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Il gruppo fa di te un eroe

Lettera n.8 di Rabash: Riunitevi in un gruppo stretto di persone in un luogo, sotto una guida per opporre resistenza agli attacchi dei nemici con il potere di superare, oltre qualsiasi limitazione umana….

Il potere di superare oltre qualsiasi limitazione umana, ma com’è possibile? Esiste qualcuno che possieda veramente questo potere? Oltre qualsiasi limitazione umana… questo è già il Creatore.

Questo significa che solo il potere del superiore ci può aiutare a sollevarci, a superare queste condizioni e tutti i nemici interiori (ovviamente questo non implica i nemici esterni). Ognuno di noi ha tanti pensieri e desideri che ci confondono e non ci lasciano nemmeno un minuto. Dobbiamo lottare contro tutti loro, ma è impossibile farlo da soli,  ma si può fare da una forza che vada oltre i mezzi umani, la forza del superiore.

La forza del superiore è la forza del Creatore, che ci viene data attraverso quella del gruppo. Non possiamo dirigerci direttamente verso il Creatore, ma soltanto verso il gruppo. Non si trova in nessun altro posto, solamente nel gruppo.

È per questo che dobbiamo cercare sempre di stare insieme agli amici, nei pensieri e desideri comuni simultaneamente, nella stessa frequenza e nella stessa direzione di movimento, come cantando e ballando insieme. Qui troveremo questa forza che ci supporterà, incurante di tutti i disturbi che vengono dagli “attacchi dei nemici”.

“Sono senz’altro coraggiosi e persone di forte spirito, la loro decisione è messa sulla pietra poiché non faranno un singolo passo indietro. Loro lottano dal primo livello nella guerra con l’inclinazione al male fino all’ultima goccia di sangue. E aspirano solamente alla vittoria in questa guerra nel nome del Creatore”.

Bene, chi può dire questo di se stesso? Che eroe sarebbe questo? Forse solo un bambino potrebbe dalla mancata esperienza. È impossibile con qualsiasi altra forza oltre i mezzi umani. In altre parole, è impossibile ottenere il successo senza l’aiuto dall’Alto, questa idea dovrebbe imprimersi nel gruppo.

L’uomo non può persistere con questa idea, ed è uno sbaglio pensare di poter riuscire a ricordarlo, anche scrivendolo da qualche parte….io vedo che molte persone scrivono durante le lezioni (io facevo lo stesso quando studiavo), pensano che la carta sia la loro anima, nella quale registrano, ma questo non aiuterà per niente.

sarò capace di registrare questa conoscenza nella mia memoria quando cerco di farlo nel gruppo attraverso la garanzia mutua. Tutto ciò che esiste nel gruppo è la mia memoria, e posso essere sicuro che non si cancellerà di lì e sarò capace di usarlo.

Io personalmente posso continuare a dimenticare tutto, ma gli amici continueranno a ricordarmi questa conoscenza: che io posso avere successo unicamente attraverso la forza del Creatore, e non da me, e la forza del Creatore esiste nel gruppo.

Allora sarò capace di essere “coraggioso”, come ho bisogno di essere, se riesco a connettere tutti noi insieme, trovare la forza superiore dentro di noi, e obbligarla ad aiutarci. Com’è scritto: “I miei figli mi hanno sconfitto”. Questa è la condizione del Creatore che sta aspettando che ci dirigiamo verso di Lui, che ci appelliamo a Lui.

Il Creatore viene rivelato a condizione che l’appello venga dal gruppo ed è per questo che chiamiamo il gruppo il vaso per la rivelazione del Creatore.
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(Lezione 2° dal congresso Arvut, del 18.11.2011)

Non svegliare ancora il leone addormentato

Dopo il congresso ci troviamo in uno stato un po’ vago, come nella nebbia, ma questo è buono. È cosi che deve essere. Dopo un pasto abbondante si diventa grassi, goffi, non ci si può muovere.

