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Il mondo di una sola anima

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “La Pace”: In questo modo, nel nostro mondo, non ci sono nuove anime nel modo in cui si rinnovano i corpi, ma solamente una certa quantità di anime che si incarnano sulla ruota della trasformazione della forma, perché ogni volta si rivestono di un nuovo corpo e in una nuova generazione. Perciò, rispetto alle anime, tutte le generazioni fin dall’inizio della Creazione fino alla fine della correzione sono come una sola generazione che ha esteso la propria vita nel corso di parecchi millenni, fino a quando non si sarà sviluppata e corretta come dovrebbe essere.

Ed il fatto che nel frattempo ogni anima abbia cambiato il suo corpo qualche migliaio di volte è del tutto irrilevante, perché l’essenza del corpo stesso, chiamata “l’anima”, non soffre affatto di tutti questi cambiamenti.

Domanda: Come fa la popolazione della terra a continuare a crescere se il numero delle anime che si reincarnano di generazione in generazione è fisso?

Risposta: Le anime sono divise in base al numero dei corpi. In sostanza c’è una sola anima che è divisa in molte parti, ma questa divisione non esiste veramente e noi la percepiamo solamente in questo modo.

Infatti, la reincarnazione è un cambiamento di forma del desiderio di ricevere. Ci sono molte di queste reincarnazioni in ogni momento.

C’è solamente un’unica anima, che sembra rotta. Noi la vediamo dispersa in diversi corpi e divisa in sette miliardi di persone e inoltre ci sono anche gli animali, le piante, e le rocce inanimate. Il mondo intero è parte del desiderio di ricevere che affronta dei cambiamenti o reincarnazioni in questo desiderio.

Un Kabbalista scrive delle reincarnazioni del desiderio corretto al quale è fornito un Masach (schermo) anti-egoismo.

Domanda: Allora, qual è il significato del mondo fisico che vediamo, che cambia nel tempo?

Risposta: Il significato di questo mondo è perché sia usato correttamente per ascendere al livello spirituale, cioè, aggiungere l’essenza spirituale al quadro fisico che vediamo. In questo modo santifichiamo questo mondo che diventa spirituale.

Scopriamo le connessioni tra tutte le parti della creazione: la natura inanimata, vegetativa ed animata e, più importante, la natura parlante che è sempre più connessa attraverso i legami dell’amore e del sostegno reciproco, fino a quando non raggiungeremo il quadro della sola realtà complessiva.
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Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06.2015, Gli Scritti di Baal HaSulam

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La vita eterna è possibile!

Dr. Michael LaitmanDomanda: qual’è il segreto della giovinezza eterna?

Risposta: Il segreto dell’eterna giovinezza è correggere la propria natura egoista che ci forza ad occuparci solo di noi stessi, in altruista per poterci occupare solo degli altri.

E’ un approccio completamente diverso verso la vita e le persone. Tutti quelli che smettono di ricercare la vita eterna e la giovinezza per se stessi ed iniziano ad occuparsi degli altri vivranno per sempre. Infatti si diviene simili all’eterna, perfetta, infinita Luce della vita che riempie l’intero universo.

Una persona cambia la sua natura nella natura della Luce e si tramuta in un canale attraverso il quale la Luce scorre verso le persone. Egli riceve la luce solo per poterla convogliare ad altri.

Domanda: E nel frattempo non invecchia più?

Risposta: La nostra intera esistenza avviene nel corpo biologico, animale e per questo è così breve. L’esistenza eterna è possibile se sviluppiamo la forza dell’amore e della dazione, che è chiamata l’anima.

Una persona che ha ricevuto questo potere sente di appartenere all’eternità, ad un altra realtà, il mondo superiore, il “Giardino dell’Eden”.

Quindi, la morte del suo corpo fisico, questa materia fatta di proteine, non lo disturba.

Egli dovrà invecchiare e morire – questo è inevitabile e sarà sempre così. Ma durante la vita in questo corpo, una persona ha l’opportunità di rivelare la sua anima, di espanderla e di innalzarla ad un grado tale che attraverso la sua forza interiore di amore e dazione diventerà simile alla Luce, la forza generale dell’intera realtà, che è chiamata il Creatore.

