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Chi sei tu, Adamo?

Adamo è l’ anima collettiva, creata dal Creatore nella parte interna dalla parte esterna: il mondo spirituale. La rivelazione dell’AHP, i desideri egoisti, ha portato alla caduta dello stato iniziale dell’anima, GE, poiché ha ricevuto per l’ auto-gratificazione.

Il risultato è stato la frammentazione dell’ anima, dopo la quale ognuno di noi porta la sua parte, che ha bisogno di essere connessa con tutti gli altri nel forte desiderio di “amare gli altri come amo me stesso”. Questo si fa nel gruppo, l’ attributo comune della dazione.

Adamo fu il nome del primo uomo che circa 5770 anni fa raggiunse il Creatore, la proprietà collettiva della dazione (questa è stata la ragione della nascita annuale del calendario ebraico). Dopo di lui, anche tutti noi dobbiamo raggiungere il Creatore in un limite di 6000 anni.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.08.2010, “Introduzione al libro Panim Meirot uMasbirot)

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La piramide del mondo

I desideri di tutte le anime formano una comune struttura, ma non omogenea, e divisa su molti livelli, in ogni possibile forma: secondo le Sefirot: 3 linee e 12 parzufim.

Tutti i desideri raggiungono alla fine la somiglianza con il Creatore, ma ognuno in conformità colla sua fonte, ossia “Aviut“, la grandezza del desiderio.

Tuttavia la grandezza del desiderio si valuta non per la quantità ma per la qualità. Come nei quattro stadi della luce diretta, lo stadio che segue non si distingue per essere 10 volte più grande, ma perché uno desidera ricevere, l’ altro desidera dare, il terzo ricevere per dare, il quarto desidera ricevere per sè, e poi correggersi.

Ossia il grado del desiderio, il suo “aviut“, si valuta non per la quantità del desiderio, ma per la sua capacità di sentire e capire, compresa la sua posizione rispetto alla luce. Più il desiderio si sente opposto alla luce, più è grande il suo aviut. Questa valutazione è puramente qualitativa.

Più grande è la differenza che il desiderio sente colla luce, più presto si risveglia per eliminarla. Esso non è in grado di sopportare questo divario.

Perciò il gradino della riparazione corrisponde a quello della corruzione, il sentimento della propria separazione dalla luce, la “rozzezza” (aviut) del desiderio. Più pesante è il distacco, più grande è il sentimento del legame con l’ alto. Com’ è detto: “Colui che è il compagno più grande, possiede il più grande egoismo”.

Durante il processo di correzione attraversiamo diversi stadi, e una parte di loro dipende dall’aviut del desiderio ed un’ altra parte no. Si sviluppano a volte le une, a volte le altre , come un embrione al quale, a tempi alterni, si sviluppano il cervello, le estremità, gli organi interni.

Tutta la creazione si sviluppa come un enorme embrione, poi c’è lo svezzamento ed infine la maturità. E anche gli uomini nella creazione si sviluppano seguendo le stesse tappe.

Stando al desiderio che noi abbiamo oggigiorno, tutte le anime si suddividono in: Israele (Iashar-el “direttamente al Creatore”), quelle nelle quali si è risvegliato il desiderio (reshimo, il gene dell’ informazione) della riparazione, e “i popoli del mondo”, quelli nei quali questo reshimo non si è ancora risvegliato.

Va da sè che ciò avverrà anche in loro, ma per ora non c’è. Questa divisione è relativa e può cambiare in ogni momento.

La parte interna è la più importante e Israele, ossia quelle anime che si sono già risvegliate per la correzione, si chiama parte interna del mondo, infatti tramite loro la luce si riversa in tutti gli altri desideri.

Secondo la legge della corrispondenza inversa della luce e del desiderio, la luce entra nel sistema tramite i desideri più delicati, G”E superiore. E in seguito da esso si estende verso il basso, e da lì ancora più in basso, fino a riempire poco alla volta tutti i desideri secondo i vari livelli: “ibur – ienika – mokin” (embrione – alimentazione – maturità).
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(Dalla lezione sull’articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona”. 12.12.2010)

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Se tu non ti svegli, domani tutto il mondo sarà addormentato

Al principio, una persona cresce come un embrione all’interno dell’utero di sua madre, fino ad ora, nel livello “inanimato”, essa semplicemente annulla se stessa. Quindi, diventa come un piccolo bambino che esiste affianco ad un adulto e questo è il livello “vegetale”. Dopo di che, la persona è adulta, che è il livello “animato”.

Tutti questi livelli sono organizzati dalle forze della natura, il che significa che non abbiamo bisogno di sforzarci per evolvere, poiché la natura, diventa la forza ed il desiderio di crescere in noi dall’interno. In altre parole, questo solleva una richiesta per lo sviluppo, MAN (Mayin Nukvin, acque femminili) in nostro favore e questa ci sveglia per conto proprio.

