Pubblicato nella 'Antica Babilonia' Categoria

Le resistenze alla saggezza della Kabbalah – 1’ Parte

Noi vediamo l’umanità svilupparsi sotto l’influenza di due forze: supporto ed opposizione, pro e contro, una forza trainante ed una di resistenza. E’ naturale che per ogni sviluppo ci siano ogni volta espansione e contrazione.

In ogni momento, queste due forze agiscono perché il giusto sviluppo è impossibile senza un equilibro fra loro.

Kabbalah e kabbalisti si sviluppano a seconda della propria generazione. Le scintille emergono nei vasi rotti dell’anima. Queste scintille sono pronte a risalire dai frammenti dell’anima, e chiedono correzione.

Le persone in cui queste scintille si risvegliano, sentono il bisogno di rivelare lo scopo della creazione, la forza superiore, il Creatore, ed imparare riguardo l’universo. Cercano di salire al di sopra della vita di tutti i giorni, così da non rimanere dentro i propri desideri frammentati ma cercando di vivere solo per il bene della scintilla spirituale.

Anche se le scintille si sono divise, una persona lo sente che devono essere riaccese. Per questo, ci sono molte forze dentro un kabbalista: scintille, geni spirituali (Reshimot) e desideri che riguardano la correzione. Questa è la qualità della ricezione.

Questo processo comincia con il primo uomo Adamo. Ed in seguito sempre più persone, oltre a quelle che sentono il bisogno di scoprire e comprendere lo scopo della creazione e di scoprire il potere superiore e il sistema superiore, l’hanno seguito in ogni generazione. Quindi, da Adamo discende l’intera linea dei kabbalisti che hanno sviluppato il metodo della rivelazione del Creatore alle creature che esistono in questo mondo.

I kabbalisti sono le creature che hanno rivelato la forza superiore. E sin dalle scintille spirituali e dai desideri risvegliati in molte persone, i kabbalisti hanno diffuso la saggezza della Kabbalah, che ha evocato reazioni differenti.

E anche i semplici studi della saggezza della Kabbalah risvegliano due forze opposte in una persona: il desiderio per e quello contro la rivelazione del Creatore. Dopo tutto, un uomo è un desiderio frammentato di ricevere, un egoista, e dentro di lui c’è una scintilla che chiede un passaggio ad un’altra dimensione, ad un altro livello, l’intenzione di dare.

Queste scintille si riferiscono ad una vita diversa, ad un mondo diverso. Quindi, un kabbalista ha due mondi interiori:
a volte è dominato dalla forza del dare, ed altre dalla forza del ricevere. Va sempre incontro ad alti e bassi perché due forze opposte lavorano costantemente dentro di lui: scintille e desideri frammentati che chiedono di essere realizzati.
In questo modo un kabbalista si sviluppa, a volte nella linea di destra, altre in quella di sinistra.

La stessa regola vale per una persona ed il suo ambiente. Abrahamo, il primo kabbalista che ha cominciato a diffondere la saggezza della Kabbalah alle masse, ha incontrato una grande resistenza da parte di suo padre Terah e in tutta la sua educazione scolastica, così come da parte del governatore dell’antica Babilonia, il Re Nimrod. La resistenza era così forte che Abrahamo dovette lasciare la Babilonia.

La resistenza nella Kabbalah è normale, perché niente si sviluppa senza di essa. Vediamo negli esempi del livello inanimato, vegetale e animale della natura che l’intera evoluzione avviene come risultato di una lotta, e non avrebbe potuto essere altrimenti.

Per questo, i kabbalilsti sono pazienti con chi si oppone alla Kabbalah perché realizzano che ricevono questo dall’alto e perché è il Creatore che organizza queste forze contrastanti. Ma allo stesso tempo, come rappresentanti della forza dello sviluppo spirituale, essi devono resistere agli sviluppi materiali ed egoistici.

Gli oppositori della Kabbalah lottano in ogni modo possibile, ma i kabbalisti capiscono che questa resistenza è organizzata dal Creatore che controlla queste forze, e per questo, la risposta deve essere appropriata. Alla fine, dobbiamo agire per un solo scopo: rivelare il Creatore alle creature che esistono in questo mondo, che è lo scopo della saggezza della Kabbalah.

La Kabbalah viene rivelata per questo stesso scopo ed è impossibile rivelarla senza le altre persone, perché il progresso e la resistenza si basano l’uno sull’altro.

Pertanto, bisogna trattare razionalmente i detrattori della Kabbalah, rendendosi conto che sin dal momento in cui la Luce ha creato l’oscurità, cioè quando il desiderio altruistico ha creato il desiderio egoistico, questi desideri erano opposti l’uno all’altro, ma devono svilupparsi insieme. Dopotutto, la Luce si sviluppa anche quando entra nella creazione, la organizza e crea in essa connessioni sempre più diverse.

