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L’anti-semitismo ha causato l’emigrazione dalla comunità europea

Nelle Notizie (dal Jewish News One): “In vista del nuovo risorgere dell’anti-Semitismo in Europa, dall’Ungheria all’Olanda ed alla Francia, la conferenza del fondo nazionale Ebreo ha cercato di comprendere la ragione per questo ritorno e come poter affrontare il problema attraverso la cooperazione e la comunicazione.

L’Anti-Semitismo, che è un pregiudizio, odio o discriminazione contro gli Ebrei per via della loro origine Giudaica, si è espresso a lungo nella storia sin dai tempi delle antiche civiltà, e la maggiorparte di queste manifestazioni hanno avuto origine nelle cività pre-Cristiane e Cristiane dell’Europa.

Joël Rubinfeld, co-presidente del Parlamento Giudaico Europeo e presidente della lega Belga contro l’anti-Semitismo ha dichiarato:

C’è una sfida e questa sfida è: esiste un futuro per gli Ebrei in Europa? E la situazione della crescita dell’anti-Semitismo in occidente e nell’europa dell’est è molto preoccupante, l’agenzia per i diritti fondamentali ha pubblicato un indagine l’anno scorso che mostra come il 29% degli Ebrei europei stanno pensado di emigrare dall’Europa, per via del fatto che non si sentono più sicuri, come Ebrei che vivono lì. Infatti questo valore sale al 40% in Belgio e sino al 50% in Ungheria od in Francia. Quindi è molto preoccupante e dobbiamo prendere tutte le misure necessarie ed in realtà i politici devono prendere tutte le misure necessarie per poter ristabilire la fiducia tra gli Ebrei Europei.

“Molti Ebrei in Europa sostengono che l’anti-Semitismo sta crescendo – I cittadini in Belgio, Francia, Germania, Italia, Lettonia e Inghilterra hanno espresso la loro preoccupazione riguardo alla sicurezza loro e dei loro famigliari. La conferenza JNF ha cercato di risolvere questo problema stressando l’importanza di proteggere Israele e KKL-JNF in Europa”

Il mio Commento: L’Anti-Semitismo è un fenomeno naturale visto che gli Ebrei sono i portatori di un particolare gene spirituale il “punto nel cuore” . La sua presenza spiega l’unicità di questa nazione, la sua storia ed il suo talento. Ma la sua unicità risiede nel suo destino: nei nostri tempi, quando il mondo ha esaurito la possibilità del suo sviluppo egoistico e cerca la direzione ed il metodo per il suo ulteriore sviluppo, gli Ebrei devono rivelare la loro base “ama il tuo vicino” ed il metodo per poterlo ottenere – la Saggezza della Kabbalah.

Devono impararlo ed applicarlo a loro stessi, ed attraverso questo rivelare un esempio del futuro del mondo e portare la Luce alle nazioni del mondo. Attraverso l’aspirazione a questo destino potremo trovare che solo quest’azione può cancellare l’odio delle nazioni del mondo verso di noi. Altrimenti, tutti loro nel subconscio, sentono e ci incolpano dei loro problemi.
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“Bivio globale: Il momento di decidere”

Opinione (Ervin Laszlo, filosofo e scienziato ungherese, teorico dei sistemi, teorico integrale, autore di 75 libri, fondatore e presidente del Club di Budapest): “E’ stato detto che la nostra generazione è la prima nella storia a poter decidere se essere l’ultima nella storia. Bisogna aggiungere che la nostra generazione è anche la prima nella storia a poter decidere se essere la prima generazione di una nuova era nella storia. Abbiamo raggiunto uno spartiacque nella nostra evoluzione sociale e culturale. Le scienze dei sistemi ci dicono che quando sistemi aperti complessi, come gli organismi viventi, ed anche le ecologie e le società di organismi raggiungono una condizione di instabilità critica, essi devono fronteggiare la realtà: o si trasformano oppure collassano. […]

L’umanità si sta avvicinando ad un punto di instabilità critica, un bivio globale.

