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Perché dovrei perdonare?

Domanda: Lyudmila ci scrive : “Non so come perdonare. Credo inoltre che ogni azione dovrebbe essere punibile.  Ma se riuscissi a perdonare, penso che sarebbe molto più semplice, emotivamente.  Si può imparare a perdonare?”

Risposta: Possiamo imparare a perdonare soltanto se capiamo quanto sia malvagia la nostra natura.

Una volta che capisco ciò che sono: un egoista, che si dimentica degli altri, che non ricambia mai la gentilezza, e così via, allora arrivo a uno stato dove causo ogni effetto negativo su di me.  Quindi, non ho nessuno da perdonare.  Devo solo pensare pensieri positivi verso gli altri.

Commento: Quello che hai appena detto: “Che causo effetti negativi su di me”. E’ spaventoso.

La mia risposta: Certamente, sono io a causarlo.  In che altro modo?  Con la mia natura egoistica, trasformo la natura intera contro di me.  Quindi, ne consegue che devo cambiare me stesso, o almeno devo voler cambiare me stesso anche se non è possibile realizzarlo.  E poi tutto cambierà.  Il mondo in realtà non è altro che le relazioni tra di noi.

Domanda: Quindi inizio a capire che i criminali sono tutti dentro di me?

Risposta: certamente

Commento: non appena cambio questo, tutto il resto cambierà intorno a me?

Risposta: dipende tutto da me.

Domanda: Questa formula funzionerà se capisco veramente che devo cambiare e allora tutto ciò che mi circonda cambierà?

Risposta: Non cambia immediatamente, quando vogliamo. Ma in ogni modo cambia.

Domanda: Dato che esiste un processo tale, l’umanità non ha scelta se non seguirlo?

Risposta: L’umanità deve convincersi prima di tutto che non esiste altro modo. Solo allora seguirà esclusivamente il processo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 6/24/21

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I due lati della pigrizia

Domanda: esiste un fenomeno psicologico nella natura umana della pigrizia, che si trova alla base del nostro egoismo, di conquistare il massimo benessere attraverso il minimo sforzo.

Le persone che seguono questo cammino accumulano ricchezze o una sorta di conoscenza che non usano nella vita reale.  Una persona alla ricerca del benessere, di conseguenza smette di essere fisicamente attiva e inizia a essere pigra.  Il bene al quale uno mira, di fare nulla e avere tutto, diventa un male per se stessi. La natura immediatamente punisce attraverso il corpo.

Qual è il tuo atteggiamento verso l’attività fisica, a qualsiasi età?  Ne sei favorevole?

Risposta: quando ero adolescente andavo a correre. Ora sono a favore dell’attività fisica in tutte le sue forme, qualcosa che sia comodo e vicino a ogni persona.  Almeno delle lunghe camminate. Queste sono essenziali.

Il fatto è che la pigrizia è un  bene quando ci avverte contro alcuni eccessi nel nostro lavoro, in modo che non roviniamo qualcosa nel mondo.  Dopotutto, tante nostre azioni, soprattutto in natura, la danneggiano. Quindi, la pigrizia è una reazione difensiva della nostra natura, che ci aiuta a non danneggiare troppo il mondo.

Per quanto ci riguarda, non dobbiamo perderci troppo con gli sport e ogni tipo di faccenda olimpica, ma dobbiamo fare ogni cosa soltanto per il bene della salute e di una lunga vita.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meetings with Kabbalah” 7/29/21

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Il permafrost si sta scongelando(ed è una pessima notizia)

Il permafrost, lo strato di terreno congelato che ha ricoperto la tundra artica per millenni, sta accelerando il suo disgelo. Diversi anni fa, gli scienziati avevano notato che il ghiaccio che credevano non si sarebbe mai sciolto, stava diventando velocemente più sottile.  Nel 2017, la BBC ha pubblicato un articolo di Jasmin Fox-Skelly. “Abbiamo gli antibiotici da quasi un secolo”, scriveva, “Ma, cosa succederebbe se fossimo improvvisamente esposti a batteri letali e virus assenti da migliaia di anni, o che non abbiamo mai incontrato prima d’ora? Forse lo stiamo per scoprire” conclude.  “I cambiamenti climatici stanno sciogliendo i terreni del permafrost che sono stati congelati per migliaia di anni, e con lo scioglimento dei terreni, abbiamo il rilascio di virus antichi e batteri che, dopo essere stati inattivi, stanno ora tornando in vita”.

