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Il declino di Babilonia, Parte 3

Dr. Michael LaitmanNon ci fu un disaccordo complessivo dei Babilonesi con Abramo; invece essi non sentirono che quello era qualcosa destinato a loro. Solo 5000 persone sentirono che egli era il portatore della Luce per le loro vite, che li portava avanti e che era il loro pastore, il loro leader, la loro guida e che essi avrebbero dovuto seguirlo. Sentirono che stavano andando verso un piccolo raggio di luce, senza alcuna adorazione di idoli, ma seguendolo come un capo.

Egli gli permise di “assaggiare” un poco della forza positiva. Ed essi capirono che se lo avessero seguito avrebbero potuto ottenerla, raggiungerla e scoprirla. Successivamente questa forza sarebbe stata chiamata il “Creatore”.

E nel contempo alcuni si separarono, si divisero da Abramo e seguirono Nimrod, Terah, etc. Per loro rimase solo una cosa, la stessa cattiva situazione, litigi e lotte tra vicini, che in fatti non avevano alcun posto dove andare per separarsi gli uni dagli altri, ma in quel momento non riuscirono a capire la situazione. “Abbiamo delle tasse terribili. E’ necessario andare da qualche parte; è necessario fare qualcosa, noi andiamo là e tu dove vai? Bhe è affar tuo! Detto tra di noi, io non vorrei andare là per nessun motivo al mondo, ma loro ci stanno andando e quindi ci andrò anch’io… o dovrei andare in una direzione diversa?”

Come si dice “Cambiando posto cambia tutto il resto”. Seguendo l’intento di migliorare la loro vita e volendo scappare dai continui litigi, le persone si diffusero andando in direzioni diverse e stabilendosi gradualmente su tutta la faccia della terra. Ma per quanto tempo poteva andare avanti tutto questo? Si diffusero secondo il grado di crescita del loro ego, partendo da grado della moltiplicazione e della riproduzione fisica. Si svilupparono continuamente in questo modo in cerca di posti migliori.

Dobbiamo capire che si cerca di migliorare il posto dove vivere secondo I propri sentimenti, secondo la radice dell’anima. Alla fine le persone si diffusero in quei posti che corrispondevano all’inclinazione della loro anima, ovunque essa li avesse portati.

In termini di principio gli animali operano in un modo simile. Vagano per la foresta, girando di posto in posto, misurando tutto quanto: qui è meglio, là è peggio, qui c’è tanto sole, qui poco, qui il terreno non va bene, e là ci sono molti alberi.

In alter parole, stanno continuamente cercando, presumendo che esista sempre un posto dove ci saranno condizioni migliori per loro, dove il cibo è più facilmente accessibile, dove c’è maggior sicurezza, dove trovare un compagno, dove crescere la prole, e così via. Una quantità enorme di informazioni interne sono processate e dirige tutti i loro movimenti.

La stessa cosa accadde ai 3 milioni di Babilonesi che hanno seguito il concetto di Nimrod. Lo sviluppo dell’ego gli fornì sensazioni simili e le persone improvvisamente hanno capito che l’ego stava attraendoli e muovendoli, uno verso la spiaggia del Mar Nero, uno verso l’Alaska. In questo modo si diffusero su tutta la terra.

E poi ci fu una grande migrazione di popoli. E di nuovo le genti si mossero di posto in posto, ma questo non fu tutto, avveniva piuttosto come un’eruzione di desiderio egoistico che li mosse. Per esempio per soggiogare qualcuno, per imporre delle tasse, etc.. Tutti questi erano però unicamente dei segnali esteriori ed essenzialmente quello che li guidava era un desiderio imperante di essere nutriti altrove, internamente, spiritualmente e mentalmente.

In modo differente, per esempio, i cinesi non si avventurarono per migliaia di anni fuori dal loro “angolo”; i giapponesi non lasciavano che nessuno entrasse o uscisse. Tale era lo stato statico dell’anima. E d’altra parte osservate che culture e che civilizzazione! Tutto si sviluppò unicamente interiormente, con le conseguenti problematiche e conclusioni.

E così le tribù Babilonesi si diffusero e si insediarono, ognuna trovò il suo posto secondo la propria anima. Josephus Flavius ne scrive in dettaglio: Alcuni di loro arrivarono alla terra degli Ashkenazi, altri in Inghilterra, Francia, Spagna, ad Est, in Africa, etc.
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Da KabTV “Babilonia Ieri ed Oggi” 27.08.14, Quarta Parte

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Dr. Michael LaitmanUna persona nasce e si sviluppa come un’egoista. È scritto, “Ho creato l’inclinazione al male [l’egoismo]; ho creato la Torah come spezia, “per la sua correzione, per cui la Torah vi darà la Luce con il cui aiuto è possibile correggere l’ego. Ecco come si formano due linee, le due parti del lavoro interiore: l’ego separato, la parte di sinistra, e la Torah, la parte di destra.

Domanda: Io sono un egoista tale, che dentro di me si trova solo la forza negativa? Inoltre, con un messaggio come questo, è possibile attirare il pubblico verso di noi proprio come fece Abramo?

Risposta: A quanto pare, ha sparse semplicemente dei volantini in tutta l’antica Babilonia. Li stampò rapidamente in un negozio di stampa locale e li distribuì tra tutti i Babilonesi, una popolazione, secondo il mito, che contava tre milioni di abitanti in totale. Così, lessero i volantini e cinquemila persone si riunirono intorno ad Abramo.

Scherzi a parte, Abramo fu un grande leader spirituale, un sacerdote, un grande scienziato di quei tempi. Inoltre, era il figlio del capo ideologo babilonese, suo padre Terah. Così, aveva i mezzi, le conoscenze, il potere, e le connessioni, tutte le possibilità per divulgare il suo messaggio. Tutto questo è obbligatorio nel nostro mondo.

Così, Abramo diffuse la conoscenza e la gente si unì a lui. A lui si unirono coloro che ritenevano di voler lavorare solo con l’ego.

In altre parole, avevano già una nuova sensazione, la consapevolezza del male dell’egoismo; avevano già sviluppato e realizzato che deve essere in equilibrio, e che avevano nostalgia per la seconda forza, che avrebbe potuto essere utilizzata per bilanciare l’egoismo, per creare un “dipolo” di forze positive e negative ed esistere in esso.

