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La fede secondo la saggezza della Kabbalah

Domanda: La fede al di sopra della ragione è il concetto fondamentale nella Kabbalah. Ma il concetto di fede appartiene tradizionalmente alle religioni. Che cos’è la fede nella Kabbalah?

Risposta: La fede viene definita come la qualità della dazione nella Kabbalah. Ma questo non viene accettato dalle religioni. Tutti i termini kabbalistici hanno avuto origine migliaia di anni prima della comparsa delle religioni.

La religione ebraica è nata 2.000 anni fa. Prima di allora, gli ebrei avevano solo la Kabbalah e le persone esistevano percependo contemporaneamente i due mondi: il nostro mondo e il mondo superiore. In seguito, sono caduti dalla percezione del mondo superiore e sono rimasti solamente nella percezione del nostro mondo, e ciò che ne è risultato divenne noto come il giudaismo, una religione.

La nazione ebraica perse la condizione di “Ama il prossimo tuo come te stesso” e cominciò ad impegnarsi nell’adempimento di routine quali i comandamenti – le Mitzvot. Da qui è apparso il cristianesimo, con tutti i suoi rami e più tardi, l’islamismo. L’ebraismo, il cristianesimo e l’islamismo non appartengono alla Kabbalah.

La Kabbalah esplora il mondo superiore e porta una persona alla sua rivelazione mentre vive in questo mondo. Ecco perché nella Kabbalah non c’è bisogno di credere in qualcosa. Nella Kabbalah, la fede è chiamata la qualità della dazione, la qualità dell’influenzare gli altri.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 22/01/17

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Quale rapporto c’è fra la saggezza della Kabbalah e la Torah?

Domanda da Facebook: Qual è il collegamento fra la saggezza della Kabbalah e la Torah? Dopo tutto, la Kabbalah è una scienza che riguarda l’universo, la sua origine, la sua struttura generale, il suo movimento complessivo, e ogni dettaglio in particolare. Come può un insegnamento così grandioso essere basato su storie religiose e parabole?

Risposta: Allo stato attuale delle cose, non vi è alcuna connessione fra la Kabbalah e l’ordinaria e moderna interpretazione della Torah. Ma, in verità, la Kabbalah è la parte segreta e nascosta della Torah, perché una persona non può rivelarla attraverso le proprie qualità.

Quando la Torah si rivela, però, la persona vede che essa cambia i suoi sensi e la conduce alla percezione del mondo superiore, il sistema di governo del nostro mondo, per trasformare un essere umano e, attraverso di lui, il nostro mondo, e non solo per eseguire un qualche tipo di azioni materiali. Questo è ciò di cui la Torah parla.

La Torah è divisa nella parte interna (la Kabbalah) e nella parte esterna, che parla dell’adempimento di alcune convenzioni e azioni ormai assodate, chiamate “ebraismo pratico”.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 27/03/17

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L’invito a rivelare la Torah

Shavuot è la festa del donare e del ricevere la Torah. Questo è un giorno molto importante, perché la Torah è tutto! La Torah è il sistema in cui esistiamo, una “matrice” al di fuori della quale non possiamo vivere. E’ scritto ne Il Libro dello Zohar che la Torah è stata creata anche prima della creazione del mondo. Il Creatore stava esaminando la Torah quando creò il mondo.

Abbiamo bisogno di capire che cosa significhi questo. La Torah è un programma, uno schema di tutta la realtà, un motore grazie al quale esiste questa realtà e si sviluppa dall’inizio alla fine.

In altre parole, la Torah non è un libro che si può prendere dallo scaffale, leggerlo e capirlo, ma una matrice, un mondo in cui si può entrare e rivelare il sistema di tutta la realtà. In questo modo, è possibile capire come esso viva e si sviluppi, come ci controlli, e come noi dipendiamo da esso.

Ha anche un elemento speciale che si chiama la libertà dal desiderio di una persona, grazie al quale siamo in grado di influenzare il nostro destino, se vogliamo ricevere la Torah. Tuttavia, dalla parte del sistema, il dono della Torah si verifica sempre.

