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Che cosa determina lo statuto del gruppo?

Domanda: In ogni organizzazione devono essere discussi dei modelli di comportamento, le cose che sono ammesse e quelle che non lo sono. Alcune organizzazioni lo chiamano statuto. In che cosa dovrebbe consistere lo statuto nei gruppi di educazione integrale? Quale dovrebbe essere la sua essenza?

Risposta: Prima di tutto, quello che ci lega è l’immagine del nostro stato futuro; è per questo che lottiamo. Questa immagine dev’essere promossa bene, ad un livello tale e con tale forza sia all’intero gruppo che ad ognuno di noi affinchè tutti possano sviluppare realmente il desiderio e la forza per raggiungerla.

Dobbiamo pensare costantemente all’elevazione di questo scopo in maniera che sia molte volte più importante di qualsiasi altra cosa che possa apparire davanti a noi, qualsiasi altro scopo egoistico e qualsiasi altra direzione.

Una persona deve ricevere costantemente supporto dal gruppo e dalla famiglia. Questo è essenziale. Quando qualcuno nella famiglia è contrario al suo studio, è causa di enormi problemi; vediamo che molte volte falliscono perché l’influenza della famiglia è enorme.

Al giorno d’oggi sappiamo che una persona è sostanzialmente sola. La Natura ha fatto questo di proposito per facilitare il suo viaggio verso l’integrazione. La persona non si sottomette a nessuna famiglia, clan, o regole del villaggio; sembra che siamo “sospesi” e questo fa sì che sia più facile realizzare tutto questo.

Perciò, dobbiamo assicurarci che il gruppo accompagni la persona ogni ora della sua vita, non solamente quando è fisicamente presente. Oggigiorno è facile da ottenere attraverso l’utilizzo dei mezzi di comunicazione.

Ogni persona, inoltre,  possiede un lettore MP3. Può registrare lezioni, discussioni, canzoni e giochi. Quando arriva a casa, il suo computer ha la stessa informazione sulle lezioni e sulle riunioni dei gruppi. Deve lavorare a questo ed essere costantemente in contatto con noi. Dobbiamo fare dei film, dei video clip, e cosi via.

Tutto questo è un’enorme quantità d’informazioni che lo deve pervadere e fargli gradualmente un lavaggio del cervello, nel suo cosiddetto cervello (non lo puoi chiamare in un altro modo), e lui è d’accordo volontariamente. Noi non nascondiamo quello che facciamo, lo stiamo riprogrammando.

Per quanto riguarda lo statuto, le cose principali sono quelle che portano un beneficio alla società. Tuttavia, le cose necessarie per l’esistenza di ognuno di noi vengono per prime. In altre parole, alimenta la “bestia” e dopo fa quello che vuoi di te stesso.

I desideri fondamentali che determinano la nostra vita sono: cibo, casa, famiglia e sesso. Essi sono seguiti dai desideri sociali: ricchezza, fama, potere e conoscenza, che sono delle aggiunte egoistiche alle necessità della vita.

Dobbiamo trasferirle ad una nuova dimensione: la ricchezza è il riempimento che avrai nel gruppo. La fama e il potere sono l’approvazione generale che avrai dal gruppo per essere lì; senti di essere un elemento necessario nell’intero sistema integrale dal quale dipendono. La conoscenza è la naturale conseguenza della natura, l’intero processo che sperimentiamo.

Perciò, lo statuto deve contenere chiaramente la spiegazione di questo schema di valori interiori di una persona, che sono necessari per la sua esperienza, sia come animale sia come elemento sociale. Prima ci assicuriamo che la persona non si preoccupi sulla sua esistenza corporale. Essa gli deve essere garantita ad un livello ragionevole.

Domanda: Una persona deve vivere in base alle leggi dello statuto, iniziando fin dai primi giorni, oppure questo può presentarsi dopo alcuni mesi, quando è pronto?

Risposta: Questo appare dopo un certo tempo, quando la persona è pronta e capace di realizzare questo nuovo formato di esistenza. Le relazioni nel gruppo devono essere sempre amichevoli e gioiose. Dovete mostrare agli altri che il traguardo è importante per voi.

Comprendiamo che a tutti noi accade di sperimentare delle discese e ascese, stati differenti. Tuttavia, allo stesso tempo, dobbiamo introdurre solo influenze positive nel gruppo. L’influenza negativa sparirà da se sotto l’influenza del potenziale positivo che accumuliamo nel gruppo al punto di raggiungere lo stato di “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale” n.9, 15.12.2011)

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E’ meglio fare qualcosa che viene fuori dall’amore che dalla forza

Domanda: Supponiamo di avere una lezione di educazione integrale con un gruppo di dirigenti che hanno un problema particolare che vogliono discutere. Essi non sono interessati alla connessione uno con l’altro; sono interessati soltanto al rendimento finanziario.