Il mio commento:  Nello stato attuale vi è un’unica scelta da fare tra queste due possibilità: la continuazione dello sviluppo egoistico, che ci porterà ad una guerra mondiale, oppure l’introduzione a livello globale dell’educazione e dello sviluppo integrali, che ci porterà alla creazione di un nuovo tipo di società, che sarà in equilibrio con la natura.
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“Lezioni di felicità da una scienza nuova”

Opinione (Richard Layard, Professore Emerito Lord Layard, economista del lavoro britannico, attualmente sta lavorando come direttore dei programmi al Centro per l’andamento economico alla London School of Economics): “‘C’è un paradosso nel cuore delle nostre vite. La maggior parte delle persone vuole più reddito e lotta per esso. Tuttavia sebbene le società occidentali sono diventate più ricche, i loro popoli non sono diventati più felici.’ Layard è uno dei tanti a proporre questo paradosso. È spesso definito come il “Paradosso Easterlin,’ nominato per via dell’economista Richard Easterlin, che ha dimostrato esattamente questo per i cittadini nei paesi sviluppati con benessere sufficiente a prevedere almeno le esigenze di base per ogni persona. […]

“Non solo mettiamo a confronto il nostro reddito con quello degli altri, ma anche impostiamo una norma per il nostro reddito basato su ciò che noi stessi siamo abituati. Più soldi facciamo, più soldi pensiamo di avere bisogno. Questo fenomeno è chiamato ‘assuefazione’ o ‘adattamento’. Può essere paragonato all’ incremento di una tolleranza all’alcol o alle droghe. Layard chiama questo ‘Il tapis roulant edonico’: Per mantenere lo stesso livello di felicità, dobbiamo continuare a correre.

“Richard Layard (2005) ha sostenuto che ci sono sette fattori che sono centrali per la felicità. Inoltre, lui ha usato la ricerca come il Sondaggio Generale Sociale degli Stati Uniti (US General Sociale Survey) per stabilire (almeno per gli Stati Uniti) cinque fattori in una sorta di ordine di importanza. Due altri fattori erano visti come centrali, ma non potevano essere classificati a causa di una mancanza di risultati delle indagini.

“Rapporti familiari”. In quasi tutti gli studi, i rapporti familiari e la nostra vita privata stretta sono ‘più importanti Che ogni altro fattore singolo che interessa la nostra felicità.’

“Situazione finanziaria”. Come abbiamo già visto la nostra posizione finanziaria individuale è significativa – quando siamo sui margini della povertà – ma oltre a quello se è scarsa, secondo la qualità di rapporti famigliari stretti, come fonte significativa di felicità a lungo termine.

“Lavoro”. Esistono prove evidenti che abbiamo bisogno di sentire che stiamo contribuendo alla società in generale. Layard commenta, “il lavoro fornisce non solo reddito ma anche un significato aggiuntivo alla vita’. Lui continua, ‘E’ per questo che la disoccupazione è così disastrosa: si riduce il reddito ma anche si riduce la felicità direttamente distruggendo il rispetto di sé e dei rapporti sociali creati dal lavoro.

“Comunità e amici”. Come abbiamo già visto scrittori come Lane hanno collocato una forte enfasi sull’amicizia. Però, è anche chiaro che la qualità delle comunità nelle quali partecipiamo ha una forte influenza su come ci sentiamo. Se non viviamo e operiamo in comunità e gruppi dove c’è una sensazione di fiducia e appartenenza poi c’è una serie di prove che dimostra l’impatto sulla nostra capacità di essere felici. […]

“Salute”. Frequentemente negli studi le persone citano la salute come un contributo importante alla felicità. […]

“La libertà personale”. La felicità dipende anche dalla qualità dei sistemi politico, economico, legale e sociale nei quali operiamo. Vi è qualche evidenza che le persone vivendo in società tranquille nelle quali hanno una voce e una capacità a seguire i loro interessi (dove non danneggiano gli altri), e dove le istituzioni sono responsabili, essi saranno più felici.

“Valore personale”. La felicità delle persone dipende dal loro ‘sé interiore’ e dalle loro filosofie della vita. ‘Le persone sono più felici se sono in grado di apprezzare cosa hanno, qualunque cosa sia; se non si confrontano sempre con gli altri; e se si prendono cura dei propri stati d’animo.’” (Fonte: infed).

“La società moderna ha bisogno disperatamente di un concetto del bene comune intorno al quale unire le forze dei membri. Ecco il concetto giusto. Vogliamo aumentare la felicità generale e ci impegniamo in quell’ obiettivo”.

