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Perché partecipare alla lezione quotidiana del mattino?

laitman_2009-03_7958Ho ricevuto una domanda: con quali mezzi la persona riceve un effetto maggiore dalla Luce Circondante: con le nostre lezioni quotidiane, i programmi della televisione o altri tipi di mezzi?

La mia risposta: oggi non c’è un mezzo più efficace della nostra lezione giornaliera di Kabbalah. Particolarmente per i principianti, l’unico modo di ricevere la Luce Circondante ed acquisire la forza dell’unità è per mezzo dello studio. Niente può essere comparato a questo. Baal HaSulam scrive nel punto 4 dell’ Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, che il Creatore mette la mano di una persona sul cammino spirituale, dicendole con questo: “Quindi scegli la vita”. Egli porta la persona al gruppo, ai libri, al maestro, alla realizzazione della meta della creazione. Questo è possibile solo a condizione che la persona approfitti della lezione del mattino di Kabbalah.

Il mondo spirituale è solo ad un passo

laitman_2009-07_02111Il problema è che possiamo fermarci nello sviluppo spirituale per molto tempo, prima di fare il successivo passo in avanti.

Ci sembra che si alternino una moltitudine di stati, però in realtà, ciò non è altro che immobilismo, nel quale l’uomo si muove da dietro in avanti, da destra verso sinistra, però non è capace di avanzare per raggiungere l’attributo della dazione.

Per ora l’uomo non può concentrare tutte le sue forze per elevarsi al di sopra del suo egoismo ed arrivare all’attributo della dazione, che deve raggiungere nel successivo grado.

Tuttavia, siccome ogni passo che fa lo avvicina sempre di più all’attributo della dazione, questa qualità comincia a regnare in lui.

Però, sarà disposto a fare tutti i preparativi necessari? Annullare il suo egoismo, sentire l’importanza dello scopo e concentrarsi con tutti i suoi pensieri e desideri, una volta deciso che ha bisogno soltanto di questo e di nient’altro.

Se l’uomo ha la possibilità di fare anche un passo verso la dazione, verso il Creatore, senza nessuna speranza di ricevere la ricompensa, anche senza avere le forze, però desiderando semplicemente di aderire a Lui, anche se fosse in un punto e con questo accontentarsi, a prescindere da tutti i suoi enormi desideri, che richiedono il riempimento, allora egli avrà già raggiunto in questo punto la perfezione ( Malchut in Binà).

Egli entra nella perfezione, nell’attributo della dazione, attraverso questo unico punto (Tzimtzum Bet). Tutto il resto è solo il suo sviluppo. Come è scritto: “Aprimi un varco come il buco di un ago ed Io ti salverò”.

Se mi mantengo solo in questo unico punto di dazione, contro tutte le mie richieste, dubbi ed ostacoli, allora i nuovi desideri che nascono (i miei Rashimot) mi porteranno verso di Lui sempre più profondamente, come il filo attraverso il buco di un ago, all’attributo spirituale della dazione.

Vedo nei miei desideri già l’immagine del Mondo Superiore.

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Come illuminare le tenebre

laitman_2009-05-27_8216_wDomanda: cosa deve sentire l’uomo che avanza correttamente?

Risposta: deve sentire che capisce il materiale sempre più profondamente, che leggendo i testi sugli attributi, comincia a discernerli dentro di sé.

Questa non è la rivelazione spirituale, tuttavia, all’interno della persona, nasce un sistema sensibile, nel quale sente una risposta a ciò che legge nei libri. Con le definizioni interiori e le sensazioni del testo, si espande uno spazio dentro di lei.

Nello stato di occultamento, la Luce Circondante agisce su di noi, rivelando la nostra imperfezione che è il desiderio di ricevere per noi stessi.

L’uomo rivela dentro di sé questo spazio, nel quale sente i diversi fenomeni e le reazioni, in risposta ai testi Kabbalistici. Anche se questo è il luogo dell’occultamento, tuttavia è proprio lì che sente tale occultamento, le cui tappe devono essere sentite come dei gradi.

Vado lungo il cammino e non vedo né quello che c’è a destra né quello che c’è a sinistra, o quello che c’è davanti. Le cose non sono chiare e non posso sapere come fare un passo in avanti e se potrò avanzare senza rischiare di cadere.

Nonostante ciò, sento che dentro di me esiste questo spazio interiore, nel quale rivelo diverse proprietà e reazioni. Anche se mi trovo nell’oscurità, non è una totale oscurità nella quale è impossibile intravvedere qualcosa; da essa ricevo le impressioni grandi e piccole.