Domanda: Questo ha qualcosa a che fare con la religione?

Risposta: Tutto questo non è collegato alla specifica Religione ed è invece accessibile a tutte le persone in ogni parte del mondo. La vita umana non è limitata dal corpo fisico che, prima o poi, è destinato ad invecchiare e morire. Questa vita materiale ci è data come un’occasione fortunata per sviluppare la propria anima durante l’esistenza nel corpo.

La persona comune sente tutto attraverso il suo corpo e quindi essere giovani o vecchi è importante così come il numero delle grinze della pelle. Invece noi stiamo parlando di uno sviluppo al di là del corpo biologico, animale, fatto di proteine, in un altro corpo – spirituale, ovvero il desiderio di dare ed amare, di occuparsi degli altri.

Questo desiderio è detto il corpo spirituale o l’anima. Durante questa vita in un corpo finisco abbiamo l’opportunità di sviluppare un corpo spirituale – il desiderio di dare. Allora, ci muoviamo con tutti i nostri pensieri, intenzioni e sentimenti nel corpo spirituale ed iniziamo ad identificarci con l’anima.

Nonostante il fatto che il nostro corpo fisico vive nel mondo proprio come tutti gli altri uomini, il nostro corpo spirituale diventa importante per noi. Ci preoccupiamo dell’anima e la sviluppiamo dando sempre meno importanza al corpo fisico sino a che questo non scompare dal nostro campo di attenzione.

Noi non sentiamo la sua morte fisica, come la gente di questo mondo. E giunge un tempo in cui ci separiamo completamente dal corpo visto che non abbiamo più nulla da fare con esso. Infatti abbiamo sviluppato la nostra anima ed attraverso di questa percepiamo l’esistenza dentro la forza della dazione e dell’amore. La Luce Superiore che riempie l’intero universo.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.06.2015

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Dove si trova l’anima?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ci sono state persone nel passato che hanno trovato la propria anima? Se è così, dove sono le anime di quelle persone?

Risposta: In tutte le generazioni, ci sono stati tanti Kabbalisti. Il primo di loro era Adam HaRishon (il primo Adamo) seguito da venti generazioni di Kabbalisti fino ad Abramo, dopo di lui è apparso Isacco, Giacobbe, Mosè, ecc …. fino al nostro tempo.

Tutti questi Kabbalisti hanno raggiunto una condizione straordinaria, un vaso speciale chiamato “anima” nel quale era rivelato un potere più alto e la vita eterna. Anche noi dobbiamo raggiungere questa condizione speciale.

Domanda: Dove sono le loro anime adesso?

Risposta: Qui affrontiamo la domanda: Che significa: “dove sta l’anima?” significa, per esempio, c’è un luogo dove dimora l’anima? Quando percepiamo la spiritualità, cominciamo a capire che non esiste una cosa come un luogo. Oggi, anche i fisici quantistici affermano che non ci sono cose come spazio, tempo, o movimento. Tutti questi parametri sono relativi; non vi è nulla di tangibile o reale in loro.

Quando smettiamo di assorbire nel nostro ego, andando al di fuori del nostro egoismo verso il nostro prossimo, cominciamo a sentire la realtà esterna oltre ai confini del nostro ego. Poi, tutta questa convenzione di tempo, movimento e spazio spariscono.

Domanda: Se moriamo prima di ottenere questo stato? Dopo tutto, tutti questi Kabbalisti che hai menzionato hanno vissuto mille anni fa.

Risposta: Muore il corpo, il livello animale, piuttosto che qualcosa che appartiene all’anima. Se durante la vita una persona raggiunge il livello di dazione al prossimo, si percepisce l’anima, questa sensazione dell’ anima viene acquisita. Questa parte di noi non muore mai.
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Dal Programma Radiofonico Israeliano 103FM, 10.05.2015

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Cosa succede all’anima dopo la morte?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa succede a una persona dopo la sua morte? Che succede all’ anima?

Risposta: Coloro che sono capaci di percepire la loro anima, questa vive dentro di loro perché essa non è collegata con la morte del corpo.

E per coloro che non hanno mai ottenuto la loro anima, resta solo una Reshimot (dall’ebraico “roshem” – un ricordo), che è un pezzo di informazione simile al DNA, un codice preciso che include tutto ciò di cui una persona consisteva.