Per questo, bisogna trattare il criticismo in maniera creativa, con comprensione. E anche se gli oppositori della saggezza della Kabbalah hanno portano molte disgrazie ai kabbalisti, dall’altro lato, tutte queste forze agiscono a seconda del programma della Creazione.

[214075]

Dalla Lezione “Le resistenze alla saggezza della Kabbalah”, 24/09/17

Materiale correlato:
La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore
L’ opposizione religiosa alla Kabbalah
Passare le scintille della luce al nemico

Il mondo ad un bivio – 2’ Parte

A partire dalla vera e propria prima frammentazione, il cosiddetto peccato di Adamo “il primo uomo”, che era stata pianificata in anticipo, l’umanità cominciò gradualmente a realizzare che la ragione di tutti i propri guai era causata dalla separazione provocata dall’egoismo umano.

Benché l’egoismo fosse relativamente piccolo a quei tempi, ci volle ancora molto tempo prima dell’arrivo di Abrahamo, prima che le persone cominciassero ad unirsi per superare la crisi che ebbe luogo nell’Antica Babilonia.

L’ego frammentato che aveva diviso le persone, mostrò loro quanto distruttiva fosse la separazione e che non ci fosse altra soluzione che unirsi.

Dopo che Abrahamo ebbe rivelato a tutti che l’unione è il percorso della correzione ed ebbe cominciato a spiegarlo a chi voleva ascoltarlo, quelli che lo capirono formarono un gruppo, che fu successivamente chiamato il popolo di Israele, che significa “Diretti al Creatore”, o Yashar El. Questo gruppo si attenne all’unione come unico mezzo per raggiungere la salvezza per l’intero genere umano e, in generale, per tutta la creazione.

Ci volle molto tempo, dal primo uomo Adamo sino ad Abrahamo, prima che l’umanità fosse pronta per imparare che l’unione è la sola salvezza. All’inizio, la connessione era naturale e tutte le persone vivano insieme come una sola cosa. Ma successivamente la separazione cominciò ad espandersi ed essi cominciarono a sentire quanto fosse distruttiva.

Furono capaci di paragonare quanto fosse meglio vivere con la connessione naturale che esisteva fra loro, mentre l’egoismo era ancora relativamente piccolo, piuttosto che sotto l’influenza di un grande livello di egoismo che portò a tanti problemi come la separazione ed i litigi. Finì tutto in rovina. Quindi, si accordarono per lavorare per l’unione dato che “L’amore copre tutti i crimini”.

Tuttavia, occorre fare chiarezza sul fatto che i crimini che venivano commessi erano piccoli e pure l’egoismo era piccolo, così per loro non era difficile unirsi come lo è oggi. Ma a quel tempo, già compresero che ci sono due strade verso l’unione finale che l’umanità deve alla fine raggiungere.

Dopo tutto, questo è lo scopo della creazione, prestabilito nel progetto originale. Ma puoi arrivarci in due modi: tramite la Luce o tramite la sofferenza. Erano riusciti a capirlo già allora e cominciarono a sviluppare il metodo di Abrahamo.

E’ chiaro a tutti che l’egoismo rovina le nostre vite e che dobbiamo fare qualcosa per porvi rimedio. Ogni nazione ha il proprio metodo. Ci sono metodi per ridurre l’egoismo attraverso un’educazione speciale così come tutti i tipi di pratiche orientali come il Confucianesimo e le tradizioni basate sulla moralità. Anche le religioni spingono l’uomo ad essere umile e calmo e cercano di domare l’egoismo promettendogli paradiso o inferno.

Tutti questi metodi funzionarono per un po’ però, alla fine, le persone iniziarono ad abbandonare la religione. L’egoismo cresce così velocemente che la moralità e la religione non sono più capaci di contenerlo. E il metodo di Abrahamo è un metodo generale per correggere l’egoismo, diretto non alla sua distruzione ma al suo corretto uso. Questo metodo appartiene a tutti, come disse Abrahamo “Chi è per il Creatore, venga da me!”

Ovvero, dobbiamo unirci e, dentro a questa connessione, riveleremo la forza superiore che ci sosterrà e ci guiderà avanti, riportandoci allo scopo della creazione ed ai suoi fondamenti. Questo è un metodo molto speciale che può essere realizzato solo se le persone sono pronte. E, alla fine del nostro sviluppo, tutti saranno pronti per questo.

