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Corpo e Anima

Dr. Michael LaitmanDomanda: Com’ è collegata l’anima al corpo?

Risposta: Esiste solo l’ anima; consideriamo che il nostro corpo e tutti gli altri organi fisici attorno a noi sono esistenza immaginaria, dati per creare l’inizio di una connessione altruistica tra noi, in modo che non creiamo una connessione egoistica tra noi ma una connessione altruistica, e per il grado che si è creato, il nostro corpo (e tutta la fisicità nel suo complesso) assumerà sempre meno spazio nella nostra coscienza, fino a scomparire del tutto dalla nostra sensazione.
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Il vero scopo del cervello umano

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da Slon): “Il nostro cervello non riceve, non elabora e non capisce le informazioni. Il cervello non è una struttura rigida e omogenea, che gestisce ciascuna delle informazioni. Il nostro cervello non è un computer con blocchi separati.

“Il cervello è costituito da singole cellule – neuroni. I collegamenti delle informazioni in esso sono chimiche – in forma di entrata e di uscita degli ioni.

“Non potremmo capire senza il cervello, ma il cervello non potrebbe capire senza di noi.

“La nostra capacità di interagire con il mondo è il risultato delle attività di generazioni di creature viventi che cercano di stabilire un contatto con esso. Siamo un insieme di cellule viventi che hanno imparato questa interazione; siamo organizzati in gruppi e sistemi, che coordinano la nostra attività. L’argomento più importante della psicofisiologia è quello di esplorare il lavoro del cervello e dei suoi contenuti contemporaneamente.

“Il cervello è una struttura elettromeccanica; che non può capire nulla – la comprensione è dentro di noi.

“Non possiamo mettere una foto del mondo fisico nel nostro cervello – l’immagine “crollerebbe a pezzi” a livello della retina. Quindi, quest’immagine viene ricostruita di nuovo, e noi siamo gli artisti di ciò che vediamo.

“Il nostro cervello ha qualcosa di più della struttura del cervello stesso. Noi finiamo la costruzione dell’ambiente, in conformità con l’esperienza interiore. La nostra testa contiene più di semplici neuroni – che riproducono un modello del mondo esterno, che è dettagliato e dinamico.

“Cioè, il cervello può controllare qualcosa nell’ambiente esterno attraverso la sua attività e può entrare in contatto con il mondo esterno.”

Il mio commento: Non esiste alcun corpo. C’è solo desiderio e mente, e con l’essere umano il risultato della loro combinazione corretta. Quello che vediamo come mondo è etereo, irreale, e non esistente. L’immagine che vediamo nel cervello ci appare come l’unica cosa che esiste veramente.

L’immagine del mondo è dipinta dentro di noi, secondo la nostra somiglianza con la sola forza superiore. Vediamo la differenza tra le nostre proprietà e le proprietà della forza superiore. Questo è il linguaggio interno del cervello, che dopo lo disegna per noi in immagini.
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La vita eterna all’interno della connessione integrale

Dr.Michael LaitmanSiamo all’inizio della correzione della natura umana e della correzione del mondo. Il metodo di Abramo ci insegna che una persona deve salire oltre la sua natura e connettersi con gli altri in una forma tale in cui si crea un cerchio.

La vita eterna all'interno della connessione integrale

Se ognuno dovesse abbandonare se stesso e aderire al centro della connessione generale comune, con questo creeremmo un potere unico, un senso addizionale speciale. Come se indossassimo un paio di occhiali nuovi che consentissero di vedere il mondo tramite una visione integrale che non appartiene a me personalmente.

Nella vita normale siamo costruiti in modo tale che io vedo quello che è utile o dannoso per il mio desiderio di ricevere. E quello che non incide sul mio ego non mi riguarda, quindi non vedo, non sento, e non scopro questo.

Intorno a noi ci sono creazioni intere di sistemi e mondi, ma non li sentiamo. I nostri sensi di vista, udito, olfatto e tatto non percepiscono questa realtà, perché si trovano su un livello completamente diverso.

Però quando ci connettiamo insieme, ognuno con gli altri, acquisiamo il senso integrale condiviso di uno per tutti. Questo senso è chiamato la Neshama (anima). E cominciamo a sentire la vita in un’altra dimensione che non dipende dal corpo o dalla sua vita e dalla sua morte.

Acquisisco un senso integrale che non si trova nel mio corpo, invece, io mi trovo in esso! E così non fa nessuna differenza se il mio corpo vive o muore. Nulla fa differenza per me, per davvero sono salito ad un altro livello di esistenza.

