Pubblicato nella 'Decine' Categoria

La decina: una speciale forma di unione

Domanda: Qual è il senso della connessione e dell’unione nella Kabbalah?

Risposta: Connessione e  unione sono interconnesse all’interno dei pensieri e dei desideri. Qualsiasi cosa senta una persona, la sente anche l’altra; qualsiasi cosa pensa una la pensa anche l’altra. Si potrebbe argomentare che pensieri e desideri si limitino a vicenda ma in realtà quando noi tendiamo all’unione, pur trovandoci in una condizione di separazione, diventiamo complementari producendo un risultato sorprendente!!

Inoltre non si tratta solo di completamento reciproco. Aggiungendo dei “mattoni” otteniamo uno sviluppo esponenziale. Vi sono molteplici dimensioni anche se non infinite.

Poiché siamo tutti composti da 620 parti, nel momento in cui io e te ci relazioniamo, diamo vita a una serie enorme di relazioni reciproche. Si dà vita ad una nuova sfera, un complicato sistema di percezione un po’ come un alveare.. Nonostante non sia ancora integrato lo sta diventando..

Nel momento in cui raccogliamo tutti i nostri pensieri e desideri all’interno della decina essi si combinano come a formare una sfera. Tutti i nostri obiettivi, costrizioni e dubbi non scompaiono ma si trasformano in un sistema integrato a causa dell’integrazione, l’uno nell’altro, di dieci singoli individui.

All’interno della decina noi agiamo come nel Mondo Superiore, ciò crea una configurazione completamente differente, simile alla Sua, per cui si trasforma in una sfera completa e integrata. Se non esistesse una similitudine con il Mondo Superiore e se non potessimo aggregare tutti i pezzi in un sistema comune integrato noi non potremmo raggiungere questa condizione da soli. La decina rappresenta dunque una forma particolare di unione..

Domanda: Come è possibile che esseri umani che vivono nel disprezzo gli uni per gli altri e che all’inizio sono lontani l’uno dall’altro, comincino a diventare complementari? Questo evento miracoloso della Kabbalah non può essere compreso al nostro attuale livello di coscienza.

Risposta: Si, questo ha veramente del miracoloso. Un miracolo particolare che porta grande gioia grazie alle persone che si uniscono le une alle altre. Questo effetto è accompagnato da un grande sollievo, una crescita energetica, un flusso di coscienza e di sensazioni.

[230645]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 8/04/2018

Materiale correlato:
Come avviene la percezione oggettiva del mondo?
Il gruppo è un mini-modello dell’umanità
Il lavoro nella decina

Dove viene rivelato il Mondo Superiore?

Domanda: Che tipo di beneficio spirituale ci può essere dalle conversazioni, discussioni e controversie di un gruppo di persone che hanno iniziato il loro percorso nella saggezza della Kabbalah ma non hanno raggiunto la spiritualità?

Risposta: Le persone devono cercare di trovare un linguaggio comune, di unirsi, di capire quanto siano diverse, che cosa possono fare per avvicinarsi l’una all’altra e aiutarsi reciprocamente. Hanno bisogno di parlarne molto, di studiare i libri di Kabbalah e di organizzare pasti comuni, come facevamo noi con il mio maestro Rabash.

Ogni settimana, oltre allo studio, la sera ci riunivamo e leggevamo i suoi articoli e, talvolta, ci recavamo in posti diversi come un grande gruppo. In altri termini, questo era un sistema completo di esercizi che funzionava su due livelli.

Infatti, un livello era del tutto fisico, psicologico e piacevole: saremmo semplicemente stati insieme e ci saremmo conosciuti. Dovevamo farlo. È importante sia per i gruppi di donne che per i gruppi di uomini.

Un secondo livello è imparare qualcosa sulle nostre relazioni e connessioni, ma ad un grado più profondo che ancora non sentiamo, come il funzionamento delle parti dell’anima o di un sistema spirituale o di un Partzuf; non importa come si chiama.

