Pubblicato nella 'Corpo e anima' Categoria

La risposta all’appello

Domanda: É possibile pavimentare il cammino verso la spiritualità in modo che i disturbi siano d’aiuto e non visti come ostacoli ai quali possiamo rispondere?

Risposta: Il problema non sono gli ostacoli. Tu riveli esattamente quello che puoi superare. Stiamo parlando di una forma sistemica della connessione tra le Luci e i Kelim (vasi, desideri). Qui nessuno decide niente in base alla propria comprensione. Dopo tutto, il Creatore è la Natura. Nell’opposizione tra le linee destra e sinistra, sempre ti viene data la linea media dall’alto, e tu devi costruire dal basso una relazione identica a quello che sta accadendo.

Se non succede, allora c’è qualcos’altro. Ma in generale, tutto è realizzato in maniera completa. A ogni momento vengono create le migliori condizioni di correzione per me. Anche se io dimentico e mi distacco, viene da me poiché è cosi che la mia situazione dev’essere adesso. Quindi, qualsiasi cosa venga a me, il problema è: come rispondo?

Potrebbe essere che la mancanza di risposta derivi dal non preoccuparmi del gruppo dai fattori che devono essere svegliati in me. Ma dall’alto non ci sono ritardi né proroghe. Ein Sof (L’Infinito) opera in noi. Tutte le nostre richieste (MAN – Mayin Nukvin – Acque femminili) vengono da lì. E tutte le risposte (MAD Mayin Dukrin –Acque maschili) scendono da là, a ogni momento. Queste connessioni non si fermano mai, ma tutto il tempo le Reshimot (geni d’informazione – reminiscenze) si rinnovano. Noi immaginiamo un lungo tempo di connessione che attraversa tutti i 125 livelli, ma in realtà tutto è molto più semplice.

Domanda: Quale dovrebbe essere la nostra risposta alle azioni del sistema?

Risposta: Dobbiamo innalzare il nostro appello per la correzione, MAN, e non più di questo. Io chiedo al sistema di essere similare a lui, ed io chiedo questo in base ai miei poteri. Dopo tutto, l’intero sistema di Ein Sof è il Creatore, perfezione. Solo aneliamo Lui.

Domanda: Supponiamo che io abbia trovato un grosso problema: economico, di salute o di famiglia. Come posso rispondere a questo con una richiesta corretta?

Risposta: Devi operare nel piano fisico per poter risolvere i problemi che arrivano, anche se per te è chiaro che tutto viene dall’alto e che tutto si risolverà nel livello spirituale. Ci sembra di incontrare dei problemi corporali, ma è sicuro che il loro background è spirituale.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.02.2012, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot)

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Il Congresso è per tutti coloro che sono desiderosi di essere inclusi

La Costituzione del Congresso di Arava: fratelli nostri, le condizioni fisiche e spirituali che dovete osservare sono davanti a voi. Prima di raggiungerci, controllate accuratamente: siete pronti, voi capite e sentite l’importanza della fase alla quale vi connettete, capite che la Torà, la Luce che Riforma, vi cambierà nella maniera in cui amate e servite tutti? Volete questo? Dovrebbe esservi chiaro che venite qui non per ricevere, ma per ricevere la forza della dazione.

Persino quando si legge solo la storia della Torà sull’esodo dall’Egitto, vediamo che essa coinvolgeva persone di ogni genere: anziani, giovani, bambini, uomini e donne. Essi si differenziavano, alcuni con un grande desiderio di ricevere, altri con un grande desiderio per la dazione. Tutti loro, incluso Mosè ed Aronne, erano ancora nel desiderio di ricevere; tuttavia, il Creatore fu rivelato loro e noi scopriremo quali rivelazioni ebbero luogo.

Ecco perché noi apriamo il Congresso di Arava a tutti gli uomini, noi non controlliamo se essi partecipano a tutte le nostre attività. Una persona può arrivare al congresso ma non potrà prendere parte pienamente ad esso se non studia durante le lezioni del mattino, se non paga il Maaser (la decima), se non partecipa alla riunione degli amici, alla loro connessione e se non è coinvolta nella divulgazione. Queste sono le quattro condizioni in accordo alle quali una persona è un mio studente e membro di Bnei Baruch, un amico di tutti.

