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Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.02.2017

Preparazione alla Lezione
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Baal HaSulam, Lettera 1
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La mutua garanzia, punto 19
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Nei momenti difficili

Domanda: Ci sono al momento più di 3.000 diverse fedi spirituali al mondo. Quando una persona ha un problema, si rivolge automaticamente verso una qualche forza con una esclamazione interiore. A chi o a cosa si parla in quei momenti?

Risposta: Se vuoi agire correttamente devi rivolgerti solo al Creatore affinchè ti aiuti a connetterti agli altri ed a scoprirLo. Questo significa che nella saggezza della Kabbalah chiediamo al Creatore di cambiarci. In generale tutte le persone chiedono al Creatore di rimuovere gli ostacoli lungo il proprio cammino, cioè di cambiare il mondo “secondo il loro proprio desiderio”.

Questo atteggiamento “consumista” verso il Creatore inizierà a cambiare quando si manifesteranno dei sentimenti molto forti riguardo al fatto che tutto quello che succede nel mondo è il risultato del proprio atteggiamento verso il Creatore.

Se parliamo di un kabbalista, allora tutto dipende dal suo livello. Infatti un kabbalista attraversa tutta una serie di stati che lo portano al di sotto del livello di una persona normale. Quando egli è in una discesa, è capace di chiedere per se stesso e di compiere atti difficili da definire a priori.

Ma questo solamente durante una discesa. Quando egli è attivo, e ne ha il potere, chiaramente chiede aiuto solo per cambiare se stesso perché comprende come funziona il sistema.

Un kabbalista comprende che i colpi sono bontà e gentilezza; sono un aiuto ed il segno dell’interesse del Creatore, visto che proprio grazie a questi colpi egli si può connettere con il Creatore andando al di sopra di essi.

Il problema è che i colpi non accadono solo a lui ma a tutti quelli che gli sono vicini sino al completamento della correzione. Ma all’inizio della correzione tutti sono vulnerabili rispetto al Creatore!

[199950]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 25/09/16

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Lezione serale di Kabbalah – 27.02.2017

Lo Zohar per Tutti, Estratti selezionati
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.02.2017

Preparazione alla lezione
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Baal HaSulam, Shamati 34 “Il vantaggio della Terra sta in tutto”
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Rabash, volume 1, articolo 9, “La persona sempre dovrebbe vendere le travi della sua casa” (1984)
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Malchut e Bina, l’acqua salata e l’acqua dolce

Domanda: Qual è la radice spirituale delle risorse di acqua dolce, come i laghi e i bacini d’acqua, e come si differenziano dalla radice spirituale dell’acqua salata?

Risposta: Il sale rappresenta Malchut e l’acqua rappresenta Bina. La connessione fra Malchut e Bina, vale a dire, l’ascesa di Malchut verso Bina o la discesa di Bina a Malchut, genera la vita. Questa è la differenza fra la nostra vita e quella superiore.

L’acqua salata è Bina che ha ricevuto le caratteristiche speciali di Malchut. C’è una maggiore quantità di acqua salata sulla superficie della terra e pochissima acqua fresca. La maggior parte dell’acqua fresca è acqua dissalata che passa attraverso filtri, così che il sale evapori, ecc. Ci sono anche molti sistemi che bilanciano l’attributo di Bina e l’attributo di Malchut.

Domanda: In Israele si trovano il lago d’acqua dolce Kinneret (lago di Tiberiade) e il Mar Morto, dove c’è invece l’acqua salata.

Risposta: I due laghi sono totalmente diversi fra loro. Il Kinneret è alimentato da acqua discendente dall’alto, dal Monte Hermon, dalla neve che si scioglie e dall’acqua piovana.

Il Mar Morto è il punto più basso del mondo, è una depressione del terreno completamente ricoperta di sale. Il mare solleva il sale dalla terra e anche l’acqua fresca che viene dal Mare di Galilea diventa salata. La fonte dell’acqua salata del Mar Morto è diversa dalla sorgente che riempie i mari e gli oceani. Questa è una caratteristica fisica molto speciale di questa particolare posizione geografica.

[200287]

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In che modo la fede cambia le persone?

Domanda: Che tipo di cambiamento qualitativo si verifica in una persona quando questa acquisisce la fede di cui parla la Kabbalah, la fede al di sopra della ragione?

Risposta: Il cambiamento avviene nella misura in cui la persona acquisisce la fede, il che significa nella misura in cui consegue la caratteristica della dazione, comincia a sentire un mondo che le era nascosto, la forza superiore occultata che viene chiamata il Creatore. Quando una persona acquisisce la caratteristica della dazione, comincia a sentire che esiste nello spazio della forza superiore e si allontana dal tempo, dal movimento e dal mondo esterno, perché nel mondo superiore non esistono queste limitazioni.

