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“Diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno…..”

Dalla Torah, (Deuteronomio 28:37): “Diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno per tutti i popoli fra i quali il Signore ti avrà condotto.”

L’anima consiste di tre parti e quindi sente la propria sconfitta come “oggetto di stupore, di motteggio e di scherno”, in base alla forza di ogni parte.

Diventare un “orrore” tra tutte le nazioni significa diventare così opposti e disgustosi verso di loro che avranno paura di toccarti, di pensarti e anche di ricordare il tuo nome, per non dire, di avvicinarti.

Dopo tutto, invece della forza positiva, stai emettendo un’enorme forza negativa che porta orrore, dubbi interiori, repulsione e spavento.

Ho incontrato persone che hanno detto di me, “Non devi toccarlo, è un ebreo.” Esprimevano la loro paura, la repulsione e la mancanza di comprensione.

Diventare un “oggetto di stupore….” fra tutte le nazioni è lo stato opposto rispetto a ciò che esisteva fra i nazisti. Quanto una persona cerca di superare le proprie paure riceve il desiderio di sopprimere, annichilire e guadagnare potere su coloro che iniettano tali sensazioni in lei.

Questo è il modo con cui siamo governati dall’alto per portare il popolo di Israele allo stato corretto, per diventare “Una luce per le nazioni” e manifestare il metodo della connessione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 14/12/16

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Quando la raggiungerai, lo capirai

Domanda: Come è possibile capire a quale parte dell’anima ogni persona appartiene?

Risposta: Quando la raggiungerai, lo capirai. Se una persona è attratta dalla spiritualità e ha compreso che non c’è nessun’altra cosa al mondo per lei, a parte la connessione col Creatore e il suo posto nella creazione, saprà che questo è il segnale che ogni cosa è in ordine con la sua anima.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/03/17

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Un’anima

Domanda: Che cos’è un’anima?

Risposta: La definizione di “un’anima” ci aiuta a capire che siamo tutte parti di un desiderio comune che, in base al proprio volume e potere, assomiglia al Creatore. Inizialmente ci troviamo in uno stato egoistico, il che significa che vogliamo tutto solo per noi stessi.

Dobbiamo correggerci tutti in modo che tutto quello che vorremo, lo vorremo con l’intenzione di dare. A chi? Se il desiderio è uno e tutti noi siamo parte di un solo desiderio, dobbiamo dare al Creatore.

Quando diamo e concediamo al Creatore, il Creatore ci dà e ci concede, diventiamo compagni di viaggio e ci connettiamo a vicenda, questo è chiamato Dvekut (adesione).

Questo è in realtà lo stato che dobbiamo raggiungere, e questa è la ragione per cui tutte le persone del mondo, essendo parti di un’anima, hanno bisogno di aiutarsi a scoprire, raggiungere e ottenere lo stato dell’eternità, della completezza e dell’infinito, proprio come il nostro Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “Parlare dell’anima” 30/03/2017

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Come si consegue l’anima?

Una persona che affronta delle sofferenze cerca il significato della propria vita per molti anni. Tutto questo gradualmente costruisce in lei un sistema, un desiderio, un’aspirazione, una tensione interiore che crea una sensazione che la porta a voler scoprire la propria realtà spirituale.

Quando una persona raggiunge questo stadio nella propria vita, viene condotta sino alla saggezza della Kabbalah, alla saggezza della rivelazione del Creatore all’uomo nel nostro mondo, questa è l’anima.

Una persona comprende all’improvviso che ha trovato un metodo fantastico, una saggezza antica che ha alle spalle 6.000 anni di storia. Studiando questo metodo la persona vede che tutto ciò che la Kabbalah dice è vero. La saggezza ricopre il suo desiderio di rivelare la propria anima, il Creatore.

Quindi la persona impara come fare. Chiarisce le cose gradualmente e scopre che l’anima si riferisce alla costruzione del desiderio di dare ed amare gli altri, gli sconosciuti, incluso il Creatore, in modo del tutto altruistico, senza alcuna apparente ricompensa per sé, prendendo e cedendo ogni cosa, senza sapere a chi, per quale motivo o come, ma senza ricevere alcun piacere da questo.

Domanda: E’ questo quello che lei dice agli studenti principianti?

Risposta: A loro dico la verità. I principianti non hanno alcun luogo dove scappare. Il Creatore li riporterà qui. Il Suo piano è predeterminato.

Nonostante sia detto “Non mettere un ostacolo di fronte ad un cieco” io non considero ciò che dico un ostacolo perché tutti i timori che essi incontreranno lungo il percorso, alla fine verranno dimenticati. Essi desidereranno avanzare così tanto che balzeranno oltre gli ostacoli.