Prima di tutto, noi stiamo parlando di azioni fisiche che sono seguite da livelli più profondi nella misura in cui una persona investe il proprio cuore e vuole davvero impegnarsi per raggiungere lo scopo. Così, ci sono differenti gradazioni.

Comunque, non è mai troppo tardi per iniziare. Noi vediamo che questo mese sempre più persone studiano durante la lezione del mattino di Kabbalah e molte cominciano a pagare il Maaser perché hanno capito che questi fondi sono dedicati alla divulgazione del metodo della Kabbalah nel mondo. In essenza, questa è la nostra correzione. Noi esistiamo a questo scopo: per realizzare il ruolo di Israele nel mondo, per ricevere il metodo dall’alto e passarlo in basso.

Quindi, la comprensione ed il risveglio stanno crescendo nella nostra comunità; finalmente le persone prendono la strada giusta. Tuttavia, non abbiamo bisogno di essere grandi, dobbiamo solo capire le opportunità che ci vengono date. Questo è importante.

Molti tipi di desideri uscirono dall’Egitto: bambini, vecchi, giovani, uomini, schiavi, capre e pecore. Essi erano tutti i livelli: inanimato, vegetale, animato e parlante, ma ogni desiderio voleva partecipare a questo pienamente. Anche un bambino che è completamente pronto a prendervi parte è incluso.

Quindi, noi apriamo il congresso a tutti. Un uomo può dire: “Io guardo le lezioni in TV da molto tempo e cercherò di fare il resto”. Anche lui può venire, noi non allontaniamo nessuno. Nella spiritualità, solo la persona può verificare il suo cuore davanti al Creatore e nessuno può interferire in questo.

Tuttavia noi chiediamo, ed è molto importante, che la gente cerchi almeno di essere con noi durante i giorni del congresso con tutto il suo cuore e l’anima. Ecco perché poniamo termini materiali e condizioni per il lavoro interiore che deve essere seguito.

Le persone che entrano nella terra del Congresso di Arava sono obbligate ad osservare la Costituzione. Vengono date loro tutte le condizioni per partecipare. Se non prendono parte allo sforzo comune, esse danneggiano tutti e questo causerà loro molti danni.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.02.2012, “Consigli per il Congresso di Arava”)

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La differenza tra una roccia e un seme vivo

Tutto il nostro studio e lavoro sono dedicati al chiarimento della nostra deficienza, del nostro scopo nella vita, a cosa ci condurrà e chi vogliamo essere. Tutto questo è una persona. Tutto quanto è determinato unicamente dalla carenza di una persona, e solamente quanto uno aggiunge a ciò che ha ricevuto dalla natura.

Se determinati desideri vengono semplicemente evocati in me per andare da qualche parte, per fare qualche cosa nel gruppo o a connettersi con gli amici, questi non sono i miei desideri. Io sono incorporato in un gruppo che mi influenza adesso con il suo desiderio di andare al deserto; io sono impressionato dagli amici, ma non sono io. In questo sono come una roccia. Riceve qualche cosa dall’ambiente? – quasi niente.

Ma se io voglio investire i miei poteri e sono nell’ambiente giusto, io inizio a crescere in esso come un seme che è stato piantato al suolo e dal quale crescerà un albero. Devo solo aggiungere i miei sforzi e non aspettare ad essere svegliato da quelli che mi circondano.

Io evoco me stesso e gli altri. Io sveglio tutti quanti per esserne influenzato. E quello che ricevo da loro è il mio vaso spirituale. Un vaso spirituale si riceve sempre dall’ambiente, ed è sempre il risultato dell’ispirazione della persona e il suo lavoro per la società.

Ci sono quelli che sono nella società, ma vivono completamente isolati, come se si fossero circondati da un nastro isolante. E allora, come possono trarre beneficio dall’ambiente? In tal caso non si formerà un vaso spirituale nella persona. Sarà impressionato insieme con gli altri dallo stato d’animo che l’ambiente metterà in lui e sarà spazzato via da esso, ma il suo vaso spirituale individuale non si svilupperà.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.02.2012, Lo Zohar)

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La mia nazione è la mia famiglia

Domanda: Come possiamo raggiungere l’unità in un mondo così mutevole?

