Pubblicato nella 'Antisemitismo' Categoria

Come un Fascio di Canne – Voglio, Dunque Io Sono, Parte 1

Come un fascio di canne-2Come un Fascio di Canne, perchè l′unità e la garanzia reciproca sono le richieste dell′era attuale , Dott. Michael Laitman, Ph.D.

Capitolo 2: Voglio, Dunque Io Sono
La vita come evoluzione dei desideri

Nel capitolo precedente, abbiamo detto che il nome Ysrael (Israele) unisce la parola Yashar (dritto) ed El (Dio). Abbiamo stabilito che il nome è nato quando Abramo ha riunito le persone che volevano raggiungere il Creatore, per scoprire Dio, e che sono stati chiamati “Israele” per tale desiderio. In questo capitolo tratteremo la formazione dei desideri, in generale, e la formazione del desiderio per il Creatore, cioè Israele, nello specifico. Per fare questo, abbiamo bisogno di esaminare la realtà come evoluzione di desideri.

Nel 1937, Baal HaSulam pubblicò il Talmud “Eser HaSephirot”(Lo Studio delle Dieci Sefirot), un commentario monumentale sugli scritti dell’ARI, autore dell’Albero della Vita. Nel commentario, l’autore scende nel dettaglio spiegando che alla base della realtà si trova il desiderio di dare, che egli chiama “la volontà di donare», che successivamente ha creato il desiderio di ricevere. Questa è la ragione, spiega Baal HaSulam, [i] del perché i nostri saggi testimoniano che “Egli è buono e benefattore” e parlano de “il Suo desiderio di fare del bene alle sue creature.” [ii]

Nella parte 1, dello Studio delle Dieci Sefirot, Baal HaSulam spiega perché la volontà di dare ha necessariamente creato il desiderio di ricevere e perché i due desideri sono il fondamento di tutta la Creazione. Nelle sue parole “Non appena Egli contemplò la creazione al fine di deliziare le sue creature, questa Luce [piacere], veniva immediatamente estesa ed espansa da Lui nella piena misura e forma dei piaceri che aveva contemplato. E’ tutto incluso in quel pensiero, che noi chiamiamo “Il Pensiero della Creazione.”…”. L’Ari scrive che, all’inizio, una semplice Luce superiore colmò tutta la realtà. Ciò significa che, poiché il Creatore contemplò deliziando le creature, e la Luce si espanse da Lui ed ebbe origine da Lui, in questa Luce fu immediatamente impresso il desiderio di ricevere i suoi piaceri.” [iii]

Per sottolineare l’affermazione che la volontà di donare, il Creatore, ha creato il desiderio di ricevere in modo da dargli piacere, Baal HaSulam scrive: “La volontà di donare nell’Emanatore genera necessariamente la volontà di ricevere nell’emanato, e essa [la volontà di ricevere] è il vaso in cui l’emanato riceve la Sua Abbondanza”. [iv]

Ashlag non è stato il primo a fare riferimento alla creazione della volontà di ricevere, da parte del desiderio di donare. Anche Rabbi Isaia Horowitz HaLevi (“Il Santo Shlah”) ha scritto che: “Poiché Egli preferì fare del bene alle sue creature, volle deliziarli con un vero beneficio, quello della creazione della cattiva inclinazione [volontà di ricevere, egoismo] che è a favore delle creature.”[v]

Similmente ai due saggi sopra citati, Rabbi Nathan Sternhertz scrive in Likutey Halachot [Regole Varie]: “Il Signore magnifica la Sua misericordia e bontà, perché ha voluto beneficiare le sue creature in assoluto al meglio di tutto il meglio.”[vi]

Così, la volontà di donare – il Creatore – desidera donare a noi, le Sue crea- ture, e siamo destinati a ricevere tale beneficio, la dazione. Eppure, che cosa è tale beneficio, il bene che siamo destinati a ricevere?

Nella sua “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot “, Baal HaSulam scrive che il beneficio che siamo destinati a ricevere è il raggiungimento del Creatore, proprio come Abramo fece quasi 4.000 anni fa. Nelle parole di Ashlag, “[al raggiungimento] si sente il meraviglioso beneficio contenuto nel Pensiero della Creazione, che è di deliziare le Sue creature con la Sua mano piena, buona e generosa. Per la grandezza di giovamento che si ottiene, appare l’ amore meraviglioso tra la persona e il Creatore, si riversa incessantemente su ognuno attraverso i percorsi ed i canali dell’amore naturale. Tuttavia, tutto questo arriva solo dal momento in cui la persona lo consegue in poi .”[vii]

Per raggiungere il Creatore, dobbiamo avere qualità simili alle Sue, o nei termini di Baal HaSulam, dobbiamo avere “l’equivalenza della forma» con Lui. Nella “Introduzione al Libro, Panim Meirot uMasbirot [Volto Luminoso e Accogliente],” Ashlag scrive: “Così, come si può raggiungere la Luce … quando si è separati e in completa opposizione di forma … e vi è grande odio tra loro [Creatore e persona]? … Pertanto, … lentamente si purifica e si inverte il modo di ricevere al fine di essere in dazione. Si scopre che uno rende uguale la propria forma al sistema della santità, e compaiono di nuovo l’equivalenza e l’amore tra di loro… Così, si è ricompensati con la Luce … da quando si è introdotti alla presenza del Creatore”.[viii]

Quattro livelli di desiderio formano la Realtà

Nell’esaminare la realtà dal punto di vista dell’evoluzione dei desideri, i Kabbalisti hanno scoperto che il desiderio di ricevere appena descritto contiene quattro livelli distinti – inanimato, vegetale (flora), animato (fauna), e parlante (essere umani). Da quando, nel 16 ° secolo,[ix] l’ARI ha menzionato questa divisione della realtà numerosi studiosi e Kabbalisti hanno discusso su questi quattro livelli, tra questi il Malbim (Meir Leibush ben Iehiel Mi- chel Weiser),[x] il rabbino Pinhas HaLevi Horovitz,[xi] e il RABaD (Rabbi Abraham Ben David), Quest’ultimo ha scritto: “tutte le creature del mondo sono divise in inanimato, vegetale, animato e parlante”.[xii] sono solo tre dei numerosi saggi che si riferiscono a realtà che è composta da questi quattro livelli.

Eppure, nessun saggio o studioso è così minuzioso nella descrizione quanto Baal HaSulam. I suoi scritti, destinati esplicitamente a chiunque li voglia leggere e comprendere, descrivono in modo sistematico ed esauriente la struttura della realtà , nel modo in cui è stata percepita dai Kabbalisti e dagli studiosi Ebrei, attraverso i secoli. Nel suo saggio, “La Libertà”, spiega la struttura dei desideri a livello inanimato, vegetale, animato e parlante in “Legge di causalità.” Egli spiega che tutti gli elementi della realtà sono collegati e scaturiscono l’uno dall’altro. Nelle sue parole: “E’ vero che c’è una connessione generale tra tutti gli elementi della realtà prima di noi, che rispettano la legge di causalità, e vanno avanti mediante causa ed effetto. E come il tutto così è ogni elemento di per sé, il che significa che ogni creatura al mondo delle quattro tipologie: inanimato, vegetale, animato e parlante osserva la legge di causalità mediante causa ed effetto.”

