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L’importanza del Congresso in America

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è l’importanza del congresso in New Jersey?

Risposta: Non vi è alcuna importanza in quanto è precisamente nel New Jersey. Questo accade perché è il luogo dove ci siamo abituati a fare congressi. Siamo già stati lì, lì ci sentiamo bene ed è confortevole.

Comunque, in generale, il congresso in America è molto importante. Convergono anche le mie riunioni con i leader delle comunità ebraiche, organizzazioni, e movimenti, che sono molto importanti.

A parte questo, lo sappiamo, sentiamo e ascoltiamo su come sta cambiando il mondo, e soprattutto c’è un gran cambiamento a proposito degli ebrei. Il nostro ruolo è diventato sempre più importante e richiesto. Speriamo di essere in grado di venire a questo congresso in uno stato dove i nostri amici e studenti ci ascolteranno, includendo quelli che parlano inglese, che partecipano con noi in tutti i modi e livelli da tutto il mondo, e che saremo in grado di addolcire lo sviluppo e provare a portarlo su un buon percorso, quanto più è possibile, da “a tempo debito” a “ io affretterò”. Questo può essere fatto solo se quel Kli di lingua inglese saprà accettare questa grande missione. Ogni posto nel mondo, almeno nel mondo di lingua inglese, dovrebbe provare a fare la stessa cosa che facciamo noi in ebraico, in Israele.

Spero vivamente che non finirà tutto al congresso, ma che continueremo a lavorare prima e dopo il congresso. Spero anche vivamente che accetteremo questo lavoro importante che ora è stato gettato su di noi, che ci ha colpito, con tanta importanza, con la consapevolezza di quanto il nostro ruolo è importante e unico, e soprattutto che il Kli Americano saprà diventare come un tubo per il mondo intero. Questo perché il loro linguaggio, il loro approccio, e la loro capacità sono veramente senza limiti, e ne abbiamo un gran bisogno.

Non vedo l’ora di portare un pubblico molto più ampio, che non è quello collegato a noi, più vicino a noi al congresso, che capiranno quello che dobbiamo fare, qual è la giusta implementazione della saggezza della Kabbalah. Per questo abbiamo più lavoro da fare, e quindi ho una grande speranza.

Sono molto grato a tutte le persone che si sono occupate di preparare il congresso. Secondo l’importanza che sentono per il congresso, dunque certamente mi aspetto che sarà incredibilmente forte. Sarà l’ultimo della serie di congressi che terremo sul continente Americano.

Pertanto, spero tanto che tutti i nostri amici che possono tenersi in contatto nel sostenerlo, non solo da Israele, ma dal mondo intero, si uniranno a sostenerlo, così trasformeremo il congresso del New Jersey in un Congresso Mondiale.

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Le malattie sono il risultato dell’ ego

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché le malattie e le sofferenze fisiche sono necessarie?

Risposta: Questi sono i risultati dell’ego generale non corretto . Finché esiste nelle anime, anche l’anima corretta, che è in connessione completa con le anime non corrette, sentirà la sofferenza.

Domanda: E’ possibile comprendere il motivo per cui è necessaria la sofferenza per i Kabbalisti in modo che possano imparare ad elevarsi al di sopra del livello della bestia, ma per quanto riguarda la gente comune?

Risposta: Siamo tutti nella dipendenza collettiva come una singola entità, l’ anima, un desiderio di ricevere. Se è “per il suo proprio bene”, allora si soffriamo, se è “per il bene del Creatore”, cioè simile alla Luce, allora godiamo.

Domanda: Non è crudele, riempire povere creature con la sofferenza?