[212341]

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21/8/2017, Lezione sull’argomento: “L’Europa ad un bivio”

Materiale correlato:
Il mondo ad un bivio – 1’ Parte
Globalizzazione: Siamo tutti nello stesso cerchio
La Società Perfetta di Abramo, Parte 1

Un lingua senza parole

Domanda: Recentemente è stato celebrato l’anniversario della nascita dell’esperanto. L’esperanto ha rappresentato il tentativo di costruire un linguaggio che unisse tutte le persone. Era una grande idea e una buona prova, ma alla fine non è servito a nulla. Perché? Sembra che l’intenzione fosse corretta: e cioè che tutti parlassero la stessa lingua.

Risposta: E a che scopo? È una cosa innaturale.

Un tempo, quando eravamo più vicini l’uno all’altro, abbiamo parlato la stessa lingua. Questo avveniva nell’antica Babilonia. E poi, con l’aumento dell’astio reciproco, abbiamo improvvisamente cominciato a parlare lingue diverse. Questo ha rappresentato la “distruzione della Torre di Babele”, quando le persone hanno smesso di comprendersi a vicenda.

Con le loro aspirazioni si sono allontanate interiormente fra loro; le loro interconnessioni si sono interrotte e per questo hanno smesso di capirsi l’una con l’altra, in una misura tale da cominciare a parlare lingue diverse. Tutte le lingue del mondo sono nate da questo. Ed è per questo che tutti sono andati ognuno per la propria strada. Ed è così che siamo vissuti sino ad oggi.

Domanda: Allora perché non avere una lingua che unisca tutti? A proposito, due milioni di persone nel mondo parlano l’esperanto.

Risposta: Nessuno di loro lo parla. Questi due milioni di persone, in realtà, occupano il loro tempo come tutti quelli che hanno un interesse comune.

Niente di tutto ciò porterà a nulla di buono finché la gente non comincerà a sentire che tutti dovrebbero diventare una sola persona ancora una volta, perché hanno una base comune, un obiettivo comune. E poi realizzeranno che ci sarà un linguaggio comune che tutti potranno parlare.

La lingua interiore delle persone verrà rivelata, le persone si capiranno a vicenda, anche senza parole, traducendo internamente i pensieri degli altri. Quella lingua potrà sicuramente diventare realtà! Ma solo dopo che l’umanità deciderà di voler essere in unione. Alla radice della frammentazione che si è verificata in Babilonia c’era l’egoismo. Se cominciamo ad elevarci, ci uniremo ancora una volta nella nostra reciproca comprensione. Per questo non è necessaria alcuna lingua.

Ecco perché l’esperanto non ti darà nulla. Si tratta sempre e comunque di una forma di “Babilonia”, ma con lingue diverse. Al di là di tutta la confusione, si tratta solo di una nuova “insalata mista”, che ci ricorda solo il passato, la frammentazione e l’allontanamento fra noi.

Domanda: Se le persone vogliono davvero unirsi, diventare un intero, allora la lingua apparirà da sola?

Risposta: Sì. Devono relazionarsi fra loro solo con la loro connessione spirituale ed emozionale; solo allora sapranno in quale lingua comunicare.

[212054]

Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 27/07/17

Materiale correlato:
Un congresso con il metodo di Abramo
Tutto è dentro la nostra connessione
La forza che fa rivivere l’anima

Dissipare i miti sulla Kabbalah, parte 1

Dr. Michael LaitmanAscolta Sarah

Domanda: La gente dice che solo gli ebrei possono studiare la Kabbalah, è vero?

Risposta: Ho un’altra domanda: chi sono gli ebrei? In origine chi studiava la saggezza della Kabbalah era chiamato ebreo.

Quelli che si riunirono intorno al nostro antenato Abramo si diedero il nome di ebrei. Egli ci portò dall’antica Babilonia alla terra di Canaan. La nazione di Israele ebbe origine da questo gruppo. “Ebrei (Yehudim)” proviene dalla parola “Unità (Yehud)”, connessione; vale a dire che il significato originale del concetto di “ebreo” si riferisce a colui che è impegnato nella Kabbalah.

Domanda: Cosa succede se un turco musulmano studia la Kabbalah?

Risposta: Non importa chi sia. Nell’antica Babilonia c’erano molte tribù e comunità. Quelli che si unirono ad Abramo si convertirono in “ebrei”.

In essenza, quella ebraica, non è una nazionalità come le altre. Si può essere francesi e diventare ebrei. Essere ebreo non vuol dire appartenere al proprio padre o alla madre, ma appartenere ad un’idea, all’aspirazione di trovare il significato della vita, lo scopo dello sviluppo.