“Inoltre, ogni forma specifica di comportamento particolare, che una creatura segue in questo mondo, è spinta da cause antiche, che costringono ad adottare quel comportamento e non un altro qualunque. Questo è evidente a tutti coloro che esaminano le vie della natura, da un punto di vista puramente scientifico e senza un briciolo di pregiudizio. Infatti, dobbiamo analizzare la questione per poterla esaminare da tutti i lati.”[xiii]

[i] Talmud Babilonese, Masechet Berachot [Trattato di benedizioni] p 44a; Maimonide, Mishneh Torah, “Regole di benedizioni,” Capitolo 8, Regola 14; Rav Moshe Cordovero (il Ramak), Un giardino di melograni, Porte 23, Capitolo 5; e numerosi altri.
[ii] Rabbi Isaiah HaLevi Horowitz (La sacra Shlah), Masechet Pesachim, Sesta Interpretazione, (27); Rabbi Menachem Nachum di Chernobyl, Maor Eynaim [Occhi luminosi], Lech Lecha [Andate], Rabbi Tzadok HaCohen di Lublin, I pensieri del diligente, voce 19, e tanti altri.
[iii] Yehuda Ashlag, Talmud Eser Sefirot (Lo studio delle dieci Sefirot), Parte 1, HistaklutPnimit (Riflessione interna), Capitolo 2, voci 10-11 (Gerusalemme: M. Klar, 1956), 17.
[iv] ibid.
[v] Rabbi Isaiah HaLevi Horowitz (La sacra Shlah), Masechet Pesachim, Sesta Interpretazione, (27).
[vi] Rabbi Nathan Sternhertz, Likutey Halachot [Regole Assortite], “Regole di Tefilat Arvit [preghiera della sera],” Regola numero 4.
[vii] Yehuda Ashlag, Talmud Eser Sefirot (Lo studio delle dieci Sefirot), Parte 1, “Introduzione allo studio delle dieci Sephirot,” voci 104-105 (Gerusalemme: M. Klar, 1956), 31.
[viii] Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (Baal HaSulam), Gli Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al libro, Panim Meirot uMasbirot [Viso Brillante ed accogliente]” (Istituto di ricerca Ashlag, Israele, 2009), 150.
[ix] Rabbi Itzhak Luria (Il Santo ARI), L’albero della vita, Porta 39, Articolo numero 3.
[x] Rabbi Meïr Leibush ben Iehiel Michel Weiser (Il MALBIM), on 1 Re, 8:10, Sezione, “Spiegazione della materia.”
[xi] Rabbi Pinhas HaLevi Horovitz, Sefer HaMikneh [L’atto di acquisto], Masechet Kidhushin [trattato di fidanzamento], p 82a.
[xii] Rabbi Abraham Ben David, (Il RABaD), Il RABaD Commento al libro della Creazione, Capitolo 2, Studio numero 2.
[xiii] Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (Baal HaSulam), Gli Scritti di Baal HaSulam, “La Libertà” (Israele: Istituto di ricerca di Ashlag, 2009), 415.

Come Un Fascio Di Canne —Nasce Una Nazione, Parte 3

Come un fascio di canne-2Come un Fascio di Canne, perché̀ l′unità e la garanzia reciproca sono le richieste dell′era attuale. Dott. Michael Laitman, Ph.D.

Capitolo 1: Nasce Una Nazione
La nascita del popolo di Israele

Unità – E da ciò, uguaglianza

Oggi, l’unica nostra speranza è arrivare all’unione. L’unità, come vedremo più avanti, è la direzione indicata dalla forza che guida tutta la vita. La nostra sfida, perciò, è imparare come unirci. E’ possibile, e plausibile, ma in tempi di crisi, sarà necessario riconoscere tale forza e generare uno sforzo mutuo per cooperare e collaborare, per vivere secondo i dettami di questa legge.

E’ importante sapere che, tuttavia, l’unità non richiede parità o somiglianza, piuttosto richiede una disuguaglianza da superare per unirsi. Oggi, per esempio, ci sono varie confessioni all’interno della religione ebraica come pure per i non affiliati Ebrei. L’unità degli Ebrei significherebbe che senza cambiare le nostre tradizioni, senza convergere in una singola confessione, ci uniremmo ed impareremo ad apprezzarci ed eventualmente ad avere cura l’uno dell’altro.

Se questo sembra impossibile considerate una famiglia con molti bambini, in un nucleo familiare ogni bambino ha un carattere unico, assai spesso questi caratteri si scontrano, come testimoniano i ricordi dei litigi con i familiari durante l’infanzia. “ Se loro non fossero mia sorella e mio fratello mai gli starei vicino”, è un pensiero ricorrente, ma proprio il fatto che rimaniamo insieme ai nostri parenti così diversi prova che l’amore unisce al di sopra delle differenze.

Questo è precisamente cosa dobbiamo fare, unirci al di sopra delle nostre differenze. Solo così è possibile sentire, intensamente, sia le nostre qualità opposte, sia l’unità che va sopra di esse. Quando questo accade appare la capacità di usare le nostre differenze al meglio. Ognuno contribuisce con prospettive, idee e modalità di azione personali formando così un insieme più forte. Proprio come i nostri corpi, per mantenersi in salute, hanno bisogno del lavoro comune dei singoli organi così noi abbiamo la necessità di mantenere la nostra diversità ed unirci al di sopra delle differenze, per lo scopo comune di realizzare il ruolo del popolo ebraico di portare la luce dell’unità alle nazioni.

Riprendendo l’argomento precedentemente trattato, su Abramo di Babilonia, ritorniamo all’immagine di una città con forti tratti egoistici. Quando il piacere e il godimento, che in se non hanno nulla di male, si trasformano in tratti completamente egoistici portano all’autodistruzione. Il vero scopo dell’esistenza, scoperto da Abramo, è di diventare simili all’unica forza della vita per sperimentare la completezza e l’unità con tutti. I nostri saggi chiamano questa unità e completezza adesione (Dvekut), intesa come la qualità del Creatore che l’umanità deve acquisire, per diventare simile o persino uguale a Lui.

Per citare le parole del rabbino Meir Ben Gabai: “ Dalla parte dell’adesione (Dvekut), con le forze del Grande Nome e le Sue qualità, tu aderisci al Signore tuo Dio, perché Lui è il Suo nome e il Suo nome è Lui perché tu sei collegato e simile a Lui e la Dvekut con Lui è la vera vita.” [i]

Allo stesso modo il Santo Shlah scrive nel Toldot Adam (La Generazione dell’Uomo), “I nostri Saggi dicono (Sotah 14a): “E tu che aderirai al Signore, aderirai alle Sue qualità e allora lui è chiamato Adamo (uomo) come in adameh La Elyon (sarò come l’Altissimo).”
 [ii]

Nel XX secolo Baal HaSulam definisce il termine Dvekut come equivalenza di forma, intesa come acquisire la forma (le qualità) del Creatore. Nella sua “Introduzione alla saggezza della Kabbalah” egli scrive : “Così (l’anima) sarà adatta a ricevere tutta l’abbondanza ed il piacere inclusi nel Pensiero della Creazione e sarà anche in completa Dvekut (adesione) con Lui, in equivalenza di forma.”
[iii]

Nell’ “Introduzione al libro dello Zohar” Baal HaSulam aggiunge :“Così uno acquista la completa adesione con Lui, perché l’equivalenza spirituale è equivalenza di forma, come dissero i nostri saggi” Come è possibile aderire a Lui? Piuttosto si aderisce alle Sue qualità”.[iv]

Con il tempo, come è stato detto prima, il gruppo di Abramo creò una nazione e sviluppò il bisogno di un nuovo metodo di unità. Gli insegnamenti di Abramo vennero resi noti a tutto il popolo, in Israele. Ma nel momento in cui tre milioni di persone, tra cui 600.000 uomini, uscirono dall’Egitto diventò impossibile diffondere la verità a tutti.