Il mio commento: Certo, questo è un obiettivo meraviglioso. Però prima, è necessario capire che la felicita è possibile solo oltre il nostro egoismo, non all’interno e non nel sopprimerla. Ecco perché abbiamo bisogno di un metodo per uscire dall’egoismo, il metodo della Kabbalah, in altre parole, la Luce, la forza della dazione e amore, che si manifesta quando questo metodo viene implementato.
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Opinione (Nikolay Kobelev, Professore di Economia all’università Finanziaria Russa): “Lo sviluppo delle forze produttive ha raggiunto un livello per cui il 10% della forza lavoro è sufficiente al resto dell’umanità. La produzione agricola e l’industria dell’Argentina, con una popolazione di 40 milioni di persone può sfamare il resto del mondo.

L’industria e la tecnologia possono ricevere tutti I materiali che sono necessari dagli elementi naturali che si trovano in abbondanza sulla crosta terreste e nell’aria. Le risorse di Energia (Petrolio, gas, carbone) possono essere sostituite (con l’energia atomica, il vento, le onde ed il sole); La mancanza di energia ed i limiti delle risorse non sono una minaccia per l’umanità.

Ma i meccanismi di controllo sociale e politico condotti secondo vecchie teorie e modelli inadeguati ci impediscono di gestire il mondo come fosse un unico insieme. La crescita rapida dell’influenza politica delle corporazioni transnazionali e dei gruppi finanziario-industriali ha portato i governi a perdere il controllo dell’economia del mondo.

I Processi globali del mondo sono diretti dai soldi, dale grandi corporation e da un manipolo di persone che possiedono enormi risorse finanziarie. Ognuno di loro si dedica al’oggetto dei propri affari. I soldi sono diventati l’unità di misura non solo dell’economia e della produzione ma anche dell’educazione della scienza e della medicina, che non possono essere misurate secondo quantità di denaro.”

Il mio commento: Se l’umanità non cambierà usando il metodo della Forza Superiore, della Luce, allora ovviamente gli scettici avranno ragione. Ma prioprio la stessa Ohr Makif, la Luce che circonda, prodotta dal nostro egoismo lo correggierà. E quindi non c’è posto per nessun altro metodo.
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I robot toglieranno il lavoro alle persone

Notizia (tratta da “Business Insider”): “Sono in arrivo grandi cambiamenti nel mercato del lavoro, per i quali né le persone né i governi sono preparati, sostiene Bill Gates.

Durante un discorso tenuto a Washington il 13 Marzo, presso quella fucina di idee che è l’Istituto Americano per l’Impresa (The American Enterprise Institute), Gates ha affermato che entro 20 anni molti posti di lavoro spariranno, rimpiazzati da software per l’automazione (“robot” in termini tecnici, anche se Gates ha usato la locuzione “subentro di software”).

Questo è ciò che egli ha detto:

“Un vero e proprio subentro di software, che sia per rimpiazzare autisti, camerieri o infermieri[...] sta prendendo piede[...] nel corso degli anni la tecnologia farà diminuire la richiesta di figure professionali, soprattutto nella fascia più bassa di competenze[...] entro 20 anni la richiesta del mondo del lavoro per molte competenze sarà sostanzialmente inferiore. Non penso che ora la gente riesca ad immaginarsi una cosa del genere.”

A Gennaio la rivista “The Economist” ha pubblicato una approfondita panoramica sull’argomento ed ha indicato oltre una dozzina di figure professionali che sicuramente saranno sostituite dai robot nei prossimi 20 anni, inclusi addetti al telemarketing, contabili e venditori al dettaglio.”

Il mio commento: C’è un’unica via d’uscita: ridurre la produzione in eccesso e rimpiazzare ciò che resta con l’automazione. Le persone che saranno libere dai processi produttivi potranno essere impiegate per aprire università, dove si potranno imparare il metodo e la pratica dell’interazione integrale, fino a quando si raggiungerà il punto di unione dell’umanità.
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“La salita dell’Anti-Capitalismo”

Nelle notizie (dal The New York Times): “Stiamo cominciando ad assistere ad un paradosso nel cuore del capitalismo, quello che ha spinto verso la grandiosità, ora minaccia il suo futuro: Il dinamismo intrinseco dei mercati concorrenziali sta portando i costi così in basso che molti beni e servizi stanno diventando quasi liberi, abbondanti, e non più soggetti a forze di mercato. [...]