Essere ebreo è una nozione spirituale, pertanto qualunque persona può essere ebrea. Un francese o un tedesco che si dedichi a questo approccio, alla forza superiore (il bene che fa il bene), nel quale non c’è nient’altro che questa forza e la legge di ama il prossimo come te stesso, diventa ebreo. Questo è ciò che determina essere ebreo.

Domanda: La donna può studiare la Kabbalah? Sono esistite donne cabaliste nel passato?

Risposta: Certamente! Tutte le antenate e profetesse ebree furono cabaliste. Fino alla distruzione del Tempio, tanto gli uomini quanto le donne della nazione di Israele possedevano il conseguimento spirituale. Vivevano simultaneamente nella sensazione dei due mondi come un tutt’uno.

Domanda: Risulta che non ci sono differenze tra gli uomini e le donne nella Kabbalah?

Risposta: Esiste una differenza. Come nel nostro mondo, la donna è diversa dall’uomo nella sua percezione della realtà e nel comportamento. Tuttavia, rispetto alla forza superiore e allo scopo della creazione entrambi hanno la stessa direzione; pertanto, qualunque persona può studiare la Kabbalah, non importa la nazionalità ed il genere.

Nei secoli scorsi ci furono profetesse come Hulda, Deborah, Miriam, madri ancestrali della nazione ebraica. I loro livelli spirituali erano anche superiori a quelli degli uomini. Non a caso il Creatore disse ad Abramo “Ascolta quello che ti dice Sarah”.

[178123]

Dal programma della radio israeliana 103 FM 28/02/16

Materiale correlato:
Porre fine ai vecchi miti della saggezza della Kabbalah
Miti e realtà della Bibbia
Su cosa si basa la scienza della Kabbalah?

La passione del Creatore: Fare del bene alle Sue Creature

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo i nostri sforzi per raggiungere la connessione tra le persone, l’unione, e da esse creare tutto un esercito di educatori e preparatori si pongono in linea con il complessivo processo della correzione?

Risposta: Noi siamo in questo mondo e per prima cosa dobbiamo essere connessi con il Creatore. Per questo ci connettiamo e formiamo un gruppo tra di noi. Ma così è impossibile ascendere alla spiritualità se non lo facciamo per la liberazione di tutte le anime che si trovano nell’ego.

La passione del Creatore: Fare del bene alle Sue Creature

Abbiamo raggiunto uno stato chiamato la redenzione finale. Abbiamo già iniziato a raggiungere questa rivoluzione nel passato quando abbiamo lasciato la Babilonia 1500 anni prima di Cristo fino all’anno 2014.

Domanda: In questo mondo, dov’è Abramo che ha lasciato la città di Babilonia con i suoi studenti?

Risposta: Abramo è in noi, tutto il nostro gruppo che vuole avanzare verso la dazione e la rivelazione del Creatore da sé e che si tira dietro tutto il mondo. La missione di questo gruppo si chiama Abramo.

Pensate che Abramo di cui ci parla la Torà sia il nome di una persona o di un concetto, di una missione, di una scuola, o di un movimento? Vi immaginate Abramo come un uomo vecchio con un bastone, un rivoluzionario che voleva cambiare il mondo?

Abramo è il nome di un’inclinazione, di un movimento, di un’idea, di una filosofia, di una prospettiva, e quindi egli è chiamato il padre della nazione. Grazie a questa conoscenza, a questo approccio, a questa filosofia, gli uomini possono gestire la loro vita in modo diverso – non secondo i desideri dei nostri corpi fisici ma secondo il nostro spirito che desidera ardentemente uscire verso uno spazio più grande. Noi ce lo abbiamo dentro, e dobbiamo scoprirlo e viverlo.

Domanda: Perché ci dovremmo rivolgere alle persone e insegnare loro questa ideologia?

Risposta: E’ impossibile completare la correzione diversamente. Dobbiamo attraversare lo stato in cui ci troviamo tutti nel mondo adesso, dall’anti-amore e dall’anti-dazione all’amore e alla dazione. Acquisiamo i vasi, le mancanze, i desideri, con i quali potremo poi scoprire una diversa realtà.

Domanda: Chi richiede questa correzione? E’ stata una spinta di Abramo?

Risposta: Si tratta della passione del Creatore, Egli vuole la nostra correzione! Il suo desiderio di fare del bene alle Sue creature.
[132396]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2014, Conversazione sulla Divulgazione: Domande e Risposte con il Dr. Laitman

Materiale correlato:

Una missione condivisa
Dove è il “Gruppo di Abramo” oggi?

Pesach è una festa che è sempre con te

Dr. Michael LaitmanAllo scopo di venire allo stato della “Pasqua Ebraica” dobbiamo raggiungere tale livello di sviluppo dove non riusciamo a lavorare con l’egoismo; dobbiamo innalzarci al di sopra.