Risposta: Il Creatore prende il nostro stato finale in considerazione; La sua condotta deriva dalla necessità di portarci alla completa fine della correzione e perfezione.
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“La Festa dell’Indipendenza”: Un articolo di ARI Institute pubblicato sulla Rivista Aliya Magazine

ARI InstituteL’articolo di ARI Institute sulla festa dell’Indipendenza in Israele è stato pubblicato dalla rivista Aliya Magazine. Di seguito l’articolo:

“Mentre commemoriamo il giorno dell’Indipendenza per l’ennesima volta, gli ormai soliti slogan (per non dire sproloqui), che reclamano uno stato di Israele forte ed autonomo, riempiono i media. Forse le varie cinciallegre sanno cose che la maggior parte di noi ignora; altrimenti come è possibile spiegare la loro insistenza sul fatto che l’indipendenza è possibile? Ciò vale per tutti i Paesi, non solo per Israele; l’indipendenza è un mito; l’interdipendenza è la realtà della nostra vita.

Oggi un Paese che desidera essere indipendente deve focalizzare l’attenzione sulla società, non sull’economia. L’unico modo in cui un Paese può essere indipendente è facendo sì che le persone che vi abitano si sentano solidali e responsabili le une verso le altre. E qui sta la nostra forza come Nazione ebraica. Siamo i poco fieri proprietari del detto “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

E’ un peccato che non ne siamo orgogliosi. Se ne riconoscessimo il valore, lo abbracceremmo quale nostro codice sociale ed i nostri guai terminerebbero. Può sembrare un’affermazione semplicistica, ingenua, ma funziona. La realtà attuale è fatta di connessione e reciproca dipendenza ma non riusciamo ad accettare ciò come nostro stile di vita e, piuttosto, cerchiamo di scavalcare gli uni gli altri nel tentativo di raggiungere la vetta. Ma anche quando la raggiungiamo, sempre che ci riusciamo, non passa un minuto e subito un altro diventa il re del momento.

Nessun’altra creatura si comporta così, solo noi esseri umani. E nessun’altra Nazione mette tanto zelo in questo gioco quanto noi ebrei, soprattutto gli ebrei di Israele. E dato che Israele è sempre al centro dell’attenzione, con nostro gran sgomento, dovremmo almeno cogliere l’occasione per far andare le cose nella giusta direzione. Quali proprietari del succitato detto, è nostra prerogativa farne uso.

Saremo anche una società frammentata e disgregata ma questa è solo la facciata rispetto alle nostre origini comuni. Agli occhi del mondo noi siamo ebrei, indipendentemente dal nostro aspetto e dal nostro comportamento.

Dimostriamo quindi che possiamo elevarci al di sopra della superficialità e mostriamo unione oltre le differenze, senza eliminarle. Possiamo, e forse dovremmo, restare ciò che siamo: religiosi, secolari o non etichettabili. Ma, al di sopra di tutte le disparità, noi dovremmo abbracciare il motto dell’unione. Se solo osassimo, non otterremmo solo l’indipendenza ma elimineremmo il prefisso “anti” dalle parole antisemitismo ed antisraeliano.”

Scambio di disperazione con anticipazione

Baal HaSulam, L’Arvut” (La Garanzia Mutua): Con questa responsabilità collettiva, ogni membro della nazione è stato liberato dal preoccuparsi delle esigenze del proprio corpo e potrebbe mantenere la Mitzvà, “Ama il tuo amico come te stesso” nella più alta misura, e dare tutto ciò che aveva a qualsiasi persona bisognosa, dal momento che non è più curato per l’esistenza del proprio corpo, come egli sapeva con certezza che era circondato da seicentomila amanti fedeli, che stavano pronti a provvedere per lui.

Ci sono due discernimenti qui.

In primo luogo, la garanzia reciproca e il mutuo interesse di una persona libera dalle preoccupazioni su se stesso. Ognuno si appoggia sugli altri e tutti si sentono bene. Questa è la “terapia psicologica” per sbarazzarsi della paura.