La soluzione si trovò ai piedi del Monte Sinai. Lì, in un momento centrale nella storia del nostro popolo, venne dato il principio fondamentale della Torah e tale principio viene dato, ancora oggi , ogni giorno ed in ogni momento. Questo principio, come esposto dal rabbino Akiva, è “ Ama il tuo prossimo come te stesso”. Ai piedi del Monte Sinai, spiega il grande studioso ed interprete Rashi, è stata ricevuta la Torà, l’insieme di leggi che guidano verso l’unione e che il popolo ha deciso di seguire con tutto il cuore. Usando le sue parole:“E Israele si accampò lì – come un uomo con un unico cuore”[v] Da quel momento in poi l’unità è stata il principio basilare del popolo Ebreo, l’unico mezzo per raggiungere il Creatore, acquisire le Sue qualità e ottenere Dvekut, l’equivalenza di forma con Lui.

Midrash Tanah De Bei Eliyahu scrive che il Signore disse ad Israele: “ Figli miei manca qualcosa che potrei chiedervi ? E cosa vi chiedo? solo che voi vi amiate l’un l’altro, rispettiate l’un l’altro e vi temiate l’un l’altro e che non ci sia trasgressione, furto e bruttura tra di voi”.[vi]

Con il tempo il principio di unità sostituì qualsiasi altro comandamento, in termini d’importanza. Diventò l’unica e sola chiave della redenzione spirituale di Israele e la salvezza dai suoi nemici. Midrash Tanhuma scrive: “Se una persona prende un fascio di canne, non le può spezzare tutte in una volta. Ma se le prende una alla volta anche un bambino le può spezzare. Allo stesso modo Israele non sarà redenta sino a quando non sarà un fascio.”
[vii]

Con lo stesso spirito Masechet Derech Eretz Zutah scrive che così direbbe il rabbino Eleazar Ha Kappar: “Ama la pace e detesta la divisione. Grande è la pace , perché anche quando Israele pratica l’idolatria se c’è pace tra loro il Creatore non vuole danneggiarli” (Hosea,4:17), “Ephraim si è unito agli idoli; lasciatelo solo. Se c’è divisione tra loro che cosa è stato detto di essi (Hos,10:2)?”, “Il loro cuore è diviso, adesso loro sopporteranno la loro colpa”.[viii]

E’ evidente che quando ci guardiamo intorno notiamo che la maggioranza delle persone né desidera unirsi né trova alcun beneficio nella connessione con il prossimo, come il principio detta. Per capire come tale principio sia diventato così fondamentale per l’esistenza del nostro popolo, ed ora per l’intero mondo, è importante esaminare l’evoluzione della realtà da un punto di vista diverso da quello della scienza. Dobbiamo guardare alla realtà come un’evoluzione dei desideri.

Guardando la realtà, seguendo questa ottica, il ragionamento che sta dietro all’importanza dell’unione, alla conseguente acquisizione della qualità del Creatore, diventa chiarissimo. Perciò l’evoluzione dei desideri sarà l’argomento del prossimo capitolo.

[i] Rabbi Meir Ben Gabai, Avodat HaKodesh [L’opera sacra], Parte 2, Capitolo 16.
[ii] Rabbi Isaiah HaLevi Horowitz (Lo Shlah Sacro), Toldot Adam [La Generazione dell’Uomo], “La Casa di David,” 7.
[iii] Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (Baal HaSulam), I Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione alla Prefazione alla Saggezza della Kabbalah” (Istituto di Ricerca Ashlag , Israele, 2009), 155.
[iv] Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (Baal HaSulam), I Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar” (Istituto di Ricerca Ashlag, Israele, 2009), 432.
[v] Rabbi Shlomo Ben Yitzhak (RASHI), Il RASHI Interpretazione della Torà, “Sull’ Esodo,” 19:2.
[vi] Midrash Tanah De Bei Eliyahu Rabah, Capitolo 28.
[vii] Midrash Tanhuma, Nitzavim, Capitolo 1
[viii] Ithak Eliyahu Landau, Rabbi Shmuel Landau, Masechet Derech Eretz Zutah, Capitolo 9, Voci 28-29 (Vilna: Stampato: Rabbi Hillel, 1872), 57-58.

L’America crollerà se Obama volterà le spalle ad Israele

Dr. Michael LaitmanOpinione (John Hagee, fondatore e pastore capo della Chiesa di Cornerstone, San Antonio, Texas, ed Amministratore Delegato della Global Evangelism Television – GETV): “John Hagee ha dichiarato la scorsa settimana, durante il suo programma Hagee Hotline, che Dio distruggerà l’America per il modo in cui Obama ed i Democratici stanno trattando il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. ‘Lo conferma la storia’ egli ha affermato.

‘Studio la storia mondiale’ ha detto, ‘E possiamo riassumere le storia del mondo con 25 parole, o meno: le nazioni che hanno benedetto Israele hanno prosperato e le nazioni che hanno maledetto Israele sono state distrutte dalla mano di Dio’.

Secondo Hagee gli imperi Egiziano, Babilonese, Ottomano e Britannico sono crollati perché non hanno offerto il giusto rispetto ad Israele, l’unico Paese ad esistere perché Dio lo ha predestinato alla sua gente prediletta. Certo è che gli storici sono concordi sul fatto che tali imperi sono crollati sotto il loro stesso peso, in quanto erano diventati troppo grandi per potere essere controllati.

‘A Dio non importa certo dei nostri rapporti con le altre nazioni’ Hagee ha aggiunto, ‘Ma controlla come l’America agisce nei confronti di Israele. Dio volterà le spalle all’America. E questo è un fatto. Lo prova la storia’”.

Il mio commento: In più di un’occasione ho sentito simili opinioni da parte di vari individui che non sono storici né predicatori. Questo tipo di discorso ha apparentemente a che fare con l’amore e con la punizione. Ma questi sono gli elementi che appartengono alla nazione di Israele, che ha la missione di portare la Luce alle nazioni del mondo e di portare il metodo della rivelazione della forza superiore al mondo.

Dio punirà l’America ed il mondo intero ma ancor prima riprenderà a punire Israele, perché è il nostro comportamento scorretto la causa dell’atteggiamento dell’America nei nostri confronti.

Non è Obama a prendere le decisioni ma noi, attraverso il nostro modo di affrontare le nostre responsabilità in questo mondo! Siamo effettivamente gli unici in questo mondo ad avere il libero arbitrio (vedi l’articolo “The Freedom-La Libertà”), per rivelare il Creatore nella connessione tra di noi.

Questa è l’unica azione libera che è stata affidata agli umani dalla natura, il Creatore, ed è stata data solo a noi, per questo siamo odiati. Le nazioni del mondo sentono la loro dipendenza dal popolo di Israele e l’antisemitismo è la loro reazione naturale al nostro comportamento.
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Capitolo 1: Nasce Una Nazione
La nascita del popolo di Israele

Israele – II Desiderio Più Profondo

L’incredibile risultato degli sforzi di Abramo fu la nascita di una nazione, che conosceva le profonde leggi della vita, la suprema “Teoria di ogni Cosa” o con le parole di Maimonide “ Una nazione che sa che il Signore si realizza nel mondo”. [i]

Infatti Israele non è solo il nome di un popolo, in ebraico la parola Israele (Israele) è formata da due parole: Yashar (diretto) ed El (Dio), perciò Israele designa la volontà di chi vuole scoprire la legge della vita , il desiderio di raggiungere o percepire il Creatore. Con le parole del rabbino Meir Ben Gabai: “ Nel significato del nome di -Israele – c’è anche Yashar El (diretto al Creatore)” [ii].

