Pubblicato nella '' Categoria

New Life n.1141 – L’educazione per la pace

New Life n.1141 – L’educazione per la pace
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo:

Shalom, la parola ebraica che significa “pace”, deriva dalla parola perfezione, “shlemut”. Il mezzo per raggiungere la perfezione nelle nostre vite è la pace, ovvero riconciliare gli opposti. La riconciliazione si realizza andando al di sopra delle proprie opinioni, senza discutere su chi ha ragione o torto: due persone danno vita ad una nuova terza cosa. Educare alla pace significa educare a trascendere la propria natura egoistica tirando fuori da ognuno di noi la forza positiva della natura. Il metodo per farlo è il lavoro nel gruppo con degli esercizi speciali.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1141 – L’educazione per la pace”, 23/07/2019

La Torah è il linguaggio del programma dell’umanità

Il libro dello Zohar, “BeHaalotecha” [Quando monti le candele], articolo 58: Guai a chi dice che la Torah viene a raccontare storie letterali e parole non educate come quelle di Esaù e Labano. Se così fosse, anche oggi possiamo trasformare le parole di una persona non educata in legge, e persino più bella della loro. E se la Torah indica questioni mondane, anche i governanti del mondo condividono tra di loro cose migliori, quindi seguiamole e trasformiamole in legge allo stesso modo. Tuttavia, tutte le parole della Torah hanno un significato più alto.

Il fatto è che si possono scrivere romanzi più affascinanti della Torah. Ma essa presenta una storia completamente diversa, che è codificata.

Ogni lettera, ogni parola, tutto ciò che appare nella Torah dalla prima lettera “Bet – ב” all’ultima lettera “Lamed – ל” è un codice. La parola “lettera” tradotta dall’ebraico significa “segno”. Cioè, ci sono alcuni segni che si susseguono in una sequenza.

La Torah non è divisa in parole. Non ci sono segni di punteggiatura: punti, virgole, trattini, ecc. Essa è rappresentata in una sola frase, dall’inizio alla fine, senza alcuna divisione o intervallo. In questo senso, il linguaggio della Torah è un po’ come il linguaggio del computer. È il linguaggio del programma dell’umanità, che deve essere realizzato.

Ogni lettera della Torah è un segno che una persona deve esprimere in se stessa, nelle sue proprietà. Cosa significa leggere correttamente la Torah? Prendere ogni segno, ogni lettera e formattarsi in base ad essi: un formato, un secondo formato, un terzo.

Successivamente, io attraverso determinati stati. Sono questi gli stati che ho sperimentato dall’inizio della Torah fino alla sua fine e che di me formano un Adamo, un essere umano, che è completamente simile al Creatore.

La Torah è il programma in base al quale ogni persona, che lo legge correttamente, è come se cesellasse ogni lettera nel proprio desiderio egoistico. Quindi questi desideri vengono gradualmente trasformati in proprietà altruistiche, azioni e stati e una persona raggiunge la sua completa somiglianza con il Creatore.

[252195]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 18/12/2019

Materiale correlato:
L’Alfabeto Ebraico, La Chiave Per Il Mondo Spirituale
I Kabbalisti sul Linguaggio della Kabbalah, Parte 3
La Kabbalah e le altre credenze – 4′ Parte

Due forze nell’universo

Domanda: I kabbalisti scrivono che la relazione tra i sessi è alla base dell’universo. Gli esseri umani sono divisi in uomini e donne perché esistono il Creatore e gli esseri creati?

Risposta: Sì. Le due forze dell’universo – la forza della dazione e la forza della ricezione – si manifestano nella materia sotto forma di uomo e donna.

Domanda: Quindi l’essenza maschile è la forza della dazione e l’essenza femminile quella di ricezione?

Risposta: Sì ma questa è una condizione fine a se stessa. In linea di principio, sotto l’aspetto delle forze, questo è sicuro: la forza maschile dà e quella femminile riceve. Tuttavia, quando si tratta di ricevere e dare, non vuol dire che la forza femminile è sintonizzata solo con la qualità egoistica della ricezione e quella maschile con la qualità altruistica della dazione.
In ogni persona esistono entrambe le forze: tanto quella maschile quanto quella femminile.
[255109]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 31/12/2018

Materiale correlato:

L’involucro materiale e l’essenza spirituale
La forza del bene e la forza del male, Parte 5
Uomo e donna, l’unione degli opposti

