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Il futuro appartiene a leaders femminili?

Commento: Secondo la classifica sulla resistenza al Covid di Bloomberg, Finlandia, Svezia, Danimarca, Norvegia e Bangladesh sono tra i paesi più resistenti alla pandemia. Tutti questi paesi hanno in comune il fatto che i loro primi ministri sono donne.

Alcuni suggeriscono che le donne leader abbiano qualità che danno loro dei vantaggi soprattutto in situazioni di crisi, come sapere ascoltare, capacità di mediazione, genuino pragmatismo, resistenza ai conflitti, oltre a saper essere parsimoniose. Si suggerisce inoltre che le donne leader lavorino meglio in situazioni di crisi rispetto alle loro controparti maschili e, in questa crisi,  hanno dato la priorità all’assistenza sanitaria rispetto all’economia. Ultimamente hai parlato sempre di più del fatto che una donna può guidare il progresso dell’umanità.

La mia risposta: Sì, lei può guidare il progresso.

Anche Dio è maschile; ha paura delle donne, come tutti gli uomini.

Domanda:“È meglio non scherzare con loro”. È questo che sta dicendo?

Risposta: Sì.

Domanda: Le donne hanno davvero delle qualità così speciali?

Risposta: Sono capaci. Sono in conflitto tutta la vita con le persone che le circondano, con le altre donne, con i bambini, con i mariti. Devono gestire tutto: la casa, il lavoro…

Un uomo lascia tutto alla donna e va da qualche parte in politica, verso qualche lavoro che non serve a nessuno. Questi lavori stanno decadendo e sono in crisi. Per una donna, invece, tutto rimane com’era – lavoro, casa, figli – oltre a questo, lei dà la vita e nutre.

Quindi una donna è davvero capace di far nascere un nuovo mondo. Questo non è un lavoro da uomini.

Domanda: Quindi possiamo dire che il futuro appartiene alle donne? Se comprendiamo questo, avanzeremo?

Risposta: Sì. E’ scritto nella Torah che Dio disse ad Abramo:” Ascolta ciò che ti dice Sarah.”
Questo è perché Egli ha creato tutto in questo modo. Ascolta l’egoismo corretto.

Commento: Questo è già un concetto cabalistico.

La mia risposta: Questo è molto serio. Non ascoltare te stesso ma il corretto egoismo.

In linea di principio, nel nostro livello quotidiano una donna è molto più pratica, molto più sobria e molto più equilibrata degli uomini.

 

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Da KabTV’s “ Notizie con il Dr.Michael Laitman” 20/12/21

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Nel mezzo tra l’amore e l’odio

Nelle notizie: ( “Gli scienziati dimostrano che c’è veramente una linea sottile tra amore e odio”): L’amore e l’odio sono collegati intimamente all’interno del cervello umano, secondo uno studio che ha scoperto le basi biologiche delle due emozioni più intense.

“Gli scienziati che studiano la natura fisica dell’odio hanno scoperto che alcuni dei circuiti nervosi del cervello responsabili di questo sentimento sono gli stessi che vengono attivati durante la sensazione di amore romantico – anche se l’amore e l’odio sembrano essere polarità opposte…

“Le scoperte potrebbero spiegare perché sia l’odio che l’amore romantico possono sfociare in azioni simili di comportamento estremo – sia eroiche che maligne – dice il Professor Semir Zeki dello University College di Londra, che condusse lo studio pubblicato sulla rivista on-line PloS ONe.

“L’Odio è spesso considerato una passione malvagia che dovrebbe, in un mondo migliore, essere domata, controllata e sradicata. Eppure, per il biologo, l’odio è una passione di pari interesse dell’amore”. Dice il Professor Zeki.

“Come l’amore, sembra spesso irrazionale e può portare un individuo ad azioni eroiche e malvagie. Come possono due sentimenti opposti portare allo stesso comportamento?”.

Domanda: Cosa ne pensi?  Sono due concetti completamente opposti?

Risposta: Innescano la stessa sensazione.

Domanda: “C’è estasi nella battaglia”. Ma l’odio è ancora una cosa oscura. E l’amore è limpido.

Cosa sono l’amore e l’odio per te?

Risposta: Questo avviene solo quando c’è un terzo elemento in gioco, chiamato la meta che raggiungo.  L’amore da solo e l’odio da solo, sono inutili.

