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Cosa è predeterminato per ognuno di noi?

Domanda: E’ possibile che la sofferenza o la punizione siano predeterminate e che si possano cancellare con l’aiuto della luce della saggezza della Kabbalah?

Risposta: Non sono la sofferenza e la punizione ad essere predeterminate, ma la via specifica da seguire, che arriva dal punto nel cuore della nostra anima. Questa via può essere sia buona che cattiva, ma questo sta nella libera scelta di ognuno di noi.

Domanda: In definitiva, soffrire fa bene alle persone?

Risposta: Nessuno ha bisogno di soffrire nemmeno per un solo istante. Il Creatore è buono e desidera solo il bene per noi. Pertanto, ogni singolo secondo di sofferenza è il sintomo che stiamo andando contro di Lui. Se vogliamo dirigerci assieme verso di Lui, dovremmo sbarazzarci della sensazione di sofferenza il più rapidamente possibile.

Domanda: Cosa ci sviluppa di più: la sofferenza per la mancanza dell’indispensabile o il desiderio di provare piacere?

Risposta: Solo sforzandoci di raggiungere l’obiettivo e la verità possiamo elevarci; né il piacere, né lo scappare dalla sofferenza ci saranno d’aiuto.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 18/11/2018

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Pesa i tuoi desideri e pensieri

Domanda: Perché lo scopo della creazione è in totale contraddizione con il terribile stato dell’umanità, che è immersa nell’egoismo?

Risposta: Il fatto è che abbiamo attraversato una frammentazione. Pertanto, tutti i pensieri e i desideri che sorgono in noi sono negativi, opposti al Creatore e opposti all’unificazione nella decina.

Abbiamo solo bisogno di valutare i nostri desideri e pensieri, il cuore e la mente. Dobbiamo costantemente controllare questi due parametri, quanto essi aiutano o, al contrario, si oppongono all’unione. Solo in questo possiamo vedere la loro altezza positiva o negativa.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Da che cosa dipende il desiderio di studiare la saggezza della Kabbalah?

Domanda: Da che cosa dipende il desiderio di studiare la saggezza della Kabbalah?

Risposta: L’aspirazione al Creatore dipende dalla Reshimo (il registro informativo spirituale) che viene rivelato in una persona. Queste non sono solo domande sul significato della vita e sulla sua inutilità perché le loro risposte possono essere puramente corporee.

In una persona sorge una domanda pressante sull’essenza dell’esistenza al di sopra del solo riempimento di se stessa. Non mi importa come vivo, in che modo mi soddisfo, cosa ho e quando finirà la mia vita. Per me è importante capire il suo significato interiore! Da dove viene e perché mi è stata data? Cos’è questo fenomeno della vita? Cosa rappresenta?

Quando questa domanda sorge in una persona, allora essa ha davvero bisogno di scoprire lo scopo della creazione. Cioè, il Creatore stesso non è chiaro. Tuttavia, se il progetto, il pensiero con cui tutto è stato creato: “Con quale scopo? Perché? Per cosa? Come? Da chi?”, attira una persona, essa arriva allo studio della Kabbalah e vi rimane.

Ma, se è stata accidentalmente attratta dalla saggezza della Kabbalah tramite altre domande che sono meno focalizzate sul significato interiore della vita, se ne andrà. Pertanto, è scritto che mille entrano in una stanza buia e solo una rimane e va alla luce.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 4/04/2019

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New Life n.962 – La vera identità

New Life n.962 – La vera identità
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo

Qual è la nostra vera identità interiore, com’è possibile scoprire questa identità e perché non ci è chiara sin dalla nascita? Ogni persona desidera avere la propria identità unica che deriva dall’egoismo umano. Oggi, ognuno di noi vive come se fosse sul palcoscenico di un teatro dove interpreta un ruolo inventato, pensando che sia la sua vera identità. L’obiettivo di ogni persona è quello di raggiungere la propria identità spirituale vera e unica scoprendo la radice della propria anima. Questa radice è occultata e può essere scoperta solo quando impariamo ad aprire la nostra anima nel giusto tipo di ambiente.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.962 – La vera identità”, 11/02/2018

Così quell’amarezza diventa dolcezza

Dr.Michael LaitmanDomanda: Cos’è che determina se il gusto dell’illusione materiale sia amaro o dolce? E’ qualcosa che si può controllare?

Risposta: Può essere controllato solo riconoscendo che proviene dall’alto, dal Creatore e quindi ogni amarezza diventa dolcezza.

Sebbene, in realtà, non ci sia nulla di dolce nell’universo. C’è solo il male, l’amarezza assoluta, tutto sa di sale e di pepe…è un sapore acido! Tuttavia, quando inizi a mettere in relazione queste sensazioni con il Creatore, esse si riempiono di dolcezza.

Gli stessi stati amari, pungenti e aspri, si impregnano della dolcezza del Creatore e diventano sorprendentemente gustosi! Non c’è altra dolcezza come quella.

La dolcezza del mondo superiore consiste di due opposti che si completano a vicenda. È come nel nostro mondo: c’è qualcosa di dolce e qualcosa di amaro. Ad esempio, al brandy o alla vodka viene aggiunto il cioccolato. Senza questa complementarietà è impossibile assaporarne il gusto, non funziona. Deve esserci qualcosa del genere o non sentirai nessun piacere.

Domanda: Come la dolcezza di ricevere il premio Oscar o il premio Nobel nel nostro mondo?