Forse non ne siamo consapevoli, ma il potenziale distruttivo di questi germi sovrasta i danni causati dal virus attuale.  Potrebbero veramente mettere a rischio l’umanità dato che non abbiamo alcun immunità contro questi microrganismi, poiché non esiste nulla di simile che potrebbe prepararci al loro arrivo. 

Inoltre, mentre gli scienziati temono il risveglio di virus e batteri,  credo che ci potrebbero essere forme di vita ancora più complesse in grado di ritornare dall’estinzione.  Pesci, rane e persino uccelli potrebbero improvvisamente apparire. Non abbiamo idea di ciò che giace dormiente sotto il ghiaccio, e che il riscaldamento globale sta gradualmente facendo rivivere. 

Dobbiamo renderci conto che la natura è un unico sistema chiuso. Nulla finisce in essa, e nulla inizia. Quando i tempi sono maturi le cose si manifestano, quando i tempi sono maturi, svaniscono, aspetta solo che sia il momento per riapparire. 

I cambiamenti che infliggiamo alla natura fanno accadere le cose più velocemente e in modi che non possiamo capire. Quindi, l’unica certezza è che l’inatteso si manifesterà, anche se non possiamo anticipare come si svolgerà, quale forma assumerà, quanto velocemente apparirà e quali conseguenze avrà. L’unica cosa che possiamo dire con certezza è che non saremo preparati, dato che non ci si può preparare allo sconosciuto e all’imprevedibile.  

Anche se non ci possiamo preparare all’imprevedibile, possiamo prevenire il suo arrivo.  Dato che  il cambiamento climatico sta sciogliendo il permafrost artico, e noi, secondo la maggior parte degli scienziati, ne siamo la causa, possiamo annullare i danni che stiamo causando al clima eliminando la causa. 

Gli scienziati attribuiscono il cambiamento climatico alle emissioni di gas e altri fattori causati dall’uomo.  Ma questa visione ignora una questione chiave: la natura è un sistema completo, chiuso e interdipendente, non un cumulo di elementi separati.   Dato che ogni cosa ha un effetto su ogni altra cosa, un malfunzionamento di un elemento nel sistema interrompe tutta la natura, causando squilibri all’intero sistema. Ripara quell’elemento e avrai ripristinato l’equilibrio della Terra.

Quando si guarda il mondo, c’è evidentemente un solo elemento disfunzionale in tutto ciò: l’umanità. Siamo così corrotti che non riusciamo nemmeno ad ammettere che siamo noi il motivo dei disastri che ci colpiscono.  Il padre del mio maestro, il grande kabbalista Yehuda Ashlag (conosciuto anche come Baal HaSulam), ha paragonato la natura umana all’angelo della morte: Ci spinge a bere un nettare mortale. Anche se quella goccia è posta sulla punta di una spada, siamo troppo deboli per resistere. Apriamo la bocca, portando la punta della spada alla bocca, e lasciamo che la goccia letale ci cada in gola.  

Non ci siamo ancora, ma ci stiamo avvicinando velocemente.  La nostra unica arma è la consapevolezza della nostra natura e il sostegno reciproco nell’agevolare il cambiamento. Se ci aiutiamo a vicenda ad elevarci al di sopra della nostra natura autodistruttiva, che ci uccide proprio concentrandoci solo su noi stessi invece che sul sistema in cui viviamo, allora possiamo salvarci. Se ci ostiniamo a pensare solo a noi stessi in questo momento, periremo. 

Siamo l’unico essere che ha una volontà deliberata, un’intenzione di fare del male, possedere, dominare, umiliare e immortalarsi. Questa intenzione è la radice di tutti i cataclismi che colpiscono il nostro pianeta e l’umanità. Se ci aiutiamo l’un l’altro a costruire una società equilibrata e armoniosa, equilibreremo tutta la natura, poiché riparerà l’unico elemento rotto nella realtà. Se evitiamo il compito e ci attacchiamo al nostro ego, nessun rimedio ci salverà dal disastro.

