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L’eredità di un Gigante Spirituale

Sapeva che il tempo scorreva; sapeva che dovevano trasferirsi in Israele; disse al primo ministro israeliano come Israele poteva essere veramente indipendente, ha dedicato la sua vita ad aiutare il popolo ebraico e tutta l’umanità. Yehuda Ashlag, conosciuto come Baal HaSulam, il più grande kabbalista dei tempi moderni e tra i più grandi di tutti i tempi, è morto 67 anni fa lasciandoci un’eredità di amore incondizionato per il suo popolo, per tutti gli uomini e per tutto il creato. Ci ha anche lasciato dei libri e una tabella di marcia che può aiutarci a diventare come lui.

Era il 1921. Ashlag, un brillante Dayan [giudice del tribunale ebraico ortodosso] di Varsavia, la “capitale” dell’ebraismo della diaspora, che era stato nominato a questa venerabile posizione quando aveva solo diciannove anni, era ormai scomunicato da diversi anni ma non si preoccupava delle estreme difficoltà che lui e la sua famiglia sopportavano a causa di ciò. Il suo unico obiettivo era il destino del suo popolo e il destino del mondo.

Alcuni anni prima, si rese conto che l’Europa si stava dirigendo verso un antisemitismo estremo e letale. Cercò di avvertire i suoi compagni ebrei di Varsavia, ma la leadership ortodossa impedì che la sua voce fosse ascoltata. Quando insistette, misero fine alla sua posizione di dayan e tagliarono i loro legami con lui, istruendo l’intera comunità ebraica a ignorarlo. A quei tempi, un boicottaggio era una situazione che metteva in pericolo la vita, poiché si doveva dipendere dalla comunità per il lavoro, l’alloggio, l’istruzione e le provviste. Senza di loro, si era alla mercé dei Polacchi e loro non amavano gli Ebrei.

Ma Ashlag continuò a provare. Trovò un accordo per acquistare trecento baracche di legno dalla Svezia e un posto per loro da erigere in Palestina. Riuscì anche a convincere segretamente trecento famiglie ebree a trasferirsi lì per sfuggire ad un destino amaro in Europa. Ahimè, la leadership ortodossa scoprì il suo piano e convinse tutte le trecento famiglie a rimanere in Polonia. Non sapremo mai quanti di loro, se ce ne furono, sopravvissero all’Olocausto. 

Tuttavia nel 1921 accadde qualcosa. Ashlag capì che era ora di andarsene. A quel punto, aveva studiato la Kabbalah per molti anni e aveva raggiunto un livello in cui superava il suo stesso maestro. In un tale stato, non c’era più nulla che lo trattenesse in Polonia. Quello stesso anno, lui e la sua famiglia si trasferirono a Gerusalemme ed egli cominciò a scrivere profusamente.

Gli scritti di Ashlag testimoniano che non era solo un grande kabbalista, ma un rivoluzionario e un pensatore globale che comprendeva le complessità della natura umana. Usando le sue acute intuizioni, era in grado di prevedere cosa sarebbe successo in Israele e nel mondo, e fece del suo meglio per cambiare le cose in meglio. Era un accanito sionista non per il gusto di conquistare la terra, ma perché il popolo ebraico compisse il suo dovere verso il mondo: dare un esempio di unità e amore per gli altri di cui sapeva che il mondo avrebbe avuto disperatamente bisogno.

Non si accontentò di scrivere. Si incontrò con tutti gli uomini influenti del paese in quel momento e cercò di convincerli che la sovranità in sé e per sé non è sufficiente, che se Israele doveva prosperare, doveva dare un esempio di unità e responsabilità reciproca. Implorò quei leader di stabilire un’educazione all’unità al di sopra di tutte le differenze e stabilire la società basata sulla cura delle persone l’una per l’altra,  senza aspettarsi che le cose si risolvessero da sole.

Dialogò diverse volte con David Ben Gurion, il Primo Ministro di Israele, Moshe Sharett, il secondo Primo Ministro d’Israele, Haim Arlosoroff, capo del dipartimento politico dell’Agenzia Ebraica, il membro della Knesset (il parlamento di Israele) Moshe Erem, e con molti altri. Non risparmiò alcuno sforzo. Negli anni ’30, scrisse una serie di saggi che illustravano le sue opinioni di pensatore globale. Nei suoi saggi, “Responsabilità reciproca”, “La libertà”, e specialmente in “La pace” e “La pace nel mondo”, Ashlag descrisse dettagliatamente come l’umanità può prosperare nella pace. Ma Ashlag era prima e soprattutto un kabbalista. Fu attraverso la sua profonda comprensione della creazione, acquisita attraverso lo studio della Kabbalah, che divenne un pensatore così acuto. Il suo sogno era che tutti fossero saggi come lui, e che tutti si preoccupassero dell’umanità tanto quanto lui.