“Il primo sentore del paradosso è avvenuto nel 1999, quando Napster, il servizio di musica, aveva sviluppato una rete che permetteva a milioni di persone di condividere la musica senza pagare i produttori e gli artisti, scatenando il caos nel settore della musica. Fenomeni simili sono andati a disturbare gravemente le industrie giornaliere e di editoria. I consumatori hanno iniziato a condividere le proprie informazioni e quelle di intrattenimento, via video, audio e testo, quasi libero, bypassando del tutto i tradizionali mercati. [...]

“Migliaia di appassionati stanno già facendo i propri prodotti utilizzando le stampanti 3-D, software open-source e plastica riciclata come materia prima, a costo marginale vicino a zero. Nel frattempo, più di sei milioni di studenti sono iscritti a massicci corsi online aperti gratuitamente, il cui contenuto viene distribuito a costo marginale vicino a zero.

“Ora il fenomeno è in procinto di colpire l’intera economia. Un formidabile nuova infrastruttura tecnologica – l’Internet degli oggetti – sta emergendo con la possibilità di spingere la gran parte della vita economica quasi a costo marginale vicino allo zero nel corso dei prossimi due decenni. Questa nuova piattaforma tecnologica sta cominciando a collegare tutto e tutti. [...]

“Da nessuna parte il fenomeno del costo marginale vicino a zero ha avuto un impatto maggiore che sul mercato del lavoro, dove gli uffici e le fabbriche senza lavoratori, il commercio al dettaglio virtuale, la logistica automatizzata e le reti di trasporto sono sempre più diffusi. Non sorprende che le nuove opportunità di lavoro si trovano nella comune collaborazione nei settori che tendono ad essere senza scopo di lucro e per rafforzare l’infrastruttura sociale – l’educazione, la cura della salute, l’aiuto dei poveri, ripristino ambientale, la cura dei bambini e l’assistenza agli anziani, la promozione delle arti e la ricreazione. [...]

“Stiamo, tuttavia, entrando in un mondo in parte al di là dei mercati, dove stiamo imparando a vivere insieme in un crescente interdipendenza, collaborazione, e uso dei beni comuni globali”.

Il mio commento: Il nostro intero sviluppo ci porta alla necessità di passare ad un nuovo livello di comunicazione, un mondo senza confini, la dipendenza generale, e la rete virtuale del mondo materiale diventerà parallela alla rete spirituale del mondo superiore.
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Le metropoli dividono le persone

Opinione (Alexander S. Puzanov, professore del Dipartimento di Economia e Amministrazione Municipale presso la Scuola Superiore di Economia in Russia):

“La vita nelle metropoli moderne altera le naturali reazioni umane, distrugge l’integrità della persona ed aumenta le distanze tra gli individui. Gli abitanti delle metropoli tendono ad essere troppo riflessivi, così inibendo gli impulsi emotivi naturali.

Essi hanno più personalità; hanno molti ruoli sociali, al lavoro, a casa, al supermercato, negli spazi virtuali. Tutti questi ruoli in “scene” diverse portano alla distruzione dell’Io umano.

La disconnessione tra le persone è in aumento nelle grandi città ma la metropoli cerca attivamente di controllare diversi aspetti della vita umana. Una valanga di differenti informazioni travolge una persona in città, la costringe a selezionarle e filtrarle.

In città avviene una trasformazione delle reazioni umane naturali. Una riduzione della distanza fisica tra le persone è inevitabile in una città con un’alta densità di popolazione. Ciò si accompagna ad un aumento della distanza sociale.”

Il mio commento: La correzione della società e della crisi globale sta proprio nella riduzione della distanza tra le persone. Ma si può ottenere la correzione solo attirando la Luce Superiore, la proprietà di dazione, che si manifesta nella corretta unione.
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Domanda proibita

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 67: Quando un uomo di Israele migliora e dà dignità alla propria interiorità, che è Israele in quell’uomo, rispetto all’esteriorità, che sono le nazioni del mondo in lui, cioè, quando un uomo stabilisce la maggior parte dei propri sforzi per migliorare ed esaltare la propria interiorità, per fare del bene alla propria anima, ed effonde minori sforzi, quelli proprio necessari, per sostenere le nazioni del mondo in lui, vale a dire le necessità del corpo, come è scritto (Avot, 1), “Rendi la tua Torà permanente e il tuo lavoro temporaneo”, così facendo, un uomo fa sì che i figli di Israele si elevino sia nell’interno che nell’esterno del mondo, e le nazioni del mondo, che sono l’esteriorità, si renderanno conto e riconosceranno il valore dei figli di Israele.