All’inizio ci siamo sviluppati sul livello dell’immobile, e dopo di questo, il livello vegetale. Poi abbiamo raggiunto il livello dell’animato e stiamo vivendo in quel livello attraverso i nostri corpi. Ora dobbiamo salire al livello del parlante, ma non sappiamo ancora che cosa è questo livello. Però salire ad esso è possibile solo a condizione che tutti ci connettiamo e ci uniamo. Questo rende possibile per noi uscire da noi stessi e alzarci oltre i nostri corpi.

Allora la saggezza della Kabbalah parla della nostra connessione generale nel punto centrale del nostro rapporto. Questo è il modo in cui ognuno di noi acquisisce il sesto senso.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno” Primo Giorno 09.05.2014, Lezione 1)

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Da un cerchio nel mondo spirituale

Domanda: Una combinazione di persone nel cerchio integrale forma una nuova forza, l’integralità, questo significa che le menti e i sentimenti delle persone sono combinati insieme?

Risposta: Essi non sono semplicemente combinati insieme, ma, piuttosto, la mente e i sentimenti sono integrati tra loro. Pertanto, essi formano una nuova, fisica, forza integrale. Questa non è solo una somma, ma piuttosto una somma di tutti gli sforzi comuni di superare se stessi per connettersi agli altri, si tratta, cioè di una forza spirituale.

Spirituale significa “lontano dall’egoismo“, perché tutti devono salire per iniziare il collegamento con gli altri.

Tutti i nostri piccoli sforzi si accumulano insieme. Poi, dalla nostra connessione, cominciamo a percepire qualcosa di nuovo. È molto buono, gentile, piacevole e sicuro.

Diciamo che dieci persone sono sedute in un cerchio. Tuttavia, durante la discussione, non costituiscono solo una combinazione di dieci persone, ma è moltiplicato per un numero infinito. Questo perché, quando mi annullo per connettermi con uno e un altro e un terzo, e che, a sua volta, loro fanno lo stesso, in questo modo, ciascuno di noi riceve il desiderio integrale. Quindi, con questo desiderio integrale, noi, di nuovo, “entriamo” uno nell’altro in un’ esperienza, e, in questo modo, formiamo una molteplicità di moltiplicazione. È come se ci tirassimo per i capelli dal nostro mondo al mondo spirituale.

(Da Kab.TV “Segreti Professionali” del 10.02.2013)

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Il modo per sentire l’anima collettiva

Domanda: Lo stato del mio gruppo è uguale a ciò che acquisiamo con lo “Schermo“? Lo stato del gruppo è lo “Schermo”?.

Risposta: Quando spingo il mio ego, il mio “io” lontano da me, e voglio prendere parte al gruppo con tutta la mia volontà, allora conseguo il mio stato corretto. Se ognuno di noi fa la stessa cosa, allora incominciamo a creare ciò che è chiamato un “gruppo”.

Questa intenzione condivisa che è la somma (?) delle nostre intenzioni (Kavana), è chiamata “Neshama” (Anima). E’ completamente nostra.

Con la divulgazione del metodo integrale, il 99% dell’umanità inizierà a percepire quest’anima attraverso di voi. Tutto ciò che si trova sopra di voi è il gruppo, compresi i Kabbalisti delle precedenti generazioni e tutti coloro che sono veramente più in alto di voi. E tutto ciò che si trova al di sotto di voi è il 99% dell’umanità. E voi diventate il canale, il conduttore, tra il livello superiore e quello inferiore.

Domanda: E’ possibile dire che nel preciso momento in cui inizio a sentire che le informazioni stanno passando da me a loro, il gruppo incomincia a formarsi? E’ come se io fossi responsabile per coloro verso i quali faccio divulgazione, ed essi entrano automaticamente nello stato di gruppo?

Risposta: Essi sono collegati a te, diventano parte del sistema generale del mondo, sebbene non consciamente, come dei bambini piccolini. E lentamente, nella misura della loro partecipazione a questo, essi raggiungono la consapevolezza, la sensazione dell’anima collettiva.
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(Dal congresso in Stoccolma “Gioia ed Unione” 1° giorno 30.08.2013, Lezione 2)

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“Falsi ricordi piantati nel cervello”

Notizie (da The Sydney Morning Herald): “Non solo i ricordi falsi o sbagliati sono comuni nella vita normale, ma dei ricercatori hanno scoperto che è relativamente facile produrre dei ricordi, delle immagini o delle parole false nei soggetti umani[...]