Per raggiungere questo obiettivo, scrisse due monumentali commenti sulle opere fondamentali della saggezza della Kabbalah.

 La sua prima impresa fu un commento in sei volumi agli scritti dell’ARI, in particolare “L’Albero della Vita” e “Le Otto Porte”. Nel suo commento, che intitolò “Lo studio delle dieci Sefirot”, interpretò gli scritti di questo grande kabbalista del XVI secolo in modo che i contemporanei potessero relazionarsi ad essi e comprenderli. Il suo secondo e più illustre risultato fu la scrittura di un elaborato commento al Libro di Zohar, completo di quattro introduzioni che spiegano al lettore come comprendere questo testo vitale.

Nel suo commento, che intitolò Sulam [Scala], tradusse il testo aramaico dello Zohar in ebraico e interpretò il significato delle parole in modo che i lettori potessero vedere come il libro non parla del mondo fisico, ma dei processi spirituali che tutti gli studenti della Kabbalah attraversano. In segno di rispetto, Rav Ashlag divenne in seguito noto come Baal HaSulam [Autore della Scala], dal nome che aveva dato al suo commento.

L’umanità deve ancora scoprire ciò che questo grande uomo ci ha dato. Egli iniziò la sua introduzione a “Lo studio delle dieci Sefirot” con le seguenti parole: “All’inizio delle mie parole, trovo un grande bisogno di rompere un muro di ferro che ci separa dalla saggezza della Kabbalah dalla rovina del Tempio [2.000 anni fa] a questa generazione”. 

Ma perché dovremmo studiare la Kabbalah? Qualche paragrafo dopo, Baal HaSulam stesso risponde a questa domanda: per trovare il senso della vita. Nelle sue parole, “Se poniamo i nostri cuori per rispondere ad una sola questione molto importante, sono certo che tutte queste domande e dubbi svaniranno dall’orizzonte, e voi guardando al loro posto le troverete sparite, cioè questa domanda indiscreta che il mondo intero si pone, ossia: ‘Qual è il significato della mia vita? In altre parole, questi anni calcolati della nostra vita che ci costano così tanto, e i numerosi dolori e tormenti che soffriamo per loro, per completarli al massimo, chi è che ne gode?”

Nel suo trattato, “Tempo di agire”, Baal HaSulam condivide il suo grande desiderio che tutti sappiano cosa sia veramente la Kabbalah. “Da molto tempo ormai”, scrive, “la mia coscienza mi ha gravato con la richiesta di uscire e creare una composizione fondamentale riguardante l’essenza di … l’autentica saggezza della Kabbalah, e diffonderla tra la nazione, in modo che la gente arrivi a conoscere e comprendere correttamente questi argomenti esaltanti nel loro vero significato”.

Per fortuna, oggi i suoi scritti, e gli scritti di tutti i kabbalisti, sono a portata di un clic. Su Kabbalah.info, abbiamo messo a disposizione tutto il materiale disponibile gratuitamente affinché tutti possano studiare. 

Ma il lavoro di Baal HaSulam non è finito. L’umanità soffre ed è più divisa che mai. Noi, che apprezziamo la sua sacra eredità, dobbiamo riprendere da dove lui ha lasciato e trasmettere a tutti la saggezza della verità, dell’amore e dell’unità.

Il Frutto del Saggio – Articoli di Baal HaSulam

Rav Yehuda Ashlag, conosciuto come Baal HaSulam (Il Padrone della Scala) per il suo Commentario Sulam (La Scala) a Il Libro dello Zohar, ha scritto numerosi saggi, trattati e altri testi. Gli estratti contenuti in questo libro sono i più rilevanti e i più studiati tra i suoi scritti. Questi testi sono rimasti sigillati e nascosti per oltre sessant’anni. Molti si sono deteriorati nel tempo e il testo è diventato indecifrabile, le lettere a malapena leggibili; alcuni si sono logorati e altri sono andati perduti. Nonostante il grande lavoro, non sono da escludere errori. Anche i puntini di sospensione sono piuttosto frequenti, sia perché il testo originale è incompleto, sia perché non può essere letto con certezza.

Tutti gli scritti di questo libro, tranne l’introduzione, sono opera di Baal HaSulam e vengono pubblicati per la prima volta in italiano.

