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La Terra di Israele: la vita e la morte

Dalla Torah, (Deuteronomio 30:17 – 30:18): “Ma se il tuo cuore si volterà (d’altra parte), e tu non darai ascolto, ma travierai e ti prostrerai ad altri dèi, e presterai loro culto: Io v’annunzio oggi che sarete perduti, né durerete lungo tempo su quel paese, per andare a conquistare il quale tu stai per passare il Giordano.”

Naturalmente, quando si entra nella terra d’Israele, ci sono molti ostacoli perché è a questo punto che si inizia a risvegliare l’egoismo, che deve essere rivolto verso le qualità dell’amore e della dazione, il che significa ricevere per il bene del Donante. Questo è molto più difficile che non ricevere nulla o rifiutare di ricevere del tutto.

Questo è un lavoro molto complesso, interiore e profondo dentro se stessi. Se non puoi affrontarlo, se non puoi correggere te stesso, allora ti senti all’inferno. D’altra parte se ti correggi, allora ti sentirai in paradiso.

Questi sono i due stati che ora appaiono di fronte a te ed entrambi esistono nella terra d’Israele. Tu entri e lavori con loro. E là, nella terra di Israele, si raggiunge un’enorme ascesa o una grande discesa. Sia la vita che la morte sono lì per te.

Domanda: Continui a dire che prima l’umanità deve essere educata. Questo significa che l’umanità dovrebbe cominciare a cercare di salire al di sopra dell’ego?

Risposta: Naturalmente, ma non nello stesso modo in cui i kabbalisti lo hanno attraversato o hanno bisogno di attraversarlo. L’umanità passerà attraverso tutto in modo molto più semplice. L’umanità deve accettare il metodo esattamente così come è, già pronto, e passare semplicemente attraverso questi stati, ripetendoli fino ad un certo punto. Questo non sarà spaventoso per l’umanità poiché sarà semplicemente incluso in qualcosa che è stato preparato in anticipo.

I kabbalisti attraversano questi stati per prepararli per l’umanità. In altre parole, devono sperimentare tutto questo in se stessi e poi offrirlo al mondo come un prodotto finito.

Domanda: Ci saranno nuove istruzioni scritte per l’umanità o saranno le stesse?

Risposta: No. Queste istruzioni sono solo per coloro che hanno un punto nel cuore, per quelli che stanno per conquistare la terra di Israele direttamente.

Essi devono sperimentare tutte le qualità egoistiche dentro di sé e salire sopra ad esse. Il punto nel cuore in una persona è dimostrato dal fatto che aspira, per prima cosa, al compimento ed alla realizzazione delle qualità del deserto, e poi delle qualità della terra d’Israele, entrambe create in lei in modo da poter cambiare per essere a favore dell’amore e della dazione, raggiungendo così la rivelazione del Creatore, cioè la qualità della dazione e dell’amore, in tutti i suoi desideri.

Il Creatore ci appare egoisticamente come il più grande dono. Infatti, è un dono che si rivela solo nei nostri sforzi di amore e di dazione verso il prossimo. Pertanto, se ci sforziamo per il bene del prossimo in questo modo, all’interno di questo sforzo noi troviamo il Creatore.

Se una persona sta pensando solo ai comandamenti e si impegna solo a rispettarli, non ha bisogno di nient’altro; essi sono abbastanza e tutti gli altri comandamenti sono inclusi in questo. In questo caso, tutte le altre qualità egoistiche di una persona vengono corrette lungo il cammino.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 18/01/2017

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L’immutabile sistema del mondo superiore

Domanda: Qual è la particolarità della metodologia dell’Ari rispetto a quella dei kabbalisti che sono vissuti prima di lui?

Risposta: La sistematicità. Niente di nuovo. Nessun kabbalista che arriva dopo può aggiungere qualcosa di nuovo al lavoro dei precedenti kabbalisti, se non quello di approfondire ulteriormente le conclusioni fatte nelle loro scoperte e fornire una descrizione sistematica più ampia di ciò che era invece stato descritto con poche frasi. Questo è tutto.

Domanda: Si può dire che è stato cambiato anche il linguaggio?