Didascalia della foto:
Un cucciolo di leone delle caverne, soprannominato Boris, che è stato trovato conservato nel permafrost della Siberia, è mostrato in questa foto senza data scattata nel 2020, a Yakutsk, in Russia. REUTERS/Innokenty Pavlov

Come prendere buone decisioni

Prendiamo decisioni costantemente. Questo è evidente. In pratica, non è per nulla certo che, a oggi, abbiamo mai preso una vera decisione significativa sul senso della vita o sul potenziale interiore che è nascosto dentro di noi. 

Se ci fermassimo per un momento e definissimo tutto ciò che succede in una giornata o settimana tipica, vedremmo che la maggior parte delle azioni che compiamo sono per necessità nella nostra realtà. Abbiamo impegni, una serie di azioni prestabilite, programmi. Le scelte principali che compiamo sono relative alle vicende più urgenti di cui dobbiamo occuparci e qui è importante sapere in anticipo cosa fare, come stabilire le priorità dei nostri compiti e pianificare il nostro tempo per adempiere alle nostre responsabilità. 

Per le  decisioni quotidiane è una buona idea consultare gli esperti, sentire le opinioni delle persone di cui ci fidiamo e così via.  Tuttavia, per le decisioni più importanti, pertinenti all’essenza della vita, è importante ascoltare la voce interiore dentro di noi. Solo questo. 

E qui dobbiamo cercare la voce più profonda, che è veramente nostra, e non le opinioni degli altri, neanche dei nostri genitori o amici.  Dobbiamo ascoltare il nostro essere interiore autentico per rispondere alle domande più significative sulla nostra esistenza: Chi sono? Da cosa sono attratto? Per cosa voglio vivere? 

Se sentiamo l’impulso interiore di definire ciò a cui teniamo di più nella vita, i nostri obiettivi di vita essenziali, tutte le decisioni quotidiane seguiranno la direzione e andranno a posto senza problemi.

In generale è importante mantenere l’equilibrio tra la mente e le emozioni e questo non è una cosa semplice. Da un lato, la mente aiuta a prendere decisioni in situazioni in cui le emozioni sono carenti. Dall’altro lato, se seguiamo soltanto la mente, allora potremmo non essere in grado di apprezzare il quadro più ampio che assicura di prendere la decisione giusta. Pertanto, un equilibrio tra la mente e l’emozione significa che si completeranno a vicenda in modo tale che le azioni emotive saranno il risultato di un processo informato e le decisioni razionali saranno tali da poterle sostenere anche emotivamente. 

Al livello più avanzato di sviluppo, impariamo ad andare al di sopra di noi stessi, ovvero al di sopra delle nostre emozioni e della nostra mente, al di sopra delle nostre abitudini e dei nostri schemi di pensiero. Questo è già un livello di sviluppo spirituale in cui esploriamo il nostro sé interiore, ciò che dobbiamo correggere in noi stessi, e come usare questi discernimenti per prendere le migliori decisioni.

La saggezza della Kabbalah ci spiega la nostra natura, la natura del mondo che ci circonda e dove l’evoluzione fa necessariamente avanzare la razza umana. E quando l’intera mappa dello sviluppo inizia ad aprirsi davanti a noi, scopriamo cosa possiamo influenzare, e cosa no, dov’è esattamente la nostra libera scelta. Questo descrive il processo decisionale al livello più alto possibile per una vita appagante e significativa.  

Trent’anni fa è mancato il mio Maestro

In una sera fredda e piovosa del febbraio 1979, mentre io e Chaim Malka, il mio compagno di studi di allora, stavamo per iniziare a studiare i nostri soliti libri di Kabbalah antica, mi sono improvvisamente stancato della ricerca infinita e apparentemente futile della verità. “Andiamo a cercare un insegnante”, dissi a Chaim.  “Cerchiamo un maestro”, dissi a Chaim.  “Dove?” chiese lui.  “Andiamo a Bnei Brak” risposi io, “ non abbiamo mai cercato lì”. A Chaim non piaceva molto l’idea di guidare con quel tempo e tanto meno di andare in una città di Ebrei Ortodossi affollata con stradine strette e semi-pavimentate, dove era improbabile trovare dei Kabbalisti.  Nonostante ciò riuscii a convincerlo e lui, con riluttanza, accettò. 

Arrivati a Bnei Brak,  in tarda serata, non c’era nessuno per le strade. Erano vuote, bagnate e fredde. A un incrocio, improvvisamente vidi un uomo che stava per attraversare la strada. In fretta, abbassai il finestrino e gridai verso di lui: “Dove si studia la Kabbalah da queste parti?” 