 


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Baal HaSulam – Il canale per la nostra connessione con il Creatore

Il 6 Ottobre è un giorno speciale – l’anniversario della morte di Baal HaSulam, il nostro insegnante. La sua è l’anima che ci collega al Creatore, egli era l’uomo che ha aperto le porte della saggezza della Kabbalah per l’ultima generazione, quella in cui viviamo. Senza i suoi insegnamenti, non saremmo stati ricompensati con ciò che abbiamo già ricevuto e che possiamo ancora ricevere in futuro. La conoscenza, l’intero approccio e la metodologia, le fasi per la realizzazione – tutto ciò è stato preparato per noi da Baal HaSulam. Naturalmente, tutto ci viene dal Creatore, ma attraverso questa grande anima.

Uno dei motivi per cui la scienza della Kabbalah (ricezione) ha questo nome è che viene trasmessa di generazione in generazione. Ogni studente deve avere un insegnante. Solo individui eccezionali possono, con l’aiuto speciale dall’alto, raggiungere da soli l’adesione con il Creatore. Pertanto, dobbiamo sempre essere in contatto con i saggi che hanno raggiunto la spiritualità, i grandi kabbalisti, e quindi avanzare di generazione in generazione.

Qui, tutto dipende da quanto una persona è in grado di seguire il suo insegnante. Ognuno ha le proprie difficoltà in questo e questo è naturale perché è così che sono organizzati i passaggi dall’alto verso il basso. È difficile per gli inferiori superare il loro egoismo e contattare i superiori. Nel nostro mondo, a livello animale, non esiste un problema del genere perché la natura costringe un bambino a dipendere dagli adulti. Ma a livello umano, quello nel quale è necessario studiare la scienza della Kabbalah, questo non è così facile da mettere in pratica. Qui dobbiamo chinare la testa e massimizzare la grandezza dell’insegnante per imparare da lui.

Ovviamente, questo non ha lo scopo di onorare l’insegnante, ma solo di beneficiare lo studente. Se uno studente si sente inferiore al suo insegnante, allora potrà abbassarsi di più e ricevere dal suo insegnante. Nelle scienze di questo mondo, questo requisito non è così categorico perché lo studente deve essere critico nei confronti dell’insegnante e metterlo alla prova. Ma nella scienza della Kabbalah, una persona non può ottenere qualcosa se non ha chinato la testa davanti al Creatore. E quindi, nella misura in cui abbassa la testa a ciò che riceve dall’insegnante che gli insegna da fonti primarie che provengono da insegnanti di tutte le generazioni, guadagna terreno. Solo in questo modo un piccolo può ricevere da un grande.

Pertanto, dobbiamo capire quanto fosse grande ed eccezionale Baal HaSulam. Siamo obbligati ad accettare tutte le sue opere, tutta la sua eredità, senza alcuna critica e quindi possiamo sperare che inizieremo a connetterci con la sua anima e ricevere attraverso di lui la forza superiore che viene dal Creatore.

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10/10/2019, Il giorno in memoria di Baal HaSulam.

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I manoscritti non bruciano

Domanda: Perché Baal HaSulam ha bruciato circa 50 dei suoi articoli come “L’Ultima Generazione” e “La Pace nel Mondo”? Cosa abbiamo perso?

Risposta: Non posso dire cosa abbiamo perso. Semplicemente egli non ha terminato la maggior parte di questi articoli perché gli è stato vietato di pubblicarli.

Ci sono molti oppositori della Kabbalah. Oggigiorno vediamo anche su Internet quanti detrattori abbiamo. Ma questo non ci impedisce di divulgare la saggezza della Kabbalah.

Un tempo, la divulgazione era impossibile. Una richiesta formale fu presentata al mandato britannico, che era allora responsabile del paese, e a Baal HaSulam fu vietato di pubblicare i suoi articoli. Pertanto, egli disse: “Questo è un segno sicuro che non devo scrivere”.

È un peccato, ovviamente, perché abbiamo perso una quantità enorme di materiale unico. Tuttavia, probabilmente, doveva essere così. Altrimenti ci sarebbe stato troppo materiale per noi e non avremmo saputo cosa farne.

Domanda: Perché dici spesso che il rogo dei manoscritti è anche una rivelazione?

Risposta: Il fatto è che quando un kabbalista scrive e poi brucia i propri scritti, significa che quel materiale era già stato scritto nel nostro mondo, già suonato, letto e passato attraverso le sensazioni dell’uomo. Cioè, la forza superiore si è realizzata in questa persona. E se è già stata realizzata in qualcuno, sentita da lui, allora sarà realizzabile da altri. Dopo di ciò, si può bruciare tutto, non importa più.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah in lingua russa, 10/03/2019

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Baal HaSulam e il comandamento: “Ama il tuo prossimo come te stesso”

Domanda: Perché lei dice che il suo obbiettivo è quello di correggere il rapporto fra le persone ed unirle, mentre Baal HaSulam principalmente scriveva dei mondi superiori, delle Sefirot ecc.?