“Ora, gli scienziati del Riken-MIT Centre for Neural Circuit Genetics del Massachusetts Institute of Technology dicono di aver creato dei falsi ricordi in un topo, estrapolando così delle dettagliate indicazioni su come questi ricordi possono essere formati nel cervello umano.

“Steve Ramirez, Xu Liu e altri scienziati, guidati da Susumu Tonegawa, così si leggeva giovedì sul giornale Science, hanno fatto in modo che un topo si ricordasse di aver subito uno shock in un posto, quando, in realtà, gli era stato praticato uno shock elettrico in un posto completamente diverso.

“A questo livello dell’attività celebrale, ha detto, ‘la differenza tra un topo e un umano è assolutamente piccola.’ La parte del cervello nel quale si trovano i ricordi è una zona dell’Ippocampo chiamata dentate gyrus, che è uguale nel topo e negli umani.

“Tonegawa ha detto che, poiché i meccanismi della formazione dei ricordi sono quasi certamente uguali nei topi e negli umani, parte dell’importanza della ricerca è stata ‘far sì che gli uomini si rendessero conto, ancora più di prima, di quanto sia inaffidabile la memoria umana’, soprattutto nei casi criminali quando c’è così tanto in gioco.”

Il mio commento: Tutto può essere modellato, tutto quello che succede nel nostro mondo, tranne l’esperienza spirituale, perché non è programmata nel cervello, nella mente, nel desiderio, e nei pensieri per “ricevere”, ma lo è nella proprietà della “dazione”- nell’anima.
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Un contatto con il campo di informazioni

Domanda: Nella società integrale la comunicazione tra le persone cambierà? Saranno in grado di passare a qualche tipo di sistema di comunicazione profondamente sensibile?

Risposta: Con il loro completarsi a vicenda, le persone creeranno dei dispositivi e dei meccanismi tali per la misurazione che sentiranno il livello successivo, il mondo, che oggi invece non sentono perché non siamo connessi gli uni agli altri.

Il fatto è che, nonostante la presenza della repulsione reciproca, non c’è attrazione tra di noi, il che significa che non ci sono due forze che lavorano per costruire l’immagine di questa creazione.

Una persona deve possedere un nuovo organo sensoriale chiamato “anima“. Unendosi in gruppi integrati, le persone trovano il contatto con l’anima e poi iniziano a comunicare con l’altro sul piano dell’anima generale – il campo informativo unificato a cui devono connettersi.

Pertanto, vi è la comparsa di un folto gruppo di bambini sensibili, perché l’umanità è oggi più preparata ad avere un contatto con questo campo d’informazioni.

Domanda: Possiamo aspettarci qualche evoluzione a livello di corpi biologici?

Risposta: No. Il corpo biologico esiste solo all’interno dei nostri sentimenti. Nella misura in cui i nostri sentimenti inizieranno a cambiare e diventeranno superiori, allora il corpo perderà gradualmente la sua importanza all’interno dei nostri sentimenti fino ad uno stato tale che tutto il mondo comincerà a sparire come in una nebbia. Fisici e psicologi stanno già parlando di questo. Queste sono affermazioni puramente scientifiche.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 20.03.2013)

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Perché cresce la popolazione mondiale?

Domanda: Qual è il modo più semplice per spiegare alle persone più lontane dalla Kabbalah che l’anima è eterna e immutabile malgrado il fatto che la popolazione mondiale é in crescita?

Risposta: La popolazione mondiale cresce come risultato della frammentazione addizionale dell’anima comune. Siccome stiamo cadendo sempre, perdendo il nostro supporto spirituale sempre di più, allora l’egoismo diventa maggiore. Affinché noi possiamo correggerla in modo più semplice, le particelle dell’anima stanno diventando sempre più piccole. Altrimenti, non saremo in grado di far fronte allo stato di egoismo così enorme.

L’anima è una per tutti, e tutti noi siamo sue particelle. Nella misura in cui siamo in grado di adattarci insieme noi scopriamo questa proprietà, questo vaso, chiamato “l’anima”.
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(Dal Congresso in Krasnoyarsk 14.06.2013, Lezione 2)

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Una famiglia nella quale tutti sono amati

I nostri desideri sono divisi in due:

• desideri “Animali” —relativi al cibo, sesso, famiglia
• desideri “Umani” — relativi al denaro, rispetto, e conoscenza.

