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La fede in un mondo migliore rende la vita più facile?

Domanda: Se tutti affermassero che l’anima è la cosa più importante e che il corpo non è nulla, le persone probabilmente avrebbero un atteggiamento diverso nei confronti della morte?

Risposta: Senza ombra di dubbio.

Domanda: Perché allora non lo fanno?

Risposta: In primo luogo perché nessuno nella popolazione mondiale sente questo, e in secondo luogo, perché è anti-egoistico. Dopotutto, se questo è diretto contro l’egoismo, allora chi vuole lavorare contro di esso?

È necessario pensare, fare sforzi, agire in qualche modo, organizzare qualcosa. Cosa otterrò da questo? Assolutamente nulla in questo mondo: niente cibo, niente sesso, niente famiglia, niente fama, nessuna conoscenza.

Domanda: È probabilmente più facile per una persona vivere credendo esattamente a ciò che affermano le religioni, in merito all’esistenza di un mondo futuro. Ma in che misura, la speranza che ci sia qualcosa, da qualche parte nel mondo, migliora psicologicamente la vita di una persona?

Risposta: Oggigiorno per migliorare psicologicamente la vita di una persona non è necessario essere religiosi.

Assistiamo sempre più al progressivo fallimento delle religioni. Di recente sono apparse sulla scena mediatica sempre più persone non religiose che disprezzano apertamente le diverse credenze religiose, perché è ormai chiaro che le religioni non rispondono specificamente alle nostre domande.

Se un individuo ha bisogno di movimentare un po’ la propria vita ha Hollywood, Internet o qualcos’altro. Ce n’è abbastanza così che potrà creare qualsiasi forma di mondo illusorio per se stesso.

Cosa c’è dopo la morte? Nessuno lo sa. Pertanto gli uomini non credono più a questo, il loro ego ha superato la fase in cui credevano a queste storie e non riescono più a crederci, tanto meno essi sono più capaci di sacrificare il proprio tempo e intelletto.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 12/11/2018

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New Life n.1126 – L’importanza del cibo nelle nostre vite

New Life n.1126 – L’importanza del cibo nelle nostre vite
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Il cibo può riempire una persona sia materialmente che spiritualmente. Non ci piace mangiare da soli perché amiamo donarci a vicenda il riempimento spirituale. Il cibo può essere un mezzo per connettersi e integrarsi con le persone. La differenza tra mangiare da soli un piatto preparato da uno chef e mangiare qualcosa di semplice con gli amici è il tipo di riempimento. Riceviamo riempimento spirituale quando ci relazioniamo con gli altri con amore e devozione, desiderando soddisfarli con tutto ciò che è buono, ed essere riempiti dalla luce.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1126 – L’importanza del cibo nelle nostre vite”, 20/06/2019

Consigli dalla Kabbalah

Domanda: Lei ci ha parlato dell’educazione di ogni singolo europeo, di ogni singola persona. Quale sarà la base per l’educazione di un nuovo individuo? La Kabbalah è il metodo che lei propone? Dov’è la base, il concetto del percorso che ci propone?

Risposta: Devi solo aprire i libri della saggezza della Kabbalah dove sta tutto scritto e leggerli.

Domanda: Chi è il Creatore? Qualcosa che non proviene da questo mondo? Quindi come si può indurlo a fare qualcosa?

Risposta: Il Creatore non viene da questo mondo, Egli è corretto e preciso. È il più alto potere di dazione e amore. Può dare a te solo nella misura in cui tu desideri instillare le proprietà della dazione e dell’amore in te stesso. Se vuoi acquisire l’attitudine di amore e dazione verso gli altri, allora devi rivolgerti al Creatore.

Domanda: Cosa significa adempiere un desiderio?

Risposta: La realizzazione di un desiderio significa ottenere ciò che voglio. Nel nostro stato, tutti i nostri desideri sono egoistici e, pertanto, non riceviamo il loro appagamento. Anche se otteniamo soddisfazione, scopriamo in seguito che siamo diventati ancora più vuoti. Questo ci insegna a non voler essere soddisfatti egoisticamente.

Domanda: Gli ebrei sarebbero riusciti a “svegliarsi” senza l’antisemitismo?

Risposta: Certamente no! Ecco perché il Creatore ci spinge a compiere il nostro destino incitando all’odio verso Israele.

Domanda: Cosa dovrebbe essere insegnato ai bambini di due o tre anni, prima di tutto?
Risposta: All’età di due o tre anni è certamente troppo presto per insegnare loro qualcosa. Ma puoi provare a insegnare loro a connettersi bene con gli altri.

