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Qual è la differenza tra Kabbalah e religione?

Dr. Michael LaitmanNon vi è alcun collegamento tra la Kabbalah e la religione. La religione è emersa dal fatto che le persone avevano ricevuto un testo kabbalistico, ma non sapevano come leggerlo e capirlo correttamente.

Come regola generale, un uomo religioso, aprendo la Torà o qualche altro libro scritto da Kabbalisti che hanno raggiunto il mondo superiore e lo interpreta in immagini materiali del nostro mondo, vale a dire, in termini a lui comprensibili.

Ad esempio, ‘il viaggio degli antenati’, lui lo percepisce come un viaggio sulla terra e non dentro se stessi a diversi livelli di egoismo. Lui tratta l’uccisione, le sconfitte, le vittorie, e altri eventi e fenomeni descritti nella Torà, come tutti tipi di avventure del nostro mondo. Lui è come un bambino a cui tu le racconti di qualcosa di più elevato, ma che percepisce tutto a livello che vede intorno a sé.

Il problema è che c’è un unico linguaggio per la descrizione del mondo spirituale e per il nostro mondo. Pertanto, una persona che è al livello del nostro mondo prende tutto alla lettera, e questa è la fonte della religione. Ma una persona che è salita al livello spirituale lo interpreta correttamente perché per lui questa è la Kabbalah, il mondo superiore, l’interazione con il Creatore.

Domanda: Come può una persona religiosa rapportarsi alla Kabbalah?

Risposta: Si dice che ogni uomo giudica tutto dal suo livello, nella misura della sua corruzione. Quindi qui arriva un grosso problema.

I Kabbalisti capiscono che le persone religiose comuni, entro gli stretti confini della loro percezione limitata, interpretano la Torà in modo non corretto. Ma hanno bisogno di mantenere il loro livello di fede semplice. Essi dovranno studiare la Torà a loro modo, fino a quando arriverà il momento della loro correzione.

Le persone religiose legano la Kabbalah al livello materiale, non rendendosi conto che i Kabbalisti la capiscono in modo diverso (ad un livello superiore), come un bambino non capisce un adulto. Pertanto, essi sdegnano i Kabbalisti, ritenendo che la Kabbalah è una cosa dannosa che porta l’uomo lontano dalla religione. La Kabbalah allontana davvero l’uomo dalla religione, perché gli mostra la vera pace e il vero scopo della creazione.

Di fatto una persona religiosa compie i comandamenti in modo egoistico: solo per lo scopo di avere una buona vita in questo mondo e per guadagnarsi il bene nel paradiso nel mondo avvenire. Non ha alcuna relazione con le leggi dell’unità e della regola di “Ama il tuo prossimo come te stesso.”

Un Kabbalista soddisfa il comandamento “ama il prossimo tuo”, perché è la base di tutta la sua vita in cui egli rivela il Creatore e raggiunge la proprietà della dazione e dell’amore.

Pertanto, la Kabbalah e la religione hanno obiettivi completamente diversi, tecniche diverse, e diversi atteggiamenti nei confronti della Torà. Questa profonda contraddizione li separa e li rende polarmente opposti. Speriamo che col tempo le persone religiose capiscano l’importanza del passaggio graduale dalla religione alla Kabbalah.

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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 22.10.2014

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Risultati pratici della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: A quali risultati pratici ci porta la Kabbalah?

Risposta: Ci chiediamo perché nel mondo “le cose non vanno bene” e non capiamo perché le nostre azioni ci portano a risultati e conseguenze negative.

La Kabbalah ci spiega che la causa di tutti i nostri insuccessi stanno nel fatto che noi non comprendiamo che tutte le nostre azioni passano attraverso lo “Scopo della creazione”.

Le nostre azione e le nostre intenzioni ci danno un segnale, tanto questi segnali vanno d’accordo con il programma della creazione, tanto più avranno un effetto positivo su di noi, d’altra parte, se saranno in disaccordo con lo “Scopo della Creazione” esse eserciteranno degli effetti negativi su di noi.