In ogni circostanza, sia gli uni che gli altri riguardano il nostro mondo; in essi non c’è nulla di spirituale.

Rispetto al gruppo più basso di questo mondo, si può dire che questi sono desideri “personali”. E quelli superiori sono desideri “sociali”. E sopra, tutti noi siamo un’unica famiglia. In ogni situazione, tendiamo a questo.

Domanda: Quali di questi desideri risvegliano in noi la maldicenza e il pettegolezzo?

Risposta: In particolare i desideri del rispetto e del controllo.

Domanda: E come ci sforziamo in tutto questo per essere una sola famiglia?

Risposta: Con un linguaggio crudo: metti a tacere la bocca e chiudi le orecchie, per indurire il cuore. Questo è il lavoro. Nessuno chiede agli altri di essere corretti, ma è necessario comprendere il bisogno della correzione e volerla, o almeno aspirare a questo desiderio. Tu vedi se il desiderio è pronto, allora dal punto di vista della Luce, non ci sarà alcun intoppo. Elevo, così come è chiamata, una “preghiera prima della preghiera”, un desiderio per il desiderio.

Domanda: In che modo i miei pensieri negativi dividono la famiglia che vogliamo costruire?

Risposta: E’ lo stesso che scavare un buco sul fondo di una barca condivisa. Vedi, un solo buco è sufficiente per affondare tutti. Inoltre, anche se io non aggiungo il mio sforzo, la situazione è comunque dannosa. Dobbiamo volere con tutte le nostre forze di essere una sola famiglia. In questa famiglia non ci sono belli e brutti, saggi e stupidi, buoni e cattivi; il Creatore ci mette insieme, e noi abbiamo solamente bisogno di amarci a vicenda. Tutti sono belli, tutti sono saggi, tutti sono buoni, tutti sono amati.

Domanda: Il nostro gruppo è un unico Partzuf. Anche in esso esiste la stessa divisione dei desideri?

Risposta: Se già siamo un unico Partzuf, allora tutti i nostri desideri particolari sono mescolati insieme, sono inclusi in quelli degli altri. In generale, stiamo lavorando come se fossimo un conto cointestato. Ed in questo conto ognuno riceve un diverso Partzuf, diverso da com’era prima. Con questo merito, i desideri in ognuno sono integrati in una nuova forma. In questo modo siamo uniti dai pensieri e riceviamo un’immensa forza che ci guida in avanti, tanto positivamente quanto negativamente.

Domanda: Quali sono i minimi desideri obbligatori del gruppo?

Risposta: Io non dispongo di nessun posto da cui acquisire nuovi desideri spirituali se non sono incluso dentro il gruppo e non incomincerò a ricevere un nuovo “modello” dagli amici. Non ho altre possibilità. In generale, in base al livello di avanzamento, costruiamo piano piano un Partzuf, che comprende e copre tutti insieme.

Malchut del mondo di Atzilut di per sé è un punto nel quale non c’è nulla, un spazio vuoto, nel quale entriamo e ci uniamo gli uni agli altri. Tutti si sforzano di lavorare per il bene degli altri, e allora avremo una richiesta condivisa per la correzione (MAN).

Supponiamo che cinque uomini siano riuniti, ognuno ha una parte, un desiderio, pronto ad unirsi con gli altri. Malchut de Atzilut connette tutte queste parti, se ne prende cura, le aiuta a contrarre tutto il resto, e costruisce con esse un unico desiderio condiviso che ancora non si è realizzato. Questo è ciò, si alza per ricevere il Masach (schermo) che, in conclusione, tutti ricevono. Da questo Masach ognuno riceve indietro quello che ha investito.

In questo modo, tutti lavorano in base ad un unico desiderio. In base a questo principio, abbiamo l’interazione che esiste tra i neuroni nel cervello, tra le cellule del corpo, le sinapsi, che stabiliscono diverse interazioni con ogni azione, e così via. C’è un solo principio in tutto: raggiungere un desiderio comune, metterlo in pratica, e prepararsi per il passo successivo. Ogni stato, ogni momento di questo percorso, non è come il momento precedente, e alla fine li connettiamo tutti.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Una discussione tra due desideri

Domanda: Il punto nel cuore è collegato al nostro corpo fisico?

