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Il tempo della correzione Babilonese

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come dovremmo relazionarci al nostro stato attuale?

Risposta: Oggi, “partendo” da Babilonia 3500 anni fa, ancora una volta ci sentiamo di nuovo nello stesso luogo, nell’antica Babilonia. Ecco perché il nostro tempo è il tempo della correzione babilonese; abbiamo cercato di fuggire da Babilonia, ma questo non è successo perché Babilonia (vale a dire, la nostra società egoista) deve essere corretta!

Quindi, dobbiamo guardare alla storia nel suo complesso, ed è irrilevante che sia stata 3.500 anni fa da quando Abramo ha tentato di creare una società unificata. Questi eventi riflettono sul destino dell’umanità. Questi eventi vengono trasformati, trasportati, e concentrati in una aspirazione: raggiungere l’unità. Finora, noi continuiamo a rivelare la nostra opposizione ad esso.

Dobbiamo essere collegati con il Creatore nei nostri studi e le attività. Il Creatore, la forza della Luce, la proprietà della dazione, che ci corregge e senza il quale non siamo in grado di far fronte al compito, deve essere implicito in tutto ciò che facciamo.
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I discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “L’Arvut” (Garanzia Mutua): Così, a causa della necessità di cui sopra, la Torà è stata data specificamente alla nazione di Israele, ai soli discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe.

Questo si riferisce alle anime che possono essere risvegliate dalla Luce che si trovava nello stato chiamato Babilonia.

In primo luogo, la forza chiamata Abramo si risveglia dentro Malchut, e poi l’evoluzione e lo sviluppo di quell’anima si chiama Isacco e Giacobbe. Questo riguarda solo i sistemi spirituali e le parti del desiderio di ricevere, non si tratta di personaggi storici che sono le espressioni esteriori dei fenomeni che avvengono all’interno della Malchut generale.

I discendenti di Abramo, Isaaco e Giacobbe

Per comprendere questi fenomeni, dobbiamo guardare un po’ più a fondo sul modo in cui Malchut si sta svegliando alla correzione. Il sistema del primo uomo andò in frantumi, poi si è stabilizzato in un certo stato, e ora dovrebbe cominciare a correggere se stesso da uno stato chiamato Babilonia.

L’ego si sviluppa come risultato di una Luce speciale chiamata Luce Circostante (Ohr Makif). Ci sono parti del desiderio che scendono a seguito di una Luce più grande, e questo significa che l’ego cresce, costruzione della torre di Babele. Ci sono altre parti del desiderio che aspirano verso l’alto per effetto della stessa Luce.

La parte che saliva verso l’alto è chiamata Abramo, e, in contrasto con essa, la parte che scendeva più di tutti le altre, è chiamata Terach. La Luce superiore influenza il desiderio e lo sviluppa, e quindi il movimento è verso l’alto e verso il basso, come è scritto, “Colui che è più grande del suo amico, il suo desiderio è ancora più grande”.

Uno è più grande del suo amico in quanto, come Abramo, egli anela verso l’alto, e il suo desiderio è ancora più grande come Terach che scendeva verso il basso. Più tardi, i vasi (desideri) che si riferiscono ad Abramo diventano più chiari. Chi è attratto da Abramo a causa dell’ influenza della Luce che Riforma si chiama Yashar El, Israele (dritto al Creatore). La loro correzione è “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

…Per questa ragione era inconcepibile che qualsiasi straniero vi avrebbe preso parte. A causa di ciò, la nazione di Israele è stata costruita come una specie di porta attraverso cui le scintille di purezza risplenderanno su tutta la razza umana in tutto il mondo.

Le stesse persone, le stesse anime, le stesse parti del desiderio, sono diventate GE (Galgalta ve Enyaim) per quanto riguarda la parte bassa della Malchut che non è riuscita a svegliarsi, e sono chiamate AHP. In questo modo è stato creato il passaggio della Luce attraverso GE ai vasi di AHP.

Ora ci resta da completare quanto abbiamo detto sopra (punto 16) circa il motivo per cui la Torà non è stata data ai nostri padri, perché la Mitzvà, “Ama il prossimo tuo come te stesso”, l’asse di tutta la Torà e attorno al quale ruotano tutte le Mitzvot, in modo da chiarire e interpretare, non possono essere osservate da un individuo, ma solo con il consenso di un’intera nazione. E questo è il motivo per cui è stato necessario uscire dall’Egitto, quando divennero degni di osservarla”.