Quando il corpo muore, questa parte informativa (Reshimot) deve connettersi con un corpo nuovo in questo mondo e ricominciare da capo. Ogni persona ha una Reshimot, che è la particella da cui eventualmente può sviluppare un’ anima.

Commento: Lei ha detto che le persone che hanno un’anima sono solo coloro che la costruiscono.

Risposta: Si è vero. Costruiscono dai loro desideri egoistici che sono basati sulle Reshimot, alcune particelle d’informazione che lavorano dentro il desiderio costringendo le persone a costruire l’anima.

Domanda: Che cosa ho? Che manca? Cosa dovrei costruire?

Risposta: Il nostro desiderio egoistico di ricevere è tutto quello che abbiamo. Però può essere che all’ improvviso un desiderio speciale si illumini in noi. Questo è il desiderio di percepire la nostra anima e capire perché viviamo, qual è lo scopo della nostra esistenza e la fonte della vita.

Significa che una Reshimot, quella piccola scintilla, il cosiddetto punto nel cuore, si sveglia dentro di noi. In questo momento, cominciamo a contemplare che cosa dovremo fare dopo, poiché quest’ aspirazione fa pressione su di noi e non ci lascia soli.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 10.05.2015

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L’anti-vita è la vittoria sulla morte

Dr. Michael LaitmanOggi percepiamo la vita solo come ricezione, assorbimento, consumo, acquisizione ed ottenimento per se stessi. Così andiamo avanti sino a quando non ne possiamo più di questa vita, andiamo in pensione, passiamo qualche anno in un ricovero per anziani e poi finalmente moriamo.

Ma c’è una possibilità di innalzarci ad un altro livello dell’esistenza: condurre una vita secondo la dazione e non secondo il consumo. E questo non attraverso la benevolenza e la carità, dove aiuti i poveri con dei soldi, ma piuttosto vivendo oltre il proprio ego. La vita oltre l’ego ci porta un sentimento di contro-vita, di anti-morte, come è detto “Ho visto un mondo sotto sopra” (Baba Batra 10b).

Esiste un’altra forma di vita parallela al nostro mondo. La saggezza della Kabbalah ci insegna come ottenere una nuova forma di esistenza. Questo è un rovesciamento della vita, non dentro l’ego che inghiotte ed assorbe tutto al suo interno, non dentro il desiderio di ricevere e di godere, ma entro il desiderio di dare, di amare.

Questo non è lo stesso amore egoistico a cui siamo abituati nel nostro mondo. L’amore è quando esco da me stesso e mi includo nei desideri degli altri, vivo in questi desideri senza tener conto di me stesso. Uno stile di vita come questo non è limitato dall’intensità del piacere che puoi ottenere.

Questo non è il piacere del corpo fisico, che non può mangiare e bere senza limiti. Nella dazione non sono limitato da nulla visto che esco verso gli altri. Non sono limitato dalla vita biologica del mio corpo ma sono fuori di esso e qui percepisco la mia vita.

Il mio corpo continua ad esistere ma è come se vivesse di fianco a me, come un animale addomesticato vive al fianco di un essere umano. La mia parte interna che esce da me stesso ed è inclusa negli altri è chiamata Adamo (uomo). E quella parte di me, quella biologica, bestiale, che rimane, vive come al solito.

Vive il tempo che gli è destinato, andando dai dottori sino a che non finisce al cimitero.

Domanda: Ma una persona che si Sforza con I problem fisici di ogni giorno non può essere interessata a questi elevati concetti come quelli di una vita oltre il corpo fisico.

Risposta: Ogni persona è occupata nelle stesse domande sulla vita e sulla morte. Anche nella vita ordinaria ormai è impossibile andare avanti senza connettersi alle giuste reti e senza bilanciare la dazione e la ricezione e senza connettersi agli altri con le giuste connessioni reciproche. La saggezza della Kabbalah ci obbliga a organizzare le nostre vite in questo mondo.
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Dal programma Radiofonico Israeliano 103FM, 8.03.2015

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L’anno del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 25:1 – 25:5: E il Signore parlò con Mosè sul Monte Sinai, dicendo, Parla con i figli d’Israele e tu dirai loro: Potete seminare il vostro campo per sei anni, e per sei anni potare il vostro vigneto, e raccogliere il prodotto. Però nel settimo anno, la terra deve avere riposo assoluto, un Sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo, ne poterai il tuo vigneto. Tu non devi raccogliere dopo la crescita del tuo raccolto, e non devi raccogliere le uve che avevi accantonato [per te stesso], [per] sarà un anno di completo riposo per la terra.