Risposta: Baal HaSulam doveva rivelare il sistema che governa il nostro mondo. Il suo Talmud Eser Sefirot, i commentari su L’Albero della Vita di Ari, su Il Libro dello Zohar ed altri lavori, costituivano la base del suo lavoro.

Ma se prendiamo le lettere e gli articoli di Baal HaSulam, essi parlano unicamente del processo di conseguimento del Creatore, che è lo scopo dello studio della saggezza della Kabbalah.

Il conseguimento spirituale avviene solo tra persone impegnate a creare una specifica connessione fra loro. Questa connessione deve essere simile alle dieci Sefirot e per questo motivo Baal HaSulam la descriveva come Lo Studio delle Dieci Sefirot (Talmud Eser Sefirot).

Non appena le persone diventano appena un po’ simili a quelle che vengono descritte come le dieci Sefirot, esse immediatamente iniziano a percepire il Creatore in loro. Cioè queste sensazioni sono un sensore, un rivelatore che svela il Creatore.

Osservazione: Una volta Baal HaSulam ricevette una lettera da uno dei suoi concittadini, con una asserzione che Baal HaSulam definì una nuova struttura, un nuovo metodo.

Baal HaSulam replicò con una lunga lettera, nella quale egli sottolineò: “Pare che lei non abbia studiato le mie parole a sufficienza”. Egli notò che “quando il popolo entrò nella terra di Israele e non vi era pace, era impossibile aspettarsi che qualcuno adempisse al comandamento principale”.

Affinché la Torah non venisse dimenticata, il popolo iniziò ad impegnarsi col resto dei comandamenti, ignorando il più importante perché non aveva altra scelta. Ma il più importante è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

Il mio commento: E’ scritto nero su bianco. Non c’è modo di girarci intorno. E questo è esattamente ciò che manca. C’è un vuoto in tutte le religioni quando si tratta di adempiere al comandamento dell’amore per il prossimo. Per questo tutti, inclusi sistemi religiosi e persone, odiano la Kabbalah, perché essa pone l’accento sul conseguimento dell’amore per il prossimo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 10/09/2017

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Di cosa sta parlando il kabbalista?

Commento: Baal HaSulam ne L’ultima Generazione scrive approssimativamente di trenta milioni di anni di sviluppo della Terra. Tuttavia, questo contraddice tutte le religioni.

Risposta: La saggezza della Kabbalah è una scienza e parla in modo assolutamente chiaro al riguardo. Anche ne Il Libro dello Zohar, scritto duemila anni fa, si afferma che la Terra è rotonda. È un bene che i kabbalisti non furono catturati dagli inquisitori, dopotutto, quindici secoli dopo gli scienziati furono bruciati per simili dichiarazioni. È scritto molto semplicemente riguardo a questo ne Il Libro dello Zohar.

Domanda: Di quali trenta milioni di anni di sviluppo parla il Baal HaSulam?

Risposta: Egli immagina semplicemente questi periodi geologici di sviluppo della Terra. Lui vive in essi! Tuttavia, cosa importa? I kabbalisti non contemplano questo perché questo non si applica al proposito della creazione. Domanda loro cosa sia successo cinque milioni di anni fa, come si formarono il sole, la galassia e i buchi neri, ed essi ti risponderanno.

Un kabbalista sente tutto questo nei suoi desideri. Dopotutto, se lavori sui desideri nel livello di Adam-Uomo, che non è il livello dell’essere umano, ma il livello successivo di unione dei desideri, allora naturalmente puoi considerare il passato e studiarlo. È scritto nella saggezza della Kabbalah che i kabbalisti conoscevano il linguaggio degli animali, il linguaggio dei pesci, ecc …

Queste non sono soltanto belle parole o allegorie. Puoi penetrare e capire l’essenza di tutti i gradi spirituali al di sotto di te. Significa che capisci assolutamente tutto, il modo attraverso il quale capiamo un bebè, almeno ad un determinato livello e in un certo volume, e anche tutto il resto nei livelli animato, vegetale ed inanimato.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 16/10/2016

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L’Ari – Il punto di svolta dall’oscurità alla luce

Ari, “L’Albero della Vita”:
Sappi che, prima che le emanazioni fossero emanate e le creature create, la semplice Luce Superiore colmava tutta l’esistenza…..

