mondo, per trasformare un essere umano e, attraverso di lui, il nostro mondo, e non solo per eseguire un qualche tipo di azioni materiali. Questo è ciò di cui la Torah parla.

La Torah è divisa nella parte interna (la Kabbalah) e nella parte esterna, che parla dell’adempimento di alcune convenzioni e azioni ormai assodate, chiamate “ebraismo pratico”.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 27/03/17

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Un attacco di consigli sulla Kabbalah – 27/11/16, Seconda Parte

Domanda: Le sensazioni spirituali sono dentro di me, dentro alla mia anima. Dove si trova, in questo caso, la connessione con le altre persone?

Risposta: Tu non puoi cominciare a percepire il mondo superiore, il campo comune chiamato il Creatore, se non Lo raggiungi attraverso la percezione che gli altri sono te stesso. Non avrai un sensore attraverso il quale poter sentire lo stato superiore a meno che tu non faccia così.

Domanda: Esiste un processo inverso alla correzione del desiderio? Cioè, se una persona con desideri non corretti entra in un gruppo di persone che hanno già corretto la propria anima, può abbassare il livello del gruppo?

Risposta: Certo, ma noi la dobbiamo accettare comunque e cominciare ad integrarla nel nostro gruppo, dal momento che tutti coloro che arrivano fin qui hanno il diritto di entrare a far parte del gruppo. Allo stesso tempo, possiamo dividere il gruppo in studenti vecchi e nuovi, e portare gradualmente il livello dei nuovi studenti a quello dei più anziani. Questo è il modo corretto per avanzare.

Domanda: Rendere la realtà imperturbabile significa non mettere le etichette su di essa?

Risposta: Sì, questo significa non parteciparvi.

Quando io acquisisco l’attributo della dazione, penso a come fare del bene agli altri per riempire i loro desideri. Io non penso a me stesso in alcuna maniera, anelo solo a dar loro quello che vogliono. In tal caso, il mondo superiore mi accoglie senza problemi o ostacoli, e io vengo incorporato pacificamente in esso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 27/11/16

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Scalare il Monte Sinai

Domanda da Facebook: Io e un mio amico abbiamo deciso di salire sul Monte Sinai. Ad un certo punto però mi sono sentito così debole che non riuscivo più a muovermi ed ho dovuto abbandonare la scalata. Sento che mi è stata data una grande possibilità e che non ho saputo coglierla.

Risposta: Non c’è nulla di sacro sul Monte Sinai. C’è invece stato un momento sacro nel quale gli ebrei hanno ricevuto la Torah, non la montagna stessa, ma lo stato dei figli di Israele, ai piedi della montagna, per connettersi e ricevere la Luce Superiore.

La Luce superiore non riempie solo il nostro spazio ma anche altre dimensioni. Ci riveste e ci riempie al punto che noi possiamo assomigliare a lei, e la somiglianza viene raggiunta attraverso il nostro desiderio di unirci fra noi.

Quindi, il Monte Sinai è semplicemente un punto di riferimento geografico lungo il percorso e nulla più. In realtà, è lo stato che le persone raggiungono quando vogliono connettersi fra loro al di sopra del loro egoismo. L’unione dei loro ego crea una montagna che cresce proprio davanti a loro così che devono elevarsi al di sopra di essa.

Il punto nel loro cuore chiamato Mosè si erge al di sopra del loro egoismo e l’intera nazione (l’egoismo) ne rimane al di sotto, ma esse sono d’accordo fra loro, abbassano la testa e obbediscono a ciò che il Creatore dice a Mosè; accettano questo stato per raggiungere più tardi, e tutte assieme, lo stesso livello.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 15/07/17

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Identificare un kabbalista

Domanda da Facebook: Come posso sapere se la persona che ho davanti a me è un kabbalista?

Risposta: Non vi è modo di saperlo con assoluta certezza, ma vi sono delle caratteristiche esteriori che identificano un kabbalista:

1- Studia la saggezza della Kabbalah non appena gli è possibile;

2- Studia regolarmente ogni notte durante tutte le 3 ore della lezione del mattino;

3- Frequenta abitualmente gli incontri degli amici;

4- Prende parte alla divulgazione che conduce alla correzione del mondo;

5- Si sforza attivamente per portare il mondo ad uno stato corretto.

Questo è un kabbalista.

Domanda: Se è così, anche uno studente che è agli inizi si può definire kabbalista.

Risposta: Secondo la saggezza della Kabbalah una persona viene chiamata kabbalista in base alla sua intenzione ed al suo obiettivo, questo non dipende dal suo conseguimento o meno di un livello spirituale. Se la persona si focalizza sul livello spirituale, ciò significa che si trova lì.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 8/03/17

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Occhio per occhio, e allora dov’è l’amore?

Domanda da Facebook: Qual è il significato di “occhio per occhio, dente per dente”?

Risposta: Significa che dobbiamo stabilire relazioni corrette fra le persone al livello della natura, sul livello egoistico.

Da un lato, non dovremmo prendere nulla in considerazione tranne che l’equilibrio, quando una forza in azione causa un’opposizione uguale e contraria.

Dall’altro lato, se tutti nel mondo sono opposti fra loro, allora si giunge alla comprensione che il sistema della connessione dovrebbe essere più elevato della natura delle persone.