Al primo sguardo sembra che nella sezione settimanale della Torà Ba’har ci vengono date le leggi che ci dicono come lavorare la terra, far crescere le colture, e coltivare la terra. Però se esaminiamo questa sezione dalla prospettiva dei nostri desideri interiori che sono divisi nella natura inanimata, vegetale, animata, e parlante (i quattro livelli del desiderio egoistico), potremo capire come focalizzare noi stessi verso la correzione nel nostro lavoro spirituale.

I desideri sul livello della natura inanimata, per esempio, non si sviluppano o si sviluppano così lentamente che non sentono il loro sviluppo durante la loro esistenza, il che significa durante il ciclo intero della vita. I desideri che si mantengono su un livello fisso appartengono al livello della natura inanimata. Io non voglio cambiarli ma devo fare lo sforzo in modo da ottenere ciò.

Diciamo che devo costantemente amare e prendermi cura dei miei amici. Cioè, il mio livello di interazione con loro è costante e non-vivo perché non lo sviluppo. Però allo stesso tempo, il livello stesso si sviluppa perché costantemente lavoro sulla sua stabilità. Quando rimaniamo sul livello della natura il nostro carattere non cambia, ma saliamo a un livello ancora più alto. Dunque la nostra mutualità, amore, e la nostra incorporazione a vicenda, la comprensione che condividiamo e il supporto, costantemente cambiano.

Domanda: Significa che i rapporti reciproci fra gli amici diventano più forti se salgono ad un livello ancora più alto?

Risposta: Diventano più forti, ma sarà quando metto a fuoco tutte le mie azioni mantenendo la stabilità della natura dei nostri rapporti reciproci. Immaginate in quale misura il livello della natura immobile sia ora vivo poiché appartiene a me e non alla natura esterna che mi circonda.

Domanda: Allora che cosa simbolizza il nostro desiderio vegetale sul livello vegetale? La Torà dice: Puoi seminare il tuo campo per sei anni, e per sei anni puoi potare il tuo vigneto, e raccogliere il suo prodotto.

Risposta: Questo significa che elaboro il processo del livello vegetale del desiderio, che significa che includo tutti i miei pensieri e desideri indipendenti allo scopo di mantenere i rapporti con l’amico in una più forte unità bilaterale, in garanzia reciproca.

Li sviluppo sui successivi livelli quando li innalzo dal livello inanimato al livello vegetale e poi al livello animato ed al livello parlante. Su questi livelli io costantemente assicuro che tutte le mie azioni appartengano alla natura inanimata e questo è il modo in cui mantengo il livello fisso di rapporti reciproci.

Il settimo anno è un’azione molto speciale, nel quale grazie al fatto che ho lavorato su tutti i miei sei parametri (Hesed, Gevura, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod), ricevo dall’Alto il prossimo livello di ascesa.

Salto su di esso come un numero nel contattore senza qualsiasi sforzo addizionale da parte mia. Nel settimo anno non faccio nulla, perché tutto mi viene dall’Alto.

In altre parole, il livello della natura inanimata sembra solo come la natura inanimata a noi, poiché ne derivano tutti gli altri livelli. Per avanzare devo lavorare con il primo livello inanimato, il quale è simboleggiato dalla terra.

Poi devo lavorare con il livello del vegetale sulla terra, in modo da produrre frutti per nutrire me stesso. Allo scopo di farlo, aro e semino la terra con l’aiuto di un particolare tipo di livello animato (bestie) che fu creato in modo da poterlo usare allo scopo di svilupparci.

Quando riceviamo i frutti della terra dobbiamo usarli allo scopo di nutrire la terra in forma di concime. Questo viene fatto sia con il livello animato che con il livello vegetale. Poi li cambio in cibo per i livelli vegetale, animato e umano.

