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Quando finiranno le cospirazioni contro gli Ebrei?

L’ultima montatura sugli Ebrei è che stiamo approfittando della diffusione del coronavirus. Chi sono esattamente questi Ebrei profittatori? Sono tutti loro o solo quelli che stanno tramando in tal senso? Per coloro che li odiano, non fa alcuna differenza. L’unica cosa che conta è che la parola ” Ebreo ” è attaccata ancora una volta alla parola ” colpa “.

Questo non è nuovo. Siamo stati accusati di tutte le disgrazie che l’umanità abbia mai sofferto. Tutto ciò che sconvolge, offende, ferisce o comunque non piace alla gente, viene spesso attribuito agli Ebrei. Gli Ebrei hanno subito libelli di sangue come la cottura delle matzah (il pane pasquale) con il sangue dei bambini cristiani. Nel Medioevo erano accusati di avvelenare i pozzi. Più tardi, si disse che dominavano la tratta degli schiavi dall’Africa all’America e sono sempre stati accusati di slealtà verso i paesi in cui vivono.

Quando si tratta di flagelli, si può essere certi che la colpa sarà degli Ebrei. Siamo stati accusati di aver causato la peste nera nel XIV secolo, di aver diffuso l’AIDS nel XX secolo e, in questo secolo, siamo accusati di aver diffuso il Covid-19.

Gli Ebrei sono stati anche accusati di manipolare i media per soddisfare i loro bisogni e la modernità ha anche creato un nuovo tipo di libello di sangue, accusando gli Ebrei di prelievo di organi. Inoltre, gli Ebrei sono spesso accusati di “crimini” contrastanti. I Comunisti li accusavano di aver creato il capitalismo; i Capitalisti li accusavano di aver inventato il comunismo. I Cristiani accusavano gli Ebrei di aver ucciso Gesù, e il filosofo francese François Voltaire li accusava di aver inventato e diffuso il Cristianesimo.

In breve, qualsiasi opinione sulla quale le persone dissentono, esse incolpano gli Ebrei della sua invenzione. Come se tutto questo non bastasse, gli Ebrei sono stati anche etichettati come guerrafondai e come codardi, razzisti e cosmopoliti, smidollati e inflessibili, e così via all’infinito.

Tuttavia, il fatto che l’antisemitismo sia irrazionale non significa che sia senza merito, senza una radice che lo causi. Infatti, pensare che non ci sia una ragione per l’antisemitismo è tanto irrazionale quanto l’antisemitismo stesso. Così come non c’è fumo senza fuoco, niente può succedere senza qualcosa che lo causi. Nel caso dell’odio per gli Ebrei, quel qualcosa ha alimentato il fuoco per millenni. Quindi, poiché c’è chiaramente una causa, dovremmo trovarla, curarla se possiamo e curarla prima che le fiamme divampino ancora una volta e diano un altro colpo al nostro popolo.

Allora come finirà l’odio per gli Ebrei? Penso che possiamo trovare la risposta nelle parole del dottor Kurt Fleischer, leader dei liberali nell’Assemblea della Comunità Ebraica di Berlino prima che i nazisti salissero al potere. Nel 1929, sosteneva: “L’antisemitismo è il flagello che Dio ci ha mandato per condurci insieme e saldarci insieme”.

Abbiamo istituito la nostra identità nazionale quando abbiamo promesso di unirci “come un solo uomo con un solo cuore”; siamo stati dispersi ed esiliati perché ci odiavamo l’un l’altro senza motivo;  riconquisteremo la nostra identità nazionale quando ripristineremo la nostra unità. Siamo stati scelti per dare un esempio, per essere “una luce per le nazioni” e nessuna dichiarazione che siamo come tutti gli altri aiuterà. La nostra “scelta” non ha mai riguardato la scienza, la cultura o l’ingegno.

Abbiamo dato al mondo Albert Einstein, Sigmund Freud e Leonard Bernstein. Un quarto dei Premi Nobel sono ebrei, anche se siamo solo lo 0,2% della popolazione mondiale, ma qualcuno è grato? Devo ancora sentire gli applausi. 

Il mondo non ci ringrazia per il nostro contributo in questi campi perché questo non è il contributo che si aspetta da noi. Il mondo non è ingrato, è insoddisfatto perché non ottiene da noi ciò di cui ha veramente bisogno: un esempio di unità. 