Ritenevano di essere stati motivati solo dall’ego. Vivevano solo grazie al suo potere negativo, e sicuramente questo li immerse nella depressione. Dopo tutto, non sentivano alcuna soddisfazione, nessun appagamento, in questa vita, anche se l’antica Babilonia era una civiltà sviluppata. Se una persona capisce che dentro di lei sta lavorando e si sta evolvendo una sola forza negativa, questa si getterà da un ponte o da una torre alta. Nella migliore delle ipotesi, andrebbe a fumare droga.

Un’altra cosa è se, insieme a questa comprensione, gli si rivela la possibilità di acquisire la forza positiva. Poiché il percorso si compone di due punti e un vettore tra di loro, è necessario un secondo punto in modo che, almeno un po’, la Luce ti illuminerà dovunque essa sia. È impossibile vivere senza questa illuminazione, “Non posso stare qui. Allora, che altro c’è da fare, suicidarsi?” Tuttavia, se qualcosa mi illumina a distanza, se, attraverso le nuvole, irrompe un piccolo raggio di luce, non ho più bisogno di niente.
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Da KabTV di “Babilonia Ieri e Oggi”8/27/14

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Diamo uno sguardo al momento della creazione della nazione ebraica e uniamoci al gruppo di Abramo che lasciò Babilonia e si diresse verso la Terra d’Israele secondo il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Tutte queste persone si elevarono già al livello spirituale o fu solo il loro capo a raggiungere la spiritualità?

Risposta: L’intera nazione sapeva cosa stava succedendo e percepiva i cambiamenti interiori. Ma nel complesso, la loro connessione reciproca non era ancora ad un livello egoistico così elevato così che la Luce Superiore che porta alla realizzazione interiore potesse essere rivelata in esso. Ebbero solo delle illuminazioni generali.

Possiamo paragonare questo al nostro livello: in che misura una pietra, un fiore, un coniglio, e l’uomo sentono la vita? Tutti sentono una sorta di esistenza. È difficile giudicare il livello della natura inanimata.

Il vegetativo, percepisce la vita in qualche modo. Il livello animato deve muoversi per stabilire uno stato di equilibrio con l’ambiente, e su questo livello, la vita è sentita in misura maggiore. Un essere umano percepisce la vita in modo ancora più forte.

La stessa cosa avviene qui: quando uscirono da Babilonia erano come la natura inanimata della creazione spirituale. Poi, quando si riunirono e scesero in Egitto entrarono nel livello successivo dell’ego, e correggendolo cominciarono a sentire la loro esistenza ad un livello vegetativo.

Ciò significa che la realtà spirituale è già sentita da una persona come la vita o la morte. La rivelazione del Creatore, come il sole dietro le nuvole, e la sua luce è vivificante e mi da’ il giorno che mi attrae. Posso anche cadere nella notte, e sprofondare in uno stato di depressione, ecc…

Oggi, il mondo intero è in uno stato di depressione, il che significa che le persone già iniziano a sentire che manca qualcosa. Saranno in grado di riempire se stesse e sostituire la sensazione di depressione con sentimenti positivi se la luce le illuminerà un po’. La Luce è la rivelazione del Creatore.

Questo è ciò che sentirono gli studenti di Abramo dopo l’esodo dall’Egitto. Sentirono molto chiaramente di dover rivelare il Creatore, poiché senza non sarebbero stati in grado di connettersi. In altre parole, il loro ego crebbe così tanto che solo il Creatore che si rivela tra di loro poteva aiutarli a superarlo. A poco a poco il gruppo di Abramo si trasformò nel gruppo di Mosè, e questo stato crebbe sempre di più in esse.
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Da KabTV “Babilonia Ieri e Oggi” del 27.08.14

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Dr. Michael LaitmanInsieme ai suoi figli, Giacobbe entrò in Egitto, dove in seguito morì. Questo accadde perché non solo il punto originale è stato “rianimato” dall’Egitto, ma l’intero sistema emerse da esso. Il sistema è nato in Egitto, cioè, è apparso dal terribile stato frammentato che era mille volte peggio di Babilonia.

In sostanza, è la stessa Babilonia, solo scollegata n maniera più terribile. Invece di Nimrod, appare il Faraone, invece di Abramo, si presenta Mosè.

La storia si ripete, ma in una nuova spirale. La correzione di un enorme egoismo (Egitto) costantemente in crescita, comincia da lì.

Domanda: Quindi, invece di essere solo una famiglia o una tribù, sono diventati una nazione, giusto?

Risposta: Sì. Questa forza è chiamata “la nazione”, anche se tutti sono una sola anima. Si tratta sempre di una sola anima. Non c’è niente al mondo, ad eccezione di una sola anima unificata, vale a dire, un desiderio che è emerso in Babilonia e che è stato diviso in due segmenti principali:

  • Coloro che aderirono ad Abramo ed erano disposti ad unire tutti i desideri in uno solo.
  • Coloro che non vollero riconnettersi e diventare come un tutt’uno. Questi ultimi furono sparsi in tutto il mondo.

La parte che fu lasciata con Abramo si riconnesse gradualmente al primo livello, poi al secondo, e poi al terzo: Abramo, Isacco e Giacobbe. Poi, ricevettero un egoismo più grande, supplementare: l’Egitto e il faraone, vale a dire, le forze che governano il popolo. Riuscirono a superare il tremendo egoismo che li lacerò interiormente. Cerca per favore di utilizzare la tua immaginazione per raffigurarti un’immagine in cui senti il distacco reciproco chiamato “Egitto”. Un distacco molto più grande, evidente, reciproco la cui fonte è “il faraone”. Entrambe sono denominazioni di nuovi strati di egoismo.

Così, superando i livelli di disconnessione denominati “Egitto” e il “Faraone”, nonostante tutte le piaghe egiziane che questo gruppo ha dovuto attraversare, si sono trasformati in una nazione forte dopo essere usciti dall’Egitto. Essi hanno assorbito una nuova quantità di egoismo e lo hanno trasformato in una connessione reciproca. Come risultato, sono diventati pronti per elevarsi alla metodologia di correzione dei loro ego chiamata “La Torà.”