Fino a quando non impariamo questo sistema di gestione della creazione, avremo incidenti inattesi e spiacevoli, non rendendoci conto che si tratta di una reazione alle nostre azioni.

La saggezza della Kabbalah ci rivela proprio questo sistema di gestione e noi impariamo a lavorare con esso, a correggere le nostre azioni conformemente al suo programma e di sbarazzarci di spiacevoli sorprese.
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Necessità e Competitività

Domanda: La rivelazione dell’ ego nella nostra vita quotidiana, soprattutto in economia, è espressa dalla crescente aggressività della gente nei confronti di altra gente e dei paesi nei confronti di altri paesi, perché ognuno cerca di ingoiare il più possibile, costruiscono piramidi in ogni area per cercare di ridurre al minimo il numero di attori. Questo trend continuerà?

Risposta: In generale, è per il bene, perché la gente deve capire cosa sta succedendo.

Raggiungeremo lo stato in cui tutto dipende solo da me in tutto quello che faccio, e interpreto il ruolo di primo piano che elimina il gioco ridondante di competizione. Questo diventa privo di valore in ogni caso, e in effetti, mi mette in una posizione in cui posso capire chiaramente quello che faccio e se è necessario o meno.

Il problema è che, anche se io riesco a dettarle quello che devono sentire come al mercato, i desideri delle persone cambiano. Improvvisamente la necessità di ciò che io offro loro scompare, quindi questo mi costringe ad agire in modo diverso.
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Da  Kab.TV “La crisi globale”, 19.03.2013

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L’ Arte del Futuro

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come consideri l’arte?

Risposta: L’Arte è l’espressione naturale del nostro mondo interiore, una parte del quale la persona vuole ritrarlo in qualche modo, glorificarlo e renderlo perpetuo.

Domanda: l’Arte  è l’egoismo o l’amore per il prossimo?

Risposta: Certo, è l’egoismo!

Domanda: Quindi, dobbiamo sbarazzarci di esso?

Risposta: No. Lo dobbiamo convertire. Tutta la nostra natura è egoista, ma non dobbiamo distruggere l’egoismo. Tocchiamo qui una domanda molto interessante. L’egoismo non si distrugge, ma si trasforma in amore per il prossimo. Va invertito – si chiama “aiuto contro di te.”

Domanda: Posso esprimerlo in opere d’arte?

Risposta: E come! Vedrete quali capolavori saranno! Dopo tutto, le persone saranno in grado di realizzare non solo i loro impulsi egoistici, ma anche altruistici, (sommare da ognuno verso uno), sentendo gli altri come se stessi, e in questa simbiosi creare le nuove opere. Troveremo sensazioni e mezzi di espressione totalmente nuovi!
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Da un’ intervista a Toronto con V.Kanevsky 08.05.2014

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Per cosa è stato creato l’uomo?

Domanda: Ultimamente, i ricchi danno i loro soldi per il bene della società. Il fatto che ne traggano beneficio è irrilevante. Pensano ancora che costruendo un altro ospedale o una scuola in Africa, potranno portare beneficio alla società. Anche i miei parenti africani che vivono in Europa dicono che questo non aiuterà se non forziamo gli africani a lavorare, ma gli africani non vogliono lavorare.

Risposta: Abbiamo effettivamente impedito loro di farlo. In passato l’Africa è stata utilizzata per produrre ed esportare prodotti diversi, ma il nostro atteggiamento scorretto nei confronti di questo continente ha cambiato tutto.

Domanda: Cosa faranno i sei miliardi di persone su questo pianeta? Inventiamo del lavoro per le persone solo per tenerle occupate. Questo mondo complesso è stato creato affinché una persona si svegli al mattino, cavalchi i mezzi pubblici sovraffollati, raggiunga un ufficio o una fabbrica, esegua azioni meccaniche, torni a casa, e continui quindi a fare questo per il resto della sua vita fino alla morte?

Risposta: Ci siamo trasformati in schiavi. Ma ora la nostra percezione sta cambiando. L’uomo è stato creato per fare un tipo di lavoro completamente diverso – lavorare su se stesso e non lavorare per produrre.