L’esplosione di egoismo è accaduta per la prima volta in Babilonia. Contro questa eruzione che ha avuto luogo quando la popolazione non era molto grande, Abramo, un sacerdote dell’antica Babilonia, ha scoperto il sistema della salita sopra dell’egoismo.

Diverse migliaia di persone hanno accettato questo metodo, e sono andate insieme con lui nella terra di Canaan, Israele di oggi. Abramo ha insegnato ai suoi seguaci che cosa significa essere in amore l’uno con l’altro, salendo sopra l’ego e costantemente scavalcando il proprio ego —Pesach (dalla parola, passare).

Il nostro ego sta crescendo costantemente, e noi stiamo crescendo al di sopra, coprendolo dalla legge di “… l’amore copre tutte le trasgressioni.” Le trasgressioni rimangono, ma, più grandi sono – fino all’odio immenso– più grande amore appare fra noi.

Non nascondiamo il nostro odio, non abbiamo vergogna di esso, perché capiamo che viene dalla natura umana, e il nostro compito è di identificare nella natura la prossima, positiva forza che ci dà l’opportunità di coprire l’odio con l’amore.

Poi, saremo in un costante stato di elevazione spirituale. Tuttavia, l’odio determina l’altezza dell’amore con cui lo possiamo coprire.

Si scopre che possiamo continuare a crescere costantemente. Cioè, ogni transizione da una fase a un’altra fase diventerà la Pasqua ebraica (Pesach), la festa che è sempre con te.
[156443]

Da Kab.TV “Conversazioni sulla Pasqua Ebraica” 18.03.2015

Materiale correlato:

La schiavitù d’Egitto vuol dire che non hai il diritto di Dare
Come usciamo dalla schiavitù?

Il pensiero della creazione attraverso le figure della Torà

Dr. Michael LaitmanAdam HaRishon (Il primo uomo) è la struttura dell’unica anima creata, la quale ha subito grandi cambiamenti dopo la frammentazione. Primo, esisteva nello stato di Hafetz Hesed, e non ha ricevuto nulla e non voleva niente per sé.

Questo stato si chiama il Giardino dell’ Eden (paradiso) o un angelo.

Un angelo è una forza che non ha niente di egoistico . Egli esegue tutto il lavoro che è necessario per la forza generale della natura. Si dice che un angelo è parte del Creatore.

Egli è gestito dalla forza superiore che opererà e che opera e fa avanzare tutto il creato verso la meta, verso l’ottenimento dell’attributo di amore e dazione.

Domanda: C’è una Reshimo (reminiscenza) in noi dello stato di Adamo HaRishon?

Risposta: Ci sono Reshimot, geni spirituali, di tutti i nostri stati. Perché siamo discesi nel nostro mondo dal livello spirituale della totalità assoluta, e ora dobbiamo risalire di nuovo da soli usando le Reshimot predisposte in noi, ma dobbiamo farlo, consapevolmente attraverso il disegno della forza superiore e correggendo noi stessi rispetto ad essa. Questa forza si chiama la Torà, dalla parola Ebrea, “Ohr” (Luce).

Gradualmente accettiamo la Luce Superiore perché arriva a poco a poco, secondo la nostra salita. Il sistema superiore dell’illuminazione ci forma e ci influenza, ci solleva, e ci corregge reintegrando tutti in una struttura generale cioè la stessa anima comune che era creata inizialmente.

Questo riassume tutta la storia della nostra discesa dall’alto in basso e della nostra salita dal basso in alto. La salita dal basso in su è iniziata quando l’anima comune chiamata Adamo è stata frantumata e ha scoperto di essere assolutamente egoista, e che non era pronta per il contatto con la Luce, con il Creatore. Questo è stato chiamato il peccato dell’Adam HaRishon e l’espulsione dal Giardino dell’Eden.

La sensazione del Creatore e’ scomparsa dalle persone, ed esse sono state lasciate vagare sulla terra nel buio corporeo. Questa è la ragione per cui siamo tutti totalmente frammentati, separati e distanti gli uni dagli altri in questo mondo.

Venti generazioni di Kabbalisti dopo Adamo hanno provato a correggere questa situazione, ma le prime dieci generazioni hanno capito i loro problemi e che non potevano fare nulla fino a quando è apparso Noè. Noè si è salvato durante il diluvio, mentre la maggior parte delle persone sono morte.

Questa non era morte e perdita ma purificazione perché non c’è morte reale. Le persone che sono morte rappresentano i desideri egoistici che non possiamo utilizzare in un determinato momento.