Domanda: Significa che c’è una meta verso la quale avanzo.  E lungo la strada trovo amore-odio, amore-odio.  È così che avanzo in ogni momento? È questo ciò che intendi?

Risposta: Sì, con l’aiuto dell’amore e dell’odio avanziamo verso una meta che non comprende né amore né odio.

Domanda: È possibile avvicinarsi alla meta semplicemente con l’aiuto dell’amore?

Risposta: Come? Dove sono le qualità opposte?  Come puoi avanzare su una gamba sola?  Non c’è modo.

Domanda: È possibile solamente amare? Devo per forza odiare?

Risposta: Questo è l’errore che fanno tutti quei filosofi e politologi.

Domanda: Che vogliono arrivare soltanto ad amare?

Risposta: Sì, o comunque a una sola cosa.

Domanda: A un certo punto, lungo la strada, dovrei arrivare a un’enorme odio, un odio terribile?

Risposta: Solo nella linea di mezzo.

Domanda: Nel mezzo – significa muoversi tra l’amore e l’odio?

Risposta: Sì, costantemente.

Domanda: Dimmi, quando odio, dovrei sentire che odio?

Risposta: Certamente. Un odio enorme! Devi tremare! Allo stesso modo in cui si trema per il desiderio d’amore.

Domanda: Dovrei odiare questo enorme odio che provo?  Dovrei arrivare a questo?

Risposta: Dipende su quale livello.  Forse lo accoglierai con piacere.

Domanda: Perché mi porta alla meta?

Risposta: Certo. E allora smetterai di considerare se si tratta di amore o di odio. La cosa principale è avanzare verso la meta, avanzare lungo la linea di mezzo.

Credo che sia l’amore che l’odio siano necessari.

Domanda: Il movimento avviene in ogni caso lungo la linea di mezzo tra questi due punti?

Risposta: Sì. Esiste tutto in relazione all’uomo piccolo.

 

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 2/10/22

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Come conoscere la verità

Domanda: Una persona ha degli standard di percezione, degli atteggiamenti iniziali. Attraverso lo sviluppo, deve in qualche modo cambiarli. È possibile sintonizzarsi con una certa immagine del mondo e, lavorando duramente, cambiarla in accordo con lo scopo del proprio sviluppo.

Quali strumenti possono cambiare l’immagine del mondo in conformità dell’obiettivo finale?

Risposta: Esiste solo un modo per vedere il mondo da una prospettiva diversa: il riavvicinamento tra di noi. Se ci distanziamo dagli altri, non riusciremo a capire che stiamo entrando sempre più profondamente nel mondo. L’avvicinamento reciproco porterà a far sorgere in noi tante forze di resistenza a questo.

E all’incrocio tra i nostri sforzi di avvicinarci e le forze della natura di separarci, inizieremo a sentire la rivelazione della natura, la rivelazione di noi stessi. Lì vedremo un umano.

Sarà una percezione della realtà radicalmente diversa – la rivelazione corretta, vera, dell’egoismo. Se iniziamo a impegnarci ad avvicinarci gli uni agli altri e sentiamo come la natura ci respinge gli uni dagli altri, ma noi insistiamo in ogni modo nel avvicinarci e la natura insiste nel distanziarci, allora all’incrocio tra queste due forze opposte scopriremo la verità.
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Da KabTV “Kabbalah Express” 29/04/22

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Sintonizzarsi sul pensiero positivo

Domanda: Molti ricercatori nel campo della psicologia dicono che le persone fortunate sono estroverse e cariche di emozioni positive derivanti dal comunicare con gli altri, dal creare nuove connessioni. C’è una connessione diretta tra la fortuna e la comunicazione con gli altri?

Risposta: Sì. In generale, l’umanità lo ha capito da molto tempo: se vuoi essere felice, sii felice. Dipende tutto dalla persona.

Commento: Una delle caratteristiche distintive delle persone fortunate è di considerare la fortuna anche quando succedono cose spiacevoli.

La mia risposta: Relativamente, dobbiamo capire che tutto succede per volontà suprema.

Quindi, dobbiamo trattare ogni cosa come il detto: “tutto ciò che viene fatto è per il meglio”. In ogni cosa, cerca di sintonizzarti su un pensiero positivo, cerca di connetterti con il Creatore, la forza superiore positiva in assoluto che controlla ogni cosa.

