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Cosa c’è da correggere?

Domanda: Quale tipo di egoismo correggiamo nelle nostre relazioni?

Risposta: Esiste un tipo di egoismo bestiale ed uno spirituale. Quello che va corretto è, di fatto, quello spirituale.

Noi non possiamo correggere l’egoismo animale. Esso appartiene al corpo fisico; perciò, dobbiamo lasciarlo così com’è e pensare solo a ciò che riguarda la connessione fra noi e il gruppo e fra il gruppo e il Creatore. Ogni altra cosa si correggerà da sé, integrandosi automaticamente dentro agli sforzi dell’amico di connettersi con il gruppo e con il Creatore.

Domanda: L’egoismo animale è il desiderio per il cibo, il sesso, la famiglia, e così via. Ma esiste anche un livello sociale, che significa rispetto, controllo, e conoscenza. Supponiamo che io abbia anche un desiderio di controllare gli amici. Devo correggere questo tipo di egoismo, oppure no?

Risposta: Tu non puoi correggerlo. Se rimani coinvolto nella connessione con gli amici, ogni cosa troverà il suo equilibrio.

Domanda: Allora, cosa è l’egoismo spirituale?

Risposta: E’ come la storia del vecchio che aveva ricevuto il dono di tre desideri dal pesce d’oro che aveva pescato. Sua moglie, per prima cosa, voleva che fosse riparato il suo lavatoio rotto, ma poi voleva sempre e sempre di più. Quindi l’egoismo spirituale prima di tutto vuole una cosa e infine vuole esercitare il controllo su ogni cosa, incluso il Creatore e anche se stesso.

Domanda: Cosa significa la connessione con gli amici, qui, se già sento il Creatore?

Risposta: Tu non senti realmente il Creatore, tu vuoi essere al di sopra di tutto. Questo si manifesta chiaramente nel tuo rifiuto ad ascoltare il consiglio che i kabbalisti che hanno scoperto il Mondo Superiore hanno ricevuto dal Creatore. Tu non sei interessato ad usare questo consiglio.

E’ proprio questo tipo di ego quello che va corretto. Ogni altra cosa verrà corretta automaticamente integrandosi in quello che tu fai. Inizia a lavorare e sentirai che tu vuoi essere al di sopra di tutti, incluso al di sopra del Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 11/12/16

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L’evoluzione ha raggiunto la sua fase finale

Da “Crisi e soluzione” (Conferenza di Arosa 2006)

Posto che l’attività delle forze altruistiche del mondo condurrà il mondo all’equilibrio con la natura, esso riceverà anche l’appoggio naturale nella forma della riduzione di tutte le manifestazioni della crisi. La natura reagisce sensibilmente ai cambiamenti altruistici dell’uomo, perché lo fa ogni volta in maniera simile ad essa. Questa crescente somiglianza con la natura ci porterà alla trasformazione della natura circostante e della società.

L’uomo, per la propria correzione, influenza la natura inanimata, vegetale ed animale, che si eleva e cade insieme a lui.

Pertanto, non appena cominciamo a correggere la società, correggiamo il sistema generale, e i livelli inanimato, vegetale ed animale trovano equilibrio. Il loro squilibrio è solo la conseguenza del peccato del Primo Uomo e a causa di questo, il nostro sviluppo continua ad essere egoistico.

Domanda: La crisi diminuirà davvero o impareremo a combattere con essa?

Risposta: Sentiremo che la crisi diminuirà sino a sparire e potremo continuare ad esistere in maniera tranquilla ed equilibrata. La correzione finale dovrà arrivare in tutti i livelli, incluso questo mondo; poi questo mondo comincerà a sparire perché non resterà egoismo e tutto sarà dazione.

La forma materiale nella quale vediamo il mondo oggi, si manifesta come il riflesso del nostro egoismo. Se l’egoismo non esistesse non vedremmo questo mondo. Cambiando i nostri desideri in dazione, vedremo il loro riflesso, ovvero il mondo superiore.

Continueremo ad esistere in questo mondo fino a che il mondo superiore si eleverà al mondo dell’Infinito. Non sappiamo ancora cosa succederà dopo, però saremo già arrivati alla tappa finale di questo processo.

Domanda: Come spiega che la natura si tranquillizzerà solo perché la società umana si correggerà? Qual’è la relazione fra loro?

