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I Kabbalisti sulla libertà di scelta, Parte 2

Cari amici, per favore, fate delle domande su questi passaggi dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

La persona ha libertà di scelta?

Il significato delle loro parole “Pertanto, scegli la vita” è che il Creatore stesso mette la mano sulla buona fortuna, dandole una vita di piacere e soddisfazione nella vita corporea che è piena di tormento e dolore e vuota di ogni contenuto. Lei scappa da questa vita, che è più dura della morte.

E la scelta di una persona si riferisce solo al consolidamento del cammino e dello scopo ed alla correzione dell’ego per dare gioia al Creatore, Lishmà. Solo in questa maniera una persona è destinata ad una vita di felicità e di piacere.

Tuttavia, prima che la persona arrivi ad una correzione completa c’è certamente la scelta di fortificarsi sulla buona strada, usando tutti i tipi di mezzi e tattiche fino a completare il lavoro della correzione e a non cadere sotto il suo peso nel mezzo del cammino.

-Baal HaSulam, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”, 4

Tutte le qualità indecenti della nostra natura le ha radicate in noi il Creatore e ci ha creati con ogni bassezza.

-Rabash, “Lettera N°29”

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Perché non sono il principe William?

Nel cammino spirituale, ci confrontiamo con una domanda: cosa facciamo con le nostre qualità innate? Qualcuno ha un buon carattere, ha un buon giudizio, è intelligente, non è ostinato ed è d’accordo quando l’occasione lo richiede, si inserisce rapidamente nel gruppo, attrae la Luce ed avanza. Un altro odia tutti, non vuole far niente, rimanda le cose, in poche parole, agisce come un cattivo ragazzo; ma è davvero colpa sua se è nato così?

Cosa deve fare? Esistono diversi tipi: di mente semplice ed ingegnosi, poco fortunati e talentuosi, veloci e lenti, arroganti, ambiziosi e così via. Le caratteristiche sono molte ed ognuno ha la sua combinazione. Il Creatore mi ha dotato di un pacchetto specifico di proprietà e non ho potere su questo. Non è dipeso da me, io non ho scelto la lista.

Allora, dove è il mio libero arbitrio? Dove è l’uguaglianza nel cammino spirituale? Dove è il grado di scelta che tutti condividiamo? Dove è l’ipotetica opportunità che tutti abbiamo? Non solo siamo diversi, ma inoltre, il destino è buono con alcuni e duro con altri. A volte le persone devono affrontare problemi che non auguriamo nemmeno ai nostri nemici.

Tuttavia, si suppone che il libero arbitrio si basi inizialmente sull’uguaglianza delle opportunità, non è così? Dov’è questa opportunità, uguale nella linea iniziale, più avanti nel cammino? Non è uguale per tutti.

In risposta a questo, Baal HaSulam spiega perché l’essere creato deve svilupparsi specificamente in questa maniera. La verità è che abbiamo la nostra origine nello stato dell’esistenza finale, nello stato perfetto. È detto: “La fine di un’azione è nel suo pensiero iniziale”. È come se il Creatore stesse dicendo: “Desidero vedervi tutti in questo stato specifico”. Lui ha creato inizialmente questa condizione finale, nella quale esistiamo in tutta la nostra gloria e perfezione.

Come possiamo andare verso di esso volontariamente? Per farlo, dalla perfezione finale si espande un cammino inverso verso di noi, verso questo mondo. Sia che abbiamo molti “difetti” e “mancanze”, che siamo tutti differenti, che abbiamo destini individuali e combinazioni di qualità, tutto questo ha la sua radice e si “estende” dallo stato finale e completo.

Qualcuno può chiedersi: “Perché la situazione si è ordinata in questa maniera? Perché non sono il principe William, il cui matrimonio è stato visto in tutto il mondo? Ed infine, perché lo stato perfetto da vita a degli stati imperfetti, distorti e con diverse mancanze?