Posto che la Luce brilla per me, questa oscurità (poiché sono opposto alla dazione)può apparirmi molto densa o molto sottile. È necessario che trovi questo luogo dentro di me e capisca che è quello che si chiama “un crimine” o “un peccato”. Ciò si riferisce soltanto al mio comportamento verso le altre persone: diventa quel luogo oscuro nel quale distinguo l’oscurità.

L’oscurità è la mancanza di connessione con gli altri. Come in un impianto elettrico, nel quale tutte le connessioni tra gli elementi sono interrotte e per questa ragione non circola la corrente. Se davvero vogliamo unirci, allora in virtù di questa motivazione, accenderemo la Luce.

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La Kabbalah è la rivelazione del Creatore al mondo intero

process_poshel_100_wpHo ricevuto una domanda: negli ultimi anni, soprattutto nei momenti di crisi, lo studio della Kabbalah si presenta come l’unico mezzo per la continuità dell’esistenza umana in generale e per rimediare alla crisi economica in particolare.

Bisogna capire che ciò può provocare una reazione contraria, poiché tutto quello che non è un naturale bisogno umano, è causa di rifiuto. In questa maniera, la scienza della Kabbalah è preparata ad aprirsi all’apprendimento universale? È chiaro che l’avanzamento spirituale è universale e tutti devono trovare il loro cammino per mezzo dello studio, tuttavia, si tratta di un cammino molto lungo. Lei ha già cominciato a manifestare che è necessario un avvicinamento differenziato all’apprendimento.

La cosa più importante: tutta la gente deve studiare la Kabbalah o sarà sufficiente riunire una massa critica dell’umanità con lo scopo di farla progredire? In questo caso chi deve studiare? Chi ha bisogno di farlo? È molto probabile che la scienza della Kabbalah necessiti di presentare diverse modalità di studio.

È chiaro che la Kabbalah deve essere disponibile a tutti quelli che la cercano, tuttavia, questo lavoro missionario di massa, non svaluterà questa scienza agli occhi di quelli a cui viene esposta? A parer mio, questa (le chiedo scusa per il termine) “volgarizzazione” della Kabbalah, che sarebbe il tentativo di spiegare concetti come “l’amore reciproco” oppure “l’unione delle anime” in un livello primitivo, non ha possibilità di successo. Certamente, è comprensibile il desiderio di ogni persona, di trovare una spiegazione semplice a queste verità eterne. Tuttavia, lei stesso menziona che è possibile riuscire a capirle soltanto dopo la correzione, nel cui caso, ciò non pregiudica la divulgazione?

La mia risposta: una delle risposte più semplici è la seguente: seguo le istruzioni dei miei Maestri. Legga ciò che hanno scritto e sarà d’accordo con me.

La Kabbalah è una scienza pratica che rivela il Creatore ad ogni persona del mondo (la definizione della Kabbalah si può vedere nell’articolo L’essenza della saggezza della Kabbalah, scritto dal Baal HaSulam). Di conseguenza è indispensabile portarla a tutte le persone. Chi siamo noi per giudicare chi è capace di ottimizzarla, poiché tutti arriveranno gradualmente ad averne bisogno. Il mio ruolo è trasmetterla e diffonderla.

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Stare sdraiati a terra è il posto più sicuro

priestNon possiamo dimenticare che trattiamo solo con il Creatore. Non esiste niente innanzi a noi a parte Lui. Tutti i livelli, inanimato, vegetale e animato della natura, così come le persone che sembrano circondarci in questo mondo, sono soltanto immagini e percezioni all’interno dei nostri desideri. Tutte le immagini, le azioni e le situazioni, le percepiamo al loro interno. Anche il Creatore appare innanzi a noi con l’immagine di questa realtà materiale, anziché permetterci di percepirlo direttamente.

Se percependo questa realtà, la persona sente che tutto proviene dal Creatore, allora questa conoscenza le dovrebbe essere sufficiente. Non importa ciò che senta, ciò che veramente è importante, è che questa sensazione che ha, le rende possibile la connessione con la Fonte di tutta la realtà, il Creatore. Non strappatemi questo sentimento! Non hanno importanza gli stati presenti che attraverso. Può trattarsi delle peggiori e più confuse sensazioni, non importa ciò che sento nella mia mente e nel mio cuore, perché questi sono istinti egoistici e non importa ciò che succede al loro interno. Mi preoccupa soltanto una cosa, assicurarmi che non mi separi dalla mia Fonte, la Fonte delle mie percezioni e sensazioni. “Questo sei tu!”

