Pubblicato nella 'Crisi della Globalizzazione' Categoria

Il mondo che cambia e i nuovi modi di pensare

Opinione (J. Kulyutkin, il Dottore, Prof.) Che cosa si richiede all’uomo che vive in un mondo che cambia?

A. La comprensione che il mondo circostante è un sistema completo, interconnesso e soprattutto, in continua evoluzione. I Cambiamenti: una caratteristica fondamentale di questo sistema.
 Qualsiasi evento, non solo globale ma anche privato​​, può avere molte conseguenze. Più complesso è il sistema, maggiori sono questi effetti, tra cui le catastrofi ecologiche impreviste, improvvise ed inaspettate (). Ma se nei nostri studenti sviluppassimo la capacità di esplorare, prevedere e valutare le conseguenze delle attività umane per la vita della natura, della società e l’individuo?

B. La comprensione di ogni crescita, il progresso e lo sviluppo nel mondo che ci circonda ha come due facce: una sorridente (un aumento della ricchezza, lo sviluppo dei valori culturali, le realizzazioni senza precedenti nella scienza e nella tecnologia) e una faccia triste (l’inquinamento, l’esaurimento delle risorse mondiali, la minaccia di un disastro nucleare). Ma come insegnamo agli studenti a comprendere questa incoerenza della crescita? A considerare tutti i “pro” e i “contro”? A prendere decisioni ponderate?

C. La comprensione del futuro dell’umanità dipende da noi. Quando progettiamo un evento, cerchiamo di prevedere le situazioni impreviste? Siamo in grado di analizzare le situazioni a lungo termine, e non solo le situazioni immediate? Siamo in grado di calcolare la probabilità di decisioni alternative?

L’educazione degli adulti in una società del cambiamento sociale: questa non è l’appendice per l’educazione ricevuta nella scuola media o superiore, è la condizione più importante per lo sviluppo della creatività personale, senza la quale l’uomo non può funzionare davvero nel nostro mondo dinamico.
 L’educazione degli adulti ha lo scopo di fornire assistenza continua all’autodeterminazione dell’uomo nelle varie fasi della sua vita e nelle diverse situazioni della sua attività.

Gli studi dimostrano che tale autodeterminazione dipende dallo sviluppo della cultura spirituale degli adulti, della loro maturità intellettuale e competenza professionale.

Uno dei principali obiettivi dell’educazione degli adulti è quello di sviluppare la capacità dell’individuo dell’auto-cambiamento, oppure l’uomo rischierà di rimanere indietro nella trasformazione, la velocità di questo oggi è sempre in aumento.

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I tedeschi hanno provocato la crisi europea

Opinione (W. Schultz, Deputato del Parlamento europeo): La Germania non ricava grandi guadagni dall’esportazione e per questo è suo obbligo condividere le esportazioni del sovra consumo con i paesi problematici dell’UE.

La crescita con il marco avrebbe reso le merci tedesche molto costose sul mercato internazionale e avrebbe sottratto alla Germania una grande fetta di mercato. I pagatori di tasse tedeschi hanno il lavoro e la garanzia sociale a causa delle attività di esportazione. Noi stessi abbiamo provocato la crisi di debito della Grecia, Spagna, Portogallo per via di un’esportazione intensa. I tedeschi “li hanno spinti” ad utilizzare i prodotti tedeschi e adesso sono obbligati ad aiutarli a uscire fuori dai debiti.

La crisi non è la fine del mondo, ma una ricerca in divenire dello sviluppo di collaborazione reciproca. La crescita dei Governi nazionali nelle condizioni della globalizzazione sarebbe stato un errore. Per questo la nostra forza è nel consolidamento continuativo dell’UE. C’è bisogno di istituti nazionali forti capaci di superare lo sviluppo dell’UE come se fosse una regione unica.

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Viviamo il quarto decennio di depressione

Opinione (David Rosenberg, economista principale e stratega del controllo dei capitali della compagnia Gluskin Sheff): L’economia americana si trova in una depressione simile a quella che, dagli ultimi dieci anni, vive il Giappone. Abbiamo vissuto soltanto quattro anni in depressione, che si prolungherà fino a dieci anni. L’economia inizia di nuovo a restringersi nel 2012 e peggiorerà la situazione con l’occupazione nel lavoro.

Il mio commento: Il paragone non è corretto: se il Giappone ha vissuto la propria depressione, allora adesso noi viviamo la depressione mondiale che è globale non solo in scala, larghezza e profondità, ma anche perché investe tutti in ogni parte della nostra vita, che necessita riformare tutti i rapporti sociali, cioè il passaggio verso una nuova formazione sociale. L’uscita dalla crisi non è aspettare che non sia reale e nemmeno considerare che noi ritorneremo al vecchio modo di vita e di controllo.
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Dedicate attenzione alla gente!