Secondo, attualmente ci connettiamo per essere collegati con il superiore per noi. Noi vogliamo l’unità, perché lo vediamo come un modo per raggiungere questa connessione. Aneliamo sempre verso l’alto e ogni nostra azione di seguito deve essere finalizzata alla meta finale e non per l’auto-sedazione. Diverso da una squadra di calcio che si collega per avere successo, la nostra connessione è per elevarci verso l’alto. Anche se con questo ci sbarazzassimo di tutti i nostri problemi, non è la tranquillità che stiamo cercando. Stiamo semplicemente cambiando i problemi precedenti e i problemi che ci spingono ad unirci, verso disturbi e problemi di una diversa qualità che vengono creati quando ci uniamo con il Creatore.

Questo si chiama “paura superiore,” e questo è dove l’amore risiede. La paura è una nave, e l’amore è il ripieno. Ora mi sento impaurito di fronte al Creatore, non di fronte alla minaccia di guai, vergogna, disperazione, ecc io cambio tutto ciò che per la paura di essere vicino al Creatore, il desiderio di andare a Lui, per essere vicino a lui in dazione. Questo è il mio obiettivo.

Quando avrò nostalgia per esso? Quando non importa ciò che è dietro di me, fintanto che aumenta la mia attrazione in avanti.

Così scambiamo i problemi corporei con problemi spirituali chiamati “dolori d’amore”.

Domanda: Ma se gli amici mi sostengono assolutamente, non spengono il mio problema principale, non è che così facendo sfuma il mio desiderio di avvicinarmi al Creatore?

Risposta: Se mi inserisco nel gruppo correttamente, acquisisco nuove paure invece che le vecchie paure. Nessuno mi sta promettendo una vita tranquilla, c’è un’avventura che mi inquieta in anticipo, che gli alpinisti, i pionieri, i viaggiatori hanno già sperimentato nel mondo. La loro preoccupazione è l’anticipazione, sono costantemente in avanzamento verso qualcosa di meglio, così mi sento anche un deficit sul sentiero spirituale, ma anticipare la gioia, con questa anticipazione è meglio che la stessa gioia.

Sappiamo per esperienza che il piacere scompare immediatamente, ma l’anticipazione può far sentire una persona viva per molti anni. In spiritualità, questo è davvero un riempimento, che chiamiamo con l’aiuto della luce ritornante, al di sopra del desiderio di ricevere, rivestito in dazione….
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(Dalla quarta parte delle Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2012, “L’Arvut”  (La Garanzia Mutua)

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La natura è a favore del corretto allineamento

Domanda: Nel processo dell’educazione integrale, possiamo organizzare alcune attività comuni per gli uomini e le donne come le vacanze, per esempio?

Risposta: Penso che una società che aspira verso integrazione dovrà scoprire una grande separazione tra i sessi. Vediamo che la natura non è d’accordo con qualsiasi tipo di mescolanza.

In natura, esiste una precisa subordinazione, una gerarchia, una separazione in conformità con le funzioni e i modi in cui uomini e donne realizzano se stessi. È esattamente il corretto allineamento di questi due opposti che crea e da vita ad una nuova società armoniosa.
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(Un discorso sull’educazione integrale, 04.03.2012)

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Un’unica Luce, molte diverse espressioni

L’1% dell’umanità che vuole scoprire il Creatore è costretta a stabilire una connessione con Lui e con tutto il resto degli uomini. Questa è la ragione per cui ci è stato dato questo desiderio. Infatti, lo scopo della creazione è nascosto nel 99% dell’umanità, mentre l’1% è chiamato a comportarsi secondo la diretta volontà del Creatore. Dunque, il nostro unico compito è di servire il 99%.

Domanda: Il loro scopo, quello del 99%, è di avere una buona vita nel mondo fisico usando il metodo del sostegno reciproco e della connessione reciproca, mentre il nostro scopo è il Creatore. Come si possono mettere d’accordo queste due posizioni? Questi due scopi, quello materiale e quello spirituale, come si uniranno alla fine?

Risposta: Per te si tratta di uno scopo spirituale perché tu devi richiamare la Luce e scoprire il Creatore in modo d’avere qualcosa da passare agli altri. Ad ogni modo, tu stai già passando la Luce nella forma che è giusta per loro.