Ciò significa che una persona “è sdraiata al suolo” e per tanto non ha modo di cadere. Si preoccupa di una sola cosa e non ha bisogno di nient’altro. Questo è il principio del suo lavoro spirituale. Si eleva al di sopra del materiale e si trova in contatto minimo e costante con la spiritualità.

La missione della grande anima del Baal HaSulam

laitman_2009-04_9136_w11Domanda: Baal HaSulam scrive che nei suoi libri ha rivelato qualcosa di totalmente nuovo, che non era ancora stato rivelato in nessun libro dei suoi predecessori. Cosa ha rivelato esattamente?

Risposta: Anzitutto, Baal HaSulam scrive che lui è la successiva reincarnazione della stessa anima, che era ritornata nel nostro mondo, nelle vesti dei grandi cabalisti Arì, Rashbi, Mosè, Abramo e Adam HaRishon. È un’anima particolare che appare nel nostro mondo in differenti corpi e ci porta la stessa metodologia, però, ogni volta, in una forma più precisa, più dettagliata e più appropriata per la generazione e l’epoca di questo mondo, nella quale quest’anima discende. Per questo, la stessa anima nel corpo dell’Arì, non poteva rivelare ciò che avrebbe poi rivelato Baal HaSulam, perché il momento non era appropriato.

Per questo, la parte della scienza della Kabbalah, che era necessaria per la generazione del Baal HaSulam, non lo era nel tempo dell’Arì, di fatto era proibita rivelarla. Per la generazione del Baal HaSulam, era assolutamente necessaria e per questo egli nacque e la rivelò.

I profondi concetti che discutiamo oggi sulla scienza della Kabbalah, erano nascosti fino ad appena venti anni fa, e prive di attenzioni 2000 anni fa. Però, ciò non significa che i cabalisti del passato non sapessero queste cose. Paragonati ad essi, noi siamo come piccoli animali. Tuttavia, non avevano il permesso di rivelare ciò che a noi è permesso. A chi avrebbero potuto rivelarlo? La percezione degli uomini ancora non era preparata per la rivelazione.

Solo nella nostra generazione, come scrive il Baal HaSulam nell’articolo, È Tempo di Agire, è sorta l’impellente necessità di diffondere la scienza della Kabbalah in tutta l’umanità e di cominciare a metterla in pratica.

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La vita non è altro che piacere mandatoci dal Creatore

laitman_2008-08-21_0612_wpDomanda: se vogliamo limitare il nostro egoismo, significa che dobbiamo astenerci dai piaceri?

Risposta: questo non è il cammino della Kabbalah. Il Creatore desidera che riceviamo il piacere, nella misura in cui avanziamo, Egli ci mostra come trarre piacere da fonti sempre più elevate e raffinate.

Egli desidera farci avanzare e con questo proposito, ci dà ciò che noi consideriamo sofferenza, che però non lo è. Ci sta dando l’opportunità di sperimentare un piacere più elevato, che per il momento non ci attrae, ma anzi, ci tormenta.
Pensate ad una bambina piccola, alla quale piace giocare con una bambola di stoffa, ma sua madre le chiede di giocare con il suo fratellino minore. Tuttavia, lei non vuole giocarci, poiché non pensa che giocare con un bebè, sia realmente un piacere. Per lei la bambola di stoffa è il vero piacere.

Per tanto, le sofferenze che vedo che il Creatore mi ha inviato, in realtà mi mostrano il mio successivo stato, al quale ascenderò se le accetto correttamente.

Solamente se siamo preparati per avanzare verso i piaceri più elevati, si mostreranno a noi nella loro forma corretta.
Tutto ciò che dobbiamo fare è cambiare il nostro comportamento nei loro confronti, da ricezione a dazione, nella quale sentiremo il successivo grado spirituale.

Per questo, dobbiamo migliorare la qualità del piacere che cerchiamo, però, per il momento lo percepiamo come sofferenza. Quando finalmente apriremo gli occhi, vedremo che non c’è stata mai nessuna sofferenza.

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Gratitudine per il Congresso

feiga_congress_antaliya_2009-10_Per Rav Laitman e il movimento Bnei Baruch:

Mi piacerebbe ringraziarla per questa esperienza emozionante che ha risvegliato tanti sentimenti e impressioni  nella gente proveniente da tutti i confini della terra.

La ringrazio per la sua preoccupazione per la divulgazione della scienza della vita e per il suo sacrificio che permette all’ umanità di avvicinarsi alla Meta della creazione.

La ringrazio per lo sforzo che ha messo nell’ organizzazione di questo magnifico evento, il congresso di Turchia, questi sforzi che hanno permesso alle anime di riunirsi intorno a una sola intenzione: raggiungere la Meta per la quale siamo stati creati.

