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Il saper leggere e scrivere l’ ambiente

Quando ascoltiamo notizie in televisione e in radio che riguardano l’ ambiente, abbiamo bisogno di capire come la gente confonda la causa e l’ effetto senza vederne lo scopo. L’ obiettivo è di ristabilire l’ equilibrio per ritornare ad uno stato confortevole. Ma la prospettiva della Kabbalah su questo è completamente diversa.

Quando si parla di far tornare il mondo ad un buon stato, noi non perseguiamo lo stesso obiettivo, del resto del mondo. Siamo consapevoli che la forza esterna della natura ha creato specificamente la situazione attuale in base ad un particolare programma. I Kabbalisti hanno preannunciato questo, dandoci scadenze precise e prevedendo l’ anno effettivo di queste ricorrenze. Lo Zohar ha previsto eventi 1.800 anni prima che avvenissero effettivamente.

Il problema non è la contaminazione del nostro ambiente. Come potevano i Kabbalisti avere una conoscenza così specifica su questo? Lo scopo del programma della Natura non è quello di contaminare o ripulire qualcosa . E questo è il motivo per cui non aiuterà investire denaro in misure anti-inquinamento. E come fare nuove leggi contro il furto e l’uso di droghe. Sappiamo che questo non risolve il problema. Incarcerare le persone vuol dire escluderle dalla società, ma non è possibile educarle in questo modo.

Ed è per questo che noi non guardiamo agli eventi naturali come avvertenze morali, ma solo come motivo per noi di cambiamento all’ interno della relazione con gli altri. Non saremo mai in grado di fare qualcosa di buono per noi o per la natura interrompendo l’inquinamento. Fin dall’ inizio, tutto è fatto in questo modo al fine di elevarci al prossimo mondo, piuttosto che trasformarci in buoni egoisti in questo mondo.

Ecco la vera differenza tra il nostro atteggiamento verso gli avvenimenti e l’ atteggiamento del resto del mondo. Anche quando il mondo si rende conto della catastrofe imminente, tutti vogliono solo tornare indietro, “cancellare l’ oscenità” della natura. Ma noi percepiamo tutto questo come una ragione, un messaggio per correggere noi stessi, elevarci al di sopra e creare equilibrio tra noi a livello umano, invece di creare equilibrio con l’ ambiente.

E questo è il motivo per cui è necessario un po’ di tempo per capire di che cosa parla la Kabbalah. Non saremo in grado di spiegare alla gente in maniera semplice e veloce.

(Dalla Lezione 2, Congresso di Berlino 28.01.11)

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Cari amici, per favore fate le vostre domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Cos’è una preghiera?

Una supplica è qualcosa della quale una persona sente la carenza. Si trova nel cuore. Non fa nessuna differenza quello che uno dice, dato che una “supplica” significa che uno chiede quello che gli manca, e tutto quello che uno desidera non si trova nella bocca, ma nel cuore. Pertanto non fa nessuna differenza quello che uno dice, ma il Creatore conosce i pensieri. Pertanto, in Alto è soltanto ascoltato quello che il cuore chiede, non quello che si chiede con la bocca, ed è per questo che la bocca non ha mancanze e non ha bisogno di essere soddisfatta.

-Rabash “I Gradini della Scala” “Cos’ è una donna che s’ insemina prima, porta alla luce un uomo, nel lavoro?”

Il Creatore ascolta una preghiera, e aspetta solamente una preghiera completa.

-Baal HaSulam Lettera n. 57

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Liberati da ogni livello animato

Domanda: Rivelare il male dentro renderà tutto più difficile affinché una persona acquisisca l’ amore per gli altri?

Risposta: Questo è esattamente quello che state rivelando: il male in relazione all’ amore ed all’ unione con gli altri. Tutti gli altri mali appartengono al livello animato.

Per esempio, ci sono cani che mordono e cani buoni, cani belli che sono mascotte. Anche gli animali hanno personalità diverse. Tuttavia, non ci stiamo riferendo ad un comportamento buono o cattivo, ma alla maniera in cui una persona rivela il male vero, quando comincia ad unirsi agli altri. L’ inclinazione al male si rivela proprio nel rifiuto dello scopo.

Mi unisco agli altri col fine di raggiungere la meta, il Creatore. Noi riveliamo il male solo quando aspiriamo alla meta. Il male non ci viene rivelato senza una connessione alla meta. Posso avere un brutto carattere, potrei perdere la pazienza ed essere irritabile, tuttavia, questo non è chiamato “male”, né appartiene alla spiritualità;

però, quando cerco di raggiungere l’ amore per gli amici, col fine di acquisire l’ amore per il Creatore e scopro quanto mi infastidisce, allora il male è il grado del risentimento e del rifiuto. Il male è l’ avversione all’ unità.

Filtra tutte le proprietà umane e liberati da ogni animale. Ci sono “cani”, “conigli” ed “asini” dentro di noi. Abbandonali tutti; non prenderli in considerazione. I profeti scrissero riguardo a questo: “Io sono venuto e non c’ era nessun uomo”. Il male si associa unicamente all’ unità e all’ aspirazione per il Creatore.

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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’11.01.2011, “Qual è il pane del malocchio nel lavoro”)