Risposta: La natura aspira all’equilibrio e se l’uomo si uniformerà alla natura si arriverà ad un equilibrio generale. La natura è equivalente alla forza superiore, alla forma del Creatore. Pertanto, se desideriamo che le nostre qualità si fondano con la forza superiore, animando tutto il sistema, allora tutti i livelli , inanimato, vegetale ed animale, cambieranno.

Certamente la natura si calmerà, ma prima l’uomo dovrà cambiare. Nessun intento di correggere l’ecologia ci aiuterà. Distruggiamo la natura proprio a causa delle cattive relazioni fra le persone, questa è l’unica causa del riscaldamento globale, dell’eruzione dei vulcani e dei terremoti.

Dobbiamo seguire il flusso della natura. Il mondo deve correggersi ed avanzare nella correzione attraverso il cammino dell’evoluzione naturale. Uniamoci a questo processo e fomenteremo la correzione, percorrendo la via veloce e buona della Luce, invece del lungo cammino della sofferenza.

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Dalla 3′ parte della lezione quotidiana di Kabbalah, Lezione su: “Mismah Arosa (Documento Arosa)”.

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Perché non studiamo la Kabbalah da soli?

Domanda: Perché non studiamo la saggezza della Kabbalah da soli?

Risposta: Perché la saggezza della Kabbalah parla della struttura generale di tutta la creazione, all’interno della quale vi sono molti mondi. Oggi molti scienziati dichiarano che il nostro universo consiste di molti universi.

Noi ne percepiamo solo una parte, un angolo, a volte anche solo una fetta e ne vediamo solo una piccola parte, come un’immagine olografica. Per vedere l’intera immagine dobbiamo avere una visione integrale che includerà tutto su tutte le frequenze.

Di fatto la materia non esiste. Noi viviamo in un campo di forze. Si dice che se prendiamo il nucleo di un atomo ed immaginiamo che sia come una palla, vedremo che l’elettrone è un campo da calcio staccato da esso. Questo significa che esiste solo il vuoto intorno a noi. Noi stessi siamo fatti di vuoto. Ma quello che è più interessante è che, nonostante le enormi distanze che esistono persino nella struttura di un atomo ed all’interno dell’intera nostra struttura ai livelli materiali inanimato, vegetale ed animale ed al livello della consapevolezza umana, noi ci connettiamo fra noi. Il problema è che noi non sentiamo l’importanza di questa connessione.

La saggezza della Kabbalah ci dice che tutta la creazione è inclusa all’interno di un involucro che può essere definito “involucro circolare”. All’interno di quel cerchio vi sono cinque mondi concentrici (che hanno un centro comune). Noi ci troviamo nel punto nero più interno, quello centrale. Il nostro compito è quello di sentire questi mondi e tutto ciò che avviene in essi.

La natura si è sviluppata per 14 miliardi di anni dal livello inanimato fino alla vita sulla superficie della Terra, in una costante rivelazione, prima a livello vegetale, poi animale ed infine a livello umano. Noi ci troviamo nell’ultima fase del nostro sviluppo che comporta il conseguimento della comprensione, della presa di coscienza, dell’emozione e la scoperta di tutta la creazione, di tutti i mondi.

Per fare questo dobbiamo diventare come loro. Dobbiamo unirci fra noi mentre ci troviamo sulla superficie di questa piccola sfera.

L’umanità deve diventare uno. Prendendo come somma, o come l’intero, tutti gli 8 miliardi di abitanti di questo pianeta, essi devono diventare come un tutt’uno, un sistema.

Non abbiamo un posto dove fuggire da questa legge della natura.

La domanda è come sarà possibile giungere a questo. Dopo tutto questa è una legge che ci spinge in un angolo e crea tutta una serie di problemi. I kabbalisti ci spiegano che se dagli 8 miliardi di parti si riesce a creare una piccola struttura sistemica composta da 10 persone, nella quale, grazie alla loro unione, al centro del cerchio le persone si pongono come un tutt’uno, questa singola entità unita inizierà a percepire il prossimo e più profondo livello del mondo. In questo modo le persone coinvolte si innalzeranno ad un nuovo livello di scoperta, di conseguimento, di sensazione, e acquisiranno un proprio potere, la loro influenza sul sistema.

Con la loro ascesa il loro ego verrà rafforzato, diciamo moltiplicato per dieci volte. Di nuovo esse dovranno diventare come uno perché dentro di loro vi sarà un aumento dieci volte maggiore. Così loro ascenderanno, conseguendo costantemente la creazione, l’intero mondo.