Accade lo stesso dopo un congresso: Hai riempito il tuo “stomaco” con un sacco di cose buone che c’erano lì, e adesso gradualmente inizi a digerirle. Per questo motivo ti senti un po’ rilassato. Come un animale che ha appena mangiato e sentendosi pieno e assonnato si sdraia nell’attesa che il corpo digerisca il cibo.

Vedrai come ritorni al tuo stato nel giro di una o due settimane. Nessuno stato deve essere negato. Devono essere studiati da fuori. Adesso ti trovi in uno stato nel quale non t’interessi di niente, né degli amici, né dell’insegnante, né della Kabbalah, né del mondo intero in generale. Non vuoi niente, vuoi soltanto dormire, e non puoi né vuoi uscire da questa ibernazione, rimanendo  ostinatamente in questo flusso.

Sì, non resistere e cerca di studiare in questo stato, come un ricercatore scientifico. Adesso sei indifferente a tutto e vuoi unicamente godere di quest’ozio. Senti di essere uno zero assoluto con la nebbia nel cuore e nella testa, come mezzo addormentato.

Allora studia bene questo stato, molto seriamente, per poter comprendere: Perché ti trovi lì, perché il Creatore vuole per te questo stato, e qual è il beneficio di tali stati? Prima di tutto studia questo stato e non annullarlo. Più tardi comprenderai come procedere.

Questi sono stati inevitabili. Come un leone che ha preso la sua preda, si è riempito e adesso si riposa. Cioè, dopo aver ricevuto il riempimento, hai bisogno di tempo per digerirlo. È richiesto un lungo periodo per ristabilire l’ordine dei sistemi. Tuttavia, devi mantenere il controllo di questo processo e non cercare di superarlo immediatamente.

Non aver paura di non risvegliarti più. Ti aiuteremo. Devi solo controllare costantemente il tuo stato, non lottarci, ma solo prendere in considerazione dove ti trovi. Non mangiarti pensando di essere un animale insensibile, ma semplicemente guardati da fuori, nel tuo stato. Questo è sufficiente.

Non va bene se un uomo inizia mangiare se stesso, non aiuta né corregge! Dopo tutto, alla fine inizia a giustificarsi, confortandosi con il fatto di non essere d’accordo con tale stato. Qui inizia a funzionare la forma protettiva dell’egoismo. Tuttavia se vedi con gli occhi di uno scienziato imparziale il tuo corpo animale adesso che dorme, proprio come un leone, allora vedrai il tipo di processo che stai attraversando, e il risveglio arriverà.

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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, TES)

L’”albergo” Mondo Superiore

Domanda: Il punto di unione è localizzato tra l’unione spirituale e quella fisica? O l’unione fisica non esiste affatto?

Risposta: Qui l’unione fisica non fa differenza. Quando ci incontriamo, continuamente ed inconsciamente cerchiamo questo punto dentro di noi. Così incominceremo a lavorarci e a comprenderne il significato.

E’ importante considerare dove si trova il nostro punto di contatto. Ora, una volta raggiunto, abbiamo solamente bisogno di svilupparlo. E anche coloro che non lo hanno raggiunto possono arrivare a percepire questo contatto, in quanto si tratta comunque di un’acquisizione comune.

Adesso dobbiamo allargare questo punto a dispetto di tutti gli ostacoli. Dobbiamo capire che gli ostacoli hanno il significato preciso di allargare questo punto, per farlo crescere. Spero che entro i prossimi mesi formeremo da questo punto le prime dieci Sefirot, e questa sarà la prima dimostrazione della nostra anima.

In queste dieci Sefirot incominceremo a percepire le forze, il progetto, la corrente, l’ingresso e l’uscita della Luce. Cominceremo a percepire tutti movimenti che avvengono all’interno di queste Sefirot come in un organismo vivente, e cominceremo a vivere la nostra  vita interiore comune. Dentro di noi nascerà un’anima, più che un semplice punto di contatto. Il Creatore ha creato una sola creatura, ed ognuno di noi comincerà a percepirvisi. In altre parole sarà il nostro “albergo”.