Era una domanda molto insolita. A quei tempi, nessuno parlava di Kabbalah, e tra gli Ebrei Ortodossi, l’argomento era un tabù. Ancora più insolita fu la risposta dell’uomo: mi guardò con calma e rispose subito, come se stesse aspettando proprio questo: “ Gira a destra, vai fino alla fine della strada dove inizia il frutteto” mi disse “a sinistra vedrai una casa. E’ lì che si studia la Kabbalah”, concluse e continuò per la sua strada. 

Seguimmo le indicazioni dell’uomo e in effetti arrivammo alla casa.  Scendemmo dalla macchina e bussammo alla porta, ma nessuno rispose.  La casa era quasi del tutto al buio. Cercammo di aprire la porta, era aperta.  Entrammo,  non c’era nessuno, tranne una stanza che era illuminata e da cui provenivano delle voci. Entrammo con esitazione e lì trovammo cinque o sei uomini anziani che leggevano Lo Zohar mormorando parole in una lingua che non conoscevo (era Yiddish).  Il più anziano ci indicò di sederci,  ci sedemmo vicino agli uomini, sulle panche intorno al vecchio tavolo in legno dove studiavano.

Il più anziano tra loro, che ci invitò ad unirci a loro ed era chiaramente il maestro, si rivelò essere Rav Baruch Shalom Ashlag (RABASH), il figlio primogenito e successore di Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), il più grande kabbalista del XX secolo e autore dell’acclamato commento Sulam [Scala] al Libro dello Zohar. Finalmente, dopo anni di ricerca, avevo trovato il mio maestro.

Per i successivi dodici anni, fino al suo ultimo respiro, sono rimasto con RABASH, assistendolo in tutto ciò che potevo e imparando da lui tutto ciò che poteva dare, e lui mi aveva dato più di quanto avrei mai potuto immaginare che qualcuno potesse dare. Trent’anni fa, in questo giorno , è morto tra le mie braccia, lasciandomi il suo quaderno dove scriveva tutto quello che aveva imparato dal suo gigantesco padre e con un’eredità: raccontare al mondo il vero significato di questa grande saggezza e mostrare loro un cammino di luce in un presente oscuro e un futuro inquietante.

Scrissi i miei primi tre libri sotto la guida di RABASH.  Seguendo i suoi insegnamenti, scrissi un altro libro, e la gente iniziò ad arrivare in cerca di un maestro.  Non avevo alcun desiderio di insegnare.  Volevo isolarmi con i libri e la saggezza appresa da RABASH.  Ma  continuarono ad arrivare e mi resi conto che i tempi stavano cambiando, e le porte della saggezza della Kabbalah si stavano aprendo. 

Insieme ai miei primi studenti abbiamo fondato il primo gruppo di studio ed è nato Bnei Baruch [Figli di Baruch], un gruppo di studenti che si sforzano di camminare sulle orme del mio maestro e di tutti i kabbalisti prima di lui.

Trent’anni dopo, Bnei Baruch, non è più un gruppo. Oggi è un movimento mondiale che si sforza di aiutare il mondo a unirsi nell’amore al di sopra di tutte le differenze.  Grazie ai miei studenti, gli insegnamenti di RABASH vengono appresi e amati in ogni parte del mondo.  Questi studenti stanno  realizzando il sogno del mio maestro.  Quindi, oggi sono sicuro che con l’aiuto del mio maestro e la dedizione dei miei studenti e amici, gli insegnamenti dell’uomo di luce, il cui amore si irradiava da ogni singola parola,  si diffonderanno in ogni luogo e illumineranno le nostre vite.  

Prima di parlare

Domanda: non è un segreto che le persone parlano tanto, con e senza motivo.  Questo ha un effetto sugli altri, sulla società e su se stessi?

Risposta: certo che sì.  E’ per questo che il silenzio è d’oro.

Domanda: una persona dovrebbe riflettere su ciò che dice?

Risposta: Naturalmente! dopotutto, tanti problemi provengono dal fatto che le persone parlano incessantemente.

E’ detto che “Il saggio vede il futuro”.  Quindi, dobbiamo capire quali saranno le conseguenze se apriamo bocca.  Prima dovremmo anticipare le conseguenze, e poi parlare

Domanda: come possiamo imparare a prevedere questo? Spesso, una persona sembra capire le conseguenze, ma poi sbaglia. Come possiamo approcciarsi a questo correttamente?