Similmente nel suo sermone scritto (Drush) che riguarda le Preghiere del Viaggiatore, il grande Ram-chal scrisse semplicemente “Israele-Yashar El”.

Detto in altro modo Israele non è una semplice discendenza genetica ma piuttosto il nome o la direzione del desiderio che guidò Abramo verso le sue scoperte. In origine, i primi Israeliti erano sia Babilonesi sia membri di altre nazioni che si unirono al gruppo di Abramo. Il significato del loro nome era chiaro agli antichi Israeliti, come scrive Maimonide avevano i Leviti, come insegnanti, e veniva insegnato loro di seguire le leggi essenziali della natura.

Oggi si ignora il fatto che il termine “Israele”, in realtà, si riferisce al desiderio di conoscere il Creatore, la legge base della vita, e non allude ad una discendenza genetica. Circa 2000 anni di occultamento della verità, dal momento della rovina del secondo tempio, hanno praticamente cancellato il fatto che la scoperta di Abramo era per tutta l’umanità , proprio come Abramo stesso la intendeva per tutte le persone di Babilonia e più tardi “cominciò a gridarla al mondo intero” per citare Maimonide .

Con il passare degli anni solo i Kabbalisti tennero viva questa verità. Kab-balisti tipo Elimelech di Lizhensk [iii] Shlomo Ephraim Luntschitz,[iv] Chaim Iben Attar,[v] Baruch Ashlag[vi] molti altri scrissero a chiare lettere: “Israele vuol dire Yashar El ( diretti verso Dio).”

Oggi, il bisogno di scoprire questa forza è più rilevante che mai, dal tempo di Abramo nulla è cambiato nella Natura ed il Creatore è ancora l’unica forza che crea, governa e sostiene la vita.

Quello che è cambiato è che, oggi più che mai, abbiamo bisogno della vera conoscenza del Creatore . Al tempo di Abramo l’umanità ebbe la possibilità di seguire innumerevoli percorsi, oltre a quello della verità di Abramo. Gli attuali percorsi sociali si stanno rivelando inefficaci nel risolvere il de- clino delle nostre morali sociali e della coesione.

Infatti, con il tempo, la cultura di Babilonia si è dissipata e le persone si sono disperse in tutto il mondo. La loro alienazione e la discordia sociale, cause della loro caduta, rappresentata dalla caduta della torre, divennero inconsistenti e meno evidenti . Le persone si trasferirono in nuovi luoghi, portandosi dietro la mentalità e la cultura babilonese, senza la consapevolezza che stavano portando anche l’abitudine alla disarmonia tra loro, cioè i semi delle future difficoltà.

Ora, in questa comunità globale, ogni crisi è su scala generale, gli errori che facciamo hanno il loro peso su tutto il mondo. La scoperta di Abramo, su una singola forza sovrana, è un’informazione che deve essere assolutamente considerata all’interno dei nostri calcoli e progetti, se vogliamo sopravvivere.

[i] ibid.
[ii] Rabbi Meir Ben Gabai, Avodat HaKodesh [L’opera sacra], Parte 3, Capitolo 27.
[iii] Elimelech di Lizhensk, autore di Noam Elimelech (La piacevolezza di Elimelech), Likutei Shoshana (“Collezioni della rosa”) (Pubblicato prima in Levov, Ukraine, 1788), ottenuto da http://www.daat.ac.il/daat/vl/tohen.asp?id=173
[iv] Shlomo Ephraim Luntschitz, autore di Keli Yakar [Vaso prezioso], Quanto riguarda Bereshit [Genesi], 32:29.
[v] Chaim ibn Attar, in Ohr HaChaim [Luce della Vita], Bamidbar [Numeri], Capitolo 23, Voce 8, https://sites.google.com/site/magartoratemet/tanach/orhahaym
[vi] Baruch Shalom Ashlag (Rabash), Scritti di Rabash, Vol. 1, Article no. 9, 1988-89 (Israele: Ashlag Research Institute, 2008), 50, 82, 163.

Come un fascio di Canne — Nasce una Nazione, Parte 1

Come un fascio di canne-2Come un fascio di canne, perchè l′unità e la garanzia reciproca sono le richieste dell’era attuale, Dott. Michael Laitman, Ph.D.

Capitolo 1: Nasce Una Nazione
La nascita del popolo di Israele
Prima di approfondire il significato e la posizione del popolo di Israele nel mondo, dobbiamo vedere perché la nazione di Israele abbia preso forma e come quella forma si sia evoluta. Per il momento facciamo un viaggio verso est, più o meno a seimila miglia di distanza e indietro nel tempo di circa quattromila anni, nell’antica Mesopotamia, cuore della Mezza Luna Fertile e culla di tutte le civiltà. Situata all’interno di una vasta e lussureggiante striscia di terra, tra i fiumi Tigri ed Eufrate, in quello che oggi è l’Iraq, la città-stato chiamata Babilonia ospitava una civiltà fiorente, piena di vita e di movimento, era il centro commerciale del mondo antico.

Babilonia, cuore di quella civiltà dinamica, era un crogiolo, il substrato ideale in cui crebbero e fiorirono miriadi di credenze e di insegnamenti. Così i babilonesi praticarono molti tipi di idolatria. Sefer Ha Yashar [Il Libro dell’Onesto] descrive la vita dei Babilonesi in quel tempo: “In quei giorni, tutte le persone di questa terra fecero ognuno il suo Dio, divinità di legno e di pietra, li veneravano e divennero Dei per loro. In quei giorni il Re, tutti i suoi servi, e Terah [il padre di Abramo] con tutta la sua famiglia furono i primi tra gli adoratori di legno e pietra. ……Terah li adorava e si inchinava a loro e così fece tutta la generazione, così essi abbandonarono il Signore, che li aveva creati, e non c’era un singolo uomo in tutto il paese che conoscesse il Signore.” [I]

Sebbene fosse figlio di Terah, Abraham, chiamato poi Abramo, possedeva una qualità che lo rendeva unico: era perspicace in modo insolito, con uno zelo scientifico per la verità. Abramo era anche una persona attenta e notò che la gente della sua città stava diventando sempre più infelice, a causa del crescente egoismo e dell’alienazione che si erano diffusi tra loro. In breve tempo abbandonarono l’unità e l’assistenza mutua, essendo stati di “una sola lingua e un solo linguaggio” (Genesi,11:1), e caddero nella vanità dicendo: “Venite costruiamoci una città ed una torre che tocchi il cielo e diamoci un nome” (Genesi,11:4)”.

In realtà erano tutti così ossessionati dalla costruzione della loro torre di orgoglio che dimenticarono completamente le persone care. Il saggio Pirkey de Rabbi Elizier (Capitoli di Rabbi Elizier), uno dei commentari (Midrashim) sulla Torà (Pentateuco), offre una descrizione minuziosa non solo della vanità dei Babilonesi ma, anche della considerazione che avevano gli uni degli altri. Il libro narra che Nimrod disse al suo popolo: “Costruiamo una grande città abitiamoci, per evitare di essere sparsi su tutta la terra come i primi, e costruiamo una grande torre al suo interno che vada verso il cielo…e ci faremo un grande nome (fama) nel paese”.