New Life n.1133 – La necessità di essere amati

New Life n.1133 – La necessità di essere amati
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo:

Il mio bisogno di essere amato emerge dall’obbligo morale di essere in buoni rapporti con i fattori importanti per la mia esistenza positiva. L’amore è accogliere tutti nel mio cuore, nonostante le nostre differenze. Lo scopo della vita è l’amore, e quando un sentimento di mancanza è soddisfatto, ci dà la sensazione dell’essenza della vita. Tutte le nostre relazioni si basano su connessione e separazione, impegno o assenza. Alla fine, dobbiamo sentirci connessi come eravamo originariamente, come uno. L’amore spirituale si verifica quando non chiediamo nulla, fino a raggiungere la devozione totale, semplicemente perché è importante amare. Quindi sviluppiamo l’amore per tutta la creazione e anche per le forze superiori che ci hanno creato.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1133 – La necessità di essere amati”, 02/07/2019

Come riparare le relazioni danneggiate?

Domanda: Le relazioni danneggiate rovinano tutta la vita delle persone e possono essere fonte di confusione a causa di piccoli equivoci. Qual è la cosa giusta da fare per prevenire il risentimento, i rapporti danneggiati e migliorarli?
Gli psicologi danno i seguenti consigli: “Cerca di capire il punto di vista del tuo partner”. Il risultato di un’azione non è sempre intenzionale. La difficoltà con alcune micro-manifestazioni è che tutti applichiamo standard diversi alla loro valutazione.”

Risposta: Quali sono gli standard? Lo standard è il mio: come vedo gli altri e come mi relaziono a loro oppure come vedo me stesso e confronto gli altri con me. Questo è completamente sbagliato. È come se io prendessi un abito stretto e lo indossassi. Quando l’avrò indosso, il mio stomaco, le mie braccia e le gambe sottili si noteranno e quindi il vestito sembrerà brutto.

Non ci sono standard comuni. Ma può esserci un solo standard, a beneficio del vicino. È tutto. Non percepisco nessuno in alcun modo, né me stesso né nessun altro. Mi interessa solo una cosa: se si verificano alcune situazioni e se si verificano a beneficio dell’uomo.

Per uomo intendo tutta l’umanità, l’immagine generale di una persona. Non considero nessuno specifico o sicuramente mi perderò.

Domanda: Come possiamo comprendere correttamente il punto di vista dell’altra persona, se sia giusto o meno?

Risposta: Io non riesco a capire un’altra persona. Come posso capirla? Come posso uscire da me stesso per capirla?
No, dobbiamo semplicemente agire in modo positivo per l’altra persona, per chiunque. Cioè, fatta eccezione per le mie necessità di sopravvivenza, per tutto ciò che dipende da me, devo agire per il bene degli altri.
Questo è naturale. Molto spesso noi, a causa delle nostre abitudini, facciamo alcuni movimenti, gesti o pronunciamo alcune parole, frasi che potrebbero sembrare persino offensive per gli altri.

Potremmo anche non accorgerci di questo. È necessario sintonizzare il cuore. Il cuore dovrebbe essere adattato alla gentilezza verso gli altri. Tutto il resto non funzionerà affatto.
Se una persona è cordialmente in sintonia con l’altra, i suoi gesti verranno interpretati correttamente. Anche se ha detto qualcosa di sbagliato e in qualche modo non ha potuto esprimersi correttamente, l’altra persona lo sentirà.

Rivolgi il tuo cuore verso l’altra persona, verso tutte le persone, verso il bene. Dobbiamo abituarci. Dobbiamo educarci a questo. Ed è necessario che lo stesso atteggiamento sia mantenuto dall’ambiente e dalla società circostante. Allora andrà tutto bene.
[254793]

Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 14/07/2019

Materiale correlato:
New Life n.174 – Aiuto reciproco e gentilezza
Portare il bene alle persone
Amare gli altri, perché ne abbiamo bisogno?

 

La famiglia – la base per la crescita spirituale delle masse

Commento: La Kabbalah parla dell’importanza dell’ambiente che sosterrebbe l’idea in base alla quale solo la rivelazione del Creatore può essere la motivazione per creare una famiglia.

Il mio commento: Ma questo ambiente non dovrebbe essere lo stesso di un villaggio, di un paese, o di una piccola cittadina dove l’opinione pubblica di una massa scarsamente istruita fa pressione sui giovani obbligandoli a farsi una famiglia e ad esistere in questo modo.