Si scopre che il livello immobile della natura nutre l’intero ciclo, e così quando arrivo al settimo anno non lavoro perché Malchut si connette e opera sulla Luce che Ritorna (Ohr Hozer) e tutto ciò che ho fatto irrompe da sotto. Così, quando connetto il lavoro fatto posso venire in contatto con il Creatore.

Questa è la ragione per cui il settimo anno si chiama l’anno del Creatore. Tutto ciò che ho creato dal mio sforzo viene versato in questo anno, ricevendo la potenza della Luce che mi alza al successivo livello. Non posso alzare me stesso. Quando internamente compio tutti gli sforzi sui quattro tipi di desiderio. Completo il lavoro e vado al livello successivo dove la stessa cosa succede ma in una qualità diversa ed io subisco un’esperienza totalmente diversa.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 16.07.2014

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Cosa succede alla nostra anima quando moriamo?

Dr. Michael LaitmanUna volta ho posto al mio maestro, Rabash, questa domanda: “Cosa succede alla nostra anima quando moriamo?” Ed egli rispose che è come quando ci togliamo una camicia sporca, alla fine della giornata, e la mettiamo in lavatrice….

Così, alla fine della nostra vita, togliamo il corpo dall’anima e lo gettiamo via. Il corpo marcisce, mentre l’anima continua a vivere. In fin dei conti noi restiamo in vita dopo esserci tolti una camicia sporca. Analogamente restiamo in vita anche quando ci togliamo di dosso il corpo fisico.

Domanda: Come fa l’anima a vivere senza un corpo?

Risposta: L’anima vive anche senza un corpo. Essa semplicemente lo accompagna senza toccarlo. L’anima esiste in un’altra dimensione che noi non possiamo percepire.

Nell’articolo “The Peace-La Pace” Baal HaSulam scrive: “Perciò nel nostro mondo non vi sono nuove anime in base al numero di corpi che si rinnovano, vi è bensì un certo numero di anime che si incarnano…. Di conseguenza, per quanto riguarda le anime, tutte le generazioni dall’inizio della creazione fino alla fine della correzione sono come un’unica generazione, che ha esteso la propria vita in un arco temporale di diverse migliaia di anni….”

Il periodo di sviluppo dell’anima in questo mondo ha una durata di 6000 anni. Questo sviluppo ha avuto inizio con Adam HaRishon (il primo uomo), che visse 5775 anni fa, e terminerà alla fine del periodo di 6000 anni. Ciò significa che ci restano 225 anni. In questo lasso temporale ciascuno di noi dovrà sviluppare la propria anima, cioè la propria parte dell’anima collettiva, e connettere tutti insieme in un’unica anima.

La saggezza della Kabbalah ci spiega questo intero processo. Quattordici miliardi di anni fa l’evoluzione materiale del nostro universo iniziò da una scintilla; essa fu usata per dare origine al “Big Bang”. Così iniziò l’evoluzione della natura inanimata. Due miliardi di anni fa apparvero le prime piante sulla terra, quindi gli animali e poi gli esseri umani. La specie umana si sviluppò fino a quando in essa nacque il desiderio di conseguire la fonte di questa vita, il mondo superiore, il livello successivo.

Lo sviluppo procede ed avanza dal livello inanimato a quello vegetale, a quello animale e poi a quello umano. Ed il livello umano deve conseguire un livello superiore, lo sviluppo della sua anima, ed elevarsi al livello successivo, il mondo superiore. Ed anche al livello superiore vi sono le fasi inanimata, vegetale, animale ed umana. Vi sono livelli spirituali che noi dobbiamo sviluppare per innalzarci ad un mondo ancora più elevato. E così noi ci muoviamo attraverso cinque mondi.

Domanda: Ne consegue che Adam HaRishon, che visse 5775 anni fa, ha sviluppato l’anima dentro di sé?

Risposta: Certo, per questo è chiamato Adam HaRishon.

Domanda: Questo significa che tutti noi dobbiamo sviluppare l’anima dentro di noi nei prossimi 225 anni?