“La costruirono alta… quelli che portavano su i mattoni salivano dalla parte est e quelli che venivano giù scendevano dalla parte ovest. Se una persona cadeva e moriva loro non se ne interessavano. Ma se cadeva un mattone si sedevano , piangevano e dicevano: quando ne sarà portato un altro al suo posto.” [II]

Abramo era preoccupato dall’atteggiamento che i suoi contadini avevano tra loro e ò ad osservare il comportamento dei costruttori.” Pirkey de Rabbi Elizier, all’interno del suo libro, continua a descrivere l’animosità che c’era tra loro: “Abramo, figlio di Terah, passò li vicino e li vide costruire la città e la torre. Lui cercò di parlare a loro e di dirgli del Creatore, la forza sovrana di unità che aveva scoperto, per testimoniare che le cose sarebbero andate bene se anche loro avessero seguito la legge dell’unità. “Ma loro detestarono le sue parole” dice il libro, invece “ Essi desideravano parlare ogni altra lingua come prima quando erano ancora di una sola lingua . “Ma loro non conoscevano la lingua dell’altro . Cosa avevano fatto? Ognuno di loro prese la sua spada e si combatterono a morte. Infatti metà del mondo vi morì di spada.” [III]

Alla luce di questa terribile situazione del suo popolo, Abramo decise di diffondere il principio che aveva trovato, senza tenere conto dei rischi. Nel suo saggio Hayad HaChazakah (La mano Potente), conosciuto anche come Ripetizione della Torà (Mishneh Torà), il famoso studioso del XII secolo Maimonide (il RAMBAM) descrive la determinazione e gli sforzi di Abramo per scoprire la verità della vita. “Dal momento in cui questo uomo tenace venne svezzato cominciò ad interrogarsi….Cominciò a pensare giorno e notte, come era possibile che la ruota girasse sempre senza guida? Chi la poteva girare? E lui non aveva né un insegnante né un tutore. Invece si forgiò ad Ur dei Caldei tra ignoranti adoratori di idoli, con sua madre, suo padre e tutti quelli che adoravano le stelle – e lui che le adorava con loro”.[IV]

Nella sua ricerca Abramo scoprì l’unità, l’unicità della realtà, quella singolare forza creativa che genera , sostiene e guida tutta la realtà verso la sua meta. Secondo le parole di Maimonide “ (Abramo),.. con la sua saggezza, raggiunse il percorso della verità: che c’è un Dio che guida,.. che Lui ha creato ogni cosa e che in tutto quello che esiste , non c’è altro Dio tranne Lui.” [V]

Per capire il pensiero di Abramo è importante ricordare che quando i Kabbalisti parlano di Dio non fanno riferimento ad un essere onnipotente o ad una forza da adorare, da compiacere e placare che poi ricompensa i devoti fedeli con salute, ricchezza, lunga vita ed altri benefici mondani. I Kabbalisti identificano Dio con la Natura, tutta la Natura.

Rav Yehuda Ashlag, conosciuto come Baal HaSulam (Padrone della scala), fece numerose affermazioni inequivocabili sul significato della parola “Dio”. In breve, Dio è sinonimo di Natura. Nel saggio “La Pace” Baal HaSulam scrive (in un estratto leggermente modificato): “Per evitare di usare, da ora in poi, entrambe le voci “Natura” e “Supervisore” tra le quali, come vi ho mostrato, non c’è differenza,… è meglio per noi accettare le parole dei Kabbalisti che HaTeva [la Natura] è lo stesso di [Dio] Elokim. Allora sarò in grado di chiamare le leggi di Dio “i comandamenti della Natura” e viceversa, perché essi sono uno e sono la stessa cosa e non c’è bisogno di parlarne oltre.” [VI]

“All’età di quaranta anni”, scrive Maimonide, “Abramo conobbe il suo Creatore”, la singola legge della Natura che crea tutte le cose. Ma Abramo non tenne per sé la scoperta: “Cominciò a dare risposte alle persone di Ur dei Caldei per convertirle e per dire loro che il sentiero dove stavano camminando non era quello della verità.”[VII] Ahimè, Abramo dovette così affrontare il Re di Babilonia, Nimrod.

Midrash Rabbah, scritto nel V secolo d. C., presenta una descrizione vivida del confronto di Abramo con Nimrod e dà un’idea delle difficoltà che Abramo incontrò per la sua scoperta e la sua dedizione alla verità. Fornisce anche una divertente sbirciata sul fervore di Abramo. “Terah [il padre di Abramo] era un adoratore di idoli [che viveva costruendo e vendendo statue nel negozio di famiglia]. Una volta dovette allontanarsi dal negozio e chiese ad Abramo di prendere il suo posto. Entrò un uomo che voleva comprare una statua. Abramo gli chiese : “Quanti anni hai?” e l’uomo rispose “cinquanta o sessanta”.- Abramo gli disse : “Guai a colui che ha sessanta anni e deve venerare una statua che ha un giorno.” L’uomo si sentì in imbarazzo e se ne andò”.

“Un’altra volta una donna entrò con una ciotola di semolino e disse: “Ecco un sacrificio da mettere davanti alle statue” Allora Abramo si alzò prese un martello e ruppe tutte le statue e poi sistemò il martello nelle mani della più grande. Quando il padre tornò gli chiese: “Chi ha fatto questo?” [Abramo] rispose: “ E’ venuta una donna, ha portato loro una ciotola di semolino e mi ha chiesto offrirla in sacrificio. Ho offerto il sacrificio ed uno ha detto: “Io mangerò per primo” e un altro “io mangerò per primo” quello grande si è alzato , ha preso il martello e li ha rotti tutti . Suo padre disse : “Mi stai prendendo in giro? Che cosa vuoi che sappiano!” Abramo rispose: “Le tue orecchie stanno ascoltando cosa dice la tua bocca?-”[VIII]

A quel punto Terah sentì che non poteva più controllare quel figlio impudente.” [Terah] prese [Abramo] e lo consegnò a Nimrod [il re, la più alta autorità spirituale in Babilonia]. [Nimrod] gli disse: “Adora il fuoco”. E [Abramo] rispose: “forse dovrei adorare l’acqua che spegne il fuoco”. [Nimrod] replicò : “Adora l’acqua!”, [Abramo] disse: “beh, forse, dovrei adorare la nuvola che porta l’acqua?”. [Nimrod] gli disse “ Adora la nuvola!”.

[Abramo] gli disse: “ in questo caso dovrei adorare il vento che disperde le nuvole?” Egli gli disse “Adora il vento”. [Abramo] rispose: “dovremo adorare l’uomo che sopporta il vento?”. [Nimrod] gli disse: “tu parli troppo, io adoro solo il fuoco, ti ci butterò dentro e il Dio che tu veneri venga a salvarti !”.

Haran [fratello di Abramo] stava lì e disse: “ se Abramo vince dirò che sono d’accordo con Abramo e se vince Nimrod dirò che sono d’accordo con Nimrod.” Quando Abramo scese nella fornace e venne salvato chiesero ad Haran: “Con chi stai? Lui rispose: “ sono con Abramo”, lo presero e lo buttarono nel fuoco e morì davanti a suo padre.” Così viene detto: “E Haran morì davanti a suo padre Terah[IX]

Così Abramo resistette a Nimrod ma fu cacciato da Babilonia e partì per la terra di Haran (pronunciata Charan per distinguerla da Haran figlio di Terah). Ma Abramo non smise di fare circolare la sua scoperta, solo perché era stato esiliato da Babilonia. Le elaborate descrizioni di Maimonide ci dicono: “Egli cominciò a gridare al mondo intero per metterlo a conoscenza che c’è un solo Dio per tutto il mondo…. Gridò, vagò da città a città e da un regno all’altro sino a quando arrivò alla terra di Canaan…..