Risposta: Il corpo è controllato dal desiderio. Talvolta mi trovo senza forze, addormentato, incapace di costringermi a muovermi. Allo stesso tempo, il mio corpo è in salute, la mia pressione sanguigna, il mio cuore, i polmoni, tutto è a posto, allora perché non riesco a muovermi? Perché non ho alcun desiderio. Non voglio nulla, è una specie di sentimento di malinconia. Talvolta, anche se ho la febbre alta e sento i brividi, corro come un matto per tutto il giorno per risolvere qualche problema.

Il desiderio guida la carne verso l’azione. Ciò significa che ci rivolgiamo alla saggezza della Kabbalah e arriviamo alla lezione non con il nostro corpo ma con il nostro desiderio.

Il corpo è solamente un “animale” che portiamo con noi. Il cane è disteso sul tappeto vicino alla poltrona del suo padrone, e così accomodo il mio corpo sulla poltrona. Io, tuttavia, sono il desiderio. Il modo in cui lavoro con me stesso, il modo in mi “formatto” è il modo in cui funziona il mio corpo. E’ semplicemente una “macchina biologica”, e se gli viene data una sufficiente motivazione, allora anche con la febbre alta avanzerà verso il traguardo con me.

In ogni caso, il desiderio decide e stabilisce cosa fare, mentre il corpo realizza l’ordine. Quindi, la prima cosa di cui preoccuparsi assolutamente è il desiderio e non il corpo.

Inoltre, si può penetrare più a fondo nel punto nel cuore e lavorarci al di sopra del desiderio e del corpo. In questo modo si lavora “contro” il desiderio ed il corpo, ed il punto determina tutte le nostre azioni scegliendo cos’è più importante in assoluto.

Dunque il desiderio ed il punto nel cuore sono in continua discussione dentro di noi. La discussione nasce dal fatto che il punto è un altro desiderio, la brama per il Creatore. Alla fine, c’è una continua battaglia tra i due, ma il corpo non “interviene”. Agisce secondo il desiderio della parte vincente, che sia il desiderio del cuore o del punto nel cuore…

Questo punto si è già risvegliato in alcune persone, ed in altre sta ancora dormendo sepolto sotto l’ego del corpo. Trovandosi al centro del cuore (•), deve “emergere” ed elevarsi al di sopra del cuore. Proprio come il verme, nell’esempio che ci dà Baal HaSulam, deve uscire dalla verdura. Il periodo di preparazione dura per migliaia di anni al livello delle “nazioni del mondo”, fino a che il punto non si eleva per mezzo delle sofferenze. Una volta uscito, inizia il vero lavoro con esso, e a questo punto le persone vengono da noi, da Bnei Baruch (BB).

Per quanto riguarda “le nazioni del mondo” ci sono delle semplici fasi lungo il percorso. Tutti apparteniamo al sistema generale, ma oggi ci viene data l’occasione di avanzare coscientemente. Questo è ciò che ha fatto la Luce che Corregge (la Luce Circostante). Perché? Non lo sappiamo ma, in generale, il processo avviene secondo l’ordine di manifestazione dei Reshimot ( i geni spirituali).

Durante la frantumazione, i Reshimot superiori sono caduti nei punti più bassi. Ora, il risveglio è iniziato e adesso tutto dipende a quale Reshimot un uomo appartiene, da qual è la radice della sua anima. Allora, egli scoprirà questa radice e conoscerà tutti i dettagli del suo percorso. In ogni caso, questo percorso non dipende da nessuno personalmente. Tutti noi funzioniamo in base ad un ruolo che dobbiamo compiere.

Domanda: Talvolta mi sento come se fossi superiore a coloro che non si sono ancora “risvegliati”…

Risposta: Questo succede perché la Luce non ha operato su di te a sufficienza. Stai ancora giudicando in base al tuo ego. Diversamente, non saresti capace di sentirti superiore a nessuno, nemmeno ad una formica. Infatti, percepiresti il Creatore in tutto. Egli è dietro ad un certa persona o ad un’altra, Egli è davanti a noi e non possiamo insultare o non avere rispetto di nessuno. Anche nei nemici più grandi che provocano i problemi più grandi e minacciano le nazioni e gli stati, si deve vedere solamente il Creatore; queste situazioni ci spingono a svegliarci e a correggere la connessione con Lui al di sopra della situazione presente. E’ Lui che ci ha messo gli ostacoli davanti, e l’intensità dell’interruzione indica con quale forza possiamo essere connessi a Lui.

Perciò si dice: “Anche se l’uomo ha una spada affilata puntata alla gola, non dovrebbe mai smettere di sperare nella misericordia”
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.01.2013, “600.000 Anime”)

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