Pubblicato nella 'Corpo e anima' Categoria

Una famiglia nella quale tutti sono amati

I nostri desideri sono divisi in due:

• desideri “Animali” —relativi al cibo, sesso, famiglia
• desideri “Umani” — relativi al denaro, rispetto, e conoscenza.

In ogni circostanza, sia gli uni che gli altri riguardano il nostro mondo; in essi non c’è nulla di spirituale.

Rispetto al gruppo più basso di questo mondo, si può dire che questi sono desideri “personali”. E quelli superiori sono desideri “sociali”. E sopra, tutti noi siamo un’unica famiglia. In ogni situazione, tendiamo a questo.

Domanda: Quali di questi desideri risvegliano in noi la maldicenza e il pettegolezzo?

Risposta: In particolare i desideri del rispetto e del controllo.

Domanda: E come ci sforziamo in tutto questo per essere una sola famiglia?

Risposta: Con un linguaggio crudo: metti a tacere la bocca e chiudi le orecchie, per indurire il cuore. Questo è il lavoro. Nessuno chiede agli altri di essere corretti, ma è necessario comprendere il bisogno della correzione e volerla, o almeno aspirare a questo desiderio. Tu vedi se il desiderio è pronto, allora dal punto di vista della Luce, non ci sarà alcun intoppo. Elevo, così come è chiamata, una “preghiera prima della preghiera”, un desiderio per il desiderio.

Domanda: In che modo i miei pensieri negativi dividono la famiglia che vogliamo costruire?

Risposta: E’ lo stesso che scavare un buco sul fondo di una barca condivisa. Vedi, un solo buco è sufficiente per affondare tutti. Inoltre, anche se io non aggiungo il mio sforzo, la situazione è comunque dannosa. Dobbiamo volere con tutte le nostre forze di essere una sola famiglia. In questa famiglia non ci sono belli e brutti, saggi e stupidi, buoni e cattivi; il Creatore ci mette insieme, e noi abbiamo solamente bisogno di amarci a vicenda. Tutti sono belli, tutti sono saggi, tutti sono buoni, tutti sono amati.

Domanda: Il nostro gruppo è un unico Partzuf. Anche in esso esiste la stessa divisione dei desideri?

Risposta: Se già siamo un unico Partzuf, allora tutti i nostri desideri particolari sono mescolati insieme, sono inclusi in quelli degli altri. In generale, stiamo lavorando come se fossimo un conto cointestato. Ed in questo conto ognuno riceve un diverso Partzuf, diverso da com’era prima. Con questo merito, i desideri in ognuno sono integrati in una nuova forma. In questo modo siamo uniti dai pensieri e riceviamo un’immensa forza che ci guida in avanti, tanto positivamente quanto negativamente.

Domanda: Quali sono i minimi desideri obbligatori del gruppo?

Risposta: Io non dispongo di nessun posto da cui acquisire nuovi desideri spirituali se non sono incluso dentro il gruppo e non incomincerò a ricevere un nuovo “modello” dagli amici. Non ho altre possibilità. In generale, in base al livello di avanzamento, costruiamo piano piano un Partzuf, che comprende e copre tutti insieme.

Malchut del mondo di Atzilut di per sé è un punto nel quale non c’è nulla, un spazio vuoto, nel quale entriamo e ci uniamo gli uni agli altri. Tutti si sforzano di lavorare per il bene degli altri, e allora avremo una richiesta condivisa per la correzione (MAN).

Supponiamo che cinque uomini siano riuniti, ognuno ha una parte, un desiderio, pronto ad unirsi con gli altri. Malchut de Atzilut connette tutte queste parti, se ne prende cura, le aiuta a contrarre tutto il resto, e costruisce con esse un unico desiderio condiviso che ancora non si è realizzato. Questo è ciò, si alza per ricevere il Masach (schermo) che, in conclusione, tutti ricevono. Da questo Masach ognuno riceve indietro quello che ha investito.