I nostri saggi ci hanno sempre detto che quando siamo uniti, siamo così forti che nessuno può sconfiggerci. È vero non per la nostra potenza militare, ma perché la nostra unità trasforma l’odio delle nazioni nei nostri confronti in rispetto e gratitudine. 

Più il mondo si divide, più cresce l’antisemitismo. Non è un processo cosciente, ma una reazione naturale e istintiva da parte di un mondo che attende un esempio di unità, e nessuno può fornirlo se non il gruppo che è stato designato a farlo: il popolo ebraico.

Non dobbiamo lottare contro l’antisemitismo; è una perdita di tempo. Dobbiamo lottare contro il nostro odio reciproco. Questa è l’unica cura per l’odio crescente verso gli Ebrei e per le nuvole di tempesta che si accumulano ancora una volta intorno al popolo ebraico.

Covid: il Terminator di Carriere

Non sono passati neanche due anni dall’inizio del Covid, ed è già chiaro che il virus sta rivoluzionando la civiltà. Le cose che davamo per scontate fino a poco tempo fa, come il lavoro, la scuola e l’intrattenimento, sono diventate discutibili su diversi livelli. Il virus non agisce soltanto sulla nostra salute, ma anche sulla nostra vita: sta cambiando il modo in cui ci percepiamo, come esseri viventi e come membri della società.

Fino a quando non ci è piombato addosso il virus, abbiamo etichettato le persone, in gran parte, dalle loro carriere o lavori, e dai loro stili di vita. Avere una carriera, una volta, era simbolo di successo.  C’era un tono romantico nella parola,  immagini di frequenti viaggi di “lavoro”, carte di credito aziendali, un appartamento in un grattacielo con una guardia nell’atrio e uno status sociale da far invidia agli altri.

In qualche modo, il Covid ha attenuato il fascino. Non è che la gente rifiuti completamente l’idea di una carriera, ma non è così invidiabile come lo era due anni fa e la sua attrazione sta semplicemente diminuendo. Vogliamo ancora il denaro, lo vorremo sempre, ma siamo disposti a pagare molto meno per ottenerlo. Non siamo disposti a sacrificare così tanto della nostra vita sociale, degli altri interessi, della nostra tranquillità e del  tempo in famiglia per il nostro stato sociale. In parte è perché non lo troviamo più così allettante e in parte è perché gli altri non trovano più invidiabili i nostri “titoli” di carriera.  Vedono le nostre lunghe ore in ufficio, i nostri voli frequenti e provano pena per noi, perché lavoriamo così tanto anziché goderci la vita. 

Ma la pandemia è andata più in profondità che cambiare la nostra percezione del lavoro. A poco a poco, ha risvegliato in noi le “grandi” domande, quelle che abbiamo soppresso per anni sotto la pressione della sopravvivenza in un mondo iper capitalistico: le domande sul senso della vita.

Proprio come il riscaldamento climatico scongela il permafrost emettendo gas che cambiano la composizione della nostra atmosfera, il virus sta sciogliendo il ghiaccio nei nostri cuori, aprendoli a sensazioni da tanto tempo congelate, che cambiano l’atmosfera della nostra società.  Stiamo imparando a pensare di più socialmente e meno individualmente.  

La paura del contagio ci ha fatto riconoscere che siamo dipendenti dagli altri per la nostra salute. Ora, con la crisi delle catene di approvvigionamento dovuta al coronavirus, ci fa capire che siamo dipendenti l’uno dall’altro per il nostro cibo, per il prezzo che paghiamo per le cose, per la nostra capacità di comprare i regali per le feste, per il nostro intrattenimento, la nostra vita sociale e per le nostre scuole ed educazione.

Forse non ce ne rendiamo conto, ma il virus ci insegna a rivalutare i nostri valori: chi consideriamo grande e ammirevole e chi disprezziamo. Ci insegna a giudicare le persone non secondo il loro guadagno, ma secondo il loro contributo alla società. Abbiamo iniziato applaudendo gli operatori sanitari e medici, poi siamo passati a riconoscere che i lavoratori dei supermercati sono indispensabili,  ora ci rendiamo conto che queste persone invisibili sono quelle che ci permettono di vivere e preoccuparci di noi stessi.