Comprendiamo tutti che l’1% della popolazione è in grado di fornire al resto del mondo, tutto ciò che è necessario per sostenere una vita dignitosa, una casa, una famiglia, l’assistenza sanitaria, e tutto il resto. L’1% al massimo, e presto anche questo sarà sostituito da macchine automatiche e computer che consentiranno di ottenere praticamente tutto.

L’uomo, però, si impegnerà solo nel regolare le due forze della natura, la forza della ricezione e la forza della dazione in cui esistiamo. Dobbiamo sviluppare in noi la forza della dazione accanto alla forza di ricevere e aspirare a bilanciarle.

Implementare il sistema di educazione integrale nelle fabbriche e nelle scuole significa che dopo un paio di lezioni una persona inizierà a capire che il mondo è completamente diverso, che la persona non ha bisogno di essere sotto controllo, di andare a lavorare, lavorare per un giorno intero, tornare a casa, andare a letto, e, poi, ancora e ancora. Egli improvvisamente capirà che questo non è il suo destino e che non aiuterà mai nessuno.

Si scopre che esiste un metodo che ci eleva al livello successivo, e se non lo raggiungiamo al di fuori del nostro libero arbitrio, la natura ci spingerà in questa direzione.
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Da Kab.TV “La Crisi Globale” 19.03.2013

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Disegna un nuovo mondo dentro di te

Domanda: Chi ha il diritto di tagliare i fili che ci collegano a questo mondo per farci nascere nella spiritualità?

Risposta: Solo tu puoi! Deve essere fatto volontariamente!

Abbiamo bisogno di un periodo di preparazione solo per scollegarci dal nostro stato precedente, per uscire dall’”utero” e poi, senza aver del terreno solido sotto i nostri piedi, iniziare a misurare noi stessi, le nostre azioni, ed i nostri passi ulteriori usando uno strumento qualitativamente diverso, che non include parametri come “il tempo” (ora, poi, oggi, domain, etc.), “l’accumulazione dei beni”, “la superiorità sopra gli altri” ovvero “la sicurezza”.

Tutte le proprietà che definiscono l’egoismo (tempo, spazio, passato, futuro, presente, soddisfazione, senso di mancanza, e così via) scompaiono. Semplicemente cessano di esistere. Entriamo in uno spazio diverso, un’altra matrice, una dimensione completamente diversa che comporta dei valori completamente diversi, delle definizioni assolutamente divergenti, dove ogni cosa è soppesata su di una bilancia di un tipo differente. Il nostro comportamento verso tutto quello che ci circonda cambia drammaticamente.

Non vediamo nessun parallelo in questo mondo visto che le nostre osservazioni della natura inanimata, vegetale ed animata ci permettono di guardare solo diversi livelli di egoismo che caratterizzano ciascuno di questi livelli. Gli animali sono più egoisti di altri livelli della natura, per questo si muovono più velocemente, provvedono all’alimentazione, si riproducono e così via. Le piante hanno meno egoismo e il livello inanimato è ancora meno egoistico. E comunque tutti loro sono costruiti in modo da consumare, assorbire, guadagnare, attrarre e trattenere.

Ma qui ogni cosa è volta all’opposto. E noi non possiamo concepire questo “opposto”. Questo non è solo lo stesso valore assoluto, ma in realtà il segno meno.

Dopo tutto, costruiamo il mondo nelle nostre sensazioni, nei nostri valori e definizioni: Questo è più grande, questo è più piccolo, questo mi influenza meglio, e questo mi colpisce in modo peggiore. Questo è come il mondo si riflette nel mio egoismo mentre, in realtà, il mondo non esiste. Tutti questi spazi, oggetti, visioni, sensazioni, relazioni che qualcosa è più vicino, lontano, migliore o peggiore – Tutto si forma nel mio particolare egoismo.