Se una persona affronta le cose con serietà, viene colta da pensieri del tipo: “Non ho comunque nulla in questa vita; non voglio vivere come un animale; non ha davvero importanza se la mia vita termina ora o fra 20 o 30 anni; io voglio donare tutto in modo da trovare tutto”.

Domanda: E’ considerata una rivelazione quando una persona capisce che la sua anima è nell’attributo della dazione, caratteristica che consegue quando non pensa a sé ma agli altri?

Risposta: All’inizio la persona non lo capisce. E’ solo quando inizia ad addentrarsi nel metodo e ad avvicinarsi a questo stato che comprende fino a che punto ciò sia del tutto immaginario ed impossibile da soddisfare. Per la persona il desiderio di dare a qualcuno ed amarlo, semplicemente non esiste. Quando esamina se stessa, la persona vede che è pronta per tutto ma non per questo. Questo è ciò che la convince che amore e dazione sono in effetti la strada giusta.

Ma come arrivare a questo? Qui scopriamo che questo si consegue tramite l’aiuto del gruppo e le azioni speciali all’interno del gruppo, quando gradualmente usciamo da noi stessi. E’ in base al livello dei nostri sforzi che iniziamo a ricevere aiuto dall’alto e pian piano ci rendiamo conto quanto importante e necessario sia tutto questo, quanto questa sia l’unica cosa che può esistere nelle nostre vite, dato che ogni altra cosa è programmata.

Quindi avanziamo gradualmente sperimentando varie restrizioni e pressioni. Ma ci è già chiaro che questa è l’unica strada, e sta a noi seguirla o meno.

Fondamentalmente tutte le nostre azioni per conseguire l’anima consistono nell’evocare e nel richiamare la forza che ci strapperà da noi stessi per metterci nell’ambiente, nel cerchio, nella decina nella quale mi scioglierò. Quindi l’incontro col Creatore avverrà nel centro della decina.

La decina consta di dieci uomini che hanno deciso di uscire totalmente dal proprio ego, di gettarlo oltre il confine del loro cerchio e di aspirare ad essere nel centro del cerchio, nel posto dove attrarranno solo l’aspirazione e l’anelito per il Creatore.

Domanda: E cosa fanno dieci donne?

Risposta: La stessa cosa ma le donne devono trovare dieci uomini dentro di sé. L’aspirazione per il Creatore è chiamata maschile. Questo lo capiremo più avanti. Rispetto al Creatore, comunque, noi siamo tutti donne.

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Dalla trasmissione di KabTV “Parlare dell’anima” 30/03/17

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Il corpo e l’anima dal punto di vista degli antichi filosofi e della Kabbalah

Commento: Come è noto, molti filosofi e kabbalisti hanno detto che molto tempo fa gli antichi greci avevano visitato la Giudea per imparare dai kabbalisti. Per esempio, il grande filosofo e matematico greco Pitagora ha scritto: “Le anime non muoiono mai, ma abbandonano una dimora per passare ad un’altra. Tutte le cose cambiano, ma nulla perisce. L’anima passa di qua e di là, occupando ora questo corpo, ora un altro … Come la cera che viene plasmata in diverse figure che vengono poi fuse, poi se ne stampano di nuove, ma è sempre con la stessa cera. Così l’Anima rimane sempre la stessa, ma indossa in tempi diversi diverse forme.”

La mia risposta: Si tratta della reincarnazione. Non posso dire se lui abbia capito in maniera corretta quello che è l’anima, ma ciò che ha detto è giusto.

Il mio maestro mi diceva che il corpo umano è come una camicia, che uno cambia, ma l’anima rimane la stessa.

Commento: Socrate ha scritto: “Così come tu non dovresti tentare di curare gli occhi senza la testa o la testa senza il corpo, così non dovresti trattare il corpo senza l’anima”.

La mia risposta: Nella Kabbalah, con la parola “corpo”, intendiamo il desiderio. Il nostro corpo fisico non viene preso in considerazione; esso non è nulla più di un animale.

Commento: Aristotele diceva: “L’amicizia è una sola anima che dimora in due corpi”

La mia risposta: È un detto meraviglioso. Il mio amico ed io siamo un tutt’uno, siamo separati solo dai corpi animali.

Nella Kabbalah, un amico significa una persona che è il mio partner nel lavoro spirituale, e tutto ciò che voglio paragonare al Creatore; io do a lui, e lui dà a me, e ci esercitiamo insieme su come uno attraverso l’altro possiamo diventare simili al Creatore. Allora si crea fra noi un campo di reciproca dazione e amore, in cui il Creatore si rivela.

