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Mega Congresso di Kabbalah: L’unità di tutto il mondo

In centinaia di località di tutto il mondo, le persone si riuniranno per il Mega Congresso che mira ad unire il mondo e a lavorare per sperimentare la spiritualità. Sono tutti invitati a partecipare in qualsiasi posto o a connettersi on-line per partecipare alla celebrazione dello scopo della creazione. Per ulteriori informazioni e l’iscrizione all’evento di tre giorni: L’Unità in tutto il mondo.

Il primo incontro con la Luce

Domanda: Ci può descrivere la sua prima esperienza spirituale, il suo primo incontro con la Luce Superiore? Cosa si sente?

Risposta: La prima esperienza spirituale è unica per tutti. In generale, tutti attraversano gli stessi stati.

Quando una persona ha il suo primo incontro con la Luce, sente che tutto questo mondo è pieno di amore, con una forza calorosa ed illimitata. È una sensazione buona e calda; ed è così tutto il mondo.

L’uomo vive, vede gli altri e tutto il mondo e con questo sente che l’aria è diventata più densa, calda e dolce. Egli sente verso se stesso un’attitudine soave e dolce.

Questa è la prima sensazione spirituale che arriva all’uomo; ma lui, in generale, la dimentica.

Per questo succede in ogni modo, per dare all’uomo una testimonianza ed un appoggio e creare in lui alcuni nuovi vasi di percezione (Kelim) affinché avanzi.

Dopo questa prima esperienza spirituale – data dall’alto – l’uomo deve fare molti sforzi per raggiungere da solo le stesse sensazioni e dopo, farle diventare miliardi di volte più forti;

ma in questo caso, egli già dominerà queste sensazioni, le capirà e lavorerà con esse.

Tutte queste impressioni, inclusa la prima e le successive, vengono sentite dall’uomo all’interno del suo crescente punto nel cuore e dentro il suo vaso spirituale di percezione (Kli) e non nei limiti di fenomeni fisiologici e psicologici.

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Partecipa al Congresso sullo Zohar 2010 ovunque ti trovi

Nell’intervista che segue, darò alcuni consigli su come qualsiasi persona al mondo possa sostenere e partecipare al Congresso sullo Zohar 2010 che si terrà a Tel Aviv, Israele dal 22 al 24 febbraio.

Vedere l’intervista (inglese)

Qualcuno ha chiamato l’ambulanza spirituale?

Non manco di problemi nella vita. Qualche volta mi sembra di essere così nauseato e stanco di tutto che non ho desiderio per niente. Quindi, devo mettere da parte per un momento tutto ciò che è animale e terreno e discernere la cosa più importante: cosa sono le mie relazioni correnti con coloro che mi circondano? L’odio, non mi importa di loro neanche un po’, potrebbero anche scomparire per quello cha mi importa … Questa mancanza che io attribuisco all’ambiente, è la mia inclinazione al male.

È stata espressa come risultato della frammentazione delle nostre anime: una volta noi eravamo uniti, ma adesso stiamo scoprendo il contrario, la totale disconnessione. Questa scoperta è estremamente importante; è ciò di cui ho bisogno. Non devo lasciare da parte questi momenti negativi, ma raccoglierli. Questi mi dimostrano quanto odio gli altri ed è magnifico che ciò venga rivelato! Si, li odio e li disprezzo, mi disgustano lo stomaco, noi siamo mentalmente distanti gli uni dagli altri e ciò è magnifico. Adesso ho un’opportunità di cominciare la correzione.

Quindi, comincio a muovermi verso di loro. Faccio sforzi, partecipo agli studi e alla divulgazione per sentire almeno una specie di connessione, per piegarmi dovunque posso. Se oggi sento che sono senza forze anche per guardare i miei amici, allora devo intraprendere qualche tipo di lavoro meccanico che apporti beneficio allo scopo, fino a quando non ritorno al flusso generale.

Ogni persona può cadere in uno stato dal quale non può risalire da sola. Questo perché è semplicemente obbligata a ricevere il supporto dal suo gruppo e dalla nostra intera comunità globale, come qualcuno che ha perso la coscienza e necessita di aiuto dall’esterno.

Da parte loro, i gruppi devono identificare questi casi ed offrire immediatamente emergenza, aiuto professionale alle “vittime”, come dottori che salvano la vita spirituale del paziente. Facendo questo, noi non “calpestiamo” il male nella persona, ma offriamo supporto per risvegliarla e portarla nella linea di mezzo, che la costruirà. Allora tutto il male si trasformerà in bene.

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Un’orchestra di mille persone

Una domanda che ho ricevuto: Il Congresso Mondiale sullo Zohar comincia oggi. Come ci possiamo preparare in modo da poter ricevere il più possibile da questo incontro?

La mia risposta: Tutti i partecipanti si riuniranno e la sala sarà riempita. Tutti noi cominceremo a pensare e sentire simultaneamente.

