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Anche quando un piccolo uomo dal basso chiede e domanda, passa la sua mancanza fino alla stessa Malchut di Ein Sof. In risposta, la luce dell’infinito scende su di lui passando attraverso tutti i gradi e lasciando una traccia di questa persona su ognuno di essi. Questo filo che si estende dall’alto verso il basso è registrato a suo nome. Pertanto, ogni volta che egli solleva una mancanza ed abbassa un po’ di luce, investe la sua parte, la sua aggiunta alla correzione finale generale.1

Il conseguimento di un kabbalista dipende dal suo stato, dal suo carattere e dall’altezza della radice della sua anima. Però un kabbalista non aspira ad ottenere la massima comprensione della spiritualità; vuole vedere solo ciò che è benefico per la correzione. Se la rivelazione non è a beneficio della correzione, egli “nasconde la sua faccia”. La preghiera dei giusti sorge solo per la correzione e deve prendersi cura dello schermo che gli permetterà di accettare la rivelazione solo nella luce di Hassadim, non per se stesso.2

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31/07/2019, Gli Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione alla saggezza della Kabbalah”, Articolo 160
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