Risposta: Qui ci dev’essere un nuovo principio: unità oltre tutte le differenze. Non stiamo cercando di correggere le differenze tra di noi o a scavare in dettagli di diverse correnti, diversi partiti, o qualsiasi differenza. Ci possono essere molte persone e culture in uno stato, e quello non dovrebbe disturbarci. La storia europea, per esempio, è piena di guerre, odio e molti reclami di centinaia di anni. Ma su tutte le differenze e conflitti, noi apriamo ‘ombrello dell’unità. Sappiamo di essere diversi e lavoriamo a un livello molto alto.

Dovrebbe essere un approccio sistematico, a livello di un piano nazionale: Tagliamo i bordi dall’alto e dal basso e arriviamo gradualmente a una giusta distribuzione delle risorse. Anche se accade tra duecento anni – non importa. La cosa principale è che il processo è iniziato. Prima dobbiamo sollevar tutti i poveri dalla soglia della povertà. Occupiamoci di questo.

Qui è necessaria l’educazione. Se iniziamo a risparmiare a livello nazionale come facciamo a casa, non abbiamo bisogno di altro. Sarebbe sufficiente sollevare tutti dalla povertà. Le informazioni sulle risorse economiche sono molto interessanti: ad esempio, il 17% dei prodotti alimentari prodotti è scartato quando si trova ancora negli imballaggi originali.

Quindi, tutto riguarda l’attitudine. Se provvediamo tutti di un “ombrello”, allora ci sarà un po’ d’ordine. Dobbiamo semplicemente cambiare la nostra attitudine: La nazione è la famiglia. Nella famiglia io risparmio, mi preoccupo, mantengo, supporto, concedo…è così che dovremmo vivere a un livello nazionale, ma senza isolamento e parassiti, senza spreco e protezionismo. Tutti sono uguali, e tutti si connettono a una linea comune.

Domanda: Questa connessione può iniziare in Israele?

Risposta: Non solo può iniziare qui, ma deve.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.02.2012, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot”)

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Fede al di sopra della ragione

Abbiamo un Kli (vaso o desiderio) e il piacere che è sopra di esso, non all’interno. Il Kli è composto da pezzi rotti che abbiamo bisogno di incollare insieme. Questi pezzi sono i miei amici, tuttavia non sono i loro corpi ma i desideri che dobbiamo collegare insieme. Ci dobbiamo collegare, e nella misura in cui facciamo il collegamento realizziamo e sentiamo insieme effettivamente la nostra connessione, e in tal modo, otteniamo lo stato corretto.

 

È in questo modo che riceviamo il generale desiderio di godere: noi ci connettiamo e riceviamo il desiderio dell’amico, che significa sentirlo dentro di me, sono impressionato da loro e li afferro come miei. In questo modo ho “comprato” gli amici e acquisito un desiderio più grande. Tutto questo l’ho faccio razionalmente “all’interno della ragione” come dire, “un giudice ha solo ciò che i suoi occhi possono vedere.” Questo Kli diventa mio strumento di lavoro, come un cacciavite, pinza o martello.

Tuttavia, la luce circostante (la luce che riforma) è su un livello più alto di me. Il Reshimo (reminiscenza) della correzione si trova sempre a un livello sopra il Reshimo di Aviut (spessore): Dalet (quattro) /Ghimel (tre), Ghimel/Bet (due) e Bet/Aleph (uno). Questo si trova “sopra la mia ragione” secondo la misura in cui io do più valore alla luce superiore e aderisco ad essa sopra il mio intelletto, dato che è, dopo tutto, un altro livello.

Questo significa che il Kli ha un valore superiore in accordo alla misura in cui abbiamo fatto più spazio all’interno dell’intelletto per costruirlo: siamo collegati insieme, aderiti gli uni agli altri, abbiamo incollato il nostra vaso insieme. Mentre, in relazione al Creatore, è preferibile che egli ci stimoli con ulteriori problemi, domande, paure, pensieri, dubbi dalla sua provvidenza, e io, nonostante tutto provo ad aderirmi a lui. Nella misura in cui la mia fede sopra ragione è maggiore, è più preziosa e mi attrae di più a un livello superiore.

Maggiore sarà il gap, maggiore sarà il delta (∆ – differenza) tra la Luce, il Creatore e il Kli, il desiderio. È più considerevole in questo modo. Dobbiamo mantenere costantemente questa relazione e di vedere gli amici come i più grandi della generazione. Devo sentirli, capirli e vederli solo in questo modo.