Domanda: C’è interiorità e c’è esteriorità. Per me è chiaro. Tuttavia, non capisco cosa preferire una rispetto all’altra significhi.

Risposta: C’è l’anima e c’è il corpo. Qui “corpo” non è usato nel senso fisico della parola. A livello della parola, il corpo è il desiderio di ricevere. Cos’è innanzitutto un essere umano?

Non è il corpo fisico. Anche una scimmia ha delle mani e un gallo ha le gambe. Gli esseri umani si trovano al di sopra del livello animato perché hanno la capacità di arrivare al Creatore. Anche se gli esseri umani appartengono al livello animato, hanno comunque una potenzialità aggiuntiva: il desiderio di cercare il Creatore.

Noi siamo degli “strani esemplari di scimmia” che hanno degli orizzonti di sviluppo illimitati.

“Cosa stai cercando nella nostra foresta?” chiedono gli esemplari di scimmia; “Hai perso qualcosa?”

“Sto cercando i miei fratelli. Voglio trovare nostro padre.”

“Tuo padre è qui, non lo vedi?”

“No. Sto cercando la fonte della vita. Manca qualcosa nella mia vita. Voglio sapere perché vivo. Non c’è nient’altro a parte le banane là fuori? E’ difficile per me stare alle regole senza cercare”.

“Senza cosa…?”

“Non conosco ancora me stesso, ma devo trovare un senso nella vita. La mia esistenza è insipida e non sa di niente.”
“Prova queste meravigliose banane!”

“Non servirà! Ho sempre un desiderio che va al di là dell’avere soltanto il cibo quotidiano.”
Questo desiderio in più è chiamato “un Uomo” (Adam). La nostra ricerca interiore si dirige verso un’aspirazione a diventare simili (Domeh) al Creatore, alle Sue qualità e alla Sua natura.

Una scimmia inizia a cercare senza aver alcun riferimento affatto. Fino a questo punto, la ricerca è racchiusa in uno sviluppo egoistico.
Lo sviluppo è rigidamente orientato a guadagnare più soldi, ad avere più successo, e a costruire di più. Questo processo va avanti da centinaia di migliaia di anni: c’è stata l’agricoltura, poi è apparsa l’industria, delle interazioni sociali complicate, infinite conquiste umane, e ancora la scimmia non è mai completamente felice o soddisfatta.

Dentro al groviglio dei desideri delle scimmie è latente una forte pressione a percepire il Creatore. Ma questa aspirazione è disarticolata, implicita, come se fosse nascosta sotto molti strati di vestiti, di altri desideri. Nuove inesplorate terre e continenti sembrano così attraenti alle scimmie! Le scimmie si sforzano di esplorare il mondo e le sue leggi: “Cosa c’è lassù nei cieli? Cosa c’è nella profondità della Terra? Cosa c’è nella mente e nei cuori dei nostri amici?” Gli esemplari di scimmia sviluppano le scienze e le tecnologie che rappresentano le pietre miliari evolutive nel linguaggio che le scimmie comprendono.

In sostanza, nella profondità delle loro menti, dietro a tutti gli sforzi possibili nella scienza, nella filosofia e nelle ultimissime tecnologie, gli esemplari di scimmia aspirano alla rivelazione della fonte della realtà.

Con il tempo, gli esemplari di scimmia diventano molto più forti e iniziamo a chiamarsi “esseri umani”. Questa situazione continua fino a quando un desiderio, una volta nascosto, non si manifesta più chiaramente. Allora, gli esemplari di scimmia iniziano a cercare alcune forze naturali; si impegnano nel misticismo e nell’astrologia, iniziamo a cercare i sacramenti, notano i “segni” che sono intorno e dentro di loro. Riconoscono misteriose qualità a diverse cose e fenomeni e creano innumerevoli teorie. Ne consegue che ancora non trovano nulla.