In questo modo, tutti lavorano in base ad un unico desiderio. In base a questo principio, abbiamo l’interazione che esiste tra i neuroni nel cervello, tra le cellule del corpo, le sinapsi, che stabiliscono diverse interazioni con ogni azione, e così via. C’è un solo principio in tutto: raggiungere un desiderio comune, metterlo in pratica, e prepararsi per il passo successivo. Ogni stato, ogni momento di questo percorso, non è come il momento precedente, e alla fine li connettiamo tutti.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Da un cerchio nel mondo spirituale

Domanda: Una combinazione di persone nel cerchio integrale forma una nuova forza, l’integralità, questo significa che le menti e i sentimenti delle persone sono combinati insieme?

Risposta: Essi non sono semplicemente combinati insieme, ma, piuttosto, la mente e i sentimenti sono integrati tra loro. Pertanto, essi formano una nuova, fisica, forza integrale. Questa non è solo una somma, ma piuttosto una somma di tutti gli sforzi comuni di superare se stessi per connettersi agli altri, si tratta, cioè di una forza spirituale.

Spirituale significa “lontano dall’egoismo“, perché tutti devono salire per iniziare il collegamento con gli altri.

Tutti i nostri piccoli sforzi si accumulano insieme. Poi, dalla nostra connessione, cominciamo a percepire qualcosa di nuovo. È molto buono, gentile, piacevole e sicuro.

Diciamo che dieci persone sono sedute in un cerchio. Tuttavia, durante la discussione, non costituiscono solo una combinazione di dieci persone, ma è moltiplicato per un numero infinito. Questo perché, quando mi annullo per connettermi con uno e un altro e un terzo, e che, a sua volta, loro fanno lo stesso, in questo modo, ciascuno di noi riceve il desiderio integrale. Quindi, con questo desiderio integrale, noi, di nuovo, “entriamo” uno nell’altro in un’ esperienza, e, in questo modo, formiamo una molteplicità di moltiplicazione. È come se ci tirassimo per i capelli dal nostro mondo al mondo spirituale.

(Da Kab.TV “Segreti Professionali” del 10.02.2013)

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Una discussione tra due desideri

Domanda: Il punto nel cuore è collegato al nostro corpo fisico?

Risposta: Il corpo è controllato dal desiderio. Talvolta mi trovo senza forze, addormentato, incapace di costringermi a muovermi. Allo stesso tempo, il mio corpo è in salute, la mia pressione sanguigna, il mio cuore, i polmoni, tutto è a posto, allora perché non riesco a muovermi? Perché non ho alcun desiderio. Non voglio nulla, è una specie di sentimento di malinconia. Talvolta, anche se ho la febbre alta e sento i brividi, corro come un matto per tutto il giorno per risolvere qualche problema.

Il desiderio guida la carne verso l’azione. Ciò significa che ci rivolgiamo alla saggezza della Kabbalah e arriviamo alla lezione non con il nostro corpo ma con il nostro desiderio.

Il corpo è solamente un “animale” che portiamo con noi. Il cane è disteso sul tappeto vicino alla poltrona del suo padrone, e così accomodo il mio corpo sulla poltrona. Io, tuttavia, sono il desiderio. Il modo in cui lavoro con me stesso, il modo in mi “formatto” è il modo in cui funziona il mio corpo. E’ semplicemente una “macchina biologica”, e se gli viene data una sufficiente motivazione, allora anche con la febbre alta avanzerà verso il traguardo con me.

In ogni caso, il desiderio decide e stabilisce cosa fare, mentre il corpo realizza l’ordine. Quindi, la prima cosa di cui preoccuparsi assolutamente è il desiderio e non il corpo.

Inoltre, si può penetrare più a fondo nel punto nel cuore e lavorarci al di sopra del desiderio e del corpo. In questo modo si lavora “contro” il desiderio ed il corpo, ed il punto determina tutte le nostre azioni scegliendo cos’è più importante in assoluto.