Questo è il motivo per cui sono considerati morti. Comunque, più tardi, sono tornarti alla vita nella giusta forma e, così, apparentemente appaiono nelle prossime generazioni.

Sono gli stessi desideri che hanno subito le fasi di purificazione attraverso la morte nella loro forma precedente egoistica. Così, le dieci generazioni che hanno seguito Noè sono già generazioni più vicine ad Abramo, per il riconoscimento del diritto di progresso spirituale.

L’ultimo livello prima di Abramo era suo padre Terach. Terach è la sensazione dell’ego che vogliamo usare e godere, mentre Abramo è il riconoscimento che questo ego è il male, il che significa che è il suo lato opposto.

Abramo e Terach sono un tutto unico, ma la parte chiamata Terach vuole lavorare con l’ego e la parte chiamata Abramo già capisce che è vietato lavorare con l’ego e che ciò significa la morte.

E’ per questo che si rompono in pezzi. Abramo cambia la sua attitudine verso la vita, verso il mondo chiamato Terach e diventa Abrhamo, che significa padre della nazione in ebraico. Significa che lui è diventato il padre di tutti i desideri che eventualmente saranno corretti.
[154969]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 18.06.2014

Materiale correlato:

Verso il vento!
Le percezioni si raggiungono prima o dopo il Machsom?

Le vie da Babilonia sono così differenti

Dr. Michael LaitmanLo Zohar, “Shlach Lecha” (Mandar fuori), Voce 83: Israele è la più felice di tutte le nazioni nel mondo perché il Creatore ha voluto loro, ha chiamato il suo nome attraverso loro, ed è stato glorificato in loro, il mondo è stato creato solo per Israele, così poteva essere coinvolta nella Torà. È così perché si collegano a uno, ZA e Malchut, e Israele in basso, la sua esistenza, per cui le sue buone azioni innalzano MAN per il loro Zivug, e loro sono in esistenza con le altre nazioni, che esistono per Israele, che fanno la volontà del loro Maestro.

L’anima generale è stata divisa in due parti: GE e AHP. I desideri che fanno parte di GE hanno ricevuto le scintille di dazione durante la frammentazione, e quindi sono attratti dal Creatore. Vivono in questo mondo e chiedono del significato di questa vita, e del loro scopo, e dello scopo della nostra esistenza qui.

Queste domande non derivano da una vita utile pratica ma da un’aspirazione istintiva a scoprire il Creatore, la fonte della nostra vita. Tali desideri vengono chiamati Israele, i quali significano Yashar-El (diritto al Creatore), e quindi, quando la Luce opera sui desideri, è questo tipo di desiderio che emerge prima di tutti gli altri.

L’ esame è incentrato sulla connessione tra di noi sopra il nostro ego, il quale si definisce come la forza che impedisce l’unità. Queste circostanze erano rivelate prima in uno stato chiamato Antica Babilonia.

Lì per la prima volta sono apparsi questi desideri di sentire l’impulso di rivelare il Creatore, mentre tutti gli altri desideri anelavano la rivelazione del loro ego. Così, essi si separarono in direzioni diverse, secondo il loro vettoriale. Qualcuno è andato a senso unico e gli altri altrove.

Israele erano coloro che hanno scoperto il metodo di correzione e lo hanno adempiuto. Questo intero metodo è di raggiungere Ama il tuo prossimo come te stesso” con l’aiuto della Luce che Riforma. Così, una persona somiglia al Creatore e vuole darGli piacere con tutte queste azioni.

Tutti gli altri desideri non avevano anelito per questo in quel momento ma solo volevano riempire il loro ego e hanno cominciato a svilupparsi in maniera capitalistica. Vivevano una vita semplice in gruppi, come una nazione, come una comunità in Babilonia antica prima che l’ego scoppiasse in loro. Si curavano solo del loro semplice benessere e di come fornire il pane e le necessità di base per l’esistenza umana.

Tuttavia, quando il desiderio egoistico di godere ha cominciato a crescere in loro, e alcuni del popolo hanno cominciato ad aspirare alla rivelazione del Creatore, l’altra parte ha continuato a sviluppare il suo desiderio di godere, l’ego. Questo ego li ha spinti ad ottenere più di quanto avevano bisogno. È qui è cominciata l’evoluzione della società umana nella forma che si è sviluppata fino ad oggi in modo da acquisire maggiore ricchezza oltre i bisogni fondamentali di una persona.

Questo ha determinato uno stile di vita completamente diverso e uno scopo di vita diverso rispetto alla meta della vita di coloro che anelano al Creatore, Israele, e, così, i due gruppi sono stati attirati sempre di più da parte. I Babilonesi che si chiamano Israele concentrati diritti al Creatore hanno cominciato a svolgere questo lavoro e, quindi, sono stati richiamati più lontano dagli altri.