Tuttavia, il desiderio più profondo degli esemplari di scimmia piano piano si manifesta e si manifesta ancora di più. All’improvviso, tra migliaia di esemplari di scimmia grandemente sviluppati ne salta fuori uno di nome “Adamo“. Non è stato per caso che i suoi genitori gli hanno dato questo nome particolare. Questo enorme desiderio creatosi tutto nuovo, alla fine, diffonde la forza superiore che ha messo in moto la realtà intera con tutto quello che sia mai esistito.

Quest’uomo è chiamato “il primo uomo” (Adam Ha-Rishon) poiché egli è colui che ha acquisito una forma umana: l’uguaglianza con la forza superiore. In questo modo, egli ha rivelato il Creatore.

Egli è stato seguito da molti altri nel corso di venti generazioni prima di Abramo. Alcuni di loro hanno cercato di conseguire il livello umano.
Di conseguenza, la sete di rivelare la forza superiore è costruita su questo stereotipo di scimmia. Fino a qui, il loro egoismo li stava solamente accompagnando verso questa forza. Essi cerano di costruire una vita migliore e provano vari rimedi poiché il loro richiamo interiore è ancora nascosto.

Allora stesso modo, noi “induciamo” i nostri figli ad impegnarsi in attività vantaggiose mettendo in campo delle cose che si presentino bene e che siano buone per loro, in modo che piano piano si muovano verso la direzione desiderata. Lo stesso vale per gli esemplari di scimmia, che lentamente si avvicinano alla domanda sul significato della loro vita che è sollecitata da numerose sfide, delusioni, e conquiste. Questo è il modo in cui ogni avanzamento avviene.

Nell’antica Babilonia, c’erano enormi controversie tra gli uomini. Essi non avevano idea di come risolverle. La situazione divenne così acuta che essi iniziarono ad urlare: “Vogliamo conoscere il nostro Re!”. Questo era un modo di pensare avanzato, da esemplari di scimmia progrediti. A loro sembrava che fossero passati centinaia di migliaia di anni durante i quali proclamavano di voler “familiarizzare” con la forza superiore. Essi non erano che dei primitivi adoratori di idoli, essi costruirono ziggurat. Con la loro torre che raggiungeva i cieli, in sostanza, essi erano impegnati in azioni spirituali in rapporto alle forze della natura, sebbene egoisticamente.

In breve, questo è il momento in cui è iniziato il desiderio degli esemplari di scimmia di rivelare la forza superiore. Tuttavia, essi non sapevano come raggiungerla. Essi avevano una tendenza lunga di molti millenni di progresso sociale e tecnico alle loro spalle, così decisero di continuare su questa strada ma si imbatterono in una crisi poiché è impossibile raggiungere il Creatore in questo modo.

Dobbiamo capire che essi vivevano alquanto modestamente, avevano abbastanza da mangiare, e tutti i loro sforzi erano diretti a conseguire la forza superiore.

Al tempo della Babilonia, gli esemplari di scimmia si avvicinarono allo stato umano fino ad un certo livello. Qualcosa cambiò in loro. Essi iniziarono ad aspirare alla fonte, alla forza superiore.

Da allora in poi, lo sviluppo di una nuova metodologia di conseguimento ebbe inizio. Questa metodologia ci rivela la verità. Non ha importanza se la verità è piacevole o comoda. Io non sto cercando la comodità; invece, io voglio sapere.

Possiamo continuare su questo cammino di conseguimento soltanto acquisendo un livello di egoismo ancora più grande. Ciò significa che ci dobbiamo spostare al livello successivo.

L’egoismo Babilonese “aggiuntivo” permise ad una piccola parte ( approssimativamente cinque mila uomini su tre milioni) di prevalere, elevarsi al di sopra del proprio egoismo, diventare Galgalta ve Eynaim ed unirsi al gruppo di Abramo. La maggioranza non fu in grado di far fronte al proprio egoismo e si dimenticarono dello scopo della loro vita, “la torre verso i cieli”, cioè, la ricerca della forza superiore. Essi caddero sotto il peso dell’amore per se stessi e furono dispersi per il mondo e continuarono a costruire la loro esistenza materialistica.

L’egoismo ingigantito li divise in due parti: interno ed esterno. Questo processo continua fino ad oggi: una piccola parte, la casa di Abramo, Israele, si sviluppa e si corregge, mentre la parte più grande (AHP) dovrebbe solamente arrivare alla disponibilità a correggersi, ma non è in grado di farlo da sola ed è corretta solamente attraverso Galgalta ve Eynaim. Questo piega perché anche il mondo intero deve attraversare una grande crisi e molte delusioni in modo che, alla fine, essi si connettono con Galgalta ve Eynaim e lo sostengono.