Dunque il desiderio ed il punto nel cuore sono in continua discussione dentro di noi. La discussione nasce dal fatto che il punto è un altro desiderio, la brama per il Creatore. Alla fine, c’è una continua battaglia tra i due, ma il corpo non “interviene”. Agisce secondo il desiderio della parte vincente, che sia il desiderio del cuore o del punto nel cuore…

Questo punto si è già risvegliato in alcune persone, ed in altre sta ancora dormendo sepolto sotto l’ego del corpo. Trovandosi al centro del cuore (•), deve “emergere” ed elevarsi al di sopra del cuore. Proprio come il verme, nell’esempio che ci dà Baal HaSulam, deve uscire dalla verdura. Il periodo di preparazione dura per migliaia di anni al livello delle “nazioni del mondo”, fino a che il punto non si eleva per mezzo delle sofferenze. Una volta uscito, inizia il vero lavoro con esso, e a questo punto le persone vengono da noi, da Bnei Baruch (BB).

Per quanto riguarda “le nazioni del mondo” ci sono delle semplici fasi lungo il percorso. Tutti apparteniamo al sistema generale, ma oggi ci viene data l’occasione di avanzare coscientemente. Questo è ciò che ha fatto la Luce che Corregge (la Luce Circostante). Perché? Non lo sappiamo ma, in generale, il processo avviene secondo l’ordine di manifestazione dei Reshimot ( i geni spirituali).

Durante la frantumazione, i Reshimot superiori sono caduti nei punti più bassi. Ora, il risveglio è iniziato e adesso tutto dipende a quale Reshimot un uomo appartiene, da qual è la radice della sua anima. Allora, egli scoprirà questa radice e conoscerà tutti i dettagli del suo percorso. In ogni caso, questo percorso non dipende da nessuno personalmente. Tutti noi funzioniamo in base ad un ruolo che dobbiamo compiere.

Domanda: Talvolta mi sento come se fossi superiore a coloro che non si sono ancora “risvegliati”…

Risposta: Questo succede perché la Luce non ha operato su di te a sufficienza. Stai ancora giudicando in base al tuo ego. Diversamente, non saresti capace di sentirti superiore a nessuno, nemmeno ad una formica. Infatti, percepiresti il Creatore in tutto. Egli è dietro ad un certa persona o ad un’altra, Egli è davanti a noi e non possiamo insultare o non avere rispetto di nessuno. Anche nei nemici più grandi che provocano i problemi più grandi e minacciano le nazioni e gli stati, si deve vedere solamente il Creatore; queste situazioni ci spingono a svegliarci e a correggere la connessione con Lui al di sopra della situazione presente. E’ Lui che ci ha messo gli ostacoli davanti, e l’intensità dell’interruzione indica con quale forza possiamo essere connessi a Lui.

Perciò si dice: “Anche se l’uomo ha una spada affilata puntata alla gola, non dovrebbe mai smettere di sperare nella misericordia”
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.01.2013, “600.000 Anime”)

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Nefesh, Ruach, Neshamah

Alle qualità spirituali sono stati dati nomi diversi: Nefesh (anima), Ruach (Spirito), Neshama (anima). Cominciamo a entrare nel mondo spirituale, ricevendo il livello di Ruach.

Nefesh , è il livello inanimato della Santità, quando una persona non può muoversi da se stesso. Egli giunge alla lezione e pensa che tutto va bene, che null’altro è richiesto a lui: oggi è uguale a ieri e domani sarà uguale a oggi. Egli non esplode e non si dispiace che rimane nello stesso stato, ma è felice che un altro giorno è passato e che tutto va bene. Egli accetta la routine quotidiana.

Ma è già un risultato se la persona è nel gruppo, cercando di non interferire con il suo avanzamento, pronto ad unirsi a tutti, e sostenerlo. Egli sostiene ciò che gli altri stanno facendo. Ma non mostra alcuna iniziativa speciale, quindi non ha il livello di Ruach. Non vi è alcuna nuova forza crescente in lui. E quindi è chiamato Nefesh di Kedusha (di santità).