Se dieci amici raggiungono una connessione interiore, allora fra loro si crea un sistema chiamato Partzuf (corpo spirituale) o Kli (vaso) composto di dieci parti, dieci desideri, connessi correttamente, e fra loro comincia a rivelarsi una forza unica chiamata Creatore.

Dieci persone insieme Lo sentono e Lo scoprono. Questa è chiamata la scoperta del mondo superiore. Il potere del Creatore li dirige, li guida in avanti, cambia loro e le loro circostanze esterne ed interne. Egli li istruisce. Nel momento in cui Lo scoprono, Egli immediatamente comincia a lavorare con loro.

Tutte le trasformazioni che avvengono in loro sono multiformi. Anche se sembra che si rifiutino e si contraddicano a vicenda, allo stesso tempo, si aiutano lo stesso, si integrano e il gruppo dei dieci gradualmente sale. Gli amici sentono sempre più contraddizioni fra loro, tuttavia, la forza che li connette diventa sempre più grande.

Questo accade soprattutto quando si affrontano grandi opposizioni o parallelamente ad esse accade che cominciamo a scoprire una forza di connessione integrale generale. Tra le due forze di repulsione e attrazione, si crea un organo sensoriale spirituale chiamato “anima.” Questa inizia ad istruirli, come si dice: “L’anima di un uomo lo istruirà,” e loro la seguono.

In questo modo, tutto è risolto dalla connessione fra le persone, non solo nel gruppo dei dieci. Più ci sono decine simili connesse fra loro, meglio è, perché tutta l’umanità deve raggiungere questa connessione.

Ecco come viene rivelato il mondo superiore, non può essere rivelato in nessun altro modo. Possiamo scoprire il mondo superiore solo nella connessione fra noi, perché tutti noi proveniamo dal sistema dell’Adamo che si é frammentato e che ora noi dobbiamo ristabilire.

[219929]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’8/10/2017

Materiale correlato:
Kabbalah pratica: come si fa a sentire il mondo superiore? – Nell’unione del cerchio
L’immutabile sistema del mondo superiore
Il Sistema operativo Spirituale: Avvicinarsi alla finestra successiva

Il lavoro nella decina

Domanda: Nel lavoro della decina, l’effetto positivo si verifica quando almeno uno dei suoi membri pensa agli altri nove oppure quando l’intera decina fa contemporaneamente la stessa cosa?

Risposta: E’ sufficiente che solo pochi amici pensino agli altri in un determinato momento, e che quei pochi ruotino periodicamente a turno. A tutti loro questo viene ricordato dall’alto, poiché tutto avviene non perché loro vogliono che accada, ma perché sono controllati dal sistema superiore, e sono riorganizzati fra loro con la costante intenzione verso la connessione personale e verso l’unione con la forza superiore.

Essi non controllano assolutamente nulla; stanno solo cercando di pensare alla decina. Hanno solo bisogno di richiamare l’attenzione, l’uno con l’altro, verso la grandezza di questa forza dominante e sulla loro capacità di influenzarsi a vicenda.

[219082]

Dalla trasmissione di Kab TV “L’ultima generazione”, 16/08/2017

Materiale correlato:
Il meglio – Per gli amici
L’Amore degli amici (2)
La linea di mezzo è al di sopra dell’amore e dell’odio

Come avviene la percezione oggettiva del mondo?

Domanda: Secondo il metodo della saggezza della Kabbalah, io prendo dieci persone, organizzo relazioni con loro secondo certe leggi e attraverso queste relazioni comincio a percepire il mondo. Questo metodo non è soggettivo? Ad ogni modo, io percepirò tutto attraverso di loro, vedrò un altro mondo. E il mio amico vedrà qualcosa di diverso.

Risposta: Tu non hai altre possibilità per raggiungere il mondo superiore. Tuttavia, tu e i tuoi amici sentirete la stessa cosa perché ognuno di voi includerà in se stesso tutto il resto, l’intera decina.

Essendo nella decina, io rimango Malchut (M), e i miei nove amici rappresentano le prime nove Sefirot davanti alle quali io mi annullo. Io li includo tutti in me stesso e scopro che vedo tutto in loro.