Risposta: Non possono risolvere il problema se non sono connessi perché è questo che li lega al sistema generale della natura. Raggiungeranno un vicolo cieco.

Domanda: Saranno in grado di capire i motivi e gli esiti che uno dipende dall’altro?

Risposta: Inizieranno a sentire. Penso che la gente capirà presto qual è il nostro “asso”; il nostro metodo è molto semplice. La cosa che non può essere risolta con un attacco frontale, può essere risolta abbracciando l’altro. Questo può essere più efficace che andare in tribunale; litigando e mettendo ostacoli l’un l’altro in ultima istanza. L’amore è meglio.

Non c’è niente di soprannaturale. E’ semplicemente il nostro addestramento, e i giochi speciali che facciamo aiutano una persona a rilassarsi portandolo ad uno stato dove lui è pronto ad essere con gli altri e a sentire che non può fare nulla senza di loro perché uno può dare un consiglio all’altro ed entrambi approfittare da questo. Essi dovrebbero capire ciò, e poi adattarlo al loro lavoro.

Le persone che sono accecate e intrappolate vedranno e sentiranno che gli viene offerto un modo nuovo per risolvere i problemi.

Quando capiscono che il nostro metodo si riduce all’unità e alla connessione e tutti i nostri problemi possono essere risolti su questo livello, allora ci chiediamo: “Come si fa a proporre per introdurre il nostro metodo per risolvere i problemi sul lavoro?” Allo stesso momento, non ci interessa quello che dicono sul lavoro. Noi ci preoccupiamo della corretta connessione reciproca fra loro.

Domanda: Quando possono trasmetterla ai lavoratori?

Risposta: essi non saranno in grado di farlo da soli perché per poter cominciare a organizzare i lavoratori integralmente, devono rinunciare alle loro posizioni di direttori.

Così noi siamo quelli che dobbiamo uscire per i lavoratori e insegnare loro. Soltanto dopo che li abbiamo formati ci potrebbero essere comprensione e connessione reciproca fra i lavoratori e i loro dirigenti. Essi non potranno lavorare più a causa della sensazione di sentirsi sotto pressione ma per sentirsi ispirati.

Dopo quattro o cinque sedute, cominceranno a sentire la connessione e la soddisfazione. Si sentiranno confortevolmente e gradevolmente in questo stato. Non vogliono rimanere come erano prima. La gente fuori sembra essere estranea, ma non avranno paura di contagiarli. Dopo tutto, quando ci si riferisce a una relazione con persone come i vostri figli, si disarma tutti.

Non abbiate paura che si approfittino di voi in uno stato come questo. Al contrario, quando ti relazioni agli altri in questo modo, non possono farti male. Anche quando qualcuno vuole colpirti, egli colpisce soltanto un vuoto.

Così, saranno sempre in grado di arrivare ad un accordo, per raggiungere un giusto rapporto reciproco all’interno della sfera di lamponi che si è creata fra loro, e di risolvere i problemi dal quel punto.
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(Da Kab TV “Attraverso il Tempo” 23.09.2013)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.01.2013

Preparazione alla Lezione
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KFS, Rav Yehuda Ashlag, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 365, Punto 134, Lezione 34
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Il Libro dello Zohar, Parashat “Naso”, Punto 359, Lezione 18
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TES, Volume 3, Parte 9, Punto 18, “Ohr Pnimi” (Luce interna), Lezione 12
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KFS, “Corpo e Anima”,Pagina 59, Lezione 5
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Le Persone hanno bisogno degli eletti

Domanda: Come possiamo superare l’ atteggiamento negativo delle persone nel processo di divulgazione, dato che a loro non piacciono gli eletti?

Risposta: Di fatto, alla gente non piacciono gli eletti, pero’ ne hanno bisogno. Se arrivi con amore alle persone, come fa un dottore quando va da un paziente, e l’ aura della cura irradia da te, le persone non sentiranno un rifiuto o dell’ arroganza. Loro vi comprenderanno correttamente.

Dovete trattarli come vostri piccoli amati figli, e questo amore richiede che stiate sotto di loro. Questo significa che i loro desideri governino sopra ai vostri. i bambini lo sentono questo e hanno il potere sugli adulti, che, da un lato sono un autorita’ per loro, e dall’ altro, devono provvedere a tutto. allora tutto dipende da come noi posizioniamo noi stessi.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 09.12.2012, Lezione 6)

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