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L’acqua, la base della vita

Domanda: Perché colleghiamo l’acqua alla vita? Che cos’è questa qualità speciale, l’acqua?

Risposta: L’acqua è la base della vita. E’ un componente integrale di tutte le sostanze e il componente principale del nostro corpo, per peso, volume e importanza. In generale, tutto ciò che ci circonda è praticamente una proprietà dell’acqua.

Anche sulla luna e su Marte, stiamo principalmente cercando l’acqua.  Questo è considerevole e significativo dato che ogni altra cosa si basa su di essa.

Le proprietà speciali dell’acqua comprendono il punto di gelo, di rugiada e di bollitura. Grazie a essi, la vita si preserva sotto il ghiaccio e il congelamento avviene con andamenti molto interessanti.

L’acqua contribuisce al miglioramento della salute. Fin dai tempi antichi,  si conoscevano acque minerali speciali potabili.  Duemila anni fa, Avicenna disse che la salute umana fosse direttamente collegata all’acqua che si beve.

In quegli anni, quando non eravamo ancora così disconnessi dalla natura, e non usavamo vari aggiuntivi chimici, l’acqua era di grande importanza. Quindi, le acque minerali erano il mezzo più potente di guarigione per una persona.

Ci laviamo con l’acqua ed è così che introduciamo un nuovo programma di wellness dato che l’acqua porta un grande quantità di informazioni. Siamo tutti nell’acqua. Anche l’aria che ci circonda è un tipo di struttura acquea.

 

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From KabTV’s “Close-Up. The Secret of Life” 7/13/11

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Il pensiero è materia

Domanda: L’eminente neuroscienziato russo e pioniere della psicologia oggettiva Vladimir Bekhterev ha dichiarato che l’uomo è immortale. Egli riteneva che ciò potesse essere dimostrato in modo puramente logico per la semplice ragione che il pensiero è materia e, di conseguenza, significa che influisce sulla materia.

Cosa dice la Kabbalah a questo proposito?

Risposta: La saggezza della Kabbalah è assolutamente d’accordo con lui. Il fatto è che il pensiero è materia così come tutto il nostro mondo è materia e come anche il mondo spirituale è materia.

Cioè, la materia è desiderio. Il desiderio funziona da sé, che sia per assorbimento o per emanazione non ha importanza, ma è materia. Non c’è nulla che non sia materia. Il nostro pensiero e il nostro desiderio sono materiali quanto ciò che percepiamo come natura inanimata, vegetativa e animata. Dopo tutto, la materia può manifestarsi sotto forma di forze e di onde.

Se scaviamo più a fondo nella materia, allora ci sono solo onde lì. Dietro le onde, iniziamo a sentire che non c’è altro che un pensiero. Su questo pensiero, le nostre idee materiali su di esso si addensano gradualmente sotto forma di ammassi di materia.

Sembra che questa materia si stia sviluppando, ma non è essa stessa a svilupparsi, bensì il pensiero che è al suo interno. Nelle fasi di sviluppo del pensiero, il pensiero comincia a manifestare se stesso come azioni della materia sotto forma di forze, trasformazioni meccaniche di ogni tipo e così via. Ma tutto questo è un pensiero.

 

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Da KabTV’s “Primo piano. Segreti di immortalità” 7/1/11

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Il cervello è il pensiero che riempie l’universo intero

Commento: “Penso, o è qualcun altro che pensa per me? Vivo, o sono controllato da qualcun altro?” Queste sono le domande che si pongono numerosi scienziati.

Oggigiorno, l’ipotesi che la coscienza esista indipendentemente dal cervello, viene sostenuta dagli psicologi olandesi moderni, che affermano che la materia pensante in realtà non esista affatto. E gli scienziati britannici affermano che il cervello, come qualsiasi altro organo, consista di cellule e che non sia in grado di pensare.  Funziona come un dispositivo che semplicemente rileva i pensieri.