La saggezza della Kabbalah aiuta una persona ad acquisire l’attributo della connessione al di sopra dell’egoismo. Questo è chiamato “Fede sopra la ragione” o “amore che copre tutte le trasgressioni”. Di fatto l’amore non cancella nulla. Basta guardare all’inquinamento, ai problemi fra di noi, sino a che punto siamo opposti gli uni agli altri, quanto siamo diversi…….beh tutto questo ci è dato dalla natura! Ma facendo sforzi assieme, possiamo costruire il ponte per un tipo di connessione completamente diversa, al di sopra di tutto, giungendo alla comprensione di noi stessi.

La saggezza della Kabbalah ci offre un metodo chiamato “la linea di mezzo”, che ci aiuta a fare questo. Se pensiamo al mondo, alla vita normale, ed alle buone relazioni fra di noi, comprendiamo che possiamo ottenere tutto questo solo attraverso questo metodo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 30/01/16

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Un attacco di consigli sulla Kabbalah – 20/11/16, Prima Parte

Domanda: E’ possibile che la sensazione del piacere spirituale ci sia stata rivelata ancor prima che entrassimo nel mondo spirituale, cioè quando avevamo appena cominciato il cammino spirituale?

Risposta: Non posso dire a chi e come, ma ad ognuno di voi viene concessa la sensazione del piacere spirituale per un breve periodo. Voi la sentite come qualcosa che si sviluppa intorno a voi, nello spazio che vi circonda. Questo è chiamato l’illuminazione del Creatore, (l’illuminazione della Shechina).

Domanda: Quali sono le pietre miliari principali sulla strada per la realizzazione spirituale?

Risposta: Le tappe fondamentali per la realizzazione spirituale sono il materiale di studio, l’inserimento in un gruppo, un lungo periodo di preparazione, poi un periodo di Lo Lishma (non per il Suo nome), e infine un periodo di Lishma (per il Suo nome).

Domanda: Perché ci viene dato il piacere spirituale? Come possiamo assaporare il piacere spirituale e farne buon uso?

Risposta: Quando il gusto del piacere spirituale ci viene dato possiamo utilizzarlo con l’intenzione di dare.

Domanda: Come possiamo comprendere l’espressione di “mantenere tutta la bontà dentro di noi e non perderla?”

Risposta: È possibile mantenere tutta la bontà dentro di voi quando non pensate di proposito a questo ma agli altri, a come connettervi con loro e a trasmetter loro la Luce superiore attraverso di voi.

Domanda: Come possiamo misurare la realizzazione spirituale senza distorcerla con il nostro egoismo?

Risposta: Il raggiungimento spirituale è misurato dalla grandezza dell’egoismo al di sopra del quale vi siete elevati, ed è impossibile deformarlo perché se questo è un raggiungimento spirituale, esso viene accuratamente rivestito nell’attributo dell’amore e della dazione che avete sviluppato.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 6/11/16

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Cosa sono le Sefirot?

Domanda da Facebook: Cosa sono le Sefirot?

Risposta: Una Sefira è qualcosa che risplende. E’ tutto molto semplice. Il nostro ego, volendo inghiottire tutto, è un corpo assolutamente nero che non può illuminare. Ma se chiude se stesso e comincia a lavorare nella direzione opposta, con l’intenzione di dare, comincia a riflettere la luce e tutto ciò che gli arriva contro.

Un corpo nero, ad esempio, che inghiottisce la luce, non ne riflette i raggi, così non possiamo vedere neppure il corpo. Ma se risplende e non inghiottisce i raggi di luce, ma piuttosto li riflette, tutti lo possono vedere.

Una Sefira è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine Ebraico “sapphire”)—luminoso.

Noi siamo fatti in modo tale che ci sono dieci parti in noi e dobbiamo farle risplendere al massimo. Questo stato si chiama “lo stato di completa correzione della persona”; è quando diventa un uomo della Luce.

Domanda: E’ questo a cui si fa riferimento nella Torah quando si dice che Mosè risplendeva?

Risposta: Sì. Raggi di luce si propagavano dalla sua testa. Ma, sfortunatamente, nella traduzione suona come “corna” perché “raggio” e “corno” sono due significati della stessa parola.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 6/02/17

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“Se io non sono per me, chi mai lo sarà?”

Domanda postata su Facebook: Qual è il significato di “Se in non sono per me, chi mai lo sarà”? Questo non contraddice quello che dici sempre: “Non esiste nulla tranne Lui”?

Risposta: Se pensiamo a questo, è vero che se io non sono per me stesso, chi mai mi aiuterà. Una persona ha bisogno di prendersi cura di se stessa nella misura in cui le è necessario per esistere e per vivere normalmente.

Tutto il resto, deve essere fatto per il bene degli altri. Ma è solo dopo che ho fatto ciò che serve a me per le mie necessità basilari, perché “se non c’è farina, non c’è Torah“.

Domanda: Come si inserisce in questa equazione, il più importante principio “Non esiste nulla tranne Lui”?

Risposta: Secondo questo principio, si dovrebbe agire come segue: devo pensare solo a me stesso nella misura in cui mi prendo cura dei miei bisogni di prima necessità e non più di questo, e io dovrei poi dare tutto il resto (al di sopra delle mie necessità di base) agli altri, perché questo è ciò che la guida superiore mi obbliga a fare.

Dopo tutto, “Non esiste nulla tranne Lui” oltre al governo superiore, al quale noi siamo subordinati e che dovrebbe soddisfare tutte le condizioni per esistere in modo corretto.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 1/02/2017

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