Risposta: Certo. Ad esempio, se prendiamo un testo di fisica scritto 200 anni fa e lo confrontiamo con un libro di testo corrente, naturalmente ci sarà una differenza fra loro. Ma, in linea di principio, l’essenza delle informazioni contenute al loro interno rimane la stessa.

Questo è il motivo per cui i grandi kabbalisti, pilastri che un tempo apparivano in diverse generazioni, aggiungevano in maniera significativa alle precedenti scoperte.

Domanda: I mezzi per raggiungere tali scoperte sono rimasti gli stessi?

Risposta: Sì, perché la struttura del mondo superiore non cambia.

Esistono due forze: la forza della dazione e la forza della ricezione. L’interazione tra queste due forze forma il sistema superiore e controlla il nostro mondo attraverso di esso. Questa è pura fisica, un semplice meccanismo di controllo del nostro mondo.

Questo è il motivo per cui i kabbalisti non possono rivelare nulla di nuovo, ma possono solo spiegare più nel dettaglio ciò che è stato precedentemente divulgato. Dopotutto, ciò che è stato raggiunto da Abrahamo, Mosè e dai kabbalisti del Primo e del Secondo Tempio, continua ad agire e ad essere scoperto oggi.

Non c’è nulla di nuovo nel mondo superiore. È un sistema stabile e costante. Solo che i kabbalisti, attraverso il loro conseguimento, aggiungono chiarimenti per la prossima generazione in modo che tutto sia più facile da capire. In questo modo, in ogni generazione, il linguaggio delle spiegazioni cambia per renderlo più comprensibile per quella generazione. Ecco perché Baal HaSulam (all’inizio del ventesimo secolo) e Rabash (alla fine del ventesimo secolo) sono i kabbalisti più vicini a noi.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 23/07/2017

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Il desiderio per il riposo

Baal HaSulam, “Matan Torah” (Il dono della Torah): “Si è aperto dunque davanti a noi un varco per comprendere l’origine di tutti i piaceri e di tutte le sofferenze stabiliti in questo mondo. Dato che il Creatore è la radice di tutte le creature che Egli ha creato, tutto ciò che è incluso in Lui, che sia benedetto, e si prolunga fino a noi in modo diretto, viene da noi percepito come delizioso e piacevole, perché la nostra natura è vicina alla nostra radice. Tutto ciò che invece non è abituale in Lui e che non si prolunga fino a noi in modo diretto, in accordo alla polarità della Creazione stessa, sarà contro la nostra natura e ci sarà difficile tollerarlo.

Per esempio, ci piace riposare e non ci piace muoverci fino al punto che noi non possiamo fare un solo gesto che non abbia come meta il riposo. Ciò avviene perché la nostra radice è immobile e in continuo riposo ed in Lui non esiste movimento. Di conseguenza il movimento è anche contro la nostra natura ed è odiato da parte nostra. Nella stessa maniera noi amiamo assai la saggezza, l’eroismo e la ricchezza e così via, perché sono incluse in Lui, il Quale è la nostra Radice.

Chiunque, la cui natura sia il desiderio di ricevere, desidera il piacere. Il piacere è raggiunto solo quando c’è un desiderio che corrisponde al riempimento di quel desiderio. Se io voglio qualcosa e non ce l’ho, soffro. Se ricevo quello che voglio, gioisco.

Lo stato del piacere è chiamato riposo poiché non ho più bisogno di nulla; io ho ciò che volevo. Questa è la ragione per cui tutta la natura aspira al riposo, per un moto rettilineo unificato, il che significa il più immutabile possibile. Ciò significa che mi trovo in uno stato confortevole. Il nostro stesso desiderio crea tali regole di comportamento per se stesso.

Se il desiderio sente una mancanza, è costretto a muoversi in accordo alla mancanza di raggiungere ciò che gli manca. Possiamo vederlo in tutti i livelli della natura.

L’unicità della nostra evoluzione è che dobbiamo cambiare noi stessi in maniera da desiderare di assomigliare al Creatore, che è contro la nostra natura originale, e di agire per raggiungere questo obiettivo implementando un metodo speciale chiamato la saggezza della Kabbalah.