E piano piano inizieremo a percepire i nostri corpi fisici come qualcosa che ci accompagna. L’allargamento del punto di unione, l’espansione di questa qualità più elevata comincerà a prevalere su ogni cosa in una misura tale, che praticamente non ci assoceremo più ai nostri corpi. Ci percepiremo come esseri viventi solo all’interno del punto di unione. Nel frattempo i nostri corpi si ritroveranno ad essere sempre più distanti, senza importanza, e non necessari, fino a quando non si dissolveranno come se non esistessero.
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(Dalla serie di lezioni virtuali della domenica dell’11.12.2011)

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Separati sotto un flusso di luce

Domanda: Quando parliamo dell’amore per gli altri questo suona banale alla maggiorparte delle persone. Come possiamo trasmettere loro il nostro messaggio?

Risposta: Non parlategli direttamente dell’amore per gli altri.Invece spiegate le leggi del sistema integrale che richiedono una mutua connessione più forte tra di noi. C’è una separazione crescente nell’umanità e quindi c’è la necessità della correzione. Questo è il motivo per cui ci sentiamo sempre peggio.

Queste sono cose semplici che possono essere rappresentati tramite il grafico di una linea. Ogni giorno, abbiamo bisogno di aumentare la connessione tra di noi. Entro seimila anni dovremo aver unito tutti I nostri desideri. Oggi ci viene richiesto di collegarci ad un certo livello, diciamo X2 . Nell’anno 2012 la richiesta aumenterà al livello X3. Se non raggiungiamo questo livello affronteremo una sofferenza commisurata alla nostra incompatibilità con la natura.

Oggi stiamo sperimentando una crisi, una caduta ed è perferramente naturale che accada. Comunque possiamo invertire questa tendenza se facciamo salire il nostro livello di unità. Se operiamo in questo modo sentiremo una crescita invece che una caduta. Dipende tutto da noi.

Abbiamo la saggezza della Kabbalah che fu concepita per sviluppare il riconoscimento del male dentro di noi. Infatti più restiamo indietro, più diventiamo separati. La luce cresce mentre noi siamo più distaccati e disconnessi, e questo ci fa sentire sempre peggio.

La luce ci fà sentire il mondo come un unico globale ed integrale mutualmente connesso in tutte le sue parti. E di conseguenza sentiamo gradualmente che stiamo diventando sepre più opposti a questo mondo integrale. Così non stiamo parlando riguardo all’amore ma delle leggi della natura e del suo sviluppo.

Dopo il congresso di Dicembre vedremo che il mondo peggiorerà molto più in fretta. Da parte nostra, potremo accelerare lo sviluppo in modo positivo, e dobbiamo fare ogni sforzo per ottenerelo.
[62073]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 29.11.2011, “L’essenza della religione ed il suo scopo”)

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Non abbiate paura di fare il prossimo passo

Dalla nostra vita e dagli insegnamenti dei Kabbalisti, impariamo che nel mondo non esiste altra forza tranne il Creatore, il quale governa ogni cosa. La differenza tra noi ed il Creatore è enorme. La Sua posizione è totalmente opposta alla nostra.

Noi siamo completamente fatti di desiderio di ricevere per noi stessi, di godere e di attirare ogni cosa possibile verso di noi: questa è la nostra natura. Lui, invece, è il desiderio di donare, di far piacere agli altri: questa è la Sua natura. E lo scopo della creazione che Lui ha stabilito è di farci arrivare al Suo stato: lo stato più elevato ed eterno di perfezione.