Qui stiamo parlando di un nuovo tipo di connessione che è diverso da Abramo, Isacco, o Giacobbe, o anche di Mosè. Si tratta di un nuovo tipo di unità che si chiama “nazione”, e che può essere raggiunto solo se le persone utilizzano non solo i poteri naturali di giunzione, ma anche quando li inducono dalla natura con consapevolezza.

Questa è la differenza tra tutte le fasi precedenti (da Babilonia al Monte Sinai) e la fase successiva di correzione che ha avuto inizio dal monte Sinai e continua più avanti: da quel momento in poi, le persone hanno cercato di raggiungere la forza che le connette. Non solo aspirano a stare con gli altri e si riuniscono, ma arrivano ad una fase in cui viene attivato il loro raggiungimento cognitivo della forza di connessione (il Creatore).

Domanda: Il loro primo avanzamento non era basato anche sul principio di “ama il prossimo tuo come te stesso“?

Risposta: Non avevano mai raggiunto il Creatore. Solo pochi di loro, i loro leader, come Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e Aronne hanno compiuto questo compito nella misura in cui era “come se” avessero parlato direttamente con Lui. Il resto della nazione non è riuscito a raggiungere questo obiettivo. Ecco perché Mosè ha annunciato al suo popolo ciò che esattamente il Creatore gli aveva detto. Non c’era la percezione diretta o apparente del Creatore in quel momento.

Tuttavia, sono riusciti a salire ad un nuovo livello in cui tutti insieme hanno iniziato a raggiungere il Creatore. Al tempo dell’esodo dall’Egitto, hanno assistito a molti “segni”, lentamente e gradualmente il Creatore ha iniziato a manifestarsi: ha parlato dal Tabernacolo, ha camminato davanti a loro, ecc… In generale, passo dopo passo, la gente ha cominciato a rendersi conto che ha visto dei “miracoli”. Essenzialmente, il Creatore si è manifestato a poco a poco.
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Torniamo alle fasi di come le persone si avvicinano tra loro interiormente. Come avviene questo?

Risposta: Il primo passo è quando non voglio usare un estraneo, un’altra persona, ogni amico del mio popolo, cioè, nel gruppo con il quale andiamo verso l’ideale spirituale, per il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Quando salgo a questo grado, sento che non voglio fare niente di male ad un altro; non ho cattivi pensieri su di lui. Posso superare il mio egoismo, mi trattenere in tutte le sue forme, e tutta la mia energia è focalizzata sull’ essere assolutamente neutrale nei confronti delle persone, desiderando di essere connesso a loro, di voler essere con loro. Cioè, non penso e non mi prendo cura di me stesso a dispetto di tutto il resto.

Questo è chiamato la “restrizione” dei desideri egoistici di uno ed è apparentemente uno stato neutrale: non desiderare e non fare al tuo prossimo ciò che non vorresti per te stesso.

E la fase successiva è “ama il prossimo tuo come te stesso”. Questa non è neutralità, ma un’azione positiva. Poiché in origine una persona scopre che tutte le sue azioni sono dirette solo a proprio vantaggio, e non può fare del bene agli altri, tranne che per il proprio profitto.

Quindi, stiamo parlando di tre fasi:

In primo luogo, vi è il riconoscimento dell’egoismo;

  • Poi, la sua neutralizzazione;
  • E poi, la sua correzione, migliorarsi per il bene degli altri.
  • E questa azione finale è l’essenza dell’amore.

Domanda: Possiamo dire che Abramo costruì una società perfetta?

Risposta: Sì, naturalmente. Abramo costruì una società perfetta con quelle persone provenienti da Babilonia, che prese con sé.

Ma qui si considera, in generale, non le persone, ma i loro desideri! Ciò vale anche per i seguaci del lavoro di Abramo, Isacco e Giacobbe. Sì, sono i suoi discendenti diretti, ma, tutto sommato, i suoi seguaci sono chiamati “figli” discepoli. Quindi, ci sono concetti come la “casa di Abramo”, la “casa di Isacco,” e la “casa di Giacobbe.” La “casa” significa la comunità di persone che hanno continuato a crescere e svilupparsi.

Essi crescevano anche in senso fisico, ma la cosa principale è che crescevano spiritualmente fino a che si unirono completamente nelle loro aspirazioni comuni, in connessione ad ogni altro al primo livello spirituale, che si chiama “Giacobbe”. Questo primo livello spirituale è già considerato il grado di “Israele”, con un pizzico della futura terra d’Israele, che sarà raggiunta. Sebbene non vi sia ancora terra!

Dopo tutto, “Israele” significa “diretto al Creatore”. Cioè, quando ti trovi in un qualche luogo e aspiri alla meta, allora ti chiami “Israele”, “dritto alla meta”. Raggiungere questo obiettivo significa entrare nella terra di Israele.

Cosa manca per questo? Per questo ti manca l’egoismo, che potrai correggere e trasformare in terra di Israele. Questo è il motivo per cui poi dovevano scendere in Egitto.

Domanda: Quindi il gruppo è stato già chiamato Israele, e doveva ancora passare attraverso un secolo di discesa prima di acquisire la terra d’Israele, il desiderio, finalizzato allo scopo?

Risposta: Pertanto, si dice che Giacobbe conosceva il futuro e lo volle raccontare ai suoi figli, ma non gli fu dato…
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Da dove discende il principio di “ama il prossimo tuo come te stesso”?

Risposta: Ci sono molti passaggi e molte tappe sulla strada per questo stato. Questo è l’intero sistema della saggezza della Kabbalah.

Dapprima una persona aspira semplicemente ad una connessione con gli altri. Ci sono diversi esercizi speciali come stare seduti insieme, mangiare insieme, discutere, consultarsi, e parlare sempre più vicino, che per il momento può essere solo teorico. Per il momento c’è poco lavoro pratico qui, dal momento che nei primi livelli, la gente sente ancora a malapena dei movimenti, l’attrazione, e la necessità di connessione e unione con gli altri.

Commento: Questo significa che per cominciare essi dovrebbero almeno sedersi uno accanto all’altro.

Risposta: Sì, è così che inizia la connessione, dall’esterno verso l’interno.