Domanda: Si tratta di un processo educativo dove dall’età scolare una persona dovrebbe ricevere una spiegazione sulle differenze fra il genere maschile e quello femminile, sullo scopo della creazione e su cos’è il Creatore? Se così fosse non sembra facile.

Risposta: Infatti, ma sarà necessario spiegare tutto questo. Sarà grazie a quest’educazione che torneremo alla famiglia ma in una forma differente.

Vediamo che stiamo vivendo lo stato in cui abbiamo bisogno di una famiglia. Nel passato le persone dai 16 ai 18 anni ci pensavano e la creavano, oggi non è più così.

Domanda: La famiglia come base per la connessione tra le persone, rappresenta l’inizio del sentiero verso lo sviluppo spirituale di un individuo?

Risposta: Una persona crescerà spiritualmente principalmente dalla famiglia. Se parliamo di un gruppo kabbalistico questa è una questione completamente diversa, se riguarda le masse allora la famiglia è la base.

Domanda: La famiglia è un modello dove ho un atteggiamento positivo nei confronti del coniuge e dei figli perché questo è innato in me per natura?

Risposta: Non solo. Diverrà un tipo di modello in cui ti svilupperai spiritualmente. Inoltre, ci saranno gruppi maschili e femminili nei quali uomini e donne si svilupperanno separatamente, dove riceveranno arricchimento, ispirazione e carica spirituale realizzandosi fra loro nella famiglia.

Domanda: In linea di principio queste due cellule rimarranno due tipi di ambiente?

Risposta: Si. Gruppi maschili e femminili, gli uomini e le donne della famiglia con i loro bambini, questa in pratica sarà la struttura della società.
[254021]

Dalla trasmissione di KabTV: “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 01/01/2019

Materiale correlato:

L’unità del mondo risiede nell’armonia tra l’uomo e la donna
Una nuova era di relazioni familiari
Uomo e donna, l’unione degli opposti

La Kabbalah e le altre credenze – 7′ Parte

Cos’è il peccato dell’uomo?

Il peccato dell’uomo sta nel fatto che non chiede aiuto al Creatore. Se lui chiedesse aiuto, sicuramente lo riceverebbe dal Creatore. Ma se una persona dice di aver chiesto l’aiuto e il Creatore non l’ha aiutata, a costei arriva questa risposta: una persona dovrebbe credere che il Creatore ascolta le preghiere, come è scritto: “Poiché tu ascolti la preghiera di ogni bocca”. “… quando una persona vuole percorrere il sentiero della dazione e non quello della ricezione, il peccato sta principalmente nel fatto che la persona non ha chiesto al Creatore di aiutarla a superare il male. Per questo, chiede il perdono, e d’ora in poi chiederà di essere aiutata (Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 4 (1988), “Qual è la preghiera per chiedere aiuto e per chiedere perdono nel lavoro?”)”

Nota: Il peccato è generalmente inteso come una cattiva azione verso gli altri…

Il mio commento: Le azioni buone o cattive non vengono eseguite da te, ma dal Creatore.

La trasgressione non sta nel fare qualcosa di cattivo, ma nel non chiedere al Creatore di correggerti, e quindi, le qualità egoistiche che si sono risvegliate in te, ti hanno spinto a compiere questa povera azione.

Il tuo peccato sta nel non chiedere la correzione delle tue qualità egoistiche. Tutto il resto sta al Creatore, e niente di tutto e in nessun modo sta a te.

In realtà, non ci sono azioni che devi fare tranne una sola: chiedere aiuto al Creatore per vincere l’inclinazione al male.

[251896]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

Materiale correlato:
La Kabbalah e le altre credenze – 6′ Parte
La Kabbalah e le altre credenze – 5′ Parte
La Kabbalah e le altre credenze – 4′ Parte

Noi percepiamo l’essenza dell’evento naturale?

Baal HaSulam ne “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”:

“L’Attualità della saggezza della Kabbalah”

Cose reali vengono trovate anche nella realtà fisica, guarda bene davanti ai tuoi occhi, sebbene noi non abbiamo nessuna percezione o immagine della loro essenza, tali sono l’elettricità e la calamita chiamata “fluidum”.

