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L’attività maggiore si effettua all’interno dei nostri desideri (Avanzato)

untitled-3Ho ricevuto una domanda: nel nostro mondo, siamo abituati a pensare che il progresso si esprima sempre attraverso azioni proattive. Però le azioni delle quali lei parla assomigliano di più ad una riflessione interiore, ad una meditazione, nella quale, l’unica cosa che dobbiamo fare, è percepire il mondo in maniera diversa. In questo caso, come esprimo una qualche attività?

La mia risposta: la sua attività si esprime all’interno dei suoi desideri. Dopotutto, non esiste nient’altro nell’esistenza oltre ad essi. Il nostro corpo non è altro che un animale che pascola nel campo per sopravvivere. Quante più azioni lei realizza al di là e al di sopra di ciò di cui necessita per la sua sopravvivenza, tanto più si vedranno sminuiti i suoi sforzi interiori per comprendere lei chi è, dove si trova, la ragione della sua esistenza e ciò che accade nel mondo che la circonda. Questo è ciò che la riflessione interiore realmente è.

Se invece di provare ad analizzare sé stesso in questa maniera, trascorrerà il tempo in diverse azioni meccaniche, allora si priverà dei suoi sforzi interiori e come risultato, danneggerà sé stesso ed il mondo. L’unica cosa che deve fare una persona in questo mondo, è realizzare quelle azioni che siano vitali per il suo corpo, mentre consacra il resto del suo tempo al suo sviluppo interiore. Questa è l’esatta maniera in cui si raggiunge l’armonia con la Natura, la quale ci spingerà a conservarla.

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Perché tutti perdono il loro senso di responsabilità?

untitled-21L’unico modo di ottenere qualcosa è unendosi. Tuttavia, i paesi continuano a comportarsi come se non li preoccupasse ciò che avviene con gli altri, anche se è del tutto evidente che gli stessi problemi accadranno domani. Però, chi si preoccupa del domani!

Non stiamo parlando di un individuo in particolare, vulnerabile ed indifeso, ma di paesi interi ed anche di tutta l’umanità. Non sono soltanto gli individui, ma tutta la collettività nella sua totalità, all’improvviso hanno perso il senso della responsabilità e della realtà.

È la Forza Superiore che ci mostra l’egoismo globale. Tutto il mondo è d’accordo a vivere il momento, chiudendo gli occhi verso conseguenze che si avvicinano.

La Kabbalah avverte la gente che, in vista dell’imminente sofferenza, sarebbe un errore fatale pensare “Beviamo e gioiamo, poiché domani moriremo!”. Le attuali circostanze sono state programmate deliberatamente dalla Natura per elevarci ad una nuova dimensione. Per saperne di più su questo, vedere l’articolo 122 dell’ Introduzione al Talmud Eser Sefirot.

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La Crisi Globale e Noi:

La vera sorgente di felicità

foto-ravDue domande ho ricevuto sulla felicità:

Domanda: Come possiamo permettere che le giovani persone e i loro parenti conoscano che la felicità più duratura è raggiunta meglio sopprimendo l’ego e inoltre scegliendo le forze dell’amore e della dazione? Come possiamo insegnare questo principio e modellarlo?

La mia risposta: Il solo modo di causare la correzione e di creare una nuova, stabile generazione è di introdurre il metodo di educazione della Kabbalah nelle scuole.

Domanda: Come posso diventare felice?

La mia risposta: La sorgente di felicità si trova più vicino al Creatore.

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La Kabbalah riguardo all’Educazione

Perché provo resistenza a venire ad un Congresso di Kabbalah?

foto-cuoreUna domanda ho ricevuto: Questa settimana ci sarà un Congresso in Nord America, e una settimana dopo – un Congresso in Turchia. Chiunque può parteciparvi. Ma se una persona non ha desiderio di venire?

La mia risposta: Se una persona realizza che non ha desiderio di venire al Congresso, è un gran momento di iniziare l’analisi della sua natura egoistica e la sua correzione. Tutto dipende da quale conclusione egli fa: comprenderà che la sua resistenza al Congresso è un aiuto dall’alto, un modo per rivelare il suo ego al fine di superarlo? O lascierà che egli dolcemente galleggi sulla corrente di vita in qualunque modo sino alla sua morte?