Grazie al virus, stiamo finalmente imparando che ogni persona è unica, dato che ogni persona porta un contributo speciale alla società che nessun’altro può portare.  Nella nostra unicità, siamo tutti pari. Quando il processo di accettazione dell’unicità di ogni persona sarà concluso, scopriremo che l’odio nei nostri cuori sarà svanito.

Vedremo quanto tutti siano preziosi e saremo grati dell’esistenza di ogni essere umano sul pianeta.  Quando questo avverrà saremo grati al Covid, che ha portato fine alle nostre carriere e ha generato unione e pace.  

Un viaggio tanto atteso

Domanda: Airbnb, società che prenota alloggi in tutto il mondo, ha pubblicato un report con le previsioni per il mercato dei viaggi per il 2021. Credono che i viaggi d’affari non torneranno. Inoltre le persone viaggeranno spesso in auto e non lontano da casa. Il cinquantadue percento preferirebbe lasciare i telefoni a casa. I turisti non vogliono perdere tempo sulle foto e pubblicarle sui social network, non sono interessati e, inoltre, in modo che nessuno si possa connettere con loro.

Allo stesso tempo, la maggioranza dei turisti è di nuovo pronta per nuovi viaggi, e il 54% ha già prenotato i biglietti o sta programmando un tour oggi.

La prima domanda è questa: come si spiega la voglia di viaggiare anche se siamo minacciati da contagio? Non abbiamo imparato la lezione dal coronavirus?

Risposta: Il fatto è che non viviamo semplicemente perché esistiamo, come i gatti che si sdraiano al sole e si crogiolano. Viviamo ancora di appagamento.E poi compro un biglietto per qualche luogo, forse non lontano, ma all’estero, dove qualcosa è nuovo, diverso, ed ho una sensazione diversa, e sto viaggiando.

Domanda: E il coronavirus non può fermarlo? Vive in una persona?

Risposta: Vive nella persona. Penso che le persone cominceranno a viaggiare dopotutto. Sarà possibile viaggiare in alcuni paesi, e forse in tutti. E si  uscirà da questo stato.

Senza viaggio, non c’è modo di rinnovarsi. Quando entri in un ambiente sconosciuto, diventi un bambino. E questo stato di incuria, sorpresa e scoperta è molto importante per una persona. Inoltre, se è già in età avanzata (vecchio come un piccolo bambino), allora è molto importante per lui, si sta rinnovando.

Domanda: Tu sei come un bambino quando viaggi?

Risposta: Sicuro. Oggi andremo lì, poi andremo qui e faremo qualcos’altro! Questo infantilismo che si risveglia in noi, una sorta di spensieratezza, è proprio ciò che ci attrae.

Domanda: Ma se possiamo viaggiare nel nostro mondo interiore, vedremo un mondo luminoso lì?

Risposta: In questo vedremo tutto! Vedremo la cosa più importante: la causa e l’effetto di tutto ciò che accade. Sono un grande ottimista. Accadrà e succederà molto rapidamente, e lo vedrò insieme a tutta l’umanità.

Verremo a scoprire tutta la profondità della natura nella sua vera forma. Vedremo tutte le cause e gli effetti, tutto ciò che accade, tutto ciò che produciamo in natura, quali reazioni risvegliamo e perché. In generale, vedremo tutto di fronte a noi, tutti i mondi immensi, e tutto questo sarà nella nostra realizzazione.

Questo è precisamente l’appagamento interiore di una persona, sopra di questo non c’è nulla, non c’è niente di più completo di questo, e questo cattura una persona così tanto che non ha più bisogno di niente. Questa non è una restrizione o una sosta lungo la strada, è davvero tutto quello per cui una persona è stata creata.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 2/8/21

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Il ritorno del coronavirus

Il coronavirus tornerà inevitabilmente. Non abbiamo tratto le corrette conclusioni dalla prima ondata della pandemia e la seconda ondata arriverà. Tutto quello che abbiamo capito dalla prima ondata e che dovremmo stare a casa, e se usciamo, dovremmo indossare una maschera e mantenere le distanze tra di noi. E naturalmente, questo non è abbastanza per correggere il nostro stato.

Comunque, inizialmente non mi aspettavo che il coronavirus scomparisse rapidamente. Questa era solo la prima ondata e la seconda sarebbe arrivata dopo, e sta già accadendo. Non solo una ripetizione dell’ondata, ma nuove mutazioni del virus da una nuova fonte. E avvicinandosi all’inverno, penso che ci sarà una terza ondata.