Risposta: Nella Kabbalah, questo si risolve con l’aiuto dall’ambiente.  Devo creare il giusto ambiente intorno a me, preferibilmente fatto di dieci persone.  Se mi annullo davanti a loro, e agisco in accordo con l’opinione della decina, allora ciò che faccio, di solito, è positivo.

 

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Dalla trasmissione di  KabTV’ “Kabbalah Express” 6/13/21

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Svelare l’11 settembre. Il caso per trovare la verità sfuggente

Sono totalmente favorevole alla declassificazione dei documenti relativi all’attacco terroristico del 11 settembre 2001. Purtroppo, in mancanza di un impegno di mantenersi a un scadenza o di rivelare qualsiasi contenuto, la mossa di declassificazione dei documenti sembra più dichiarativa che sostanziale. 

Secondo la lettera del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti d’America, l’FBI “riesaminerà le dichiarazioni di segreto precedenti per individuare le informazioni supplementari appropriate per la divulgazione.  L’FBI divulgherà tali informazioni il più rapidamente possibile”.

La cortina di fumo che circonda gli attacchi dell’11 settembre è un esempio degli errori che il governo continua a commettere.  Nascondere la verità, qualunque essa sia, su qualsiasi evento nella storia, ci impedisce di arrivare alle conclusioni corrette per il futuro e ne pagheremo il prezzo. 

Come nel caso della decisione di declassificare i documenti dell’11 Settembre, il motivo per la declassificazione è spesso per motivi di risarcimento monetari0. Tuttavia, un indennizzo di qualsiasi tipo non ci dice cosa è successo veramente e, se non sappiamo cosa è successo, ci manca la lezione più importante: cosa dovremmo fare per evitare che simili disgrazie accadano in futuro. 

Ogni catastrofe, disastro, sconfitta nella storia, viene interpretata diversamente da persone diverse, secondo la loro prospettiva personale.  Quindi, anche dopo la rivelazione della “verità”, dobbiamo continuare a cercare una verità “più vera”, ragioni più approfondite e nuovi discernimenti, dato che ci sarà sempre qualcos’altro da scoprire. 

Per me, la ragione per esporre la verità non è quella di incolpare qualcuno. La natura umana è marcia dal profondo, come sappiamo dai tempi della Bibbia, quindi non mi aspetto che le persone siano giuste o che credano che il risarcimento faccia del bene a qualcuno.  Il motivo per il quale credo che dovremmo sempre cercare la verità è perché non possiamo costruire un futuro migliore, se non conosciamo il nostro passato.

Più sappiamo sul perché le persone fanno quello che fanno, qual è la loro natura, cosa le muove e perché, più saremo in grado di costruire una società stabile e solida. La trasparenza è la chiave per la corretta costruzione di una società. Se non ci nascondiamo nulla, potremo comunicare più facilmente, sapremo cosa aspettarci l’uno dall’altro, cosa evitare e come rafforzare i nostri legami.

Ecco perché penso che la verità sia importante. Non per vendetta o indennizzo, ma come lezione per il futuro.

Stato di libertà

Domanda: Nella storia dell’umanità, ci sono milioni di detti e numerose caratteristiche qualitative di cosa sia la libertà, così come un milione di aspirazioni di persone a trovarla e milioni di illusioni di averla raggiunta. Voltaire ha scritto: “ E’ difficile liberare sciocchi dalle catene che venerano.”

Potrebbe descrivere alcune caratteristiche dello stato di libertà?

Risposta: La libertà dall’egoismo è libertà nel senso più generale del termine. Questa è libertà da me stesso quando niente in me detta cosa dovrei essere.

Quando questo si realizza nelle sensazioni di una persona, inizia a sentirsi libero, cioè, distaccato da qualsiasi limitazione in cui esisteva precedentemente. Nei suoi pensieri, comincia a capire cosa significa non agire egoisticamente, al di sopra dell’egoismo.

Domanda: Possiamo dire che la morte è un limite per una persona?

Risposta: Non direi che succede qualcosa nella morte. Abbiamo molta paura della morte e pensiamo che questa sia la pietra angolare del nostro sviluppo, dopodichè tutto sarà diverso o qualcos’altro. Non credo che dovremmo esserne particolarmente colpiti da questo. Il fatto di passare attraverso la morte non da nulla.

