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Scienza Emozionale

Dr. MichaelLaitmanDomanda: Qual è la differenza fra cura e servizio? Si dice che dobbiamo attrarre gli stati futuri. Questo non è chiaro perché non esiste veramente all’interno della nostra sensazione.

Risposta: Certo. Quindi, questo non è comprensibile. Comprendiamo solo ciò che ci è dato in sensazione. La materia del mondo, della creazione, è il desiderio. Allora, i sentimenti sono primari. Prima, sentiamo, e dopo cominciamo a capire quello che stiamo sentendo, i motivi, tutti i tipi di connessione e tutto quello che sta accadendo all’interno del desiderio stesso. Capiamo come si è rinforzato e come è possibile recuperarlo, e così via.

È molto importante capire che la cosa principale è il desiderio, significa sentimento.

Che cosa tocca la differenza fra cura e servizio? Allora, “servizio” o “utilizzo ” queste parole non sono buone perché indicano che dobbiamo fare qualcosa senza capire cosa. Questo è quello che ci è stato insegnato, comandato e costretto su di noi. Non sto dicendo che questo sia male. Per esempio, servizio a una nazione è un’altra cosa. Comunque, questo è qualcosa che non ci può essere nel camino spirituale.

Nel camino spirituale, è necessario raggiungere tutto emotivamente all’interno di noi stessi e, dopo di che, esplorare le nostre emozioni. Su quale livello di desideri si sono trovati Shoresh (radice), Aleph (primo), Bet (secondo), Gimel (terzo), e Dalet (quarto)? Il grado di intenzione–Shoresh, Aleph, Bet, Gimel, Dalet—determina la quantità di Luce che si rivela, in altre parole, l’intensità, la forza del sentimento del Creatore che è scoperta in quel desiderio.

Tutti noi dovremo cominciare a sentire un tale grado come quando leggiamo un libro, sperimentiamo e misuriamo i nostri sentimenti nello stesso momento. Il libro deve essere la nostra guida spirituale ed emozionale nel senso pieno della parola affinché possiamo ridere e piangere quando lo leggiamo, perché si sta parlando di attività che devo fare all’interno di me in ogni momento.

La saggezza della Kabbalah è una scienza molto emozionante, ma solo per qualcuno che può già sentire queste emozioni in se stesso, e, se no, allora a lui sembrerà arida.
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Dal Congresso di Sochi del 09.06.2014, Lezione 1

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Gli scienziati esortano ad abbandonare il PIL

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da ABC Net): “In un pezzo commento di questa settimana di Nature, il dottor Robert Costanza, presidente della Public Policy presso l’ANU, e i suoi colleghi sostengono che il PIL dovrebbe essere sostituito con un sistema di misurazione più sofisticato che rappresenta un resoconto più completo del benessere economico di una nazione. […]

“Qualunque cosa si pensi che renda la vita degna di essere vissuta, come sottolineò Robert F. Kennedy nel 1968, è quasi scontato che sicuramente che non è misurato dal Prodotto Interno Lordo, o PIL.

Il PIL misura semplicemente l’attività economica di una nazione in termini di produzione e di consumo. Non fa alcun riferimento al fattore di impoverimento delle risorse naturali o del degrado dell’ambiente. Non si preoccupa per la disuguaglianza di reddito e di tutti i mali che vengono da esso. Non pretende di discriminare tra attività benefica economica (nuove infrastrutture, investimenti in istruzione, prevenzione delle malattie, ecc) e l’attività negativa (il costo del crimine, inquinamento, ecc.) e ignora completamente interi settori di attività proficua, come i lavori domestici o di volontariato nella comunità.

“Un segno di come l’indigente PIL, considerato il sistema metrico del benessere, è il modo in cui tende a salire dopo un disastro naturale. La ricostruzione e la bonifica sprona a un intensa attività che viene registrata dal PIL, mentre la distruzione, la perdita di vite umane, le sofferenze e i disagi per le famiglie e le comunità sulla scia di un diluvio, ciclone o incendio boschivo vengono ignorati.

“Uno degli apripista per la sostituzione del PIL è l’indicatore del Progresso Autentico (GPI, Genuine Progress Indicator). E ‘stato proposto nel 1989 ed è stato sviluppato da quel momento per misurare con precisione non solo un’attività economica, ma anche l’impatto di questa attività e il benessere degli individui che vivono in tale economia, e quanto l’attività è svolta in modo sostenibile.

“Esso utilizza efficacemente il PIL come suo fondamento, ma poi scruta l’attività economica più in dettaglio, rendendo delle sottrazioni per l’attività negativa e aggiungendo alle attività benefiche che sovrastano il PIL. […]

“Considera anche i fattori dell’ambiente, in termini di costo dell’inquinamento, della perdita di zone umide e terreni agricoli, l’esaurimento delle risorse naturali e l’emissione di anidride carbonica. Si tiene anche conto del costo della criminalità, non solo in termini di impatto diretto, ma anche il costo della polizia, delle carceri e anche la quantità di denaro speso per serrature e allarmi.

“Il GPI non è l’unica alternativa al PIL, ma è uno dei più rispettati dagli economisti ed esperti di politica pubblica di tutto il mondo. La domanda ora è: che cosa ci impedisce di adottarlo?

“‘Dobbiamo trovare qualche terapia per fare una transizione verso un’economia sostenibile, un’economia che non si basa sulla crescita del PIL, ma sul miglioramento del benessere’, ha detto Costanza.

“Mentre le ricerche sfrenate per la crescita del PIL non hanno fatto molto per aumentare il nostro benessere negli ultimi decenni, è stato un trionfo per le grandi imprese e il settore finanziario, vale a dire coloro che beneficiano in modo sproporzionato dalle attività economiche a crudo. Non sorprende che, come risultato di questa manna, questi settori – e i politici che li servono – sono in grado di resistere a qualsiasi mossa per un più completo misuratore del benessere nazionale economico.”

Il mio commento: Non importa ciò che viene misurato o quanto sia importante il principio, lo scopo dello sviluppo, per cosa? E’ necessario frenare gli appetiti, prendere dalla natura solo ciò che è necessario, e utilizzare il nostro tempo libero per rieducare l’umanità. Altrimenti, stiamo andando verso un confronto incombente con la natura, che si rifletterà in tutti gli aspetti della nostra vita.

Di solito la gente capisce la natura del mondo che li circonda ai livelli dell’ inanimato, vegetale, ed animato, ed escludono noi stessi da questa definizione. Questo è il nostro errore; dopo tutto, siamo ancora sotto il controllo della natura e sotto le sue leggi. Usiamo queste leggi erroneamente, danneggiando noi stessi, e usiamo l’intelligenza che ci è stata data contro noi stessi. La Kabbalah ci avverte del castigo imminente per il nostro disprezzo della natura.
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