Più tardi si studiano diverse fonti che parlano di questo, di come il mondo si trovi in uno stato di assoluta connessione e che tutti gli elementi dei livelli di inanimato, vegetale, e animato sono connessi tra di loro, si completano a vicenda, e in che misura il sistema che gestisce il nostro mondo è totalmente integrato, e che al di sopra di esso, vi è l’intero sistema della creazione.

Dobbiamo solo vivere in questo sistema come facciamo ora. Le forze e la realizzazione che sono di fronte a questo sistema vengono risvegliate dentro di noi intenzionalmente in modo che da questo opposizione, dal buio, scopriremo la Luce.

Ora siamo piccoli elementi passivi gestiti dall’Alto e anche noi siamo parte di questa immenso analogico sistema integrale globale, totalmente connesso e semplicemente perfetto. Ma noi non lo sentiamo. Ci hanno dato tali opzioni, tali condizioni, di proposito, in modo che sentiremo l’interezza solo se saremo in grado di raggiungerla da soli e nella misura in cui siamo d’accordo con lui e capiamo che ne abbiamo bisogno. Questa è la graduale correzione interiore di una persona e ciò che Abramo insegnò ai suoi studenti.

Poi cominciarono a vedere gli stati in cui si trovavano, rispetto agli stati che avrebbero dovuto raggiungere. Prima ne discussero semplicemente verbalmente, senza alcun fondamento, ripetendo le parole del loro maestro come i bambini piccoli ripetono ogni parola che gli adulti dicono senza nemmeno capire di cosa si tratti. Poi cominciarono a sentire, fuori del loro desiderio per l’altro e di cooperazione e unione che ha colpì tutti. Cioè, anche le sue azioni meccaniche hanno colpito i loro stati interiori e portato a cambiamenti interiori.

Cominciarono a cambiare il loro atteggiamento verso l’altro. Attraversarono momenti di discese e di salite, tutte derivanti da un unica fonte: ogni volta si sentivano incompatibili con qualsiasi formato, dovettero desiderarlo per raggiungerlo.

Per raggiungerlo, c’era bisogno di discese che si alternano a salite costanti al fine di aumentare costantemente l’opposizione penetrando sempre più profondamente nella perfezione che può essere raggiunta solo attraverso lo stato opposto.

Questo è il modo in cui avanzavano. Inoltre, il loro movimento in avanti per una sempre maggiore vicinanza simboleggiava il distacco da Babilonia, dallo stato interiore della dispersione totale e dal movimento verso la terra di Israele, il che significava passare alla stato della connessione. Questo è ciò che Abramo ha portato loro.

Qui devo dire che la saggezza della Kabbalah è perfettamente logica perché coincide con le nostre cose corporee, con il principio di “la materia come una realtà ci è stata data nella sensazione”.

Gli studenti di Abramo avanzavano in modo naturale e in modo interiore dallo stato di Babilonia allo stato della terra di Israele, e di conseguenza avanzarono anche esteriormente da Babilonia verso la terra di Israele. Sentirono di dover avanzare.

Come fa una persona ad ottenere questi sentimenti?

Sono seduto qui e all’improvviso sento che devo andare da qualche parte e fare qualcosa, come chiamare qualcuno e parlare. Ho alcuni pensieri e desideri, ma da dove provengo? Inoltre vengono da dentro, ma io semplicemente non lo so e non possono seguire questo meccanismo. E così sembra che funzioni in modo casuale.

Si tratta invece di desideri che non si trovano a un livello fisiologico, ma ad un livello spirituale. Quando cambio alcuni attributi spirituali dentro di me colpisco anche i miei attributi fisici.

Così, quando cominciarono a cambiare internamente e ad avvicinarsi, le persone che seguirono Abramo iniziarono a sentire il bisogno di lasciare Babilonia e si allontanarono da Babele anche esternamente.

Cominciarono a muoversi in avanti e gradualmente spostarono le loro tende, le loro pecore, le loro capre, i loro cammelli e i loro asini e quindi avanzarono verso la terra di Israele. Non è stata una grande transizione da Babilonia alla terra di Israele, che hanno adempiuto interiormente ed esternamente.

Domanda: Quindi la terra di Israele, per così dire li ha “rassicurati” e trasformati da nomadi in agricoltori?

Risposta: Non erano agricoltori. Il grano è stato coltivato in Babilonia, ma le persone che hanno seguito Abramo lungo il percorso storico per quasi mille anni dopo Babilonia erano pastori. Solo dopo l’ assestamento nella terra di Israele, dopo l’esodo dall’Egitto, si sono sistemati e oltre a essere pastori iniziarono a impegnarsi anche nell’agricoltura.

Poi, dopo l’esodo dall’Egitto, sullo stesso principio, sentirono interiormente che quello era il luogo per il Tempio.
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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Dr. Michael LaitmanNon possiamo capire i moderni processi globali se non capiamo prima lo stato che divenne la base, il motivo vero e il prototipo circa 4.000 anni fa.

Due percezioni della nostra evoluzione si sono formate nell’antica Babilonia durante una crisi simile dell’umanità. Il re di Babilonia Nimrod ha portato la maggior parte della gente lungo il sentiero dell’evoluzione naturale, mentre il sacerdote babilonese saggio Abramo ha chiamato la gente a salire ad un nuovo livello qualitativo.

Domanda: Abramo era un importante ideologo e filosofo e un uomo molto rispettabile, perché aveva bisogno di avviare una rivoluzione?

Risposta: Lui ha cercato un modo e l’ha trovato nello stato che è stato creato nella nazione. Le circostanze li hanno costretti ad unirsi, però la gente non poteva più vivere insieme. Al contrario, l’ego è cresciuto in loro così tanto che hanno cominciato a trovare la colpa tra loro e a odiarsi l’un l’altro.

La soluzione di Nimrod era semplice e corporea: “Dovremmo semplicemente disperderci e vivere separatamente, sotto la mia guida, naturalmente.” È così che i residenti di un appartamento comunale si disperdono in modo da smettere di litigare.

Però Abramo ebbe un’altra idea: “Non dobbiamo disperderci perché la legge della natura è una legge, non possiamo scappare da essa. La terra, comunque, diventerà affollata in futuro. Non dobbiamo inventare nulla. La natura, l’evoluzione richiedono che ci uniamo. Dobbiamo unirci sopra l’ego.”