Tuttavia, chi può dire che questi nomi non siano reali, quando noi vivacemente ed esaurientemente conosciamo le loro azioni? Non dovremmo essere più indifferenti al fatto che non possiamo concepire l’essenza del soggetto stesso, chiamata elettricità essa stessa? Di fatto, non comprendiamo ciò che è l’elettricità o l’essenza di qualsiasi altro fenomeno fisico. Noi osserviamo soltanto il suo effetto.

Per esempio, sappiamo come usare l’elettricità e l’elettromagnetismo, le usiamo liberamente nelle nostre vite ogni giorno nelle faccende domestiche ma non conosciamo, realmente, cosa siano. Tuttavia, questo non ci disturba affatto. Noi continuiamo ad utilizzare questi fenomeni naturali completamente inconsapevoli della loro essenza e comprendiamo che non li conosciamo.

Conosciamo cos’è la gravità, nonostante ognuno senta il suo impatto su se stesso? Prova a saltare, vedrai cos’è. Noi misuriamo questa forza, impariamo come domarla. Ma cos’è questa forza? Qual è la sua essenza? Da dove proviene? Noi non lo sappiamo. Questo accade con tutti i fenomeni naturali.

Baal Hasulam scrive che le nostre conoscenze sulle loro manifestazioni ci soddisfano completamente. Non abbiamo bisogno di nient’altro per usarli.

La cosa principale per noi è usare questi fenomeni. Noi non conseguiamo la loro essenza interna perchè la natura ci ha creati in questo modo. Raggiungiamo solo i loro effetti nelle nostre sensazioni e nient’altro.

Naturalmente, potremmo decidere che sarebbe bello scoprire da dove provengono il magnetismo, l’elettricità, la gravità e tutti gli altri fenomeni naturali. Ma essi ci sono completamente nascosti. Noi siamo solo gli strumenti in cui si manifestano questi fenomeni e le loro manifestazioni sono ciò che sentiamo.

[253417]

Dalla trasmissione di KabTV “ Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/09/2019

Materiale correlato:
Illusione e realtà secondo la Kabbalah
Nomi con un contenuto interiore
La fonte di tutte le forze della Natura

Il linguaggio è il senso per la corretta comunicazione

Baal HaSulam scrive che un kabbalista deve usare definizioni molto accurate. Dove possiamo trovarle?

Qui…la legge delle radici e dei rami sorge in tutti i mondi, in tutti gli stati, in ognuno di noi. È da lì che io posso avere delle definizioni chiare e accurate dal punto di vista della natura. Da qui prenderai anche tu le tue definizioni e noi le confronteremo fra loro. Da questo confronto, possiamo comprenderci correttamente fra noi, anziché parlare con le stesse parole, ma con un significato diverso.

Nel nostro mondo, ognuno attribuisce significati diversi alle stesse parole perché ognuno di noi differisce dagli altri. Come possiamo connettere i complessi stati interiori di ognuno di noi per iniziare a capirci e a sovrapporci, in modo che questi concetti si combinino e ci diano un’idea chiara a proposito di che cosa stiamo parlando, per poter poi sentire nella stessa maniera? Questo è un problema di linguaggio.

Il linguaggio è il senso della comunicazione reciproca, quando io e te proviamo la stessa cosa. In caso contrario, avvertiremmo chiaramente la differenza nelle nostre sensazioni.

[253770]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza Kabbalah”, 15/09/2019

Materiale correlato:
I kabbalisti sul linguaggio della Kabbalah, Parte 14
I kabbalisti sul linguaggio della Kabbalah, Parte 15
I kabbalisti sul linguaggio della Kabbalah, Parte 16

New Life n.1112 – Evitare la sofferenza e il dolore

New Life n.1112 – Evitare la sofferenza e il dolore
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo:

Tutto nella vita ruota attorno all’evitare la sofferenza, ma senza di essa non possiamo sentire piacere. Diventiamo più sensibili alla sofferenza nella misura in cui l’egoismo umano si sviluppa, ma la fonte del nostro dolore resta nascosta. La Kabbalah ci insegna che il dolore proviene dalla nostra mancanza di soddisfazione e che per evitarlo dobbiamo cambiare i valori interni della natura umana. Quando ci chiediamo “Perché vivo?” e scopriamo lo scopo del dolore, esso non ci fa più male e diventa l’investimento per raggiungere il nostro obbiettivo. La sofferenza può mostrarci dove sbagliamo ed aiutarci ad esplorare e scoprire il nostro scopo, correggendo la nostra attitudine.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1112– Evitare la sofferenza e il dolore”, 14/05/2019