Come ha detto il profeta Yeshayahu (Isaia) , “le nazioni del mondo” reggeranno “i figli di Israele” sulle loro spalle verso il Tempio. Essi sono in grado di farlo sebbene non siano in grado di correggersi esse stesse. Galgalta ve Eynaim è un punto di passaggio tra l’AHP, le “nazioni del mondo,” e la forza superiore.

Dunque, insieme, entrambe le parti, conseguiranno la correzione completa.

Perché gli esemplari di scimmia preferiscono l’interiorità all’esteriorità? Essi si fanno una domanda sullo scopo della vita: “Perché non faccio le cose dopotutto? Per cosa vivo? Perché sviluppo l’industria, le scienze, la cultura, l’educazione, ed i sistemi politici? Perché scopro nuove terre? Perché conquisto il mondo?”

Oggigiorno, almeno metà del mondo attraversa diversi livelli di diseguaglianza. Un enorme numero di persone prendono degli anti-depressivi, droghe leggere o alcool. Questi sono i segni della debolezza e della disperazione. Nessuno ha una risposta alla domanda più profonda mai fatta: “Perché sono qui?”

Gli uomini non se ne rendono conto, ma sentono il vuoto e la devastazione. Se fossero privati della televisione o di altri mezzi di comunicazione che li confondono sempre di più, se fossero liberati di tutto ciò che “inghiottono” con forza dall’alba al tramonto, con cosa resterebbero?

Gli uomini sono costretti a lavorare duro, ma non è necessario. Lavorando duro, essi sono di proposito distolti dalla domanda più grande evocata per natura. Oggi, questa domanda diventa molto pericolosa. E’ come uno scontro che può innescare un fuoco grandissimo.

Nessuno vuole ascoltare questa domanda. Gli uomini hanno paura del dolore che si portano dentro. Quando un uomo si fa questa domanda, l’intera vita di un uomo si trasforma in grande spasmo doloroso. Chi lo vuole? Gli uomini stanno cercando di trovare un po’ di gioia; essi non vogliono essere sommersi da una totale disperazione.

Gli uomini sono pronti ad uccidere quando le domande sul significato della loro vita provocano un dolore che non può essere curato da una qualsiasi medicina che si conosca.

Il genere umano fa tutto quello che può per evitare la sofferenza: turismo, moda, cinema, TV, intrattenimento; non c’è fine alle “alternative”. Fate tutto quello che volete, ma non svegliate l’angoscia che non ha soluzione.

Nonostante tutto, la domanda sul senso della vita risveglia senza riguardo dei politici o di altre figure professionali che sanno come capovolgere questa domanda. I loro sforzi non hanno successo perché contraddicono lo scopo della creazione.

Tuttavia, gli uomini hanno bisogno di “cucinare” e “maturare” internamente. In tutti i modi, questo processo dipende dall’opportunità di avere un ampio accesso alla metodologia della correzione che comporta un rimedio bell’e fatto, una bellissima vita satura di senso di eternità e di perfezione così come un’ascesa infinta per tutti, invece delle malattie o dell’assurdità della nostra attuale esistenza.

Da una parte, la metodologia della correzione presenta una chiara spiegazione della situazione in cui ci troviamo in questo momento. Spiega il perché questa situazione ci è accaduta e come correggerla. Dall’altra parte, ci fa avere una forte tecnica pratica di correzione che ci mostra degli immediati risultati positivi.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dello 03.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam)

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NASA: La fine della Civiltà

Dalle notizie (Dal The Guardian): “Un nuovo studio sponsorizzato dal Centro Goddard Space Flight della NASA ha evidenziato la possilità che la civiltà globale industriale potrebbe cadere nei decenni a venire per lo sfruttamento di risorse non sostenibile e per via della distribuzione disomogenea della ricchezza.