Pochi, di certo, hanno ascoltato Abramo, diverse decine di migliaia di tre milioni di persone. Dopo di tutto, si tratta di una decisione difficile ed è molto più facile disperdersi. In un modo o nell’altro, i discepoli di Abramo lo seguirono, e uscirono dall’Egitto trasportando l’idea di amare il loro prossimo come se stessi, adempiendo a questa idea tra di loro.

Prima, hanno sentito disperazione; non potevano più vivere con l’egoismo e volevano fare qualcosa con esso, sbarazzarsi di esso. Per questo motivo hanno trovato attraente l’obiettivo che Abramo aveva fissato per loro e non l’idea di vivere semplicemente una vita normale, di smettere semplicemente imprecando e litigando tra loro, ma di salire verso qualcosa di nuovo. È la salita al livello successivo che li ha attratti perché non ha richiesto l’annullamento dell’ego, ma piuttosto esso è stato usato per l’ascesa.

Domanda: Che persone strane. Non volevano vivere nelle loro case, in appartamenti separati, ma hanno preferito invece l’ascesa spirituale. Si scopre che la base della nostra nazione sono questi ragazzi depressi che hanno seguito Abramo?

Risposta: Certo, in realtà la depressione li spinse verso l’alto. Hanno capito la crisi in un modo completamente diverso, e contavano su di essa come aiuto per trovare un significato nella vita, nella loro esistenza.

Gli altri hanno esaminato la crisi in pratica: “Cerchiamo di risolverla e andiamo avanti con la nostra vita normale.”

Alla fine la gente si è divisa molto nettamente in due gruppi e i loro modi erano veramente diversi.
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: La Torà ci dice che il Creatore disse ad Abramo in quale terra sarebbe dovuto andare dopo aver lasciato Babilonia. Quindi, egli inizialmente sapeva dove stava andando?

Risposta: No. Non si tratta di coordinate su una mappa. Se non pensiamo a millenni di storia, noi non consideriamo nemmeno i chilometri della superficie terrestre. Il tempo e la distanza non hanno alcun controllo lì. Quando la sensazione interiore di una persona, chiamata “il suo Creatore,” gli dice cosa cercare, dove andare, non vuol dire che essa dovrebbe muoversi in un’altra posizione, in un nuovo luogo di residenza, ma al successivo stato spirituale, che si chiamerà “la terra di Israele.”

Domanda: Quella è la “terra” che ha trovato in se stesso?

Risposta: Certo. Perché il concetto di “terra” (Eretz) deriva dal “desiderio” (Ratzon). “Eretz Yisrael” significa il desiderio volto “dritto al Creatore” (Yashar-El). Quando tu arrivi al punto in cui tutti i tuoi desideri sono diretti al Creatore, allora si potrebbe dire che sei arrivato, sei entrato nella “terra di Israele,” anche se ti trovi in Canada, in Africa, negli Stati Uniti, o in qualunque altro luogo.

Dopo tutto, il nostro corpo non viene preso in considerazione. L’intera questione riguarda il desiderio di una persona.

Torniamo ad Abramo; ha lavorato con i suoi studenti in unione. Molti kabbalisti scrivono di questo, soprattutto Maimonide, il grande kabbalista vissuto tra l’11° e il 12° secolo. Abramo ha iniziato a lavorare con loro secondo il sistema “ama il prossimo tuo come te stesso”, e quindi ha cominciato a unire, assemblare, e “formare” una società completamente nuova da loro, in cui ognuno era connesso internamente a tutti gli altri.

Gli Stati, le nazioni, e i popoli sono anch’essi connessi, ma esternamente, il che significa che hanno sistemi sanitari di assistenza, la sicurezza sociale, le leggi, l’educazione, ecc… ma non stiamo parlando di esteriorità, ma dei sistemi interiori di connessione tra le persone. Questo approccio di Abraamo è diverso dal concetto di Nimrod, che offre alla gente la dispersione in modo da non interferire con l’altro e, allo stesso tempo, mantenere i contatti da lontano.

Sembrerebbe, infatti, lasciare che i diplomatici negozino, lasciate che i commercianti prendano carovane lungo la “via della seta” o “dai Vichinghi ai Greci,” lasciate che i marinai scoprano l’America, ecc… Ma qui stiamo parlando di un altro viaggio, della connessione interiore tra loro. Non stiamo parlando di corpi, ma di intenzioni, il punto centrale, superare gli ostacoli interiori. Una persona viaggia non in montagna, non attraverso il deserto del Sinai, ma attraverso il deserto dell’anima, perché sente che il suo atteggiamento verso gli altri è una terra desolata che lo asciuga, in cui non c’è nulla di cui essere soddisfatti.

Ecco perché il modo per avvicinarsi agli altri è attraverso il deserto. Quindi, una persona davvero si avvicina a loro; attraversa internamente il “deserto del Sinai”, arriva alla “terra di Israele.” E qui trova il suo desiderio “dove scorre latte e miele”, che emana, “irradia” tutte le cose buone.

In sostanza, questo è un “paradiso.” In passato c’era un deserto, o anche “l’inferno”, e ora il “Giardino dell’Eden”. La riluttanza ad entrare in contatto con gli altri, l’odio verso il prossimo, tutto questo si trasforma in bontà.
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Da Kab.TV  “Babilonia ieri e Oggi” 27.08.2014

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Dr. Michael LaitmanCommento: Parliamone da lontano, ma in realtà di una storia molto vicina , la storia di Babilonia e la storia di Abramo. Questo è avvenuto circa 3.800 anni fa.

Risposta: Fondamentalmente per quanto mi riguarda, c’è un’altra percezione della storia. Secondo me è viva ancora oggi, comprese la Grecia e Roma. Tutto è vivo ancora oggi, perchè senza questo, è impossibile. Tutto esiste insieme a noi, contemporaneamente.

E quindi, circa 3.800 anni fa, l’antica civiltà di Babilonia esisteva già, ed era simile alla nostra civiltà. L’intero processo è iniziato da qui e ha dato una spinta allo sviluppo della civiltà moderna.