Non possiamo ricevere l’energia per compiere le nostre azioni da soli perché l’opposizione della nostra natura non può riempirci in alcun modo. L’unica cosa che possiamo fare è chiedere al Creatore di aiutarci a cambiare noi stessi, il che significa cambiare la nostra intenzione di ricevere in intenzione di dare.

Questo cambiamento avviene come risultato dell’impatto della Luce superiore, che arriva e ci influenza e invoca i cambiamenti in noi, facendoci desiderare di assomigliare al Creatore. Ma, allo stesso tempo, non possiamo sapere quali azioni la Luce esegue su di noi.

Gradualmente noi iniziamo a percepire queste azioni che hanno gli attributi del sistema superiore o della Luce superiore e possiamo eseguire questi cambiamenti in noi: invece di pensare a me stesso, io comincio a pensare agli altri. Questo è ciò verso cui ci spinge la Luce superiore. Noi dovremo cambiare sia che ci piaccia oppure no.

Oggi vediamo come il mondo cambi gradualmente e come la vita diventi così difficile da capire, così rumorosa e così egoistica. L’umanità sente che qualcosa gli sta accadendo e che deve cambiare in qualche modo ma non capisce cosa sta succedendo. Le famiglie si stanno dividendo, ci sono cambiamenti globali molto seri, ecc.

Tutto questo sta accadendo per costringerci a voler cambiare il nostro atteggiamento verso il mondo, per convincerci che non possiamo più esistere nel mondo all’interno dell’attributo della ricezione in cui possiamo solo essere riempiti, e scoprire un buon modo per vivere attraverso l’attributo della dazione.

Tutto ciò indica che è giunto il momento che la saggezza della Kabbalah sia rivelata e diventi più popolare e accessibile, perché in realtà è questa la saggezza che ci spiega come farlo in modo facile, semplice e piacevole.

Commento: La parola “riposo” è solitamente associata alla tranquillità, alle azioni al rallentatore o all’immobilità.

Risposta: Questo non è vero. Anche secondo la fisica e le altre scienze esatte sappiamo che il movimento immutabile nella velocità della luce è uno stato di riposo. Pertanto, non si tratta del nostro stato ma della mancanza di cambiamento nello stesso stato; se non desideri nulla, sei soddisfatto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/04/2017

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Raggiungere il mondo superiore dal nostro mondo

Commento: Nei testi originali è scritto “Non c’è un filo d’erba quaggiù che non abbia un angelo lassù che gli dica, cresci!”

Risposta: E’ così, tutto ciò che accade nel nostro mondo, si materializza a seconda di direzioni specifiche e dell’influenza del mondo superiore.

Noi non siamo capaci di tracciare queste influenze. Non possiamo sapere quale radice, quale forza del superiore influenzi il nostro mondo e che effetto specifico questa forza voglia realizzare. Non vediamo il superiore; non capiamo il suo programma, la sua influenza su di noi.

Dal mondo inferiore, il mondo superiore può essere raggiunto solo se gradualmente cominciamo ad assomigliare alla natura del mondo superiore. Non c’è altra strada. Se prima non comprendiamo l’intero e complesso sistema dell’influenza su di noi dal superiore all’inferiore e lo riveliamo dall’inferiore al superiore, non raggiungeremo nulla.

La legge dei rami e delle radici punta sul fatto che c’è una connessione fra la radice superiore e la radice inferiore: in ogni atomo, in ogni azione, in tutti i livelli dell’inanimato, vegetale, animale, e umano, nei pensieri e nelle forze: in tutto.

Ma noi non osserviamo questa connessione e non possiamo dire quale radice sia la causa di quale effetto nel nostro mondo, o come possiamo fare dei cambiamenti nella radice, lavorando sull’effetto, in modo da migliorare il risultato finale ed il suo impatto su di noi. Questo è infatti il soggetto di studio dei kabbalisti.

La scienza della Kabbalah studia le interazioni e offre consigli pratici e tecniche per portare l’individuo in armonia con la radice superiore, per essere capace di influenzarla e riceverne la risposta desiderata.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 9/07/2017

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Intatto nel tempo

Dalla Torah, (Deuteronomio, 34:7): Mosè aveva quando morì centovent’anni; non si era oscurata la sua vista, né era sparita la sua freschezza.”