 

Allo stesso tempo, io non mi prendo in considerazione. Faccio una restrizione (Tzimtzum) su me stesso.

Agisco solo attraverso gli amici e quindi percepisco il mondo oggettivamente, attraverso di loro. Io vedo il mondo spirituale, i gradi di conseguimento. L’unica cosa che viene rivelata a questi livelli di unione è il Creatore. Non c’è niente e nessun’altro.

Domanda: Significa che non ci sono le stelle, gli alberi e le città?

Risposta: No. Il kabbalista percepisce tutto questo nei suoi cinque organi sensoriali (corporei) animaleschi.

Se tu vuoi percepire correttamente la storia del mondo, devi immergerti nella tua decina e cercare costantemente una maggiore compressione in essa, cioè l’unione. In questa misura, inizierai a raggiungere i gradi di connessione e i tuoi passaggi di ascesa sulla scala della rivelazione dell’universo, della Luce.

[215894]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 16/07/17

Materiale correlato:
Un gruppo di Dieci è la chiave per percepire il Mondo Superiore
Con che cosa inizia l’amore ?
La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore

Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 3’ Parte

La riunione degli amici

Domanda: L’allenamento sportivo è condotto sotto la guida di un allenatore sul campo di calcio o in palestra, lo studio consiste nella lettura di libri di testo, nell’ascoltare le lezioni e prendere appunti. Quali sono le basi del workshop nella saggezza della Kabbalah, si tratta di una conversazione fra le persone?

Risposta: Si, il workshop si basa sulla conversazione fra le persone, ma viene condotto sulle basi dei testi speciali scritti dai kabbalisti. Ogni volta, vengono scelti dei passi estratti in base a un particolare argomento su cui si costruiscono i workshop.

Il workshop non è una discussione semplice perché non è molto importante quello che le persone dicono. La guida può anche chiedere loro di parlare insieme allo stesso tempo. Quello che conta non è quello che dicono, ma ciò che accade ai loro cuori, in che misura vogliono unirsi al gruppo per dare al gruppo, connettersi con gli altri e rivelare il Creatore. Cioè, non sono importanti le parole, ma l’aspirazione interiore di una persona verso la decina.

C’è un tipo speciale di workshop che si chiama “la riunione degli amici”. Comprende non solo la decina, ma un gran numero di persone, come se molte decine fossero collegate insieme. Diciamo che ci sono otto miliardi di persone nel mondo, che sono ottocento milioni di decine. Anche questo è un tipo di workshop, ma più simile ad una riunione.

La riunione degli amici è un’azione più generale che segue le stesse regole del workshop. In una riunione di amici, non ci impegniamo in chiarimenti, ma parliamo di cose positive, come il nostro progresso e i nostri successi, la grandezza degli amici, dell’insegnante e del Creatore, la grandezza del nostro obiettivo e la nostra ascesa.

La riunione degli amici è sempre condotta nella “linea destra”, ovvero senza critiche, in maniera da innalzare lo spirito del gruppo. Di solito la riunione degli amici si tiene in un grande gruppo con molte persone e tutte le decine sono connesse insieme in un cerchio; loro siedono insieme e si sentono come una sola decina.

Domanda: Qual è lo scopo di una simile riunione?

Risposta: Secondo la saggezza della Kabbalah, non c’è niente più che la HaVaYaH, cioè le dieci qualità. Pertanto, qualsiasi numero di persone in relazione all’assemblea generale sarà sempre unito come una decina.

Domanda: Qual è la condizione più importante per il successo di una riunione?

Risposta: La riunione avrà successo se tutti noi vogliamo sentirci connessi. Tuttavia, in tali riunioni non discutiamo le nostre carenze o nessun argomento che ci possa separare o causare una divisione fra noi. Tutto è mirato a rafforzare la grandezza del Creatore e del gruppo.

Se lasciamo un simile incontro pieni del senso della grandezza del gruppo, della saggezza della Kabbalah, dell’insegnante e del Creatore e ci sentiamo più felici, significa che ha avuto successo. Questa non è psicoterapia, noi stiamo veramente raccontando la verità senza dirci bugie.