Domanda: In che modo il Creatore risponde al suo insegnamento? Lei sente la Sua risposta?

Risposta: Il Creatore mi approva pienamente, risponde molto bene e Lo sento perfettamente. Non sto scherzando! Puoi fare lo stesso e scoprirlo.

Domanda: Io sono un artista. Per favore, mi dica perché sono necessarie le arti visive e se saranno importanti in futuro.

Risposta: No, non sono molto importanti e non lo saranno in futuro. Questo perché le persone scopriranno una visione spirituale interiore che non può essere espressa in alcun modo, ma solo e soltanto attraverso la nostra anima.

Domanda: Perché dovrei prendermi cura degli altri se io stesso ho bisogno d’amore? Quello che voglio dire è che non dovrei preoccuparmi di me prima di tutto?

Risposta: In questo caso non sarai mai in grado di provare soddisfazione e non sentirai mai l’amore. Se hai bisogno di amore, devi amare gli altri. Allora inizierai a provare amore per te stesso.
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Dalla trasmissione di KabTV “Le risposte alle domande da Facebook”, 10/03/2019

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Domanda: Dobbiamo gestire il mondo da soli o basta raggiungere un livello più elevato, aderire ad esso e diventarne parte?

Risposta: No! Noi dobbiamo elevarci ad un livello tale da poter sostituire il  Creatore  nel controllo dell’intera creazione, non solo del nostro mondo ma di tutti i mondi.

Domanda: Freddy Mercury, durante un concerto in Inghilterra, deliziò 110.000 spettatori in uno stadio. Le persone cantarono insieme a lui come fossero un’unica voce. Influenzò positivamente il Creatore?

Risposta: Non è pensabile che questo sia avvenuto, visto che né Freddy Mercury né altri famosi cantanti hanno agito o agiscono nell’intenzione corretta.

Domanda: Vi sono intermediari tra noi e l’intenzione del Creatore?

Risposta: No, non vi sono intermediari. Non servono. Per quanto mi riguarda io non sono un intermediario, sono una guida.

Domanda: È possibile che altre forze, buone o cattive, si frappongano alla nostra relazione con il Creatore, supportandola o arrestandola?

Risposta: No, tutto è sotto il controllo diretto del Creatore.

Domanda: Quanto ha pesato il peccato di  Adamo sebbene fosse proiettato alla realizzazione spirituale?

Risposta: Ha voluto raggiungere la completa adesione al Creatore in maniera immediata, tutto in una volta.

Domanda: Attraverso la conoscenza di come il Creatore governa il mondo, l’egoismo può utilizzare questo ordine a proprio favore e separarsi dal Creatore?

Risposta: No, non funziona così. Tutto è gestito apertamente ed unicamente attraverso la Natura poiché è scritto: ”Io sono per il Creatore ed il Creatore è per me”. Nulla può essere deciso in questa sede. Nessuna manipolazione può funzionare.

Domanda: Perché il Creatore nasconde la propria perfezione non permettendoci di percepire ciò che ci accade di negativo come amore perfetto ?

Risposta: È per questa ragione che diamo valore a questo amore e alla perfezione. Dobbiamo vivere le situazioni difficili. Non c’è nulla da fare. Il mondo è fatto in questa maniera poiché, a parte il potere positivo del Creatore, tutto è basato sulla connessione tra le forze positive e negative.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 17/03/2019

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New Life n.1101 – Potere, controllo e sfruttamento

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

La nostra natura è puro desiderio di ricevere, che può svilupparsi attraverso mezzi aggressivi o gentili. Gli animali non amano nuocere agli altri animali. Quando una persona attiva il potere dell’ego umano danneggiando gli altri, questa si chiama aggressività. Esiste un modo più gentile per rallegrare le persone, come quando un bravo cantante emoziona il suo pubblico in maniera positiva. È meglio progredire nelle nostre relazioni e realizzarci pienamente attraverso il potere dell’amore e dell’amicizia.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1101 – Potere, controllo e sfruttamento”

Il segno di buon avanzamento

Domanda: Tre anni fa ho iniziato a studiare la saggezza della Kabbalah e pensavo di aver capito tutto. Sia “L’introduzione alla saggezza della Kabbalah” (Pticha) che il TES (Talmud Eser Sefirot) mi erano davvero comprensibili e chiari.

