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Due Azioni Spirituali

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 22:18-19): “Balaam rispose e disse ai ministri di Balak: ‘… Ora trattenetevi qui anche voi stanotte, ed io saprò che il Signore continuerà a parlare con me’”.

Questo brano ci parla del fatto che l’ego non solo non si rifiuta di partecipare al processo della correzione e di limitarsi, ma si immette persino in questo processo ed inizia a lavorare con la dazione. Questo significa che il desiderio di ricevere adesso lavora come il desiderio di dare, ricevendo allo scopo di dare.

Domanda: Ma perché Balaam disse “Ora trattenetevi qui anche voi stanotte, ed io saprò che il Signore continuerà a parlare con me”?

Risposta: Perché questa non è un’azione diretta dell’ego, piuttosto l’ego inizia ad agire contro se stesso. Esiste lo stato di dazione per lo scopo di dare tipico di Bina che è costruito sopra l’egoismo, ed esiste lo stato di ricezione con l’intenzione di dare che è il livello successivo, costruito lavorando con l’ego.

Domanda: Ne consegue che la prima reazione dell’ego è un pieno Tzimtzum (Restrizione), quando dice “Non prenderò nulla”?

Risposta: Tutto inizia con lo Tzimtzum e questo stato è chiamato lo stato di Katnut (Piccolezza). In seguito Baalam disse “Ora trattenetevi qui anche voi stanotte, ed io saprò che il Signore continuerà a parlare con me”. Questo significa che è iniziato il lavoro con l’ego.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 12/08/15

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L’ampio spazio aperto ove esiste l’anima

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa trasferire i vestiti di padre in figlio?

Risposta: Vestire (Levush) si riferisce alla correzione del corpo, e il corpo è l’egoismo.

Gli animali non hanno bisogno di correzione e sono chiamati angeli, il che significa che sono stati creati al solo scopo di compiere la loro missione. L’uomo è diverso dagli animali e non può vivere senza vestiti.

I vestiti del grande sacerdote includono la cintura, la camicia, i pantaloni, il cappello, l’abito, il gilet, la corazza ed il copricapo. Il resto indossava abiti simili ma meno decorati.

L’uomo viveva in una tenda fatta di pelli di animali. La tenda è l’ambiente migliore per l’uomo. Adiacente alla tenda c’era una sezione del cortile che era stata misurata fuori da una certa fascia, recintata dal cortile.

I cortili erano connessi a formare una città e la città era circondata dalle mura. Venivano misurati settanta cubiti dalle mura, la zona che circondava la città, e poi erano misurati altri 2.000 cubiti. Tutto questo simboleggia gli ampi spazi aperti ove esiste l’anima.

La stessa cosa la vediamo anche per quanto riguarda i vestiti del corpo. Vediamo quanti capi possono esserci sopra la nostra anima, che è parallela al nostro modo di vestire e gestire la nostra vita in questo mondo. Anche se non abbiamo niente, esistiamo istintivamente in questo spazio complesso.

Abbiamo bisogno di questo spazio poiché lo spazio interno dell’uomo richiede che tutto sia organizzato appositamente in questo modo: una casa, un giardino o un cortile che circondi la casa, una strada, un quartiere, una città, ecc. L’uomo ha bisogno di tutto, e anche se costruisse qualcosa di totalmente diverso da questi contesti, apporterebbe le modifiche in un secondo momento.

Questo riflette la necessità interiore dell’anima di organizzare il mondo materiale secondo lo stesso sistema.

Domanda: Che cosa significa tutto questo per il mio modo di ottenere la caratteristica della dazione?

Risposta: Io avanzo grazie al fatto di organizzare i miei desideri correttamente (internamente, esteriormente, e più esteriormente), e che li correggo secondo queste misurazioni (requisiti).

Domanda: Cos’è più facile da correggere, i vestiti che sono più vicini al corpo (i desideri interiori) o quelli che ne sono più lontani (i desideri esteriori)?