Risposta: Sì tutti, senza eccezione, nell’arco di 225 anni o anche meno. Vediamo come questo sviluppo stia accelerando. Il tempo si sta ispessendo, è come se si restringesse e si comprimesse. Se non sviluppiamo l’anima dentro di noi, se non ci sproniamo allo sviluppo, saremo sottoposti a terribili pressioni da parte delle forze della natura, che ci obbligheranno tramite tutti i generi di disastri e problemi; ci spingeranno allo sviluppo dell’anima.

Lo sviluppo dell’anima può avvenire solo in questo mondo e, secondariamente, può essere rinnovato solo attraverso la connessione tra le persone. Attraverso la connessione tra noi diamo forma all’anima unica che è l’anima generale, comune a tutti noi.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 01.02.2015

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Una persona si può reincarnare come un gatto?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Mi posso reincarnare come un gatto nella prossima vita o potrò anche essere una persona?

Risposta: Una persona rimane sempre una persona, un uomo – un uomo, una donna, – una donna, ed un gatto – un gatto. La materia rimane sempre la materia.

Tutte le teorie e fantasie sulla reincarnazione delle anime in bestie varie, anche nelle piante, sono errate.

E in genere, l’anima non appartiene al corpo. Il corpo esiste solo per creare la condizione per sviluppare l’anima. Però nel grado in cui l’anima si sviluppa, il corpo comincia a ricevere le caratteristiche fisiche nuove, che ci aiutano a sviluppare ulteriormente l’anima. Tutto succede solo per questo scopo.

Domanda: Non capisco, che succede ad una persona dopo la sua morte?

Risposta: Non vediamo che succede ad una persona dopo che il suo corpo muore? Il corpo marcisce e si trasforma in polvere. Se una persona non sviluppa l’anima all’interno di se stesso, allora solo l’elemento cosciente dell’anima rimane, il quale deve di nuovo creare un corpo.

Domanda: Che succede se ho sviluppato un’anima?

Risposta: Se hai sviluppato la tua anima al livello necessario, il che significa che l’hai corretta assolutamente, poi non hai più bisogno di tornare a reincarnarti in questo mondo, e l’anima vivrà per sempre.

Domanda: Quell’ anima sarà il mio “sé”?

Risposta: Specificamente l’anima è il “sé”. Una persona è la sua anima, mentre il corpo è solo la materia che lo accompagna e lo aiuta a sviluppare l’anima.

Domanda: Allora perché qualche volta i Kabbalisti scrivono che una persona si reincarna in una bestia, per esempio un maiale?

Risposta: Questo è scritto metaforicamente. “Reincarnato come un maiale” significa che i desideri che giungono alla persona sono come quelli di un maiale, il quale aveva apparentemente abbandonato tanto tempo fa.

Come qualche volta nella vita di una persona lui si comporta come questo e lo chiamiamo un “maiale”. Nello stesso senso i Kabbalisti parlano di incarnazione in un maiale, significa che tali caratteristiche simili ad un maiale appaiono in una persona, ma è chiaro che lui rimane una persona.
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Dal Programma di  Radio Israeliano 103 FM, 01.02.2015

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Prima velocità di fuga

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cos’è il mondo superiore, che posso percepire se sviluppo il sistema di una diversa percezione della realtà?

Risposta: Il mondo spirituale è chiamato mondo superiore perché è più elevato del mondo materiale, in base alle sue proprietà. Le proprietà del mondo spirituale sono dazione ed amore, qualcosa che sta al di sopra del nostro egoismo.

Questo significa che devo uscire dal mio egoismo, così come fa un razzo quando supera la forza di gravità della terra e va in orbita. Serve molta energia per potere fare ciò.

Quando un satellite è in orbita, liberamente in volo, la forza gravitazionale attira il satellite verso il centro della terra. Ma una forza antagonista, che permette al satellite di allontanarsi dalla terra, la neutralizza.

Questo significa che abbiamo bisogno di un tipo di forza che ci permetta di allontanarci dal nostro egoismo. L’egoismo ci attira a sé, desidera intrappolarci; per questo motivo siamo così legati al mondo materiale e non siamo in grado di separarcene.