Un interessante rottura è accaduta in quei tempi. Si potrebbe dire che c’è stata una rivoluzione interna dell’umanità che è stata concentrata interamente in una zona. Fino ad allora esisteva un certo tipo di unione spirituale, una famiglia che non era particolarmente connessa, ma non ancora litigiosa. Ma all’improvviso tutto è cambiato.

Il fatto è che l’essere umano ha l’ego. Questo ci rende diversi dagli animali. Fino a quando l’ego era obbediente alla persona, abbiamo potuto tranquillamente organizzare le nostre vite e progettare una sorta di ordine patriarcale. Ma quando questo ego improvvisamente si è rotto ed ha cominciato a impazzire dentro di noi, ci siamo staccati dal mondo animale e abbiamo cominciato a diventare veri esseri umani. Questo ha creato la base per la rottura di oggi, quindi è il livello dell’ego che domina il mondo di oggi.

Le civiltà precedenti alla Babilonia erano molto più primitive e non egoistiche. Naturalmente, anche tra loro c’era una gerarchia, governanti e guerre, ma non c’era nessun concetto come “l’ego che ci spinge in avanti.” In altre parole, gli esseri umani non erano consapevoli che l’ego li gestiva, separandoli, per portarli all’odio reciproco, alla richiesta di una “ascesa al cielo”, e all’aspirazione di usare e calpestare tutti. Questa chiara percezione dell’esistenza di un mondo egoista non esisteva allora.

E allora un’altra figura è comparsa, quella che ha fondato il popolo ebraico, Abramo. È interessante notare che Abramo proveniva da una famiglia molto rispettata. In quei tempi, uno dei pilastri centrali della società era la continuità delle generazioni, perché tutto era tramandato, tra cui, fino a poco tempo, anche il trasferimento di vari mestieri e competenze.

Terah, il padre di Abramo, era un leader spirituale distinto nel popolo. Era così venerato che le avevano creato statue di idoli nella sua famiglia. E’ possibile comprendere questo semplicemente così come lo si sente: Avevano fatto statue di idoli e i relativi accessori. Ma si può dire che essi avevano “creato” idee e concetti; il che significa che parlavano di divinità e lo spiegavano alle persone in base alla loro comprensione.

Quindi direi anche più di questo, erano i fondatori della spiritualità di Babilonia. Non era Nimrod, ma in particolare la famiglia di Abramo. Questa era una chiara separazione dei poteri: da un lato, c’era il potere dello Stato, “la polizia”, il militare, che è stato rappresentato da Nimrod, e d’altra parte, il potere spirituale, rappresentato da Terah e Abramo che venivano dopo di lui. Ognuno di loro aveva una forte personalità.

E improvvisamente in un momento particolare, da un particolare punto della sua indagine, Abramo ha osservato con quale rapidità e crudeltà il proprio ego e quello degli altri si era sviluppato. Mentre cercava la forza globale generale che gestisce tutto, Abramo ha scoperto il sistema integrale che gestisce la creazione. La sua domanda essenziale era che tra tutte le cose del mondo, ci deve essere qualcosa in comune che provvede basicamente al principio di unità e porta il mondo verso un particolare obiettivo. Dopo tutto, vediamo come tutto si trasforma, e anche se si riavvolge, allo stesso tempo, continua ad avanzare, come il cerchio di una ruota.

E così da fatti e ricerche, Abramo è riuscito, attraverso sua la forza di volontà, a penetrare questo sistema per mezzo del filtro, dello schermo (Masach). Il filtro è molto semplice; si trova tra di noi. E’ chiaro che l’ingresso nel mondo a venire, la prossima dimensione, si trova in un luogo dove è possibile trovare un ponte tangibile tra le persone, dove il confronto tra di loro scompare e il manifesto adattamento è stato creato, il che significa una tale connessione entro la quale sciogliersi uno nell’altro. In questo momento scoprono una porta di entrata tra di loro, l’accesso nella dimensione successiva; e voi potete entrare in essa.

Non c’è nulla di nuovo qui. Nel nostro mondo ci sono tre componenti: inanimato, vegetale e animato. Per quanto riguarda la persona, se lui è pronto ad annullare il suo ego nei confronti degli altri, superare l’ego e annullarlo insieme ad un’altra persona, allora lui acquista una nuova caratteristica che diventa un entrata nella dimensione successiva.

Domanda: Come ha fatto Abramo a scoprire, dalla sua indagine, che il problema principale si trova tra di noi?

Risposta: Egli vide che l’intero sistema della creazione è integrale e buono e in questo tutte le sue parti si sostengono a vicenda. Sono reciprocamente connesse e unite.

E qui una sola brutta e dannosa “sfumatura” era stata creata, che era la persona con il suo narcisismo. Infatti, egli è una bestia, ma ha un ego. E questo ego lo spinge verso uno sviluppo che non è affatto giusto, dal momento che è contro gli altri, in opposizione a tutto, e in opposizione al inanimato, vegetale e animato. Ciò significa che non è in armonia con loro, in omeostasi. Invece lui va fuori dai suoi confini, strappando e dominando tutto.

Per che cosa? Non è importante. Qual è l’obiettivo? Non vi è alcun obiettivo. E’ solo per soddisfare l’ego che lo sta bruciando dentro.

Abramo capì il sistema globale della natura e l’intento della persona che è assolutamente contrario. Così è diventato chiaro che il problema è all’interno della persona, per cui è necessario portarlo all’armonia, per essere simile alla natura. Come fare questo? Lui ha bisogno di essere orientato verso le giuste relazioni con la natura inanimata, vegetale, e animale, e per di più con gli altri esseri umani, all’interno della società.

Quindi, guardando la natura, Abramo vide un ideale; mentre guardando la persona, lui ha visto il suo opposto. In effetti il suo compito è stato quello di integrare questi due sistemi, e ha capito che tutto il problema sta nella realizzazione del principio, “E tu amerai il prossimo tuo come te stesso.”

La civiltà di Babilonia ha affrontato il processo di globalizzazione, come nel nostro mondo di oggi, e si è rinchiusa crollando su se stessa. Dopo tutto, questa è stata una piccola civiltà, circa tre milioni di persone che vivevano in uno spazio limitato tra i fiumi Tigri ed Eufrate in Mesopotamia.