Mentre in relazione al creatore, tutto ciò è l’opposto. Meno dubbi ho in relazione agli amici, meglio è. E più dubbi ho in relazione al Creatore (ancora a dispetto del fatto che io sono attratto a lui), meglio è. In relazione alla luce che riforma, non importa quanto elevata sia, io sono pronto ad aderire ad essa, per essere impressionato da essa, per essere assimilati in essa, sopra la ragione. Questo perché vedo che la luce che riforma vuole portarmi alla dazione, vuole controllare ed eseguire le modifiche dentro di me.

Ma con tutto ciò che appartiene al Kli, il che significa tutto tranne il Creatore, io devo accettarlo entro la ragione, nel modo più chiaro, più comprensibile e esaminarlo costantemente.

Così il Creatore sarà rivelato a me, ogni volta più e più chiaramente all’interno del Kli e io sentirò il bisogno di salire e voler essere superiore nella mia relazione con lui, valorizzare Lui ancor più di prima.

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L’universo d’infinita saggezza

Domanda: Io capisco come si sviluppa un bambino. Ma chi sa quali geni esistono nell’umanità? Nessuno ha mai visto come si sviluppa, e nessuno è mai riuscito a ricavare informazioni e assicurare come si svilupperà in futuro. L’umanità è il nostro unico figlio, ed è cosi che si sviluppa.

Risposta: Possiamo analizzare ed esaminare il passato, studiare gli sviluppi in filosofia, sociologia e psicologia, e questo ci permette di scoprire un persistente processo e le sue cause. Non vediamo chiaramente il panorama futuro, ma giudicando dal nostro stato presente possiamo dedurre dove ci condurrà. Come in tutte le cose, facciamo sempre proiezioni dal passato al futuro.

La Natura ci esige di osservare le sue leggi. La natura è l’organismo generale che comprende i livelli di sviluppo inanimato, vegetativo, animato e umano. Tutti attraversano questo sviluppo. Prima è stata la Terra, seguita dal regno vegetale, seguito da quello degli animali e infine gli umani.

Lo sviluppo iniziò con il Big Bang ed ha continuato incrementando una maggiore unificazione. In ogni caso l’unificazione delle varie parti conduce alla creazione di organismi sempre più complessi e unici, sia in termini di quantità sia in termini di qualità.

All’inizio c’era unicamente materia inanimata, ma dopo le sue parti hanno iniziato a crescere acquistando un tipo di vita, il proprio sviluppo intellettuale. Lo sviluppo raggiunse dopo il livello animale, nel quale gli animali si svilupparono in maniera ancora più individuale. Il livello animale è stato seguito dall’uomo. Questi sono i risultati dello sviluppo della natura.

Ovviamente questo sviluppo ha le proprie leggi, che possiamo vedere guardando il passato. La domanda è se veramente le comprendiamo. Sembra di no, ma ciò non vuol dire che non esistono.

Come scienziato, io studio la natura e la maniera nella quale si sviluppa, sviluppandomi anch’io che ne faccio parte. Infatti, anche con tutte le conquiste scientifiche, l’uomo non sarà mai al di sopra della natura.

Esistiamo in una determinata sfera chiusa che chiamiamo “l’universo”, studiamo dove ci troviamo e il tipo di leggi che agiscono dentro questa sfera. Questa sfera è infinita, sconfinata e piena d’illimitata saggezza. E tutto quello che facciamo è raschiare delle misere briciole della sua saggezza: In questo si basa la nostra intera scienza.

Non studiamo altro che la natura, e dentro questa sfera impariamo anche qualche cosa su noi stessi. Vediamo che non possiamo controllare le nostre vite, e per questo, chiaramente dobbiamo studiare le leggi della natura. È un bene che i problemi sgradevoli ci spingano a raggiungere la Natura, per lo meno questa motivazione è per migliorare le nostre vite.
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(Tratto dal programma di Kab.TV “Una vita nuova”, episodio n.1 del 17.12.2011)

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Lascia a casa il tuo “Io”

Domanda: Vorrei prepararmi al lavoro del Congresso nel deserto di Arava nel miglior modo possibile. Come dovremmo agire dall’interno per raggiungere il successo?