Cioè, il sistema è costruito in modo tale che si realizza senza chiedere il nostro permesso. Ma, allo stesso tempo, noi possiamo includerci in lui, e in proporzione alla nostra conformità con il sistema, cominciamo a studiarlo, a comprenderlo e a interagire con lui per dare e ricevere secondo le sue leggi.

Quindi, attraverso la nostra partecipazione, siamo anche in grado di accelerare lo sviluppo di tutta la realtà con l’aggiunta delle forze positive che agiscono nel sistema della Torah.

Il dono della Torah significa che il sistema è pronto perché noi lo possiamo conoscere. E la ricezione della Torah è il nostro graduale ingresso nel sistema attraverso i 125 gradini ed il suo completamento con le nostre azioni positive. Grazie a questo, siamo in grado di essere chiamati “uomo” e considerati come coloro che compiono la Torah.

Le leggi del sistema che noi accettiamo sono chiamate comandamenti. Nella misura in cui correggiamo noi stessi, diventiamo sempre più inclusi nel sistema.

Inizialmente il nostro desiderio di godere viene creato come opposto al sistema, quindi non possiamo influenzarlo positivamente. Ma mentre noi correggiamo gradualmente i nostri 613 desideri verso la dazione per il bene della dazione, e più tardi anche alla ricezione per il bene della dazione, diventiamo figli della Torah.

Tutto questo enorme sistema ci è stato nascosto fino ad ora, ma ci stiamo avvicinando a lui. Abbiamo ricevuto il permesso, l’accordo e l’invito ad avvicinarci e addirittura a diventare inclusi e prendere parte nel lavoro del sistema. Anche se non abbiamo ancora iniziato il vero lavoro, giorno dopo giorno, facciamo passi che ci avvicinano ad esso. Questo è un grosso problema e un enorme privilegio al tempo stesso.

Pertanto, la festa del dono della Torah è così importante per noi; dopo tutto, noi celebriamo il fatto che ci viene data l’opportunità di avvicinarci al sistema della vera realtà e di partecipare ai lavori della forza chiamata il Creatore, il sistema generale dei mondi superiori. Speriamo di avere successo!

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Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24/05/17, Shamati #66 “Il Dono della Torah

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Il patriottismo nazionalista

Domanda: Può lo Stato educare le persone in uno spirito di patriottismo nazionalista, come in Corea del Nord? Quali sono le implicazioni? Non si tratta di un concetto catalizzatore per l’avvio di guerre mondiali?

Risposta: Certamente, il patriottismo nazionalista o qualsiasi altro tipo di patriottismo è contrario alla convergenza reciproca fra i popoli e le nazioni e costituisce quindi un movimento negativo.

Il mondo è in uno stato che non può più accettare il patriottismo in senso stretto. L’umanità si sta muovendo verso l’unione generale, non perché è quello che vuole, ma perché stiamo semplicemente sviluppando le forze della natura. Opporsi è come darsi la zappa sui piedi.

Noi non entriamo nel patriottismo stretto, perché ne soffriremmo e basta. Vediamo che tutti i superbi, che vanno avanti con il naso puntato verso il cielo, alla fine si trovano limitati, con tante di quelle restrizioni che nessuno vorrà più connettersi a loro.

Pertanto, dobbiamo accettare a priori che il nostro grande mondo fa parte di un universo integrale. Si tratta di un “piccolo paese”, in cui tutto è interconnesso. Non c’è posto per l’individualismo stretto, perché un individuo non può fare del bene a scapito di altri, dato che alla fine tutto agirà come un boomerang contro di lui. L’abbiamo visto, più di una volta, nel corso del ventesimo secolo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’8/01/17

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Quando fai un prestito al tuo vicino…

Dalla Torah, (Deuteronomio 24:10 – 24:11): “Quando presterai qualsiasi cosa al tuo prossimo, non entrerai in casa sua per prendere il suo pegno; te ne starai fuori e l’uomo a cui avrai fatto il prestito ti porterà fuori il pegno”

La Torah non parla delle interazioni umane fra le persone, imponendoti di non entrare nella casa di una persona a cui stai facendo un prestito per evitare di mostrargli che tu hai il comando della situazione e che quella persona ti è debitrice. Non sta parlando di azioni corporee.