Risposta: Sia questi desideri che gli altri vengono corretti contemporaneamente, perché più si esce da se stessi, più si deve penetrare profondamente in se stesso. Nel nostro mondo avviene anche la stessa cosa, più l’uomo è interiore, più deve vedere e uscire da se stesso, nel senso che deve pensare sempre di più al mondo.

È impossibile solo scavare dentro se stessi e dimenticare completamente l’ambiente. Al contrario, se tu desideri uscire nel mondo, allo stesso modo devi innalzare te stesso.

Domanda: Che cosa significa trasferire i tuoi vestiti?

Risposta: I vestiti simboleggiano la correzione dell’anima, e così il padre passa le sue correzioni al figlio, dal momento che il figlio è il suo seguito, il livello successivo. Nel mondo corporeo pertanto, è consuetudine passare i vestiti di padre in figlio.

L’unica limitazione sono le scarpe, perché le scarpe sono l’ultimo livello, la partizione tra il cielo e la terra.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 29/06/2015

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È possibile per il corpo avere vita eterna?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il corpo fisico dell’uomo è parte della creazione. Se egli impara a vivere in accordo alle Mitzvot (Precetti), il suo corpo diventerà immortale?

Risposta: Il corpo fisico non ha alcun collegamento alle Mitzvot. L’osservanza delle Mitzvot è una correzione dell’ego verso le caratteristiche di dazione e amore per gli altri. È proprio questa la caratteristica chiamata l’Adam (Uomo) corretto.

Ci viene comandato di cambiare gradualmente, di volta in volta, ognuno dei 613 desideri dall’uso egoistico a quello altruistico e, in questo modo, attraverso queste caratteristiche corrette, sentire sempre più il mondo superiore con maggiore chiarezza.

Domanda: Che cos’è il corpo nella Kabbalah?

Risposta: Il corpo è un insieme di desideri. Ora abbiamo 613 desideri egoistici, il che significa un corpo egoistico e, quando correggiamo l’ego, acquisiamo un altro corpo sacro, ovvero, il desiderio di dazione e di amore.
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Dalla Lezione di Kabbalah in russo 11.10.2015

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Anima Eterna

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 15:30-31): “Ma chiunque faccia qualcosa con arroganza, sia egli nativo del paese o straniero, bestemmia il Signore; e quell’anima deve essere allontanata dal suo popolo.

Poiché ha disprezzato la parola del Signore ed ha infranto il suo comandamento; quell’anima sarà irrimediabilmente eliminata, la sua iniquità ricadrà su di lui”.

Domanda: Cosa vuol dire “quell’anima sarà irrimediabilmente eliminata”?

Risposta: È impossibile eliminare l’anima, perché dopo tutto, questa è la scoperta della caratteristica della dazione, l’amore, la Luce, in una persona.

Se il nostro desiderio egoistico lo rendiamo simile alla Luce, la forza superiore, allora questa caratteristica di dazione e amore, comincia a percepire la Luce Superiore e ad essere riempita da essa, fino al grado di equivalenza con l’altro, questa è chiamata anima. In questo modo ci connettiamo al Creatore, alla Luce.

Il nostro scopo principale è quello di assicurarci che tutti i nostri diversi desideri interiori, intenzioni, pensieri e sentimenti si riuniscano insieme in un’unica singola intenzione di dazione e amore al di fuori di noi stessi.

In seguito, nella misura in cui ad un certo punto essi sono uniti e collegati dentro di noi, creiamo al nostro interno un oggetto chiamato Creatore e Lo sentiamo dentro di noi. La caratteristica di amore e dazione che questa persona può creare dentro di sé è il Creatore.

Domanda: Allora perché si dice che se “l’anima che fa qualcosa con arroganza… deve essere irrimediabilmente eliminata, la sua iniquità ricadrà su di lui”?