Ma lui frequenta ancora le lezioni e studia. Vorrei che il mondo intero fosse al livello di Nefesh di Santità. Tuttavia, questo si chiama “spiritualità” del livello di Ruach. Ruach significa che una persona ha già qualcosa che può aggiungere. Egli non accetta di rimanere ancora al livello della natura. Se vede che nulla è cambiato da ieri e che non cambierà domani, per lui è come essere morto.

Non è solo uno stato di natura ancora immobile, ma una sensazione di morte, il che significa che è lo stato peggiore. E così egli si chiede, che altro può aggiungere. Nel frattempo, l’unica cosa che puo’ aggiungere sono le sue azioni. Baal HaSulam dice nell’articolo “La Libertà” che una persona non ha altro mezzo per cambiare il suo stato, ma solo scegliendo il giusto ambiente.

La persona che sceglie una più forte influenza dell’ambiente è lodevole. E ‘attraverso questo che egli può avanzare e non grazie alle buone azioni. Non possiamo fare buone azioni dal momento che non siamo padroni delle nostre azioni. Ma grazie al fatto di aver scelto un buon ambiente che ci può influenzare fortemente, cominciamo a muoverci.

Al fine di iniziare a muoversi da soli e girare dall’ inanimato al livello vegetativo, salire dal livello di Nefesh al livello di Ruach, per diventare una persona spirituale, devo evocare continuamente le persone intorno a me e scegliere un sempre più forte ambiente che mi influenzi sempre più forte e mi aiuti a diventare più spirituale.

Con queste azioni aggiungo continuamente a me stesso dal gruppo che mi influenza costantemente e anelo alla spiritualità, alla dazione, sempre di più. Ne risulta che io aggiungo la dazione e finalmente raggiungo il livello successivo che si chiama Neshamà.

Mi comporto nei confronti di tutti gli altri e sono influenzato da loro attraverso il gruppo che mi influenza. Quindi, con il suo aiuto, io posso sempre influenzare me stesso e sollevarmi. L’ambiente funge da leva per sollevarmi sempre più in alto.

Mi innalzo attraverso l’ambiente e voglio iniziare a evocare me stesso, per connettermi ad esso nel modo più efficiente e pratico. Voglio aumentare la mia presa sulla spiritualità, in modo da non rimanere passivo sotto la sua influenza e aspettare che lui mi cambi, ma voglio dare all’ambiente sopra me stesso, per renderlo più forte, in modo che mi influenzi sempre più forte. Collegandoci con l’ambiente e sollevando l’un l’altro al mondo spirituale, significa che raggiungiamo il livello di Neshamà.

La cosa principale non è rilassarsi in modo che “ogni giorno è come gli altri.” Ci deve essere costante rinnovamento, ogni momento, se no, allora si precipita subito ad uno stato di morte. Non è così facile  salire dallo stato di morte. E’ impossibile farlo con un balzo per tornare allo stato precedente. È impossibile ritornare allo stesso stato. Dobbiamo fare una correzione: una nuova nascita e una nuova crescita, tutto a nuovo.

Ma se una persona non sente di voler salire di nuovo, vuol dire che non ha nemmeno sentito la sua morte, ma che ha perso effettivamente la sua coscienza.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah  28.12.2012 , Gli scritti di Rabash)

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Il segreto della longevità

Domanda: Come facciamo a raggiungere la qualità della dazione nello spazio ridotto di una vita?

Risposta: La tua vita dipende da quanto ti avvicini alla qualità della dazione. Se ti avvicini, la tua vita sarà più estesa per permetterti di raggiungere tale stato. Se non lo fai, perché soffrire senza motivo? Dovrai nascere di nuovo un’altra volta e forse sarai più fortunato.