Noi ci aiutiamo semplicemente l’uno con l’altro a salire all’altezza del gruppo da questa piattaforma che il gruppo crea per noi, come in un ascensore. Non importa a quale livello sia una persona, il gruppo la solleverà comunque. La riunione degli amici è un ascensore, grazie al quale si può salire al “secondo piano”, al “terzo piano” e persino sul “tetto”.

[214926]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life”, 20/07/2017

Materiale correlato:
Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 2’ Parte
Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 1’ Parte
Mediatore Integrale

Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 2’ Parte

Domanda: Qual è il significato dei workshop, le discussioni che avvengono in un cerchio, come metodo di lavoro pratico ampiamente utilizzato nella saggezza della Kabbalah?

Risposta: Un “workshop” è un’azione comune di dieci uomini o dieci donne che svolgono esercizi secondo le raccomandazioni fornite nelle fonti kabbalistiche o sotto la guida di un insegnante, come degli atleti sotto la guida di un allenatore. Solo che questi non sono esercizi fisici, come nello sport, ma esercizi interiori basati sullo sforzo di connettersi in modo tale che all’interno di questa connessione il Creatore verrà rivelato.

Sarebbe davvero molto positivo se ciò potesse essere realizzato in un’unica azione. Tuttavia, di solito questo richiede molti esercizi per molti mesi o addirittura anni. Un tale esercizio con l’intento di creare una connessione speciale fra noi, all’interno della quale saremo in grado di sentire la forza superiore di dazione e amore, si chiama “workshop”.

Ci sono molti tipi diversi di workshop, ma come regola essi vengono tenuti come preparazione per le lezioni di Kabbalah. Durante il workshop, noi controlliamo la connessione fra noi, per verificare quanto essa corrisponda alla natura del Creatore, alla dazione e all’amore. Una volta che noi raggiungiamo tale stato di dazione e amore gli uni per gli altri durante il workshop, o viceversa, non possiamo raggiungerlo, ma scopriamo la nostra opposizione reciproca, ci spostiamo a studiare.

Quindi, attraverso lo studio, chiediamo dall’alto la forza di dazione, la Luce che ritorna alla fonte, cioè la forza che esiste nel Creatore. Questo è chiamato lo studio della Torah, ed è scritto: “Ho creato l’inclinazione maligna” che ci separa nelle decine e “in aggiunta ad essa, ho creato la Torah, la Luce che ritorna alla sorgente”.

Ne risulta che se studiamo la Kabbalah nella decina per essere più vicini e connetterci con gli altri, allora noi possiamo usare la forza della Torah. Durante lo studio noi impariamo cosa significa essere connessi, come si costruiscono gli oggetti spirituali (Partzufim) e i mondi, quale è la scala dei gradi spirituali e come tutto questo si connette insieme e ci unisce.

In questo caso, attiriamo a noi una forza speciale chiamata Torah, Luce Circostante o la Luce che ritorna alla sorgente, che ci influenza e ci avvicina gli uni agli altri.

In questo modo, costruiamo una rete di connessioni in cui si rivela quel fenomeno speciale chiamato la manifestazione della forza superiore, la rivelazione del Creatore.

[214910]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life”, 20/07/2017

Materiale correlato:
Quanto é efficace il Workshop?
Un cuore che parla a un altro
La Tecnologia della “Saggezza delle Moltitudini”: Un’immagine di unione

Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 1’ Parte

Domanda: Il metodo della saggezza della Kabbalah ci permette di cambiare la natura delle persone in modo che inizieranno a prendersi cura degli altri invece che di se stesse. Per attuare questa tecnica vengono utilizzati i workshop in cerchio e le tavole rotonde. Che cosa è la tavola rotonda?

Risposta: La tavola rotonda è un’azione di gruppo a cui partecipano uomini, donne e bambini. La Kabbalah è il metodo per rivelare il Creatore da parte degli esseri creati in questo mondo, e questo è possibile solo quando esiste un’equivalenza delle qualità. Significa che noi dobbiamo acquisire le qualità che sono simili alla forza superiore e allora saremo in grado di rivelarla, come ogni strumento dovrebbe essere pronto per scoprire quei fenomeni per cui è stato progettato.