Risposta: Se una persona si trovava ad un alto livello spirituale o ha avuto la possibilità di elevarsi a questa altezza ma fa il contrario, poi cade, scende da questa altezza. Ne consegue che l’anima precedente viene apparentemente eliminata e deve generarne di nuovo una, ma già ad un livello più elevato. La discesa è quindi necessaria.

In ogni fase bisogna cadere dal livello precedente e salire ad un livello più elevato.

Quando leggiamo la Torah, vediamo come il popolo ha sempre commesso degli errori. Possiamo chiederci: non hanno potuto imparare nulla?! Ma loro devono commettere peccati; devono scoprire i veleni del loro egoismo interiore più e più volte e poi correggerli, per salire ancora più in alto.

Considerato questo, devono essere felici della loro discesa! Come è detto “Uno Tzadik (Giusto) cadrà mille volte e si rialzerà” (vedi Proverbi 24:16). Questo è il nostro percorso.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 13/05/2015

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Come scoprire il futuro

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa rivelare la forza superiore, scoprire la sua intenzione, rivelare dove mi sta portando e scoprire ciò che vuole?

Risposta: Ramchal (Moshe Chaim Luzzatto, un grande kabbalista vissuto in Italia nel XVIII secolo), ha scritto che la saggezza della Kabbalah è orientata solo ad apprendere la gestione e lo scopo del desiderio superiore: il motivo per cui il Creatore ha fatto tutte queste creazioni, quello che Egli vuole da loro e quale sarà la fine di tutte le incarnazioni nel mondo.

Conoscerai tutto in base a ciò che accade nel tuo corpo, nei tuoi pensieri, desideri, nella mente e nel cuore, tutto quello che succede nel mondo e dove porta. Sto parlando dell’alto raggiungimento in cui sei allo stesso livello della forza superiore, com’è scritto in Hosea 3: 5: “Dopo i figliuoli d’Israele dovranno tornare a cercare il Signore loro Dio…”.

Tu riveli l’intero programma della creazione, tutte le forze che lo attivano, cominci a ricevere il diritto di entrare in questo programma e a controllarlo al posto del Creatore. È come con il bambino che cresce e il padre gli consegnerà la sua attività affinché il figlio continui a gestirla al posto suo.

Questo è ciò che significa diventare un essere umano, un uomo, in quanto “uomo” (in ebraico “Adam“, dalla parola “Domeh“, che vuol dire simile) significa simile al Creatore, simile a chi è superiore. Questo è ciò che dobbiamo raggiungere.

Domanda: Questa rivelazione influenza la vita quotidiana di una persona?

Risposta: Certo! Prima di tutto diventi il padrone di tutto ciò che sta accadendo. Sai quello che stai vivendo e sai come organizzare la tua vita al fine di estrarne il massimo beneficio.

Baal HaSulam scrive nell’articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza” che la Saggezza della Kabbalah è la rivelazione della superiore forza governante in tutte le sue caratteristiche e manifestazioni, la quale si dispiega nei mondi ed è assoggettata alla rivelazione da parte dell’uomo in futuro, fino alla fine di tutte le generazioni.

In altre parole, vedi tutte le prospettive fino al futuro, fino alla fine dell’esistenza del nostro mondo in 6.000 anni, a decorrere dalla prima rivelazione del Creatore ad Adam HaRishon 5775 anni fa. Tu rivelerai il futuro.
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Da un programma della radio israeliana 103FM, 08.08.2015

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Il mondo di una sola anima

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “La Pace”: In questo modo, nel nostro mondo, non ci sono nuove anime nel modo in cui si rinnovano i corpi, ma solamente una certa quantità di anime che si incarnano sulla ruota della trasformazione della forma, perché ogni volta si rivestono di un nuovo corpo e in una nuova generazione. Perciò, rispetto alle anime, tutte le generazioni fin dall’inizio della Creazione fino alla fine della correzione sono come una sola generazione che ha esteso la propria vita nel corso di parecchi millenni, fino a quando non si sarà sviluppata e corretta come dovrebbe essere.