È per questo motivo che si dice: “Sei stato creato contro il tuo desiderio, sei nato contro il tuo desiderio, vivi contro il tuo desiderio e morirai contro il tuo desiderio”, cioè non di tua scelta. Tuttavia se sei stato invitato a salire al livello seguente, al castello del Creatore, cerca di realizzarlo.
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(Dalla serie di lezioni virtuali della domenica del 06.11.2011)

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Il pulsante nascosto

Domanda: Gli sforzi interiori causano sofferenza. Possiamo dire il contrario, cioè che questi dolori provengono direttamente dalla natura in forma di uragani e altri disastri naturali?

Risposta: Nel complesso, la risposta è sì. Invece di ricostruire le case che sono state distrutte dall’uragano e ricevere colpi ancora più terribili, possiamo muoverci internamente a lavorare e fare sforzi mentali. Questi sforzi dovrebbero essere qualitativi, sebbene la natura ci obbliga a muoverci verso sforzi quantitativi.

Questa differenza tra la qualità e la quantità è enorme. Lo sappiamo dalle leggi della piramide, che è divisa in quattro livelli: l’inanimato (s), il vegetativo (v), l’animale (a) e l’umano (h). Nel livello dell’essere umano noi facciamo degli sforzi mirati a uno scopo.

Ma le altre persone sono a un livello più basso. Pensate agli sforzi che devono fare per l’intera larghezza della base della piramide! Che grande area di desiderio ricoprono, quante tonnellate di cemento e ferro, quante ore di lavoro consumate, quante malattie attraversate e quale grande mancanza viene risentita!

Noi siamo al di sopra di questo livello e possiamo cambiare le difficoltà e le sofferenze di miliardi di persone per molti anni con un clic su un pulsante.

Ma non credo che spingere questo pulsante sia più facile che un migliaio di anni di lavori forzati. Non è per caso che il popolo di Israele gridò nel deserto e che era disposto a tornare al duro lavoro in Egitto, a lavorare di nuovo per il faraone, solo per evitare di spingere questo pulsante.

Questa è l’essenza della decisione che una persona deve prendere, così che il nostro mondo non scompaia fino alla fine della correzione.

Premendo questo pulsante tu devi essere consapevole e realizzare ciò che dovrà succedere, non puoi fare clic ed essere sorpreso dall’esito; nella spiritualità tu premi il pulsante solo quando sei a conoscenza di tutte le azioni che succederanno dopo. In altre parole la forma della redenzione esiste già in esilio.

Devi immaginare il processo; altrimenti non hai scelta, perché scegliere significa comprendere il futuro ed è per questo che lo scegli.

Qualitativamente, questo lavoro è molto più difficile rispetto al lavoro ordinario. Quindi anche se avrebbero potuto farlo, loro gridarono: “Lasciaci tornare indietro! Lasciaci cambiare questo lavoro con il precedente tipo di lavoro!”

Domanda: Allora perché i kabbalisti sostengono che il percorso della Torà è più facile rispetto al percorso delle sofferenze?

Risposta: Cerca di pesare due cose diverse con la stessa scala: un quantum di luce con miliardi di tonnellate di rocce. Possono essere paragonati? L’energia della luce interiore è miliardi di volte maggiore del peso fisico delle rocce. Ma queste cose sono incomparabili nella tua percezione egoistica, nei tuoi sensi immaginari. Prima dobbiamo cambiare la nostra scala di valori. È scritto: “il giusto è il fondamento del mondo”. La sua potenza e valore sono molto più grandi di tutta l’umanità. Senza di lui la gente non può fare nulla, loro non esistono affatto nella spiritualità. Quindi non si possono pesare i due tipi di sforzi dallo stesso strumento.

Domanda: Allora tutti dovranno spingere quel tasto alla fine?

Risposta: No, nemmeno tutti i figli di Israele, il che significa tutti coloro che anelano direttamente al Creatore. Tutti partecipano nel premere il pulsante, ma è difficile dire chi avrà il ruolo di protagonista nel futuro.