Allora sentirai e scoprirai costantemente te stesso nel campo di influenza della forza superiore positiva.
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Da KabTV “Spiritual States” 24/5/22

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Un campo comune di pensiero

Domanda: da dove deriva il pensiero?  Come può una persona essere in contatto con esso?

Risposta: Siamo all’interno del campo del pensiero.  Quindi, si tratta di un’ induzione.  Evoca ogni sorta di pensieri individuali in noi.

Il campo comune in cui esistiamo come particelle di polvere nell’aria, ovvero, l’aria stessa, il pensiero stesso, il campo stesso, induttivamente ci manda ogni tipo di pensieri che ci permettono di capirci a vicenda, di sentire questo campo, il suo movimento generale, di influenzarlo a nostra volta, ecc.

In principio, la Kabbalah tratta la teoria del campo generale.  Con questo campo intendiamo il Creatore.  Non si tratta di un signore anziano che ci dirige dall’alto, ma di un campo comune, un piano comune.

La Kabbalah parla di come questo piano possa essere influenzato, come agisce su di noi, e come possiamo entrare in equilibrio con esso, che è l’obiettivo della nostra esistenza attuale, ovvero raggiungere l’equilibrio con il campo comune.

Quando raggiungeremo questa omeostasi completa, allora entreremo nella fase successiva di creazione.  Questa è la dialettica del nostro sviluppo.

 

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From KabTV’s “Close-Up. Secrets of Immortality”

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Cosa fare quando si è bullizzati

Commento: Oggi la parola “bullizzare” è ben conosciuta.  Si tratta di una persona sfortunata che viene bullizzata o tormentata a scuola, nelle istituzioni o su internet.

In Francia, una nuova legge multerà i colpevoli di bullismo, 45000 euro e li condannerà a tre anni di galera. Insegnanti o studenti che siano.

E se viene provato che la vittima ha saltato scuola per via delle molestie subite, la condanna sarà aumentata a otto anni.  Nel caso di tentato suicidio, o suicido commesso di conseguenza al bullismo, la multa arriverà a 150000 euro e la condanna sarà fino a dieci anni.

La legge è stata approvata dal parlamento, con la speranza che una legge così severa possa porre fine al bullismo.

La mia risposta: Quali relazioni possono esistere nelle scuole, per portare alla necessità di adoperare leggi tali? La Francia! La fonte mondiale dell’umanesimo, della libertà e della rivoluzione!

Domanda: Credi che delle misure così severe e rigide possano aiutare?

Risposta: Per non so quale motivo, in ogni parte del mondo, si pensa che la punizione, l’isolamento dalla società per molti anni, possa correggere la società, correggere la persona.  Alla fine, vogliamo che il criminale migliori e che la società possa in qualche modo correggere non solo il criminale, ma anche il difetto inflitto su di lui.

Ma non lo capisco! Tanti vengono incarcerati, per diversi anni, in ogni paese del mondo. Controlliamo le statistiche: nei paesi dove abbiamo il maggior numero di i carcerati,  abbiamo società migliori?

Al contrario. Secondo la legge biblica, non esiste il concetto di “essere in prigione”. Non si tratta di una punizione.  Facendo ciò si toglie alla persona l’opportunità di imparare e in qualche modo migliorare.  La prigione non è un sistema di correzione, nessuno esce dalla prigione riabilitato.

Domanda: Non insegnerà agli altri a non umiliare e uccidere il prossimo?  Non  insegnerà né  li correggerà?  E il denaro non aiuta?  Se si pagano multe salate, questo non aiuterà?

Risposta: forse il denaro sì, potrebbe scuotere un pochino, i suoi genitori (se stiamo parlando della scuola). Ma no, non aiuterà.

Domanda: E quindi qual è la via di uscita?

Risposta: la risposta è di educare le persone fin dalla tenera età, e persino i genitori, prima di partorire.  Bisogna educare i genitori in modo che siano in grado di crescere i propri figli.

La gente dovrebbe avere il permesso dalla società per far nascere e crescere un figlio.

Domanda: e quale tipo di autorizzazione dovrebbe ricevere la scuola?

Risposta: Nello stesso modo, tutto dovrebbe essere indirizzato all’assicurarsi che le persone che partoriamo, produciamo, ed educhiamo, crescano proprio come membri corretti della società.  Sto parlando a livello sociale, non spirituale.

Domanda: Di solito dici “nelle buone relazioni tra di noi, nell’amore tra di noi”.  E’ questa la strada verso lo spirituale?