Opinione (D.Kerton, membro del gruppo di investigatori di G20 presso l’Università di Toronto): Il Summit a Cannes deve frenare la crisi della zona Euro, decidere cosa bisogna fare per assicurare una stabilità potente ed occuparsi della crescita sbilanciata dell’economia globale, adottare delle regole finanziarie effettive, adottare inoltre meccanismi di controllo e supervisione del sistema finanziario, discutere sui problemi dello sviluppo.

Migliaia di attivisti di tutto il mondo hanno organizzato le proteste e chiedono ai leader mondiali di dedicare attenzione non soltanto al mercato finanziario, ma anche alla gente.

Il mio commento: Queste proteste iniziano ad indicare che queste persone cominciano a credere di più non nell’economia, ma ad una soluzione sociale della crisi e cioè non nello sviluppo continuo dell’industria, cosa che vogliono soltanto i ricchi per diventare ancora più ricchi, ma in una distribuzione equilibrata di ciò che già esiste, la cui sovrabbondanza basterà a tutti.
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Il deficit della leadership mondiale

Opinione (Michail Gorbachev): La crisi non è soltanto finanziaria , ma anche è una crisi del modello dello sviluppo, fondato sul fondamentalismo di mercato, tendenza verso il sovra profitto , sovra consumo , mancanza di responsabilità sociale ed ecologica , e le dimostrazioni nelle città occidentali sono delle proteste legittime, corrispondenti alle regole democratiche.

Il mondo oggi e sicuro non di molto che prima della fine della guerra fredda, perche la diplomazia non funziona. Al posto di un nuovo ordine mondiale noi siamo diventati testimoni della crescita delle difficoltà e delle confusioni nel mondo per mancanza di una leadership mondiale.
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La crisi finanziaria, ancora non è la cosa peggiore?

Opinione: D.Meadows, autore dei modelli dei limiti della crescita, analizzando i processi della dinamica mondiale, già nel 1972 avvisava che, seguendo lo sviluppo nella direzione esistente, la nostra civiltà avrebbe oltrepassato i limiti dello spazio ambientale. Però, invece di reagire a queste previsioni, i grandi poteri hanno iniziato a consumare le risorse ancora più velocemente ed inquinare l’atmosfera ancora più attivamente.

Nel libro “Oltre i limiti della crescita” (1994) indicava che il sistema ha superato il limite iniziando dagli anni ’90, che l’uomo spende più risorse di quanto la natura possa rimpiazzare. Ciò che risulta dal modello di Meadows è che la situazione si troverà nel crollo negli anni 2030-2050, quando sparirà la pesca mondiale, la riduzione colossale delle foreste, si accelererà l’estinzione di alcune razze di coralli, la distruzione delle foreste tropicali sconvolgerà tutti i parametri di connessione e di tutti i rapporti dell’uomo con la natura.

Risposta: La crisi è una, è la crisi dell’egoismo, del nostro rapporto con la vita. La crisi è la rivelazione della nostra non corrispondenza al nuovo mondo nascente. Finora la natura sviluppava dentro di noi i desideri e noi scrupolosamente li adempivamo, considerandoli i nostri. Adesso la natura manifesta davanti a noi l’immagine alla quale noi dobbiamo corrispondere, però questo quadro non corrisponde ai nostri desideri egoistici che si sviluppano e noi stessi, coscientemente, dobbiamo creare l’ambiente che ci educhi per farci arrivare all’equilibrio con la natura.
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La crisi del debito si aggrava

Opinione (V. Putin, il primo ministro della Russia): La prospettiva di risolvere il debito della crisi in Europa e negli USA è nebbiosa. Chiarimenti a riguardo non c’è ne sono. La crisi dei debiti sovrani dei paesi sviluppati richiede il ripensamento degli approcci tradizionali. Il modello dello sviluppo che si appoggia sulla crescita dei debiti non funziona.

Commento: Comunque, finché non si infetta la crisi in tutta la sua potenza, quando si svelerà l’incapacità di controllare tutti i meccanismi governamentali, tranne le chiacchiere, noi da parte del governo non sentiremo niente, e loro fino allora non sentiranno noi!
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Essere ricco significa essere maiale

Articolo: Lei stava davanti a me rabbrividendo, questo era un vero tremore fisico. “Fino a quando non uccidono qualcuno loro non si fermano”. Per lei era difficile riconoscere il fatto che, considerandosi un genio dell’economia, raccogliendo vari tipi di insegne regali fosse diventata un nemico comune e lei non è l’unica ad essere così. Lei è parte del settore crescente dei business man che hanno subito un feroce attacco. Loro si sentivano cacciati.

Quelli che non arrivano alla ricompensa, hanno tanti reclami verso i ricchi. Gli attaccati in allarme hanno scoperto che una nuova percezione sociale non è poi dalla parte loro. Essere ricco significa essere maiale. Loro sono pronti a tanto per conquistare l’amore. Loro vogliono che al popolo piaccia il loro successo, ma il popolo non li può amare. Come può lui amare quelli che vivono molto meglio di lui? Il pubblico non evita di considerare la figura del filantropo.