Questo significa che non è sufficiente che le anime di Israele che sono venute fuori da Babilonia e sono ascese verso l’alto devono correggersi e osservare la Mitzvà (comandamento) dell’ama il tuo amico. Esse devono essere connesse con almeno una parte delle altre anime, il che significa che scesero in Egitto. È dall’Egitto che tirano fuori i vasi di AHP di GE.

I desideri di GE, chiamati i patriarchi. Abramo, Isacco e Giacobbe, uscirono da Babilonia, e poi ricevettero AHP dall’Egitto e andarono fuori con loro, si mescolarono con loro, e vennero frantumate. Cioè, vi è la distruzione del primo Tempio, la frantumazione di GE con AHP.

Allora sono pronti per essere mescolati con il resto dei desideri di Babilonia e raggiungere la correzione. Alla fine della correzione, anche noi correggiamo prima i vasi di GE, e poi AHP. Tuttavia, qui, le fasi sono differenti. Quando i vasi di GE si correggono, la Luce viene versata attraverso di loro per le nazioni del mondo e comincia ad avvicinarle a GE. Quindi, più i vasi di GE si correggono, più l’AHP viene corretto.

Oggi siamo nella fase della fine della correzione. Siamo già passati attraverso la distruzione del tempio, sono stati miscelati con i vasi di Babilonia, e l’unica cosa che ci rimane ora è correggere i desideri di GE, e, attraverso ciò, l’AHP sarà corretto. Faremo sentire che la Luce si sta diffondendo attraverso di noi e il mondo intero comincerà a comportarsi in modo diverso. Quando tutto questo accadrà sarà un vero e proprio miracolo.
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Dalla 5 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.06.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Scelti per servire il Creatore e le Creature

Dr. Michael LaitmanL’intero grande Kli dell’anima è stato rotto in diversi frammenti, e tra questi ci sono alcuni Kelim (Vasi) puri che sono vicini alle caratteristiche della Luce Superiore. E’ molto facile svegliarli e così quando Abramo li ha chiamati, loro si sono svegliati subito, si sono alzati e l’hanno seguito lasciando Babilonia.

Scelti per servire il Creatore e le Creature

Questa è Israele, che sembra solo la parte più egoista del mondo, perchè ha già attraversato il sentiero dello sviluppo spirituale. Ma essenzialmente, questo è un Kli (vaso) molto raffinato che appartiene ai Kelim di Galgalta ve Eynaim (GE).

Tutto quello che rimane del Kli collettivo appartiene alle nazioni del mondo, e proprio attraverso la loro correzione, otteniamo l’Ohr Hochma (Luce della Saggezza). Essi sono il fine della creazione, metre Israele agisce solo per aiutare verso questa realizzazione, nel ruolo di un adattatore, come un canale.

Domanda: Ne segue forse che il Creatore ha scelto questi Kelim raffinati come dei sacrifici?

Risposta: Da un certo punto di vista noi siamo dei sacrifici, ma d’altra parte Israele è una nazione unica che deve servire tutte le altre. Tutto dipende da come accettiamo questa onorevole missione: Pensi e ricevi il tuo servizio al Creatore ed al mondo come un merito considerevole oppure come una punizione?

Tu sei venuto in questo mondo per servire tutte le nazioni del mondo e attraverso questo servire il Creatore. Questi sono dei vasi (Kelim) raffinati che sono svegliati prima e che sono pronti per connettersi. Essi hanno la preparazione per la correzione per via del fatto che hanno il “merito degli antenati”, ovvero che sono già transitati attraverso gli stati spirituali che sono latenti dentro di loro in una forma nascosta e che possono essere svegliati di nuovo.

Tutto questo è fatto per essere una luce per le nazioni, in modo tale che dentro di loro si realizzi il Pensiero della Creazione. Il fine è raggiungere tutti i Kelim più pesanti. Costoro sono detti “le persone scelte” perché hanno un ruolo unico.