La nostra vita terrena può essere chiamata bestiale perché esiste sui livelli inanimato, vegetale, e animale. Il livello di Adamo è al di sopra di questi livelli. Quindi, una persona che vuole raggiungere il mondo superiore inizia a sentire la sua vita terrena solo come un supporto, come la condizione per raggiungere il mondo superiore. La sua vita in questo mondo potrebbe finire da un momento all’altro, invece ciò che lei raggiunge nel mondo superiore le rimane accanto; lei esisterà all’interno di questo mondo e continuerà a salire ulteriormente nei livelli dello sviluppo spirituale.

[199946]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 25/09/16

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Per evitare la morte spirituale

Dalla Torah, (Deuteronomio 18:16 18:18): “In risposta a tutto ciò che chiedesti al Signore tuo Dio in Horeb il giorno della congregazione, dicendo: ‘Non farmi udire di nuovo la voce del Signore mio Dio, e non farmi vedere più questo grande fuoco, affinché io non muoia’. Allora il Signore tuo Dio mi disse: ‘Hanno fatto bene a parlare come hanno parlato. Susciterò per loro di mezzo ai loro fratelli un profeta come te; e in realtà metterò le mie parole nella sua bocca, ed egli certamente pronuncerà loro tutto ciò che io gli comanderò.”

Le qualità più elevate in una persona sono: il “Profeta” dal lato destro, il “Re” dal lato sinistro e la “gente” dal basso. Quindi “la gente” rappresenta quelle qualità che nella persona sono ancora in via di correzione e che non possono essere connesse con il Creatore al livello del Profeta.

I Desideri della gente non possono apprezzare il Profeta ed il Re, perché sono sotto l’influenza di una subordinazione molto grave.

E’ scritto, “Non farmi udire di nuovo la voce del Signore mio Dio, e non farmi vedere più questo grande fuoco, affinché io non muoia”. Questo significa che una persona dovrebbe aver paura in modo da non spingersi verso livelli sui quali non può resistere.

Per esempio, se oggi non ho mangiato nulla sono ancora capace di trattenermi e di non prendere nulla dalla tavola. Invece, se fossi digiuno da diversi giorni, allora addenterei qualsiasi cosa come un animale affamato, senza badare a niente e a nessuno.

Quindi “affinché io non muoia” significa per non ricevere per me stesso, visto che questo rappresenta la morte spirituale.
[200842]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 5/09/16

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“…..e deve leggerla tutti i giorni della sua vita,”

Dalla Torah, (Deutereonomio 17:18 17:19): “E deve avvenire che quando si insedia sul trono del suo regno, deve scrivere per sé in un libro una copia della Torah da quella che è affidata ai sacerdoti, i leviti. E questa copia della Torah deve restare presso di lui, e deve leggerla tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere il Signore suo Dio in modo da osservare tutte le parole della Torah e questi regolamenti mettendoli in pratica.”

Ogni persona dovrebbe essere un re per poter apparire davanti al Re superiore, il Creatore. Per questo, deve essersi procurata due luci superiori, due speciali restrizioni, i Cohen e i Leviti (le linee di destra e di sinistra) sia in termini di Hassadim che dal punto fermo di Hochma.

Con tutte e due le mani, ovvero in due linee, dovrebbe accettare qualsiasi cosa le venga data dall’alto e reagire ad essa correttamente.

Il re in una persona è la Keter (Corona) che accetta la forza superiore e la trasforma attraverso tutti i propri desideri e le proprie qualità. In altre parole, la connessione con il Creatore si estende a tutti tramite la ricezione della natura superiore da parte della persona.

Come è scritto, “..deve scrivere per sé in un libro una copia della Torah,” ovvero dovrà scrivere sui propri desideri in modo che saranno formati correttamente in accordo con il sistema superiore.

In “…e deve leggerla tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere il Signore suo Dio…”, leggere significa esplorare i propri desideri più profondamente con un egoismo in continua evoluzione, riscritto con nuovi punti e segni. Questo è un lavoro senza fine che continua sino alla completa correzione della persona, e sino a che lei esiste in questo mondo, passando da reincarnazione a reincarnazione.

La persona continua a leggere lo stesso libro perché la Torah descrive la profondità delle nostre correzioni sino a che completeremo il lavoro.

Inoltre, ciò che abbiamo in mente non riguarda il testo, quanto piuttosto il fatto che ognuno dovrebbe scrivere i rotoli della Torah nel proprio cuore, in altre parole, formare tutti i propri desideri in accordo con le leggi superiori di convergenza e di connessione, sino ad arrivare all’amore.
[200531]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 5/09/16

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