Ora, dopo tre anni, comincio a sentire che non solo non capisco ciò che prima mi era chiaro, ma anche Pticha, TES e il lavoro di gruppo mi evocano del disgusto. È normale questo?

Risposta: Questo è un segno di buon avanzamento. Devi passare questo periodo con forza e tenacia, e poi comincerai a capire tutto con la mente e con le emozioni.

Domanda: Quindi alla fine questi disturbi sono degli aiuti?

Risposta: Sì, ma questo fastidio può continuare per un periodo anche lungo, forse per anni. La cosa principale è non lasciare e vedrai che sarai premiato.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/06/2019

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Cosa determina il futuro di ogni persona?

Domanda: Cosa determina il futuro di una persona?

Risposta: Indubbiamente, tutti sono interessati al futuro. In ogni momento esso irrompe nel presente e si trasforma in presente.

Pertanto il futuro è costantemente connesso a noi e determina il nostro presente. Se sappiamo che qualcosa sta per accadere, anche se non molto presto, lo aspettiamo comunque e il nostro stato presente dipende da esso, in particolare il nostro umore, il nostro atteggiamento nei confronti del mondo e della vita. Pertanto il futuro è un fattore che influenza in modo significativo le nostre vite.

Domanda: È questo ciò che distingue una persona da un animale?

Risposta: Gli animali percepiscono il futuro, ma non nella stessa misura delle persone e non ne vengono molto influenzati.

Il futuro di una persona dipende dal modo in cui si adatta al presente. Dopotutto, in effetti, il futuro non esiste. Se viviamo passivamente, allora determiniamo quale sarà il futuro, cioè dipende dalle altre persone, dalle circostanze e di tutto il resto.

Quando viviamo spiritualmente, non esiste né futuro né presente. In qualche modo noi possiamo parlare del passato, perché eravamo in uno stato in cui il tempo scorreva, stava avvenendo dentro di noi qualcosa di simile. Tuttavia, se io ora sono nel presente, posso chiaramente fare di me stesso un essere creato che non ha futuro.

Nel nostro mondo questo suona molto spiacevole. Dire ad una persona: “Tu non hai futuro”, equivale ad ucciderla. Tuttavia, nella saggezza della Kabbalah, non è così. Tu non hai futuro perché lo creerai da solo, ora.

Vai e fallo, scolpiscilo, disegnalo in una foto ed è quello che sarà. E quando sarà? Quando tu lo vorrai.

Tuttavia, se non c’è passato, presente e futuro, il mondo non esiste e ci viene completamente rappresentato in base alle nostre qualità sullo sfondo bianco della luce superiore, allora qual è il significato della domanda “Cosa determina il futuro di una persona?” Esso dipende dalla persona!

E non solo nel modo in cui noi lo affermiamo pateticamente: “La persona crea il proprio futuro!” No. Il fatto è che ogni persona che conosce questo algoritmo dell’influenzare se stessa, di fatto crea se stessa e il proprio futuro perché i suoi desideri interni creano lei e i suoi desideri esterni – il mondo che la circonda. Pertanto, il futuro dipende solo da lei, così come tutti i suoi elementi e dettagli.

Non è facile arrivare a questo. Tuttavia, ne siamo capaci e un giorno saremo in grado di farlo. Nel frattempo, ci sembra che questa sia solo una fantasia.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 28/04/2019

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Mi ritengo responsabile

La nazione di Israele è un gruppo insolito, perché la nostra connessione non è ad un livello corporeo, quindi è molto instabile.
Apparentemente ci connette in alto, ma non sentiamo connessione tra di noi.
Tutto questo perché il nostro grande ego ci separa gli uni dagli altri. Non c’è una connessione naturale, corporea, mondana, c’è soltanto quella spirituale che esula dai nostri cinque sensi.

Baal HaSulam scrive che soltanto i problemi in comune ci uniscono, come fratelli nella disgrazia. Così sembriamo un mucchio di noci in un sacco, uniti soltanto dall’involucro, che non ci fa disperdere.
Pertanto, la nostra unica speranza è un’educazione pubblica, un movimento verso l’unità nazionale capace di accendere l’amore verso la nazione dentro le persone, così da sentirci un solo corpo tra di noi.

Non dobbiamo sentirci come fratelli nella disgrazia, come facciamo oggi, ma dobbiamo sentire la connessione naturale, eterna che esiste dentro ognuno di noi e da cui non possiamo nasconderci. È la luce superiore che ci mantiene uniti. Altre nazioni sono connesse istintivamente dalla natura stessa, sentono un senso di appartenenza per la loro nazione.
Ma per il popolo di Israele questa connessione richiede la nostra partecipazione e questo dobbiamo prenderlo dall’alto da soli.