Israele è nel servizio al Creatore ed alle creature, e noi siamo nel mezzo come un canale, come un tubo. E’ essenziale accettare questa missione quando è necessario, atrimenti sarai sempre obbligato da Sopra. Non c’è ragione di contrastare il piano della creazione; più rapidamente Israele capirà che questo deve essere realizzato, più sarà grande il beneficio per noi e per gli altri con una riduzione della sofferenza.
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(Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.05.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Non dobbiamo lasciar cadere di nuovo la Kabbalah nell’occultamento

Dr. Michael LaitmanNel corso della sua intera storia, l’ umanità é avanzata grazie al suo egoismo. Ha cominciato 14 miliardi di anni fa al momento del Big Bang dopo di che la materia inanimata ha cominciato a svilupparsi. Più tardi, sono apparse piante e animali sulla faccia della terra. Però, ora nel ventunesimo secolo ci stiamo avvicinando al livello del parlante.

Non dobbiamo lasciar cadere di nuovo la kabbalah nell’occultamento_1

È per questo che ci troviamo in una grande crisi integrale che coinvolge tutte le sfere della nostra vita. Non possiamo vivere in pace con i nostri coniugi, figli, capi di lavoro, amici, o vicini, con nessuno! Neanche con noi stessi!

Perciò, ci sentiamo assolutamente miserabili. Tutti i sistemi intelligenti e super complessi che sono stati costruiti non ci aiutano, perché la società umana non è equilibrata con il resto della natura.

Non dobbiamo lasciar cadere di nuovo la kabbalah nell’occultamento_2

C’è un divario fra umano e natura perché quest’ultima è integrale, mentre noi rimaniamo individualisti. In altre parole, c’è un “plus” per conto della natura, e la nostra parte, al contrario è un “minus.” Questa differenza é così enorme che non possiamo gustare le nostre vite. Non importa quanto ci sforziamo, non possiamo scappare dai problemi drammatici che eventualmente si snoderanno.

Ecco perché nel corso della storia, la saggezza della Kabbalah è stata nascosta alla gente, aspettando il momento in cui l’umanità avrebbe sviluppato il suo egoismo ad un determinato livello. Cominciando dall’antica Babilonia fino al nostro tempo (circa 3,500 anni), la Kabbalah rimase una scienza nascosta.

Non dobbiamo lasciar cadere di nuovo la kabbalah nell’occultamento_3

L’umanità ha progredito senza avere un indizio circa la saggezza della Kabbalah. Questo perché l’umanità ha fallito nell’ implementare la sapienza Kabbalistica nell’antica Babilonia, e noi abbiamo dovuto continuare ad avanzare con il nostro egoismo fino a questo momento. Ora, la saggezza si rivela. In questo momento, siamo nel secondo punto della rivelazione della Kabbalah. Siamo i primi che la studiano, quindi stiamo ricevendo la possibilità di correggere noi stessi.

Se non ci riusciamo il nostro avanzamento egoistico procederà per un po’, di più. Poi, la saggezza della Kabbalah verrà nascosta di nuovo per un certo periodo durante il quale avranno luogo catastrofi terribili, come una terza guerra mondiale, disastri numerosi, etc. Le afflizioni continueranno il loro svolgimento fino a che tragedie terribili innescheranno una nuova rivelazione della Kabbalah. La disperazione completa alla fine costringerà l’umanità a implementare questa saggezza.

Questo è il nostro stato attuale. E’ per questo abbiamo costruito un sistema che ci permette di studiare, implementare, e diffondere la metodologia. Oggi, l’umanità intera rappresenta una nuova Babilonia. Significa che dobbiamo lavorare sulla nostra correzione perché è l’unico modo di cambiare noi stessi.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno.” Primo Giorno 9.05.2014, Lezione 1)

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La passione del Creatore: Fare del bene alle Sue Creature

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo i nostri sforzi per raggiungere la connessione tra le persone, l’unione, e da esse creare tutto un esercito di educatori e preparatori si pongono in linea con il complessivo processo della correzione?

Risposta: Noi siamo in questo mondo e per prima cosa dobbiamo essere connessi con il Creatore. Per questo ci connettiamo e formiamo un gruppo tra di noi. Ma così è impossibile ascendere alla spiritualità se non lo facciamo per la liberazione di tutte le anime che si trovano nell’ego.