Ad esempio, un rivelatore di fumo è costruito per reagire al fumo piuttosto che a un sapore dolce, amaro o aspro. Quindi, qui se io voglio rivelare la forza superiore, devo formare l’organo sensoriale dentro di me che è simile alla natura del Creatore che io ancora non ho. Allora sarò in grado di trovare il Creatore, come un segugio che ha trovato il sentiero. Tutto quello che mi serve è il senso dell’olfatto, per scoprire dove Lui si nasconde.

I kabbalisti ci dicono che il Creatore si nasconde tra noi. Se abbiamo rapporti gentili e buoni fra di noi e c’è l’aiuto reciproco e l’amore per gli amici, come se fossimo un solo uomo con un solo cuore, significa che vogliamo davvero sentire noi stessi come un intero.

In questa aspirazione, cominciamo a sentire, come un cane con il suo naso, la presenza del Creatore. Noi non cerchiamo Lui da qualche parte in altri mondi e spazi, ma ci connettiamo sempre di più per trovare dove e come possiamo rivelare il Creatore.

È chiaro che, una volta costruite le relazioni amichevoli fra di noi, riveleremo la forza superiore dentro di loro. La rete di connessioni fra noi, quelle in cui siamo il più gentili possibile, fino a rivelare l’amore, si chiama Shechina (Divinità), perché vogliamo scoprire la presenza del Creatore dentro ad essa (Shochen).

Pertanto, non c’è bisogno di spostarci in un altro spazio; noi abbiamo solo bisogno di correggere la rete di relazioni fra di noi verso l’amore reciproco, verso la dazione, verso un abbraccio e verso l’unione in modo tale che saremo così vicini l’uno all’altro che all’interno di questa connessione verrà rivelato il Creatore. L’unica cosa di cui dobbiamo preoccuparci è la nostra unione, e tutto il resto verrà rivelato all’interno di essa.

Per costruire una connessione così speciale, lavoriamo in un gruppo di dieci persone che vogliono rivelare la forza superiore. Se essi mettono in pratica i consigli dei kabbalisti, riveleranno gradualmente questa forza.

È auspicabile che questa decina si riunisca ogni giorno per studiare la saggezza della Kabbalah e anche per connettersi con tutti gli amici insieme, per parlare dell’unione, leggere gli articoli kabbalistici, ed eseguire tutti i tipi di esercizi.

Tutto questo in modo da costruire tali relazioni fra gli amici all’interno delle quali verrà rivelata la rete di connessioni fra noi. Questa rete esiste già, ma noi dobbiamo tirarla fuori dall’occultamento, come una rete dalle profondità del mare. Come i pescatori trascinano il pesce con la rete, così noi tiriamo fuori anche il Creatore con questa rete, e Lo riveliamo.

Un workshop in un cerchio è un’azione che ci permette di diventare simili alle qualità della forza superiore. Questa è l’intera saggezza pratica della Kabbalah che parla dell’ascesa di una persona dal basso verso l’alto.

C’è una parte della Kabbalah che spiega la struttura dell’universo che discende dal mondo dell’Infinito verso il basso. Le altre sue parti insegnano come da questo mondo possiamo risalire indietro al mondo dell’Infinito e rivelare il Creatore. Questo lavoro è fatto attraverso i workshop in cerchio.

[214705]

Dalla trasmissione di KabTV “New Life”, 20/07/2017

Materiale correlato:
Da un cerchio nel mondo spirituale
Ascoltate le parole dei Kabbalisti!
Risvegliare la terra congelata

Il cammino verso la correzione finale

Domanda: Dobbiamo abituarci all’idea di dare egoisticamente così che, ad un certo punto, la quantità si tradurrà in qualità?

Risposta: Innanzitutto la correzione non si realizza nella massa generale dell’umanità ma, piuttosto, in un piccolo gruppo, in una decina, nella quale dieci persone si riuniscono e fanno un patto in base al quale esse “vogliono diventare simili al Creatore”. Nessuno può raggiungere questo da sé ma solo quando tutti iniziano a praticare la dazione reciproca verso gli altri.