Baal HaSulam risponde a queste ed altre domande nel suo articolo “La Libertà”.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.04.2011, “La Libertà”)

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Riconoscere l’oscurità nel punto nero

Il Dono della Torà, il metodo della correzione, è impossibile senza la garanzia mutua, che rappresenta il modello, la messa in pratica di questo metodo. Si rivela la Torà, si lavora con Essa, e si mette in pratica questo insegnamento solo nella garanzia mutua.

Oggi, leggendo l’articolo di Baal HaSulam “La garanzia mutua”, cerchiamo di trovare sempre più vie per realizzare lo scopo della creazione. Noi ci troviamo nel desiderio egoistico e dobbiamo convertirlo nella forma della dazione che assume l’aspetto di un accresciuto desiderio di ricevere; dobbiamo arrivare a comprendere la negatività di questa forma.

La realizzazione del male può giungere attraverso dei problemi o attraverso la mente. E’ possibile anche una combinazione variata delle due possibilità. Questo dipende da quanto riusciamo ad impegnare la nostra mente ad aumentare la consapevolezza del male, senza aspettare che siano i problemi a farlo per noi. I problemi non fanno che allungare il tempo e ci spingono alle guerre e alle casualità attraverso il cammino della sofferenza, attraverso cioè delle condizioni veramente tragiche.

In un modo o nell’altro, dobbiamo comprendere il male in tutto il suo significato per arrivare a renderci conto che siamo nell’egoismo, nel desiderio di ricevere, e che tutti cerchiamo solamente il nostro vantaggio a danno degli altri uomini. Se non lo capiamo adesso, immaginiamo quanto più dovremo lavorare nella realizzazione del male soltanto.

Quanti altri colpi devo provare per vedere e comprendere che tutti i miei desideri sono egoistici? Sono talmente egoistici che io non considero nessuno, compresi i miei parenti, coloro che mi sono vicini, e i miei figli.

Si tratta di una condizione spaventosa. E’ scritto nelle Scritture: “Le mani delle donne misericordiose hanno bollito i loro stessi figli.” Questo è ciò a cui arriva il riconoscimento del male. Ma noi non sappiamo cosa sia.

Per non spingerci fino agli estremi, per risparmiare tempo, e salvarci da grandi sofferenze, possiamo usare la scienza della Kabbalah, la Luce che Corregge, ed il lavoro nel gruppo. Questa è la ragione per cui ci sono stati dati questi strumenti. E allora, nell’unione combinata della sofferenza con la Luce che Corregge, comprenderemo più in fretta il male.

Non abbiamo bisogno di altro tranne che di questa consapevolezza. Baal HaSulam ne scrive nel suo articolo “L’essenza della Kabbalah ed il suo scopo”. Perché abbiamo ricevuto questo articolo? Lo abbiamo ricevuto per accelerare la nostra realizzazione del male. Se useremo il suo potere correttamente in ogni possibile occasione, saremo in grado di fare questa analisi e di trarre le conclusioni, anche se dovremo affrontare delle sofferenze per avanzare verso lo stato che ci renderà capaci di compiere questa analisi.

Baal HaSulam scrive che stiamo vivendo l’epoca del Messia e perciò, considerando le opportunità che abbiamo, dobbiamo andare avanti, ed iniziare ad agire. Tutto dipende da noi, nella misura in cui attiriamo la Luce che Corregge.

Tuttavia, per prima cosa, questa analisi ci deve condurre al riconoscimento del male. E fare la conoscenza del nostro stesso ego non è piacevole. Abbiamo bisogno del sostegno dell’ambiente e dobbiamo studiare; dobbiamo diventare più forti internamente per rivelare a noi stessi questo ego. La chiave è nella rivelazione e attraverso di essa, senza alcun dubbio mi muoverò in avanti verso lo scopo. Se rifiuterò la rivelazione dell’ego perché mi risulterà spiacevole, allora questa consapevolezza ritornerà dalla “porta sul retro”, portandomi a vivere in condizioni veramente tragiche.