La passione del Creatore: Fare del bene alle Sue Creature

Abbiamo raggiunto uno stato chiamato la redenzione finale. Abbiamo già iniziato a raggiungere questa rivoluzione nel passato quando abbiamo lasciato la Babilonia 1500 anni prima di Cristo fino all’anno 2014.

Domanda: In questo mondo, dov’è Abramo che ha lasciato la città di Babilonia con i suoi studenti?

Risposta: Abramo è in noi, tutto il nostro gruppo che vuole avanzare verso la dazione e la rivelazione del Creatore da sé e che si tira dietro tutto il mondo. La missione di questo gruppo si chiama Abramo.

Pensate che Abramo di cui ci parla la Torà sia il nome di una persona o di un concetto, di una missione, di una scuola, o di un movimento? Vi immaginate Abramo come un uomo vecchio con un bastone, un rivoluzionario che voleva cambiare il mondo?

Abramo è il nome di un’inclinazione, di un movimento, di un’idea, di una filosofia, di una prospettiva, e quindi egli è chiamato il padre della nazione. Grazie a questa conoscenza, a questo approccio, a questa filosofia, gli uomini possono gestire la loro vita in modo diverso – non secondo i desideri dei nostri corpi fisici ma secondo il nostro spirito che desidera ardentemente uscire verso uno spazio più grande. Noi ce lo abbiamo dentro, e dobbiamo scoprirlo e viverlo.

Domanda: Perché ci dovremmo rivolgere alle persone e insegnare loro questa ideologia?

Risposta: E’ impossibile completare la correzione diversamente. Dobbiamo attraversare lo stato in cui ci troviamo tutti nel mondo adesso, dall’anti-amore e dall’anti-dazione all’amore e alla dazione. Acquisiamo i vasi, le mancanze, i desideri, con i quali potremo poi scoprire una diversa realtà.

Domanda: Chi richiede questa correzione? E’ stata una spinta di Abramo?

Risposta: Si tratta della passione del Creatore, Egli vuole la nostra correzione! Il suo desiderio di fare del bene alle Sue creature.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2014, Conversazione sulla Divulgazione: Domande e Risposte con il Dr. Laitman)

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è il significato del vaso che abbiamo preso dagli Egizi?

Risposta: Senza di loro siamo incapaci di rivelare la Luce (il Creatore) perché tutto quello che siamo capaci di fare è di modificare l’intenzione. L’Egitto è l’intenzione per il proprio benessere.

La terra di Israele (Eretz Isarael) è un desirerio (ratzon) direttamente verso il Creatore (Yashar-El). Lo stesso desiderio che esiste in Egitto si trasforma in Israele dopo aver cambiato la propria intenzione.

Abbiamo solo un desiderio. Quando lo riveliamo all’inizio sembra come l’antica Babilonia perché tutto ci pare così confuso. E’ un egoismo enorme che mischia tutti gli stati assieme. La prima volta siamo usciti dal nostro ego grazie al metodo di Abramo, secondo il quale ci sforziamo di innalzarci al di sopra della nostra volontà di ricevere e di staccarci dai nostri stati precedenti più che possiamo.

Questo fenomeno è chiamato “Abramo”. Abramo ci guida fuori da Babilonia e ci separa dal nostro consueto egoismo corporale.

All’inizio, quando uno viene ad un gruppo, gli viene insegnato come lavorare oltre il prorio egoismo ed a connettersi con gli amici. Mentre si compie questo tentativo di raggiungere l’unità, improvvisamente uno prova una caduta terribile.

Questo è l’ingresso in Egitto: una intenzione ancora più egoista e dura. Si desidera ricevere tutti i mondi. E’ un’intenzione maggiormente egoistica e concentrata. Si desidera persino usare la saggezza della Kabbalah allo scopo di accrescere il proprio benessere personale. Questo è detto il potere del Faraone.

Se continuiamo a lavorare, il gruppo e la Luce Circostante ci influenza. Noi non percepiamo la Luce, ma notiamo le conseguenze del suo impatto su di noi. Sentiamo di essere obbligati ad uscire dal nostro egoismo, di liberarcene. Pratichiamo gli sforzi e abbiamo l’esperienza dei guai e di molti problemi che ci aiutano a staccarci dal nostro ego.