Nel 1935, nacque un bambino a New York, che visse per 27 giorni, piangeva, si comportava come tutti i neonati, e solo dopo la sua morte, i patologi scoprirono che non aveva un cervello.  Com’è possibile?

La mia risposta: Non sappiamo che cosa sia il cervello.  Non sappiamo dove sia localizzato. In pratica, si estende per tutto  il corpo, dato che ogni cellula deve sapere cosa fare e come interagire con l’organismo intero.

Il corpo è un meccanismo che deve ricevere segnali, implementarli e dare una risposta, una risposta sull’esecuzione.  Ovvero, il cervello dovrebbe essere praticamente ovunque, in ogni cellula, in ogni momento.

Il cervello è un campo che esiste in noi, intorno a noi.  Non si può neanche dire “in noi  o intorno a noi” perché questa è una realtà completamente differente, una dimensione diversa.  È il pensiero che riempie e circonda l’universo intero, l’universo intero.

Anche gli astrofisici e gli astronomi dicono che il nostro universo è un pensiero.  Sentono che nella conversazione delle stelle, nell’intero vasto volume dell’universo, nell’accumulo di corpi apparentemente  completamente privi di vita, ci sia un pensiero, una melodia, una trasmissione di un’enorme quantità di informazioni sul passato, presente, futuro e non a livello di masse inanimate, ma a un livello completamente diverso, interiore che, sfortunatamente, non rivestiamo, non comprendiamo.

Quindi, ogni tentativo di comprendere il funzionamento del cervello, in linea di principio, non porta a grandi successi, dato che il cervello è la parte esecutiva.  È ciò che cattura i segnali che ci circondano, interagisce con essi e li converte in istruzioni molto esteriori, molto primitive, per il nostro corpo. Nulla di più.

Siamo esseri totalmente inconoscibili a noi stessi, non ci conosciamo. Sentiamo semplicemente il nostro corpo, senza sapere chi siamo realmente.

Perdipiù, non conosciamo il sistema che ci controlla e che ci lega tutti in una singola forza di controllo. Il cervello è lì.

Domanda: Da dove provengono tutti i segnali?

Risposta: Che cosa significa “provengono”? Siamo all’interno di questo sistema, nello stesso volume.  E sentiamo noi stessi nella forma animale, di un corpo materiale, con la sua parte esecutiva, che comprende il nostro cervello.

 

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From KabTV’s “Close up. Dissenting Opinion” 8/29/10

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Dobbiamo continuare a vivere

Commento: In uno dei video sulla perdita di una persona cara, hai detto che bisogna continuare a vivere e accettarlo, e che si può persino provare gioia nella vita nonostante il fatto che una persona cara sia scomparsa.

Tanya ti scrive: “Avendo perso un figlio di 25 anni, come madre, posso continuare a vivere, a godermi la vita? Per me personalmente, la vita è finita, esisto semplicemente, non c’è gioia. Prima, tutti i miei amici erano invidiosi di quanto fossi gioiosa, sorridevo sempre. Tutto è finito 5 anni fa. Sto vivendo e aspettando il momento di incontrare il mio prezioso figlio.”

Risposta: Penso che non dovresti vivere così, puoi provare a sentirlo anche adesso, nello stato in cui ti trovi. Non importa se siete in mondi separati. Significa che devi cercare di elevarti un po’ al di sopra di te stessa e inizierai a sentire che questo tuo amore e il tuo atteggiamento verso tuo figlio ti portano al livello in cui tu puoi sentirlo. E’ soprannaturale, ma in generale, è normale. Dobbiamo solo spingere un po’ i limiti della nostra percezione.

Domanda: Stai dicendo che non ci sono barriere?

Risposta: Non ci sono barriere. E’ solo nelle tue sensazioni.

Domanda: Se viene data ad una persona, significa che può se vuole, superare questa barriera?

Risposta: Senza alcun dubbio, può.

Domanda: In altre parole, non ci vengono dati ostacoli che non possiamo superare?