Domanda: Non c’è interdipendenza tra la libertà e la morte?

Risposta: No. C’è un’altra morte in mente, la morte dell’egoismo, non la morte del corpo animale.

Domanda: E’ possibile che l’egoismo muoia, non esista?

Risposta: L’egoismo non muore. Una persona deve elevarsi al di sopra, dominarla, e solo poi, neutralizzando l’egoismo, sarà possibile raggiungere  la comprensione di cosa sia la morte.

Domanda: Cosa dà questo a una persona e a tutto il popolo?

Risposta: Libertà dall’egoismo.

Domanda: Avranno tutti un sentimento comune?

Risposta: Si. Al di sopra dell’egoismo.

Domanda: Allora ci sarà qualche nuovo lavoro, un nuovo movimento, un nuovo sviluppo?

Risposta: Elevarsi al di sopra dell’egoismo.

 

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Dalle trasmissione di KabTV “Kabbalah Express” 6/13/21

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Perché le società cambiano

In un saggio intitolato: “Critica del Marxismo alla luce della nuova realtà e soluzione della questione dell’unificazione di tutte le fazioni della Nazione”  pubblicato nel giugno 1940, mentre il mondo era immerso nelle fiamme della seconda guerra mondiale, il grande kabbalista e pensatore globale Baal Hasulam ha offerto questa spiegazione sul perché le società cambiano. “La durata di ogni fase politica”, ha scritto, “è solo il tempo necessario per svelare i suoi difetti e il suo male. Mentre scopre i suoi difetti, lascia il posto a una nuova fase, liberata da quei difetti”. Così, quelle alterazioni che appaiono in una situazione e la distruggono, sono le forze stesse dell’evoluzione umana, poiché elevano l’umanità a uno stato più corretto”. 

Nella saggezza della Kabbalah, il processo descritto da Baal HaSulam si chiama: “Rivelazione del male”. In questo processo, le colpe di uno Stato si manifestano gradualmente fino a spronare gli individui e le nazioni a cambiare la loro vita, i governi  o qualsiasi cosa sia diventata intollerabile nella loro esistenza. In questi giorni  l’umanità sta attraversando una fase simile su scala globale. I difetti della società umana,  in tutte le sue forme di governo,  si manifestano sempre più apertamente  e la gente è sempre più disillusa dai sistemi esistenti. 

Non credo che siamo già al punto in cui le cose sono diventate intollerabili, ma ci stiamo muovendo in quella direzione. Per ora, sembra che la gente sia ancora disposta a sopportare i difetti dei sistemi sociali e politici esistenti, ma quasi nessuno crede ancora che ci sia un sistema che sia veramente buono per le persone, poiché non ci sono leader che abbiano davvero in mente il beneficio dei cittadini. In altre parole  la gente si rende conto che nessun regime può essere un buon regime finché le persone al vertice non sono brave persone.

Ma i governanti emergono dal popolo. Se le persone non sono gentili l’una con l’altra, possiamo aspettarci gentilezza dai leader? I governanti sono semplicemente coloro che eccellono nello sfruttare il sistema a loro vantaggio; lo usano come un livello per elevarsi al di sopra del resto della gente. Di conseguenza, in una società di persone egoiste, i governanti sono i più egoisti; ecco perché sono stati in grado di salire in cima al gruppo. Perché dovremmo aspettarci che abbiano in mente il nostro beneficio? 

Pertanto  per far sì che le forze dell’evoluzione umana elevino l’umanità ad uno stato più corretto, come Baal Hasulam ha detto, dobbiamo correggere il popolo.  Se creiamo una società di gente rispettosa, i relativi capi saranno i più rispettosi. Se creiamo una società che valorizza la responsabilità sociale reciproca, i suoi leader saranno quelli che meglio promuovono la responsabilità reciproca. 

Quindi prima di lamentarci dei nostri leader  dovremmo guardarci allo specchio. Forse non ci piacerà quello che vediamo, ma sapremo che è la verità, sapremo se siamo arrivati a un sufficiente riconoscimento del male e se siamo disposti a costruire per noi stessi una società i cui meriti creano leader meritevoli.