Se studiamo la Kabbalah in questo modo, essa farà si che per noi sarà possibile conseguire e percepire tutti i mondi, diventeremo eterni e completi. Dipende solo dal nostro conseguimento e da null’altro. L’unico compito di una persona nel corso della vita è quello di conseguire uno stato nel quale sentirà l’intera creazione come propria. Questo riassume l’intero compito di una persona nel mondo materiale. La persona diverrà quindi eterna, come tutti i mondi spirituali, e sentirà di esistere in uno stato nel quale tutto è mosso solamente come un tutt’uno.

Uscendo da noi stessi, noi smettiamo di sentire tutti i bisogni e i desideri insoddisfatti, che prima percepivamo come sofferenza, vuoti non riempiti della nostra natura. Perdiamo la connessione con le limitazioni del nostro mondo; andiamo oltre la sua struttura ed iniziamo a sentire che esistiamo in tutti i mondi. Ci sentiamo come “spalmati” sulla superficie di tutti i mondi, ci sentiamo interi, completi ed assolutamente eterni. Questo è ciò che dobbiamo conseguire.

Adamo scoprì questo metodo 5.777 anni fa. Da allora i kabbalisti lo hanno usato per raggiungere il mondo superiore. Speriamo di essere fortunati e di riuscire a fare altrettanto.

E’ proprio per questo motivo che è impossibile studiare la saggezza della Kabbalah da soli o individualmente. Per esempio dieci amici si riuniscono, ciascuno di loro è una persona normale, cioè un sano egoista che vuole tutto solo per sé. Tra di loro concordano che vogliono sentire il mondo superiore invece del nostro mondo.

Noi vogliamo attirare su di noi una buona energia, andando al di là delle limitazioni del nostro mondo, non vedendo la morte che si avvicina, per vedere invece la creazione come effettivamente è, eterna e perfetta. Come possiamo riuscirci? E’ possibile tramite lo stesso metodo che i kabbalisti hanno usato dopo Adamo.

Per fare questo dobbiamo elevarci al di sopra del nostro egoismo, che ci mostra un’immagine del mondo fisico. Dobbiamo fare uno sforzo per dirigerci verso il centro, verso il luogo dove il “sé” sparisce ed esiste solo il “noi”. Attraverso questi sforzi, con l’aiuto della Luce superiore, la persona si distacca da se stessa (dal sé) e si avvicina alla connessione condivisa del noi.

Domanda: Ma in questo modo l’individualità di ognuno viene preservata?

Risposta: Certo, anche più di adesso. Il bisogno di preoccuparsi per sé, per il proprio posto e per tutto ciò che è materiale, svanisce. Nel momento in cui usciamo da noi stessi e veniamo inclusi negli altri, noi iniziamo a sentire il noi.

Questo ci dà l’intera immagine della creazione, perché usciamo dalle nostre limitazioni. Viviamo al di fuori del tempo, perché quando esistevamo nel mondo materiale misuravamo tutto in base alla nostra condizione: fuori dallo spazio, perché misuravamo tutto solo in relazione a noi stessi, e fuori dalla materialità, che era il desiderio di riempire costantemente noi stessi. Noi non pensiamo più così. Noi voliamo nel cielo come uccelli.

E’ impossibile fare questo cambiamento da soli; questo è possibile solo con l’aiuto della cosiddetta Luce circostante (Ohr Makif), la Luce superiore che esiste attorno a noi.

Se puntiamo ed aspiriamo al centro, in base al nostro sforzo noi attiriamo la Luce che è intorno a noi ed essa ci accompagna.

Veniamo quindi inclusi nel sistema intero ed emerge un punto centrale comune, all’interno del quale attiriamo la Luce superiore. Dentro di noi la Luce crea la qualità della dazione che ci aiuta ad uscire da noi stessi connettendoci insieme. Iniziamo a sentire lo spazio che è fuori di noi e tutto ciò che vi è dentro. Questo è il conseguimento del mondo superiore che avviene in un gruppo di dieci.

Se non vi è un gruppo di dieci, questo può essere fatto in un gruppo più piccolo. Ma non può essere fatto in un gruppo più grande. Noi non abbiamo la possibilità di riunire un gruppo di più di dieci persone nella nostra mente e nei nostri sentimenti. Così siamo stati creati.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 30/10/16

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“Se un uomo ha un figlio ribelle e rivoltoso”

Dalla Torah, (Deuteronomio 21:18 – 21:21): “Nel caso che un uomo abbia un figlio ostinato e ribelle, il quale non ascolta la voce di suo padre né la voce di sua madre, ed essi l’abbiano corretto ma egli non li ascolti, suo padre e sua madre devono quindi afferrarlo e condurlo dagli anziani della sua città e alla porta del suo luogo.