Ed il fatto che nel frattempo ogni anima abbia cambiato il suo corpo qualche migliaio di volte è del tutto irrilevante, perché l’essenza del corpo stesso, chiamata “l’anima”, non soffre affatto di tutti questi cambiamenti.

Domanda: Come fa la popolazione della terra a continuare a crescere se il numero delle anime che si reincarnano di generazione in generazione è fisso?

Risposta: Le anime sono divise in base al numero dei corpi. In sostanza c’è una sola anima che è divisa in molte parti, ma questa divisione non esiste veramente e noi la percepiamo solamente in questo modo.

Infatti, la reincarnazione è un cambiamento di forma del desiderio di ricevere. Ci sono molte di queste reincarnazioni in ogni momento.

C’è solamente un’unica anima, che sembra rotta. Noi la vediamo dispersa in diversi corpi e divisa in sette miliardi di persone e inoltre ci sono anche gli animali, le piante, e le rocce inanimate. Il mondo intero è parte del desiderio di ricevere che affronta dei cambiamenti o reincarnazioni in questo desiderio.

Un Kabbalista scrive delle reincarnazioni del desiderio corretto al quale è fornito un Masach (schermo) anti-egoismo.

Domanda: Allora, qual è il significato del mondo fisico che vediamo, che cambia nel tempo?

Risposta: Il significato di questo mondo è perché sia usato correttamente per ascendere al livello spirituale, cioè, aggiungere l’essenza spirituale al quadro fisico che vediamo. In questo modo santifichiamo questo mondo che diventa spirituale.

Scopriamo le connessioni tra tutte le parti della creazione: la natura inanimata, vegetativa ed animata e, più importante, la natura parlante che è sempre più connessa attraverso i legami dell’amore e del sostegno reciproco, fino a quando non raggiungeremo il quadro della sola realtà complessiva.
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Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06.2015, Gli Scritti di Baal HaSulam

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La vita eterna è possibile!

Dr. Michael LaitmanDomanda: qual’è il segreto della giovinezza eterna?

Risposta: Il segreto dell’eterna giovinezza è correggere la propria natura egoista che ci forza ad occuparci solo di noi stessi, in altruista per poterci occupare solo degli altri.

E’ un approccio completamente diverso verso la vita e le persone. Tutti quelli che smettono di ricercare la vita eterna e la giovinezza per se stessi ed iniziano ad occuparsi degli altri vivranno per sempre. Infatti si diviene simili all’eterna, perfetta, infinita Luce della vita che riempie l’intero universo.

Una persona cambia la sua natura nella natura della Luce e si tramuta in un canale attraverso il quale la Luce scorre verso le persone. Egli riceve la luce solo per poterla convogliare ad altri.

Domanda: E nel frattempo non invecchia più?

Risposta: La nostra intera esistenza avviene nel corpo biologico, animale e per questo è così breve. L’esistenza eterna è possibile se sviluppiamo la forza dell’amore e della dazione, che è chiamata l’anima.

Una persona che ha ricevuto questo potere sente di appartenere all’eternità, ad un altra realtà, il mondo superiore, il “Giardino dell’Eden”.

Quindi, la morte del suo corpo fisico, questa materia fatta di proteine, non lo disturba.

Egli dovrà invecchiare e morire – questo è inevitabile e sarà sempre così. Ma durante la vita in questo corpo, una persona ha l’opportunità di rivelare la sua anima, di espanderla e di innalzarla ad un grado tale che attraverso la sua forza interiore di amore e dazione diventerà simile alla Luce, la forza generale dell’intera realtà, che è chiamata il Creatore.

Domanda: Questo ha qualcosa a che fare con la religione?

Risposta: Tutto questo non è collegato alla specifica Religione ed è invece accessibile a tutte le persone in ogni parte del mondo. La vita umana non è limitata dal corpo fisico che, prima o poi, è destinato ad invecchiare e morire. Questa vita materiale ci è data come un’occasione fortunata per sviluppare la propria anima durante l’esistenza nel corpo.