Risposta: Sì. Anche se non lo sanno, non importa.  Non devono pensare allo spirituale.  Devono pensare alla correzione reciproca corretta.  E in questo riveleranno lo spirituale.

Domanda: Quindi la società dovrebbe esaminare se stessa e non il criminale?

Risposta: La società dovrebbe osservare se stessa.  La società deve coltivare l’atteggiamento corretto verso gli altri.  E nelle relazioni corrette, inizierà improvvisamente a scoprire, proprio in quelle relazioni, delle relazioni completamente diverse, più elevate, che chiamerà il mondo superiore.  Ed è tutto qui, nulla di più.

Oggigiorno, le persone arrivano a questo punto perché vogliono percepire il mondo superiore, e quindi, per necessità iniziano a studiare come trattare gli altri, in maniera positiva, se necessario, per poter percepire il mondo superiore, per comprendere il nostro destino.  Non è una cosa che ci piace, ma è il piano della natura, è il suo significato.  Quindi obbedisco.  Chino la testa e studio queste leggi della gentilezza, l’interazione corretta, e persino le leggi dell’amore.

Quindi, coloro che arrivano alle lezioni di Kabbalah sono gli egoisti più grandi.

Domanda: E quando avviene il loro cambiamento?

Risposta: dopo molti anni.  Stiamo preparando le loro relazioni esterne, la base interna per questo.  Ma è difficile.  Non vogliono, all’inizio, amare il prossimo.

Le persone con un ego molto basso, lasciano il percorso per intraprendere altre pratiche spirituali. Quelle orientali e così via.  Non gli interessa altro.

Ma noi siamo sull’orlo dell’illuminismo, quello vero.

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 12/6/22

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Come dovrebbe essere la preghiera?

Domanda: Nadezhda scrive: “Oggi ho un grande desiderio di rivolgermi alle donne di tutto il mondo, riguardo la pace e l’amore. Sono sicura che solo le donne possono salvare il mondo.” Credi che se scrivessi una lettera a tutte le donne del mondo e la spedissi, cambierebbe qualcosa nel mondo? O è solo una mia illusione e tutto è già predeterminato?

Risposta: È opportuno farlo, certamente. Scrivere da un cuore puro un appello di questo tipo, non solo un appello, ma una proclamazione, in grado di incollarle al tuo appello, e tutta questa forza comune circonderà il mondo.

Domanda: Quindi non devo pensare, ma semplicemente scrivere ciò che sento?

Risposta: No, ci devi pensare. Poiché le persone non lo leggeranno nello stato in cui tu, lo scrittore, lo vivi. Quindi devi pensare. Pensare a come verrà percepita da un’altra persona. Ma alla fine dovrebbe essere permeato di ciò che vuoi trasmettergli.

Domanda: Quindi se una persona vuole scrivere dell’amore e della pace, questo arriva al cuore della gente?

Risposta: Sì, sicuramente, scrivi!
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Da Kab TV “News con il Dr. Michael Laitman” 10/03/22

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Immaginate che vostro figlio non sia vostro

Immaginate un uomo che diventa padre di un bambino dopo molti anni di ansiosa assenza di figli. Il desiderio intensifica l’amore del padre per il figlio ed egli si immerge a capofitto nella paternità. Tiene il neonato tra sue braccia dopo i pasti per  farlo digerire, gli parla, gli cambia i pannolini. Man mano che il figlio cresce, gli insegna ogni cosa che sa, lo porta alle partite, fa il tifo per lui, con gli altri genitori orgogliosi durante le partite. Quando il figlio si mette nei guai a scuola, con gli altri bambini o con i compagni di squadra, il papà lo ascolta e gli dà un consiglio paterno. E ogni sera, prima di addormentarsi, il papà si siede accanto al suo letto e gli legge la favola della buonanotte.

Il padre è così orgoglioso di suo figlio che i suoi amici al lavoro lo prendono in giro. Dicono che lui pensa che non ci siano altri bambini al mondo oltre a suo figlio e che, poiché ama così tanto suo figlio, non gli piacciono gli altri bambini. Il padre ride, ma ammette che, come in tutte le prese in giro, c’è del vero.