A volte cadiamo a fondo nel nostro egoismo. A volte ci stacchiamo dall’ego e ci innalziamo al di sopra di esso. Andiamo attraverso molti su e giù. Il nostro egoismo (il faraone) continua a ricevere coltpi sino a che non ci liberiamo da esso.

Il primo scollegamento dall’intenzione egoistica è chiamato l’esodo dall’Egitto. Questo è quanto speriamo di attraversare tutti assieme quando ci uniamo. Vi posso anticipare che questa Pesach che sta arrivando non sarà solo una festa comandata per noi e che noi sperimenteremo un balzo spirituale.

Cosa cambierà dentro di noi se succede questo balzo? Prima di tutto la Babilonia si tramuterà nella sensazione che siamo in Egitto, nella schiavitù, sempre all’interno del desiderio di ricevere. Tutto dipende dalla nostra percezione. In Babilonia tutti agivano entro il loro egoismo e questo era considerato normale visto che questa è la natura umana.

Ma noi non siamo più in accordo con questo stato e vogliamo innalzarci al di sopra dell’ego. Quando abbiamo provato ad innalzarci siamo passati da Babilonia alla terra di Canaan, la futura terra di Israele. Là abbiamo improvvisamente sentito che non potevamo farcela con il metodo che stavamo adottando, e che dobbiamo stare all’interno del desiderio di ricevere, altrimenti non potremo avanzare per nulla. Ovvero questo significa che siamo entrati in Egitto.

Quando comprendiamo la necessità di cambiare le intenzioni da egoistiche a tese alla dazione, iniziamo a lavorare sull’uscita dall’Egitto e continuiamo il nostro lavoro siano a che non riusciremo a disconnetterci dalle nostre intenzioni egoistiche. Lo scollegamento da queste ultime è l’uscita dall’Egitto.

Allora non siamo più sicuri di quanto dovrebbe essere fatto di seguito: ci siamo scollegati dall’egoismo, ed adesso? A questo punto iniziamo ad acquisire l’intenzione di dare che aggiungiamo al di sopra dello stesso desiderio che avevamo quando eravamo in Egitto. Ecco perché ogni comandamento che osserviamo, ogni azione di dazione, è solo un ricordo del nostro esodo dall’Egitto.

Uso il desiderio che prima era detto Babilonia, e poi Egitto, e poi si è trasformato nel Deserto del Sinai e poi finalmente è diventato la terra di Israele. Il desiderio rimane lo stesso, ma l’intenzione migliora ad ogni passo.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.04.2014, Domande e Risposte con Rav Laitman)

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Domanda: Il comandamento di “ama il prossimo tuo come te stesso” è noto in tutto il mondo. Ma qual è la sua originale interpretazione diversa da quella convenzionale?

Risposta: Essa riguarda la differenza tra Abramo e Babilonia. In Babilonia, si è accettato di tenere l’egoismo non corretto e, al tempo stesso, gridare amore. D’altra parte, il metodo di Abramo, cioè la proprietà di misericordia (Hassadim), è auto-correzione sul sentiero alla dazione in cui l’altro diventa più importante di te stesso.

Questo può essere raggiunto solo attraverso il lavoro basato sul gruppo e costruito da Abramo. A quel tempo, avendo riunito delle persone, si mise a insegnare loro l’abnegazione, l’auto-annullamento, e l’unione al punto di amore per gli altri che per se stessi. Bisogna portare avanti questo lavoro proprio nel gruppo in cui praticamente costruiamo il nostro ambiente.

Quindi, non vedo persone impegnate in questo altrove. Nelle ultime generazioni, nessuno tranne Baal HaSulam e in particolare Rabash, ha scritto circa la necessità decisiva dell’unione e della garanzia reciproca.

Creare diverse religioni e credenze, i cerchi e le organizzazioni che predicano l’amore per l’altro facilita la correzione dell’ egoismo o semplicemente instilla questi o quegli attributi collettivi? Per esempio, anche la Germania nazista unì le persone.

Quindi, la questione è il tipo di unione di cui stiamo parlando.