Lo scopo della creazione è di portare le creature alla rivelazione del Creatore, all’adesione con Lui per raggiungere il Suo livello. L’intero sviluppo dell’essere umano in questo mondo, per migliaia di anni, è stato rivolto solo alla realizzazione di questo scopo.

Ci sono state molte persone che, nel corso della storia dell’umanità, cominciando da Adamo il primo uomo, Adam HaRishon, sono state in grado di uscire dal livello animale per arrivare a quello umano. Queste persone sono chiamate kabbalisti, e nel corso di tutte le generazioni hanno continuato ad aiutare tutti coloro che desideravano arrivare alla realizzazione della forza superiore, per entrare nel livello spirituale.

Tutta la nostra vita in questo mondo, all’interno del nostro desiderio egoistico, è strutturata in modo da farci uscire da esso, per elevarci al livello della dazione, verso una più alta esistenza: eterna ed infinita.

Quindi noi dobbiamo ringraziare tutti coloro che, avendo raggiunto il Creatore da soli, hanno messo in atto tutti i loro sforzi per sviluppare la scienza della Kabbalah, aiutando chiunque lo desiderasse, a raggiungere lo stesso livello e ad attraversare gli stessi stati sulla via per raggiungere la realtà più alta.

Tutta l’evoluzione può essere suddivisa in due fasi. Inizialmente ci sono una maturazione istintiva ed uno sviluppo del desiderio per il piacere. Ma, ad un certo punto, questo desiderio si sviluppa, e lo fa nella misura in cui vuole la propria correzione da desiderio di ricevere a desiderio di donare. Quel punto di rotazione è rappresentato da un particolare kabbalista, il cui nome era Ari.

Questo “messaggero dall’alto” ha fatto per noi ciò che nessun altro kabbalista aveva mai realizzato prima. Non c’è un’altra persona che abbia contribuito maggiormente alla correzione generale. Partendo da lui, l’umanità è entrata nel periodo della liberazione. E’ stato l’Ari che ha rivelato la scienza della Kabbalah, la metodologia della correzione; è stato lui che l’ha presa dall’alto e l’ha approfondita per noi.

Ecco perché la data del 27 Luglio è così importante per noi: è il giorno in cui commemoriamo la morte dell’Ari. Tutto ciò che abbiamo nella nostra vita spirituale, quello per cui ci sforziamo, investendo tutta la nostra vita, proviene dal grande Ari. È l’anima che rappresenta il punto di svolta dal mondo delle tenebre al mondo della correzione.

Lui è stato il primo kabbalista che ha portato alle masse la metodologia pratica per la correzione che comprende la struttura dei mondi superiori, la diffusione delle anime, la distribuzione della Luce e dello sviluppo. Egli ha collegato queste spiegazioni alle ricorrenze e alle citazioni della Torah.

L’Ari ha creato il linguaggio della Kabbalah e lo ha reso possibile allo studio, alla ricerca e all’uso comune. Ha tradotto la Kabbalah dal linguaggio delle parabole e dei suggerimenti, tramandati fra i kabbalisti vissuti prima di lui, in un linguaggio moderno, preciso, scientifico: misure, gradi, Aviut (profondità del desiderio), Kashiut (forza dello schermo) e tutti i termini scientifici.

Dopo di lui, la Kabbalah si trasformò in una vera scienza, perché l’altissimo grado che l’Ari aveva raggiunto, gli ha permesso di comprendere tutto il mondo superiore.

Ecco perché egli inizia i suoi scritti dalle quattro fasi della Luce Diretta, in tutti i dettagli. Tutta la struttura dei mondi che la scienza della Kabbalah insegna, ci arriva dall’Ari. Baal HaSulam scrive che egli aveva raggiunto le proprie altezze spirituali perché aveva ricevuto un embrione dell’anima dell’Ari. Grazie a questa speciale anima, Baal HaSulam raggiunse i suoi risultati e continuò il lavoro dell’Ari.

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Dalla Lezione nel “Giorno in Memoria dell’Ari” 27/07/17

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Porre fine ai vecchi miti della saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei conoscenti mi dicono che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché si può diventare matto. È vero che è così pericoloso e che uno si dovrebbe guardarsi dallo studio?

Risposta: Nella “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot,” testo principale per lo studio della saggezza della Kabbalah, è scritto che i Kabbalisti hanno diffuso intenzionalmente la voce che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché non volevano persone che venissero a studiare. Così la saggezza della Kabbalah è stata nascosta dal tempo della distruzione del Beit HaMikdash (Tempio) quasi fino ai nostri giorni.