Tutte queste sono le qualità di Bina perché non ha connessione con Malchut, dato che si trova più in alto di Malchut. Nessuno stato egoistico ha potere su Bina.

E’ scritto : “Né era sparita la sua freschezza”. Non c’è nessun proccesso che avvenga all’interno di Mosè stesso. Egli si trova in uno stato di dazione assoluta. Ecco perchè non è stato segnato dal tempo.

La morte di Mosè significa che, nel rispetto agli inferiori, egli ha completato la sua missione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 6/02/2017

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Il pasto kabbalistico

Domanda: Che cosa c’è di speciale in un pasto kabbalistico?

Risposta: Il pasto è l’azione più difficile nella saggezza della Kabbalah, perché durante il pasto la persona deve sentirsi come se fosse insieme con gli altri in una connessione comune e amarli. Lei vuole che tutti gioiscano dei buoni gusti che essa ora sperimenta.

Ci dovrebbe essere una tale connessione comune fra loro che la persona gode, non del gusto del cibo, ma del fatto che loro mangiano insieme e quindi questo è ciò che la riempie. Il gusto principale non è nelle leccornie in se stesse ma nel fatto che ora noi ci stiamo riempiendo l’un l’altro con la nostra relazione reciproca, l’amore, la connessione e l’unione.

Ne risulta che, durante il pasto, la persona sperimenti una grande tensione interiore. Dopotutto, deve costantemente controllare con quale intenzione sta prendendo ogni morso, mettendo il cucchiaio in bocca, masticando, deglutendo, e sentendo i sapori mentre mastica, deglutisce e digerisce il cibo.

Quindi, si trova nel processo del ricevere la Luce nel suo Kli (vaso) spirituale, in connessione con tutti gli altri perché il consumo spirituale del cibo è comune a tutti e non solo a ciascuno individualmente.

Pertanto, ognuno deve sentire che mangia il cibo insieme a tutti gli altri come un uomo con la stessa bocca, con una lingua, un palato e una gola. Las persona mastica con i 32 denti, il che significa che chiarisce i 32 flussi di saggezza (la Luce di Hochma).

Quando deglutisce, non sente il sapore del cibo ma il gusto di compiere quell’azione insieme a tutti. Trasforma quest’azione materiale nella ricezione della Luce nel Partzuf spirituale per il bene della dazione. Se fa così con rispetto per tutti, allora la persona può essere sicura che lo sta facendo anche insieme al Creatore. Pertanto, un pasto è un’azione spirituale molto difficile e richiede un conseguimento molto più alto di un workshop o di una riunione degli amici.

Tutto sommato, ci sono tre azioni eseguite da un gruppo kabbalistico che mira all’unificazione: un workshop, una riunione degli amici e un pasto.

Lo scopo di tutte queste azioni è di connettere la persona con il resto del gruppo in modo tale che smetta di sentirsi come un elemento separato, si dissolva nel gruppo e diventi inclusa in tutti come un intero. Così, essa perde la sua individualità egoistica e riceve l’intero Kli comune, la qualità della dazione, che tutti gli altri hanno già.

Lei esce dal proprio egoismo e viene inclusa negli amici, sentendo che non esiste nient’altro tranne loro. Mentre perde se stessa, entra nel mondo spirituale, nella sensazione del Creatore, che è l’elevazione ad un’altra natura basata sulla dazione e sull’amore.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life” 20/07/2017

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La storia del mondo alla luce della saggezza della Kabbalah – 2’ Parte

Domanda: Se togliamo tutte le bugie dalla storia, non significa che rimarrà la verità; infatti potremmo rimanere con nulla fra le mani. Dicono che la storia sia stata scritta dai conquistatori. È così? Se studiassimo la storia di quelli che furono sconfitti, sarebbe completamente diversa?

Risposta: Il nocciolo della questione è che non c’è una storia. C’è un determinato stato all’inizio della creazione chiamato Malchut del mondo dell’infinito, che contiene la sostanza iniziale di tutta la creazione. Tutti i mondi e ogni cosa che li abita esiste in Malchut del mondo dell’infinito.

