Il Gruppo è l’intimo contatto tra le anime

Domanda: Cosa dobbiamo considerare come il gruppo?

Risposta: Il gruppo può essere considerato le dieci persone con cui siedo e analizzo la relazione tra noi.

Il gruppo può essere anche considerato le dozzine di gruppi che attendono i congressi. Per esempio, c’erano 120 o 130 gruppi al congresso. Anche questo è una sorta di gruppo, lavorare insieme per un singolo scopo, una singola richiesta e questo perché, concordando, tutti i partecipanti hanno gli stessi pensieri, le stesse domande, gli stessi obiettivi. Il fatto che parlino diverse lingue non è importante perché fanno le stessa cose: loro interagiscono, si aiutano a vicenda, sono un unico campo.

I nostri campi mentali e sensoriali si intersecano, essi lavorano assieme: questa è la ragione per cui interagiamo l’uno con l’altro. Inoltre, non esiste nessuna legge di separazione in questi campi, diversamente da ogni campo fisico che diminuisce in accordo con il quadrato della distanza; quando ti distanzi di due metri, tensione, luce o qualsiasi tipologia di raggio diventa quattro volte minore. Ma non nel nostro caso. I campi del desiderio non decrescono con la distanza.

Per questa ragione, quando uno è a Boston, un altro è in Alaska, il terzo in Kentucky e il quarto in Australia, loro continuano a comporre il gruppo insieme se sono in grado di avere un contatto interiore, di cui noi abbiamo parzialmente fatto esperienza durante i seminari al congresso. Se hanno già fatto esperienza di questo contatto, se sono in grado di ricrearlo, riviverlo, come se si riaccendesse la brace, allora le “distanze,” tutti i disturbi che arriveranno, li aiuteranno a salire al di sopra delle interferenze verso questo stato ed essere su un buon livello spirituale.
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(Da “una Lezione Virtuale sui Fondamentali della Kabbalah 23.09.2012)

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