Poi, un giorno, due poliziotti e un assistente sociale si presentano alla porta e mostrano al padre delle carte che attestano che c’è stato un terribile errore e i neonati sono stati scambiati alla nascita.  Il figlio non è suo figlio, ma è di qualcun altro, i genitori biologici sono già stati avvisati e vogliono che vada a vivere con loro il prima possibile. Loro figlio, ovvero il suo figlio biologico, vuole  conoscerlo e andare a vivere con lui.  L’assistente sociale e i poliziotti spiegano che suo figlio deve andare a vivere con i genitori biologici.  

Forse non ne siamo consapevoli, ma la tragedia del padre è molto simile a un processo che tutta l’umanità sta vivendo, con una differenza sostanziale. Nel caso del padre, la perdita è insopportabile. Nel caso dell’umanità, stiamo per scoprire che brutto figlio abbiamo avuto e che meraviglioso figlio sta per sostituirlo.

Il figlio di estranei che abbiamo cresciuto è il nostro ego. L’ego ha preteso tutto da noi senza provare gratitudine. Ogni volta che lo accontentavamo, voleva di più. Alla fine ha preteso più di quanto potessimo fornire; abbiamo esaurito le scorte; abbiamo finito i soldi, le risorse e le forze.

Inoltre, nostro figlio Ego ci ha istigato contro tutti gli altri ragazzi, li ha resi orribili ai nostri occhi e ci ha fatto odiare loro e i loro genitori. Ci ha persino fatto combattere contro di loro. Ci ha resi ciechi al fatto che avevamo davvero bisogno di quegli altri ragazzi e di quei genitori, che ci hanno dato tutto quello che abbiamo: lavoro, compagnia e tutto quello di cui avevamo bisogno nella vita.

Poiché siamo arrivati allo stremo delle forze, cominciamo ad aprire gli occhi e a vedere che Ego non è un figlio tanto amato, ma un mostro. Ancora più importante, stiamo iniziando a capire che non è davvero nostro figlio e che nulla ci lega a lui se non le sue bugie sul nostro legame. Gradualmente, stiamo scoprendo che i nostri veri fratelli sono tutti gli altri. Loro, tutta l’umanità, sono la nostra famiglia.

Ora che stiamo iniziando a capire la verità, possiamo sviluppare un nuovo atteggiamento nei confronti degli altri. All’inizio faremo dei piccoli passi. Ma man mano che un numero sempre maggiore di persone riconoscerà la verità sul proprio ego e sul proprio atteggiamento verso gli altri, impareremo a camminare insieme con più fiducia. Impareremo a preoccuparci degli altri laddove prima provavamo solo indifferenza o addirittura dispetto. Dirigeremo la nostra cattiveria verso il nostro nemico interiore e, così facendo, sconfiggeremo il nostro unico e solo nemico, il nostro falso figlio, l’ego.

Trovare il carattere perfetto

Esiste davvero “un carattere perfetto”? E’ possibile migliorare il proprio carattere? La maggior parte delle persone apprezza alcuni dei propri aspetti e qualità e non ne apprezza altri. Per lo più, ci piacciono le caratteristiche che consideriamo utili nella vita e non ci piacciono quelle che riteniamo ci ostacolino nelle relazioni o nel lavoro.

Nella battaglia tra cultura e natura non esistono vincitori. Siamo chi siamo grazie alla nostra genetica (natura) ma anche grazie alla nostra educazione e all’ambiente sociale dove siamo cresciuti (cultura).

Qualunque sia il nostro carattere, una volta formato non possiamo cambiarlo. Al massimo possiamo “truccarlo” o “smussarne” le parti grezze, ma non possiamo cambiarlo davvero.

Per fortuna, non è il nostro carattere che determina come avanziamo nella vita, felicemente o meno, ma come usiamo ciò che ci è stato dato. Il nostro carattere comunica con quello degli altri. La chiave della felicità sta nel creare la giusta interazione con i caratteri degli altri, in modo che, invece di scontrarci, ci completiamo a vicenda.

Per capire cosa intendo, pensate alla natura. Ogni elemento in natura è diverso, spesso contraddittorio. Eppure, proprio perché sono così diversi, possono tutti sopravvivere e prosperare.

Gli elementi della natura si completano a vicenda e creano un’esistenza armoniosa in cui tutti gli elementi si scambiano ciò che non possono procurarsi da soli. I fiori potrebbero moltiplicarsi senza gli insetti che li impollinano? L’erba potrebbe crescere senza le mandrie che la concimano mentre banchettano e senza i predatori che impediscono agli erbivori di sovrappopolare e consumare eccessivamente i pascoli?