E poiché essi [le persone nei posti dove andava] si radunavano intorno a lui e chiedevano spiegazioni delle sue parole, insegnò a tutti.. finché li riportò sul sentiero della verità. Alla fine migliaia e decine di migliaia si riunirono attorno a lui , e sono la gente della casa di Abramo. Lui impresse questo principio nei loro cuori, scrisse libri ed insegnò a suo figlio Isacco. E Isacco si sedette, insegnò ed avvisò e informò Giacobbe che nominò insegnante affinché insegnasse a sua volta…. E Giacobbe, il patriarca, insegnò a tutti i suoi figli. Prese Levi e ne fece il capo e fece in modo che lui imparasse la via di Dio….” [X]

Per assicurarsi che la verità passasse attraverso tutte le generazioni, Giacobbe “ comandò ai suoi figli di non fermarsi nel fare nomine su nomine tra i figli di Levi così che la conoscenza non si sarebbe dimenticata, questa continuò e si diffuse tra i figli di Giacobbe e coloro che li accompagnavano.” [XI]

[I] Sefer Ha Yashar [Il Libro dell’Onesto], Porzione Noè, Parashà 13, Punto 3.
[II] Pirkey de Rabbi Eliezer [Capitoli di Rabbi Eliezer], Capitolo 24.
[III] Ibid.
[IV] Rav Moshè Ben Maimon (Maimonide), Mishneh Torà (Yad HaChazakah) (La Mano Potente), Parte 1, “Il Libro della Scienza”,”Capitolo 1, Punto 1.
[V] Maimonide, Yad HaChazakah (La Mano Potente), Pate 1, “Il Libro della Scienza,” Capitolo 1, Punto 10.3.
[VI] Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag (Baal HaSulam), Gli Scritti di Baal HaSulam, “La Pace nel Mondo” (Ashlag Research Institute, Israele 2009), 406-7.
[VII] Maimonide, Yad HaChazakah (La Mano Potente), Pate 1, “Il Libro della Scienza,” Capitolo 1, Punto 12.3.
[VIII] Midrash Rabbah, Bereshit, Porzione 38, Punto 13.
[IX] Midrash Rabbah, Bereshit, Porzione 38, Punto 13.
[X] Maimonide, Yad HaChazakah (La Mano Potente), Pate 1, “Il Libro della Scienza,” Capitolo 1, Punto 15.3.
[XI] Maimonide, Yad HaChazakah (La Mano Potente), Pate 1, “Il Libro della Scienza,” Capitolo 1, Punto 16,ibid

Il piano segreto del popolo ebraico

Dr. Michael LaitmanDomanda: In generale, come vedete la situazione in cui si trova il popolo ebraico oggi?

Risposta: Dobbiamo capire lo sviluppo attuale dell’umanità, capire perché siamo così odiati agli occhi del mondo, siamo, al meglio, spinti in un angolo, e nel caso peggiore, l’umanità vuole annientarci.

Tutto ciò è stato determinato dal ruolo storico del popolo d’Israele, e specificamente nel nostro tempo dobbiamo essere un esempio di unificazione corretta per l’umanità, che permette di passare alla prossima fase del nostro sviluppo.

Oggi, il vicolo cieco dello sviluppo umano è stato rivelato, il vicolo cieco nei rapporti familiari e in diversi campi. Questo esiste sulla scala delle singole nazioni e anche nel mondo intero. Il tempo è arrivato per salire al prossimo livello, ma non abbiamo ancora capito questo. Nel frattempo non c’è una soluzione nel nostro mondo, così tutti stanno soffrendo a causa di ciò.

Le prospettive filosofiche sono al collasso, i piani sono sconvolti, e tutto sta volgendo al termine. Nel passato l’umanità aspirava a qualcosa ma oggi i genitori non hanno più speranza di un futuro migliore per i loro bambini.

Una possibilità alternativa

E qui il popolo ebraico deve capire il suo scopo: in particolare ora, dobbiamo mostrare e fornire un esempio di connessione e unificazione per l’umanità. Perché è proprio attraverso questo che l’umanità si connetterà seguendo il nostro esempio. Si unirà nel modo buono attraverso il quale entreremo in linea con la natura, la sua legge generale e la sua evoluzione. E poi ci svilupperemo oltre, non solo per sopravvivere ma per salire al nuovo livello.

La chiave per questo è latente nel popolo ebraico. Questo è il segreto del popolo d’Israele, quel piano segreto che attribuiscono a noi. E dobbiamo finalmente rivelarlo a noi stessi e al mondo intero. Questo è l’ordine del giorno.

Spero che gli ebrei capiranno che il tempo è arrivato per implementare il programma di stimolo che stava aspettando da millenni, per applicarlo a noi stessi, e in questo modo fornire un esempio per tutti. Dobbiamo trasformarci in una “Luce per le nazioni,” come viene chiamata.

Se non lo facciamo, il percorso generale delle cose premerà su di noi così tanto che avremo bisogno di agire nonostante tutto.

E viceversa, tanto per cominciare, gli ebrei almeno scopriranno e sapranno perché sono odiati dal mondo e qual è il loro destino. Questo renderà tutto molto più semplice. Dopo tutto, questa sapienza è rudimentale, anche se passiva, la partecipazione al processo generale deriva dal pensiero della creazione.

Anche se le persone non capiscono ancora il suo significato generale, anche un primo contatto con la verità, l’inizio di una familiarità con la situazione reale, può cambiare la situazione per il meglio. E il contatto stesso apre il canale ad un potere nuovo e a una nuova gestione per il mondo.

Non ci sono incidenti

La cosa principale è di spiegare a tutti gli ebrei qual è la loro missione nella vita, nel mondo, e perché l’umanità dimostra tale attitudine negativa verso di loro. La ragione è che non stanno svolgendo il loro ruolo.

Non è per caso che ci attribuiscono intenzioni negative e spiegano che tutti i problemi vengono da noi. Dobbiamo esaminare e analizzare queste calunnie eterne. Stiamo parlando di un fenomeno naturale, non di spontanee esplosioni non collegate. Anche queste persone con cui non eravamo in contatto adesso stanno vivendo questo stesso sentimento vero. Dobbiamo capire che ci sono fonti e una base per questo fenomeno naturale.

La saggezza della Kabbalah descrive il meccanismo interiore di ciò che sta succedendo e ci spiega come possiamo implementare il nostro ruolo attivamente.

Prima di tutto, le persone hanno ragione ad avere odio verso di noi. Poi abbiamo veramente chiuso il rubinetto dell’abbondanza che deve arrivare a tutto il mondo. Certo, non giustifico chi odia, ma sto dicendo agli ebrei “Venite, implementiamo ciò che è stato imposto su di noi dalla natura stessa. Venite, cerchiamo di fare questo il più rapidamente possibile”.
[151851]

Da Kab.TV “Come un fascio di canne” 11.01.2015

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel mondo di oggi , sentiamo un atteggiamento molto negativo verso gli ebrei, ma non è correlato all’antisemitismo, né all’odio che appare naturalmente in altre nazioni verso gli ebrei. Piuttosto è legato alla politica, la lotta tra arabi ed ebrei, e all’anti-sionismo. Questi sembrano ragioni comprensibili.