Casualmente, loro si sono sviluppati fortemente. Da lì sono arrivate l’astrologia ed l’esoterismo, e nacque quello che oggi è chiamata l’era moderna, la nuova era, quindi si sono sviluppati i negozi, i servizi igienici e i sistemi di approvvigionamento idrico. Molti degli abitanti del mondo moderno potrebbero essere invidiosi dei Babilonesi. Tutto era molto ben organizzato, bello e pulito in mezzo a loro. Semplicemente non possiamo nemmeno immaginare come vivevano.

Ma improvvisamente tutto è esploso dall’interno. In meno di 20-30 anni, l’egoismo è scoppiato davanti agli occhi di Abramo, ed i Babilonesi cominciarono ad odiarsi l’un l’altro. Questo è diventato un tipo di globalizzazione in miniatura in cui gli abitanti di Babilonia, che erano strettamente collegati, non potevano più vivere insieme. In grande scala, la stessa cosa sta accadendo anche oggi. Dobbiamo vivere insieme, e d’altra parte, questo è impossibile.

E così l’ego che è scoppiato ha costretto i Babilonesi a costruire una torre fino al cielo. Questa era una naturale, istintiva, espressione diretta dell’io, e la continuazione della sua attività.

E’ stata creata quindi una nuova religione: “Dobbiamo adorare il nostro ego, elevarci al di sopra dei cieli, dobbiamo aprire tutto, raggiungere il benessere generale, e forse anche l’uguaglianza e la fratellanza. Tutto questo è in nostro potere di farlo, “Questo è molto simile al richiamo dell’era moderna: il comunismo, il nazismo, il liberalismo, e il consumismo, a qualunque costo. Erano rappresentate lì tutte insieme.

Dal momento che il processo fu così rapido, produsse una forte agitazione all’interno della società. Si sono create delle grandi fazioni: per Nimrod, contro Nimrod, ecc. Ma Nimrod era un leader molto forte, e Terah, il padre di Abramo, lo serviva, per così dire, era la sua mano destra, come leader spirituale del popolo.

E Abramo, come figlio e studente, doveva andare a seguire lo stesso percorso. Nella storia dell’umanità, la continuità è sempre stata auspicabile, e soprattutto in quei tempi.

Ma qui è successo qualcosa di interessante. Dalla sua indagine, Abraham ha scoperto un quadro completamente diverso e gli divenne chiaro che l’ego è stato dato a noi per manovrarci, ma in modo che noi manovriamo lui, e con il suo aiuto, elevarci al di sopra di esso e ascendere veramente al cielo. Questo non è uno di quei cieli a cui la Torre di Babele ci avrebbe elevato, ma piuttosto un cielo al di sopra del quale noi stessi ci innalziamo, contro di esso, contro il nostro ego che continua a crescere. In altre parole, si trattava di un sistema completamente diverso!

Domanda: Quindi Nimrod, che ha capito che l’ego separa il popolo, ha proposto la separazione, disperdendolo sulla faccia della terra, mentre l’intenzione di Abramo era l’opposto, la connessione e il lavoro con questo ego?

Risposta: Ci sono stati un certo numero di correnti qui. La prima corrente era simile alle inclinazioni moderni: “Nonostante l’ego noi ci batteremo contro la nostra natura. Con l’aiuto della scienza, della cultura e l’istruzione, noi riusciremo ad appiattirla. Non le sarà possibile al ‘cane’ che si trova dentro ognuno di noi di uscire. “

Un altro flusso proclamava il contrario: “Strappate tutti gli altri a pezzi e dominare. In questo modo noi avanzeremo. Tutta la vita è una lotta, egoista e competitiva, ed i forti sopravvivono, come in natura. “In ogni caso, sembra che questo è ciò che sta accadendo in natura.

Domanda: Questa è stata l’intenzione di Nimrod?

Risposta: No. Nimrod pensava che il vero sviluppo della civiltà potrebbe essere raggiunto attraverso l’equilibrio. Ma questo non è stato nell’equilibrio con la natura, ma con l’ego. “Siamo vicini ma non andiamo d’accordo tra di noi come vicini di casa. Qualcuno getta l’immondizia nel posto sbagliato, sbatte la porta, e fa rumore che disturba coloro che dormono, e così via. Quindi ci separeremo e ci incontreremo di volta in volta, e improvvisamente tutto funzionerà tra di noi. Possiamo stare insieme, bere una birra, e ricordarci la nostra vecchia casa comune dove abbiamo fatto a turno per la doccia e il bagno. “

E quindi Nimrod ha pensato che dovevamo separarci. Se siamo separati e ad ognuno le viene dato un piccolo appartamento, abbiamo risolto questo problema. Basta allontanarsi gli uni dagli altri e tutto andrà bene.

Questa decisione è diretta verso la realizzazione e la gestione del processo. Ciò significa, in linea di principio, mantenere il controllo, e in questo modo, risolvere il problema del grande ego e dei conflitti sociali.

Nimrod ha capito che l’ego è un male, ma in accordo a questo, aveva bisogno solo di essere relazionato col fatto che le persone rimangono a livello popolare e allora tutti avrebbero vissuto bene e correttamente insieme.

“Quindi dovremo costruire una piramide che simboleggi sia la connessione tra noi che la separazione, la dispersione.”

Questo non era certo un idea sciocca, questa era una filosofia: “Io non riconosco alcun dio. La globalizzazione e l’integrazione sono derivanti dalla natura, e noi fluiremo in essa senza rinunciare all’ego. Sì, possiamo sviluppare questa civiltà con calma e bene, insieme al nostro crescente ego.”

In sostanza, questo è ciò che anche il capitalismo oggi proclama: Ognuno nella sua casa, nel suo angolo, nella sua area particolare. Questo è mio; questo è tuo. Ognuno ha la sua eredità. Ed esiste anche un governo comune, una struttura nazionale, e così via.

Questo significa che Nimrod rappresenta ogni governo moderno e la percezione moderna in generale. Si può dire, in parte, che il pensiero di Nimrod è stato realizzato: le persone sono state disperse su tutta la terra e cominciarono, come ci viene detto, a parlare in lingue diverse, ed hanno continuato a vivere secondo le leggi dell’ego.