Abbiamo una metodologia che consente alla persona di unirsi alle altre, dare se stesso all’ambiente al fine di rivelare la dazione reciproca e l’amore per il bene di tutta l’umanità, non solo una parte di essa che si difende da fascisti o dai metodi protezionisti – e, in definitiva, realizzare una forma astratta assoluta della dazione e dell’amore, in altre parole, portare appagamento al Creatore.

È possibile trovare una grande quantità di materiale on-line riguardo l’amore per l’altro. Tutti ne parlano, senza menzionare Israele e Abramo, come se fosse una loro invenzione personale o la caratteristica della loro religione. Quando l’egoismo copre gli occhi, la gente non capisce la profondità della questione, non conosce la storia, e afferma di conoscere la verità. Non c’è niente che tu possa fare al riguardo.

Da parte nostra, ci basiamo già sul metodo di Abramo. Egli scoprì l’amore per l’altro e per se stessi e, dopo essere usciti da Babilonia, adottò questa metodologia. Poi, Mosè lo ha sviluppato per mezzo dell’unione sul Monte Sinai, e così via. In generale, stiamo parlando del compito del popolo di Israele, sulla sua fondazione. È stato originariamente formato in questa base. Se non ci fossero state le fondamenta, non ci sarebbe stata nessuna nazione.

Tutte le altre nazioni sono venute in essere, naturalmente, ma Israele non è “un popolo” in questo senso. Non è tra le altre nazioni, perché è fondata sulla dazione, sull’amore per l’altro e per se stessi, separati dalla realtà del nostro mondo. Israele è il popolo che è collegato dal desiderio di trovare tra loro la dazione e l’amore, e elevarsi su questo amore al di sopra del loro desiderio egoistico. Non c’è nazione di Israele senza queste fondamenta. In altre parole, non può essere chiamato “un popolo” mentre è in esilio dal mondo spirituale.

Gli ebrei in Egitto non erano una nazione fino a quando sono venuti fuori dalla schiavitù e accettato i mezzi che hanno permesso loro di vivere come un uomo con un solo cuore, in garanzia reciproca. Solo allora essi diventarono un popolo. Oggi, non sono ancora un popolo, ma una raccolta di esuli.

Non è un caso che nel corso della storia gli ebrei si siano così preoccupati per l’educazione. Vogliamo inoltre stabilire il metodo di educazione circolare in mezzo a noi e poi passarlo a tutta la nazione e al mondo intero. C’è solo una ragione: essa non esiste senza la nazione.

I concetti stessi di “persone”, “paese”, e la “società” tra gli ebrei hanno seguito l’educazione. Prima che Abramo educasse-insegnasse a coloro che sono fuggiti con lui da Babilonia, essi non erano un popolo. Dopo tutto, è necessario disporre di “colla” che connetta la gente in uno; altrimenti sono estranei gli uni verso gli altri. È l’educazione sul principio dell’amore per l’altro e per se stessi che li riunisce in un gruppo unico o una nazione unificata. Naturalmente, si tratta di un popolo unico, diverso da tutti gli altri. Essi sono uniti in base alle condizioni del nostro mondo, e al fine di unire, Israele deve accettare le condizioni del mondo spirituale.

Questa è l’origine della sua completa opposizione nei confronti del resto del mondo in termini di istruzione e l’essenza dell’amore per l’altro. Se gli altri sono disposti a distribuire questo principio alle loro nazioni, Israele non può essere limitato a se stesso, perché questo non è amore così come dovrebbe essere. Inizialmente dobbiamo essere consapevoli dello scopo della creazione e portarlo al mondo. In caso contrario, invece dell’amore, ci sarà “l’ego delle persone”, “l’ego nazionale”, o, come si dice oggi, “orgoglio nazionale”, che è una sciocchezza. Israele non può avere nulla di tutto questo. Deve limitare il suo ego e connettere valori spirituali superiori ad essa, invece di vantare le sue differenze nelle questioni di questo mondo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 03.06.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Adamo fu la prima persona a rivelare l’ordine delle azioni che conducono al successo spirituale. Egli trasmise questa saggezza ai suoi discepoli “di bocca in bocca”; ed ognuno può aggiungere i suoi amici (Baal HaSulam, “L’insegnamento della Kabbalah e la Sua Essenza”).