Questo amore esisteva tra di noi sin dai tempi di Abrahamo, il fondatore della nazione di Israele. Ma dopo la distruzione del Tempio, e nel corso degli anni, ha cominciato a dissolversi e si è persa completamente durante l’esilio. Dobbiamo costruire quest‘amore adesso, in modo che sia naturale e spirituale. Dopo tutto non c’è amore fisico tra di noi e non vogliamo che la connessione fra di noi sia come quella delle altre nazioni. Non è rimasto più niente dell’amore dopo duemila anni di esilio!1

Io devo fare di tutto per risvegliare il gruppo. Indipendentemente dalla loro risposta, devo continuare a fare di tutto per la loro unione: pregando serenamente per i miei amici, facendo azioni diverse che loro possono vedere, facendo loro da esempio. Comportandomi in questo modo, non dipendo da nessuno a parte il Creatore, quindi chiedo a Lui di darmi la forza e il desiderio. Poi, mi volto verso i miei amici e cerco di ispirarli, e mi ritengo responsabile: “Se io non sono per me, chi sarà per me”?2

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17/07/2019 “Gli Scritti di Baal HaSulam, dal Giornale ‘La Nazione’”

1 Minuto 1:00 – 1:19
2 Minuto 12:00

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A chi lasciare i miliardi?

Osservazione: Le dieci persone più ricche del mondo non lasceranno la loro fortuna ai propri figli.

Il mio commento: L’abitudine di lasciare tutto ciò che si possiede alla generazione successiva è diventata antiquata. La gente capisce che questo non dà alcuna felicità ai propri figli.

Cioè, ad un bambino bisogna dare una buona educazione e un normale, minimo diritto di esistere leggermente al di sopra della media. Ma non di più. In questo modo il bambino si sforzerà di ottenere di più. Imparerà anche a mettere al sicuro se stesso e la sua famiglia per proteggersi da tutti i problemi. Senza di questo, ovunque si trovi, non saprà a cosa dedicarsi.

Ciò corrompe le persone. A proposito, la Torah dice che un padre non dovrebbe parlare al figlio delle sue ricchezze e dirgli che esse passeranno a lui.

Domanda: Cosa ne pensa del fatto che i ricchi lascino i loro miliardi in beneficenza?

Risposta:  A chi altri dovrebbero lasciarli? La gente donerà per la ricerca, per l’ecologia, ma poco a poco tutto sparirà. Ci troveremo di fronte a vari tipi di organizzazioni che ci consiglieranno come dividere il denaro, come dissolverlo in parti, tutto qui.

Domanda: Dare tutto in beneficenza è un atto egoistico? Alcuni hanno guadagnato molto denaro.

Risposta: Sì hanno fatto i soldi, ma adesso, alla fine della loro vita, capiscono che questo denaro non possono portarlo con loro, che non ci si può fare nulla e che nessuno è eterno. Sperano che in questo modo, tuttavia, lasceranno il loro nome e parte di sé all’umanità. Questa è una specie di redenzione.

Osservazione: Esiste un termine: “perpetrare.”

Il mio commento: Perpetrare, sì. Ma io non li invidio. Se ancora sperano che questo procurerà loro qualche vantaggio dopo che avranno già lasciato questa vita, allora, naturalmente…

Domanda: Non serve a nulla? Allora cosa sarebbe meglio fare?

Risposta: Non voglio parlare di questo. Che lascino il loro denaro in beneficenza.

Un uomo non ha più nulla! Assolutamente niente se non le buone azioni. Le buone azioni sono le sole in grado di spingere questo mondo ad unirsi. Questo è tutto, solo questo!

Solo questo in qualche modo può realmente rimanere impresso nell’anima di una persona. Quando un uomo si impegna nell’unire il mondo, si impegna con la sua anima, con le sue qualità interiori.
Pertanto, ciò rimane in lui e la morte non ha alcun potere su questo.

Domanda: Quale tipo di azione è per l’unificazione del mondo?

Risposta: Il desiderio reciproco delle persone di aiutarsi a vicenda, anche a livello materiale. La cosa più importante è unirsi per rivelare la mente più elevata, la massima proprietà, il massimo potere, il Creatore, la proprietà di amore e dazione.