Prestare significa dare forza ai desideri egoistici per consentire loro di essere in seguito utilizzati per scopi altruistici.

Entrare in una casa significa unirsi con il desiderio egoistico. Tuttavia, esso deve uscire e darti ciò che gli permette di connettersi a te. Pertanto, non hai il diritto di entrare nella casa della persona a cui stai facendo un prestito, perché potresti essere influenzato dal suo egoismo, dal momento che sarebbe come se fossi entrato nel suo Kli o nel suo vaso, nel suo desiderio, nelle sue quattro fasi. L’interazione deve essere puramente esteriore, e tu devi riprenderti il tuo prestito senza un impegno e senza interessi.

È scritto, “starai fuori”, dove star fuori si riferisce alle proprietà.

C’è una distinzione tra la proprietà privata e quella pubblica (come le piazze e le strade). I cortili sono un tipo di proprietà che appartiene a diverse famiglie. Ci sono anche delle proprietà come i campi che sono al di là dei confini della città, ma ancora appartengono ad un determinato proprietario.

Ci sono poi proprietà che non appartengono a nessuno, il che significa che esse appartengono al pubblico. Ci sono proprietà che appartengono ai Cohen (sacerdoti), che significa al Tempio, e così via. In altre parole, ogni cosa è stata fatta proprio perché tutto ha una radice spirituale. Il trattato dello “Shabbat” nel Talmud parla di questo.

Il nostro mondo interiore è diviso in questo modo, ed è per questo che noi lo vediamo così dall’esterno. In realtà, non esiste un mondo esterno, è solo il modo in cui lo percepiamo. Se correggiamo noi stessi, gradualmente scopriremo che così è il mondo in cui esistiamo esternamente.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 31/10/16

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Che cosa è considerato un vero lavoro spirituale?

Domanda: Il mio datore di lavoro è così insopportabile che non ho abbastanza forza per giustificare le azioni del Creatore secondo il principio: “Non esiste nulla tranne Lui” (Deuteronomio 04:35). Mi arrabbio con questo “fantoccio” che è gestito dal Creatore. Cosa dovrei fare?

Risposta: Mi stai dicendo che non vedi il Creatore nel tuo datore di lavoro? Però tu immagini che il Creatore sia il tuo capo e Lui per questo ti dà fastidio. Ti sei chiesto perché Lui stia facendo questo? Per dar vita in te ad alcune caratteristiche che sono vicine alle proprietà spirituali.

Domanda: E se io fossi felice di andare a lavorare, allora questo non verrebbe considerato un lavoro?

Risposta: Niente di tutto questo è considerato lavoro spirituale. Il lavoro spirituale è il superamento di un desiderio egoistico, con l’aiuto della Luce Superiore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/12/16

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Pensieri e sentimenti

Domanda: Dov’è che percepisco il Creatore: nella mente, nei pensieri, nei sentimenti, o nei desideri?

Risposta: Tutto avviene attraverso i sentimenti.

Domanda: Dove si trova il punto nel quale sento che esisto? Anche questo punto è un pensiero?

Risposta: No. Il pensiero si trova ad un livello molto più basso rispetto alla sensazione. Il sentimento è il punto più interiore e caratterizza un particolare desiderio. Il desiderio di elevarmi al di sopra di me stesso per connettermi con il Creatore mi porta a riflettere sul fatto che inizio a sentire i pensieri del Creatore, a proposito della creazione in relazione a me, e così mi connetto a Lui.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 15/01/17

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Le tappe della realizzazione spirituale

Domanda: Quali sono le principali tappe del cammino spirituale di un kabbalista, dal risveglio della domanda sul significato della vita sino ad arrivare alla spiritualità?