Decidiamo fra noi di sostenerci a vicenda, di essere di esempio gli uni per gli altri, di annullarci innanzi agli altri e di dimostrare l’importanza della meta nell’unione fra noi. In questo modo noi creiamo una struttura in miniatura che rispecchia l’umanità, corretta nella sua interezza, ma su una piccolissima scala di non più e non meno di dieci. In base alla Kabbalah questo è il modo ottimale per raggiungere la correzione.

Gradualmente iniziamo a sentire stati speciali fra noi, scopriamo i mondi superiori e riveliamo il Creatore che esiste fra noi e le forze che ci connettono agli altri.

Iniziamo a capire quali tipi di forze esistono, quali fra noi sono chiamate “angeli” e a quali ci si riferisce come “animali sacri” ecc. Iniziamo a percepire le forze superiori, cioè le qualità di amore e dazione. E, cosa più importante, una forza speciale affiora all’interno di queste rivelazioni, una qualità speciale chiamata Creatore, la fonte di tutto ciò che esiste, che comprende l’intero universo e ci viene rivelata come risultato delle nostre azioni.

Il risultato del nostro lavoro sarà la sensazione che siamo pronti ad inglobare tutta l’umanità ed anche tutto il mondo dentro di noi. Perché se creiamo una decina completa, allora il nostro lavoro all’interno di essa sarà sufficiente affinché l’intera umanità sia inclusa in noi automaticamente.

Ed allora inizieremo a sentirci completamente corretti e simili al Creatore, che si trova con noi dentro il nostro piccolo cerchio.

L’umanità nel suo complesso non sente questo perché non corregge le sue qualità da ricezione a dazione o da egoismo ad altruismo, ma noi lo facciamo. Tuttavia la correzione finale comporta che noi divulghiamo immediatamente il metodo man mano che ciascuna soglia di correzione viene raggiunta. Questo è lo scopo del nostro lavoro.

Quindi nella stessa misura in cui io voglio avvicinarmi al Creatore, allo stesso modo devo uscire dai limiti della mia decina e divulgare il metodo a tutti gli altri. Proprio in questo modo mi avvicino al Creatore e Lo rivelo sempre più chiaramente.

Questo è simile ad un’immagine olografica, nella quale riesco a sentire il Creatore ad un livello molto basso, in un piccolo punto (di colore rosso nel diagramma), come se guardassi il mondo senza occhiali e vedessi tutto piuttosto sfuocato.

Se aggiungo altri piccoli punti a questa parte, allora l’immagine sarà sempre più nitida, più completa e con tutti i dettagli. Quindi non vi è effettivamente alcuna differenza se rivelo il Creatore nella mia decina oppure in un gruppo più grande.

Tutto dipende dal proposito; quando esco in un ambiente più ampio ed attiro altre persone alla mia decina, allora, insieme, iniziamo a rivelare il Creatore con maggiore chiarezza e precisione e con una maggiore comprensione ed una sensazione più ampia.

Per questo motivo è proprio la struttura del sistema che richiede che noi divulghiamo. Nella misura in cui io divulgo, io conseguo di più anche il Creatore e mi innalzo al Suo livello, fino a raggiungere la massima capacità ed a riempire completamente tutta l’umanità, facendo passare la Luce superiore attraverso di me, in essa. In questo modo sarò in uguaglianza col Creatore e raggiungerò la correzione finale della mia anima.

[211267]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/04/2017

Materiale correlato:
Puzzle “Adam HaRishon”
Tutto è dentro la nostra connessione
L’intero gruppo delle “decine”

La decina – l’unico amore

Domanda: Il Creatore deve essere presente in tutte le mie relazioni? Come posso costruire i miei rapporti con le altre persone che non hanno un punto nel cuore attraverso il Creatore?

Risposta: Una persona deve costruire rapporti solo con quegli amici che fanno parte della sua decina e nessun altro. Nient’altro è richiesto.