Se le persone verranno indirizzate verso questo, in effetti ciò rimarrà con loro e costituirà il loro eterno contributo allo sviluppo delle loro anime.
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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 19/03/2019

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L’evoluzione: dalla democrazia sino al metodo della connessione

Possiamo comprendere cosa sta accadendo all’egoismo osservando i recenti eventi in Israele.
L’egoismo è fondato sulla materia della creazione: il desiderio di ricevere. Se il desiderio agisce per fini personali, si chiama “egoismo“, inclinazione al male. Vediamo processi simili negli Stati Uniti, in Europa e in Israele, dove piccoli gruppi, perseguendo i propri interessi e sfruttando il fatto che viviamo in una società democratica, si alzano in piedi e chiedono a gran voce ciò a cui pensano di avere diritto.

Tuttavia, le loro sono richieste ingiustificate, se giudicate obiettivamente, in proporzione all’effettivo contributo che questi gruppi danno alla società. E quindi essi approfittano del fatto che ognuno ha libertà di parola. Ne consegue che più disordine c’è, maggiore è l’attenzione che attirano verso se stessi. Le leggi esistenti lo consentono. Questo sta accadendo in molte parti del mondo con tutti i tipi di gruppi, indipendentemente dal colore della pelle, dalla tendenza politica, dalla filosofia o dagli obiettivi che le persone perseguono.

Essi sfruttano l’egoismo crescente, sia il loro che quello della società. Ciò gli consente di manipolare forze più potenti, spingendole a sollevarsi l’una contro l’altra, e traendo beneficio da questo confronto.

Ne consegue che la democrazia sta andando in mille pezzi lasciando che piccoli gruppi manipolino grandi formazioni come le forze di destra e di sinistra, democratici e repubblicani, e così via. In ogni paese sono chiamati con nomi diversi, ma l’essenza è la stessa perché l’egoismo è lo stesso ovunque, motivo per cui si manifestano tali eventi negli Stati Uniti, in Israele e in qualsiasi altro luogo del mondo.

Vediamo che la democrazia sta volgendo al termine e le prospettive non sono affatto chiare. Piccoli gruppi con interessi ristretti acquistano forza e approfittano del fatto che ci sono due grandi campi che si oppongono l’uno all’altro, manipolandoli. Di conseguenza, grandi formazioni iniziano a seguire un piccolo gruppo che le usa a proprio vantaggio.

Non c’è ancora una soluzione per tutto questo che, ovviamente continuerà fino a quando non inizieremo a correggere l’egoismo spiegando che la differenza di opinioni, tra i punti di vista di destra e di sinistra, dovrebbe contribuire al rafforzamento della società e non alla distruzione reciproca. Entrambe sono necessarie e dobbiamo trovare uno spazio in cui le opinioni opposte si completino a vicenda, allora ci saranno progressi.

Una salita completa una discesa e una discesa completa una salita. Non c’è luce senza oscurità e non c’è oscurità senza luce, nessun desiderio di ricevere senza il desiderio di dare. Ci devono essere due opposti per costruire una linea di mezzo, che non significa scendere a compromessi. Invece, agisce come “l’amore che copre tutti i crimini”, cioè si innalza al di sopra di entrambi.

I compromessi in cui le parti opposte fanno piccoli passi l’uno verso l’altro non funzionano perché esistono fino a un certo punto e poi tutto esplode.

Ovviamente, nella sua forma attuale, la società umana ha raggiunto il suo limite. La democrazia, lo sviluppo libero e la libertà di parola per tutti si sono trasformati in una forza distruttiva della società. Ciò è evidente dalla crisi dei rifugiati in Europa e dal conflitto tra partiti di destra e di sinistra in America e in Israele. Ogni piccolo gruppo cerca di approfittare di questa situazione e di aggrapparsi dove gli fa più comodo, di concludere l’affare più redditizio per se stesso, trasformandosi in una Klipa, perché invece di diventare una forza utile, diventa dannosa.

Devono esistere due grandi gruppi e tutti gli altri in mezzo stanno solo cercando a quale parte unirsi, cambiando le loro credenze verso gli opposti ogni giorno a seconda del guadagno. Questo è tutto un prodotto logico della nostra democrazia e delle leggi liberali. La situazione sta diventando evidente oggi e ciò significa la fine della democrazia, delle elezioni democratiche e della società umana. Pertanto, il nostro dovere è quello di rivelare al popolo di Israele, e quindi al mondo intero, il metodo della connessione, il metodo dell’educazione umana.

Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04/07/2019, “Costruire la società futura”

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