La persona comune sente tutto attraverso il suo corpo e quindi essere giovani o vecchi è importante così come il numero delle grinze della pelle. Invece noi stiamo parlando di uno sviluppo al di là del corpo biologico, animale, fatto di proteine, in un altro corpo – spirituale, ovvero il desiderio di dare ed amare, di occuparsi degli altri.

Questo desiderio è detto il corpo spirituale o l’anima. Durante questa vita in un corpo finisco abbiamo l’opportunità di sviluppare un corpo spirituale – il desiderio di dare. Allora, ci muoviamo con tutti i nostri pensieri, intenzioni e sentimenti nel corpo spirituale ed iniziamo ad identificarci con l’anima.

Nonostante il fatto che il nostro corpo fisico vive nel mondo proprio come tutti gli altri uomini, il nostro corpo spirituale diventa importante per noi. Ci preoccupiamo dell’anima e la sviluppiamo dando sempre meno importanza al corpo fisico sino a che questo non scompare dal nostro campo di attenzione.

Noi non sentiamo la sua morte fisica, come la gente di questo mondo. E giunge un tempo in cui ci separiamo completamente dal corpo visto che non abbiamo più nulla da fare con esso. Infatti abbiamo sviluppato la nostra anima ed attraverso di questa percepiamo l’esistenza dentro la forza della dazione e dell’amore. La Luce Superiore che riempie l’intero universo.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.06.2015

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Dove si trova l’anima?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ci sono state persone nel passato che hanno trovato la propria anima? Se è così, dove sono le anime di quelle persone?

Risposta: In tutte le generazioni, ci sono stati tanti Kabbalisti. Il primo di loro era Adam HaRishon (il primo Adamo) seguito da venti generazioni di Kabbalisti fino ad Abramo, dopo di lui è apparso Isacco, Giacobbe, Mosè, ecc …. fino al nostro tempo.

Tutti questi Kabbalisti hanno raggiunto una condizione straordinaria, un vaso speciale chiamato “anima” nel quale era rivelato un potere più alto e la vita eterna. Anche noi dobbiamo raggiungere questa condizione speciale.

Domanda: Dove sono le loro anime adesso?

Risposta: Qui affrontiamo la domanda: Che significa: “dove sta l’anima?” significa, per esempio, c’è un luogo dove dimora l’anima? Quando percepiamo la spiritualità, cominciamo a capire che non esiste una cosa come un luogo. Oggi, anche i fisici quantistici affermano che non ci sono cose come spazio, tempo, o movimento. Tutti questi parametri sono relativi; non vi è nulla di tangibile o reale in loro.

Quando smettiamo di assorbire nel nostro ego, andando al di fuori del nostro egoismo verso il nostro prossimo, cominciamo a sentire la realtà esterna oltre ai confini del nostro ego. Poi, tutta questa convenzione di tempo, movimento e spazio spariscono.

Domanda: Se moriamo prima di ottenere questo stato? Dopo tutto, tutti questi Kabbalisti che hai menzionato hanno vissuto mille anni fa.

Risposta: Muore il corpo, il livello animale, piuttosto che qualcosa che appartiene all’anima. Se durante la vita una persona raggiunge il livello di dazione al prossimo, si percepisce l’anima, questa sensazione dell’ anima viene acquisita. Questa parte di noi non muore mai.
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Dal Programma Radiofonico Israeliano 103FM, 10.05.2015

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Cosa succede all’anima dopo la morte?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa succede a una persona dopo la sua morte? Che succede all’ anima?

Risposta: Coloro che sono capaci di percepire la loro anima, questa vive dentro di loro perché essa non è collegata con la morte del corpo.

E per coloro che non hanno mai ottenuto la loro anima, resta solo una Reshimot (dall’ebraico “roshem” – un ricordo), che è un pezzo di informazione simile al DNA, un codice preciso che include tutto ciò di cui una persona consisteva.