E devono dire agli anziani della sua città: ‘Questo nostro figlio è ostinato e ribelle; non ascolta la nostra voce; essendo [lui] un ghiottone e un ubriacone’.

Quindi tutti gli uomini della sua città lo devono colpire con pietre ed egli deve morire. Devi togliere così ciò che è male di mezzo a te, e tutto Israele udrà e realmente avrà timore.

Questo estratto riguarda il desiderio frenetico di una persona nel conseguire il Creatore. E’ violento e ribelle come un cavallo che calpesta, scalcia e disarciona il proprio cavaliere.

Se un padre e una madre, che sono la parte maschile e femminile, fanno nascere un figlio che non li obbedisce ed egli è obbligato a seguirli per ricevere la Luce superiore attraverso di loro per continuare il percorso e procreare egli stesso, allora loro lo devono portare davanti agli anziani, quelli che sono sopra di loro, al livello successivo.

Supponiamo che il padre e la madre siano Aba ve Ima, Hochma e Bina e ZON, che è sotto di loro. Allora essi devono elevare il desiderio generato da loro ancora più in alto, là dove ci sono quattro tipi di morte: lapidazione, strangolamento, rogo e impiccagione. In questo modo, questo desiderio verrà ucciso, il che significa che scenderà al livello inanimato e poi questo sviluppo comincerà di nuovo.

La pietra è Lev HaEven, il cuore di pietra. Quindi, un desiderio viene ucciso da uno ancora più grande, che non gli consente di ottenere nemmeno un po’ di vita.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 26/06/16

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Un attacco di consigli sulla Kabbalah – 20/11/16, Prima Parte

Domanda: E’ possibile che la sensazione del piacere spirituale ci sia stata rivelata ancor prima che entrassimo nel mondo spirituale, cioè quando avevamo appena cominciato il cammino spirituale?

Risposta: Non posso dire a chi e come, ma ad ognuno di voi viene concessa la sensazione del piacere spirituale per un breve periodo. Voi la sentite come qualcosa che si sviluppa intorno a voi, nello spazio che vi circonda. Questo è chiamato l’illuminazione del Creatore, (l’illuminazione della Shechina).

Domanda: Quali sono le pietre miliari principali sulla strada per la realizzazione spirituale?

Risposta: Le tappe fondamentali per la realizzazione spirituale sono il materiale di studio, l’inserimento in un gruppo, un lungo periodo di preparazione, poi un periodo di Lo Lishma (non per il Suo nome), e infine un periodo di Lishma (per il Suo nome).

Domanda: Perché ci viene dato il piacere spirituale? Come possiamo assaporare il piacere spirituale e farne buon uso?

Risposta: Quando il gusto del piacere spirituale ci viene dato possiamo utilizzarlo con l’intenzione di dare.

Domanda: Come possiamo comprendere l’espressione di “mantenere tutta la bontà dentro di noi e non perderla?”

Risposta: È possibile mantenere tutta la bontà dentro di voi quando non pensate di proposito a questo ma agli altri, a come connettervi con loro e a trasmetter loro la Luce superiore attraverso di voi.

Domanda: Come possiamo misurare la realizzazione spirituale senza distorcerla con il nostro egoismo?

Risposta: Il raggiungimento spirituale è misurato dalla grandezza dell’egoismo al di sopra del quale vi siete elevati, ed è impossibile deformarlo perché se questo è un raggiungimento spirituale, esso viene accuratamente rivestito nell’attributo dell’amore e della dazione che avete sviluppato.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 6/11/16

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I quattro punti di origine e le quattro fasi della Luce

Domanda: I quattro punti da cui ha origine la Luce incontrano le quattro lettere del nome HaVaYaH e le quattro fasi dell’Ohr Yashar (Luce Diretta)?

Risposta: Sì, i quattro punti d’origine sono divisi in quattro fasi di luce diretta, ma questo non significa niente perché dobbiamo unirci per avanzare nella correzione.

Non ci può essere un Partzuf, che significa, un sistema spirituale normale in cui si rivela il Creatore, se una connessione non esiste fra tutti. Quindi, nessuno può essere rimosso da esso: bianco, nero, giallo o rosso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 14/08/16

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