Lo strato dei milionari è crsciuto nell’ultima decina di anni. Come soggetto della nostra vita, loro sono diventati gli eroi della cultura. I racconti di grandi ricchezze e l’appariscente stile di vita è aumentato sempre di più, con questo loro hanno segnato il goal nella propria porta.

Dai tempi della protesta, Tel Aviv è diventata poco gradita ai magnati. Non c’erano dubbi che si sarebbero presi i soldi da loro. La strada avrebbe lottato contro di loro e il potere sarebbe stato contento che la strada indirizzava il fuoco sui magnati, creando sempre più problemi sul loro conto. Da allora tutti hanno cercato l’avvicinamento con i magnati, ma negli ultimi mesi, in alcuni di loro è cresciuto il senso di colpa.

Ma questa non è la fine della storia. Se il risultato della crisi è l’indebolimento degli investitori, Israele andrà in recessione e la disoccupazione diventerà un rompicapo oscuro, sarà la guerra non per i prezzi della ricotta, ma per i mezzi di sostentamento.

Mostri minacciano l’Europa

L’opinione di Mario Soares Presidente del Portogallo: “L’ Unione Europea attraversa ora una fortissima crisi. I mercati sono completamente confusi e sono diretti da “mostri”. Nessuno sa da dove provengono e cosa cercano di ottenere. Vogliono denaro, indebolire l’Euro, far vacillare l’economia della Grecia, Irlanda, Portogallo ed altri paesi. Questo è molto pericoloso, quando all’Europa manca l’unione. Se i paesi ricchi pensano di poter dominare sul resto dell’Europa e riformarla di nuovo secondo lo stile tedesco, sbagliano di grosso.

Se le cose si svilupperanno in questo senso, la gente iniziera ad agire: il popolo si ribellerà. Potremmo assistere ad una grande inserruzione popolare in seno all’Europa. L’Europa è un luogo per il dialogo, per una prosperità sociale nel reciproco rispetto.”

Il mio commento: Quello che ci salverà sarà solo la consapevolezza che ci troviamo in un nuovo mondo, integrale, nel quale siamo reciprocamente legati, e perciò siamo costretti a prendere in considerazione il fatto che siamo parte di una sola unità completa, e dobbiamo relazionarci agli altri come fossero nostri famigliari. La saggezza ci insegna che tutto il mondo è una grande famiglia, e se non inzieremo a rapportarci ad esso in questo modo, potremmo arrivare negli anni futuri ad una guerra mondiale, come è già successo.

Oggi si sta verificando la stessa identica condizione che da capo si ripete. Solo che i tempi si sono accorciati e la guerra mondiale potrebbe scoppiare anche fra qualche mese. Possiamo evitarla solo se modificheremo la tendenza mondiale- un mutuo legame, il riconoscimento della necessità di abolire il protezionismo e quindi di elevarci al di sopra dell’egoismo privato, pensare come si pensa in famiglia, a tutti, cominciando a risolvere i problemi, iniziando da quelli piu ardui fino a quelli meno. Come in famiglia: in primo luogo si pensa ai bambini, ai malati, e solo in seguito a coloro che possono ancora attendere alla risoluzione dei loro problemi.

Nel momento in cui cambieremo il nostro atteggiamento, riscontreremo immediatamente un’ attitudine, un rapporto diverso da parte della natura verso di noi, perché diventeremo come lei (in omeostasi, in equilibrio, in armonia), e tutti i nostri atti, volti in questa direzione, ci apporteranno prosperità! Su, impariamo dalla natura!

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Sii in pace, vecchio mondo finanziario!

L’opinione del dr. Michael Deliaghin, capo dell’istituto di ricerche sui problemi della globalizzazione: “la  Cina ha definitivamente voltato le spalle ai beni in dollari. Significa che nella situazione nella quale il Giappone ha la neccessità di aiuti finanziari per risanare l’economia, dopo il disastro di Fukushima, l’Europa ha altrettanti problemi finanziari per salvare la Grecia, la Spagna , l’Italia ed altri paesi che vogliono lavorare come in Grecia e vivere come in Germania – non vi è chi possa salvare l’economia degli Stati Uniti e comperare i suoi titoli. Benvenuti dunque, al nuovo e coraggioso mondo diviso in aree finanziarie. Ogni area, con la sua moneta (Dollaro, Euro, Yen), con i suoi beni speculativi bruciati e la sua economia produttiva –divisa in un numero di macro-zone che competono fra loro.”

Il mio commento: Tutto questo significa è che è la fine del vecchio mondo finanziario con la sua immaginaria stabilità. Potremo progredire solamente se i nostri capi di governo capiranno le regole dell’epoca moderna: non divisione ma mutua e totale garanzia, non unione su basi economiche egoiste ma su basi di visione del mondo come fosse un solo corpo. Effettivamente, solo così riusciremo a modificarci per divenire globali, integrali, come il mondo, ed allora potremo arrecarvi un ordine.

Dobbiamo inziare con la creazione di una sola assemblea economica mondiale, che guardi il mondo come ad un’unica famiglia che tratta problemi comuni per trovare soluzioni comuni.

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