Da un lato, una persona non può avanzare senza un leader. In ogni generazione ci deve essere qualcuno che tira in avanti e trascina gli altri. D’altra parte, può esserci qualcosa di simile al Sinedrio, un gruppo di persone che sono pronte e in grado di trovare la forza generale che condurrà il popolo dalla connessione fra loro. Non credo che c’è qualcuno  in grado di fornire una chiara prognosi, ma non importa. La cosa principale è che noi stiamo avanzando. Ciò che è necessario è che questo dovrà accadere. La mancanza di conoscenza in questo caso non è un problema.

In un modo o nell’altro, tutti parteciperanno nel processo fino alla fine della correzione, fino all’ultimo clic, tutti saremo nella piramide. Solo la luce della fine della correzione trasformerà la linea in un cerchio. I livelli della scala spirituale non cambiano, e solo quando in tutti i Malchut entrerà la correzione e raggiungeranno il Keter diventando uguali ad esso, succederà che tutte le forme scompariranno, fatta eccezione per il cerchio.

Domanda: Quele tasto è l’amore per gli altri?

Risposta: Sì, ma attraverso l’amore per gli altri, aneliamo all’amore del Creatore, dobbiamo ricordare questo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah,  04.11.2012, Matan Torà, (Il dono della Torà))

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La questione che riguarda tutti

Nel suo articolo “Corpo e AnimaBaal HaSulam chiarisce una confusione molto comune riguardo al corpo e all’anima. L’argomento riguarda tutti. Chi sono “io” in questo regno? Cosa mi succederà dopo che sarò morto?

Gli animali non si preoccupano di queste cose. Non hanno mai pensieri come questo poiché non percepiscono il tempo al di fuori della loro natura, né mai si elevano al di sopra della loro natura, mentre in cima alle sensazioni umane della vita c’è una percezione aggiuntiva di distacco che suscita le domande. Cosa accade fuori da questa vita?

Infatti noi apparteniamo all’eternità e in base al grado della nostra personale connessione con l’eternità, solleviamo diversi tipi di domande La nostra ricerca varia in intensità e forza, ma tutti abbiamo a che fare con queste domande in un modo o nell’altro.

Come risultato di questa ricerca, le persone sono arrivate a molteplici teorie e concetti. Esistono diverse migliaia di religioni, credenze, usanze e così via che Baal HaSulam divide nelle seguenti categorie:

  • Qualcuno pensa che non ci sia anima di qualche tipo e che il corpo sia una macchina, un sacco di combinazioni chimiche, e che sia guidato da impulsi elettrici.
  • Altri pensano ad un corpo come a qualcosa che possiede un’anima che entra in un corpo al tempo della nascita e ne esce alla morte.
  • Qualcuno pensa che, sebbene un’anima esista, pure il corpo possa vivere senza di essa. Noi sappiamo come collegare parti del corpo che sono state dilaniate e abbiamo imparato a trapiantare organi nuovi, a volte persino artificiali. Nel futuro forse creeremo i nostri corpi da un insieme di parti del corpo.

Per farla breve, le persone sono molto confuse riguardo a questo argomento. C’è o non c’è un’anima? È dentro o fuori dal corpo? Nessuno conosce la risposta precisa, né qualcuno ha qualche spiegazione scientifica di questa questione.

Perciò le persone scelgono teorie in base ai propri gusti. Nell’ultimo secolo sono state create numerose ipotesi che hanno portato un sacco di soldi ai loro autori. Comunque, finora, nessuna di quelle teorie fornisce una vera risposta al problema dal momento che non svelano l’argomento per intero.

Qui, interviene la saggezza della Kabbalah. Essa rivela la realtà fino alla sua completa portata: il Creatore, l’anima, e così via—in altre parole, tutto! Nulla è nascosto a noi qui.