Uno: il Creatore è Uno, tutta la realtà è inclusa in Lui in tutti i tempi; tutto scaturisce da Lui, Egli è perfetto a prescindere dall’apparente imperfezione della creazione. I Kabbalisti chiamano questa indagine “Uno”.

Abramo stabilì le basi di questa indagine nel suo Libro della Creazione, egli giunse alla conclusione che non ci sono due differenti autorità del bene e del male, ma piuttosto tutto è governato solo dal bene (Baal HaSulam, “Il Carattere della Kabbalah”).

Il Libro dello Zohar, Prefazione (abbreviata)

1.Abramo è la radice della misericordia nelle anime. Ecco perché ha corretto l’anima comune (Shechinà) e l’ha resa idonea al riempimento della Luce della Misericordia.

Ma se la Luce della Misericordia (Hassadim) fosse stata nelle anime dei discepoli di Abramo (“la gente di Israele”, il gruppo che creò), essi non avrebbero potuto esercitare il loro desiderio di ricevere piacere. Ecco perché la Luce della Misericordia non portò a compimento il Pensiero della Creazione. Questo perché l’idea più importante dietro il Pensiero della Creazione è di soddisfare le creature specificamente ricevendo il riempimento da Lui.

2. Questa è la ragione per la quale Abramo (la proprietà della dazione) diede vita ad Isacco (la proprietà della ricezione). Come risultato della correzione di Abramo, Isacco scoprì l’esistenza di un’anima comune che era in uno stato di completa perfezione, riempita di Luce di Misericordia. Allora egli sentì il suo desiderio di ricevere l’intera perfezione che era stata predeterminata dal Pensiero della Creazione.

In altre parole, Isacco risvegliò in lui il desiderio di ricevere dal Creatore con l’intento di dare, il che significa che il desiderio di ricevere emerge solo a causa del desiderio di Colui che da; se Colui che da non lo avesse desiderato, l’anima non avrebbe posseduto neppure il più piccolo desiderio di ricevere niente da Lui.

Questo tipo di ricezione con lo scopo di dare è considerato dazione, poiché è una qualità che non è supportata dall’egoismo. Esso ha completamente corretto il desiderio generale (Shechinà) per ricevere la totalità dell’abbondanza che era stata programmata al tempo della creazione.

3.Tuttavia, poiché il mondo non era pronto per la completa correzione, il malvagio Esau apparve e corruppe il processo della correzione.

Esau non seguitò “a ricevere unicamente con lo scopo di dare” come per la correzione di Isacco; egli peccò, ricevendo “per il proprio beneficio”. Anche quando egli riuscì a capire che Colui che da non voleva che lui ricevesse, egli continuò a ricevere piacere per il suo beneficio ed ecco perché le Klipot “si legarono” a lui.

Poiché Giacobbe era conscio del “difetto” di Esau, egli corresse l’anima nella proprietà della trepidazione. Ecco perché si dice: “la sua mano che afferra il calcagno di Esau”. Come risultato, le correzioni di Abramo ed Isacco furono unite e non furono commesse trasgressioni.

4. Ma questa correzione non fu finale poiché essa risultò dalla paura del peccato che proviene dal “Calcagno di Esau”. Quando la completa correzione ha luogo, la paura del “Calcagno di Esau” viene annullata e la trepidazione appare dalla grandezza del Creatore. La paura di Giacobbe serve a correggere tutte le generazioni del popolo di Israele finché non viene raggiunta la correzione completa.

5.Tutti devono attraversare la correzione e facendo ciò, percepiscono l’anima creata dal Creatore. Questo significa ottenere le “qualità degli avi”.
Solo dopo l’acquisizione di simili proprietà, la correzione dell’anima comincia; si eleva dallo stesso dallo stesso posto che Giacobbe lasciò per noi, cioè elevando la trepidazione ad un grado in cui essa dipende unicamente dalla grandezza del Creatore. Successivamente, la Luce Superiore viene attratta attraverso questa elevata proprietà della trepidazione per guidarci verso la completa correzione.

6. La ragione di tutte le afflizioni che emergono in questo mondo è esclusivamente di correggere il desiderio di ricevere nelle anime, in maniera tale che esse siano pronte a ricevere tutta l’abbondanza inclusa nel Pensiero della Creazione.

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