Doveva succedere così perché l’umanità si è dovuta sviluppare e il popolo d’Israele è dovuto andare in esilio. L’esilio è anche distacco dalla saggezza della Kabbalah, dalla saggezza del sistema, e affondamento nel buio. Così siamo stati nel buio per 2 000 anni e questo mito della saggezza della Kabbalah è esistito fino ad oggi. Però furono divulgati dagli stessi Kabbalisti per tenere le persone lontane dalla saggezza della Kabbalah fino a quando sarebbe arrivato il suo tempo.

E oggi tutto è proprio l’opposto. Proprio come tutto il nostro mondo si è trasformato, così è cambiata anche l’attitudine verso la saggezza della Kabbalah. I Kabbalisti scrivono che ai nostri giorni e oltre, tutti devono scoprire la saggezza della Kabbalah e vedere ciò che dà il popolo d’Israele. Questo è perché non possiamo più risolvere i nostri problemi né esistere senza di essa.

Allora non si deve avere paura di nulla. È possibile aprire il libro e studiare, e ci sono tanti libri che sono adatti ai principianti, uomini e donne.

Domanda: Allora ne consegue che negli anni recenti l’umanità ha raggiunto una fase nella quale la saggezza della Kabbalah deve essere studiata da tutti? In precedenza non era così ed esisteva anche un divieto al suo studio. Però oggi l’umanità si trova in un tale vicolo cieco che l’unica uscita è imparare riguardo alla vita che esiste oltre questi confini.

Risposta: Questa è in particolare la stessa uscita rivelata attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah che ci porta fuori dal vicolo cieco nel quale ci troviamo ora.

Domanda: Lei che cosa intende con “oltre i confini della vita”?

Risposta: Cioè oltre i confini della vita della nostra corruzione, una vita in un mondo corretto. Il mondo continua ad agire secondo leggi determinate e nulla è cambiato oltre alla nostra attitudine. La saggezza della Kabbalah ci spiega come possiamo gestire le forze e la rete di connessione fra noi in modo che tutti saranno connessi nel modo giusto.

Raggiungiamo una tale armonia, una tale unità nei rapporti fra noi, che scopriremo una forza unica fra noi che ci aiuta a salire oltre questa vita che sta dentro il corpo e solo per il suo bene. Cominciamo a sentire la vita su un livello più alto, e in questa maniera andiamo fuori oltre i limiti di questo mondo, di questa vita.

Domanda: Uno non deve essere un grande saggio per questo?

Risposta: Questo è accessibile a tutti. In casa nostra c’è un frigorifero, una stufa, un forno a microonde; sai come funzionano? Anche se non lo sai, questo non ti impedisce di usarli.

Nello stesso modo ci sono stati Kabbalisti saggi che hanno creato il metodo, come un microonde. E ci sono persone comuni alle quali basta solo imparare ad usarlo. Ognuno deve imparare in una certa misura, similmente a come dobbiamo conoscere il funzionamento del microonde, in termini di quale bottone premere e come cambiare gli stati.
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Dal programma di radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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Connettersi con gli altri per la correzione del mondo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Con chi può lavorare il nostro movimento in collaborazione e sotto quali condizioni?

Risposta: Noi siamo pronti a connetterci con tutti coloro che vogliono la connessione per il bene della correzione del mondo. Supponiamo che domani Abu Mazen venisse da noi e si offrisse a lavorare in partnership per la correzione del mondo. Noi dovremmo stringerle la mano e cominciare a lavorare insieme. Nel momento in cui alcuni calcoli egoistici sarebbero inseriti in questo patto, noi dovremmo fermare immediatamente questa attività condivisa.

L’assenza di considerazioni egoistiche e il desiderio di correggere il mondo è la condizione necessaria. Per la correzione, è necessario attirare la Luce che riforma, perché solo questo può aiutare. Se lui è pronto per questo, allora sono pronto a unirmi a lui. Questo anche se è difficile, e nel frattempo, sembra che lui non sia pronto.

Dobbiamo tener conto che è possibile prendere un po’ di tutta la vasta gamma di diverse fazioni, forze politiche, nazioni e governi per un breve periodo con l’obiettivo di andare avanti. Questo perché ognuno ha qualche problema specifico, e quindi loro possono unirsi a noi e sostenerci.

L’anno scorso ci siamo ritrovati in una situazione drammatica per quanto riguarda il rapimento di tre giovani. Le persone sentivano una terribile pressione e tensione, perché volevamo trovare e restituire i ragazzi. Quindi, con questo evento, noi abbiamo avuto la possibilità di lavorare con molte organizzazioni in Israele per connettere le persone.