La psicologia cerca di aiutarci a conoscere noi stessi maggiormente.  Spesso ci riesce, ma essenzialmente, non  ci rende più felici.  Ciò che dobbiamo imparare non è tanto chi siamo, ma come usare le nostre qualità per relazionarci e connetterci positivamente tra di noi. 

L’educazione integrale è un metodo educativo che non lavora sui tratti di una persona, ma su come creare quella connessione integrale e reciproca che tutta la natura possiede e che manca all’uomo. In altre parole, non cerca di cambiarci, ma ci insegna come sentirci più connessi agli altri, come ricambiare e come trarre reciproco beneficio dalle caratteristiche individuali di ciascuno.

Nel processo di apprendimento, scopriamo che stiamo bene così come siamo e che non dobbiamo cambiare nulla di noi stessi, ma solo imparare a relazionarci con gli altri in modo positivo. L’Educazione Integrale rafforza la nostra autostima perché ci mostra che abbiamo qualcosa di unico da offrire alla società, che nessun altro ha o avrà mai, e che possiamo condividerlo e stabilire il nostro posto nel mondo come individui positivi e significativi.

Quando una società è strutturata secondo i principi dell’Educazione Integrale, i suoi membri si sentono sicuri e fiduciosi perché possono contare sul sostegno reciproco e si forniscono l’un l’altro ciò che non possono procurarsi da soli. Inoltre, si sentono benvenuti perché il loro contributo alla società fa guadagnare loro l’approvazione e il senso di affermazione della comunità.

Il prezzo dell’adozione di una mentalità da vittima

Una persona con una mentalità da vittima tende a sentirsi vittima delle azioni nocive degli altri. Sebbene alcune persone siano state effettivamente vittime di azioni sbagliate, sviluppare una mentalità vittimistica significa fissarsi sul dare la colpa delle proprie disgrazie alle azioni sbagliate degli altri.  Il problema dello sviluppo di questa mentalità è che vedersi come una vittima perenne impedisce di risollevarsi e di avere successo nella vita. Per mantenere l’immagine di vittima, le persone devono rimanere eterni perdenti, ma in questo caso a perdere saranno soltanto loro.

È molto difficile stabilire dove tracciare esattamente il confine tra l’incolpare gli altri per i propri guai e il cominciare a sfruttare il torto subito per ottenere vantaggi ingiustificati. In ogni caso, perpetuare un’immagine di sé come vittima impedisce di ricostruire la propria vita e di realizzare il proprio potenziale.

Pertanto, per aiutare le vittime di ogni tipo di comportamento scorretto, dovremmo concentrarci sugli aspetti positivi piuttosto che su quelli negativi. Invece di rafforzare e perpetuare la loro immagine di soggetti passivi e deboli, la cui vulnerabilità è stata sfruttata, dovremmo insegnare alle persone che sono state ferite da individui scorretti che possono sempre avere successo, indipendentemente dalle circostanze.  Dovremmo incoraggiare le persone e aiutarle a credere in se stesse. 

Lo stesso approccio dovrebbe essere applicato alle popolazioni vittime di sfruttamento e abusi. Invece di insegnare loro a concentrarsi sui torti subiti, dovremmo aiutarli ad acquisire fiducia in se stessi e a ottenere ciò che non credevano di essere in grado di conseguire. Sebbene non possiamo cambiare il passato, possiamo scegliere il futuro, e su questo dobbiamo concentrarci.

L’attivismo di alcuni leader d’opinione e di altre figure pubbliche “a favore” di settori della società che hanno subito delle vittime non è altro che una manipolazione. La realtà dimostra che questi “paladini degli afflitti” non li aiutano davvero e, alla fine, le vittime rimangono a mani vuote e paralizzate da una mentalità vittimistica che garantisce loro di non avere nulla in futuro perché hanno scelto un approccio sbagliato.

Anche se ci sono certamente persone che hanno sbagliato, cercare vendetta non aiuterà le vittime. Dovrebbero invece concentrarsi sulla costruzione di una società giusta e coesa per tutti.

Se creiamo solidarietà sociale, risolveremo completamente il problema dello sfruttamento e della violenza. Se vogliamo l’uguaglianza, dobbiamo lottare per ottenere le stesse opportunità di successo, e ci riusciremo se creiamo una società i cui membri si sentano legati gli uni agli altri, coltivino la solidarietà e siano orgogliosi di vivere in una comunità coesa e amorevole.