La saggezza della Kabbalah studia le quattro fasi di espansione della Luce diretta. Tutto comincia con la Luce o Creatore. La Luce è chiamata Creatore perché crea o genera. Questa sostanza fisica è la qualità della dazione.

La Luce, espandendosi dall’alto verso il basso, costruisce un desiderio compatibile con lei; questa è la prima fase. Poi si evolve nella seconda, nella terza e infine nella quarta fase chiamata Malchut. Questa completa l’espansione delle quattro fasi della Luce diretta.

Tutto il resto si svolge all’interno di Malchut, che è un enorme desiderio di ricevere.

Malchut, sentendosi distante dalla Luce ed opposta ad essa, non accetta di rimanere in questo stato ed opera una restrizione. Dopo di questo, decide che deve essere necessariamente equivalente alla Luce, che vuol dire svolgere determinate operazioni con essa. È così che si avvicina gradualmente alla Luce.

La cosa più importante dello sviluppo di Malchut è costruire uno stato chiamato “mondo” fuori di sé; ma questo non significa il nostro mondo, nel quale costruire la creazione, cioè, l’uomo, che chiameremo Adamo.

Il problema che Malchut vuole risolvere è: come si contrappone Adamo col mondo in modo che il suo intero volume (giallo nell’immagine) venga riempito dalla Luce superiore?

Questo viene realizzato dalle persone che nel nostro mondo cercano di diventare simili alla Luce. Esse creano un desiderio comune che è simile al Creatore e raggiunge lo stato della correzione completa, chiamato Gmar Tikkun.

Questo comprende tutta la storia umana.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 16/07/2017

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La storia del mondo alla luce della saggezza della Kabbalah – 1’ Parte

Domanda: In che modo e secondo quali leggi, si svolge la storia del mondo? È ciclica? Si ripete in ogni generazione?

Risposta: Questo è un problema complesso, non perché sia correlato alla storia o alla geografia, ma perché si riferisce alla nostra percezione della realtà.

Secondo la saggezza della Kabbalah, nell’universo ci sono due forze fondamentali: il desiderio di dare o la forza superiore positiva, il Creatore, e il desiderio di ricevere, la forza inferiore negativa, la creazione. Entrambi i desideri, interagendo fra loro, in pratica determinano tutta la storia.

Dato che i parametri iniziali e le condizioni finali sono prestabiliti, possiamo descrivere in anticipo tutte queste fasi del desiderio di ricevere (creazione) sotto l’influenza del desiderio di dare (Creatore). In linea di principio, qui non ci possono essere sorprese.

La prima parte dello sviluppo della storia avviene completamente sotto l’influenza della Luce superiore, cioè la forza del Creatore. In questo processo, la creazione sente la pressione della Luce e, essendo completamente in suo potere, si trasforma sotto questa influenza, attraversando specifiche fasi di sviluppo, le stesse che subisce un embrione nel suo sviluppo di nove mesi nell’utero materno. Questo è il motivo per cui comprendiamo assolutamente tutto ciò che sta accadendo.

Poiché qui opera solo un fattore, la Luce superiore, sappiamo in anticipo quali fasi dovremo passare e come.

In principio, questo è il modo in cui si è sviluppata l’umanità. Questo programma della creazione presuppone la reazione di una persona all’influenza dall’alto: la misura in cui può avanzare contro il proprio egoismo, nella direzione della Luce superiore, la qualità di dazione, amore e connessione; oppure non desidera farlo, non può, non sa come comportarsi e, per questo, apparentemente si oppone all’influenza della Luce.

E se si oppone, naturalmente si sente diversa. Quindi la storia include le più grandi forze di resistenza da parte della creazione e le più grandi forze coercitive da parte della Luce, il Creatore. Tuttavia, in generale, lo sviluppo della storia è strettamente predeterminato dall’inizio.

Oggi, abbiamo raggiunto un livello di sviluppo molto interessante, in cui possiamo acquisire una certa libertà di scelta che ci permette di cambiare la nostra storia, così come di cambiare velocità e tipo di sviluppo.