Questo è il motivo per cui la Kabbalah è chiamata una “saggezza segreta”. Studia cose che sono a noi nascoste e le rende evidenti a coloro che studiano questa scienza. Certo uno deve investire un grande sforzo, ma verrà ricompensato in accordo al suo impegno. È un luogo dove si può scoprire la veracità, sebbene dobbiamo ricordare che la rivelazione nella Kabbalah è condizionata dai cambiamenti interiori dello studente.

La saggezza della Kabbalah non ha a che fare con attività esteriori come rituali, amuleti o cerimonie segrete. In modo molto accurato e chiaro richiede che una persona cambi interiormente.

La richiesta è molto rigida. Essendo controllati dal nostro desiderio di ricevere noi pensiamo sempre a prenderci cura di noi stessi. Questo ci rende “animali egoistici”. Pensate a questo, controllate, realizzate la vostra inclinazione al male, e trasformatela nel suo opposto: l’intenzione per la dazione. C’è una forza speciale che realizza la correzione quando lavoriamo nel gruppo.

In un modo o nell’altro l’attuazione dei principi della Kabbalah dovrebbero essere molto chiari per chiunque li voglia conoscere. Il problema risiede, diciamo, nell’essere pigri. Per questo, non ci sono troppe persone che sono riuscite a rivelare la verità finora.

La saggezza della Kabbalah afferma che non c’è anima che dimori nel corpo. C’è un vaso dell’anima anche chiamato “corpo dell’anima” un desiderio di ricevere che è totalmente orientato verso la dazione. È un vaso corretto per l’anima, cioè per la Luce che lo riempie in accordo alla legge della somiglianza delle proprietà e che è chiamata la “Luce dell’anima”.

Così, se la persona trasforma se stesso in un vaso che riceve la Luce, allora la Luce entra in lui. Dopo di che, uno ottiene un’anima che gli appartiene e che riflette il livello dei desideri con cui lui ha lavorato.
Ci sono cinque livelli della Luce dell’anima: Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, e Yechida. In genere, una persona deve realizzare una grande anima comune e riconoscere il suo conseguimento spirituale in ogni cosa intorno a lui.

In quanto ai valori materiali, essi scompaiono, cessano di esistere, dal momento che i sensi materiali sono immaginari. Ci furono dati temporaneamente in modo che fuggiamo da questa realtà e ce ne andiamo nella spiritualità.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.09.2012“Corpo e anima”)

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L’insegnante struttura lo studente

Domanda: Come la Luce Ritornante espande Malchut?

Risposta: Il vaso di Malchut è un minuscolo chicco. È il desiderio più piccolo, una particella elementare con le Reshimot (geni informativi) all’interno. È come un seme senza vita che possiede solo la speranza di essere vivificato e questo è tutto.

Ma quando Malchut dentro questo minuscolo chicco, quando il “microprocessore” inizia a calcolare come reagire nei confronti del Creatore, creando la Luce Ritornante in esso, la sua reazione al Creatore, e nella Luce Ritornante, esso comincia a percepire il Creatore Stesso. Il Creatore viene rivelato dentro questa reazione.

Allora questa Luce Ritornante, l’attitudine dell’essere creato verso il Creatore, insieme con l’attitudine del Creatore verso di lui, che è ora rivelata sopra questo chicco, ritorna dentro il chicco e lo espande. Perciò Malchut si espande, e non solo si espande, ma prende anche la forma del Creatore. Questa forma è rivestita nell’attitudine dell’essere creato nei confronti del Creatore. Le due forme che sono rivestite nel desiderio lo espandono e conferiscono al desiderio la forma chiamata adesione.

Così quando uno studente desidera porre una domanda a suo modo e sta in questo ricevendo una risposta, funziona bene in una normale università dove il professore fa lezione dal podio. Potete o meno concordare con il suo metodo d’insegnamento, potete accettarlo oppure no, ma nello studio della saggezza della Kabbalah non funziona, perché l’insegnante “formatta” lo studente. Lo studente assume la forma dell’insegnante, proprio come io l’ho ricevuta dal mio insegnante. Questo è lo studio santo.