Didascalia foto:
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e il primo ministro canadese Justin Trudeau parlano durante il vertice della NATO presso la sede dell’Alleanza, a Bruxelles, Belgio 14 giugno 2021. REUTERS/Yves Herman/Pool

Un cambiamento umano per il cambiamento climatico

Una volta pensavamo di avere sotto controllo l’ambiente naturale, ma ora, ogni tanto, arriva una calamità naturale e ci mostra quanto siamo deboli e fragili.  Il caldo estremo, sciami di locuste, tempeste turbolente, venti violenti, alluvioni devastanti, ed epidemie di lunga durata che si manifestano sempre più frequentemente e ferocemente.  C’è un modo per garantire completamente la nostra sicurezza futura? 

È abbastanza chiaro che le azioni che facciamo influenzano il contesto ecologico e portano il sistema naturale fuori equilibrio. Ma non è chiaro quali siano le conseguenze di ogni singolo passo.  Non è ovvio da che parte verrà il prossimo colpo e quale natura avrà poiché il sistema è così complesso che non capiamo la miriade di connessioni al suo interno. 

Il nostro intelletto, la nostra emozione e persino la scienza, non sono attualmente in grado di percepire l’integrità della natura e le sue complessità. Inoltre, gli interessi economici delle classi dirigenti definiscono ciò che accade in ogni momento, e, quindi, diversi sistemi e funzioni servono questi interessi, consapevolmente o inconsapevolmente.

Molte organizzazioni lavorano per ridurre il danno umano alla natura, ma tale attività da sola non risolverà lo squilibrio della natura, che è la causa delle catastrofi ambientali. Ciò che distrugge maggiormente l’equilibrio ecologico è la relazione egoistica di interesse personale tra gli esseri umani.

La natura è un sistema composto da connessioni integrali che operano attraverso una gerarchia. Quello che succede a un certo livello del sistema si ripercuote su tutti gli altri livelli.  L’intensità dell’impatto è in linea con la sua classificazione gerarchica.  La razza umana è il livello più sviluppato, quindi la sua influenza sulla natura è la più forte.

La relazione di una persona con i livelli inanimati, vegetativi e animali della natura avviene a gradi specifici, e il sistema di relazioni tra le persone avviene a un grado superiore. La natura delle relazioni umane è determinata dal livello di egoismo che si è sviluppato nell’individuo.   La gelosia, l’odio, il rispetto, la corruzione,  la dominanza, l’umiliazione, la gioia, qualsiasi sentimento che passa da una persona ad un’altra, sia in azione che in pensiero, sconvolge con la massima intensità l’equilibrio di tutta la rete naturale.

Allo stesso tempo, l’essere umano è anche la creatura più delicata del sistema naturale.  Quando il sistema è influenzato in maniera negativa, le persone soffrono le ferite più dolorose. 

Non appena questa immagine di gerarchia diventerà evidente, inizieremo a far fronte alla radice del problema.   

L’intensificazione dell’egoismo umano, caratterizzato dalla preoccupazione per se stessi e dallo sfruttamento dell’ambiente circostante, in un momento in cui il mondo sta diventando così interconnesso, ci pone in uno stato pericoloso. Ci obbliga urgentemente a migliorare la natura umana. In tutto l’ecosistema c’è integrità e reciprocità; non abbiamo altra scelta che comprendere questo principio. Siamo sulla stessa barca, quindi per sopravvivere nel XXI secolo, ognuno deve cambiare la propria natura umana a partire dal suo male innato, sia nel comportamento che nei pensieri. Dobbiamo cambiare i nostri pensieri, le nostre azioni e i nostri desideri, trasformandoli in desideri benefici per gli altri e per l’ambiente. 

Il metodo pratico per imparare a ottenere questa trasformazione imperativa è la saggezza della Kabbalah. Quando impareremo a trascendere tutte le nostre tendenze egoistiche negative e riconosceremo che siamo tutti parti individuali in un unico meccanismo collegato e completamente interdipendente, comprenderemo anche che fare del bene agli altri è anche un bene per me. Allora avremo la mentalità e lo spirito necessari per costruire una rete di considerazione e di garanzia reciproca. 

In questo stato avanzato il nostro effetto su tutto il sistema della natura sarà positivo.  Riporteremo i livelli inanimati, vegetali e animali della natura all’equilibrio generale.  

Come oggi siamo noi a distruggere tutta la natura, così abbiamo anche il potere di ripararla. Il futuro del pianeta dipende da noi.