Se sparisce per me, comincio a definire ogni cosa in relazione ad un’altra proprietà, quella della dazione. Ovvero inizio a disegnare al mio interno un nuovo mondo privo di mancanze.
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Tratto da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno,” 18.02.2013

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Di cosa parla lo Studio delle dieci Sefirot

Dr. LaitmanDomanda: Adesso stiamo studiando Lo Studio delle Dieci Sefirot (TES), Parte 2, “La connessione tra l’abilità e l’intenzione“. Non riesco a concentrarmi e a relazionare questo con me stesso e a capirlo.

Risposta: Siamo desiderio di ricevere piacere, e l’intelletto si sviluppa solamente per servire il desiderio. Quindi, finché non hai cominciato a sentire dentro di te ciò che è descritto, non puoi utilizzare questi parametri del desiderio. Sarà possibile utilizzarlo e con quale intenzione?

Ma ci sono le persone che hanno la capacità di imparare, non dentro se stesse, nel desiderio, ma costruendo un modello in mente. Esse imparano il Talmud “teoricamente” senza utilizzarlo su se stesse. Purtroppo, è così che tutti imparano oggi!

Ma la Torà specificatamente richiede apprendimento “pratico” (sensoriale, all’interno del desiderio) ad esempio, su noi stessi, sul nostro desiderio. E finché non sarà così, finché non passerai attraverso questo stato nella sensazione, non capirai quello che il Talmud dice.
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L’importanza del Congresso in America

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è l’importanza del congresso in New Jersey?

Risposta: Non vi è alcuna importanza in quanto è precisamente nel New Jersey. Questo accade perché è il luogo dove ci siamo abituati a fare congressi. Siamo già stati lì, lì ci sentiamo bene ed è confortevole.

Comunque, in generale, il congresso in America è molto importante. Convergono anche le mie riunioni con i leader delle comunità ebraiche, organizzazioni, e movimenti, che sono molto importanti.

A parte questo, lo sappiamo, sentiamo e ascoltiamo su come sta cambiando il mondo, e soprattutto c’è un gran cambiamento a proposito degli ebrei. Il nostro ruolo è diventato sempre più importante e richiesto. Speriamo di essere in grado di venire a questo congresso in uno stato dove i nostri amici e studenti ci ascolteranno, includendo quelli che parlano inglese, che partecipano con noi in tutti i modi e livelli da tutto il mondo, e che saremo in grado di addolcire lo sviluppo e provare a portarlo su un buon percorso, quanto più è possibile, da “a tempo debito” a “ io affretterò”. Questo può essere fatto solo se quel Kli di lingua inglese saprà accettare questa grande missione. Ogni posto nel mondo, almeno nel mondo di lingua inglese, dovrebbe provare a fare la stessa cosa che facciamo noi in ebraico, in Israele.

Spero vivamente che non finirà tutto al congresso, ma che continueremo a lavorare prima e dopo il congresso. Spero anche vivamente che accetteremo questo lavoro importante che ora è stato gettato su di noi, che ci ha colpito, con tanta importanza, con la consapevolezza di quanto il nostro ruolo è importante e unico, e soprattutto che il Kli Americano saprà diventare come un tubo per il mondo intero. Questo perché il loro linguaggio, il loro approccio, e la loro capacità sono veramente senza limiti, e ne abbiamo un gran bisogno.

Non vedo l’ora di portare un pubblico molto più ampio, che non è quello collegato a noi, più vicino a noi al congresso, che capiranno quello che dobbiamo fare, qual è la giusta implementazione della saggezza della Kabbalah. Per questo abbiamo più lavoro da fare, e quindi ho una grande speranza.

Sono molto grato a tutte le persone che si sono occupate di preparare il congresso. Secondo l’importanza che sentono per il congresso, dunque certamente mi aspetto che sarà incredibilmente forte. Sarà l’ultimo della serie di congressi che terremo sul continente Americano.

Pertanto, spero tanto che tutti i nostri amici che possono tenersi in contatto nel sostenerlo, non solo da Israele, ma dal mondo intero, si uniranno a sostenerlo, così trasformeremo il congresso del New Jersey in un Congresso Mondiale.