In ogni caso, è chiaro a tutti che la connessione ci rende più forti. Otteniamo ancora di più se ci colleghiamo attraverso la preghiera, un desiderio e azione condivisa. Così la gente uscì a marciare e riunirsi. Migliaia di persone uscirono per le strade con cartelli per chiedere la liberazione degli ostaggi. Così è stato in tutto il mondo.

Perché il desiderio di riunirsi appare al loro interno tutto ad un tratto? Inconsciamente, loro hanno sentito che ci fosse una specie di forza correttiva in questo, una sorta di spirito nuovo che apparve nel popolo, insieme al concetto di un nuovo stato.

Anche gli animali convergono istintivamente in un momento di pericolo. Le pecore si riuniscono in un solo gregge e si stringono insieme quando sono preoccupate per un attacco di lupi. Se scoppia un incendio, tutti gli animali fuggono da esso insieme senza paura l’uno dall’altro. Questo perché la crisi generale li collega, e non uno guardano l’altro per divorarlo. Tutti fuggono, il che significa che si riuniscono in un unico movimento comune.

Questa inclinazione di connettersi in un momento di difficoltà esiste istintivamente anche tra le persone. Abbiamo bisogno di questo spirito di connessione, anche se non è un esercito che marcia e canta canzoni preparandosi ad attaccare come una sola persona. Anche se non stiamo andando all’attacco, ma al contrario, noi sentiamo che in questo modo noi stiamo stabilizzando una forza attraverso la quale possiamo correggere tale situazione.

Quindi penso che abbiamo bisogno di condividere questa inclinazione che si avverte tra la gente e ci unisce insieme a loro in azioni come queste. Oltre a questo, dobbiamo organizzare discussioni in circoli nei parchi, cortili, e nelle case.

Le persone che ora si trovano in una situazione così particolare sono pronti a partecipare in discussioni come queste. E’ necessario discutere perché questo è accaduto a noi e come possiamo garantire che questo non accadrà mai più, ma solo al fine di avanzare verso il miglioramento di una situazione e dei buoni rapporti con gli altri.
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Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.06.2014, Gli scritti di Baal HaSulam

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Chi ha colpa delle turbolenze arabe?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Oggi, in una certa misura gli arabi israeliani sentono di essere cittadini di seconda classe. Come funziona esattamente l’unione fra tutti i cittadini ebrei d’Israele? Il rapporto corretto fra loro, aiuta gli arabi a sbarazzarsi dalla sensazione di essere molestati?

Risposta: Alla fine della “Introduzione al Libro dello Zohar”, Baal HaSulam scrive che se il popolo d’Israele si unisce correttamente in conformità alla garanzia reciproca, secondo “non fare agli altri quello che non vorresti sia fatto a te” e “ama il tuo prossimo come te stesso”, la forza di unità traboccherà da loro come acqua da un vaso pieno e si diffonderà in tutte le nazioni del mondo.Tutti i popoli sentiranno da dove viene la forza della perfezione e si uniranno con il popolo d’Israele.

Dobbiamo capire che è l’unica influenza possibile sull’altro sistema. L’impatto del popolo d’Israele sulle nazioni del mondo darà come risultato che non si considereranno più come nazioni di “seconda classe”.

Ogni nazione ha bisogni e desideri specifici. Vediamo l’azione delle persone, ma i loro sentimenti sono molto più importanti.

Tante persone vogliono essere come Einstein, ma io non lo voglio. Non sono affascinato da lui.

Tuttavia, voglio essere forte come il mio vicino e non un titano di pensiero o di potere.

Non si tratta di sensazioni interne, neanche se, più o meno, le altre nazioni saranno invidiose del fatto che abbiamo un compito speciale nel mondo. No, non lo saranno. Gli arabi continueranno a sentire di essere svantaggiati? Non più.

Oggi si sentono discriminati perché non ricevono da noi quello che dovrebbero. Incolpando noi per i loro problemi, in questo periodo, confermano che dipendono da noi, poiché abbiamo il diritto di fare le cose di cui loro sono incapaci. Tuttavia, noi non facciamo il nostro ruolo, e così ci rubano il mondo della benevolenza.

Tutte le nazioni ci rimproverano per le stesse ragioni. Saremo tanto sorpresi quando un’organizzazione dell’Assemblea delle Nazioni Unite arriverà ad affermare che Israele è colpevole di tutti i problemi del mondo? che è fonte di numerosi disastri internazionali, e non ha il diritto di esistere? Ai loro occhi, lo stato d’Israele è una ferita che avvelena l’esistenza di tutta l’umanità.