Col tempo, nuove parti dei babilonesi hanno cominciato a unirsi a Israele nella misura in cui la Luce operava su di loro e chiariva i desideri da una generazione a quella successiva. Così ancora più persone hanno cominciato a sentire l’anelito per il Creatore secondo la correzione del desiderio di “Ama il tuo prossimo come te stesso.”
[136208]

Dalla preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah 29.05.2014

Materiale correlato:

Connettersi con gli altri per la correzione del mondo
All’epicentro della correzione del mondo

Le radici dell’antisemitismo, Parte 3

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come funziona il fatto che gli ebrei hanno due forze, ricezione e dazione, questo ci da una particolare flessibilità e intelligenza che non è disponibile negli altri?

Risposta: Supponiamo di avere un occhio che ti permette di vedere tutto, ma in una forma superficiale, senza profondità o un’ampia visione periferica. Questa è l’immagine che si forma se si dovesse chiudere un occhio e se il cervello non potrebbe completare il quadro nella sua forma abituale.

Gli ebrei hanno due occhi, due forze che loro usano per vedere la profondità delle cose. Loro vedono come funzionano in una forma reciproca e come utilizzare una forza con l’altra a beneficio del progresso. Loro capiscono in anticipo quello che può derivare dal piano.

Gli ebrei hanno un grande potenziale, rispetto ad altre nazioni, ma non sappiamo come usare questo potenziale. Infatti, dopo che il popolo ebraico è venuto nella terra di Israele dall’antica Babilonia 3500 anni fa, gli ebrei raggiunsero l’amore e l’unità tra la gente, e quasi subito, abbiamo cominciato a deteriorarci e scendere dal livello di preoccupazione e di connessione reciproca.

Questo è chiamato la distruzione del Santo Tempio. Tutta la santità e la dazione reciproca che avevamo raggiunto cominciarono a sparire gradualmente. Dopo 1000 anni, invece di amore per gli altri, che è stato rivelato fra noi è comparso l’odio infondato. Questo è chiamato distruzione.

Siamo poi entrati in uno stato che si chiama esilio, perché tra di noi non c’era più forza di connessione, ma solo la forza egoistica. Tuttavia, ci tiene insieme, ma solo a causa della nostra paura del mondo, dalle nazioni del mondo che sono disposte ad attaccarci e distruggerci. Loro ci cacciano da un paese ad un altro paese perché siamo una nazione che nessuno considera. In principio, loro ricevono tutto il possibile da noi, e poi ci espellono. E tutto questo perché siamo caduti dall’amore per gli altri all’odio infondato.

Questo significa che ora c’è solo la forza egoistica che agisce dentro di noi, come in tutto il mondo. Nonostante ciò, resta la possibilità per noi di tornare allo stato in cui si possedevano due forze, di superare l’ego e coprirlo con una cupola di amore.

Anche se siamo in esilio e noi non possediamo veramente la seconda forza, dal momento che esiste solo in potenziale, tuttavia, una certa illuminazione agisce su di noi, perché molte generazioni fa eravamo nella spiritualità. Qualcosa è rimasto in noi: questa illuminazione, che agirà su di noi quando torneremo alla spiritualità. Questa è la ragione per cui abbiamo successo più del resto delle nazioni del mondo.

[148886]

Da Kab.TV di “Una Nuova Vita” 25.11.2014

Materiale correlato:

Le radici dell’antisemitismo, Parte 1
Le origini dell’antisemitismo

Le radici dell’antisemitismo, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Recentemente, il tema dell’antisemitismo è diventato molto acuto. Sentiamo della sua manifestazione in tutto il mondo, e cos’è che dovrebbe essere fatto in modo che esso scompaia?

Risposta: L’antisemitismo è un odio naturale verso la nazione ebraica che è iniziato nel tempo di Abramo. E’ già stato spiegato che Abramo ha scelto un altra via e deciso di ottenere la natura opposta alla natura del mondo intero. Lui ha scelto la natura di amore e di unità, e il resto del mondo è andato con il suo ego nella direzione della reciproca concorrenza.

L’odio naturale verso la connessione è nascosto dentro l’io, mentre il gruppo di Abramo era sempre pronto ad accettare qualunque persona che voleva unirsi a loro. Durante il tempo sin dall’antica Babilonia, questi due gruppi si sono evoluti. Di conseguenza, il gruppo di Nimrod si è sparso in tutto il mondo, e oggi comprende 7 miliardi di persone.

Il gruppo di Abramo, nel corso del suo sviluppo, è diventato la nazione di Israele. Questo gruppo era molto più piccolo rispetto al resto dell’umanità, ma includeva persone che riescono a superare il loro ego e unirsi.