Il rapporto che c’è tra un uomo ed il Creatore è come quello che c’è tra un bambino ed i suoi genitori. Se un genitore vuole insegnare al suo bambino a camminare, gli fa vedere come fare: mette il bambino sul pavimento, lo aiuta a stare saldo sulle sue gambe, e poi lo lascia andare. Il bambino si trova in mezzo alla stanza: può stare in piedi, ma non riesce ancora a camminare! Così piange senza sapere cosa fare.

Va in confusione ed ha paura che tutti lo lascino da solo. Non capisce che è rimasto da solo per fare un passo in avanti! Nonostante tutto, dobbiamo farlo in questo modo, perché altrimenti il bambino non imparerebbe a camminare.

E allora il bambino fa un passo in avanti e noi lo afferriamo subito. Fa un passo! Barcolla in avanti, ma prima di cadere, noi lo prendiamo, lo rimettiamo sui suoi piedi e lo lasciamo andare. Traballa ancora e non sa cosa fare, ma non c’è altro modo- o cade dove si trova o fa un passo insicuro in avanti, così che noi possiamo afferrarlo ancora. Così, tentativo dopo tentativo, impara a fare i passi da solo, all’inizio afferrandosi a qualcosa, per poi camminare un pochino per volta.

Il nostro mondo è un’istantanea del mondo spirituale. E’ costruito dentro il nostro egoismo, e tutte le azioni riflettono le azioni del mondo spirituale, ma in forma capovolta. Quindi, attraverso questo esempio, possiamo comprendere cosa ci succede in questa vita ed in che modo la forza superiore che si trova sempre davanti a noi ci insegna ad andare avanti per superare la distanza che ci separa dal Creatore.

Da una parte, la distanza è enorme. Ed ogni volta ci sentiamo come un bambino che non sa cosa gli sta succedendo e perché gli è successo a lui, dov’è il suo sostegno e perché è stato lasciato solo. Perché dopo un buono stato arriva uno stato così brutto?

Ma se percepiamo il comportamento del Creatore nel modo giusto e sappiamo come usarLo per bene, allora accettiamo questi stati non molto piacevoli con amore e felicità perché ci rendiamo conto che in questo modo cresciamo.
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(Dalla lezione 4 dal congresso mondiale della responsabilità reciproca del 7.12.2011)

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La destra avvicina e la sinistra respinge

È scritto: “Non c’è nessuno tranne Lui”, che significa che non c’è altra forza nel mondo (non c’è altro potere, oltre la sola Forza Superiore, né nelle più piccole azioni, né nell’intero universo in generale), che abbia la capacità di fare qualcosa contro di Lui. E quello che l’uomo vede, che ci sono cose nel mondo che negano la Più Alta Sovranità (il potere del Creatore su di me), la ragione è che questo è il Suo volere.

Noi ci confondiamo quando presumibilmente pensiamo che a prendere decisioni ci siano amici, un gruppo, della gente, un grande mondo con i suoi presunti “governanti” e persino io. La Forza Superiore desidera che io la pensi in questo modo, che pensi di controllare le cose e che ci siano altre persone ed un altro potere a parte Lui.

Ed è considerata una correzione, chiamata “la sinistra respinge e la destra avvicina”, il che significa che quello che la sinistra respinge è considerata correzione. In altre parole, anche le cose che ci appaiono cattive, il rifiuto della spiritualità, del cammino e del gruppo, quando mi dimentico dello scopo e non lo voglio, quando penso che il gruppo non mi voglia, tutti questi problemi vengono solo da una forza, che regna su tutto, non importa se io lo veda oppure no. Il Creatore controlla il mondo esterno ed il mio interno, tutti i miei pensieri e i desideri.

Io voglio avanzare, unirmi ad un gruppo e attraverso il quale raggiungere la Forza Superiore, voglio rivelarlo, aderire ai miei amici e rivelare con loro la Luce Superiore, la qualità della dazione; ma anche quando mi sforzo per farlo nella forma più diretta e sincera, con tutto il mio cuore, sperimento ancora le discese e la confusione nel punto più sincero, che raramente riesco a raggiungere attraverso il duro lavoro. All’improvviso cado dal mio cammino vero e diretto.

