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Lezione virtuale “Nozioni fondamentali di Kabbalah”- 17.10.2010

Lezione virtuale : “Nozioni fondamentali di Kabbalah
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Global Yeshivat Haverim – 17.10.2010

Global Yeshivat Haverim
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Lezione per ragazzi – 17.10.2010

Lezione per ragazzi
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Dolce è il desiderio del cuore

Domanda: Non basta la nostra sofferenza in questo mondo che dobbiamo anche sentire ancora più dolore mentre lottiamo per il Mondo Superiore? Sembra che le persone raddoppino le loro sofferenze mentre s’imbarcano nel viaggio spirituale, non è cosi?

Risposta: Questo è vero. La tua sofferenza aumenta in modo che tu possa coprire la distanza spirituale più velocemente! Cos’altro potrebbe darti la possibilità di iniziare? Tuttavia, non riceviamo sofferenza dall’Alto, ma da noi si pretende di trovare questo mal d’amore per conto nostro. La Luce che Riforma evoca in noi un sentimento di desiderio nel cuore per questo, e noi iniziamo ad andare avanti motivati da quest’ultimo. Non è paragonabile alle sofferenze di questo mondo, dove siamo come degli animali che siano stati picchiati e non capiscono il motivo, e semplicemente iniziano a muoversi per allontanarsi dai colpi.

Dipende da noi iniziare ad agire. “Va bene, aspettiamo l’aiuto dall’Alto, che si occupi di tutto quanto” Che tipo d’aiuto ti aspetti che posa arrivare? Solamente le sofferenze di questo mondo ci forzeranno ad agire!

Altrimenti, se ti colleghi ad un gruppo, tu riceverai sofferenza spirituale ed inizierai ad avanzare prima. Sarà una sensazione di vuoto spirituale, un desiderio del cuore, mal d’amore. Allora non sarai costretto ad essere trascinato dalle sofferenze corporali. Se fai uno sforzo per andare avanti alla velocità che ti viene assegnata, d’accordo ai tuoi geni spirituali (Reshimot) non sarà necessario tirarti “verso la felicità con una bacchetta”.

È vero che quando ascendi cosi in alto che tu possa collegarti con tutte le altre anime, inizi a sentire dolore come una madre soffre quando vede il dolore dei propri piccoli. È per questo che pensiamo che anche i Kabbalisti soffrono in questo mondo.

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I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 17

Cari amici, per favore, fate le vostre domande sui frammenti degli scritti dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Principali fonti kabbalistiche: il Libro dello Zohar

L’anima di Rabbi Shimon Bar Yochai fu del tipo di Luce Circondante (Or Makif). Pertanto, in lui, ci fu il potere di rivestire le parole e studiare da esse, in maniera tale che, anche quando venissero studiate a sufficienza (le masse egoistiche non corrette), non verrebbero capite, se non da quelli che sono degni (molto pochi) di farlo (correggendosi o desiderando la correzione. Se una persona non insegue questo scopo, il Libro dello Zohar la fa scappare e le ispira una sensazione di rifiuto); per questo gli fu dato il “permesso” (dall’alto) di scrivere il Libro dello Zohar; mentre ai suoi maestri o ai migliori che lo precedettero, non fu concesso il permesso di scrivere un libro con questa saggezza, a prescindere dal fatto che avevano certamente conosciuto questa saggezza più di lui. Però la ragione è che non avevano in loro il potere di rivestire le cose al suo stesso modo (per rivelarle solo a coloro che realmente si sforzano in questo).

-Baal HaSulam, Rivelare una parte, occultandone due

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 17.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 17
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 798, Lez. 40
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Rav Yehuda Ashlag: Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 135, Lez. 40
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Rav Yehuda Ashlag: “L’insegnamento della Kabbalah e la sua Essenza”, Lezione 3
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Come ascendere scavalcando te stesso

Se ammetto che il sistema dell’universo che appare davanti a me in realtà è più corretto di quello che vedo, vuol dire che mi relaziono ad esso attraverso la fede al di sopra della ragione o al di sopra della mia visione. Capisco che non vedo il vero stato della realtà perché adesso la mia realtà è ciò che sento nel mio desiderio, il mio vaso rotto. E, infatti, “Un giudice non ha nulla più di quello che i suoi occhi vedono” e ciò che vedo è un mondo lacerato. Al fine di avanzare devo salire al di sopra di questo “giudice”. Ma chi è il mio giudice? E’ il gruppo.

Vale a dire che oltre a me, c’è un giudice in più – il parere dell’ambiente. Se, dopo aver controllato, io stesso accetto il parere del gruppo, questo significa che accetto questa posizione, nonostante che in realtà non la vedo. Ciò che veramente vedo è ciò che i miei occhi vedono. E due opinioni non possono esistere contemporaneamente. Ci può solo essere l’uno o l’altro. Non si può guardare con due occhi attraverso occhiali diversi e vedere la stessa cosa. Si vede che le immagini sono diverse! Tuttavia, si capisce che la visione dell’ambiente è più avanzata, perché va contro la natura egoistica.

Pertanto, il continuo avanzamento avviene attraverso l’accettazione del parere del gruppo, anziché il proprio. Si ascende a quell’opinione facendolo per se stesso e poi ancora una volta la si sostituisce con l’opinione dell’ambiente, che è ancora più alta. E ‘così che si sale più in alto, come è scritto, “Il gruppo di oggi sei tu domani!”
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