L’umanità può avanzare percorrendo un meraviglioso cammino, sperimentando soltanto pochissimo male. Da una goccia di veleno, da un piccolo quantitativo del male, potrò costruire un’enorme struttura per la mia analisi. Vedrò come questo male mi impedisce di connettermi con gli amici nel gruppo. Se userò completamente una piccola porzione del male, non avrò bisogno di altro. Un unico punto nero è sufficiente, ed io sono già in grado di comprenderne il significato.

Possiamo arrivare a tutto questo solamente con la forza della garanzia mutua, quando vorremo costruire insieme un sistema di garanzia mutua, per unirci come un solo uomo con un solo cuore, e così aiutarci a vicenda.

Adesso, immaginiamo che il mondo riconosca un poco di male oggi. Guardiamo agli sviluppi: rivoluzioni, dimostrazioni e rivolte. Giorno dopo giorno, la situazione sta peggiorando e ci avvicina ad Israele. Nessun altro paese si trova sotto una tale pressione esterna. Tuttavia, anche la pressione interna diventerà presto nota.

Perciò, dobbiamo capire che la garanzia mutua, l’unione, e l’analisi che ci portano al riconoscimento del male sono una questione di vita e di morte per noi. Non abbiamo bisogno di altro tranne che del riconoscimento del male perché, tanto grande sarà il nostro riconoscimento del male, tanto grande sarà la nostra volontà di liberarcene e non ci dimenticheremo più della Luce che corregge. Siamo come delle persone che hanno una malattia seria e pensano ad un rimedio che possa salvarle. La realizzazione del male ci eviterà di usarlo e ci spinge a trovare il giusto utilizzo.

Se oggi, i paesi e tutte le forme di organizzazioni riconoscessero il male, trasformerebbero il mondo nel Giardino dell’Eden in questo preciso istante. Perché gli uomini si sono inventati quelle sciocchezze che fanno oggi? Gli eventi del mondo di oggi ci fanno capire chiaramente che ci stiamo avvicinando ad una fase critica.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, “L’ Arvut (la garanzia mutua)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.07.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 218 “La Torah e il Creatore sono Uno”
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione) 2, “I nutrimenti dell’ Uomo sono difficili come la divisione del Mar Rosso”, Pagina 59, Lezione 35
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TES, Parte 2, Punto 2, Lezione 3
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 588, Punto 44, Lezione 28
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Pace”, Pagina 261, Lezione 2
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Non mi piacerebbe ripetere un anno di scuola

Ci sono due cammini: uno lungo ed uno corto, il cammino della sofferenza e quello della Torà. Di fatto, lungo il cammino della sofferenza non avanzo. Tuttavia, ogni volta che resto a braccia incrociate, la sofferenza mi arriva attraverso i colpi e mi riporta al cammino della Torà.

Allo stesso modo, un bambino al quale non importa studiare si trova “sotto i colpi del destino”: non gli viene permesso di giocare all’aria aperta fin quando non ha fatto i suoi compiti e resta nello stesso grado per ripetere l’anno. Dopo aver sofferto per un certo periodo, sente la necessità di sedersi a studiare. Francamente, i genitori di oggi non dispongono del necessario per questo, ma il Creatore ne ha il potere ed i mezzi. Lui ci obbliga a fare i compiti ed a continuare ad avanzare verso lo scopo.

Pertanto, lo scopo della sofferenza è che ci dirigiamo verso il cammino della Torà, poiché la correzione si produce solo in virtù della Luce che Riforma. Tuttavia, nel corso degli avvenimenti, nella misura in cui non desidero ricorrere alla Torà, vengo bombardato dai colpi che mi obbligano a farlo.

Dopotutto, io sono solo desiderio di ricevere. Tutto quello di cui ho bisogno è che mi isolino lontano dai “giochi” che mi privano dei piaceri, che mi tormentano con le sofferenze, ed io, come un piccolo tesoro, sono disposto a fare ciò che è necessario. Cosa possiamo fare se siamo piccoli e deboli ed abbiamo solo una soluzione? Ricorrere noi stessi alla Luce che Riforma.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.04.2011, “La Libertà”)

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