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Le malattie sono il risultato dell’ ego

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché le malattie e le sofferenze fisiche sono necessarie?

Risposta: Questi sono i risultati dell’ego generale non corretto . Finché esiste nelle anime, anche l’anima corretta, che è in connessione completa con le anime non corrette, sentirà la sofferenza.

Domanda: E’ possibile comprendere il motivo per cui è necessaria la sofferenza per i Kabbalisti in modo che possano imparare ad elevarsi al di sopra del livello della bestia, ma per quanto riguarda la gente comune?

Risposta: Siamo tutti nella dipendenza collettiva come una singola entità, l’ anima, un desiderio di ricevere. Se è “per il suo proprio bene”, allora si soffriamo, se è “per il bene del Creatore”, cioè simile alla Luce, allora godiamo.

Domanda: Non è crudele, riempire povere creature con la sofferenza?

Risposta: Il Creatore prende il nostro stato finale in considerazione; La sua condotta deriva dalla necessità di portarci alla completa fine della correzione e perfezione.
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“La Festa dell’Indipendenza”: Un articolo di ARI Institute pubblicato sulla Rivista Aliya Magazine

ARI InstituteL’articolo di ARI Institute sulla festa dell’Indipendenza in Israele è stato pubblicato dalla rivista Aliya Magazine. Di seguito l’articolo:

“Mentre commemoriamo il giorno dell’Indipendenza per l’ennesima volta, gli ormai soliti slogan (per non dire sproloqui), che reclamano uno stato di Israele forte ed autonomo, riempiono i media. Forse le varie cinciallegre sanno cose che la maggior parte di noi ignora; altrimenti come è possibile spiegare la loro insistenza sul fatto che l’indipendenza è possibile? Ciò vale per tutti i Paesi, non solo per Israele; l’indipendenza è un mito; l’interdipendenza è la realtà della nostra vita.

Oggi un Paese che desidera essere indipendente deve focalizzare l’attenzione sulla società, non sull’economia. L’unico modo in cui un Paese può essere indipendente è facendo sì che le persone che vi abitano si sentano solidali e responsabili le une verso le altre. E qui sta la nostra forza come Nazione ebraica. Siamo i poco fieri proprietari del detto “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

E’ un peccato che non ne siamo orgogliosi. Se ne riconoscessimo il valore, lo abbracceremmo quale nostro codice sociale ed i nostri guai terminerebbero. Può sembrare un’affermazione semplicistica, ingenua, ma funziona. La realtà attuale è fatta di connessione e reciproca dipendenza ma non riusciamo ad accettare ciò come nostro stile di vita e, piuttosto, cerchiamo di scavalcare gli uni gli altri nel tentativo di raggiungere la vetta. Ma anche quando la raggiungiamo, sempre che ci riusciamo, non passa un minuto e subito un altro diventa il re del momento.

Nessun’altra creatura si comporta così, solo noi esseri umani. E nessun’altra Nazione mette tanto zelo in questo gioco quanto noi ebrei, soprattutto gli ebrei di Israele. E dato che Israele è sempre al centro dell’attenzione, con nostro gran sgomento, dovremmo almeno cogliere l’occasione per far andare le cose nella giusta direzione. Quali proprietari del succitato detto, è nostra prerogativa farne uso.

Saremo anche una società frammentata e disgregata ma questa è solo la facciata rispetto alle nostre origini comuni. Agli occhi del mondo noi siamo ebrei, indipendentemente dal nostro aspetto e dal nostro comportamento.

Dimostriamo quindi che possiamo elevarci al di sopra della superficialità e mostriamo unione oltre le differenze, senza eliminarle. Possiamo, e forse dovremmo, restare ciò che siamo: religiosi, secolari o non etichettabili. Ma, al di sopra di tutte le disparità, noi dovremmo abbracciare il motto dell’unione. Se solo osassimo, non otterremmo solo l’indipendenza ma elimineremmo il prefisso “anti” dalle parole antisemitismo ed antisraeliano.”