E’ molto probabile che queste ondate arrivino con grande frequenza, di volta in volta, per insegnarci che dobbiamo finalmente fare qualcosa con noi stessi. Altrimenti, il virus ci disconnetterà dalla vita normale che avevamo prima. Dovremo cambiare l’intera routine della vita, l’economia, l’industria, le forme di lavoro, l’assistenza infantile, e le forme di comunicazione e interazione.

Il virus colpisce tutto perché il mondo intero è costruito sulla connessione tra le persone. La pandemia colpisce proprio questo legame tra noi. Inizieremo ora a sentire sempre di più quanto sia un disturbo qualitativo questo blocco di connessione. La pandemia non ci permette di comunicare nemmeno con le mascherine.

Il virus muterà a tal punto che le vaccinazioni smetteranno di funzionare in modo che inizieremo a pensare a quale dovrebbe essere la natura della vaccinazione, cosa dovrebbe fare, e come dovremmo prepararci per non subire colpi pesanti. Dobbiamo iniziare a diventare più intelligenti!

Le ondate della pandemia sono come le piaghe Egiziane che ci spingono ad elevarci al di sopra del nostro egoismo, per uscire dal potere del Faraone. E’ questa la direzione delle nostre azioni, pensieri, e conversazioni? Ci rendiamo conto che il coronavirus è la stessa piaga che il popolo di Israele ha vissuto in Egitto: sangue, rane, pidocchi, e tutto il resto? Dobbiamo affrontare tutto questo, ma in un modo diverso.

Puoi provare a chiudere i confini in modo che il virus non penetri dall’esterno, ma questo non aiuterà perché il Creatore implementa ancora il Suo programma superiore. Il virus non scomparirà e non ci lascerà, perché fin’ora non ha causato alcun cambiamento dentro di noi. E quindi dovrà colpire il popolo di Israele e il mondo intero ancora e ancora.

Israele dalla sua correzione interna può curare se stessa e il mondo intero dalla pandemia fungendo da medicina per l’intera società umana. Se gli Ebrei iniziano a trattarsi correttamente tra di loro, la pandemia scomparirà in tutto il mondo, l’intera umanità sarà curata.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “A Conversation with Journalists” 6/24/21

 

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Perché siamo stati messi nelle nostre case

Commento: Recentemente ho visto la fotografia di una prescrizione data a una donna anziana da un medico su internet. Nell’ultimo anno, ha mantenuto una distanza di sei piedi dagli altri, anche con i membri della famiglia, come raccomandato. E’ stata vaccinata e ha continuato a seguire ancora queste regole. Non si è nemmeno avvicinata alla sua amata nipote che era nata malata, e di cui si era presa cura. Fu molto difficile per lei, ma aveva più paura per i suoi cari che non per lei stessa.

Questa donna cominciò ad ammalarsi gravemente.
Si stavano preparando a salutarla. La medicina non ha aiutato, niente ha aiutato, e poi il dottore disperato gli ha scritto una prescrizione: “Ti è permesso abbracciare tua nipote.”
La abbracciò e iniziò a guarire.

Risposta: Naturalmente. Questa persona ha privato se stessa di sensazioni molto potenti. E’ impossibile vivere così. Stava già uccidendosi con queste relazioni con gli altri.

Domanda: Che cos’è un abbraccio? Cos’è questa rivitalizzazione?

Risposta: Questa è una grande forza. Se una persona è privata dalla sensazione dell’amore, anche gli animali, sappiamo questo dagli animali; lo percepiscono molto chiaramente, capovolge la loro vita ssotto sopra.
Non c’è niente da fare, dobbiamo amarci.

Commento: In generale, questa donna poteva comunicare con sua nipote a distanza, ma non era abbastanza per lei. Aveva bisogno proprio di contatto fisico, di abbracciare sua nipote.

Risposta: Certo. Niente altro.

Domanda: Ora che siamo stati separati in questo modo, e poi all’improvviso, forse, saremo riuniti, saremo in grado di capire cos’è l’amore dopo tutto. Capiremo che se ne siamo privati, questa non è vita. E’ per questo che siamo stati separati in modo da avvicinarci a questo abbraccio diversamente?