Ringrazio il Creatore che mi ha dato l’ opportunità di vedere la diffusione della vera scienza dopo 19 anni dalla morte di Rabash.

Desidero per tutti la salute e tutte e condizioni necessarie per raggiungere l’ unione delle anime in Malchut dell’ Infinito.

Prego affinchè la Provvidenza Superiore vi benedica in tutti i vostri desideri e in tutte le vostre azioni.

Rabanit Feiga Ashlag

Conoscere le regole del gioco del Creatore

how-longPer raggiungere il Creatore, la creazione necessita di combinare due forze opposte dentro di sé, poiché in altro modo, non sentirà altro che sé stessa, proprio come gli oggetti dei livelli inanimato, vegetale o animato.

Tuttavia, l’essere umano è diverso, perché sente il suo prossimo. All’inizio vede soltanto la possibilità di sfruttarlo, ma con il tempo, si sviluppa e comincia a capire che il prossimo è sé stesso.

Ci sembra che gli altri stiano contro di noi, perché il nostro ego li allontana e ce li fa odiare, tuttavia, se superiamo questo rifiuto e li uniamo a noi, allora recupereremo la parte perduta e raggiungeremo la Forza che ci separa, il Creatore.

Se riporto il sistema delle anime allo stato corretto, nel quale si uniscono tramite il lavoro comune, allora raggiungerò la Forza Iniziale che ha creato l’Anima Unica che dopo, Lui ruppe, per affidarci il compito di unire i pezzi come prima. Ogni persona è come un bambino che, unendo tutti i pezzi, riesce a diventare grande, raggiunge la mente del Creatore.

Il Creatore mantiene deliberatamente le parti lontane, separandole mediante l’odio e l’egoismo. Egli è come un adulto che ha disfatto tutto il gioco ed ha mescolato tutte le sue parti, dando al bambino la possibilità di svilupparsi poco a poco, acquisire intelligenza e chiedere la correzione degli attributi, per ritornare a ricomporre il gioco più tardi.

Il bambino deve cercare la forma futura dell’Anima e chiedere gli esempi all’Adulto. Deve obbligare il Creatore a correggere la rottura insieme a lui, come un bambino chiede all’adulto di aiutarlo a costruire una casa con i blocchi. Così, giocando con l’Adulto, il bambino comprenderà da dove viene il gioco, a cosa serve, per quale motivo è stato creato con quella forma, e cosa vuole il Creatore da lui. Allora diventerà come Lui.

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La Kabbalah corregge solo la nostra anima, non la nostra esteriorità

higherLa domanda che ho ricevuto: La mia condotta, le mie azioni e il mio atteggiamento verso le persone influenzano il mio sviluppo spirituale?

La mia risposta: Un uomo che studia la Kabbalah deve comportarsi nel modo che è generalmente accettato dalla sua società. Non provare a fare dei giochetti o a fare qualcosa di insolito, e non dire ai tuoi colleghi di lavoro che studi la Kabbalah. Se partecipi alla divulgazione, fallo negli ambienti che siano estranei al tuo. La ragione di tutto questo è che così gli altri non ti influenzeranno negativamente in seguito.

Tutte le correzioni che ha la possibilità di realizzare non sono fatte da te, ma dalla Luce Circostante che riporta l’uomo alla Sorgente. Questa Luce influenza e ripara la sola cosa è rotta – l’anima. Correggendo l’anima, la Luce rimette a posto tutte le sue parti.

Quando si guardano i Kabbalisti che percepiscono il Mondo Superiore, la Dimensione Superiore, o il Creatore, esternamente non si nota nulla di speciale in loro. Oppure viceversa: come si può tentare di trovare un Kabbalista guardando la sua condotta? Ci sono moltissime persone che fanno volontariato negli ospedali e che proteggono l’ambiente e la natura – ma non troverai un Kabbalista tra di loro! Non troverai neppure un Kabbalsita tra coloro che meditano sulle vette delle montagne o che seguono ogni sorta di pratica orientale.

Tu puoi solo correggere quello che è rotto, e la sola cosa che è rotta è la tua anima. La tua anima è incorporata in tutte le altre anime, e perciò, incorporandoti correttamente in esse, sarai in grado di correggere ogni cosa. Ogni cosa che facciamo in questo mondo, a parte le cose che sono necessarie per l’esistenza, non ci procurano alcun beneficio e ci fanno solo soffrire. Perciò, dovresti preoccuparti solo della correzione della tua anima.

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