In ogni caso, ci svilupperemo secondo gradi strettamente delineati e prestabiliti. Li attraverseremo consapevolmente, con comprensione e partecipazione, nel qual caso lo sviluppo sarà favorevole, volontario e ben accolto da noi. Lo vedremo come un buon sviluppo dalla nostra prospettiva e da quella del Creatore. Oppure resisteremo come bambini testardi che non vogliono realizzare il programma della creazione.

Cioè, o questo ci è sconosciuto, come per la maggior parte dell’umanità, oppure ci è familiare, come alle persone che studiano la saggezza della Kabbalah e che sono obbligate a saperlo, come coloro che hanno già attraversato questi stati migliaia di anni fa. Dobbiamo cercare di correggere il nostro percorso, rendendolo più consapevole e positivo per noi, ma soprattutto per gli altri.

Così, tutta la storia del mondo è stata scritta dall’inizio. Questo è il motivo per cui i filosofi e gli scienziati, quando cominciano ad esaminare la storia, il comportamento dell’uomo, il presente, il passato e il futuro, restano attoniti quando cercano una risposta alle domande: il tempo può tornare indietro? È tutto predeterminato? Dove sta la nostra libertà di scelta? Come fa una particella elementare a scegliere la forma in cui continuare il suo sviluppo: come particella o come onda? Che significa luce?

I fisici dicono che tutto dipende dalla persona che compie l’esperimento. Quando imposta il dispositivo per misurare la particella elementare sia come onda che come particella, la particella lo sa in anticipo e si comporta in base al dispositivo scelto. È come se il presente determinasse il passato, cioè il tempo procede all’indietro. Questo è ciò che asseriscono i fisici.

La saggezza della Kabbalah parla di questo in modo molto più semplice. In linea di principio, non si riferisce al concetto di tempo perché il tempo non c’è; noi comprendiamo ciò che esiste nel mondo dell’infinito dalla sua forma finale. Ma dato che i nostri stati sono determinati in anticipo, qui non ci sono sorprese: non c’è presente, passato o futuro, come se qualcuno stesse proiettando un film per noi e ne vedessimo inquadrature separate.

Nel film, ogni cosa è stata registrata prima, e noi lo stiamo solo guardando. Questa è la nostra vita. Viene proiettata dentro di noi ma, in pratica, possiamo dire che viene proiettata davanti a noi.

Siamo i diretti protagonisti di questa visione, prestabilita in anticipo, e sappiamo che possiamo provocare cambiamenti con tutto ciò che accadrà o che faremo, eccetto una cosa: stare nel gruppo e attrarre su di noi la forza superiore positiva.

Comunque, non possiamo cambiare la storia stessa o il corso degli eventi, ma solo il nostro atteggiamento verso di essa e, quindi, ci sembrerà completamente differente. Questo perché il nostro atteggiamento determina ciò che vedremo in quelle inquadrature: guerra o pace, bene o male. Noi determiniamo tutto.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 16/07/2017

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Lo Zohar, il libro cardine nella saggezza della Kabbalah

Una persona esiste nel mondo in un certo spazio, nel luogo in cui è nata, si sviluppa e vive. Nel corso della sua vita, molte domande possono sorgere in lei, ad esempio: per che cosa vivo? Qual è il significato della mia vita? Esiste un Creatore? Il Creatore è sinonimo di natura? La vita passa semplicemente e poi finisce?

Noi sappiamo che in natura nulla accade senza un motivo ben preciso e che tutto si sviluppa secondo il processo di causa ed effetto; però ancora non comprendiamo cosa ci accadrà alla fine di tutto, qual è la ragione della nostra esistenza e quali saranno i risultati della nostra vita. Quando una persona si pone queste domande, arriva a studiare la saggezza della Kabbalah.

Il libro cardine nella saggezza della Kabbalah è Il Libro dello Zohar, che descrive tutte le trasformazioni che una persona attraversa durante la sua esistenza e fornisce risposte esaustive a tutte le precedenti domande. Ma Il Libro dello Zohar non deve essere usato come una guida ordinaria in cui un determinato capitolo tratta del significato della vita e un altro dello scopo della creazione. Non è un’enciclopedia. Fu scritto secondo un principio totalmente diverso. Non è un comune libro di scienza. Esso si basa su una scienza che opera in modi differenti.