Risposta: Si. Sono d’accordo. La distanza è stata creata apposta per noi in modo che avessimo una vera voglia l’uno dell’altro.
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Da KabTV’s: “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 21/4

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A cosa pensare ogni minuto

Domanda: Uno studente ha scritto: “Ho visto su Youtube il video ‘Come superare la vergogna?’ Mi dica lei, per favore, cosa dovrei fare? A causa del coronavirus, ho chiuso la mia attività e ho enormi debiti con le Banche; ho un appartamento in affitto e un bambino piccolo. Come posso non perdere il lato umano in me? Con stress, depressione, attacchi di panico e insonnia, come dovrei affrontare una situazione di vita difficile e temporanea? Lei in passato ha descritto accuratamente il mio stato d’animo.”

Risposta: Ti consiglio di spegnere il cervello, di agire in modo assolutamente meccanico, razionale. Ciò che la vita richiede da me oggi, lo devo fare, senza prestare attenzione a ciò che accadrà dopodomani e anche, forse, domani. La cosa principale è oggi! Cerca di comprendere correttamente le mie parole e poi capirai come dovrebbe essere realizzato il nostro mondo.

Non dovremmo pensare a domani o dopodomani, non dovremmo fare progetti per grandi cambiamenti. Dovremmo solo pensare a come in ogni momento possiamo essere utili a noi stessi e ai nostri cari, e se abbiamo la corretta comprensione del mondo futuro, forse in qualche modo condividiamolo con gli altri.

Senza invenzioni eccessivamente ragionevoli e filosofiche, mantienilo il più semplice possibile.

E così facendo vedrai un percorso tutto nuovo, lungo il quale puoi camminare tranquillamente, come in un parco, e nessuno ti disturberà. E se ti sembra che ti diano fastidio, approfondisci questo percorso. Vedrai come tutto si risolverà e farà spazio alla tua vita semplice. E così uscirai da tutti questi problemi.

L’importante è vivere senza complicazioni nel nostro tempo, in questa pandemia. E questo atteggiamento ti condurrà ai pensieri e alle azioni più sagge.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Michael Laitman”, 1/02/2021

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Rimpiazzare i contatti fisici

Domanda: Durante la pandemia siamo diventati tutti partecipanti all’esperimento di vivere in un isolamento tattile. In che modo, l’eliminazione della comunicazione fisica come la principale modalità di interazione con gli altri influenzerà il futuro sviluppo dell’umanità?

Risposta: Stiamo entrando in uno stato nel quale veramente non comunichiamo fisicamente. Quindi, cosa importa se sono nella metropolitana o indaffarato tra la folla? In pratica, c’è un contatto molto piccolo tra di noi. Tutti i contatti si svolgono attraverso i computer.

Perciò non penso che la pandemia farà qualcosa per avvicinare le persone tra di loro. È impossibile condurre un esperimento che confronti passato, presente e futuro perché siamo in condizioni diverse.

Come è organizzato normalmente un esperimento? Ci sono condizioni certe e altre da esaminare, e per studiarle, si tengono fisse queste e quelle condizioni di uno stato e si confrontano con le altre.

Qui, tuttavia, non possiamo confrontare lo stato attuale, quello passato e a maggior ragione lo stato futuro. Non abbiamo ancora terminato questo processo. Di conseguenza, tutte le nostre conclusioni sono molto vaghe e incerte.

Se me lo chiedi come kabbalista, posso dirti che le persone sentono veramente di essere più in contatto adesso di prima. Ci si può chiedere: “Com’è possibile se sono in quarantena nella loro casa?” Stanno sperimentando il medesimo stato e perciò diventano a livello sensoriale più vicini l’una all’altra e possono comprendersi di più reciprocamente.

Domanda: Lei pensa che lo schermo del computer attraverso il quale comunichiamo può diventare un problema per noi in futuro?

Risposta: Noi possiamo incontrarci adesso e in pochi minuti accorgerci che non abbiamo nulla da dirci. Cosa possiamo raccontarci l’un l’altro che tu non abbia vissuto ed io non abbia vissuto? Siamo tutti nelle stesse condizioni e perciò non può esserci altro da dire.

Domanda: Questo significa che adesso stiamo entrando in un nuovo livello di sviluppo nel quale il corpo non gioca più alcun ruolo nella comunicazione?