Risposta: Un Ebreo nato e cresciuto in Israele non può capire che cos’è l’antisemitismo.

Domanda: In America ci sono anche ebrei che agiscono contro gli ebrei e ripetono le accuse degli antisemiti.

Risposta: Questo ha esistito sempre e soprattutto oggi. L’istinto di sopravvivenza gli obbliga ad agire in quel modo e a prendere le distanze dalle sofferenze identificandosi con gli antisemiti. E’ sempre accaduto ciò nella nazione di Israele.

E’ così anche perché nel nostro lavoro spirituale, c’è una lotta costante in cui noi cerchiamo di imporre la forza della dazione e dell’amore sulla forza di ricezione e di odio. Questa lotta esiste all’interno di ogni Ebreo per elevarlo verso l’alto, dove regola solo un tipo di forza, la forza di amore e di unità.

Ma per raggiungere questa vetta, abbiamo sempre bisogno di combattere. Pertanto, all’interno l’uomo, le forze di rifiuto, l’odio e l’egoismo crescono costantemente. E ogni volta, l’uomo deve coprire l’ego maggiore con più amore e connessione.

Pertanto, un Ebreo sente sempre che il suo ego cresce. Egli è alla ricerca di tutti i tipi di invenzioni che permettono di utilizzare questo ego in un modo più comodo. Lui sente che è sempre più vicino alle nazioni del mondo ed è disposto ad aderire a loro e biasima Israele e gli altri ebrei, e così diventa antisemita.

Esempi come questo sono conosciuti dal Medioevo, dal periodo dell’Inquisizione. L’inquisitore capo in Spagna era un Ebreo. E ci sono molti come questo nel corso della storia. Anche Hitler aveva consiglieri ebrei. Li tollerava perché aveva bisogno di loro.

Così è stato e così sarà, ma io non voglio andare troppo in profondità in questo. La nostra missione è quella di indagare la radice dell’antisemitismo perché non cambierà. È eterno e rimarrà tale fino alla correzione finale di tutta la creazione.

Quindi, io non mi stupisco rispetto a quegli ebrei che si identificano con le nazioni del mondo e del loro odio verso gli altri ebrei. Inoltre, se indaghiamo su quelli che sono gli organizzatori di organizzazioni terroristiche, saremo sorpresi di trovare molti ebrei.

Se esaminassimo i Pashtun in Afghanistan, che costituiscono la base dei talebani terroristi, scopriremo che sono ebrei e parte delle dieci tribù perdute. Fino ad oggi loro mantengono lo Shabbat, accendono le candele, e allo stesso tempo, odiano Israele. Nel corso della storia, in assenza di cure adeguate, i loro costumi sono diventati distorti, ma loro sono ancora ebrei.
[148889]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 25.11.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Come funziona il fatto che gli ebrei hanno due forze, ricezione e dazione, questo ci da una particolare flessibilità e intelligenza che non è disponibile negli altri?

Risposta: Supponiamo di avere un occhio che ti permette di vedere tutto, ma in una forma superficiale, senza profondità o un’ampia visione periferica. Questa è l’immagine che si forma se si dovesse chiudere un occhio e se il cervello non potrebbe completare il quadro nella sua forma abituale.

Gli ebrei hanno due occhi, due forze che loro usano per vedere la profondità delle cose. Loro vedono come funzionano in una forma reciproca e come utilizzare una forza con l’altra a beneficio del progresso. Loro capiscono in anticipo quello che può derivare dal piano.

Gli ebrei hanno un grande potenziale, rispetto ad altre nazioni, ma non sappiamo come usare questo potenziale. Infatti, dopo che il popolo ebraico è venuto nella terra di Israele dall’antica Babilonia 3500 anni fa, gli ebrei raggiunsero l’amore e l’unità tra la gente, e quasi subito, abbiamo cominciato a deteriorarci e scendere dal livello di preoccupazione e di connessione reciproca.

Questo è chiamato la distruzione del Santo Tempio. Tutta la santità e la dazione reciproca che avevamo raggiunto cominciarono a sparire gradualmente. Dopo 1000 anni, invece di amore per gli altri, che è stato rivelato fra noi è comparso l’odio infondato. Questo è chiamato distruzione.

Siamo poi entrati in uno stato che si chiama esilio, perché tra di noi non c’era più forza di connessione, ma solo la forza egoistica. Tuttavia, ci tiene insieme, ma solo a causa della nostra paura del mondo, dalle nazioni del mondo che sono disposte ad attaccarci e distruggerci. Loro ci cacciano da un paese ad un altro paese perché siamo una nazione che nessuno considera. In principio, loro ricevono tutto il possibile da noi, e poi ci espellono. E tutto questo perché siamo caduti dall’amore per gli altri all’odio infondato.

Questo significa che ora c’è solo la forza egoistica che agisce dentro di noi, come in tutto il mondo. Nonostante ciò, resta la possibilità per noi di tornare allo stato in cui si possedevano due forze, di superare l’ego e coprirlo con una cupola di amore.

Anche se siamo in esilio e noi non possediamo veramente la seconda forza, dal momento che esiste solo in potenziale, tuttavia, una certa illuminazione agisce su di noi, perché molte generazioni fa eravamo nella spiritualità. Qualcosa è rimasto in noi: questa illuminazione, che agirà su di noi quando torneremo alla spiritualità. Questa è la ragione per cui abbiamo successo più del resto delle nazioni del mondo.

[148886]

Da Kab.TV di “Una Nuova Vita” 25.11.2014

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Dr. Michael LaitmanIl gruppo di Abramo che esisteva in Babilonia è diventato una nazione, anche se in realtà non è una nazione. Tutte le altre nazioni si sono stabilizzate come risultato di un processo storico, poiché vivevano sullo stesso terreno e si sposavano tra di loro. Invece il gruppo di Abramo esisteva solo sulla base di un principio ideologico.

Inoltre, molte persone provenienti d’altre nazioni si unirono più tardi e divennero Kabbalisti e saggi nella nazione di Israele. Loro avevano aderito alla nazione ebraica e studiato il sistema che permette di capire ed entrare in armonia con noi stessi, con la natura, e di sviluppare una equivalenza di forma con la natura.

Tuttavia, tanto più egli contrasta con tutta l’umanità, tanto più cresce l’odio verso la nazione di Israele. Questo non è dall’esclusivismo di una certa nazione, come è avvenuto con i romani o i greci, ma deriva dalla natura del desiderio di ricevere che non può sopportare il desiderio di dare. Questo perché la dazione è opposta alla ricezione; si tratta di due forze opposte.

L’ego delle altre nazioni, che è il desiderio di godere, odia il desiderio di dare, che è la forza aggiuntiva che esiste nella nazione di Israele. Questo odio è nascosto all’interno delle fondamenta della natura, in modo che è impossibile prevenirlo o sconfiggerlo. E’ possibile solo calmarlo per un po’, ma non più di questo.

Pertanto, mentre l’umanità cresce e si sviluppa, allo stesso modo questo odio prospera e si sviluppa sempre di più.Anche se la nazione di Israele è vissuta in modestia, il resto del mondo ha inseguito il successo corporale con la costruzione di grandi case e palazzi, diventando ricco, e dividendosi in padroni e poveri. La ricchezza e la civiltà sviluppata, Roma, l’antica Grecia e il Medio Oriente, erano fiorenti. Gli ebrei hanno vissuto in modo molto semplice, perché la cosa più importante per loro era quella di essere collegati tra loro. Loro non avevano la spinta per costruire palazzi o avere i loro schiavi.