Risposta: Corretto. L’uomo è creato in modo che possa raggiungere il suo sviluppo spirituale più alto, dove non ci sono barriere e tutti i suoi desideri sono realizzati positivamente.
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Da KabTV “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 25/10/2021

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Perché usiamo solo il 2% del cervello?

Domanda: Perché, nonostante il desiderio di realizzarci, usiamo solo il 2% del cervello e il 98% rimane, per così dire, libero?

Risposta: Il fatto è che non ci conosciamo. Usiamo il 2% del cervello poiché serve soltanto alla nostra parte animale. E non appena inizieremo a rivelare la nostra parte spirituale, la nostra anima, lo svilupperemo, avremmo bisogno di tutto il 98% rimanente.

In principio, abbiamo enormi riserve di memoria e proprietà interne. Semplicemente non riusciamo a immaginare quanto ognuno di noi abbia infinite possibilità, ma non vengono usate nel nostro mondo.

Immaginate un semplice contadino, che viveva in un paese cent’anni fa, che allevava le mucche ed esisteva a quel livello. Non aveva la tv, la radio, nulla.

E ora questo contadino si è sviluppato, vive a Manhattan, lavora per una grande azienda, viaggia per il mondo, vede, sente, comprende e usa ogni cosa. Il suo cervello funziona in maniera diversa da quel pastore di cui il cervello era allo stesso livello delle mucche che pascolavano.

Ciò significa che il cervello lavora in funzione del desiderio. Quindi, se i nostri desideri vengono sempre elevati al livello del Bore, allora, naturalmente, il cervello aprirà le sue riserve. Allora anziché il due percento, useremo molto di più.

Nell’umanità, esiste anche il desiderio di esplorare i cervelli delle grandi menti per vedere cosa avesse di così interessante. Non riusciamo a comprendere poiché non sappiamo che il cervello si innesca secondo i desideri. E quando una persona muore, i desideri scompaiono.

Quindi non capiamo perché i loro cervelli funzionassero in maniera speciale. Dopotutto, i loro desideri lanciarono enormi strati di subconscio, analisi e memoria.

 

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From KabTV’s “Close-Up. Individualist” 1/15/10”

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L’età non è un ostacolo

Commento: Per essere felici, una persona non ha bisogno di pensare molto. Può prendersi cura di se stesso e della propria salute in modo adeguato, e questo basterebbe. E poi, può andare ed esplorare altre cose.

Risposta: Basato sulla scienza della kabbalah si può assolutamente capire chiaramente che una persona può andare dall’equilibrio interiore a quello esteriore, e vice versa attraverso una corretta interazione esterna con gli altri si può arrivare alla pace interiore e all’equilibrio.

Domanda: Quindi l’età non è un ostacolo qui?

Risposta: L’età non è affatto un ostacolo. Assolutamente no! Tutto dipende solo da come una persona percepisce se stessa e il mondo che lo circonda. L’anima è immortale, e pertanto il corpo non dovrebbe avere il controllo su di noi.

 

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Dalla trasmissione di KabTV  “Meetings with Kabbalah” 7/29/21

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Stato di libertà

Domanda: Nella storia dell’umanità, ci sono milioni di detti e numerose caratteristiche qualitative di cosa sia la libertà, così come un milione di aspirazioni di persone a trovarla e milioni di illusioni di averla raggiunta. Voltaire ha scritto: “ E’ difficile liberare sciocchi dalle catene che venerano.”

Potrebbe descrivere alcune caratteristiche dello stato di libertà?

Risposta: La libertà dall’egoismo è libertà nel senso più generale del termine. Questa è libertà da me stesso quando niente in me detta cosa dovrei essere.

Quando questo si realizza nelle sensazioni di una persona, inizia a sentirsi libero, cioè, distaccato da qualsiasi limitazione in cui esisteva precedentemente. Nei suoi pensieri, comincia a capire cosa significa non agire egoisticamente, al di sopra dell’egoismo.

Domanda: Possiamo dire che la morte è un limite per una persona?