Se comprendo che il disturbo proviene dal Creatore, che è il Bene e fa del Bene, e che non c’è nessun altro dietro di Lui, allora inizio a lavorare con il disturbo nel tentativo di avanzare con il suo aiuto. Se mi pongo nei disturbi, volendo unirli a me, anche se lottano l’uno con l’altro, alla fine certamente verrò al Congresso (coperto di cicatrici della battaglia).

Nessuna cosa quanto il mio ego è così resistente dentro di me, io farò quella azione fisica. Forse io non lo vorrò profondamente dentro di me, ma deciderò di venire! Allora davvero verrà fatto un buon lavoro interiore!

Se, tuttavia, io vado daccordo con il mio egoismo e trovo tutti i tipi di scuse per non venire al Congresso, allora perderò l’opportunità che è concessa a me dall’Alto, dal Creatore.

Ci troviamo alla soglia del grado umano

rav_nature11Ho ricevuto una domanda: diciamo che sto realizzando un’azione interiore e non un’azione esteriore meccanica. Qual è la forza interiore che spinge questa azione? E qual è il suo significato?

La mia risposta: tutto il significato delle nostre azioni sta nel rivelare la realtà mediante grandi sforzi. Ciò costituisce il lavoro di una persona nel nostro mondo. L’individuo giunge in esso per prendere coscienza del suo male, il male della sua esistenza. Sono d’accordo che questa presa di coscienza arrivi gradualmente, che sia ad ogni persona individualmente, a nazioni intere o anche a civilizzazioni. Succede a tempo debito, in conformità alla piramide che compone la struttura dell’umanità.

Però alla fine, ogni persona ha bisogno di prendere coscienza del male, cioè di comprendere che l’esistenza materiale dell’umanità non ha valore e che siamo incapaci di correggerla, neppure per riuscire ad essere animali corretti che vivono bene.

Anche se potessimo correggere la nostra esistenza corporea ed ottenere che i nostri corpi si sentano bene, saremmo come vacche in uno sconfinato prato verde. La vacca ha la luce del sole, l’acqua e tutto ciò che può desiderare, però in qualche momento la sua vita giungerà a termine. Un giorno il pascolo finirà, così come sua la vita e questo sarà tutto. Questo pensiero, che la vacca non ha, all’improvviso comincia a tormentare tutti gli individui, una volta arrivati ad un determinato livello di sviluppo.

La maggioranza delle persone non pensano a questo, o meglio cercano di dimenticarlo, però alla fine, la persona si sviluppa a tal punto, da cominciare ad interrogarsi sulla ragione di tutto. Essa si chiede: “Che scopo ha?”. Inoltre se vede una fine inevitabile davanti a lei e la vede chiaramente, tutto il pascolo che la circonda le da fastidio. Non le arreca più nessun piacere, se sa che un giorno tutto avrà fine.

A quel punto, la persona non desidera vivere il momento. Ed è allora che i discernimenti ed una complessa battaglia interiore, cominciano a svilupparsi dentro di lei. Vuole continuare a godere dei piaceri che può ricevere oggi, dimenticandosi del domani, o deve vivere per il futuro ed esistere solo per esso?

Questa è la decisione che la persona deve prendere: vivere al momento e non pensare al futuro, come se non esistesse, o vivere per il futuro e non preoccuparsi del momento presente? È una delle due. Se penso soltanto al presente, vengo definito un animale e se penso al futuro, vengo definito un essere umano. Quando una persona comincia a sperimentare questa sensazione, si dirige verso la scienza della Kabbalah. Lo fa per disperazione, perché non riesce a trovare il significato dello sviluppo materiale dell’umanità. La saggezza della Kabbalah spiega all’individuo la ragione per la quale tutto è stato creato e come può continuare ad avanzare.

Anche le altre scienze confermano che l’attività dell’uomo in questo mondo è intrinsecamente imperfetta e che lo stiamo distruggendo. Dobbiamo prendere dal mondo non più di quanto fanno gli animali. Dopotutto, il nostro corpo è un animale. Il resto dei nostri sforzi dobbiamo consacrarlo allo sviluppo spirituale, con il fine di elevarci al grado “umano”. È verso questa direzione che la Natura ci spinge: a raggiungere il livello umano.

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