Lo potrei capire se andassi nella direzione sbagliata e fossi riportato al cammino diretto, ma no, devio e cado quando sono già nel cammino vero e diretto.

L’uomo viene spinto lontano dallo scopo e dal gruppo, all’improvviso si confonde e perde il desiderio. Pensa che i suoi amici non siano buoni, il cammino sia sbagliato e tutto il sistema non funzioni, e non è chiaro chi abbia mai raggiunto il mondo spirituale; ma è questo genere di rifiuto che lo aiuta ad acquisire un desiderio assoluto. La prossima…

Ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Proprio adesso ho un piccolo desiderio per la spiritualità, ma non sento che non è abbastanza. Tutti pensano che il loro cuore stia per esplodere e che siano pronti a tutto! Ma in realtà, per raggiungere il potere spirituale, abbiamo bisogno di una pressione interiore, di un desiderio interiore e di una sete molto più forti.

E noi veniamo respinti per incrementare la nostra aspirazione verso il livello sufficiente, per acquisire un desiderio completo e capire che non c’è niente che possiamo fare senza l’aiuto del Creatore.

Abbiamo bisogno di raggiungere uno stato nel quale il nostro grido passi attraverso la nostra unità, la nostra connessione e sia diretto al Creatore, con la richiesta di una forza superiore, la Luce che riporti alla fonte, la forza comune della dazione, che avvolge tutta la natura e ci aiuti! Lascio correggere la mia sola parte egoistica nella natura e la tiro in avanti.

In altro modo vedo di essere condannato, in altre parole devo raggiungere uno stato nel quale vedo di aver fatto il massimo che avrei potuto fare per il bene della mia connessione nel gruppo, di aver messo tutto il mio sforzo nel raggiungimento dell’unità, della connessione con gli amici, quelli con i quali io volevo raggiungere una connessione con il Creatore, rivelare il potere della dazione, in modo che regnasse in noi e ci riempisse con questa unica qualità.

E qui manchiamo di un grido comune verso il Creatore, la forza superiore. Noi dobbiamo sentirci persi in modo tale da essere sufficienteche un nostro solo grido; ma deve realmente provenire da uno stato di disperazione, quando vediamo che non raggiungeremo mai il successo senza il Suo aiuto.

[63538]

(Dalla 4° lezione del Congresso Mondiale Arvut del 7 Dicembre 2011)

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Lasciate iniziare il congresso interiore

Domanda: Cosa ci può dire sul nostro stato ora che sono passate quasi due settimane dalla fine del congresso in cui è stata rivelatala vera vita?

Risposta: Tutto il nostro gruppo, il “Kli mondiale” deve risvegliarsi e capire che questa nebbia nella quale ci siamo trovati dopo il congresso ci è stata data di proposito e non possiamo fare niente per resisterle. Ogni uomo l’ha sentito nella propria forma e in tempi diversi.

Alcune persone si trovano ancora in uno stato elevato, anche se potrebbe non essere connesso precisamente con il traguardo, nell’unità con gli altri. Ma la sensazione in sé è rimasta. Dopo tutto, c’era una ragione che ha causato questa sensazione, e c’è lo stato attuale, che io mi sento bene, ma ho già dimenticato perché quale motivo mi sento bene, ma la sensazione piacevole rimane ancora.

Gradualmente si raffredda sempre di più, lungo quattro livelli, tornando indietro al livello precedente. All’inizio ero molto ispirato dal traguardo, dopo semplicemente dall’essere connesso al gruppo, dopo dal fatto di raggiungere qualche successo durante il congresso, e alla fine mi trovo con la sensazione di sentirmi bene, finché scompare anche questo sentimento.