Risposta: Non direi che succede qualcosa nella morte. Abbiamo molta paura della morte e pensiamo che questa sia la pietra angolare del nostro sviluppo, dopodichè tutto sarà diverso o qualcos’altro. Non credo che dovremmo esserne particolarmente colpiti da questo. Il fatto di passare attraverso la morte non da nulla.

Domanda: Non c’è interdipendenza tra la libertà e la morte?

Risposta: No. C’è un’altra morte in mente, la morte dell’egoismo, non la morte del corpo animale.

Domanda: E’ possibile che l’egoismo muoia, non esista?

Risposta: L’egoismo non muore. Una persona deve elevarsi al di sopra, dominarla, e solo poi, neutralizzando l’egoismo, sarà possibile raggiungere  la comprensione di cosa sia la morte.

Domanda: Cosa dà questo a una persona e a tutto il popolo?

Risposta: Libertà dall’egoismo.

Domanda: Avranno tutti un sentimento comune?

Risposta: Si. Al di sopra dell’egoismo.

Domanda: Allora ci sarà qualche nuovo lavoro, un nuovo movimento, un nuovo sviluppo?

Risposta: Elevarsi al di sopra dell’egoismo.

 

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Dalle trasmissione di KabTV “Kabbalah Express” 6/13/21

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La reincarnazione digitale ci renderà immortali?

Domanda: L’industria cinematografica ha imparato a rianimare gli attori di Hollywood. I musicisti deceduti salgono sul palco sotto forma di ologrammi. La compagnia Microsoft ha ottenuto il brevetto per la realizzazione di una chat-bot interattiva, la quale riproduce il dialogo per conto di qualsiasi persona, anche defunta. Questa tecnologia si chiama reincarnazione digitale.

L’idea dell’immortalità digitale consiste nel fatto che il vero “io” non è il mio corpo, ma i dati e le informazioni che possono essere separate dal corpo e conservate in qualche altra forma.

Questo vuol dire che si sono avvicinati a questa sensazione, la sensazione dell’immortalità?

Risposta: No. la percezione dell’immortalità è totalmente un altro campo. Hanno preso la persona, estratto i suoi movimenti, il carattere e adesso possono manipolarlo.

Dopo aver registrato tutto questo l’hanno elaborato, suddiviso in diversi bit, in quadratini e frammenti, e da qui possono costruire qualsiasi immagine. Possono prendere Pollicina e farne una Befana. Tutti quanti ci troviamo in questi ologrammi. Ovvero il mondo è realmente illusorio.

Commento: Il mondo desidera davvero arrivare allo stato di immortalità.

Risposta: A quale scopo? Nella condizione attuale in cui viviamo? Io, al contrario, proietterei da tutti questi ologrammi un’immagine tale che tutti vorrebbero addormentarsi.
E basta! Si starebbe così bene, nella tranquillità. Sarebbe un pianeta perfetto.
E’ scritto “ Il sonno dei peccatori è a loro vantaggio”.

Commento: Per favore ci potrebbe dire cos’è per lei l’immortalità?

Risposta: E’ un’ascesa sopra il livello della morte, una scalata al di sopra della nostra vita che è considerata anche peggiore della morte. La kabbalah reputa la nostra vita come la più bassa forma di esistenza che non è nemmeno degna di disprezzo.

Commento? E’ questo il nostro mondo?

Risposta: Sì, dobbiamo iniziare ad elevarci al di sopra di esso e fare di noi un vero film. Ognuno dovrebbe iniziare ad interpretare un giusto personaggio, un’immagine superiore, la più alta, più positiva, che abbraccia tutto il mondo.

Commento. Dovremmo proprio giocare?

Risposta: Certamente, giocare! Perché noi non siamo questo! Devo giocare esattamente quel ruolo che voglio vedere in me, nel quale voglio vedere me stesso! Immettermi in questo ruolo, impregnarmi in esso e mostrarlo a tutti! E in questo modo trasformeremo questo mondo da gioco in un mondo reale.
Dopotutto, se tutti giocano, allora il gioco si trasforma in realtà.