Al momento, non sta ancora avvenendo. Solitamente ci vuole almeno un giorno, ed il cambiamento avviene il giorno successivo. C’è una certa inerzia nelle relazioni tra le persone e la loro abilità di sentirsi a vicenda. Ci vuole sempre tempo. Assomiglia all’accordarsi di un’orchestra sinfonica: ogni suonatore accorda il suo strumento prima del concerto e si può solo sentire un incoerente cacofonia di suoni. Allo stesso modo dobbiamo accordare noi stessi e cominciare a sentire qualcosa insieme.

Il successo del congresso dipende dal fatto che siamo ispirati dalle stesse cose, sviluppandoci di più ed in coordinazione reciproca. Solitamente, lo stato è completamente differente nel secondo giorno del congresso. Spero che per domani sera, suoneremo in completa coordinazione. Lavoriamo duro fino alla fine del congresso, ed io prevedo un enorme successo.

La situazione è davvero unica. Posso essere sentito più chiaramente ogni singolo giorno, specialmente qui, in America, la quale deve arrivare allo sviluppo spirituale quanto prima. Se questo avviene qui, certamente si diffonderà in tutto il mondo e l’intera umanità raggiungerà lo stato della correzione finale che dobbiamo raggiungere. Potrebbe avvenire nel giro di un paio di anni o anche mesi, anziché anni. Dipende tutto da noi.

Tutto si rivelerà nella maniera in cui viene descritto dalla scienza della Kabbalah. Noi determiniamo solo la velocità e la maniera attraverso la quale raggiungeremo la correzione finale: se attraverseremo oppure no questi stati in modo buono e piacevole.

Dobbiamo sentire che la connessione tra noi ci rivela una nuova sensazione, una nuova realtà. Cominceremo a sentire una nuova forza che agisce in alto ed attiva tutto. In pratica dobbiamo cominciare a sentirla almeno in qualche piccolo grado iniziale. Allora noi avremo qualcosa da dare al mondo intero.

Questo è quanto mi aspetto da questo congresso. Ci dovrebbe essere un gruppo qui, non solo un migliaio di persone – un gruppo con un desiderio, un pensiero, uno scopo ed una ispirazione. L’unità è una forza. Se essa traspira anche in una piccola quantità iniziale, cominceremo a sentire la dimensione spirituale. Noi ci siamo molto vicini.

Tuttavia per non essere semplicemente una bella sensazione, ma la rivelazione spirituale, abbiamo bisogno di unirci in una singola sostanza spirituale, nella dazione comune dove potremo rivelare l’unica forza – il Creatore. È molto realistico ed opportuno al giorno d’oggi. Non vediamo l’ora!

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Foto della Notte Dell’ Unità a Tel Aviv

Foto della Notte Dell’ Unità per Shavuot che ha avuto luogo il 17 maggio 2010 a Tel Aviv, in Israele

Uniamoci al Cuore del Mondo

Una domanda che ho ricevuto: Il Convegno Mondiale Zohar avrà inizio a New York tra soli due giorni, e sembra che tutto vi sia già stato detto, come il modo per prepararsi e cosa accadrà lì. Eppure, potreste fornire alcune indicazioni di sintesi finale?

La mia risposta: La sintesi è di raggiungere una connessione tra i nostri cuori. Questa è l’unica cosa che dobbiamo correggere e questa deve essere la cosa più importante per noi.

Non ci si deve preoccupare di essere in grado di vedere e ascoltare tutto, o non essere in grado di capire tutto. La cosa più importante è il tuo cuore: è necessario preoccuparsi del collegamento con tutti gli altri desideri simili delle persone che partecipano a questa assemblea mondiale.

Al convegno saranno presenti più di mille persone, e saranno affiancati da centinaia di migliaia in tutto il mondo. Se questi cuori desiderano di unirsi in un unico desiderio cioè quello di raggiungere la rivelazione del Creatore, per raggiungere conferimento e l’amore attraverso la loro unità, allora accadrà! Questo obiettivo è raggiungibile e può essere realizzato, e ciò avverrà in un modo o nell’altro in un futuro molto prossimo.

Negli anni precedenti non ho parlato di amore e unità, ma adesso siamo già alle soglie del rivelare il Creatore in modo pratico, la qualità della dazione e di amore, nel nostro mondo. Pertanto entreremo a questo convegno con speranze di successo.

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Una domanda che ho ricevuto: Il convegno mondiale Zohar partirà tra un paio di giorni. In relazione a questo, molte persone ci scrivono su vari ostacoli che impediscono loro di venire, e circa la loro paura e la riluttanza improvvisa ad arrivare. Cosa si può fare a riguardo?