Il Creatore (la Natura) agisce in due direzioni. Dall’interno, l’embrione si sforza per svilupparsi ed annullarsi in relazione a sua madre e dall’interno, l’organismo della madre alimenta l’embrione e non lo tratta come un oggetto estraneo. Ambedue sono spinti dall’istinto di base, l’amore reciproco dell’adulto verso il bambino e del bambino verso l’adulto.

Nel livello animato, ad un’età più matura, dobbiamo ancora annullarci nella relazione dell’uno verso l’altro, con il fine di imparare dagli altri. Comunque, ancora una volta, tutto questo è controllato dagli istinti.

In quanto allo sviluppo dell’anima nel livello del parlante, il livello Umano/Adam (Adam o Domeh in ebraico), lo stesso uomo deve iniziare l’elevazione del MAN, la preghiera per la correzione. In altre parole, deve essere un desiderio che viene dall’uomo stesso.

Riceviamo dall’alto il punto iniziale di questo primo desiderio come parte del Creatore, che è il nostro “punto nel cuore”, datoci dall’Alto, insieme a tutti gli altri strumenti necessari, dai testi kabbalistici, al maestro ed al gruppo. Usando questi strumenti correttamente, abbiamo bisogno di acquisire il desiderio per la richiesta di equivalenza con il Creatore (la forza P1 viene dal Creatore e la P2 deve venire da te).

Ho un desiderio di evolvere, ma sono incapace e non capisco perché e come farlo. Tutto quello che mi è nascosto, ancora da ricercare, me lo da il gruppo, l’ambiente. Per questo, l’anima collettiva si è frammentata.

Includendo tutti al tuo punto nel cuore, riceverai il potere necessario per l’azione. Il tuo punto nel cuore è appoggiato dal gruppo e se ricevi la sua assistenza, sarai capace di elevare MAN al Creatore (che in verità risiede anche nel gruppo).

Come risultato, riceverai una risposta dal Creatore, MAD (Mayin Duchrin, acque maschili), la forza dello sviluppo, la Luce che Riforma. Non importa dove lavori tutto il giorno, quello che importa è dove sono i tuoi pensieri, visto che lì sei anche tu.

Tuttavia, i tuoi pensieri possono essere definiti con l’aiuto dell’ambiente. Pertanto, ricordiamoci di fare il nostro sforzo migliore per assicurarci che nessuno di noi si dimentichi, neanche per un istante, che dobbiamo essere connessi, così ci svegliamo reciprocamente.

Realizziamo questo desiderio ed attiriamo ad esso, insieme a tutti i nostri amici di tutto il mondo, la Forza Superiore, il Creatore. Forziamolo in modo che ci aiuti a pensare soltanto all’unità, solo alla responsabilità mutua, l’Arvut.

Se non ti svegli, nemmeno gli altri si sveglieranno, e se gli altri non si svegliano, domani io stesso, rimarrò addormentato durante la lezione. Non c’è modo di uscire da questo, a meno che non ci prendiamo la responsabilità di fornire il desiderio di base, avendolo ricevuto dal gruppo e con esso, fare appello al Creatore.

Tutto quello che la natura fa con l’embrione, il bambino, e con qualsiasi creatura vivente di questo mondo, spingendoli verso la crescita, noi dobbiamo compierlo con il nostro libero arbitrio e consciamente, iniziare la nostra evoluzione.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23 Novembre 2010, Baal HaSulam, Corpo e Anima).

L’immagine olografica dell’anima

Il Creatore esige che le nostre anime si uniscano. La distanza tra noi ed il sentirci come estranei, costituiscono una corruzione totale. La correzione, d’altra parte, risiede nel percepire noi stessi come le parti di un corpo unico. Tuttavia, non è sufficiente percepirci come parti di un organismo che lavora unito.

Devo incorporarmi in tutti e loro devono incorporarsi in tutti gli altri e così all’infinito! È come un’immagine olografica, nella quale ogni elemento contiene tutte le altre in sé.

Non possiamo ancora immaginarla a livello sensoriale, perché siamo opposti a questa immagine. Dentro di noi, la frammentazione dei vasi ha dato come risultato la sensazione di essere separati l’uno dall’altro. Non possiamo neppure capire come sarebbe possibile incorporarci agli altri, che non esista un “io” che si unisce agli altri e diventi un tutt’uno.

Quando i nostri punti nel cuore si uniscono, questa realtà illusoria di corpi fisici svanisce; restano solo i nostri desideri. Quanto più appropriatamente ognuno di noi cerca di immaginare la nostra unione, tanto più vicini saremo alla vera immagine della realtà che è l’unica ad esistere. Dobbiamo solo avvicinarci e rivelarla. In questo modo saniamo gradualmente tutte queste illusioni materiali che ci avvolgono.

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