Prima di tutto dobbiamo valutare queste fasi necessarie per costruire un nuovo desiderio, che deve essere tale da farci iniziare a vivere nella stessa intenzione, tutto il tempo nella stessa sensazione, e questo diverrà il nostro stato costante!

Se durante il congresso abbiamo ottenuto questo attraverso un attacco, attraverso l’apertura di un varco: ballando, in diversi eventi, nelle canzoni infinite, adesso dobbiamo raggiungere lo stesso stato interiormente, silenziosamente. Io devo sentire questo stato introspettivamente, dentro di me, e quello sarà il mio congresso.

Forse ci arriveremo presto e terremo i congressi precisamente in questa maniera: senza dire niente durante tre giorni, senza fare niente oltre alle azioni interiori, impressionandoci e ispirandoci soltanto nel guardarci l’un l’altro. E più avanti non dovremo nemmeno vederci più uno con l’altro, arriveremo gradualmente alla rivelazione vera dove non c’è più bisogno di parole, visioni, ascolti, o di saltare e abbracciarci. Procediamo verso questo stato.

Per ora dobbiamo tenerci stretto il congresso dentro di noi, in modo che diventi il nostro stato permanente, con calma, silenziosamente, con un’attitudine interiore molto più seria.
[63579]

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.12.2011, Talmud Eser Sefirot)

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L’ego è sempre con te

Domanda: Il momento dell’unione sperimentato al congresso mi ha dato la sensazione di una fortissima beatitudine, libertà ed ottimismo completamente aliena al nostro mondo consueto. Mi è parso letteralmente come un nuovo mondo separato verso cui il mio ego è corso felice. Ma nonostante questo tu ci hai detto che l’ego dovrebbe resistere a queste cose?

Risposta: Non preoccuparti del tuo ego. Arriverà e ti trascinerà lontano da questo stato “tirandoti per un’orecchio”, così dovrai ambire a raggiungerlo di nuovo ancora ed ancora. E’ proprio il tuo ego che inizia a distanziarti dal punto di unione che dovrai rendere presente continuamente e ricostruirti all’interno.

Questa ricostruzione è necessaria non perché sia divertente da fare, ma perché ne dipendono tutti i tuoi amici. Devi portare gradualmente motivazioni sempre nuove per quello che fai in modo da essere d’aiuto anche ai tuoi amici. Tieni conto che senza di te i tuoi amici non saranno in grado di trovare questo punto di unione.
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(Tratto dalle lezioni virtuali della domenica dell’11.12.2011)

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Dona amore

Rabash, lettera 8: E appena ottengo la qualità della dazione, iniziano subito a brillare in me scintille d’amore.

All’inizio otteniamo il potere di dazione, la Luce di Hassadim (Misericordia), e dopo la Luce di amore, la Luce di Hochma (Saggezza) vi si veste.

Il cuore inizia ad anelare ad unirsi agli amici, e mi sembra che i miei occhi vedano i miei amici, le mie orecchie sentano le loro voci, la mia bocca gli parli, le mani abbraccino e i piedi danzino in un cerchio di amore e gioia insieme a loro, ed io trascendo i miei limiti corporali. Mi dimentico la grande distanza tra me e i miei amici e la distesa di migliaia di miglia di terra non ci saranno più tra di noi.

È come se i miei amici fossero davanti nel mio cuore, ed io vedo tutto quello che accade lì, e mi vergogno per le mie azioni contro i miei amici. E allora esco semplicemente dai vasi corporali e mi sembra che non ci sia un’altra realtà nel mondo oltre a me e i miei amici. Dopo questo, anche l’“io” viene cancellato ed è immerso, mescolato con i miei amici, finché mi fermo e dichiaro che non c’è realtà nel mondo, soltanto gli amici.