La posizione di Nimrod è molto comprensibile e razionale. Lui ha risolto logicamente il problema che si era creato. E Abramo uscì con un pensiero rivoluzionario assolutamente diverso che è derivato dal raggiungere la caratteristica interiore della natura.

Oggi abbiamo di nuovo incontrato lo stesso problema, ma non c’è nessun posto dove scappare. L’ego è cresciuto e siamo quindi bloccati, legati, gli uni agli altri, ed è impossibile separarci. Se ci fossero stati diversi pianeti vicini supplementari e un “ponte” per raggiungerli, avremo fatto di nuovo lo stesso tentativo. Ma noi abbiamo un solo pianeta Terra e ora non abbiamo altra scelta, dobbiamo risolvere il problema attraverso il metodo di Abramo.

Oggi, le forze della separazione e del disimpegno sono in crescita. Inoltre, le famiglie divorziano, molti bambini vivono separati dai loro genitori, ecc. Ognuno è alla ricerca di qualche angolo per se stesso e per essere distaccato da tutti i presenti.

E ciò che è interessante è che ci sono così tanti posti nel mondo! Nei miei voli sopra il nostro pianeta vedo chiaramente che l’umanità occupa solo poche percentuali di tutte le zone del pianeta. Ma la gente non può vivere lontano gli uni dagli altri. Essi semplicemente non possono. Questo significa che abbiamo raggiunto una situazione in cui l’idea non è più quella di trovare una zona da colonizzare, né di distanziarci fisicamente. Oggi siamo legati molto strettamente.

Quindi Abramo inizia dimostrare la sua teoria. Chiaramente, sembrava illogica e innaturale. In realtà, è stato impossibile dimostrarla.

Ma vi è una logica superiore in essa. Dopo tutto, Nimrod, in linea di principio, non offriva una soluzione assoluta e definitiva al problema. Egli diceva: “Noi, con l’ego che sta crescendo naturalmente dentro di noi, dobbiamo solo disperderci un po ‘.”

E Abramo disse: “Questo non ci aiuterà, perché l’ego è in crescita con un obiettivo assolutamente diverso, in modo che saremo in grado di salirci al di sopra di esso! Non dobbiamo disperderci in tutte le direzioni; piuttosto, passeremo sopra l’ego per usarlo specificamente per collegarci l’uno con l’altro, cosicché l’ego sarà utilizzato da noi come un ‘aiuto contro,’ il che significa che ci obbligherà a salirci sopra di esso. “

E’ difficile capire questo e essere d’accordo. Ma se farete questo, di fatto, sarete collegati con tutta la natura globale. Si tratta di una conclusione chiara e logica: Si diventa parte integrante della natura, perché si è collegati con tutta l’umanità e diventerete come la natura inanimata, vegetale, e animale. Solo che a differenza di questa, avrete raggiunto questo stato integrale generale attraverso il proprio potere.

Quindi comincerete a sentire la natura generale, la sua legge generale, e il potere generale che si chiama il Creatore. E andrete verso il successivo livello di sviluppo al di sopra dell’ego. Ora sentirete il mondo, non attraverso i vostri occhi fisici, non attraverso le vie animalesche, i sensi corporei, ma inizierete a sentirlo per mezzo di una nuova logica, per mezzo di nuovi desideri, che non sono bestiali, non con un volto egoistico, ma da un livello veramente umano.

In conclusione, tutte le civiltà moderne sono emerse da Babilonia. Babilonia è la base di tutte le nostre civiltà, e, inoltre, di tutto il nostro sviluppo spirituale.
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Da Kab.TV, “Babilonia Ieri e Oggi” 18.08.2014

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Dr. Michael LaitmanL’antica Babilonia è svanita nelle profondità della storia, ma si riflette ancora nel nostro tempo. Tutto il suo corso è un unico processo, legato dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio.

Ecco perché quando vediamo come la storia si ripete, ma su un altro livello, dobbiamo trarre le giuste conclusioni da ciò che è accaduto e sta accadendo.

Così, in Babilonia, che era governata dal Re Nimrod, si formò il gruppo di Abramo, che ha sfidato il programma “ufficiale” di sviluppo con un proprio programma. Nimrod diceva che l’odio e la separazione che dilagava tra le persone doveva essere superate in un modo egoistico naturale: stabilirsi in luoghi diversi allo scopo di avere meno contatto con l’altro, in termini moderni, passare da sistemazioni condivise a sistemazioni individuali.

Il parere di Abramo era diverso: non possiamo farlo; dobbiamo connetterci. E ora dobbiamo perseguire non la divisione, ma l’unione.

Come risultato, tre milioni seguirono Nimrod, e solo cinquemila seguirono Abramo. Questo piccolo gruppo di persone in difficoltà, che non erano soddisfatte del concetto generale del popolo, si chiama “Israele” e lasciò Babilonia. “Accumulando” anni, secoli, e millenni di sofferenza, ha seguito la sua strada fino ai giorni nostri.

Domanda: Il gruppo fu “cacciato” da Babilonia e forzato a cominciare il proprio movimento?

Risposta: Non direi che è stato “cacciato”. La pressione è cominciata più tardi, ma non all’inizio.

In quei giorni, Abramo era un grande sacerdote e saggio babilonese. Le persone che si riunirono intorno a lui si resero conto che il suo metodo di correzione, o il metodo di una nuova vita, li attirava per mezzo del suo significato interiore, che non è solo un “divorzio”, una separazione egoistica, spargendosi in luoghi diversi, ma il movimento all’interno. Il messaggio corrispondente, la richiesta dell’anima, fu risvegliato in loro, ed diventarono pronti per questo.

Dopo tutto, l’umanità non si evolve solo tecnicamente; cambia forma nel corso della storia: la schiavitù, il feudalesimo, il capitalismo, il socialismo, ecc. In altre parole, cambia la sua forma, cambia il suo contenuto. La crescita quantitativa dell’egoismo acquisisce anche una nuova qualità.

Così, i seguaci di Abramo sentivano che non potevano svilupparsi solo egoisticamente; avevano bisogno di raggiungere un livello completamente diverso, “saltare” al livello successivo. Così hanno aderito ad Abramo, che soddisfaceva la loro domanda interna.
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