Risposta: In generale la domanda sul significato della vita nasce molto presto, verso i 5, massimo 10 anni; però quando la persona cerca la risposta e trova un maestro, potrebbe già avere fra i 30 ed i 35 anni. Per capire cosa sia conoscere il significato della vita potrebbero passare per lo meno altri 5 o 10 anni. Come regola può essere anche di più, 15 o anche 20 anni.

Pertanto, un periodo fra i 20 e i 30 anni potrebbe essere un periodo normale di preparazione per entrare nel mondo superiore. Tutto dipende dall’età in cui succede. Al di là di questo, una stella si prenderà cura di ogni persona.

Domanda: Il risveglio dell’uomo dipende dalla radice della sua anima?

Risposta: Certamente, in caso contrario non troverebbe il suo cammino. Quanto tempo gli ci vuole dipende dallo stato generale del sistema che avanza verso la correzione e di come gli viene richiesto.

L’uomo è una piccola parte del sistema e determina la sua apparizione in questo mondo ed il suo avanzamento verso la meta. Spetta all’individuo fare tutto quello che può, però come succede non dipende più da lui, perché tutto il cammino si divide in tappe: conoscenza, comprensione e raggiungimento.

Il raggiungimento sensoriale è la tappa più lunga, dopo di ché segue il risveglio. Non parliamo solo di conoscenza e comprensione, ma di riconoscere quel sistema che egli scopre nei suoi sentimenti, capire la sua intelligenza, interiorizzare pienamente tutte le sue connessioni e lavorare in tutto come socio del Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

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I libri di un kabbalista

Domanda: Lo sviluppo di un kabbalista include tre fasi: conoscenza, comprensione e realizzazione. Lei incontrò per la prima volta il suo maestro nel 1979 e due anni più tardi iniziò a scrivere libri.
In che fase dello sviluppo si trovava allora?

Risposta: Nella fase iniziale del percorso, quella della conoscenza.

Domanda: Significa che è possibile scrivere libri così meravigliosi come “Il Sistema della Creazione”, anche prima di raggiungere qualsiasi livello di realizzazione?

Risposta: Ancora non avevo raggiunto la realizzazione interna nella quale si scopre il sistema e lo si sente interiormente. Avevo alcune rivelazioni ma non realizzazioni.
Dopotutto, scrissi solo quello che avevo sentito e ciò che avevo scoperto nei libri di Baal HaSulam.
Semplicemente scrissi la mia impressione sui suoi scritti. Ma il quarto libro “Raggiungere i mondi superiori”, che prende spunto da Shamati, era già basato su di me.

Commento: Baal HaSulam scrisse libri nel corso di 30, 40 anni della sua vita, sicuramente la sue realizzazioni cambiarono costantemente…..

Risposta: E’ difficile parlare di persone che, già dalle loro realizzazioni iniziali, furono molto più elevate di noi.

Domanda: Vuole dire che alcune speciali scintille arrivano ad una persona nel mondo, anche se non si trova nella fase della realizzazione?

Risposta: Si, dipende dalla persona. Oggi non scriverei questi libri, perché contengono troppe informazioni, troppe impressioni, sentimenti e realizzazioni. Oggi non potrei descriverli tanto ingenuamente.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

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La Torah: una conoscenza criptata

Domanda: Può esistere la saggezza della Kabbalah senza la Torah?

Risposta: La Torah è la Kabbalah, e non come è stata successivamente reinterpretata e alterata dalla gente.

La Torah è una registrazione kabbalistica delle informazioni del mondo superiore. A noi sembra che stia parlando di eventi storici che si sono verificati nel nostro mondo, ma non ha nulla a che fare con tutto ciò, e parla solo di quello che sta accadendo nella forma delle forze del mondo superiore.

La Torah è scritta nel linguaggio dei rami, quindi invece degli oggetti inanimati, vegetali, animati e umani che sono menzionati in essa, noi dobbiamo immaginare le forze che governano l’universo. E non solo il testo nel suo insieme, ma ogni lettera della Torah è una registrazione di forze. Quindi, dobbiamo trattarla come una conoscenza criptata.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 22/01/17

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