Rabash scrive questo da un raggiungimento spirituale. È esattamente così che otteniamo la realtà spirituale: non vi è niente che provenga dalla nostra attuale percezione, soltanto gli amici. Inoltre questo non fa riferimento ai visi che vediamo oggi davanti ai nostri occhi, ma ad una forza interiore trovata negli amici, un’unica scintilla che ognuno di loro ha ricevuto dall’Alto. Queste scintille sono amiche delle mie scintille e noi le uniamo in un gruppo.

Rabash, lettera 40: E quando l’uomo inizia a sentire l’amore dell’amico, immediatamente iniziano a svegliarsi in lui la gioia e il piacere…L’amore del suo amico per lui è una cosa nuova…

L’uomo lo scopre all’improvviso, prima non lo sapeva, non ci credeva, non era pronto per accettarlo. Il nostro amore non è tanto amare l’amico, ma sentire il suo amore. Ci resistiamo anche a quest’amore poiché ci impone certi obblighi. Tuttavia, quando scopro un nuovo sentimento che un amico ha per me, non posso più ignorarlo. In questa maniera l’amico inizia a “comprarmi”, ad unirmi a se.

…aveva sempre saputo di essere l’unico a curarsi del proprio benessere. Ma nel momento in cui scopre che l’amico s’interessa a lui, gli evoca una gioia incommensurabile, e non può più preoccuparsi di se stesso…

Non può continuare a preoccuparsi dei propri bisogni come prima. È scritto nell’articolo “L’Arvut (Garanzia mutua)”, che quando io sono sicuro, quando sento che altri mi amano, io smetto di concentrarmi su di me, senza riserve.

Non è solamente un’aggiunta di forza, che mi permette di fare un nuovo calcolo e smettere di pensare a me stesso. Nel momento in cui sento quanto mi amano i miei amici io rifiuto completamente l’amore per me stesso. Sembra che io dimentichi me stesso, smetto di percepire me stesso. L’amore viene dall’esterno, dagli amici, mi prende e mi porta fuori dai miei limiti, verso di loro.

…e non può più preoccuparsi di se poiché l’uomo può faticare unicamente quando sente piacere. E dato che inizia a sentire piacere preoccupandosi degli amici, naturalmente non può pensare a se.

È invitabile: Se io voglio aiutare il mio amico a non preoccuparsi per se, devo dimostrargli che m’interesso dei suoi bisogni. In questo caso lui rifiuta se stesso “per definizione”. In questa maniera lo porto fuori dal suo egoismo.

L’istruzione e l’educazione tradizionali non aiuteranno a farlo. L’uomo deve ricevere amore: questo lo scollegherà assolutamente dai propri bisogni.

Ma può l’amore risvegliare nell’uomo il desiderio di rifiutare la propria realtà? È scritto: “L’amore rompe l’abitudine”. L’amore non ubbidisce alla mente. E solamente quando c’è questo tipo di amore dagli amici, allora tutti vivono in un mondo dove tutto è bene, senza riguardo per se stessi. L’uomo sente come acquisisce la qualità di dazione, e allora, in base alla legge di equivalenza della forma,  si unisce per sempre al superiore, con il perfetto Donatore…

Questo fa riferimento alla forza più potente nella natura, lavorare con l’amore in due direzioni. È possibile controllare la nostra vita da due parti e obbligare l’uomo ad amare manifestando amore verso di lui in una certa maniera, anche senza una forza oppositrice di pressione o soppressione.

L’amore ci arriva dal Creatore nella stessa maniera, ma è come se Lui ci guidasse in basso nel sentiero spirituale con due “briglie”: sofferenza e piacere. Entrambi vengono dall’amore. Perciò se desidero aiutare qualcuno, è possibile farlo solo moltiplicando il mio amore. In questo modo obbligo l’uomo verso tutto quello che è richiesto.

Per questo motivo è scritto: “Comprati un amico”, dice “comprati”, cioè dagli sempre amore e vedrai come si unirà a te. Tu lo “acquisti” e vi saldate insieme e generi la stessa risposta in lui. Alla fine, ognuno di noi è incluso negli altri.