I nostri nemici sentono lo stesso quando si oppongono alle nostre armi, come mitragliatrici, coltelli, e altri armamenti. Nella loro mente, l’unica via d’uscita è combattere. Pensano che dobbiamo essere assassinati e che solo in quel momento, si fermeranno tutti i disastri.

Nello stesso tempo, non sanno che il loro futuro dipende da noi.

Non sono a conoscenza del fatto che siamo noi che possiamo garantirgli prospettive di successo. Nessuno gli insegna queste cose; non gli abbiamo mai trasmesso questa informazione, poiché noi stessi non ne siamo a conoscenza.

Allora, dobbiamo correggere noi stessi.

Vorrei ribadire. Le nazioni del mondo capiranno le nostre azioni solo quando cominceremo a prenderci cura del processo generale della correzione del mondo. Saranno immediatamente d’accordo su questo fatto.

Possiamo fantasticare che se oggi gli ebrei d’Israele lanciano una buona connessione, benevola tra noi, tutti i disastri scompariranno immediatamente. Connettendoci, coinvolgiamo il sistema generale dell’umanità e neutralizziamo le forze del male al suo interno.

Poi, quelli che stanno pianificando ora di investire le persone innocenti alle fermate dell’autobus, all’ improvviso sentiranno che tutto ciò non va bene, che qualcosa è cambiato, che sentono la benevolenza, e che le forze di bontà agiscono all’interno della società.

Di conseguenza, improvvisamente sentiranno il desiderio di fare amicizia con gli ebrei. Succede che è del tutto possibile avere interazioni pacifiche con quelle persone. Inoltre, non siamo cugini? Perché non possiamo andare d’accordo con loro?

Domanda: Da dove i terroristi riceveranno questi pensieri?

Risposta: L’approccio nuovo verrà dalla stessa fonte dalla quale è apparsa l’idea di assassinare gli ebrei. Emergerà a causa dello sbilancio complessivo nel mondo che noi (gli ebrei) abbiamo causato nel sistema generale. Il popolo d’Israele non sincronizza le due forze opposte, il più e il meno. Tuttavia, questa nazione è l’unica che è in grado di far raggiungere la stabilità.

Per cominciare, tutti gli ebrei devono unirsi l’uno con l’altro fino a quando diventeranno amici, come detto nel principio “ama il tuo prossimo come te stesso”.

Poi l’intensità della nostra unità traboccherà, proprio come l’acqua fuoriesce da un vaso troppo pieno. Accetteranno questo fatto naturalmente e non si sentiranno più cittadini di seconda classe. In un sistema sano, perfetto, non è possibile avere più o meno parti importanti, più o meno dignitose.

Una cellula della caviglia è uguale a una cellula del cervello.

Domanda: Allora, come penetrerà quest’appello nel cuore di quelli che sono pronti a commettere atti di terrorismo?

Risposta: Tutta l’umanità è interconnessa attraverso i cuori, e così siamo uniti reciprocamente. Ecco perché non c’è niente di cui abbiamo bisogno, tranne l’unità. Non dobbiamo neanche provare a spiegare loro quest’idea. Lo stesso sistema che ora dimostra che siamo noi che portiamo il male agli altri servirà anche a questo scopo e trasmetterà la sensazione che abbiamo cominciato a portargli benevolenza invece che male.

Questi impulsi non possono essere fermati. Sono quelli che influenzano gli esseri umani e non viceversa, perché questi impulsi fluiscono dalla testa al corpo.

Torniamo in un’unità di nome Israele (ישראל), che significa testa (Li Rosh – לי ראש), direttamente al Superiore (Yashar-El). Significa arrivare direttamente alla perfezione nella quale dobbiamo vivere insieme con il resto dell’umanità e la realtà totale, come l’universo intero in unità con il Creatore, la forza superiore generale.

Sforziamoci di raggiungere questo stato. Poi, il mondo intero ci seguirà. Non appena cominceremo ad agire come una testa, il resto del mondo ci sosterrà.

Smettiamo di incolpare gli altri. La Torà, i libri Kabbalistici e tutte le fonti originali dicono che siamo gli unici che hanno la capacità di fare davvero dei cambiamenti. Solo noi possiamo trasformare lo sviluppo umano globale, dal percorso del male a quello del bene.

Alla fine, siamo obbligati a fare questo. Questo è qualcosa che le nazioni del mondo si aspettano da noi. Facciamo che si compia il nostro dovere.

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Dal programma “Una Vita Nuova” 13.11.2014

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