Risposta: No, questi sono tipi completamente diversi di dolcezza, che vengono aggiunti, perché le persone soffrono. Dopotutto, investono ancora degli sforzi nella ricerca del piacere.

Nota: In effetti, quando ho ricevuto il premio Oscar, mentre prendevo la statuetta tra le mani sentivo che tutto il mio piacere se ne stava andando. Andava via! Era come se non avessi mai desiderato nulla. Un attimo, e tutto era svanito.

Il mio commento: Sic transit gloria mundi! “Così passa la gloria del mondo!”
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/01/2019

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New Life n.222 – Ricchezza e felicità

 

New Life n.222 – Ricchezza e felicità

Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo:
Fino a che punto il materialismo ci impedisce di poter essere felici? Qual è il modo giusto per essere felici di ciò che si ha? Quali componenti caratterizzano la felicità e quali i metodi per scoprirli?
Il mondo si evolve in maniera integrale e la felicità non si trova più dentro di me. Solo se sono connesso agli altri, ho la capacità, in ogni momento, di rinnovare i miei desideri e il piacere di sperimentare una felicità duratura. La nuova ricchezza si trova nelle relazioni corrette tra di noi.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.222 – Ricchezza e felicità”, 15/08/2013

Perché questo mondo esiste?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come determini in che mondo ci troviamo? Perché esiste questo mondo inferiore?

Risposta: Siamo nel mondo dell’egoismo, che è chiamato il nostro mondo, quello che sentiamo dentro di noi.

Il nostro mondo inferiore esiste solo per poter ascendere da esso al mondo superiore, per darci un punto di partenza sul quale possiamo cadere e da cui risorgere, ogni volta, rimbalzando poi ad un più alto grado del mondo superiore.

Domanda: Se viviamo nel mondo dell’egoismo, come possiamo usarlo più efficacemente per arrivare alla spiritualità?

Risposta: Dobbiamo servirci del nostro mondo egoistico, perché in esso abbiamo bisogno di esistere fisicamente. Tuttavia, il resto della nostra attenzione dovrebbe essere rivolto al nostro stato nel gruppo. È proprio dalla nostra connessione nel creare il Kli spirituale, il vaso, che dipende la rete di forze spirituali in cui il Creatore sarà rivelato.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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La sofferenza utile

Domanda: Come posso essere sicuro che la sofferenza mi spingerà verso il lavoro spirituale e non mi farà invece scappare via?

Risposta: Quello che conta è capire che esiste una sofferenza utile, che ci spinge verso lo scopo della creazione, ed esiste invece una sofferenza che noi semplicemente subiamo, ma che non porta alcun beneficio.

La sofferenza utile ci spinge ad immergerci nel gruppo sempre di più, ad essere in adesione con esso, ci spinge a costruire noi stessi. Proprio come quando guidiamo per andare da qualche parte e ci perdiamo, perché abbiamo preso una strada sbagliata, la sofferenza utile ci aiuta a trovare la strada giusta. Senza questi scossoni, non ci possiamo muovere correttamente.

Ci muoviamo sempre in base alle due linee: la destra e la sinistra, il piacere e la sofferenza.

Pertanto, la sofferenza giusta è quella che ci spinge avanti e ci indica sempre come muoverci correttamente.

Per esempio, lungo il suo percorso, un razzo in movimento assesta costantemente la propria rotta. Così anche noi dobbiamo monitorare il nostro cammino ed aggiustare la nostra traiettoria, a seconda del feedback negativo che ci corregge costantemente e ci tiene in rotta. Questa connessione è necessaria e non dovrebbe essere percepita come una sofferenza ma come una correzione indispensabile. Dobbiamo essere grati al Creatore che ci educa in questo modo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 18/11/2018

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Il piacere della connessione

Domanda: Ci sono molti gruppi di persone nel mondo che amano la connessione. Qual è la differenza tra quei gruppi e un gruppo di kabbalisti?

Risposta: In effetti ci sono molti gruppi nel mondo che si impegnano in vari metodi di connessione e ne ricevono un grande piacere. La gente fa karaoke, balla, canta, ecc. È impressionante vedere come le persone si divertono a stare insieme.

Come possiamo distinguere un gruppo kabbalistico da qualsiasi altro gruppo di persone che si connettono e ricevono piacere dalla connessione?

Il fatto è che di solito l’obiettivo dei gruppi è quello di divertirsi. Ma l’obiettivo della connessione nei gruppi kabbalistici è quello di portare soddisfazione al Creatore e, nella misura in cui essi aspirano a questo, salgono al livello del Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/01/2019

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New Life n.220 – Cos’è la felicità?

New Life n.220 – Cos’è la felicità?
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo
Perché la felicità ci scivola tra le dita, anche quando la raggiungiamo? Insita in noi c’è un’aspirazione di base per la felicità, tuttavia la definizione di felicità cambia nella misura in cui noi ci sviluppiamo. Per raggiungere la vera felicità, per prima cosa bisogna acquisire una mancanza di felicità. Una persona che ha una mancanza che aumenta costantemente e scopre in che maniera riempirla ogni volta, ottiene la felicità eterna. Oggi siamo di fronte ad una nuova tappa dello sviluppo umano, nella quale dobbiamo svilupparci verso la realizzazione interiore, emozionale.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.220 – Cos’è la felicità?”, 13/08/2018