Per qualche tempo loro si sono mantenuti in un certo stato di unità, ma l’io cresceva costantemente; l’ego, il desiderio di godere, è l’intera questione della creazione. La forza di amore, di connessione, deve essere aggiunta al desiderio egoistico tutto il tempo. E questo dipende dalle persone e dal loro lavoro. Tale lavoro si chiama lavoro spirituale del Creatore.

La forza del ego ci spinge a disconnetterci. E abbiamo bisogno di rivestire la forza di amore e di unità al di sopra di esso. Il gruppo di Abramo ha lavorato su questo. Loro non erano soddisfatti del loro ego crescente, che ha permesso loro di diventare più forti, conquistare di più, e riuscire nella scienza, nelle nuove tecnologie, nella vita ordinaria, e di vincere le guerre.

E fino ad oggi, i paesi e ogni singola persona giocano con il loro ego, tutti, grandi e piccoli, senza eccezioni. Ma il gruppo di Abramo ha ricevuto un orientamento diverso. Egli insegnò loro come è organizzato il mondo e loro hanno cominciato a sentirlo.

Se usiamo solo la forza dell’ego, allora vediamo tutta la nostra vita solo attraverso l’ego. Siamo costruiti in modo tale che cogliamo la realtà attraverso il nostro ego. Questa realtà è unilaterale perché dietro a tutti i nostri sensi esistono solo forze egoistiche. È per questo che tutti noi vediamo il mondo così com’è ora.

Ma se supereremo questa forza di ego e la dominiamo con l’aiuto della forza altruistica, riceveremo la connessione l’uno con l’altro. Poi inizieremo a rivestire il mondo egoista in una forma diversa, in una altruistica. E sveleremo forze aggiuntive in questo mondo che non conoscevamo prima. Questa forza sconosciuta supplementare è la forza dell’amore e della dazione.

Appena sviluppiamo questa forza dentro di noi, inizieremo a vedere la sua presenza che ci circonda. Questa forza è chiamata il “Creatore”. Egli ha creato e mantiene tutta la creazione, e non la lascia disperdere in tutti i tipi di direzioni. Egli la mantiene come un tutt’uno e l’ha unificato sotto il controllo di una legge in cui esiste. Questa è la forza della creazione.

Così tutti coloro che seguirono Abramo hanno capito e sentito la realtà in un’altra forma. Hanno visto che la realtà è perfetta e che le due forze lavorano in essa: positivo e negativo (più e meno), l’altruismo e l’egoismo.

Pertanto sono diventati più intelligenti. Sono stati in grado di capire di più e di raggiungere grandi risultati e maggiore successo rispetto al resto delle nazioni. Essi percepirono la realtà completa e l’hanno raggiunta. Hanno rivelato forze aggiuntive che le altre nazioni non osservavano. All’interno di queste persone si è verificato un ulteriore sviluppo. In aggiunta alla ragione e scienza hanno contribuito a prendere più vantaggio del nostro egoismo; hanno raggiunto la saggezza e un metodo che ha permesso loro di lavorare al di sopra dell’egoismo, nella forma opposta, in dazione.

La nazione di Israele era più flessibile del resto delle nazioni e quindi più efficace. Pertanto, gli antichi Ebrei erano molto ben sviluppati e hanno scritto la Torà. Più tardi, nel Medioevo, filosofi tedeschi, francesi, italiani hanno scritto che tutta la scienza viene dai Giudei.

Domanda: Come si relaziona all’antisemitismo di oggi?

Risposta: Le nazioni del mondo hanno la sensazione che gli ebrei tengono un approccio particolare alla natura, alla nostra vita. Loro vedono, capiscono e sentono dentro le forze della natura e i fenomeni supplementari; loro riescono più degli altri.

Più di questo, con il loro successo, è come se rubassero dal resto delle nazioni i risultati che loro suppongono avrebbero dovuto raggiungere. Tutto va agli ebrei, perché sono in grado di sapere di più sulla vita grazie alla loro astuzia e con le due forze che possiedono, invece di una; loro vedono oltre e capiscono ciò che accade in un modo più ampio.

In questo modo, gli ebrei cercano la vittoria sulla vita, e alla fine, su tutte le altre nazioni. Tutte le nazioni guardano questa situazione da un punto di vista della concorrenza, dal lato dell’ ego, ed è per questo che gli sembrano così oscuri per loro.

[148827]

Da Kab.TV di “Una Nuova Vita” 25.11.2014

Materiale correlato:

Antisemitismo: Di chi è la colpa e cosa si può fare?
Le origini dell’antisemitismo