“Sapendo che questi avvertimenti catastrofici sono spesso tacciati di essere strani e subiscono giudizi controversi, lo studio cerca di utilizzare dei dati storici incontrovertibili che mostrano come “il processo di sviluppo – decadenza sia veramente un ciclo ricorrente della storia” Infatti sono abbastanza comuni i casi di rovina delle civiltà attraverso cadute precipitose – spesso che durano secoli –“

“Il progetto di ricerca è basato su di un nuovo modello multidisciplinare “Human and Nature Dynamical” (HANDY) guidato dal dott. Safa Motesharrei, specialista in matematica applicata, della Fondazione Nazionale delle scienze Americana, con il supporto del Centro di sintesi socio – ambientale, in associazione con una squadra di scienziati di materiale naturalistiche e sociali. Lo studio basato sul modello HANDY è stato accetato per la pubblicazione nella rivista specializzata Elsevier Journal, Ecological Economics.

“Attraverso l’analisi della dinamica di queste crisi umano-naturali, il progetto ha identificato i fattori salienti che si relazionano tra di loro e che spiegano il declino delle civiltà e che possono aiutarci a determinare il rischio che stiamo correndo oggi: ovvero la popolazione, il clima, l’acqua, l’agricoltura e l’energia[…]

“Questi fattori possono portare alla rovina quando convergono e generano due caratteristiche sociali cruciali: la mancanza di risorse dovuta ai freni posti sulla capacità di occuparsi dell’ecologia, e la stratificazione economica della società in Elites (ricche) e le Masse (o “le persone comuni”) [i poveri]. Questi fenomeni sociali hanno giocato un ruole centrale nel carattere o nel processo della rovina” in i casi negli ultimi 5000 anni.

“Al momento il livello elevato di stratificazione sociale è collegato all’ultra consume di risorse, con “Elite” soprattutto nei paesi industrializzati che sono risponsabili sia per:

“…la ridistribuzione non equa del surplus nella società controllata dalle Elite. Le masse della popolazione anche se producono la ricchezza hanno a disposizione solo una piccola parte di questa, di solito giusto al livello si sussistenza o poco di più”

“Comunque gli scienziati ci illustrano che gli scenari peggiori non sono inevitabili,e suggeriscono che regolamentazioni e cambiamenti strutturali potrebbero evitare la fine, se non sgombrare la strada verso una civilizzazione più stabile”

“Le soluzioni principali sono ridurre la diseguaglianza economica per assicurare una distribuzione delle risorse più giusta e di ridurre drammaticamente il consumo delle risorse facendo ricorso a risorse rinnovabili meno intensive e riducendo la crescita della popolazione.

“Il collasso può essere evitato e la popolazione può raggiungere un equilibrio se il tasso per persona di consumo della natura viene limitato ad un livello sostenibile e se le risorse sono distribuite in un modo ragionevolmente equo.”

Il mio commento: L’egoismo umano non può essere fermato; ci porta tutti quanti in modo irreversibile verso la morte. Anche di fronte alla morte non sarà in grado di contenersi! Così non possiamo nemmeno parlare della consapevolezza della morte. Solo una guerra globale, dove tutti perderanno tutto, fermerà la nostra civilizzazione egoista e ci obbligherà a riarrangiare il nostro atteggiamento verso la vita. Oppure possiamo avanzare se accettiamo il metodo dell’educazione integrale.
[130500]

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L’ondata di default copre la Cina

Notizie (da Forbes): L’economia cinese sta rallentando, le società con sovrapproduzione o grandi debiti dichiarano default e bancarotta. neanche il Politburo sa fino a che punto può arrivare questo processo: i mercati sono in crisi, molte aziende vivono di sostegno statale, il debito societario in 7 anni è aumentato di 10 volte.

La Cina è sull’orlo della crisi: è la prima volta nella storia del paese che si verifica un default sulle obbligazioni societarie. Gli economisti ed i funzionari governativi avvisano che dopo ne seguiranno altri. L’economia cinese ha rallentato del 7%. E’ una crescita troppo lenta per le imprese che soffrono di sovrapproduzione.

Non guadagnano nulla e sopravvivono attraverso il sostegno delle autorità. Questo default è il primo segno di un’onda imminente dei fallimenti in Cina. L’economia rallenta, le aziende abituate ad una crescita a due cifre della domanda e ad un credito a buon mercato, non riescono ad adempiere ai propri obblighi secondo le mutate circostanze.

Il mio commento: Tutto il nuovo sistema mondiale si trova in default, e quanto prima riconosciamo questo, più facile saremo in grado di modificarlo in un nuovo sistema mondiale – in un’economia razionale.
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