Ci sono miliardi di persone nel mondo. Non ho bisogno di costruire rapporti con loro. Solo con la mia decina, questo amore è unico, ed è ciò che resta. Il resto verrà da sé. Comincerò poi a vedere come il mondo si riduce e si inserisce in esso.

Domanda: In una decina ci sono dieci persone, dieci corpi biologici?

Risposta: Sì, per ora sono dieci corpi biologici per me, ma più tardi smetterò di vederli in questo modo. Sentiremo un’interazione dei desideri tra noi, quelli più egoisti, meno egoisti, desideri a certi livelli, con certe intenzioni e così via. I corpi cominceranno a scomparire dalle nostre sensazioni e dalla nostra vista.

La quantità si trasformerà, da un certo numero di persone in desideri, e dai desideri in Sefirot. Ci saranno dieci Sefirot, un Partzuf.

[214934]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 11/06/2017

Materiale correlato:
Con che cosa inizia l’amore ?
Tutto inizia dal gruppo
Un gruppo di Dieci è la chiave per percepire il Mondo Superiore

Con che cosa inizia l’amore ?

Domanda: Che cosa è l’amore assoluto e perché non è possibile sperimentarlo anche nel rapporto fra genitori e figli?

Risposta: Il fatto è che nel nostro mondo non esiste l’amore nel senso più rigoroso del termine.

Nella saggezza della Kabbalah, amore significa lo stato nel quale io do tutto ad un’altra persona ed esisto dentro di lei con tutte le mie aspettative, senza lasciare nulla dentro di me. Il mio cuore è vuoto, la mia mente è vuota, la mia forza è vuota, e do tutto agli altri. Questo si chiama “amore“. Questo non esiste nel nostro mondo.

In altre parole, nelle nostre qualità egoistiche, quelle con le quali siamo nati e con le quali siamo beatamente esistiti sino ad oggi, non c’è questa opportunità perché l’egoismo lavora in modo diverso. E non ha importanza come noi lo vediamo, perché egli comunque rigirerà sempre la situazione nella maniera che più gli fa comodo.

Anche se diamo qualcosa agli altri per il loro bene, è solo perché riceviamo dei benefici in cambio e per questo motivo va bene augurasi il bene e fare del bene agli altri. Ma non c’è amore in questo. Solo completo egoismo.

L’amore comincia dal fatto che noi iniziamo a lavorare l’uno con l’altro in gruppo, provando a sintonizzarci con le corrette relazioni come se volessimo dare, condividere e passare disinteressatamente qualcosa di noi agli altri membri della nostra decina. Ma ora non possiamo farlo. Quindi diventa chiaro che a noi manca la forza di dare, la forza dell’amore.

In questo caso, nasce la necessità di trovare, di rivelare, di riconoscere e ricevere. Inizialmente, c’è una qualità di donare e di amare nella natura: è la qualità del Creatore. Significa che abbiamo bisogno di ricevere un po’ di questa forza dal Creatore.

Quindi, quando cerchiamo di trattarci correttamente con dazione e amore nella decina, vediamo che non lo possiamo fare. E cominciamo a chiedere al Creatore: “Dacci la forza di dare, di amare, e di stabilire la relazione corretta fra di noi. Devi correggerci. Devi aiutarci”. E vedremo che riceveremo questa forza.

Così il Creatore si rivela fra noi, perché Lui è la qualità di dare e amare. E’ veramente possibile farlo. Il nostro laboratorio è la nostra decina, dove discutiamo costantemente insieme, prendiamo decisioni, agiamo, attiriamo la forza positiva su di noi, e la implementiamo.

Commento: Dici sempre che il Creatore viene rivelato nelle relazioni con le persone.

Risposta: Solo nella decina, nella corretta associazione delle persone fra di loro, e nella corretta connessione fra di loro. Non è semplice farlo, ma questo è il lavoro secondo la giusta metodologia da tanto tempo.

[213608]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 11/06/2017

Materiale correlato:
La nave della mia anima
La Kabbalah è la saggezza dell’amore
L’Amore degli amici