Tecnicamente questo problema può essere risolto creando dei motori tanto potenti da poterci sollevare da terra. Per sfuggire al campo gravitazionale della terra, è necessario raggiungere certe velocità chiamate prima velocità di fuga (4.97 miglia/secondo) o seconda velocità di fuga (6.96 miglia/secondo).

Così è possibile orbitare intorno alla terra senza sentire la sua attrazione. Neutralizziamo la forza gravitazionale con la forza opposta del nostro desiderio di sfuggire ad essa, di innalzarci al di sopra di essa.

Lo stesso fenomeno si verifica con la saggezza della Kabbalah. Se noi superiamo il nostro egoismo, che ci attira a sé, utilizzando le forze di dazione ed amore, allora ci eleveremo ad una dimensione che si basa completamente sulla dazione. Questo significa che si trova al di sopra dei nostri corpi fisici, così entreremo nel nuovo mondo.
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Dr. Michael LaitmanUn accesso personale ai livelli superiori

Viviamo nel 21° secolo. Ciononostante molta gente è ossessionata dall’idea che vi sia un “canale” che ci collega con la realtà superiore. Molti sono i “medium”, o altri tipi di comunicazioni sovrannaturali, che oggi sostituiscono le sedute spiritiche di un tempo.

Vi sono imprenditori che non concludono un affare senza prima avere consultato il loro “medium” o il loro cartomante personale. Persone forti ed affermate, che gestiscono miliardi di dollari e posseggono potere economico e militare, sono impegnate nella ricerca in campo scientifico… Esse, nonostante tutto, credono che vi sia la possibilità di connettersi alla forza superiore, di prevedere il loro futuro ed ottenere informazioni “private” da fonti “attendibili”.

Siamo tutti ben disponibili ad accettare tali idee, perché non conosciamo né capiamo il mondo in cui viviamo.

La saggezza della Kabbalah ci dà la possibilità di comprendere il lato nascosto, il regno spirituale. “Comprendere” significa creare una nuova serie di organi sensori, che stanno oltre i normali cinque sensi del nostro corpo. In aggiunta ai nostri attuali cinque sensi “animali”, possiamo sviluppare organi qualitativamente diversi per vedere, sentire e nuovi sensi per il gusto, l’odorato ed il tatto chiamati: Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin e Malchut.

Col loro ausilio percepiremo la realtà oltre i nostri sensi fisici. Le sensazioni che percepiremo tramite i nostri nuovi sensi si chiamano “anima”.

Rindirizzare il vettore

Domanda: Quale parte di me in particolare percepirà la nuova realtà?

Risposta: Questa parte non esiste ancora dentro di te. Deve essere creata.

Oggigiorno l’immagine che abbiamo del mondo e di tutto ciò che ci circonda è un riflesso del nostro desiderio di ricevere. E’ un’aspirazione perenne a ricevere piacere ciò che è stato originariamente costruito dentro di noi. Non vi è nulla tranne questa aspirazione! Ci sforziamo di godere di qualsiasi cosa il nostro desiderio di ricevere sia in grado di percepire.

Nei cinque organi di senso del nostro corpo noi percepiamo l’intera realtà materiale: l’universo, la terra, la famiglia, gli amici, i colleghi ecc.

Oltre a questo noi siamo in grado di creare qualcosa di nuovo, cioè cinque organi di percezione aggiuntivi che non funzionano con la forza di ricezione, neanche col desiderio di ricevere piacere ma col desiderio di dare piacere, di amare, di donare, di prendersi cura degli altri.

Se riceviamo il nuovo desiderio ed iniziamo a svilupparlo, allora vedremo che esso, come i desideri materiali, si basa sui cinque sensi. Ma tutti i sensi sono indirizzati verso l’esterno per poter amare e donare, mentre i nostri attuali sensi corporali sono indirizzati internamente.

Il fatto è che i nostri nuovi sentimenti, orientati verso l’esterno, non hanno un rapporto di reciprocità con noi. Il vettore di dazione, gli sforzi diretti all’esterno ci permettono di sentire e rivelare il mondo superiore, spirituale. Esso è chiamato “anima”.

Noi percepiamo la vita materiale, corporea, tramite i nostri cinque sensi egoistici mentre nella nostra aspirazione a donare ed amare noi riconosciamo la nostra esistenza spirituale.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 29.01.2015

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