E quando tutti gli amici sono inclusi negli altri, ognuno riceve un vaso intero d’infinito, un’anima completa. In questo modo non otteniamo soltanto la nostra radice spirituale, ma anche l’intero Malchut del mondo dell’infinito con tutte le Luci di NRNHY, la forza più potente nell’intera realtà.
[62781]

(Dall’8° lezione della Congresso Arvut, 8.12.2011)

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Conserva ciò che è stato raggiunto

Iniziando da ora dobbiamo tenere stretto quello che abbiamo raggiunto: dobbiamo aumentare l’unità che è nata tra di noi durante il congresso. Questo punto deve moltiplicarsi, e anche se all’inizio del viaggio appare opprimente e senza fine, non è cosi. Gli stati spirituali sono molto più corti del primo stato preliminare.

Quando ci solleviamo da Malchut e ci congiungiamo con Zeir Anpin, il potere spirituale s’intensifica sessanta volte, e quando Zeir Anpin si eleva a YESHSUT, crea un’intensità seicento volte più forte. Ogni nuovo livello include le dieci Serfirot e aggiunge una posizione, incrementa il potere per dieci: seicento, seimila, ecc.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il mondo intero ha bisogno di un’ascesa. Dobbiamo trasmettere il metodo di correzione all’umanità, il metodo dell’unità universale. Dobbiamo correggere la crisi in questo mondo, che continuerà a espandersi, cogliendo tutti senza eccezioni, fino al villaggio più remoto, fino all’ultimo angolo del mondo. Si manifesterà in ogni famiglia e in ogni persona. Questa multi-crisi toccherà ogni area dell’attività umana.

Per questo motivo tutti noi dobbiamo lavorare nel ruolo di mentori, divulgatori di questo metodo. Questa crisi non finirà finché il mondo intero non entrerà in un’interconnessione reciproca, finché tutti non diventeranno come siamo noi adesso. Pensiamo che questo sia impossibile, mentre in realtà sarà molto più facile per il mondo che per noi. I desideri e le idee sono molto più facili da divulgare alle grandi masse, attraverso i fili dell’interconnessione interiore. L’anima collettiva non andrà da nessuna parte: siamo separati unicamente nelle nostre sensazioni. Le persone ci capiranno velocemente, verranno vicino, e si connetteranno a noi.

La cosa principale adesso è di fortificare il sentimento di unità che è apparso al congresso, perché queste sono le attuali porte spirituali. Ci sono delle persone nuove tra di noi che hanno semplicemente goduto dell’essere stati tra gli amici. Ci sono delle persone che sentono cose più grandi, persone che già manifestano questo sentimento di una rivelazione spirituale, un primo raggiungimento e non solamente unione. E ci sono altri che sono andati oltre. Rappresentiamo uno spettro pieno e sono molto contento di queste varianti nel vaso collettivo, perché questo significa che vive e si sviluppa.

Adesso dovete unicamente stringerlo e vedrete che sarà relativamente facile. Dobbiamo proteggere la nostra unità almeno un po’, malgrado i disturbi, ritorneremo a casa e la cosa più importante sarà conservare ciò che è stato raggiunto.

Io mi mantengo unito ai miei amici nonostante la distanza, e vedo il mondo dal di fuori. Mi siedo in aereo o in treno, e il mondo interiore si trova fuori dalla mia finestra. Tutto fluisce fuori di me, ma ciò che importa è quanto accade all’interno. La fiamma interna è molto più importante di ogni altra cosa, più importante della vita. Io metto le cose a posto, le distribuisco in base alla scala dei valori, e poi la chiave è di rimanere in cima, nella punta della piramide, nel sentimento che ho raggiunto, sono pronto anche a morire poiché l’eternità è vi celata al suo interno.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 09.12.2011, “Seicentomila anime”)

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