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Dalla trasmissione di KabTV “Parlare dell’anima” 30/03/17

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Aderire all’eternità

Dalla Torah, (Deuteronomio 23:14 Bibbia Ebraica): “E insieme ai tuoi arnesi deve essere a tua disposizione un piolo, e deve avvenire che quando ti accovacci di fuori, devi quindi scavare con esso una buca e voltarti e coprire i tuoi escrementi”.

Domanda: Perché dobbiamo coprire i nostri escrementi?

Risposta: Tutti i rifiuti umani, inclusi i corpi senza vita, devono essere sepolti in modo da completare un percorso.

Alla fine della vita di ogni persona, tutto dovrebbe innalzarsi, i rifiuti del corpo ed il corpo stesso, dal quale tutta l’energia spirituale scompare dopo la morte e che rimane solo a livello inanimato, per cui deve essere come la terra.

Contrariamente alle tradizioni di altre nazioni che imbalsamavano le mummie, sin da subito gli ebrei hanno iniziato a seppellire il corpo morto, così che potesse marcire. Questo è stato considerato giusto in quanto il corpo animale simboleggia l’egoismo che rimane dalla persona che era in vita. Esso deve dissolversi e diventare cenere disintegrandosi completamente in diverse parti.

La materia vivente gradualmente discende al livello inanimato. Alcune comunità ebraiche usavano persino mettere della calce nelle tombe, così che i corpi si decomponessero più in fretta.

Domanda: Significa che l’atteggiamento nei confronti del corpo dovrebbe essere puramente biologico?

Risposta: Il corpo non conta nulla, deve comunque morire. Nel nostro mondo dovremmo usarlo solo tanto quanto ci è necessario per l’ascesa spirituale. Non ha altro valore.

Se hai l’opportunità di correggere un qualche difetto del tuo corpo, dovresti correggerlo. Se serve per la correzione generale, allora fallo, vai dal dottore, prendi delle medicine, ecc. L’atteggiamento verso il corpo deve essere puramente utilitaristico, così che esso ci possa dare l’opportunità di aderire all’eternità mentre siamo ancora nella vita terrena.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 19/10/16

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Siamo protetti dall’alto?

Vi sono due livelli di connessione col sistema del governo superiore. Al livello normale una persona non può autonomamente influenzare il sistema superiore in alcun modo; la persona agisce in esso istintivamente. Il sistema dall’alto, invece, opera un’influenza sulla persona ed essa istintivamente reagisce a questa influenza, dato che è connessa al sistema in innumerevoli modi.

Comunque è possibile avere un maggior livello di connessione col sistema del governo superiore ed i kabbalisti l’hanno raggiunto. Non sono necessari alcun oggetto o azione esteriore per questo, poiché questo è un processo interiore, del quale un individuo fa esperienza.

Domanda: Ma la tradizione dell’ebraismo non consiste solo di azioni esteriori; non vi sono forse radici più profonde?

Risposta: I comandamenti hanno radici ma le azioni fisiche non hanno energia spirituale. Non dobbiamo credere che la forza superiore sia contenuta nella mezuzah. La mezuzah rappresenta semplicemente questa forza e ci aiuta a conoscerla. Essa ci mostra che una certa forza chiamata “mezuzah”, che protegge la “dimora”, esiste in natura. E quella che noi chiamiamo “dimora” è l’anima. Così noi comprendiamo che vi è “un’anima” e che all’interno di essa vi è una “mezuzah”. In questo modo veniamo iniziati ai concetti spirituali.

Non vi è divinità nella mezuzah fisica posta sullo stipite della porta d’ingresso. Essa semplicemente indica una forza nel mondo spirituale, uno specifico ruolo del Creatore nei confronti delle anime. Tutta la sua divinità è contenuta in questo concetto. Nel nostro mondo non vi è divinità. La mezuzah è un simbolo che ci mostra che se costruiamo la nostra anima, allora all’interno di essa vi sarà una speciale energia protettiva chiamata “mezuzah”.

Domanda: Cosa significa costruire un’anima?

Risposta: Costruire un’anima significa operare una correzione: la restrizione del nostro desiderio, lo schermo e la Luce di Ritorno. Per fare questo abbiamo bisogno della connessione con gli altri, dobbiamo essere almeno in dieci, “Minyan” (il gruppo di dieci) ed essere nel giusto tipo di connessione tra di noi, così costruiamo l’anima, la “dimora”.