La mia risposta: Se una persona ha l’opportunità di venire al nostro incontro, nessuna ragione dovrebbero impedirgli di farlo. Uno dovrebbe venire anche se si tratta di spendere una somma considerevole di denaro o di sacrificare tempo di vacanza. Non riesco a immaginare che cosa potrebbe essere più importante che passare qualche giorno insieme: E ‘un investimento puramente spirituale.

Noi non ci rendiamo conto di come tale unificazione tra la gente faccia avanzare il nostro progresso spirituale. Ora stiamo vivendo la “durezza di cuore”, e stiamo ricevendo una porzione supplementare di egoismo. E questo è grande! Questo è appunto lo stato in cui dobbiamo agire.

Ecco perché si deve essere consapevoli del motivo per cui egli non può venire. Qui sta la sua libera scelta per avanzare spiritualmente o meno. Solo se qualcuno è rinchiuso in una prigione e non può uscirne, allora è possibile capire il suo non venire.

La gente mi chiede: “E se ho studiato la Kabbalah solo per 2-3 settimane e non c’è un gruppo vicino, non è troppo presto per me venire?”. Può venire anche se una persona incontra la Kabbalah semplicemente informandosi sul nostro convegno. Chi sa cosa ne sarà di lui domani? Forse riuscirà a ottenere qualcosa di questa vita.

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Mancano solo tre giorni al congresso di New York 2010 sullo Zohar

Domanda: Nel giro di alcuni giorni comincerà il Congresso di Kabbalah negli Stati Uniti d’America.

In relazione a ciò, molti hanno scritto sugli ostacoli che all’improvviso interferiscono con il viaggio, ed anche sulla loro paura e su un’imprevista mancanza di desiderio di venire al congresso. Cosa dovremmo fare a riguardo?

Risposta: Credo che se qualcuno ha la possibilità di venire al nostro incontro, non esiste nessuna ragione che lo possa trattenere.

Anche se deve spendere dei soldi e sacrificare le sue vacanze; ma non posso immaginare che possa essere più importante di trascorrere insieme alcuni giorni. Questo è un investimento del tutto spirituale. Non capiamo fino a che punto questa connessione tra le persone contribuisca al nostro avanzamento. Capisco che adesso ci pesa il cuore e ci si aggiunge l’egoismo, ma questo è bene. Questo è esattamente lo stato nel quale dobbiamo agire.

Per questo la persona deve realizzare un calcolo sulla ragione per la quale non può venire. In questo si trova il suo libero arbitrio: avanzare o non avanzare nella spiritualità. Si potrebbe capire la sua assenza solo a condizione che sia chiusa in un carcere e non possa uscire.

Mi chiedono: E se sto studiando la Kabbalah solo da circa tre settimane e non ho un gruppo vicino, non è troppo presto per andare ad un congresso? Anche se la persona sente parlare per la prima volta della Kabbalah, in relazione alla realizzazione di questo congresso, ha senso venire.

Chi sa cosa ci succederà domani? Per lo meno potrà guadagnare qualcosa nella sua vita, mentre le viene data ancora questa possibilità …

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Per un rapido progresso spirituale vieni alla Convegno Mondiale Zohar 2010

Una domanda che ho ricevuto: E ‘stato detto che se si va a un convegno, il proprio progresso spirituale sarà maggiore di quello ottenuto tra un convegno e l’ultimo a cui si è partecipato. Perché avviene questo? Perché l’uomo avanza così tanto in un tempo così breve di tre o quattro giorni?

La mia risposta: Perché siamo insieme. Lasciamo i nostri luoghi di lavoro, le nostre case e le nostre famiglie, prendiamo ferie dal lavoro, e per questo sforzo spendiamo dei soldi, al fine di stare insieme. Facciamo degli sforzi al fine di acquisire qualcosa che si trova al di là di questo livello di vita, qualcosa di superiore. Si tratta di un riempimento che va oltre questa vita.

Lo meritano gli uomini disposti a rinunciare a tante cose, al fine di portarsi alla spiritualità. Inoltre vengono ad unirsi per far sì che tutti assorbano l’energia e le forze di tutti gli altri. Questo tipo di abbraccio è degno di mesi e mesi di studio, e anche così non è possibile raggiungerlo. Non credo che una persona che non arrivi ad una convenzione di questo tipo sia in grado di raggiungere un risultato simile. Non importa ciò che lui cerca di fare nella vita, se non a condizione che egli diciamo, si trovi in carcere o in qualche situazione che non gli consenta di venire. Per esempio: sono uno studente che si trova nel Polo Nord, lavoro da lì, e davvero non posso venire. Alcune persone studiano con noi e sono in carcere (a causa di errori che hanno fatto in passato), quindi non possono venire davvero.

Anche se sono impossibilitati, riceveranno comunque tutto ciò che noi riceviamo dal convegno. Ma se una persona ha la possibilità di venire, anche se va incontro a condizioni difficili, se ha l’occasione, non credo che valga la pena restare a casa. Perdere questo tipo di opportunità intensa di grande progresso è solo un peccato.

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