Commento: Cioè, comincio a percepirlo come una verità?
Risposta: Certo! Io vengo preso in considerazione e prendo in considerazione anche gli altri, e a questo punto non c’è nessun separazione tra noi, questa è una verità oppure una finzione. Giochiamo, tutto il tempo noi giochiamo. E in questo modo attiriamo a noi la luce superiore, una particolare energia mondiale, cosmica, la quale farebbe di noi esattamente questo tipo di persone!

Commento: Il nostro ruolo attuale è abbastanza chiaro; siamo quel che siamo. Vediamo cosa siamo.

Risposta: Anche questo non è il vero noi! Anche questo ci è stato imposto. E proprio questo che dobbiamo rilevare, che con noi giocano, che il nostro egoismo ci governa. Tutto questo è presunzione e così via, non siamo realmente noi.

Domanda: Ovvero, ciò che c’è dentro di me: orgoglio, presunzione, superiorità nei confronti degli altri, non sono io?

Risposta: Tu non hai neanche l’idea di chi sei tu!
Domanda: E chi dovrei interpretare?

Risposta: Te stesso come un uomo giusto. Il giusto è colui che giustifica tutti. Tutti in assoluto. Cioè percepire che tutto quello che c’è al di fuori di me è il bene assoluto. E allora entri in una situazione molto interessante!

Domanda: Ma come posso giustificare un molestatore, un diffamatore?

Risposta: No, no, questo non si discute nemmeno. Bisogna semplicemente farlo. E scoprirai che non esiste nessuna violenza e cose simili, non esiste niente di tutto questo. Tutto questo ci viene trasmesso attraverso le nostre proprietà distorte.

Domanda: E’ il mio ego che inverte tutto?

Risposta: Sì. Per questo è un argomento molto interessante.
Domanda: Tutta l’umanità dovrebbe iniziare a condurre questo gioco? O tutto comincia da un piccolo gruppetto?

Risposta: Naturalmente, da un piccolo gruppo come al solito. Ma in pratica, dovrebbe già diffondersi.

Dobbiamo capire che se non cerchiamo di cambiare noi stessi, finirà male. Voglio dire che accadranno cambiamenti così irreversibili nell’umanità che la risveglieranno tra altri numerosi millenni.

Domanda: Se non ci sforziamo di giocare alla parte del giusto?

Risposta: Sì.
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Tratto dal programma televisivo “Notizie con Michael Laitman” 10.05.2021

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Domanda: Cosa rimane dopo la morte?

Risposta: Nulla scompare nell’universo. Semplicemente smettiamo di percepirci come esistenti nel corpo fisico e iniziamo a percepire una forma diversa.

Domanda: Cos’è il nostro mondo, un’illusione o una realtà?

Risposta: Qual è la differenza? Un’illusione è qualcosa che prima pensavamo fosse reale e poi all’improvviso si è rivelato l’opposto, qualcosa di immaginario. Ma può anche avvenire il contrario. Non c’è differenza. Non possiamo distinguere l’uno dall’altro; non abbiamo niente con cui confrontarli.

Domanda: Quindi non c’è l’obiettività?

Risposta: Certo che no. Non possiamo elevarci al di sopra di noi stessi e iniziare a sentire l’universo. Pertanto, non possiamo parlare di cose che accadono al di fuori del corpo, al di fuori della vita e della morte.
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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 01/09/2020

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La dipendenza dell’anima individuale dall’anima comune

Domanda: Quali sono i limiti dell’anima individuale come parte dell’anima comune? Come si esprime la sua dipendenza dall’anima comune?

Risposta: Un’anima individuale si sviluppa solo fino al volume necessario per il suo ripristino nell’anima comune. Se prendiamo un’anima individuale, femmina o maschio, vedremo che le fasi del suo sviluppo avvengono sempre nel quadro generale dell’anima di Adamo e non in altro modo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 16/09/2018

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