Tutti i comandamenti di questo mondo sono solo simbolici. Prova ne è che Abrahamo distrusse tutti i simboli, perché la gente iniziava ad attribuire loro poteri spirituali ed a venerarli come idoli.

Ma in realtà questi oggetti rappresentano semplicemente azioni spirituali che le persone devono compiere: costruire una connessione con gli altri al di sopra dell’egoismo di ciascuno, per creare all’interno di questa connessione un luogo per la rivelazione della forza superiore della dazione e dell’amore che dimora fra di loro. Questo è lo scopo dell’azione spirituale: connettersi con gli altri al di sopra dell’egoismo personale. Questo è chiamato amore.

Domanda: Se io faccio questa azione, connettendomi con gli altri, attraggo una forza protettiva su di me?

Risposta: Certamente! Ma tu non penserai più a questo perché acquisirai la forza dell’amore e tutti i tuoi obiettivi punteranno ad aiutare gli altri, in modo da “vivere” dentro di loro e fornire loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Questo viene detto “ama il prossimo tuo come te stesso”, quando sei disposto a dargli anche l’unico cuscino che hai per dormire. Solo questa forza ci protegge nella vita, non vi è altra protezione.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life #819” 26/01/16

I grandi kabbalisti sono anime speciali

Domanda: Come hanno fatto i grandi kabbalisti quali l’Ari, il Baal HaSulam, il Rabash ed altri ad accedere alla percezione del mondo superiore senza un gruppo e senza un insegnante? Oggi c’è molto materiale che non era disponibile in passato e vi sono condizioni favorevoli che non esistevano prima. Ma, nonostante tutto questo, è molto difficile superare il confine fra il nostro mondo ed il mondo spirituale.

Risposta: Innanzitutto non possiamo paragonarci ad Ari, Ramchal e Baal HaSulam. Vi sono anime speciali che giungono in questo mondo perché occupano posti particolari nell’anima collettiva, come il cuore, i polmoni o il fegato nel corpo umano, ad esempio. Queste sono parti senza le quali il corpo non può esistere.

Vi sono anche organi di importanza secondaria, la cui funzione non è imprescindibile per l’operatività dell’intero corpo, e che fondamentalmente eseguono le istruzioni degli altri organi.

Impariamo che il nostro corpo è costruito ed organizzato come un’anima. Ha un cervello, ossa, tendini, carne e pelle, tutte le parti del corpo dalla testa ai piedi, interne ed esterne, proprio in accordo con la struttura dell’anima.

Quindi vi sono anime che discendono nel nostro mondo e vengono sviluppate in esso in base a leggi speciali per loro. Consideriamo come si sviluppa un feto nel ventre materno, prima si sviluppa una parte, poi un’altra, dopo questa un’altra parte e poi ancora la prima parte. In generale si tratta di un ordine molto interessante.

La saggezza della Kabbalah studia questo ordine e lo spiega. La medicina, più semplicemente, ci indica i fatti che osserva ma non più di questo, mentre la saggezza della Kabbalah ci fornisce una spiegazione precisa sul motivo per cui parti diverse del corpo si sviluppano in tale maniera in tempi diversi e secondo un particolare ordine sequenziale.

Quindi Ari, Baal HaSulam, Rashbi, RABASH ed altri grandi Kabbalisti erano anime speciali, giunte nel nostro mondo per lasciare il loro segno di continuità quale base dell’anima collettiva, mentre noi non possiamo considerarci come loro.

Se noi avessimo le stesse caratteristiche che hanno avuto loro, ci comporteremmo e percepiremmo questo mondo in modo del tutto differente. Noi siamo semplicemente parti dell’anima collettiva e tutto il nostro lavoro può essere riassunto nella mutua connessione, come descritto da Mosè.

E’ scritto nella Torah che Mosè si è sviluppato in un modo speciale. Batya, la figlia del Faraone, lo trovò in una culla che galleggiava sull’acqua. Batya lo chiamò Mosè, da una parola che significa “trarre fuori da”, quando lo trasse fuori dal Nilo. Lo portò al palazzo reale e lui venne allevato come un principe, il nipote del Faraone.

Quando Mosè crebbe, divenne un grande Kabbalista e portò i suoi fratelli fuori dall’Egitto. Nel momento in cui fece questo, il suo patrigno Jethro, Re di Midian, grande capo e sacerdote dei Midianiti, andò da lui. Il Re insegnò a Mosè come ricostruire l’intero sistema e Mosè lo ascoltò e suddivise tutte le persone in decine, centinaia, migliaia e così via. Ciascuno doveva conoscere il proprio posto e lavorare sulla connessione con gli altri. Da allora è abitudine fare così.