La Mishna e il Talmud dimostrano che loro vivevano secondo delle leggi molto particolari che non esistevano in nessun altro paese in quel momento. Vivevano in base alle leggi di aiuto reciproco che collegavano tutti insieme. Questa è stata la cosa più importante per loro.

Questo approccio e le differenze estreme erano completamente opposti ai costumi delle altre nazioni. Ma la cosa principale è che questo odio è radicato nella natura, e così rimane fino ad oggi.

E’ interessante il fatto che secondo le indagini sociali, lo stato con il più alto livello di antisemitismo è la Corea del Sud, anche se è così distante da Israele; Non credo che un singolo Ebreo abbia mai vissuto lì. Questo paese non è connesso per nulla a Israele. La gente stessa non capisce perché, ma loro sentono un’avversione interiore che scaturisce dal profondo della natura.

La ragione interiore dell’antisemitismo deve essere chiarita, invece di prestare attenzione alle ragioni esterne. Ma in verità, la ragione sta nel profondo, al di là dei soldi e la politica. C’è una forza interiore che è stata rivelata alla nazione ebraica e non al resto delle nazioni. Pertanto, le nazioni del mondo accusano gli ebrei di sfruttamento, anche se in realtà, gli ebrei hanno dato al mondo più di tutto il resto delle nazioni. Basta vedere quanti premi Nobel sono stati dati agli ebrei, e il numero di medici famosi e star di Hollywood che sono ebrei.

Tutto questo è perché esistono due forze della natura negli Ebrei: il desiderio di ricevere, l’ego, e il desiderio di dare, l’altruismo. Gli Ebrei possono produrre e costruire cose che gli altri non possono, perché nelle loro fondamenta esiste solo la forza egoista. Pertanto, gli ebrei sono sempre stati, sono ora, e saranno sempre di maggior successo tra tutte le altre nazioni.
[148882]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 25.11.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Recentemente, il tema dell’antisemitismo è diventato molto acuto. Sentiamo della sua manifestazione in tutto il mondo, e cos’è che dovrebbe essere fatto in modo che esso scompaia?

Risposta: L’antisemitismo è un odio naturale verso la nazione ebraica che è iniziato nel tempo di Abramo. E’ già stato spiegato che Abramo ha scelto un altra via e deciso di ottenere la natura opposta alla natura del mondo intero. Lui ha scelto la natura di amore e di unità, e il resto del mondo è andato con il suo ego nella direzione della reciproca concorrenza.

L’odio naturale verso la connessione è nascosto dentro l’io, mentre il gruppo di Abramo era sempre pronto ad accettare qualunque persona che voleva unirsi a loro. Durante il tempo sin dall’antica Babilonia, questi due gruppi si sono evoluti. Di conseguenza, il gruppo di Nimrod si è sparso in tutto il mondo, e oggi comprende 7 miliardi di persone.

Il gruppo di Abramo, nel corso del suo sviluppo, è diventato la nazione di Israele. Questo gruppo era molto più piccolo rispetto al resto dell’umanità, ma includeva persone che riescono a superare il loro ego e unirsi.

Per qualche tempo loro si sono mantenuti in un certo stato di unità, ma l’io cresceva costantemente; l’ego, il desiderio di godere, è l’intera questione della creazione. La forza di amore, di connessione, deve essere aggiunta al desiderio egoistico tutto il tempo. E questo dipende dalle persone e dal loro lavoro. Tale lavoro si chiama lavoro spirituale del Creatore.

La forza del ego ci spinge a disconnetterci. E abbiamo bisogno di rivestire la forza di amore e di unità al di sopra di esso. Il gruppo di Abramo ha lavorato su questo. Loro non erano soddisfatti del loro ego crescente, che ha permesso loro di diventare più forti, conquistare di più, e riuscire nella scienza, nelle nuove tecnologie, nella vita ordinaria, e di vincere le guerre.

E fino ad oggi, i paesi e ogni singola persona giocano con il loro ego, tutti, grandi e piccoli, senza eccezioni. Ma il gruppo di Abramo ha ricevuto un orientamento diverso. Egli insegnò loro come è organizzato il mondo e loro hanno cominciato a sentirlo.

Se usiamo solo la forza dell’ego, allora vediamo tutta la nostra vita solo attraverso l’ego. Siamo costruiti in modo tale che cogliamo la realtà attraverso il nostro ego. Questa realtà è unilaterale perché dietro a tutti i nostri sensi esistono solo forze egoistiche. È per questo che tutti noi vediamo il mondo così com’è ora.

Ma se supereremo questa forza di ego e la dominiamo con l’aiuto della forza altruistica, riceveremo la connessione l’uno con l’altro. Poi inizieremo a rivestire il mondo egoista in una forma diversa, in una altruistica. E sveleremo forze aggiuntive in questo mondo che non conoscevamo prima. Questa forza sconosciuta supplementare è la forza dell’amore e della dazione.

Appena sviluppiamo questa forza dentro di noi, inizieremo a vedere la sua presenza che ci circonda. Questa forza è chiamata il “Creatore”. Egli ha creato e mantiene tutta la creazione, e non la lascia disperdere in tutti i tipi di direzioni. Egli la mantiene come un tutt’uno e l’ha unificato sotto il controllo di una legge in cui esiste. Questa è la forza della creazione.

Così tutti coloro che seguirono Abramo hanno capito e sentito la realtà in un’altra forma. Hanno visto che la realtà è perfetta e che le due forze lavorano in essa: positivo e negativo (più e meno), l’altruismo e l’egoismo.

Pertanto sono diventati più intelligenti. Sono stati in grado di capire di più e di raggiungere grandi risultati e maggiore successo rispetto al resto delle nazioni. Essi percepirono la realtà completa e l’hanno raggiunta. Hanno rivelato forze aggiuntive che le altre nazioni non osservavano. All’interno di queste persone si è verificato un ulteriore sviluppo. In aggiunta alla ragione e scienza hanno contribuito a prendere più vantaggio del nostro egoismo; hanno raggiunto la saggezza e un metodo che ha permesso loro di lavorare al di sopra dell’egoismo, nella forma opposta, in dazione.

La nazione di Israele era più flessibile del resto delle nazioni e quindi più efficace. Pertanto, gli antichi Ebrei erano molto ben sviluppati e hanno scritto la Torà. Più tardi, nel Medioevo, filosofi tedeschi, francesi, italiani hanno scritto che tutta la scienza viene dai Giudei.

Domanda: Come si relaziona all’antisemitismo di oggi?

Risposta: Le nazioni del mondo hanno la sensazione che gli ebrei tengono un approccio particolare alla natura, alla nostra vita. Loro vedono, capiscono e sentono dentro le forze della natura e i fenomeni supplementari; loro riescono più degli altri.

Più di questo, con il loro successo, è come se rubassero dal resto delle nazioni i risultati che loro suppongono avrebbero dovuto raggiungere. Tutto va agli ebrei, perché sono in grado di sapere di più sulla vita grazie alla loro astuzia e con le due forze che possiedono, invece di una; loro vedono oltre e capiscono ciò che accade in un modo più ampio.

In questo modo, gli ebrei cercano la vittoria sulla vita, e alla fine, su tutte le altre nazioni. Tutte le nazioni guardano questa situazione da un punto di vista della concorrenza, dal lato dell’ ego, ed è per questo che gli sembrano così oscuri per loro.

[148827]

Da Kab.TV di “Una Nuova Vita” 25.11.2014

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