Risposta: Muovere il corpo da un luogo ad un altro ha da tempo smesso di giocare un qualsiasi ruolo. Io prendo un aereo e volo ovunque ma rimango in contatto con i miei colleghi, la famiglia e gli amici. Le cose stanno funzionando in modo diverso da molto tempo. Internet ci ha reso tutti uguali.

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 30/10/2020

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La cura per il virus

Nota: Lei dice che la connessione tra le persone è la cura per i virus ma vediamo, al contrario, che la cura è mantenere la distanza, la quarantena.

Risposta: La quarantena non è la cura per il virus. Il trattamento di cui abbiamo bisogno, per impedire al virus che sedimenti tra di noi, tra i nostri sentimenti e le nostre relazioni è, invece, una connessione calda tra di noi. Attraverso lo sforzo di unirci come un solo uomo con un solo cuore noi non lasciamo spazio al virus per diffondersi.

Per il momento, ci troviamo in uno stato di transizione. Tale condizione ci insegna cos’è bene e cosa è male, se conviene cambiare o no, cosa accadrà se facciamo questo o quello. Non possiamo trarre ancora le giuste conclusioni.

Non c’è dubbio che in futuro l’umanità comincerà a comprendere che le relazioni corrette curano la società.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 30/10/2020

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Al di fuori dell’amore per sé

Domanda: Dicono che tutti i problemi della vita sorgano solo a causa dell’amore per sé. Perché?

Risposta: Qualunque cosa facciamo, inizialmente la facciamo solo per amore per noi stessi. Amo me stesso e, per come la vedo, faccio tutto ciò che possa aiutarmi, riempirmi e farmi piacere. Quindi, per il mio bene, sono pronto a distruggere la natura, a fare qualsiasi cosa. Tutti i problemi sorgono proprio perché penso solo a me stesso.

Domanda: Ora una pandemia si sta diffondendo nel mondo. È perché penso a me stesso?

Risposta: Naturalmente. A causa del fatto che le persone pensano solo a se stesse, questi “parassiti” appaiono.

Domanda: Allo stesso tempo, dicono che se una persona non ami se stessa, non sarà in grado di amare gli altri. Significa che l’amore per sé è necessario per amare gli altri?

Risposta: Sì. Altrimenti, una persona non avrà un esempio di come dovrebbe amare gli altri. Deve amare se stessa. Ecco perché si dice: ” Ama il tuo prossimo come te stesso”.

Commento: Significa che gli egoisti narcisistici …

La mia risposta: Sono persone molto piacevoli. È solo necessario trasformare la loro idea di piacere nel fatto che donando contentezza agli altri, esse stesse riceveranno soddisfazione.

Domanda: Perché le persone così spesso nascondono l’amore ma esprimono apertamente l’odio?

Risposta: L’amore mi obbliga e forse mi mostra la mia debolezza. E l’odio, al contrario, suggerisce che sono, per così dire, al di sopra degli altri, che non ne ho paura e che sono pronto, per quel che vedo, a mostrare il mio atteggiamento corretto verso gli altri.

Domanda: A volte una persona pensa di amare già tutti. Come superare una tale prova d’amore in modo da non ingannarsi?

Risposta: Offrendole di lavorare un giorno per qualcuno, in modo che provi a vedere come il suo orgoglio offusca tutti i suoi orizzonti.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 23/10/2020

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2021 – L’anno del risveglio dell’umanità

E’ da poco iniziato l’anno 2021 che ci rivelerà che il mondo è chiuso, che è connesso in un solo sistema, che soffriamo e che la soluzione può solo essere comune.

Tutto questo sarà rivelato nel 2021, sarà l’anno del risveglio dell’umanità. Sarà ovvio per tutti che è impossibile avere successo usando l’ego. Al contrario, il successo dipende dal rompere le partizioni egoistiche che ci separano.

Nel cercare di ottenerlo nella decina, avremo impatto in tutto il mondo. E il mondo capirà che si sono sprecati abbastanza soldi per le armi. L’unica cosa nella quale vale la pena investire è nell’unione dell’umanità. Sarà l’elisir che curerà tutte le malattie.

Non avremo bisogno di vaccini e medicine contro il virus. Questa non è la pandemia del Coronavirus, ma un’epidemia globale dell’ego che si diffonde nel mondo. E per questa malattia c’è una sola cura: la connessione.

 

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 30/12/2020, “Annullamento e sottomissione”

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