Persone speciali come Mosè hanno avuto la possibilità di accedere al mondo superiore in un modo del tutto speciale, che includeva la scoperta del Creatore, mentre noi lavoriamo come ci dice la Torah, raggruppandoci in decine, le decine raggruppandosi in centinaia, le centinaia in migliaia e così via. In questo modo noi invitiamo la Luce Superiore ad influenzarci. Essa ci eleva e ci purifica e noi conseguiamo la scoperta del mondo superiore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 30/10/16

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In che modo la fede cambia le persone?

Domanda: Che tipo di cambiamento qualitativo si verifica in una persona quando questa acquisisce la fede di cui parla la Kabbalah, la fede al di sopra della ragione?

Risposta: Il cambiamento avviene nella misura in cui la persona acquisisce la fede, il che significa nella misura in cui consegue la caratteristica della dazione, comincia a sentire un mondo che le era nascosto, la forza superiore occultata che viene chiamata il Creatore. Quando una persona acquisisce la caratteristica della dazione, comincia a sentire che esiste nello spazio della forza superiore e si allontana dal tempo, dal movimento e dal mondo esterno, perché nel mondo superiore non esistono queste limitazioni.

La nostra vita terrena può essere chiamata bestiale perché esiste sui livelli inanimato, vegetale, e animale. Il livello di Adamo è al di sopra di questi livelli. Quindi, una persona che vuole raggiungere il mondo superiore inizia a sentire la sua vita terrena solo come un supporto, come la condizione per raggiungere il mondo superiore. La sua vita in questo mondo potrebbe finire da un momento all’altro, invece ciò che lei raggiunge nel mondo superiore le rimane accanto; lei esisterà all’interno di questo mondo e continuerà a salire ulteriormente nei livelli dello sviluppo spirituale.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 25/09/16

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Superare Le Offese Con L’Amore

L’anima è il nostro desiderio di raggiungere la correzione ed è connessa ai desideri delle altre persone in modo che non esistano più barriere a dividerci.

Questo desiderio condiviso lo proviamo come fossimo un tutt’uno e viene chiamato il vaso dell’anima. Il sentimento che riveliamo in questo desiderio comune, viene chiamato la Luce dell’anima o il riempimento dell’anima.

Ma dobbiamo mettere in ordine i nostri desideri e le nostre realizzazioni e, soprattutto, dobbiamo sempre assicurarci che essi siano diretti alla mutua dazione fra noi e alla generale dazione verso il Creatore.

Il vaso dell’anima è strutturato in modo che tutte le qualità inizialmente negative rimangano al suo interno e che le correzioni avvengano al di sopra di queste intenzioni. La rivelazione delle trasgressioni dell’egoismo e la loro successiva correzione ci portano a sentire la profondità della connessione fra noi.

Vediamo nel nostro mondo come, in ogni famiglia e in tutte le amicizie, sorgano continuamente vari problemi per via del nostro egoismo. E sino a quando il nostro egoismo non sarà corretto, attraverso l’esperienza delle liti e dei conflitti e poi della correzione a cui seguono ulteriori conflitti e correzioni e così via, non potremo essere sicuri di essere connessi gli uni agli altri.

Quindi la graduale rivelazione di tutti i problemi è necessaria per poter correggere noi stessi continuamente e per connetterci gli uni con gli altri.

Coloro che progrediscono sentono ancora di più i vari problemi e le contraddizioni sino a non riuscire più a sopportarli. In questo modo il sistema generale, il sistema dell’anima, insegna loro come trovare la giusta connessione fra noi e gli indica dove si trovano. E così via sino alla fine!

Solo quando tutte le trasgressioni sono rivelate ed un amore unificato è rivelato sopra di loro, allora una persona è sicura di essere davvero giusta. E’ impossibile giungere a questo stadio se non abbiamo scoperto quello che c’è di perverso dentro di noi.

Il Creatore rivela questo dentro di noi; dopo tutto non c’è nulla di nuovo, tutto viene dalla sorgente delle nostre anime. Tutti i “crimini” sono dentro la persona, ed essa è obbligata a rivelare questa cosa. La rivelazione avviene per gradi, non immediatamente, secondo le qualità, le abilità e le relazioni con il mondo che gli vengono concesse. Qui deve essere in connessione con il Creatore, grato verso di Lui, e deve coprire tutto con l’amore.

Una persona non riceve ciò che non è in grado di sopportare. Il male viene rivelato solo una volta che il Creatore ci fa vivere determinate circostanze, in modo che ognuno possa innalzarsi al di sopra del male stesso, superarlo e coprirlo con l’amore.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 6/07/16

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