Potete essere d’accordo con ciò oppure no, ma non avanzerete se non la riceverete da me, persino se non vi piace ora e vi sembra cattiva e distorta. Tutto quel che voi ricevete da me può essere solo nella mia forma e deve essere rivestito in voi. Questa è la natura del mondo spirituale, e non c’è nulla che possiamo fare al riguardo; una forma è rivestita in un’altra. Questo è il motivo per cui io insisto che i miei studenti pongano domande a modo mio.

È la “formattazione” dell’anima; è il lavoro mutuo dell’insegnante e dello studente con l’aiuto dall’alto.
[87840]

(Dalla parte 3 della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.09.12, Lo studio delle dieci Sefirot)

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Rimanere concentrati

Domanda: Può un desiderio fisico, ad esempio, il desiderio sessuale, restare sulla mia strada verso il cammino spirituale?

Risposta: i desideri fisici per il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il potere e la conoscenza, non possono rimanere nell’avanzamento spirituale di una persona. Non dobbiamo avere a che fare con ciò che appartiene al corpo in maniera separata.

Dovremmo essere preoccupati dell’odio che proviamo verso gli amici e poi verso il mondo intero.

Se vuoi mangiare cinque porzioni invece di una, è dannoso per il corpo, ma non interferisce con il percorso spirituale. Lo stesso vale per il sesso.

Quindi, pensa solo alla connessione con il Creatore attraverso gli amici, e in questo modo puoi smettere di preoccuparti di tutto il resto.
[77366]

(Dal Congresso di Brasile del 06.05.2012, Lezione 5)

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Gli insegnanti formano gli studenti

Domanda: Come la Luce che Ritorna si espande in Malchut?

Risposta: Il vaso di Malchut è un fine grano nel quale non c’é niente. E’ il più piccolo desiderio, una particella elementare con Reshimot (gene informazionale) all’interno. E’ come un seme senza vita che possiede solo la speranza di prendere vita e questo è tutto.

Ma quando Malchut è all’interno del suo grano fine, quando il “microprocessore” comincia a calcolare come reagire al Creatore, creando la Luce che Ritorna in esso, nella Luce (che Ritorna) comincia a sentirsi il Creatore.

Poi la Luce che Ritorna, l’attitudine della creatura verso il Creatore, assieme all’attitudine del Creatore verso di lui, che ora è rivelata al di sopra del grano, ritorna nel grano e si espande in esso. Così Malchut si espande e non solo, ma prende anche la forma del Creatore. Questa forma è vestita nell’attitudine della creatura verso il Creatore. Le due forme che sono vestite nel desiderio si espandono in esso e danno al desiderio la forma chiamata adesione.

Quindi quando uno studente vuole chiedere una domanda alla sua maniera e resta con essa aspettando risposta, questo funziona bene come in un’università ordinaria dove il professore insegna dal podio. Tu potresti essere d’accordo oppure no con il suo metodo d’insegnamento, potresti accettarlo oppure no, ma nello studio della saggezza della Kabbalah non funziona così, perché l’insegnante “forma” gli studenti. Lo studente prende la forma dell’insegnante, appena come l’ha ricevuta dal professore. Questo è il sacro studio.

Puoi essere d’accordo con questo oppure no, ma non avanzerai fino a che non riceverai questo da me, anche se non ti piace ora e sembra cattivo e distorto ai tuoi occhi. Tutto quello che ricevi da me può essere solo nella mia forma e deve essere vestito su di te. Questa è la natura del mondo spirituale, e non c’é niente che possiamo fare riguardo a ciò; una forma è vestita in un’altra. Questo perché io insisto che i miei studenti facciano domande alla mia maniera.

E’ la formattazione dell’anima; è il lavoro reciproco dell’insegnante e delllo studente con l’aiuto superiore.
[87840]

(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 03.09.2012,, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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