Noi riceviamo la Luce superiore nella forma della nostra Luce che Ritorna, mentre le masse ricevono da noi la forza, la guida, e le soluzioni sotto forma del metodo del sostegno reciproco e della reciproca connessione. Sebbene il loro scopo sia materiale, la Luce che opera dall’interno passa a loro attraverso di noi e allora essi percepiscono i cambiamenti nei loro pensieri e nei loro sentimenti.

Sotto l’influenza della Luce, noi sentiamo che qualcosa è cambiato internamente mentre gli altri non lo percepiscono, sebbene anche loro stiano cambiando con il tempo. Ora, gli uomini stanno cercando un modo per progredire e questa esigenza ha origine da qualche forza interiore. Essa li cambierà, e allora, improvvisamente, essi incominceranno a vedere il mondo in modo diverso e a giudicare ciò che sta succedendo a loro stessi in modo diverso. Questa è la conseguenza dell’influenza della Luce che Corregge.

E’ la Luce e non noi che lo realizza internamente, mentre noi dobbiamo solamente creare la connessione tra il Creatore ed ogni altro uomo. Questa infusione dovrebbe attraversare tutta la creazione seguendo il filo di Einf Sof (l’infinito) che passa da Ein Sof fino al più piccolo ed infimo dei livelli. Infine, se la conoscenza dell’unione arriverà agli uomini da noi, ci porterà necessariamente alla vita, e le cose inizieranno a migliorare.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.06.2012 “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah“)

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Che cosa fai quando il Creatore è ovunque?

Domanda: Da un lato, è scritto: “Non esiste nessuno tranne Lui“, ma, dall’altro, una persona si chiede: “Se non c’è nessun altro oltre il Creatore, se tutto dipende da Lui, allora cosa posso fare?”

Risposta: “Non esiste nessuno tranne Lui” significa che tutto proviene dal Creatore affinché io possa rivelarLo per davvero e stare con Lui in aderenza. Lui mi lascia spazio per poter compiere il mio lavoro, Lui non mi blocca da nessun punto di vista, ma piuttosto mi da’ l’opportunità di diventare come Lui.

Ma in ogni altro riguardo, è vero che “non esiste nessuno tranne Lui.” Non dovrei pensare che ci sia qualcun altro vicino a me. Vedendo la moltitudine di fattori che mi influenzano, devo capire che in sostanza, tutti questi fattori sono solo Lui.

A volte sento provenire da Lui delle positività, talvolta delle negatività, inoltre, i vantaggi e gli svantaggi possono assumere varie forme. Ma alla fine mi dico: “No, Lui è sempre una grande positività, e mi influenza solo attraverso vantaggi di vario genere. Nel frattempo, a volte li percepiscono come vantaggi e a volte come aspetti negativi. Così, devo cambiare me stesso affinché tutto possa diventare per me un vantaggio. “Allora, Io e Lui saremo uguali, e questo stato si chiamerà adesione.

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.02.2013, “Discorso per il completamento dello Zohar”)

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Evitare il destino fatale

Domanda: Penso che una persona contemporanea abbia bisogno di avere una comprensione chiara di ciò che sta succedendo nel mondo. Egli sta assorbendo un flusso di informazioni dei disastri naturali, di eventi tragici e problemi sociali, però non ha ancora un’immagine chiara di cosa stia succedendo.

Risposta: Naturalmente dobbiamo vedere il sistema completo in generale. Però una persona contemporanea non avverte ancora la paura universale per il futuro. Per questo, deve trovarsi su un livello completamente diverso, avere una visione del mondo più ampia e avere la capacita di vedere orizzonti lontani. A mio parere, questa paura apparirà nelle persone semplici quando la natura comincerà a risvegliarci tramite catastrofi gravi che scuoteranno la persona: qualcosa senza precedenti si sta avvicinando e non si riesce ad evitarlo.