Risposta: Questo è difficile. Devo costantemente condurre un’analisi, porre domande e cercare le relative risposte, scendere e salire, e devo risolvere tutti i problemi solo unendomi agli amici. In questo modo voglio costruire un esempio per tutti.

Il successo è impossibile per una sola persona perché deve essere acquisito da tutti insieme, e ciò significa che mi preoccupo solo del desiderio comune. Ciò che è importante non è quello che sento, ma cosa noi stiamo sentendo. Non sono io ciò che sorge sopra qualcosa e rivela qualcosa, ma siamo noi ad ascendere e a rivelarlo. Esiste sempre il noi, mentre l’io non esiste affatto. Io voglio vivere in questa “zuppa”. La parola “Io” e la sensazione di sé stesso devono essere lasciate a casa.

Per di più, il noi non è solo un raduno di amici o di un’ “unità di forze speciali.” Tutti questi sono giocattoli, in realtà, “noi” è un’anima. Il fatto è che non abbiamo delle parti che si uniscono una con l’altra; ma ognuno in essa è fuso insieme all’interno di uno, e questo non ha alcun rapporto con ciò che siamo oggi ma è una nuova creatura che è stata appena creata.

Dopo tutto l’essenza spirituale che vogliamo formare prima non esisteva . In precedenza c’era solo una Reshimo rotta che conduceva a questo e oggi, con i nostri sforzi, cerchiamo di formare un’anima dal mondo di Nikudim, che avrebbe dovuto essere corretta in questa fase, ma è stata rotta deliberatamente a causa dell’amore per noi stessi.

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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.02.2012, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot)

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Testa e corpo, pensiero ed azione

Il Partzuf Spirituale consiste di una testa (Rosh) e di un corpo (Guf). Il Guf mette in pratica le decisioni del “Rosh”. E’ chiamata “testa” la parte che tende verso l’uguaglianza della forma con la forza superiore, che mostra la sua intenzione, il potere, il bisogno ed implementa le sue stesse decisioni.

Inizialmente il Creatore creò un solo desiderio, il desiderio di ricevere che non aveva né una testa, né un corpo. Sotto l’influenza della Luce, il desiderio si ricostruì e attraversò le quattro fasi, arrivando ad un punto in cui cominciò a capire di avere bisogno di diventare simile alla forza superiore ed acquisire la caratteristica della dazione. Il sistema che emerge e si costruisce come risultato di questa decisione è chiamato “testa” (Rosh).

Questi processi hanno avuto luogo all’interno di un desiderio; è considerata essere la testa solo a condizione che le sue parti siano connesse nel livello del pensiero, dell’intenzione e con il riconoscimento dell’importanza di una simile connessione. Gli stessi desideri che sono attivati da una simile intenzione sono chiamati corpo. C’è una parte del corpo che è capace di eseguire le decisioni della testa, è la parte interna, il Toch, inoltre c’è una parte che non è capace di farlo, il Sof.

La divisione tra la testa ed il corpo (Rosh e Guf) ha luogo all’interno dello stesso desiderio. Nel nostro corpo fisico è manifestata dal fatto che la testa è collocata al di sopra del corpo. Questa posizione riflette un processo spirituale: prima la testa prende una decisione e poi comincia ad essere attivata attraverso il corpo.

Tutto avviene all’interno di un desiderio, ma le connessioni tra i desideri che sono di una natura più sofisticata (come i pensieri, le intenzioni ed i chiarimenti) sono riferiti alla testa. Una sostanziale rudezza (che è chiamata Aviut) viene aggiunta alla rete che noi chiamiamo testa, a tutti quei legami e fili che sono responsabili dei calcoli e dei chiarimenti, e nell’insieme tutta la cosa viene chiamata corpo.

Precedentemente il desiderio era solo un corpo. Tuttavia, proprio dopo la prima restrizione (Tzimtzum Aleph), ha deciso di volersi ricostruire da capo; per questo aveva bisogno di una testa. Il corpo si è ristretto perché non poteva essere d’accordo di sentirsi opposto al Creatore, e a questo punto ha scelto di avere una nuova testa.

I pensieri, le aspirazioni, le intenzioni ed i piani che conducono il desiderio verso la Luce sono chiamati testa. A questo punto comincia a ricevere il potere della Luce per il bene della dazione e quindi diventa simile alla Luce.