Quando il corpo muore, questa parte informativa (Reshimot) deve connettersi con un corpo nuovo in questo mondo e ricominciare da capo. Ogni persona ha una Reshimot, che è la particella da cui eventualmente può sviluppare un’ anima.

Commento: Lei ha detto che le persone che hanno un’anima sono solo coloro che la costruiscono.

Risposta: Si è vero. Costruiscono dai loro desideri egoistici che sono basati sulle Reshimot, alcune particelle d’informazione che lavorano dentro il desiderio costringendo le persone a costruire l’anima.

Domanda: Che cosa ho? Che manca? Cosa dovrei costruire?

Risposta: Il nostro desiderio egoistico di ricevere è tutto quello che abbiamo. Però può essere che all’ improvviso un desiderio speciale si illumini in noi. Questo è il desiderio di percepire la nostra anima e capire perché viviamo, qual è lo scopo della nostra esistenza e la fonte della vita.

Significa che una Reshimot, quella piccola scintilla, il cosiddetto punto nel cuore, si sveglia dentro di noi. In questo momento, cominciamo a contemplare che cosa dovremo fare dopo, poiché quest’ aspirazione fa pressione su di noi e non ci lascia soli.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 10.05.2015

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L’anti-vita è la vittoria sulla morte

Dr. Michael LaitmanOggi percepiamo la vita solo come ricezione, assorbimento, consumo, acquisizione ed ottenimento per se stessi. Così andiamo avanti sino a quando non ne possiamo più di questa vita, andiamo in pensione, passiamo qualche anno in un ricovero per anziani e poi finalmente moriamo.

Ma c’è una possibilità di innalzarci ad un altro livello dell’esistenza: condurre una vita secondo la dazione e non secondo il consumo. E questo non attraverso la benevolenza e la carità, dove aiuti i poveri con dei soldi, ma piuttosto vivendo oltre il proprio ego. La vita oltre l’ego ci porta un sentimento di contro-vita, di anti-morte, come è detto “Ho visto un mondo sotto sopra” (Baba Batra 10b).

Esiste un’altra forma di vita parallela al nostro mondo. La saggezza della Kabbalah ci insegna come ottenere una nuova forma di esistenza. Questo è un rovesciamento della vita, non dentro l’ego che inghiotte ed assorbe tutto al suo interno, non dentro il desiderio di ricevere e di godere, ma entro il desiderio di dare, di amare.

Questo non è lo stesso amore egoistico a cui siamo abituati nel nostro mondo. L’amore è quando esco da me stesso e mi includo nei desideri degli altri, vivo in questi desideri senza tener conto di me stesso. Uno stile di vita come questo non è limitato dall’intensità del piacere che puoi ottenere.

Questo non è il piacere del corpo fisico, che non può mangiare e bere senza limiti. Nella dazione non sono limitato da nulla visto che esco verso gli altri. Non sono limitato dalla vita biologica del mio corpo ma sono fuori di esso e qui percepisco la mia vita.

Il mio corpo continua ad esistere ma è come se vivesse di fianco a me, come un animale addomesticato vive al fianco di un essere umano. La mia parte interna che esce da me stesso ed è inclusa negli altri è chiamata Adamo (uomo). E quella parte di me, quella biologica, bestiale, che rimane, vive come al solito.

Vive il tempo che gli è destinato, andando dai dottori sino a che non finisce al cimitero.

Domanda: Ma una persona che si Sforza con I problem fisici di ogni giorno non può essere interessata a questi elevati concetti come quelli di una vita oltre il corpo fisico.

Risposta: Ogni persona è occupata nelle stesse domande sulla vita e sulla morte. Anche nella vita ordinaria ormai è impossibile andare avanti senza connettersi alle giuste reti e senza bilanciare la dazione e la ricezione e senza connettersi agli altri con le giuste connessioni reciproche. La saggezza della Kabbalah ci obbliga a organizzare le nostre vite in questo mondo.
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Dal programma Radiofonico Israeliano 103FM, 8.03.2015

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