In qualche modo è possibile ammorbidire, celare, fuggire o nascondersi da ciò che succede in una società. La persona non si sente ancora come un coniglio messo alle strette che vede avvicinarsi un boa. In questo stato, non possiamo fare nulla perché la natura stessa ci scuota in modo da portarci alla consapevolezza che tutto questo è fatale, il destino spietato. È auspicabile che la persona realizzi questa immagine non al momento dell’azione stessa, quando il disastro è già inevitabile, ma in anticipo, in modo da descriverlo e capire come evitarlo.

Dobbiamo dimostrare tutto questo nel manuale di Educazione Integrale, parlando della natura dell’egoismo stesso e di come non possiamo risolverlo con nessun mezzo nel nostro mondo perché non possediamo gli strumenti. Siamo spinti dal desiderio di riempire, di saziare noi stessi, anche a spese degli altri. O semplicemente vogliamo umiliare gli altri ma quando ci eleviamo sopra di loro, ci sentiamo più comodi. Questa è l’immensa forza egoistica che lavora in tutte le direzioni.

L’ego è l’unica forza della natura. Tutte le leggi fisiche, chimiche, biologiche, e genetiche derivano dall’ego. L’intero nostro mondo è un grande ego. Questo è il desiderio di ricevere, di essere riempito, il desiderio di assorbire, di essere rafforzato, per raggiungere la soddisfazione massima, e così via. In aggiunta, sento costatamene e misuro il mio stato rispetto all’ambiente. Se ho un bastone in mano e la mia vicina ne ha due, mi sento già male.

Segue da questo che non c’è potere nel mondo che in qualche modo può frenare l’ego. Allora dov’è la seconda forza che sarà pronta ad equilibrarlo? Questo è specificamente ciò che ora dobbiamo trovare.

Uno può trovare questa forza soltanto in una società organizzata nel modo giusto. Quando tale società sta guardando lo tsunami avvicinarsi, comincia ad unirsi in modo che entro la giusta connessione fra loro scopriranno l’attributo generale altruistico, per cui tutti saranno inclusi negli altri diventando un collettivo integrale. E questa forza si opporrà e si innalzerà sia l’ego individuale che collettivo. Quando teniamo nelle nostre mani le due forze e possiamo usarle correttamente, otterremo il sistema equilibrato, il giusto rapporto per quanto riguarda noi stessi, la società, la natura, e il mondo.
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(Da un programma TV “Un Mondo Integrale” del 24.10.2013)

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Il futuro dell’umanità

Domanda: Com’è l’immagine desiderata del futuro riflessa nel manuale dell’educazione integrale? Dove sta andando l’umanità?

Risposta: Il futuro desiderato dall’umanità è quello di imparare l’equilibrio sistemico dalla natura.

Prendendo la completezza della natura come esempio, dobbiamo creare la natura umana integrale come questa, come nel mondo che ci circonda, perché noi siamo la parte interna più sviluppata della natura, ma sviluppata egoisticamente e questo si dice sia molto negativo. Non importa quello che facciamo, distruggiamo soltanto lo spazio che ci circonda. Pertanto, se cominciamo ad imparare, la legge integrale della natura e vogliamo vivere in armonia con essa, questa sarà la soluzione migliore per il nostro problema.

Una società integrale deve vivere su due livelli perché una persona consiste di due parti: il corpo fisico e lo spirito che lo tira avanti. Questo spirito possiede ora una forma egoistica. Come possiamo equilibralo?

Il nostro corpo deve ottenere tutto ciò che richiede dalla natura in modo da funzionare normalmente, mentre lo spirito – ovvero, i nostri desideri e brame – devono essere equilibrati perché ora sono egoistici. Per questo, dobbiamo collocare il bene della società sopra il nostro bene e sentirci come una componente integrale di questo intero sistema.
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(Da Kab.TV “Un Mondo Integrale” 24.10.2013)

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