La scienza che conosciamo nel nostro mondo riempie e colma il nostro cervello e la nostra mente con diverse informazioni che possiamo analizzare per poi arrivare a conclusioni diverse. Ma Il Libro dello Zohar si studia in maniera differente. Il suo studio non ha nulla a che fare con il livello intellettuale che una persona può avere o meno. Non ha nulla a che vedere con il riempirsi la mente di concetti e porsi domande su come una persona debba agire secondo tali concetti. Il Libro dello Zohar espande il contesto della percezione della persona, in modo che essa possa vedere molto più in alto, più in grande e più in profondità rispetto al nostro mondo. La persona riceve la saggezza della forza superiore.

Le informazioni sono percepite inizialmente come una sensazione elevata, dalla quale la persona comincia ad estrarre conoscenza. E’ come quando i bambini, nel livello del nostro mondo,confrontano esperienze diverse fra loro: l’ho provato, ho fatto questo, ho ottenuto quest’altro; essi accrescono le informazioni sulla causa e l’effetto che li aiuta a comprendere e realizzare il nostro mondo. La stessa cosa accade nel processo per raggiungere e comprendere il mondo superiore. E’ solo attraverso il lavoro pratico che arriviamo alla comprensione di come è gestito il nostro mondo e come questo influenzi il mondo superiore, ecc.

Il Libro dello Zohar ci pone in uno stato speciale. Nella misura in cui questo studio viene fatto nella maniera appropriata, quando lo legge, e soprattutto se lo legge in maniera corretta, la persona sollecita e richiama su di sé una Luce speciale, una forza che espande i confini della sua comprensione, realizzazione e sensazione.

Quando la persona sente, percepisce e realizza questi confini e confronta varie informazioni, nuove dimensioni, nuovi livelli, nuove comprensioni, nuove valutazioni e nuovi valori di questo mondo diverso dentro di sé, ecco che emerge una nuova scienza chiamata la saggezza della Kabbalah. E’ la scienza del sistema che controlla il nostro mondo, poiché questo mondo si basa sulle sensazioni della persona e su ciò che la circonda.

Quando una persona prova più volte a sollecitare e richiamare la Luce per rivelare il mondo superiore, essa la percepisce dentro di sé, la realizza e la connessione fra i due mondi diventa chiara, cioè, la connessione fra il mondo in cui viviamo ora e il mondo che le viene rivelato intimamente. Allo stesso tempo raggiunge uno stato nel quale i due mondi vivono dentro di lei in cooperazione reciproca e può agire fra loro.

Contemporaneamente, utilizzando Il Libro dello Zohar la persona incomincia a scoprire lo strumento per capire nuove definizioni, nuovi nomi e sensazioni. Ora realizza il mondo in due dimensioni, al di là del tempo, del movimento e dello spazio. E, cosa più importante, ristabilisce la connessione con la forza superiore che governa e si influenzano a vicenda, per diventare infine partner. Il Libro dello Zohar ci consente di raggiungere tutto questo.

Questa è la ragione per cui una persona inizia a capire che la cosa principale è sollecitare e richiamare la forza superiore su di sé, in modo che essa possa insegnarle di più, soddisfarla maggiormente, espandere i suoi orizzonti e creare definizioni e comprensioni totalmente nuovi all’interno di lei. La persona che vive in entrambi i mondi, il nostro e quello superiore contemporaneamente, comprende la connessione fra i due.

Il Libro dello Zohar ci insegna come gestire le nostre emozioni e qual è il collegamento fra le emozioni che si associano al mondo superiore e quelle che caratterizzano il nostro mondo.

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Dalla Lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/02/2017

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L’umore nella spiritualità

Domanda: Che cos’è l’umore nella spiritualità?

Risposta: L’umore è la capacità della ragione di trovare una particolare forma di liberazione, e non è razionale. Questa ricerca non viene fatta nel livello della ragione, ma in un livello al di sopra di quello razionale. E quando si ottiene il buon umore, si arriva ad una scintilla di ragione.

È la fede al di sopra della ragione, quando ti elevi al di sopra del tuo pensiero meccanico “ordinario”. Per questo, i kabbalisti hanno molto rispetto dell’umore, degli scherzi che fanno divertire e delle storie ingegnose.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 9/07/2017

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