Se noi guardassimo la scala spirituale vedremmo solo la testa. I corpi si trovano solo all’interno. Vediamo solo le teste dei Partzufim, l’uno più in basso dell’altra. I corpi sono necessari solo per attivare le decisioni che vengono prese dalla testa ed anche per dar vita ad un’altra testa!
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(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.01.2012, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Equilibrare, non distruggere

Domanda: Parliamo del bisogno di equilibrio. Esattamente, come possiamo raggiungere l’equilibrio?

Risposta: Che cosa c’è in me oltre ai pensieri, desideri e deviazioni? Posso far smettere tutto questo in me? No. Posso soffocarli tutti? Non è una buona idea; impiegherei troppi sforzi e tempo e alla fine vedrei solo che questi attributi insiti in me non sparirebbero, neanche dopo cinquanta anni.

Quindi di che tipo di educazione parliamo? Cosa vuol dire “umano”? Come posso trascendere me stesso?
Noi dobbiamo portare tutti i nostri attributi ad un equilibrio e non devo rammaricarmi di qualcosa di cattivo che si trova in me. Devo solo bilanciarlo con qualcosa di buono.

Non devo cancellare nulla, e questo già mi calma. Dopotutto non devo sentirmi in colpa per come sono. Se cancellassi tutto ciò che sono, cosa rimarrebbe di me? Mi resterebbe solo mettere fine alla mia vita, proprio ciò che spinge la gente a commettere il suicidio, perché scopre che in loro non c’è niente di buono. Ci possono essere anche altre ragioni esterne, ma la conclusione è la stessa.

Però noi affrontiamo la questione in maniera completamente diversa. L’uomo deve conservare tutto quello che esiste in lui e avanzare tramite le sue caratteristiche aggiungendo i discernimenti positivi, le buone qualità a quelle cattive. Equilibrare, non distruggere. Distruggendo diventiamo  i “riformatori del mondo”, e in effetti sarebbe negativo, poiché diventeremmo i danneggiatori del mondo.

Dobbiamo bilanciare ogni nostro fenomeno, non cancellarlo, altrimenti disturberemmo l’equilibrio generale. Nella stessa maniera in cui proviamo ad equilibrare la pressione sanguigna e altre funzioni fisiologiche, così vale per i problemi della società e della famiglia.

Non dobbiamo sopprimere nulla, in fondo non è un caso che il desiderio di ricevere sia stato creato così. Sorge dall’interno e si rivela nelle nostre Reshimot (geni informativi), che non possiamo cancellare. La loro catena continua ad evolversi e l’unica cosa che possiamo fare è quella di equilibrarli, correggere il fenomeno usandoli correttamente, rivelando il loro lato positivo.

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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.01.2012, “La Pace”)

Costruire l’impianto che produrrà me stesso

Tutto il nostro lavoro sta nel costruire l’ambiente. Dopo tutto non puoi creare te stesso da solo. Questo è quello che dobbiamo costruire per l’umanità in questi giorni. Se dovessi correggere me stesso, cosa dovrei fare? Avrei semplicemente bisogno di creare intorno a me un ambiente, dei media ed un sistema di istruzione, così che io potrei essere il prodotto di questo ambiente.

Ma creandolo, io correggo me stesso. Questo perché attraverso il processo di creazione io ho già cominciato a sentire come dovrebbe essere costruito e come io dovrei esistere in esso, e di conseguenza, in che forma l’ambiente dovrebbe esistere così che interesserà me. Io sento ora come dovrei costruirlo e quindi lui prenderà la forma che dovrà poi influenzarmi.

Nel processo della costruzione di se stessi,noi ci uniamo nella mente operativa e capiamo quello che il Creatore ha voluto fare con la frammentazione, perché lui preparò certi blocchi per le costruzioni, legno e materiali di costruzione per noi, e perché noi dovremmo costruire questa casa. Grazie a questo noi cominciamo a scoprirlo. Sembra che fossimo noi a costruire l’ambiente affinché questo ci corregga, e affinché l’io corretto sia incorporato in esso … ma questo non è proprio così. Con la costruzione dell’ambiente noi otteniamo la conoscenza del Creatore.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2012, Lo Zohar)

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